“Osare l’inosabile”

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-Gabriele D’Annunzio-

Uno sguardo a… maccheroni alla chitarra

La ricetta puoi trovarla QUI! 

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Gabriele D’Annunzio… al Vittoriale

Gabriele D’Annunzio… La pioggia nel pineto

Gabriele D’Annunzio… e l’epoca dei piaceri

Gente di Pescara… Gabriele D’Annunzio

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Uno sguardo a Pescara… il Ponte sul Mare

pescara Ponte sul Mare

Uno sguardo a Pescara… la Nave di Cascella

pescara la nave di cascella

Uno sguardo a… PESCARA

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“Mai nessuno che se la stupri…” così Valandro contro la Kyenge

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Frase choc che lascia davvero senza parole quella scagliata da  Dolores Valandro, consigliera leghista a Padova, contro la Kyenge, ministro per l’integrazione nominata dal governo Letta. La Valandro è anche  vice coordinatrice della locale commissione che si occupa di Sanità e politiche giovanili, eppure non usa mezzi termini nei confronti della neo ministro in un articolo sul sito “tuttiicriminidegliimmigrati.com” commentando uno stupro a danno di due ragazze da parte di un immigrato africano. Poi ci pensa la sua “amica” a iniettare ancora veleno scrivendo “Che soddisfazione sarebbe”. Cosa aspettiamo a chiudere il sito e a moderare i toni? Perché non apriamo un dibattito sulla sostenibilità dello ius solis invece di mancare di rispetto alle nostre istituzioni? Perché non riusciamo a capire se possiamo davvero dare un futuro, in un ‘economia a pezzi, a questi stranieri o se purtroppo continuiamo a illuderli con la speranza di un domani che non riusciamo neppure a garantire ai nostri giovani?

Dopo qualche ora arriva la dissociazione da parte della Lega. E’ Bitonci che in una nota esprime il suo rammarico per la frase rivolta al ministro Kyenge: «Mi dissocio nella maniera più totale dalla frase violenta, stupida e inopportuna scritta dalla consigliera di quartiere di Padova Dolores Valandro su Facebook nei confronti del ministro Kyenge. Si tratta di una sua personale iniziativa che non è condivisa dal Movimento. Prenderemo immediatamente provvedimenti disciplinari nei confronti della Valandro e personalmente le ho già chiesto comunque di rimuovere questa scritta dal suo profilo e di chiedere scusa».

Immediatamente gli fa eco Flavio Tosi: «Una dichiarazione inqualificabile – ha detto Tosi all’ANSA -. Era già sospesa. Stasera sarà espulsa».

La Cgil di Padova esprime «sconcerto e profonda amarezza rispetto alle dichiarazioni fatte dalla consigliera del quartiere Padova Nord Dolores Valandro nei confronti della ministra Kyenge. Condanniamo con forza queste dichiarazioni xenofobe e violente, a maggior ragione in quanto provenienti da chi dovrebbe rappresentare le cittadine e i cittadini ricoprendo cariche istituzionali. Chiediamo quindi le dimissioni dagli incarichi ricoperti dalla consigliera coinvolta». «Esprimiamo – conclude la nota – tutta la nostra solidarietà alla Ministra che la città di Padova, proprio nei giorni scorsi, ha avuto l’onore di accogliere con partecipazione, coinvolgimento e grande apprezzamento per il lavoro politico che sta portando avanti».

Cede l’impalcatura e due lavavetri restano appesi nel vuoto

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Sarebbero due le persone rimaste nel vuoto in attesa che i vigili del fuoco possano trarli in salvo. I due operai lavoravano come lavavetri a uno dei più alti grattacieli di Manhattan, , la Hearst Tower, alta 182 metri e con 46 piani, quando l’impalcatura ha ceduto e loro si sono ritrovati intrappolati nel vuoto.

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Enrico Mentana e la lite con Giuliano Ferrara: “ultima volta”?

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“Bersaglio mobile” e l’aria che si surriscalda. Enrico Mentana che si occupa di Luigi Bisignani e delle sue rivelazioni pubblicate in un recente libro… in studio Giuliano Ferrara  che a metà trasmissione alza la voce e scatena la lite con il direttore del TgLa7. Ferrara minaccia di andarsene se non può esprimere la sua opinione e poi ribatte al conduttore:  «Non ti devi permettere di mettermi a tacere  questa è l’ultima volta che metto piede in questo cesso in cui si parla solo di pettegolezzi. Anziché parlare di Bisignani e delle banche, parliamo della tua carriera con Berlusconi e con Tarek Ben Ammar»

Dopo un furente faccia a faccia gli animi si calmano e Bisignani torna a parlare… Sarà davvero l’ultima volta?

 

Pattinson è il nuovo volto di Dior Homme

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Quello che doveva rimanere un segreto finoa  ottobre è ormai su tutti i media. Robert Pattinson sarà il nuovo testimonial Dior Homme, e prenderà il posto del più maturo Jude Law. Una talpa avrebbe fotografato e postato su Instagram le immagini del party in piscina di ieri sera, al Petite Ermitage, a cui Pattinson ha preso parte un po’ intimidito. Esce dai panni del vampiro per immedesimarsi in quelli del sex symbol  targato Dior.

Oltre il Bosone di Higgs: il nuovo progetto targato Cern

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E’ stato presentato oggi dal Cern, in cinque volumi, il progetto tecnico per “l’erede” dell’acceleratore di particelle che ha portato alla scoperta del bosone di Higgs. E’ infatti semaforo verde per la costruzione dell’International Linear Collider (Ilc), un acceleratore lineare che avrà il compito di completare e approfondire le scoperte fatte con l’Lhc e, forse, fare i primi passi nel regno della cosiddetta “nuova fisica”. Presentato in Giappone, a Tokyo, in Svizzera, presso il Cern di Ginevra, e negli Stati Uniti, nel Fermilab di Batavia, vicino Chicago, “Il rapporto tecnico è una testimonianza dello sforzo di cooperazione globale che ha portato a progettare una macchina così sofisticata”, ha osservato Pier Oddone, presidente del Comitato Internazionale per i futuri acceleratori (Icfa). Sakue Yamada, direttore di ricerca dell’Ilc, ha poi spiegato che “la scoperta del bosone di Higgs con l’Lhc ha reso ancora più convincente il progetto dell’Ilc, che potrà studiarne le proprietà nel dettaglio”. Per il progetto sono stati coinvolti oltre mille fra ricercatori e ingegneri di oltre 100 università e laboratori di oltre 20 Paesi. Nella macchina scorreranno fasci di particelle contenenti, ciascuno, 20 miliardi di elettroni o positroni concentrati in un’area più sottile di un capello umano, rendendo così possibile produrre innumerevoli collisioni che avverranno al ritmo di 7.000 al secondo all’energia di 500 miliardi di elettronvolt (500 GeV) e produrranno a loro volta nuove particelle. Il tutto all’interno di due acceleratori lineari paralleli, ognuno lungo 31 chilometri, al centro dei quali si scontrano  i fasci di elettroni e positroni a temperature vicine allo zero assoluto.

Lapo e la sua 500 con carrozzeria in pied de poul

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Chi ha detto che una 500 non può essere davvero originale? inoltre se alla guida troviamo Lapo Elkann che accompagna a Milano sua cugina Bianca Brandolini d’Adda, sicuramente l’occasione per scattare una foto è delle più ghiotte! La 500 poi ha una carrozzeria in stile pied de poule… come passare inosservati?

Adele Gambaro batterà Grillo grazie al suo stesso regolamento?

