Fiamme al Café de Paris a Roma, dalla Dolce Vita all’ndrangheta

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Nella notte si è sviluppato un incendio, che probabilmente è stato innescato  in uno sgabuzzino sotterraneo, vicino ad uno spogliatoio, che ha provocato danni all’interno del Cafè de Paris a Roma, locale simbolo della “Dolce vita” a via Veneto, ultimamente al centro di un’inchiesta giudiziaria sulla ‘ndrangheta. Tra le possibili cause una sigaretta accesa, ma gli inquirenti devono ancora capire se il rogo ha origine dolosa o si tratta di un incidente.

 

Fare il bucato vi annoia? Lavate i panni al bar!

wasbar-tuttacronacaAvete presente quelle librerie che ospitano al loro interno un bar che permette di sorseggiare un caffè mentre ci si immerge nella lettura? Ora è possibile bere qualcosa non solo quando ci si gode un momento di relax ma anche mentre si sbrigano incombenze quotidiane. Come fare il bucato. In Belgio esiste il Wasbar, che ha una sede a Gent e una ad Anversa, dove mentre si attende che le lavatrici facciano il loro lavoro è possibile prendersi un caffè, assistere a un concerto o avere a disposizione una parrucchiera. I locali stanno riscuotendo un discreto successo ed esempi simili si trovano anche in Italia. Come il Wash Bubble Bar di Torino, che peUnrò ha cambiato gestione dopo qualche anno, e il Laundry C@fé di Firenze.

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“Quando io morirò, tu portami il caffè, …

danbo-coffee-tuttacronaca… e vedrai che io resuscito come Lazzaro.”

-Eduardo De Filippo- (in Fantasmi a Roma, 196)

I ladri fanno visita… al gazebo dei Forconi!

forconi-9-dicembre-tuttacronacaCirca un mese fa, il Comitato 9 dicembre aveva allestito un gazebo di fronte al supermercato Carrefour, nella zona sud di Thiene, in provincia di Vicenza. E proprio qui, la scorsa notte, si sono introdotti dei ladri. Il colpo è stato facile: è stato sufficente sollevare un lembo del tendone per intrufolarsi e sottrarre una decina di chili di caffè macinato e quattro chili di pasta, un coltello e alcuni altri attrezzi che i manifestanti avevano lasciato lì, in quel presidio che è ormai diventato il simbolo visivo della protesta.Rosè Gaspari, uno dei leader del Comitato, commenta: “Un disperato che ruba ai disperati. Dispiace non tanto per il valore di quel che è stato rubato, si tratterà al massimo di un centinaio di euro. Ma è il valore simbolico che colpisce. Quel caffè, quella pasta, ci era stata regalata da quanti avevano deciso di dare così una mano a sostenere la nostra protesta”.

Caffè “al minuto”: il bar dove paghi in base a quanto ti fermi

Ziferblat-tuttacronacaUna catena russa di locali “pay-per-minute” è sbarcata a Londra: al 388 di Oldi Street, nel quariere di Shoreditch, ha infatti aperto il caffè Ziferblat, dove paghi a seconda di quanto stai e non in base a quanto consumi. Una volta entrati nel locale, infatti, si prende una sveglia che cronometrerà il tempo di permanenza durante la quale si possono utilizzare i bollitori per farsi un the oppure la macchinetta professionale per gustarsi un caffè. A disposizione ci sono anche frutta, verdura, biscotti e snack. La norma, poi, prevede che ognuno si lavi tazzina, posate e piatti utilizzati per lo spuntino. E non manca neanche, nello spazio arredato in modo informale e con stile vintage, un giradischi, Wi-Fi gratuito e un pianoforte da strimpellare.

Il tutto pagando 3 penny (4 centesimi di euro) al minuto, quindi mezz’ora di permanenza vi costerà 90 penny (1 euro e 10 circa), un’ora 1,80 sterline (2,20 euro) e così via. La clientela alla quale lo Ziferblat, che significa “quadrante di orologio”, si rivolge è quella alla ricerca del coffice, del caffè-ufficio, dove sorseggi un espresso, apri il portatile e lavori, mandi mail, ozi sui social network. Ivan Mittin, il proprietario, ha spiegato al Guardian che sono già tanti i londinesi clienti abituali: “È divertente vedere la gente fare la fila qui per lavare i piatti. Non è obbligatorio, ma è apprezzato. Lavano anche i piatti degli altri. È molto “social”. Pensiamo ai nostri ospiti come micro inquilini, che condividono tutti lo stesso spazio”.

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12 mesi di Starbucks: la sfida di Beautiful Existence

starbucks-tuttacronacaBeautiful Existence ha 40 anni e ama le sfide. Se nel 2011 ha comprato tutti i beni per sé e per la sua famiglia sul sito Goodwill e nel 2012, sempre per mettersi alla prova, ha seguito tutti i consigli di Parents magazine, nel 2013 ha deciso di consumare ogni pasto, dalla colazione alla cena, da Starbucks, senza alcuna eccezione. La sua esperienza l’ha raccontata in un blog e ha dovuto sborsare ogni mese tra i 500 e i 600 dollari. Senza contare che, madre di due figli, ha continuato a far la spesa e a cucinare per loro. Ha portato avanti la sfida a base di frappuccino, latte, muffin e alimenti presenti nel menù della catena senza essere stata pagata e, a chi chiede perchè l’abbia fatto, risponde: “Perché AMO essere umana e AMO il privilegio di essere in grado di farmi la domanda PERCHE’?”. Ora è già scattata la nuova avventura: nel 2014 vuole imparare più di 80 sport ricreativi dell’azienda Rei. 

