Dopo la vittoria dell’Inter: Thohir ringrazia, Icardi polemizza

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Una vittoria contestata con un gol che davvero ha fatto discutere, ma se Thohir si limita a ringraziare: «Ci tengo a ringraziare tutti i giocatori e l’allenatore. Ora andiamo avanti così, da squadra, uniti, nei momenti buoni così come in quelli meno buoni. Grazie ad Hernanes abbiamo più opzioni a livello offensivo, Icardi e Palacio hanno dimostrato quanto possono essere pericolosi, onore a Samuel nostro guerriero. Forza Inter» c’è chi, come Icardi dopo aver segnato un gol in fuorigioco che gli è stato convalidato polemizza e sul suo profilo Twitter posta: «Non avete più niente da dire?», frase poi era accompagnata dall’immagine della sua esultanza dopo la rete.

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Mazzarri furioso con i suoi: volo in ritardo

mazzarri-tuttacronacaNon solo Vidal! Se il giocatore bianconero ha perso il volo che doveva riportarlo in Italia, gli argentini dell’Inter hanno saltato l’allenamento del giovedì a causa di un ritardo di sei ore, fatto che ha mandato su tutte le furie Mazzarri. Palacio, Campagnaro e Icardi, si pensa, forse avrebbero potuto prendere un volo precedente, ma resta il fatto che i ritardi sembrano essere una caratteristica del club nerazzurro: l’anno scorso capitò a Guarin ma ad essere indimenticabili sono quelli di Adriano. Ma nel frattempo i nerazzurri hanno altro a cui pensare: la sfida con il Toro. I precedenti sono a loro favore, con le ultime nove trasferte conclusesi in vittorie. Per trovare un successo del Torino bisogna tornare indietro quasi vent’anni, ossia al 27 febbraio 94, 2-0 firmato Poggi e Cois. Quello che è certo è che in casa granata il ct non rinuncerà a Camapgnaro e Palacio mentre Alvarez soffre ancora a causa della caviglia sinistra. Al suo posto, potrebbe entrare Kovacic. Recuperato Jonathan, a centrocampo con Cambiasso e Guarin ancora Taider.

Inter-Genoa 2-0: noia nel 1° Tempo e nel 2° i gol di Nagatomo e Palacio

Inter-Genoa-tuttacronaca

Mazzarri cambia alcune “pedine” nella sua squadra, rispetto a quelle che erano le previsioni della vigilia. In attacco il partner di Palacio è Ricky Alvarez, solo panchina, invece, per Icardi, a centrocampo il titolare è Kuzmanovic e non Kovacic che parte dalla panchina e sarà pronto ad entrare in caso di necessità nella ripresa. Tutto confermato invece per il Genoa.

INTER (3-5-2) – Handanovic; Campagnaro, Ranocchia, Juan Jesus; Jonathan, Guarin, Cambiasso, Kuzmanovic, Nagatomo; Palacio, Alvarez.
A disposizione: Carrizo, Andreolli, Rolando, Wallace, Pereira, Icardi, Mudingayi, Obi, Kovacic, Belfodil, Capello, Castellazzi.
Allenatore: Walter Mazzarri.

GENOA (4-3-2-1) – Perin; Vrsaljko, Portanova, Manfredini, Antonelli; Cofie, Lodi, Kucka; Bertolacci, Santana; Gilardino.
A disposizione: Donnaruma, Sampirisi, De Maio, Blaze, Simic, Gamberini, Konaté, Rafati, Floro Flores, Ventre, Velocci, Jara Martinez.
Allenatore: Fabio Liverani.

Da segnalare, prima dell’inizio della gara, il saluto di Stankovic ai suoi ex tifosi, il serbo lascia dopo 326 partite in nerazzurro. Nei primi minuti i ritmi sono molto sostenuti anche se i portieri, Perin e Handanovic non vedono palloni pericolosi. Gran parte del gioco si svolge a centrocampo con sporadiche incursioni nella metà campo avversaria. Al 12′ la prima azione pericolosa con un contropiede dell’Inter, portato avanti da Palacio che viene anticipato da Vrsaljko. Il difensore genovese chiude bene la diagonale e si rifugia in corner. Sulla battuta del tiro d’angolo il colpo di testa di Ranocchia manda la palla fuori dallo specchio della porta. I primi 20 minuti di gioco del primo tempo sono solo caratterizzati da errori d’impostazione, poco spettacolo e molta noia sugli spalti. Finalmente al 26′ arriva una bella iniziativa di Jonathan che si libera della marcatura di Manfredini e prova la conclusione, la palla finisce a lato non di molto, con Guarin che per poco non riesce a trovare il tempo per intervenire.

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Questo episodio infonde fiducia all’Inter che inizia a stazionare nella metà campo del Genoa e cerca di controllare la gara. Al 44′ finalmente arriva l’occasione per il Genoa. su calcio d’angolo, Kucka anticipa tutti e colpisce di testa, la palla è di poco alta. Dopo questo episodio allo scadere esatto del tempo regolamentare l’arbitro fischia la fine del primo tempo e manda tutti negli spogliatoi. 45′ da dimenticare.