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Il “caso Gambaro” ha solleticato la creatività degli utenti della rete, del resto come si può resistere quando un deputato viene cacciato dal Movimento 5 Stelle perchè ha osato muovere delle critiche nei confronti del Semplice Portavoce? E così l’impressione che il regolamento dei pentastellati sia ancora più arduo di quello del Fight Club: in quel caso era vietato parlarne, ma qui non si può nè parlare, nè pensare, nè, peccato mortale, perdere lo scontrino. A cosa porterà tutto questo? Beh, probabilmente che si avvererà la famosa profezia: “ne resterà soltanto uno”.

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Ma ricapitoliamo cos’è successo: la senatrice aveva affermato, in un’intervista a sky, che ” il problema del M5S è Beppe Grillo”. A questo punto il Semplice Portavoce prima lancia un sondaggio per capire se davvero è lui il problema e poi la invita, in un post di fuoco, ad “uscire quanto prima dal Movimento”, aggiungendo l’accusa di aver pronunciato dichiarazioni lesive nei suoi confronti, “in particolare sulla mia valutazione del Parlamento, danneggiando oltre alla mia immagine, lo stesso MoVimento 5 Stelle”. La risposta è che non uscirà dal gruppo di sua spontanea volontà, nonostante Crimi avesse auspicato che la senatrice “prendesse atto” delle divergenze e ne traesse le conseguenze. Del resto il gruppo non può cacciarla se non vuole rischiare un precedente davvero pericoloso. La Gambaro non è stata cacciata, solo “invitata” ad andarsene e al riguardo il codice di comportamento spiega in che modo sia possibile espellere un parlamentare:

I parlamentari del M5S riuniti, senza distinzione tra Camera e Senato, potranno per palesi violazioni del Codice di Comportamento, proporre l’espulsione di un parlamentare del M5S a maggioranza. L’espulsione dovrà essere ratificata da una votazione on line sul portale del M5S tra tutti gli iscritti, anch’essa a maggioranza.

Quello del Senato, inoltre, è ancora più specifico:

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Morale: la Gambaro pretende le scuse da Grillo e non se ne andrà nel gruppo misto e il Semplice Portavoce non può chiedere l’espulsione perchè la richiesta è riservata ai parlamentari riuniti e può essere fatta solo da un deputato o un senatore che però rischierebbe di fare la “figura del cattivo”, anche perchè tra le violazioni del regolamento non è elencata la lesa maestà del Semplice Portavoce. C’è chi si attacca a un’affermazione della senatrice nella sua presentazione nei meetup bolognesi: “Penso ad un Parlamentare che nel caso non fosse più in sintonia con il M5S, grazie al quale è stato eletto, la sua base, i suoi principi, semplicemente si debba dimettere”. Sarebbe lecito quindi aspettarsi una simile decisione? No! Perchè la Gambaro ha criticato Beppe Grillo e non il MoVimento, anzi, ritiene che sia il comportamento del Semplice Portavoce a danneggiare il movimento. Lei non ha dunque mai detto di non riconoscersi con i principi grillini. Ma a questo punto non resterebbe che sostenere che lei sia invisa alla base, ma così si creerebbe un precedente di espulsione anche in assenza di violazioni. Quindi: la Gambaro non se ne va, a meno che non venga cacciata, e in questo caso dimostrerebbe che nessuno vale uno e solo Grillo, che non è neanche in Parlamento, comanda. Bisognerà attendere la riunione di questa sera per scoprire se la senatrice è riuscita a gabbare Grillo con il suo stesso regolamento!

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Sparatoria a San Basilio: il 118 picchiato a Roma

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Il 31enne Maurizio Aletto è morto oggi, nel quartiere San Basilio a Roma, a seguito di una sparatoria durante la quale è stato colpito alla nuca. L’episodio è avvenuto in via Tanfo, attorno alle 18, ed è scaturito dopo una futile lite per motivi di viabilità. A estrarre l’arma una guardia giurata 53enne, che si trovava in auto con il figlio e che è già stata arrestata. Il figlio dell’assassino, un 25enne, era sceso dall’auto e aveva iniziato a litigare con la vittima che, per tutta risposta, ha estratto un coltello ferendolo e spingendo così il padre a intervenire. L’ambulanza del 118, arrivata in sei minuti dalla chiamata, è stata accolta da una sassaiola partita dalla folla che si era formata e che ha picchiato i tre operatori, rompendo anche la clavicola all’autista. Nonostante tutto, i soccorritori sono riusciti a caricare la prima delle due vittime sul mezzo. Ma alcune persone hanno danneggiato i vetri e la carrozzeria con le pietre. Una seconda ambulanza ha poi trasportato il giovane 25enne ferito.

Ecco il cadavere di una stella

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Una nuvola di gas, un oggetto catalogato con la  sigla SNR B0519-69. Ecco come appare un cadavere di una stella: un sottile velo rosso che fu una supernova. 600 anni fa, doveva essere una nana bianca, una stella simile al nostro sole che ha esaurito il suo ciclo vitale. Ora è visibile solo sotto forma gassosa… fra un po’ non sarà più visibile neanche in questa  forma.

Quella palla che sfugge di mano a Ibra… e finisce in faccia all’avversario!

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Nel web piovono critiche su  Zlatan Ibrahimovic che si sarebbe macchiato di un “brutto gesto” durante la gara della sua Svezia contro le Isole Far Oer valevole per le qualificazioni ai Mondiali brasiliani. Dopo uno scontro co un avversario, avvenuto nel finale di partita, Ibra, secondo la versione che si legge, andrebbe a protestare con l’arbitro e mentre il direttore di gara non guarda lancerebbe la palla in faccia all’avversario. Eppure a guardare il video qualche dubbio sorge: ma siam sicuri che l’ex Milan si sia accorto del giocatore in arrivo? Voi che ne pensate?

E Papa Francesco ora viene reclutato anche dagli “harleysti”!

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Inizierà domani il raduno degli “harleysti” a Roma, in occasione del 11o° Anniversario della casa motociclistica che tanto ha influenzato il nostro immaginario. E proprio per l’occasione la stessa Harley-Davidson ha voluto omaggiare Papa Francesco con due dei suoi modelli, corredati da tutti gli accessori di rito. Dopo la passione per il pallone… Francesco I scoprirà quella per le due ruote?

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Debora: vi racconto la mia storia di terapista del sesso

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La 31enne roma Debora De Angelis ha deciso di “metterci la faccia” e rompere il tabù sul ruolo dell’assistente sessuale parlando ad Adnkronos Salute e raccontando la sua storia di “terapista del sesso” che si è presa cura di tre ragazzi disabili. La sesso-terapia è un tema delicato, ma sembra inizi ad esserci dell’interesse al riguardo da parte degli italiani, come confermerebbe il successo della petizione online per l’istituzione dell’assistente sessuale che, dopo esser stata lanciata dal web designer con una grave disabilità Max Ulivieri, ha raggiunto in pochi mesi ben 5 mila adesioni. Il rischi che questa terapia comporta, però, è che il paziente possa venir coinvolto emotivamente. Spiega Debora: “Il mio percorso da autodidatta mi ha portato a definire delle ‘regole’ da rispettare: il disabile dev’essere preparato a livello psicologico, fisico, emotivo e sentimentale su cosa si potrà aspettare e cosa non deve aspettarsi dal terapista. Una persona che non si è mai espressa a livello emotivo può infatti sviluppare un interesse morboso verso chi gli dà attenzione. È necessario quindi conoscere prima la persona, capire se è emotivamente stabile e valutare caso per caso se può sostenere la terapia”. Debora ha interrotto la sua esperienza in questo campo “per motivi personali” ma resta convinta che l’istituzione della figura dell’assistente sessuale sia una sfida da vincere. “Oggi i disabili – spiega – sono assistiti solo da prostitute che però fanno sesso per lavoro”, quindi senza avere una formazione adeguata a relazionarsi con il disabile.  E sottolinea: “La prostituta agisce solo a livello sessuale, la terapista invece offre gli strumenti giusti per garantire al ragazzo una vita sessuale autonoma. La prostituta inoltre – conclude Debora – gestisce il suo corpo a seconda delle richieste del cliente, la terapista invece non può fare tutto, dalla terapia è infatti esclusa la penetrazione o il sesso orale”.