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Il locale dove il caffè… lo paghi in base a educazione e cortesia

caffe-tuttacronacaFin da piccoli ci insegnavano ad usare le “paroline magiche” e ora… quelle stesse parole acquistano valore economico. Almeno al Petit Syrah Caffè di Nizza dove, per combattere la maleducazione, si sono inventati un tariffario anti-cafone. A dire, se non lo chiedi “per favore”, un caffè costa 7 euro, che scendono a 4.25 euro con un semplice “grazie” e se ci aggiungete un pizzico di buonumore e un “buogiorno” la stessa tazzina viene 1.40 euro. Insomma, chi è scortese paga di più, come dimostra lo stesso tariffario esposto. Il direttore del locale, Fabrice Pepino, racconta:

È iniziato come uno scherzo perché durante la pausa pranzo le persone sono molto stressate e sono scortesi con noi quando ordinano un caffè

La trovata ha subito sortito l’effetto sperato. Ma dopo poco qualcuno ha cominciato ad esagerare:

Molti dei miei clienti sono abituali e hanno trovato la cosa molto divertente, cominciando ad esagerare con l’educazione – racconta ancora il titolare – E hanno cominciato a chiamarmi ‘Sua Maestà’ quando hanno visto il cartello

“A riempire una stanza basta una caffettiera sul fuoco”

caffettiera-tuttacronaca-Erri De Luca- (Tre cavalli, 2000)

Italia divisa… dal prezzo del caffè

caffè-aumento-tuttacronacaCittà che vai… prezzo del caffè che trovi! Il primo dicembre è scattato l’aumento della tazzina di caffè, ma non si può parlare di un effettivo bood di rincari visto che l’Italia è divisa sul prezzo dell’amata bevanda: se a Napoli e Bari la si può gustare a 80 centesimi, risalendo verso Roma e Firenze il prezzo sale a 90 centesimi per poi raggiungere un euro e 10 a Torino e Bologna. I rincari sono stati, per chi li ha effettuati, una scelta obbligata, derivata anche dall’aumento dell’Iva. Ma in molti hanno preferino non modificare il listino, bloccando i prezzi per la crisi e la concorrenza dei distributori automatici. Le eccezioni ovviamente ci sono, si tratta di Palermo e Genova, dove si prevede un aumento del prezzo medio di 10 centesimi. A fare una mappatura dei pressi del caffè lungo lo Stivale, ci pensa Repubblica: “Dove la tazzina non subirà il rincaro è il capoluogo piemontese, già tra i più cari. I bar non hanno intenzione di aumentare ancora il prezzo che oggi si aggira tra 1 euro e 1,10 euro a seconda dei locali, per non incidere sui consumatori. Anche Bologna si distingue per il già alto prezzo della tazzina. Sotto le Due Torri un caffè al bar costa in media 1 o 1,10 euro, anche se, pur raramente, lo si paga 120 o 90 centesimi. Lo scorso anno, l’Ascom ha chiesto ai 500 baristi iscritti tra città e provincia di mantenere il prezzo a un euro, per sostenere consumi in calo, che sarebbero ulteriormente penalizzati se si seguisse l’indicazione dell’aumento. In Toscana, dove il prezzo della tazzina è fermo da cinque anni, un caffè costa mediamente 90 centesimi al bar. Il prezzo medio è lo stesso in tutta la regione, fanno sapere da Confcommercio. A Firenze è possibile trovare anche un numero selezionato di locali in cui un caffè costa 1 euro o anche un 1,10 euro o addirittura 1,20. Soprattutto nei bar storici che si affacciano in piazza della Repubblica o in piazza della Signoria. Nei bar della periferia il prezzo è pressochè uniforme, 90 centesimi, anche se può capitare di spendere anche meno, 80 centesimi. Periferia, in termini nazionali, risulta dunque Bari, che quanto a caffè è tra le città meno care d’Italia. Qui il prezzo non solo non sale ma addirittura scende. Se infatti nella grande maggioranza dei locali si aggira sugli 80 centesimi, non sono pochi i bar del capoluogo pugliese che si sono lanciati in una sorta di corsa ai ribassi, mettendo la tazzina a 70, ma anche a 50 cent o offrendo a 1 euro un menù caffè e cornetto. Nessun aumento recente e nessuna previsione di superare a breve la soglia dell’euro. Anche a Napoli i clienti possono stare tranquilli: per loro la tazzina di caffè la città resta tra le più economiche in Italia. Da due anni il prezzo medio resta tra gli 80 e i 90 centesimi, solo in pochissimi casi il costo supera l’euro ma sono davvero eccezioni legate a una particolare cura del prodotto, del servizio e dal contesto. Dopo anni di calma piatta, a Palermo il rincaro invece si sentirà: 10 centesimi in più per un caffè, che al bar passerà dagli attuali 90 centesimi a 1 euro, giustificato dagli operatori del settore con le tasse, la Tares, l’Imu, con il costo dell’affitto sempre più caro, sul costo del lavoro, per chi vuole rispettare le regole. Di fronte a tutto questo, si giustificano i baristi palermitani, creare un allarme per 10 centesimi è ridicolo”.

1condom = 1 caffé. Giornata mondiale per la lotta all’Aids

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E’ partita ieri e si concluderà oggi la  giornata mondiale per la lotta all’Aids. Tra promotori e oppositori (soprattutto appartenenti all’area conservatrice cattolica) l’iniziativa 1 condom= 1 Caffé tende a voler sensibilizzare soprattutto i giovani all’uso del preservativo. Così tutti coloro tra i 18 e i 30 anni che si recheranno al bar per l’acquisto di un caffé ( ma vale anche per un cappuccino o un orzo o un deca) avranno in omaggio un preservativo. Condom Cafè è un format ideato dal team di Stammibene, progetto del Dipartimento dipendenze patologiche Area Vasta 3, che da anni sta aumentando lo sforzo per interventi mirati a sensibilizzare la popolazione sulle tematiche delle malattie sessualmente trasmissibili. Coinvolti i comuni di Macerata, Tolentino, San Severino, Matelica, Camerino, Castelraimondo, Recanati e Porto Recanati.