Giornata Mondiale contro il Lavoro Minorile

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Stando alle stime dell’Onu, sono 57 milioni i bambini che non vanno a scuola e, tra questi, moltissimi lavorano per una paga misera quando non vivono in condizioni di schiavitù. L’Organizzazione internazionale del Lavoro parla si 15.5 milioni di bambine utilizzate per il lavoro domestico, che fanno le sguattere in famiglie che spesso le maltrattano all’insaputa dei famigliari. Terres des Hommes parla di 4mila bambine-schiave, di un’età comprese tra i 6 e i 13 anni, nella sola regione di Cusco. Provengono dalle campagne e sono nate in famiglie che sperano di ricavare un reddito mandandole in città a fare le domestiche. Ma così facendo le bimbe, spesso, smettono di avere contatti con i genitori e smarriscono per sempre la propria identità, il loro cognome, il legame con il villaggio di origine. Ci sono centri in cui si ascoltano le storie di queste ragazze, come nel Yanapanakusun, a Cusco: “La loro dignità viene continuamente umiliata, con maltrattamenti, vessazioni e privazione di cibo. Non sono rari gli episodi di violenza e abusi, anche sessuale, ma le bambine e le ragazze che lavorano come domestiche sono quasi sempreinvisibili alla società, in quanto confinate nelle case, spesso senza più alcun contatto con la famiglia d’origine”. L’associazione che lo gestisce spiega che, da loro, possono frequentare una scuola serale e contribuiscono a sensibilizzare le famiglie delle zone rurali affinché non cedano alla tentazione di impiegare le loro figlie come domestiche. Anche Papa Francesco, oggi, ha lanciato un appello contro il “deprecabile fenomeno in costante aumento specialmente nei Paesi poveri” e ha auspicato ”vivamente” ”provvedimenti ancor piu’ efficaci” della comunita’ internazionale. ”Tutti i bambini devono poter giocare, studiare, pregare e crescere nelle proprie famiglie, e questo in un contesto armonico, di amore e serenita”’, ha aggiunto. ”Questa gente invece di farli giocare li fa schiavi, e’ una piaga questa”, ha detto ancora il Pontefice, secondo il quale per i bambini crescere serenamente ”e’ un loro diritto e un nostro dovere”. ”Guai a chi soffoca in loro lo slancio gioioso della speranza!”, ha concluso.

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Moreno Donadoni: tra amore e Sanremo

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E’ la rivista Chi a scoprire il volto della fidanzata del vincitore di Amici Moreno Donadoni, lei si chiama Ilaria Melotti e il rapper, riservato com’è, non l’ha mai nominata durante il programma, pur sapendo che lei era sempre presente. Ora che è uscito dalla “casetta bianca”, però, non è solo di amore che parla. Tanti sono i progetti e lui stesso ha dichiarato che sarebbe onorato di una chiamata per il Festival di Sanremo, che probabilmente sarà nuovamente condotto da Fabio Fazio. In effetti, un’eventuale salita sul palco del Festival della Canzone Italiana, non meraviglierebbe: sono diversi gli ex-concorrenti dei vari talent show che hanno compiuto il passaggio. E Moreno potrebbe non essere il solo “papabile”, visto che anche la vincitrice di The Voice of Italy, Elhaida Dani, potrebbe intraprendere il percorso. Fazio, dal canto suo, ha così commentato i rumors: i talent “sono l’equivalente di quello che una volta erano i ‘Giro Mike’ o Castrocaro: prima si andava in piazza, oggi in tv; il tema vero è la qualità e la maturità del cantante”.

La ripresa solo nel 2036? E’ solo un mito?

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Il reddito è in flessione ininterrotta dal 2008 e, a causa della crisi, ogni famiglia ha registrato in media una riduzione del proprio potere d’acquisto di oltre 3.400 euro. La dimensione della crisi è tale che, per tornare alle dinamiche di crescita precedenti, bisognerebbe aspettare il 2036. Questo è quanto emerso dall’assemblea di Confindustria… forse l’allarmismo è eccessivo, ma i dati non sono favorevoli.

«Agire tempestivamente. Lo si è iniziato a fare con la sospensione dell’Imu, ma bisogna ora proseguire con un’organica revisione della tassazione degli immobili». Lo afferma il presidente Confcommercio Carlo Sangalli. Revisione per dare «solide fondamenta alla finanza comunale» ma che prenda atto «dell’insostenibilità dell’attuale carico sugli immobili strumentali delle imprese, compresi negozi e alberghi, per i quali va consentita la deducibilità del reddito d’impresa e anche dell’Irap».

E l’Iva? “La decisione non è stata presa, la volontà c’è ma non so se saremo in grado di farlo”

Questa è la notizia che oggi ha iniziato a rimbalzare in rete, portando sconforto e indignazione…  Intanto i consumi decrescono ancora, mai così male dall’inizio della nostra Repubblica. Un vortice che non riesce ad arrestarsi e il patto con l’Europa da rispettare… ma siamo sicuri che ci convenga ancora restare in Europa? Potrebbe davvero andre peggio di così?

Kate inaugurerà la Royal Princess

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Alla Duchessa l’onore di fare da madrina alla Royal Princess, la nave più grande mai costruita da Fincantieri, con una capacità di 5600 passeggeri. La nuova ammiraglia della Princess Cruises, brand storico che appartiene al gruppo statunitense guidato da Micky Arison, primo operatore a livello mondiale nel settore crocieristico, è stata già consegnata nei cantieri di Monfalcone per essere battezzata il 13 giugno prossimo  nel porto di Southampton (Gran Bretagna).

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E’ in arrivo lo “svuota-carceri” e il lavoro per i detenuti?

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Le carceri italiane sono sovraffollate e questo è un dato di fatto, così la titolare della Giustizia Anna Maria Cancellieri cerca attraverso una proposta di affrontare il dramma delle prigioni. Il problema sarà risolto entro maggio 2014, come previsto dalla Corte europea dei diritti dell’uomo: «L’Europa impone che ciascun detenuto abbia a disposizione, in cella, un spazio non inferiore ai tre metri quadrati. Sotto questa soglia è considerata tortura». Ed ecco che, per il 15 e 16 giugno, arriva un decreto legge con cui anticipare alcune uscite dal carcere e limitare le entrate. Insomma il piano è quello di far  “uscire un po’ di persone, quelle che hanno mostrato di esserselo meritato e non fa entrare altri che possono essere mandati agli arresti domiciliari o assegnati ai lavori socialmente utili”.

Le misure, però, come ha spiegato Cancellieri, riguardano «persone non pericolose e per coloro che hanno commesso reati che prevedono pene basse». In totale di tratta di «3.500-4 mila persone». ma se abbiamo un problema di circa 20 mila detenuti in più a quelli che dovremmo avere, si risolve ora il problema con 3500 o 4000 persone?

E poi si torna a parlare di indulto…  Il ministro ha chiarito di non avere in mente un indulto, perché questo «svuoterebbe le prigioni di circa 20 mila persone». E il governo non ha intenzione di proporlo, al massimo «è una questione che riguarda il parlamento».
In programma, però, ci sono gli ampiamenti delle strutture: «Nel 2012 sono stati ricavati 2 mila posti in più», ha proseguito nell’intervista Cancellieri, «nel 2013 ne otteremo 4 mila, nel 2014 altri 2.500 ed entro il 2016 ancora 2 mila. In totale averemo circa 11 mila posti in più entro tre anni».