Il caffè diventa un lusso?

caffè-aumento-tuttacronacaA Gorizia alcuni esercenti si sono visti obbligati a far pagare ai clienti 1.10 euro una tazza di caffè, a Genova, da dicembre, costerà 1.20. E ancora si possono ritenere “fortunati” visto che le previsioni per quel che riguarda i padovani amanti del caffè parlano di un aumento a 1.30 euro. Questo perchè se l’Iva aumenta e vola anche il prezzo della materia prima, anche l’espresso segue il trend ed ecco che arriva il rincaro. Lo annuncia Angelo Luni, segretario regionale di Fipe (federazione italiana pubblici esercizi) e provinciale di Appe (associazione provinciale pubblici esercizi): “Il prezzo andrà sicuramente ritoccato a Padova, quello attuale non copre le spese”. La paura per gli esercenti, è che così sempre più persone rinunceranno anche a quella che in Italia è un po’ una tradizione: la pausa caffè al bar. Perchè in tempo di crisi, anche quei centesimi in più a fine mese iniziano con il pesare sul bilancio. Sempre Luni aggiunge: “Gli esercenti avrebbero voluto già aumentare da un pezzo, ma temono di perdere i clienti. Non vorrebbero fare harakiri. Ma il costo è davvero troppo basso: a Padova, in media, si paga un euro per un caffè, ma così si lavora gratis. Il prezzo della tazzina a un euro è fermo da dieci anni, non si può continuare, pena la chiusura di tanti locali. Si potrebbe anche arrivare a un euro e 30 centesimi per un caffè al banco”.

“Caro” caffè… quanto mi costi?

caro-caffè-tuttacronaca“Regalo” di Natale per i genovesi che si vedranno aumentare il costo di una tazzina di caffè: da dicembre, infatti, una tazzina al bar costerà 1,20 euro mentre per un cappuccino bisognerà pagare 1,60. Secondo le associazioni di categoria, una simile mossa, che ritengono sia dovuta, è colpa della crisi. E se l’aumento parte da Genova, è destinato a varcare i confini cittadini. Già alcuni giorni fa, a Gorizia, diversi bar hanno esposto un cartello spiegando che la bevanda era salita a 1,10 euro. Il fatto è che i Comuni hanno aumentato, chi più chi meno, le tasse (Tares in primis) e gli esercenti cercano di far cassa come possono: l’unica possibilità è aumentare i prezzi per i clienti. La decisione presa a Genova, quindi, potrebbe venire presto presa anche altrove, anche se con le dovute differenze considerando che il prezzo medio del caffè al bar varia nelle diverse città. E’ La Stampa a pubblicare i dati delle Fipe, la Federazione italiana pubblici esercizi:

Stando alle cifre della Fipe, la Federazione italiana dei pubblici esercizi, elaborati dall’osservatorio prezzi su dati Istat e relative al mese di luglio, il prezzo medio di una tazzina al bancone oscilla da 77 centesimi di Bari a 1,04 di Torino. Oltre al capoluogo piemontese, supera la soglia dell’euro anche Bologna (1,03), dove nei bar del centro il prezzo può arrivare, in alcuni casi, a 1,30 euro, addirittura 10 centesimi oltre la nuova soglia di Genova. A 1 euro si assesta, invece, la media di Firenze.

Mentre tra le città più convenienti si piazzano, Catania (0,80), Roma (0,83), dove il prezzo varia tra gli 80 e i 90 centesimi in centro e nelle zone semicentrali, ma può scendere a 70 in periferia, e Cagliari (0,85). Prezzi in linea con quelli di Napoli (0,84), dove si va di norma dagli 80 ai 90 centesimi, con alcune eccezioni: nel bar del Tribunale un caffè si paga appena 50 centesimi. Si sale a 0,97, invece, a Milano: una tazzina di caffè costa, a seconda degli esercizi, da 90 centesimi ad 1 euro.

Più contenuti i costi a Palermo (0,88 la media), dove raramente si raggiunge la soglia massima dell’euro.

«Quello che dicono i colleghi di Genova circa il peso della fiscalità locale è senza dubbio condivisibile», spiega il presidente della Fipe, Lino Enrico Stoppani. «Bar e ristoranti vengono considerati grandi produttori di rifiuti spesso, però, senza tenere presente alcuni elementi fondamentali, quali la durata delle attività, come nel caso degli esercizi stagionali – prosegue -. Il risultato è stato che, in alcuni casi, l’aumento dell’imposizione con l’introduzione delle nuove tasse locali, a cominciare dalla Tares, ha raggiunto il 400% rispetto al livello di tassazione precedente».

Tokyo Baby Cafè: qui si entra solo con i bambini!

bebè-caffè-tuttacronacaGli interni del Tokyo Baby Caffè sono il classico esempio di “spazio a misura di bambini”. Il designer Nendo ha infatti riflettuto sulle necessità degli avventori, piccoli e grandi che siano. Il locale, aperto nel quartiere di Omotesando, è una casa del comfort e del divertimento, creati grazie al gioco di volumi degli arredi: mini e maxy che mettono tutti al loro posto fin dall’ingresso: una porticina per i piccoli, una porta di dimensioni classiche per i genitori. E lo stesso dicasi per divani: quello piccolo si trasforma in fasciatoio mentre quello gigante si trasforma in un’area gioco. Per quel che riguarda i tavolini, sotto la superficie è dipinta a ricordare il cielo: un piccolo rifugio pensato per i bimbi. E non vanno scordati book store, salette private per incontri tranquilli e un’area per il cambio e l’allattamento. Quello che forse più colpisce i giapponesi: non c’è traccia di tecnologia!