I soldi per un l’occupazione giovanile non ci sono, ma per l’ampliamento delle carceri sembrano già essere stati stanziati ampiamente?

Il ministro ha sveltato di essere in possesso di un «tesoretto» per risolvere il problema del sovraffollamento. Inoltre ci sono grandi progetti per i detenuti, secondo il Guardasigilli: il detenuto non deve rimanere in cella tutto il giorno a non fare nulla. Deve poter uscire e lavorare: non giova solo a lui, serve anche a chi sta fuori, perché riduce, e di molto, la possibilità di una recidiva».

Quindi per i giovani non c’è lavoro, ma c’è invece per i detenuti?

Il 15 giugno manifestazione di Casapound, mentre sfila il gay pride

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Si raduneranno nello spazio Area 19, gestito da Casapound, gli esponenti di estrema destra che il 15 giugno, mentre a Roma ci sarà il gay pride, manifesteranno a favore del presidente siriano Assad. Il comune è solo riuscito a negare lo spazio di Ponte Milvio dirottando quindi la protesta in un uno spazio autogestito.

Ecco il comunicato presentato da “Il Messaggero”:

Il raduno di neofascisti pro-Assad non si terrà più in piazza, a Ponte Milvio. Dopo gli appelli – a cominciare da quello di Riccardo Pacifici, presidente della comunità ebraica – che si sono levati contro la presenza di vari gruppi estremisti in città, il Comune ha ritirato l’autorizzazione per l’occupazione di suolo pubblico. L’appuntamento rimane però confermato, per il pomeriggio del 15 giugno, nello stesso giorno del Gay Pride. I movimenti neofascisti di mezza Europa, dalla Francia alla Grecia, si riuniranno così in via Monti della Farnesina, all’interno di “Area 19″, lo spazio occupato gestito da CasaPound. Dietro all’organizzazione del raduno dell’orda nera, infatti, ci sono proprio i Fascisti del Terzo Millennio di Gianluca Iannone, anche se formalmente le fila dell’evento sono tenute dalla neonata sigla del Fronte Europeo di solidarietà per la Siria. Del gruppo fa parte anche l’associazione Zenit, organizzazione di estrema destra capitolina, che dichiara di avere «radici nel fascismo». «Il Fronte Europeo per la Siria comunica che, nonostante le pressioni subite da parte della Questura di Roma e del Comune che ha negato all’ultimo momento la disponibilità del suolo pubblico – hanno reso noto poco fa quelli del Fronte europeo per la Siria – ha comunque deciso di svolgere la manifestazione nello stesso giorno in via Monti della Farnesina, nei pressi di Ponte Milvio. Comunichiamo inoltre che la manifestazione si svolgerà secondo il programma e gli orari precedentemente stabiliti».

A caccia del testamento… dopo la Chiesa, arriva Emergency!

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Emergency, l’associazione guidata da Gino Strada, ha un bilancio piuttosto in bilico e così si è inventata un’autentica campagna pubblicitaria per sollecitare lasciti a suo favore. Basta andare sul sito per poter leggere che “Con un lascito testamentario a favore di Emergency fai una scelta di solidarietà” e qualche riga dopo  “permetterai ai nostri medici di continuare a portare cure alle vittime della guerra, delle mine antiuomo e della povertà”. Ma se non hai molto da offrire puoi anche metterti al servizio dell’associazione puoi offrire il tuo contributo alla costruzione di un futuro di pace e rispetto dei diritti umani”. Insomma, Emergency scende in campo, proprio nei giorni in cui feroci polemiche hanno investito più o meno lo stesso sistema utilizzato da Radio Maria, l’emittente cattolica che è arrivata a spedire lettere agli ascoltatori per sollecitare testamenti.

Io speriamo che me la cavo? Il tweet di Renata Polverini!

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Scivolone sull’italiano che crea non poco imbarazzo per la deputata Pdl ed ex presidente della Regione Lazio Renata Polverini. Per lanciare la nuova vesta grafica del suo sito personale ha infatti cinguettato un messaggio da matita blu delle maestre delle elementari. Sulla sua pagina Twitter si legge infatti: “E’ in linea il nuovo sito renatapolverini.it con una veste grafica completamente rinnovata. Spero che vi piace“.

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Le vacanze pagate a rate!

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Le famiglie italiane, la crisi e le vacanze. Questo sembra essere la formula strana che ancora non si riesce a comprendere, perché se da una parte c’è chi ha deciso di non andare in ferie per le ristrettezze economiche, c’è anche chi invece alle ferie non ci rinuncia e fa un prestito anche a costo di dover pagare per tre anni e mezzo la somma richiesta. Insomma alle vacanze c’è proprio chi non ci vuole rinunciare… magari quelle famiglie con un bambino piccolo, a cui i dottori si raccomandano di far prendere il sole oppure le famiglie che vogliono comunque tenere alto un certo tenore di vita e quindi non rinunciano alla vacanza con gli amici. A quanto sembra il prestito per le vacanze è in aumento e sono sempre più gli italiani che non lo considerano più un tabù! La spesa mensile si aggira su una rata da circa 139 euro (appena un anno fa la rata era da 120) e di solito chi richiede il prestito è un uomo, di circa 38 anni, dipendente di un’azienda privata. La regione in cui si chiedono più prestiti per le vacanze è la Lombardia, ma è la Campania dove c’è l’aumento percentuale più alto circa il 24%.

Letta in letargo e la trilogia impossibile!

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E’ il Financial Times a intitolare il suo editoriale “La Letargia di Letta” e a ironizzare sul nostro premier che può sorridere, guardando al risultato delle elezioni comunali, con la vittoria del Pd, lo stop di Silvio Berlusconi e il risultato negativo di Beppe Grillo che gela l’avanzata del populismo in Italia” e poi aggiunge “il presidente del Consiglio deve fare buon uso del fatto che gli italiani sembrano aver concesso il beneficio del dubbio al suo governo di larghe intese”. Poi sferra l’attacco e ricorda che  da quando è stato scelto da Giorgio Napolitano per guidare il governo, Letta “ha fatto molto poco per rimettere in moto l’economia” e in questo momento “il suo programma assomiglia sempre di più a una trilogia impossibile”. E cioè: “Vuole tagliare le tasse, aumentare la spesa per l’istruzione e, allo stesso tempo, rispettare gli obiettivi sul deficit fissati da Bruxelles”.

 Poi naturalmente, il Financial Times elogia ancora una volta il governo Monti  “governare comporta scelte difficili” e impopolari come insegna la “lezione del governo tecnocratico di Mario Monti”, le cui riforme non hanno pagato in termini di consenso popolare, così come è “difficile conciliare le priorità divergenti dei partiti che sostengono l’esecutivo”. Inoltre, “c’è il rischio che la coalizione che sorregge Letta non resista se Berlusconi fosse condannato in uno dei suoi processi”. 

Per fortuna che il Financial Times ha sempre le sue certezze… e sono:

La sconfitta del Movimento 5 Stelle è giudicata dal Ft “politicamente rilevante”. “La creazione di Beppe Grillo, un comico trasformato in attivista, ha pagato un prezzo pesante per il suo rifiuto a sostenere ogni sorta di governo di coalizione”.

“È una buona notizia che l’ondata di populismo frenetico che era scesa sull’Italia alle elezioni politiche sembri essere diminuita. Gli italiani – prosegue l’editoriale – vogliono soluzioni alla crisi economica. Fino ad ora, sembrano disposti a dare al signor Letta e al suo gabinetto il beneficio del dubbio”.