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Un treno di caffé: la Svizzera attraversata al suono di dal doppio espresso!

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Una Coffee House su rotaia, un vagone bipiano dove poter degustare un doppio espresso in perfetto stile Starbucks potendo anche scegliere la miscela preferita mentre i chilometri scorrono veloci sotto l’intercity  che percorrerà due volte al giorno la tratta Ginevra-San Gallo, da Ovest a Est della Confederazione elvetica. Il merito di questa – è il caso di dirlo – “gustosa” idea va infatti a FFS – Ferrovie Federali Svizzere, SBB in versione originali, e Starbucks, la più grande catena di caffetterie al mondo, che dal 21 novembre daranno ai clienti l’opportunità di viaggiare a bordo di una caffetteria a due piani: al piano inferiore, il take-away permetterà una rapida ristorazione e a quello superiore i clienti potranno gustare il caffè, bibite fredde e calde e naturalmente la pasticceria del noto marchio di ristorazione.  “Qui abbiamo aperto il primo Coffee House dell’Europa continentale, da Losanna comperiamo il caffè in tutto il mondo e nella Svizzera centrale acquistiamo le nostre macchine per la miscela”, dice Rich Nelsen, Senior Vice President Starbucks EMEA. “La catena internazionale completerà la nostra offerta in maniera perfetta. Vogliamo rivolgerci in special modo ai giovani ospiti e alle persone in viaggio d’affari”, aggiunge Jeannine Pilloud, capo di FFS Viaggiatori.Ecco una gallery tutta da gustare: 

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Quell’amore di caffé… gli italiani e l’espresso!

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Che il 78% degli italiani preferiscono l’espresso non è una novità, ma forse stupirà sapere che almeno il 60% ritiene che il caffé al ristorante sia peggiore di quello dei bar e che solo 14% utilizza capsule e cialde. Ma sulla qualità però i dati dicono che almeno il 31% si affida allo zucchero, sintomo che poi la bevanda nazionale non si conosce così bene. Ora però c’è la possibilità di poter fare un tuffo nella tazzina con l’iniziativa che partirà il 10 novembre con la nona edizione di Io Bevo Espresso, la giornata in cui il mondo del caffè apre le porte ai visitatori con incontri, visite guidate e assaggi per tutti.  Dalla Lombardia alla Campania numerose aziende del settore apriranno le porte al pubblico e si potrà partecipare a eventi, seminari, assaggi con esperti del settore e con i produttori delle macchine professionali che sveleranno i segreti per un ottimo caffé.

La guerra del Cavaliere non è finita, nuove battaglie?

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La guerra di Silvio Berlusconi non è finita, anzi sembra quasi che sia alle prime battaglie che sicuramente il Cavaliere ha perso, ma che ora, è pronto  a guidare in prima persona, senza lasciarsi influenzare da colombe o falchi. In un’intervista a Bruno Vespa per il suo nuovo libro, l’ex premier annuncia guerra aperta: «La partita è ben lontana dal fischio finale, perché la sentenza che mi ha condannato è fondata su delle falsità, e sarà ribaltata molto presto», ha detto Berlusconi nel libro Sale, zucchero e Caffè. «Troppi giornali – continua – hanno titolato ‘L’ira di Berlusconi’. Io posso essere preoccupato, deluso, amareggiato ma l’ira proprio non mi ha mai posseduto». Interpellato sulla decisione della giunta del Senato di far votare la sua decadenza a scrutinio palese, Berlusconi risponde: «Mi pare tutto chiaro. Come dice una vecchia canzone di De Gregori, Non c’è niente da capire. L’atteggiamento della sinistra, e non solo, è ormai sotto gli occhi di chiunque abbia anche soltanto un minimo di onestà intellettuale. Ma hanno commesso un autogol; gli italiani hanno capito che vogliono eliminarmi per sempre dalla vita politica perché mi considerano l’ultimo ostacolo alla loro definitiva presa del potere».

Un Halloween senza caffè!

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Niente bevanda nera per Halloween. Domani infatti scatta lo sciopero del caffè e per l’intera giornata non sarà possibile godersi un espresso al bar, al ristorante, ma neppure nelle mense. E’ stato indetta la protesta da parte dei sindacati di categoria Fisascat Cisl, Filcams Cgil e Uiltucs Uil per il mancato contratto nazionale che riguarda una platea tra i 700mila e un milione di addetti. «Sono oltre 300.000 i lavoratori di bar, ristoranti e mense aderenti alla Fipe Confcommercio e ad Angem che nelle scorse settimane hanno assistito all’abbandono dei tavoli negoziali ed alle richieste insostenibili avanzate dalle associazioni datoriali, tra cui l’abolizione degli scatti di anzianità, della quattordicesima mensilità ed il peggioramento delle tutele riguardanti l’istituto della malattia» dice la Fisascat.

 

La Cina punta il dito contro Starbucks: prezzi troppo alti

starbucks-tuttacronacaLa stampa e la televisione cinese hanno denunciato la catena di caffè americana Starbucks. Secondo i media, infatti, l’azienda imporrebbe prezzi eccessivi per la popolazione. La tv di Stato ha diffuso la scorsa domenica un’inchiesta secondo la quale una tazza del loro famoso caffè può costare anche 27 yuan (3,22 euro): confrontando questo prezzo con quelli praticati da Starbucks a Londra, Chicago e Bombay l’ha conclusione è stata che quelli imposti in Cina sono nettamente superiori. Brutta grana per Schultz, la mente dietro la catena, che proprio in questi giorni, parlando dell’espansione, spiegava che: “La Cina ci sta regalando grandi emozioni. Sino a poco tempo fa i nostri clienti erano soprattutto turisti o americani che lavorano là, adesso sono gli abitanti del posto la fetta più grande. Vuol dire che li abbiamo conquistati”.

Non di solo caffè vive Starbucks

starbucks-tuttacronacaI newyorkesi ben lo sanno: entrare in un negozio della catena di caffè Sturbuck significa scegliere tra le tante proposte. Caffè, frappuccini, cioccolate, smoothies. Ma non solo, ora sono arrivati anche i thè e la rivoluzione non si ferma qui. A New York, nel negozio all’angolo tra Times Square e Bryant Park, il verde dei grembiuli ha lasciato il posto al rosa. E non è solo una questione di colori, ma anche di profumi. Perchè affacciarsi alla porta è ora una nuova esperienza: non più solo quei bicchieri giganti da degustare mentre si passeggia per strada, ma anche cornetti. Una colazione completa. Che è destinata a cedere il posto anche a pranzi e cene a base di sandwich, zuppe e verdure, all’insegna del mangiar sano. Perchè Starbucks prova, ancora, a reiventarsi e non limitarsi ad essere un fornitore di caffeina. Come spiega il proprietario della catena, Howard Schultz, in una recente intervista al New York Times: “Stiamo andando bene, i conti sono sani e le azioni continuano a salire. Ma in tempi di crisi chi si accontenta prenota la sua fine: questo è il momento di investire, di farsi venire nuove idee”. E’ dal 2011 che l’azienda si scatena sul mercato: 20 milioni di dollari per Evolution Fresh specializzata in succhi di frutta freschi, 620 per Teavana marchio di thé, 100 per La Boulange che sforna prodotti di pasticceria. E ora? “Non prevedo altreacquisizioni a breve, magari faremo accordi strategici”. Tra questi, uno con la Danone, per commercializzzare una specialità greca. Quello che stupisce di più, però, e che cambia maggiormente “il profumo che si respira” nei punti vendita, è comunque La Boulange, con i suoi croissant integrali, normali o al cioccolato. Ma tra trovare gli spazi adatti e formare i commessi non è stata una passeggiata. Spiega il fondatore, Pascal Rigo, rimasto in azienda e che ha gestito la trasformazione: “E’ stata dura, ma adesso siamo sulla buona strada. Gli automatismi sono quelli giusti e presto tutti i nostri negozi avranno la pasticceria”. Ma se Schultz vuole dedicarsi anche alla ristorazione ed è positivo, non tutti la vedono come lui. Come l’analista, Bonnie Herzog: “Sono operazioni che presentano dei rischi. Quando la Pepsi provò a lanciarsi nel mondo degli snack e dei cereali fu un disastro. Il pericolo principale è quello di perdere di vista il proprio core business trascinando nei guai tutta la società”. E un altro, John Moore, aggiunge: “La sfida del cibo è per loro cruciale, la combattono senza grande successo da 20 anni: la loro stessa sopravvivenza è legata al risultato di questa nuova avventura”. Schultz rilancia: “La Boulange è solo il primo passo, la nostra sarà una trasformazione radicale”. E non è difficile credergli.

Annuncio shock: la polenta è tossica? Lo dice il Cnr

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La polenta nasconde un’insidia di cui si è parlato troppo poco: le cosiddette fumonisine, cioè delle tossine, che in forti concentrazioni possono indurre tumori all’esofago oltre a rallentare l’assunzione di acido folico, e ciò nelle gestanti diventa un grave fattore di rischio. Questa è l’ultima tesi sostenuta dal convegno organizzato dalla Fondazione per lo Sviluppo sostenibile e dal Pontificio Consiglio Giustizia e Pace, Roberto Defez, primo ricercatore Consiglio Nazionale Ricerche, Istituto di Genetica e Biofisica del Cnr Napoli. Nel suo intervento dedicato allo “sviluppo sost-edibile”, Defez ha ricordato che nel 2007 il Regolamento 1126 ha introdotto un tetto delle fumonisine nei prodotti alimentari, differenziando il valore nell’alimentazione destinata agli adulti da quella dei bambini. Secondo una analisi effettuata dal ricercatore Cnr “su 77 polente in commercio, la composizione di quelle da agricoltura biologica avrebbe un valore di fumonisine due volte superiore alla media. Chiedo un’etichetta trasparente – ha detto Defez – con indicazioni delle fumonisine di quello specifico campione in commercio”. Defez ha poi ricordato studi pubblicati che indicano Pordenone, dove la polenta rientra nelle abitudini alimentari locali, come la terza città in Europa per alta correlazione di tumori all’esofago, ma gli autori degli studi indicano anche come fattori di rischio le grappe, il caffè, e la polenta quando è bollente.

Caffé, niente armi e frappé a volontà? Starbucks e la sua nuova politica

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Niente armi insieme a un caffè, niente pistole mentre si ordina un cappuccino, nessun simbolo di violenza nei locali di Starbucks. Il proprietario della più famosa catena di caffetterie al mondo, Howard Schultz, ha lanciato un accorato appello ai suoi clienti affinché essi non entrino nei locali portando armi. Dopo la sparatoria avvenuta alla base militare di Washington, Schultz ha voluto ribadire che negli Starbucks sarà cambiata la politica aziendale e verrà impedito di portare armi all’interno. Questo si è reso necessario anche perché negli ultimi mesi c’è stata una escalation di persone armate dentro le caffetterie americane.