È a questo punto che parte l’affondo/avvertimento al premier. “Il presidente del Consiglio, tuttavia, dovrebbe utilizzare questo tempo saggiamente. L’economia si è contratta del 2,4% in un anno, secondo i dati dei primi tre mesi. Il governo si aspetta una ripresa nella seconda metà di quest’anno, ma ciò sembra sempre più improbabile”.

E ancora: “Da quando è stato scelto dal presidente Giorgio Napolitano, l’onorevole Letta ha fatto ben poco per far funzionare l’economia. Così com’è, il suo programma appare sempre più come una trilogia impossibile: vuole tagliare le tasse, aumentare la spesa per l’istruzione e, allo stesso tempo, rispettare gli obiettivi di disavanzo fissati da Bruxelles. Ma il governare richiede scelte difficili”.

“È difficile conciliare le priorità divergenti dei partiti che sostengono l’esecutivo”, riconosce il quotidiano Ft. “Una lezione dall’esperienza del governo tecnico di Mario Monti è che le riforme non sempre pagano in termini di consenso popolare. Vi è il rischio che la coalizione non durerà se Berlusconi viene condannato in uno dei processi che deve affrontare”.

Non sono ammesse, tuttavia, giustificazioni. “Nessuna delle scuse di cui sopra resta in piedi, quando la necessità di riforme è così pressante. Gli elettori hanno dato spazio signor Letta. E lui dovrebbe provare a rimettere l’Italia in movimento”.

La triplice scorta della Kyenge che si fa largo a suon di clacson

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Sembra un film, l’arrivo del ministro dell’Integrazione Cecile Kyenge a Milano come viene narrato da alcuni cittadini, passanti e avventori di un mercato rionale che in pochi minuti hanno assistito a un carosello di tre auto a velocità sostenuta tra le vie del quartiere Niguarda, con sirene e paletta fuori dal finestrino. Il ministro era infatti atteso a Villa Clerici per un’iniziativa per la giornata mondiale contro lo sfruttamento del lavoro minorile e a quanto sembra, le auto, aperte da una vettura della Guardia di Finanza, hanno anche percorso alcuni metri in contromano di un tratto della via Terruggia, per raggiungere il luogo dell’evento.

“E’ necessario che il governo intervenga, richiamando ufficialmente il ministro Kyenge a un uso più civile della scorta e che le ricordi che è ministro qui in Italia e non in Congo, dove i potenti di turno sono avvezzi a scorrazzare con le sirene spianate“. Ha commentato Massimiliano Bastoni, consigliere comunale della Lega Nord a Palazzo Marino.

“Per essere da poco diventata ministro italiana la signora Kyenge dimostra di avere imparato bene i difetti della nomenclatura politica romana, ossia: arroganza, uso smodato di una triplice scorta armata, dispendio di denaro pubblico”, ha aggiunto. Per l’esponente del Carroccio “la reazione dei cittadini di Niguarda, che anche recentemente hanno denunciato una mancanza delle forze dell’ordine sul territorio, di fronte a questi atti sfrontati, è encomiabile”.

Mentre su twitter Matteo Salvini, scriveva: “La signora Kyenge stamattina arriva a un mercato di Milano, con 3 auto blu di scorta, sirene e palette. La gente la contesta e le urla “vergogna”. Come mi dispiace, sicuramente la signora Boldrini farà subito un comunicato in difesa della poverina…”.

Lionel Messi denunciato per evasione fiscale

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E’ stato denunciato per evasione fiscale Lionel Messi, attaccante argentino del Barcellona, insieme a suo padre, Jorge Oracio Messi, per tre presunti reati contro il fisco, per aver evaso oltre 4 milioni di euro nelle dichiarazioni dell’Irpef del 2007, 2008 e nel 2009.

Il Csm contro Messineo… faide all’interno della magistratura o reato?

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Al centro del provvedimento che potrebbe portare al trasferimento di Francesco Messineo c’è l’accusa, citata  dal pm Leonardo Agueci, per la mancata cattura di un boss ricercato senza tregua da anni. Il procuratore capo di Palermo  non avrebbe favorito la circolazione delle informazioni all’interno dell’ufficio e “conseguenza di questo difetto di coordinamento sarebbe stata la mancata cattura del latitante Matteo Messina Denaro”.

L’accusa che viene mossa nei confronti del procuratore di Palermo è anche quella di aver avuto rapporti privilegiati con Antonio Ingroia, già procuratore aggiunto nel capoluogo siciliano e leader di Azione Civile, che lo avrebbe condizionato nelle sue decisioni.

Una situazione che avrebbe determinato spaccature e incomprensioni nella Procura palermintana.

La legge sulla droga Fini-Giovanardi è costituzionale?

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Ora sembrano sorgere dubbi costituzionali sulla legge sulla droga Fini-Giovanardi che equipara le droghe leggere a quelle pesanti ai fini di una disciplina sanzionatoria. La  Terza sezione penale della Cassazione ha disposto l’invio degli atti alla Consulta.

La Cassazione ha accolto in parte il ricorso presentato da un 46enne di Palermo, condannato dalla corte d’Appello di Trento a 4 anni di carcere (beneficiando delle attenuanti generiche) e ad una multa di 20 mila euro per aver trasportato quasi 4 kg di hashish. Secondo la difesa, ”l’eliminazione della distinzione tra cosiddette droghe leggere e pesanti e il rilevantissimo aumento delle pene edittali per le condotte aventi ad oggetto le prime, non sarebbe conforme né al principio di proporzionalità rispetto al disvalore espresso dalla condotta incriminatrice né all’esempio di proporzionalità predisposto a livello comunitario”.

Secondo la Cassazione ci sono dubbi sulla possibile violazione dell’ articolo 77 secondo comma della Costituzione, che regola i decreti legge e le leggi di conversione. Le norme in questione, infatti, vennero inserite nella legge di conversione con un maxiemendamento al dl 272/2005 il cui oggetto originario erano le ‘‘Misure urgenti dirette a garantire la sicurezza e il finanziamento per le Olimpiadi invernali di Torino, la funzionalità dell’amministrazione dell’interno e il recupero di tossicodipendenti recidivi”. Esistono quindi – secondo la Cassazione – dubbi sull’estraneità delle nuove norme inserite nella legge di conversione alla finalità ed alla ratio dell’originale decreto legge e, in via subordinata, sotto il profilo della evidente carenza del presupposto del caso straordinario di necessità e urgenza”.

DROGA

Manifestano i disabili davanti al ministero dell’economia

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I disabili manifestano davanti al ministero dell’economica per chiedere quanto dovrebbe essere ormai acquisito ovvero il “ripristino del fondo della non autosufficienza per un importo non inferiore a 600 milioni. L’impegno del governo a incanalare con decreto dettagliato 500 milioni per le patologie gravemente invalidanti, con contributo rapportato al bisogno assistenziale legato all’ingravescenza. Il riparto fra le regioni dovrà essere fatto in funzione del tasso di prevalenza delle patologie interessate. L’erogazione di un contributo annuo di 20.000 euro per ogni persona portatrice di malattia neurodegenerativa progressiva, con tracheostomia, in ventilazione meccanica 24 ore su 24 e tetraparesi con allettamento; casi di coma bisognosi di assistenza 24 ore su 24”.

L’Associazione 16 novembre insieme alle famiglie dei disabili ha deciso quindi di manifestare e portare all’attenzione questo grave problema che si è acuito con i tagli operati in seguito al patto di stabilità.