Dzemaili pensa alla Champions… ma prima pausa caffè!

dzemaili-sorrento-tuttacronacaMercoledì ci sarà la sfida contro il Borussia valido per la Champions League ma, reduce del recente successo in campionato con l’Atalanta, il centrocampista Blerim Dzemaili ha cercato un po’ di relax a Sorrento, dov’è stato individuato lungo Corso Italia in compagnia di una ragazza con la quale ha prima sorseggiato un caffè per poi godersi il gelato di Antonio Cafiero.  “Siamo contenti per l’avvio di campionato, ed io personalmente sono soddisfatto dalla della mia prova di 90 minuti contro l’Atalanta, ora però pensiamo al Borussia. Sarà una gara difficile e sarà molto utile come sempre il San Paolo. Per il resto sono fiducioso che possiamo fare bene in ogni partita”. Il giocatore ha confessato che spesso per rilassarsi preferisce venire in penisola sorrentina, dove riesce ancora a prendere un caffè senza essere asfissiato dalla passione dei tifosi azzurri.

Il caffè spray per i caffeinomani impenitenti

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Sarà brevettato a breve lo Sprayable Energy, il nuovissimo caffè spray che promette benefici miracolosi. Nella confezione c’è una formula incolore (composta da acqua, un derivato della tirosina e caffeina), che, spruzzata sulla pelle, offre una carica di energia pari ad una tazzina di caffè. In ogni barattolo sono contenute ben 40 dosi, che probabilmente saranno vendute a 15 dollari l’una. Forse è più conveniente un buon vecchio caffé!

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Lo scontrino folle di Venezia: 100 euro per caffé e amari

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Un normale sabato d’agosto e 7 persone che si siedono, a Piazza San Marco a Venezia, al “Lavena”, locale storico della città lagunare. I sette ordinano quattro caffè e tre amari. Al momento del conto la brutta sorpresa:100 euro per la consumazione. Come è possibile osservare dallo scontrino la somma è giustificata dal supplemento per la musica che viene a costare ben 42 euro. Postato su Facebook, lo scontrino accende le polemiche, ma dal locale arriva la risposta: “Ai clienti viene dato il listino nel quale sono indicati tutti i prezzi, compreso il supplemento per la musica”.

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Piazza del Popolo è… impopolare! Due caffè e una bottiglietta d’acqua: 17.55 euro

caffe_amari-tuttacronacaIl Messaggero riporta quanto accaduto a un suo lettore, che ha fornito la prova fotografica di quanto raccontato. L’uomo ha preso un caffè con un amico nello storico bar Rosati di Piazza del Popolo, a Roma. Dopo aver preso due caffè e una bottiglietta d’acqua, i due si sono visti consegnare un conto di 17.55 euro. Il lettore racconta: “Sbalordito ho detto ‘C’è un errore?’ No nessun errore. Ho sottolineato il fatto che quella cifra così alta non corrispondeva al reale costo dei prodotti consumati.. Passi che siamo a Roma, passi che siamo a piazza del Popolo (e già la parola popolo dovrebbe far comprendere al proprietario di abbassare il tiro) ma 17,55 euro sono troppi. Per un servizio scarso. Primo: sul tavolo non c’era il listino, altrimenti leggendo ci saremmo alzati e andati via… secondo: abbiamo consumato i caffè all’interno sperando nell’aria condizionata che non era in funzione (caldo afoso che provocava disagio). Uno schifo. Ho detto alla cassiera che non ci fate una bella figura, e che avrei portato il fatto all’attenzione dei media. Un cameriere visibilmente urtato mi ha risposto ‘è una minaccia?’ Nessuna minaccia solo una constatazione. La polizia annonaria dovrebbe fare più controlli e sanzionare i proprietari tanto quanto in proporzione hanno tolto dalle tasche dei turisti o concittadini”. Il quotidiano ha poi contattato telefonicamente il responsabile del bar, che ha operato l’operato dei suoi dipendenti: “I prezzi sono quelli esposti e ogni cameriere sa di dover consegnare il listino a ogni cliente. Se è vero quello che dice il vostro lettore avrebbe dovuto chiedere del responsabile e lamentare l’accaduto con lui”.

Quel furto che non ti aspetti… 2 distinti signori, derubano un bar a Milano

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Nessuno l’avrebbe potuto immaginare. Due signori davvero molto distinti entrano in un bar di Milano, ordinano un caffè e rubano la cassetta delle mance che era sul bancone. Gli insospettabili però sono ripresi dalle telecamere a circuito interno del locale. Era una coppia sulla cinquantina che ha bevuto tranquillamente il caffè al Larky bar di piazzale Baracca, fino a quando l’uomo, vedendo un momento di disattenzione dei camerieri, ha allungato la mano e ha preso la scatola che conteneva le mance e l’ha infilata in borsa. I due poi sono andati via indisturbati, senza che nessuno di accorgesse del furto… filmato solo dalle telecamere.  Il bottino era di circa 500 euro, l’ammontare di mance che i clienti  avrebbero versato dal mese di dicembre. Almeno così dicono… anche se francamente  sembra impossibile che un  bar faccia di mance meno di 100 euro al mese….

A Tokyo i gatti hanno un bar tutto per loro!

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Non solo Parigi, anche in Giappone c’è un bar dove gli amanti dei gatti, che raramente posseggono un felino nelle metropoli considerate le piccole dimensioni degli appartamenti ma anche il costo di mantenimento, possono godersi un po’ di miagolii. Si chiama Kyariko Neko Cafè e consente di far colazione o una originale pausa caffè in un ambiente accogliente, dove sfogliare un libro, bere un tè caldo e… accarezzare un morbido micio che fa le fusa. I gatti qui sono davvero a casa loro e i clienti possono intrattenersi con loro e trovare un’oasi di relax nella frenesia quotidiana.

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Caffeina, è una droga?