Il progetto di Marino: via dei Fori Imperiali pedonale dal 15 agosto

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L’aveva anticipato nel suo ultimo confronto diretto con Alemanno: Marino, nuovo sindaco di Roma, ha le idee chiare “Nei prossimi tre mesi renderò pedonale il più grande parco archeologico del mondo”. Ora dimostra di essersi già messo all’opera al riguardo e ha spiegato che uno dei primissimi provvedimenti che intende firmare è proprio quello per rendere pedonale via dei Fori Imperiali, in pieno centro di Roma: “Pedonalizzerò i Fori Imperiali e pensavo di farlo il 15 di agosto. Il giorno prima farò l’ultimo giro con la mia Panda su via dei Fori Imperiali, dopodiché ci tornerò in bicicletta”. Via dei Fori Imperiali è una zona dall’alto contenuto storico, ma che è anche un’importante snodo di traffico nel centro di Roma e che, se chiusa, può paralizzare l’intera zona. In caso di chiusura, quindi, servirà un’alternativa altrettanto rapida  per spostarsi da Piazza Venezia al Colosseo.

Problema dell’impatto ambientale vs problema del traffico dunque, perchè se storici e ambientalisti hanno le loro ragioni, ne hanno molte anche coloro che nella città devono muoversi e richiedono una viabilità semplice, non percorsi alternativi. Del resto stiamo parlando di una capitale dove, ovunque ci si muova, c’è qualche reperto da scoprire, come dimostrano anche i lavori per la nuova Metro. Ma via dei Fori Imperiali va oltre a questo: va deciso se chiuderla o no. E c’è disaccordo: la direttrice del Colosseo, Rossella Rea, chiede la chiusura perchè il traffico opera per annerire e sgretolare lo storico monumento. “Le automobili passano tra Colosseo e colle Oppio. Le trenta arcate su quel lato sono le più annerite, si vede a occhio nudo. Ma le nuove, ennesime analisi ci confermano che il travertino si sta gessificando”, ha spiegato al Corriere della Sera, proseguendo: “Le ultime analisi chimiche sono state condotte dalla Cistec per conto della Soprintendenza archeologica di Roma. Analizzata al microscopio ottico, la patina nera che abbiamo prelevato su un’intera arcata presenta stratificazioni successive con piombo e altri metalli derivanti dalle benzine non verdi dei motori a scoppio”. All’opposto, per Andrea Giardina, storico del mondo romano, chiede la situazione resti immutata: “Il problema di via dei Fori Imperiali non è soltanto molto ideologico, ma anche complicato e appassionante dal punto di vista culturale. La via è una creazione del fascismo, e il fascismo ha inventato un tipo antropologico dell’antico romano. Ossia lo stereotipo del romano marziale, disciplinato come un automa. E la spazialità che si è creata con l’apertura della via dell’Impero, che collega piazza Venezia col Colosseo, corrisponde proprio all’habitat di questo tipo umano”. E prosegue: “Mi spiego la via è concepita come una sorta di via dei trionfi, destinata a esibire la potenza militare romano fascista. Quella via ha inventato un’immagine di Roma che universalmente è considerata una spazialità antico-romana autentica. Per questo la prima domanda che mi pongo è: questa strada non è, a sua volta, un prodotto della storia? Non è essa stessa un monumento? Se si risponde affermativamente acquistano forza le opinioni contrarie alla sua distruzione” (in realtà il progetto di Marino prevede la chiusura al traffico, non la distruzione -ndr-). Ma è dal 2001 che l’agenzia della mobilità ha pronto un piano che permette la chiusura dei Fori. Era stato stilato perchè l’allora neo eletto Veltroni voleva sperimentare, nel periodo estivo, il divieto al traffico privato. L’attuale sindaco l’ha ora semplificato e vuole modificare la viabilità nelle strade intorno ai Fori Imperiali, allo scopo di evitare quei 2.135 veicoli (stando a Legambiente) che si riversano ogni ora sulla via e che, per l’81%, sarebbero di privati.

Morto Nicotra era stato il regista de “La Sberla” e di Drive In

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Giancarlo Nicotra, 69 anni è morto oggi a Roma dopo una lunga malattia. A dare l’annuncio è la moglie, Adriana Tavone. Nicotra lo ricorderemo sempre come l’ideatore de “La Sberla” un programma realizzato nel 1978 per la prima rete Rai. Il programma ebbe un tale successo (18 milioni di telespettatori) che gli fruttò l’Oscar Tv come miglior regista. Nel 1983 lasciò la Rai e passò a Mediaset dove ideò e diresse “Drive In”, programma che segnò profondamente la tv commerciale e diede un nuovo input di come fare spettacolo in Italia. Nicotra, aveva iniziato come attore provenendo da una famiglia di artisti, suo padre era infatti Antonio Nicotra, che lavorò con Vittorio De Sica, nel film Sciuscià, e sua madre Mariannina Libassi, figlia dell’attore Cesare.

Il caso Don Panino non si ferma più!

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Ormai il caso di Don Panino è diventato internazionale. Anche se il locale di Vienna, ora è chiuso, il sito è stato messo offline dopo le polemiche, il tam tam invece continua e  grazie all’intervento di Sonia Alfano, ora è  sotto la lente del Parlamento europeo. ” Nessuno può fare affari offendendo le vittime della mafia. Ho ricevuto tantissime comunicazione di indignazione contro il locale di Vienna. E’ un’iniziativa scandalosa, che io ripugno” così ha argomentato l’Alfano, figlia di una vittima di mafia. Anche il sindaco di Palermo Leoluca Orlando si è mobilitato, così come la sorella di Giovanni Falcone e il fratello di Peppino Impastato, che ha minacciato una querela da 1 milione di euro.

 L’esperto di marketing, di origini italiane ma olandese di nazionalità, ora vivrebbe in Puglia, e ha preferito non rivelare il suo vero nome. “Non volevo offendere nessuno. Un cliente mi ha chiesto di lanciare un prodotto attrattivo, ed ho ideato la campagna di Don Panino seguendo questa indicazione. Non è colpa mia se all’estero si associa all’Italia solo la mafia, la pasta, la pizza e Berlusconi. A Vienna c’è una catena di parrucchieri che si chiama capelli mafia”. L’uomo ha poi contattato i proprietari del negozio di Don Panino, chiedendogli di rimuovere i nomi degli eroi dell’antimafia, Giovanni Falcone e Peppino Impastato, dalla lista del menu. “Non volevamo offendere nessuna di queste personalità, in alcun modo”.

Bisogna ricominciare forse a insegnare il senso civico sin dalle scuole elementari se non si trova offensivo usare il nome di Giovanni Falcone per un panino che sarà: “grigliato come un wurst” o Impastato definito “Siciliano dalla bocca larga fu cotto in una bomba come un pollo nel barbecue”.

I media pugliesi indicano infatti come probabili proprietari di Don Panino Julia e Marco Marchetta, due fratelli  tornati a vivere in Italia dopo essere nati in Austria,  che ora hanno deciso di vivere nella cittadina di San Donaci. I due smentiscono di essere i proprietari, ma la società è registrata proprio nel piccolo comune salentino. Il negozio Don Panino è stato chiuso, e mentre fino alla fine di settimana scorsa era possibile ordinare i panini dello scandalo via internet, ora invece anche il sito è finito offline. Resta aperta solo una pagina Facebook, più che altro per l’indignazione di chi vuole commentare una tale vicenda.

Alcuni italiani si devono sempre far riconoscere per la mancanza di stile in giro per il mondo? Così permetteremo sempre di farci irridere all’estero come popolo, perché siamo noi i primi a “mancare di rispetto” verso gli eroi del nostro paese e a rinnegare le nostre origini irridendole. Che vergogna!