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La caffeina può far gravi danni e dare sintomi di dipendenza quasi paragonabili a quelli di una droga. L’incredibile rivelazione viene dall’associazione degli psichiatri americani che hanno riscontrato due nuove patologie: la crisi d’astinenza da caffè e l’intossicazione da caffè.

Non si parla naturalmente di chi la mattina si prende una tazza di caffè, ma di un consumo quotidiano che diventa una vera ossessione. Per diagnosticare una crisi di astinenza da caffè ci devono essere almeno 5 sintomi:  mal di testa, affaticamento e sonnolenza, depressione, difficoltà di concentrazione e nausea o dolore agli arti.

Per diagnosticare invece l’intossicazione da caffeina, sono necessari almeno una dozzina di sintomi: agitazione, nervosismo, eccitamento, insonnia, faccia arrossita, diuresi, mal di stomaco, spasmi muscolari, pensieri disordinati, battito cardiaco aumentato, comportamenti maniacali.

Ma a lato di queste patologie ci sono anche degli effetti benefici: il consumo moderato di caffeina infatti abbassa il rischio di malattie cardiache e diabete e sembra prevenga i problemi di memoria che arrivano con l’avanzare degli anni. Inoltre, la caffeina rende ottimisti.

Arriva il bar dei gatti!

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Volete prendervi un caffè o un té in compagnia degli “amici mici”? A Parigi si può. Mentre state degustando un pasticcino o un buon aperitivo si può anche pensare di adottare un gatto a “Le cafè des chats”. Il locale dovrebbe aprire in agosto nel quartiere del Marais e dovrebbero mancare solo alcune migliaia di euro per finanziare l’ambizioso progetto che ha già un suo omologo a Vienna. Attraverso il crowdfunding gran parte dell’iniziativa è pronta a partire e la prefettura ha già concesso la licenza. Quanto all’igiene, nulla sarà compromesso dalla scelta di ospitare i felini. Al massimo saranno una decina di gatti e tutti provvisti del libretto sanitario, inoltre i promotori dell’iniziativa assicurano che  “Ogni dipendente del bar sarà responsabile di due o tre gatti e dovrà fare un check-up settimanale e assicurarne l’igiene quotidiana. Un veterinario li visiterà ogni tre mesi”. Nessun rischio di pelo di gatto nel caffè latte!

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Marino usa il populismo come un reality show? Ignazio e il caffè

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Sicuramente con le migliori intenzioni il candidato del pd Ignazio Marino, in corsa per il campidoglio, ha voluto provare l’ebbrezza di preparare il caffè ai suoi concittadini. Ha scelto quindi un bar di via Grottarossa, alla periferia di Roma per mettersi dietro alla macchina e sfornare espressi. Un gesto simpatico, ma molti possono anche aver vissuto come l’ennesimo tentativo di “somministrazione” della dose di populismo che sempre più dilaga tra i politici e assomiglia a un grande reality show, dove i cittadini diventano spettatori delle “imprese” dei politici intenti a mostrarsi uguali ai loro elettori… ma alla fine buttato giù il caffè rimane solo un po’ di amarezza per quel partito che doveva essere un faro nella nebbia berlusconiana e che invece si sta consumando come una candela! Che occasione mancata… Ordiniamo un doppio corretto per riprenderci un po’?

 

La guerra dei chicchi!

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Una guerra a colpi di chicchi di caffé si appena consumata a Torino. A spuntarla è stata l’azienda Vergnano, le cui capsule di caffé sono state giudicate compatibili con le macchine Nespresso. Lo ha stabilito una decisione del tribunale di Torino, che ha ordinato alla Spa Nespresso Italiana di «astenersi dalle attività denigratorie delle capsule prodotte da Vergnano» e di eliminare entro 60 giorni le «informazioni errate dalle istruzioni delle macchine per caffè espresso». Accolta quindi la richiesta di Caffè Vergnano, che aveva avviato il procedimento lo scorso febbraio.
Secondo quanto riporta un comunicato dell’azienda piemontese, Vergnano, assistita dall’avvocato torinese Fabrizio Jacobacci, lamentava da parte della Spa. Nespresso Italiana titolare dei negozi monomarca Nespresso, un comportamento concorrenzialmente scorretto oltre che ingannevole per i consumatori. Da un’indagine effettuata presso alcuni punti vendita Nespresso di Roma, Bologna, Milano e Torino, Vergnano aveva infatti appreso che gli addetti alle vendite descrivevano le sue capsule come «più o meno compatibili» se non «da buttare». Inoltre, informavano i clienti che le macchine del caffè a marchio Nespresso erano state modificate in modo da non funzionare con le capsule Espresso1882 e che la relativa garanzia non aveva effetto se la macchina veniva utilizzata con le capsule Vergnano. Anche i libretti d’istruzione di tali macchine, infine, esplicitavano che l’apparecchio funzionava solo con capsule Nespresso Club. L’effetto di tali comportamenti è stato ritenuto da parte di Caffè Vergnano come lesivo per l’immagine dell’azienda, con conseguente danno commerciale, perdita della reputazione e della clientela. Per questo motivo, lo scorso 15 febbraio l’azienda piemontese ha avviato un procedimento legale, al termine del quale il tribunale di Torino ha ritenuto «sussistente l’attività denigratoria».

La crisi si sconfigge anche a caffè, birra e bollicine!

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Gli italiani sanno essere solidali… anche al bar! Sconfiggendo la separazione Nord-Sud, il bar Blu in via Carmagnola, a Milano, ha adottato la tradizione partenopea del “caffè sospeso”. L’idea è stata del proprietario Matteo Stefani, la cui fidanzata, così come un cameriere e molti clienti, è originaria di Napoli.Questo significa che chi lo ordina paga un secondo caffè oltre a quello consumato. Il caffè lasciato in sospeso viene così offerto a chi, visto il periodo di crisi, non se la passa bene. Una lavagnetta segnala quanti caffè già pagati sono a disposizione dei meno abbienti. Matteo, fedele anche al rito dell’aperitivo così ben radicato a Milano, ha deciso inoltre per una innovazione e così “sospese” si possono trovare anche birra e bollicine. Alla salute!

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Il caffè di Grillo!

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E’ anche un piccolo gesto… ma a volte anche i piccoli segni possono aprire i portoni! Il leader M5s, Beppe Grillo, ha deciso di interrompere la sua lotta senza confini nei confronti della stampa e ha offerto un caffé a giornalisti, fotografi e cameraman assiepati davanti alla sua villa a Genova. Sarà un segno di “fiducia”?

Cappuccino da record… il più grande al mondo!

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Due mila litri di latte e 400 di caffé. E’ Daviano, il cappuccino più grande del mondo. La megabevanda, servita in un tazzone alto 150 centimetri e  decorata con polvere di cacao, è stata preparata negli stand della fiera di Rimini. E per gli chef della Nipfood di Forlì, gli stessi che ottennero il primato mondiale per la pizza più grande, è di nuovo record. Il nome, Daviano, è stato scelto in onore di padre Marco D’Aviano beatificato dieci anni fa da papa Giovanni Paolo II. Insieme alla conquista del Guinnes, un’azione solidale: la maggior parte del cappuccino verrà divisa in taniche da 25 litri e distribuita ai Padri Cappuccini ed altri enti benefici.

Se non riuscite proprio a svegliarvi… provate il Quadriginoctuple Frap

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C’è chi la mattina proprio non riesce a connettersi con il mondo e per tutti loro Starbucks, la più nota catena di caffetterie degli Usa, ha pensato di inventare il Quadriginoctuple Frap! Il caffè si compone di un frappuccino, una sorta di caffè ghiacciato con panna, con l’aggiunta di 48 espresso, polvere di proteine, crème caramel, fragole, due banane, bacche di vaniglia e caffè di soia. Oltre che essere una bomba calorica è anche una bevanda molto “salata” per le tasche: 47 dollari e 50 centesimi!

 

Starbucks minaccia Uk dopo le critiche di Cameron alle scappatoie fiscali

 

La multinazionale minaccia di sospendere gli investimenti da milioni di sterline in Gran Bretagna se Cameron li tartasserà per il pagamento delle tasse.

E BUON CAFFE’ A TUTTI!
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Si beve caffè a pochi passi da un clochard morto!

CHE SPECULAZIONE! Come si vede dalla foto c’è una colonna, quindi gli avventori del bar non possono immaginare che dietro ci sia un clochard morto. E questa è informazione? E’ solo scandalismo!!!

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Caffè… mon amour! A Masterchef sfida a suon di chicchi!

Uno sguardo a Venezia! E mentre la guardi… assapora le orecchie di Amman

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Vuoi saperne di più? Qui trovi la storia e la ricetta!

Uno sguardo a Venezia! Cortesie per gli ospiti di Ian McEwan

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Gli inglesi si sà sono affascinati da Venezia. Così Colin e Mary arrivati a Venezia si armano di macchinetta fotografica decisi a carpire ogni segreto della città. Ma chi sono i protagonisti di “Cortesie per gli ospiti” di McEwan? Colin è bellissimo, in passato ha provato a lavorare nel mondo dello spettacolo, ma ha solo raccolto una serie di insuccessi. Mary viene dal teatro e ha recitato in una compagnia femminile, ha due figli e un ex marito appassionato di fotografia. Pur sembrando una coppia, in realtà non lo sono affatto. In albergo dormono in letti singoli e si parlano solo di sera, prima di cenare, quando si scambiano i sogni che fanno. Ogni giorno cercano di evitare le orde di turisti che si affollano davanti ai luoghi più famosi della città e inevitabilmente finiscono col perdersi.

Una notte escono tardi e in cerca di un ristorante incontrano Robert, un uomo molto conosciuto nel circondario che si occupa di affari e gestisce un bar. Figlio e nipote di diplomatici dalla rigida morale patriarcale, Robert li aiuta, li ristora, racconta loro la storia della propria infanzia e li accoglie infine nella propria casa. Robert vive con sua moglie invalida, Caroline. E’ immediatamente chiaro ai due che Caroline è vessata dal marito e costretta a subire violenze.

Nei quattro giorni successivi all’incontro con Robert e Caroline, Colin e Mary sperimentano un vorticoso e appagante ritorno di passione erotica, che li spinge a segregarsi in albergo e dedicarsi alla celebrazione dell’eccitazione dei sensi, come a voler chiudere un percorso amoroso che esplode in desiderio incontenibile e non procrastinabile. Anche solo per un momento, anche se avvertono la debolezza dei sentimenti di fronte allo scorrere della vita.

Un romanzo che narra attraverso una serie di metafore un percorso all’inferno di due persone, che si trovano all’interno di una morsa senza aver la forza di reagire. Al centro della trama insieme ai protagonisti ci sono dei simboli, come l’acqua, gli insetti, la musica o i rumori, che ci portano poco a poco a scoprire quelle scomode verità dell’ultimo capitolo. E’ quindi una continua marcia di avvicinamento alla parte più “torbida” dell’anima, come dall’altronde lo è la laguna in cui la storia si ambienta.

Un grande capolavoro del 1981 che tutt’oggi conserva quel “fascino malato” di una psicologica introspezione all’interno dei rapporti di coppia!  Quale miglior scenario se non la Venezia degli innamorati trasformata in un luogo di sofferenza e perdizione?

Uno sguardo a… Venezia!

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