Brunetta chiede gli stipendi dei manger Rai

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Brunetta torna sul discorso che già lo aveva visto protagonista lo scorso novembre e chiede a gran voce che vengano resi pubblici gli stipendi dei dipendenti della Rai: “i vertici della Rai non ritengano opportuno intervenire immediatamente per affermare i principi di trasparenza e della tracciabilità dei costi”. In passato il direttore generale della Rai Gubitosi giustificò l’omissione, durante un’audizione in Commissione di Vigilanza, dichiarando “che la pubblicazione dei compensi darebbe indicazioni vantaggiose ai competitors penalizzando la Rai”. Brunetta contesta queste affermazioni che “non tengono conto del fatto che la Rai è una società concessionaria in esclusiva del servizio pubblico radiotelevisivo in Italia, finanziata dai cittadini attraverso il canone. La pubblicazione dei compensi è un atto dovuto ai contribuenti e servirebbe a fare maggiore chiarezza a fronte delle indiscrezioni che appaiono frequentemente sulla stampa e sul web svelando i cachet percepiti dalle star televisive”. Ora sarà Roberto Fico a dover rispondere alle richieste di Renato Brunetta.

L’infermiere killer che ha ucciso 11 persone

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Un ex infermiere spagnolo della casa di cura di Olot, una cittadina al confine con la Francia, è stato accusato di aver ucciso 11 persone, tra il 2009 e il 2010. L’uomo avrebbe obbligato i suoi paziente anche a bere la candeggina o altre sostanze tossica. L’infermiere che si chiama Joan Vila, durante il processo, ha sempre sostenuto di aver ucciso per alleviare il dolore e la sofferenza dei suoi pazienti. Per l’accusa, avvelenare le persone con la candeggina non ha nulla di compassionevole e ha chiesto una condanna a 194 anni. La difesa sostiene invece  l’infermità mentale del proprio assistito e ha chiesto 20 anni di libertà vigilata.

Terremoto in Ciociaria!

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Un altro terremoto ha scosso questa mattina alle 8.07 la terra in Ciociaria. L’epicentro – localizzato dalla Rete Sismica Nazionale dell’Ingv nel distretto sismico di Cassino – è stato individuato tra i comuni di Alvito, Atina, Campoli Appennino, Casalattico, Casalvieri, Fontechiari, Gallinaro, Posta Fibreno, San Donato Valcomino e Vicalvi. La scossa ha avuto un intensità di magnitudo 2.2 e una profondità di 6,2 km. Nessun danno a persone o cose.

Montecitorio è vuoto mentre Mauro ricorda La Rosa

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La voce del ministro della Difesa, Mario Mauro, che riferisce a Montecitorio sull’attentato risuona nell’Aula vuota. Ormai è certo che è stato un 20enne a salire sul blindato Lince italiano e a lanciare all’interno del mezzo un ordigno che ha causato la morte del capitano Giuseppe La Rosa.  “Profonda amarezza” esprime il ministro della Difesa… amarezza anche a vedere quell’Aula vuota? E’ dignitoso che mentre si sta rispondendo a un’interrogazione parlamentare in ricordo di un nostro militare caduto in Afghanistan si debba avere Montecitorio vuoto?

Caffeina, è una droga?

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La caffeina può far gravi danni e dare sintomi di dipendenza quasi paragonabili a quelli di una droga. L’incredibile rivelazione viene dall’associazione degli psichiatri americani che hanno riscontrato due nuove patologie: la crisi d’astinenza da caffè e l’intossicazione da caffè.

Non si parla naturalmente di chi la mattina si prende una tazza di caffè, ma di un consumo quotidiano che diventa una vera ossessione. Per diagnosticare una crisi di astinenza da caffè ci devono essere almeno 5 sintomi:  mal di testa, affaticamento e sonnolenza, depressione, difficoltà di concentrazione e nausea o dolore agli arti.

Per diagnosticare invece l’intossicazione da caffeina, sono necessari almeno una dozzina di sintomi: agitazione, nervosismo, eccitamento, insonnia, faccia arrossita, diuresi, mal di stomaco, spasmi muscolari, pensieri disordinati, battito cardiaco aumentato, comportamenti maniacali.

Ma a lato di queste patologie ci sono anche degli effetti benefici: il consumo moderato di caffeina infatti abbassa il rischio di malattie cardiache e diabete e sembra prevenga i problemi di memoria che arrivano con l’avanzare degli anni. Inoltre, la caffeina rende ottimisti.

20enne travolto da un’auto pirata nel Cuneese

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E’ morto nella notte il 20enne Christian Barra, di Verzuolo, in provincia di Cuneo. Il ragazzo è stato investito da un’auto pirata intorno alla mezzanotte in frazione Ceretto di Busca, a pochi chilometri da casa. Il conducente non si è fermato a prestare soccorso e i carabinieri ora hanno avviato le ricerche, anche sulla base di alcune testimonianze, sulle quali gli investigatori mantengono stretto riserbo. Il 118 intervenuto sul posto non ha potuto far altro che constatare il decesso del ragazzo, che frequenteva l’ultimo anno dell’Istituto Agrario di Verzuolo.

Lobby gay in Vaticano? Arriva il dietrofront

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Ieri era stata diffusa la notizia che Papa Francesco avrebbe ammesso che  nella Curia romana esiste una “corrente di corruzione”, e che c’è una “lobby gay” in Vaticano, aggiungendo che “bisogna vedere cosa possiamo fare al riguardo”. “Non posso essere io a fare la riforma, queste sono questioni di gestione e io sono molto disorganizzato, non sono mai stato bravo per questo”, avrebbe ammesso il Papa, aggiungendo che ha fiducia nella commissione cardinalizia che ha creato con questo incarico. Il direttore della sala stampa vaticana, padre Federico Lombardi, interpellato sulla vicenda, ha detto di non avere “alcuna dichiarazione da fare sui contenuti della conversazione” dato che si trattava di “un incontro di carattere privato”. Ma, a seguito della diffusione del resoconto, la Confederazione di Religiosi Latinoamericana e dei Caraibi ha fatto un passo indietro: siamo “profondamente dispiaciuti” per la diffusione del colloquio con il Papa del quale è “attribuibile solo il senso generale”, precisa la presidenza della Clar. I religiosi precisano che “La conversazione che si è svolta sulla base delle domande rivolte al Papa dai presenti”. Il colloquio “non è stato registrato, ma poco dopo è stata fatta una sintesi sulla base di quanto ricordavano i presenti… sintesi destinata alla memoria personale dei partecipanti, in alcun modo ad una pubblicazione per la quale non era stata fatta una richiesta”. Partendo da tali elementi, precisa il comunicato diffuso a Bogotà, “è chiaro che non possono essere attribuite con certezza al Santo Padre le espressioni contenute nel testo, bensì solo il suo senso generale”. E il testo conclude: “La Clar  è profondamente dispiaciuta per quanto è successo e la confusione da essa derivante”.

Uno sguardo nella camera di Michael jackson

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Sono sconvolgenti le immagini pubblicate questa settimana per la prima volta dal Los Angeles Police Department che mostrano la stanza da letto dove è morto Michael Jackson, il 25 giugno 2009. Nelle foto, scattate all’interno della villa della star, si vedono  numerosi contenitori per le pillole, bombole d’ossigeno e borse di fluidi medicinali. In uno scatto c’è anche il mobile dove il cantante teneva i ritratti di numerosi bambini. La borsa medica del dottore, accusato per la morte del cantante, Conrad Murray è stata identificato nell’ armadio (a destra) mentre i contenitori delle pillole prescritte giacevano sul pavimento (a sinistra), vuote. La madre di Michael Jackson, Katherine sta facendo causa anche al promoter del concerto AEG live.

Murray è stato condannato per omicidio colposo nel 2011 dopo aver dato a Jackson una dose letale di anestetico propofol.
Nella nuova collezione di foto, i contenitori delle pillole prescritte sono in fila su un comodino accanto ad altri medicinali e a una bottiglia di acqua, mentre altri contenitori vuoti sono a terra.
Come si vede dalle nuove foto non solo il propofol (un medicinale che utilizzano gli anestesisti per sedare) era somministrato al cantante, ma nella stanza ci sono anche il Diazepam e Lidocaina come si può vedere dalle etichette sui contenitori. Il Diazepam è un tranquillante usato  per trattare i disturbi d’ansia, l’insonnia e gli spasmi muscolari, mentre la lidocaina è un anestetico locale, usato anche in odontoiatria.
Nella stanza di Jackson è stata rinvenuta anche una lista di farmacie aperte 24h con i numeri di telefono.

E’ stata anche al centro dell’indagine l’e-mail inviata da manager di AEG live, Randy Phillips, nella quale il manger asseriva di essere ‘spaventato a morte’ per i farmaci somministrati in endovena al cantante. Phillips ha detto ai giurati che l’email è stata inviata in risposta ad una fattura $ 48.000 che il manager di Jackson aveva ricevuto per i trattamenti del Dr. Arnold Klein.

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Il braccio di ferro tra le due Turchie

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La polizia ha fatto irruzione in piazza Taksim ieri mattina presto e la situazione è presto diventata ingestibile. In poco tempo alcune decine di persone hanno iniziato a tirare molotov contro le forze dell’ordine e gli idranti, scatenando la violenza in una protesta che fino a questo momento aveva colpito il mondo per la sua dignità e la sua compostezza. L’escalation ha poi permesso al premier Erdogan di alzare i toni promettendo “tolleranza zero” contro i “vandali”. Sono quindi bastate poche ore perchè  fossero distrutte le strutture che fungevano da bancarelle delle varie associazioni e trasformando in caos l’equilibrio che regnava solo un giorno prima. Stando agli ospedali della zona, in poche ore sono arrivate 340 persone avvelenate dai gas, un attacco cardiaco, 14 traumi cranici, 11 fratture, 6 ustionati gravi da gas, attacchi di epilessia e 5 accoltellati. E se il Gezi Park fino a quel momento ancora era un’area relativamente sicura, a metà pomeriggio alcuni manifestanti hanno denunciato il lancio di lacrimogeni anche all’interno del parco. Ma la situazione appare fuori controllo, con appartenenze che non appaiono più ben definite: 20 deputati dell’opposizione hanno trascorso la notte accampati nel parco per rendere più difficile un intervento della polizia contro i manifestanti mentre il leader del partito nazionalista Kemal Kilicdaroglu ha accusato il premier di essere “un dittatore”. Da parte loro, i ragazzi sono certi che la stessa polizia abbia inviato agenti sulla piazza con il compito di aizzare gli animi e sarebbero stati questi a lanciare le molotov. Le forze dell’ordine hanno rivelato le identità dei reali colpevoli, ma non hanno convinto, anche a causa del video in cui si mostra un agente sparare sui manifestanti e per l’arresto dei 50 avvocati mentre si trovavano a palazzo di Giustizia, alcuni con ancora indosso la loro toga. Intanto, hanno iniziato anche a girare voci sulle molestie della polizia nei confronti delle donne, torture nelle caserme contro le persone arrestate. Ieri, Erdogan se l’è presa anche con la stampa straniera, accusata di aver organizzato un “attacco coordinato contro la Turchia”, che con lui “ha acquisito diritti e libertà impensabili 10 anni fa”, mentre un cameraman della Cnn ha denunciato di essere stato preso a calci e pugni dalle polizia.

Il premier, insomma, dimostra di non aver intenzione di tornare sui suoi passi e il braccio di ferro tra lui e i manifestanti diventa sempre più cruento. Dopo otto ore di scontri, è stata riconquistata nella notte dalla polizia piazza Taksim a Istanbul. Cessati gli ultimi lanci di lacrimogeni, i manifestanti si sono ritirati nel parco e i poliziotti hanno ripreso il controllo della piazza. Al momento i camion della nettezza urbana stanno ripulendo l’area. Un’altra manifestazione anti-Erdogan ad Ankara, con 5mila persone, è stata dispersa martedì sera dalla polizia. Intanto Gezi Park a Istanbul si è trasformato in un ospedale da campo per i feriti negli scontri con la polizia che intende sgomberare il parco e piazza Taskim. ”Nell’ultima ora, circa 25 feriti sono passati dal nostro centro prima di essere trasportati in ambulanza negli ospedali”, ha spiegato un’infermiera volontaria. ”Si tratta soprattutto di ustioni, di persone colpite dai bossoli dei lacrimogeni, alla testa o altrove, di cadute, fratture, crisi d’asma, o di chi necessita di punti di sutura”, ha aggiunto l’infermiera: ”Qui ci accontentiamo di fermare le emorragie, poi li mandiamo in ospedale”.

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Sarebbe un 20enne l’attentatore che provocato la morte di Giuseppe La Rosa

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Il ministro della Difesa Mario Mauro ha riferito a Montecitorio sull’attento a Farah, in Afghanistan, nel quale ha perso la vita il capitano Giuseppe La Rosa. A salire sul blindato Lince per lanciare all’interno del mezzo l’ordigno, sarebbe stato “un giovane, di circa 20 anni”. Il ministro ha poi espresso “profonda amarezza” per “l’Aula della Camera vuota” durante la sua informativa. Rivelando il fatto che l’attentatore fosse un adulto, Mauro ha anche fatto notare che l’attacco terroristico “si è completato con un’azione di vera e propria guerra psicologica, con la diffusione dell’informazione che l’attentatore fosse un bambino di 11 anni, facendo percepire quasi un atto eroico e di partecipazione popolare”. Ha poi sottolineato che il governo intende “proseguire la partecipazione alla missione Isaf in Afghanistan, concludendola secondo i tempi stabiliti nel 2014”.

Brescia: arrestato il capo della filiale italiana di Sharia4

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In un’operazione coordinata  dall’Antiterrorismo e dalla Digos di Brescia. è stato arrestato, con l’accusa ipotizzata di addestramento con finalità di terrorismo internazionale, il capo e fondatore della filiale italiana di “Sharia4”, movimento ultraradicale islamico sorto in Belgio nel 2010 ispirato dal predicatore filo-jihadista Omar Bakri e messo di recente al bando in diversi Paesi europei. Oltre al marocchino, 21enne residente con la famiglia in provincia di Brescia fin dalla tenera età, si stanno eseguendo perquisizioni nel Bresciano e a Pordenone nei confronti di altri 4 marocchini. Altre due persone risulterebbero indagate. Come ha lui stesso confessato, il marocchino ha iniziato a covare odio verso l’occidente da quando, dopo i fatti dell’11 settembre, veniva definito terrorista e talebano. Proprietario del blog Sharia4Italy, aveva manifestato a un utente il desiderio di morire per Allah mentre, negli ultimi tempi, ha iniziato a interessarsi alle vicende siriane, rivelando la volontà di unirsi alle formazioni jihadiste che combattono contro il regime di Assad. Inoltre, diversi giovani, stando alle indagini accomunati dall’odio antiebraico e dal desiderio di combattere contro i paesi occidentali, sarebbero stati da lui coinvolti nel progetto Sharia4. Attraverso la rete, il marocchino avrebbe inoltre diffuso le traduzioni di documenti di natura jihadista e acquisito istruzioni sull’uso di esplosivi, armi e tecniche di combattimento. Diversi sarebbero i testi da lui scritti, e raccolti nel corso dell’indagine, tra i quali alcuni versi in cui si inneggia al jihad contro l’Italia e la Francia nonchè una sorta di testamento spirituale contenente una raccolta di alcune sue traduzioni. Negli ultimi mesi, li stessi in cui è stato tenuto sotto controllo, il ragazzo non ha mai celato la sua ammirazione per il connazionale Mohamed Jarmoune, arrestato a marzo dello scorso anno e condannato dal tribunale di Brescia un mese fa a 5 anni e 4 mesi per reati collegati al terrorismo.
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