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Gran lancio di Lodi, al 50′, Gilardino stacca in area e cerca di fare da sponda per Bertolacci che, invece, viene anticipato da Handanovic in uscita bassa. Dopo due minuti c’è il primo cambio per l’Inter che prova ad aumentare il suo potenziale offensivo: Icardi prende il posto di Kuzmanovic. Il neo entrato non perde tempo e ci prova immediatamente: cross dalla destra di Campagnaro, l’argentino colpisce di testa ma non riesce ad angolare. Non ci sono problemi per Perin. Due fiammate incendiano San Siro al 58′. Prima la grande occasione del  Genoa vicino al gol, Jonathan si perde Kucka che però si allunga troppo il pallone e non riesce a trovare il tempo per la conclusione, rimette la palla in mezzo, Ranocchia libera di testa. Il pallone arriva dalle parti di Lodi che prova al volo ma la difesa respinge.

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La seconda è la degna risposta dei nerazzurri, con Guarin che s’invola sulla destra, arriva fino sul fondo e mette in mezzo rasoterra, Palacio non ci arriva per un soffio.

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Grande intervento difensivo, al 66′, di Vrsaljko che s’intromette nel passaggio in verticale di Alvarez e anticipa Icardi.

Sostituzione Genoa al 71′, entra Konaté al debutto, esce Bertolacci. Sotituzione pure per l’Inter: esce Cambiasso, entra Kovacic. Guarin lancia bene Jonathan, al 75′, il terzino arriva in fondo e crossa, la palla viene deviata ma arriva comunque sul secondo palo dove arrivano Nagatomo e Palacio, è il giapponese che riesce a toccarla e a spingerla in rete.

Possibilità di raddoppio all’85 possibilità di raddoppio con la traversa di Icardi. Altre sostituzioni quando mancano cinque minuti al fischio finale. Il Genoa fa entrare Santana al posto di Floro Flores, Mazzarri ha invece inserito Taider al posto di Alvarez. Al 89′ per i rossoblù entra Sturaro al posto di Cofie. Al 90′ un perfetto  contropiede di Guarin, serve Palacio il quale da solo davanti a Perin mette il pallone in rete.

Finisce così la partita che ha visto un’unica protagonista in campo nel secondo tempo. Gran partita dei neroazzurri che si lasciano alle spalle gli sbiaditi primi 45′.

Shock Inter! 3 -0 contro il Real Madrid.

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Con il real non era facile, ma nessuno poteva immaginare una sconfitta così eclatante nell’amichevole disputata, oggi, allo stadio ‘Edward Jones Dome’ di St.Louis, nel Missouri. Le ‘merengues’ di Carlo Ancelotti hanno vinto per 3-0 grazie alle reti di Kakà (11′), Cristiano Ronaldo (38′) e l’autogol di Ricky Alvarez (68′).

Ma il tecnico Mazzari nel dopo partita è sembrato positivo (anche se fra due settimane inizia il campionato e questa sconfitta impensierirà i tifosi):  “Almeno due palle gol oggi sarebbero potute entrare. E’ incredibile come non ne sia entrata nemmeno una. Abbiamo creato tanto contro una squadra che concede poco”. “Rammarico? Sembra paradossale dire questo perché chi non ha visto la partita vede un 3-0 e pensa ci sia stata un dominio netto del Real Madrid. Invece l’Inter ha creato 6-7 occasioni clamorose davanti al portiere. Sicuramente ci è mancata lucidità; ma io sono molto soddisfatto della partita della mia squadra. Passo avanti? Si: abbiamo creato tanto. Ripeto, non ci scordiamo chi avevamo davanti. Alvarez, Palacio e Icardi hanno creato tante palle gol”e poi ha aggiunto “Olsen? Ha personalità; ma bisogna stia con i piedi per terra. A volte anche lui fa errori banali: due volte abbiamo preso gol per assurdo su contropiede e non avevamo concesso niente quando il Real costruiva da dietro. Rolando? E’ un giocatore esperto, alla luce delle due defezioni che ci sono capitate. Con la difesa a 3, avevamo solo Andreolli in più. Rolando mi ha fatto molto comodo l’anno scorso per raggiungere la Champions”.

Samp-Inter: durante l’incontro, muore un tifoso blucerchiato

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Mentre Palacio faceva il suo show riportando l’Inter a sognare l’Europa, durante il secondo tempo della partita Bruno Dondero, tifoso blucerchiato di 76 anni, è stato colto da un malore. L’uomo, seduto nel settore Distinti dello stadio Luigi Ferraris, è stato prontamente soccorso ma non ce l’ha fatta ed è deceduto durante il trasferimento in ospedale. Subito è arrivato un comunicato in cui si esprimeva il cordoglio della società di Corte Lambruschini per la famiglia di Dondero.

Tanta Argentina in Sampdoria – Inter. 2° T. 0-2

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Le squadre rientrano in campo dopo il primo tempo chiuso con l’Inter in vantaggio grazie al gol dell’ex genoano Palacio. Le formazioni sono quelle del primo tempo. La prima occasione Obiang contrastato da Guarin. Il blucerchiato guadagna una punizione dai 30 metri, posizione defilata. La batte Palombo ma la palla va  abbondantemente fuori. Al 4′ la Samp conquista un calcio d’angolo, sulla battuta Handanovic esce bene con il pugno. Parte il contropiede nerazzurro, Cassano spreca. Ritmi lenti, la Samp prova a rimontare il gol di Palacio, ma per il momento senza creare grossi pericoli, Inter non esaltante di rimessa.

Al 10′ occasione per l’Inter. Suggerimento dentro l’area per Palacio che gira di prima in rete, Mustafi lo chiude in scivolata mandando in angolo. Due minuti più tardi arriva la sostituzione nelle file neroazzurre, fuori Jonathan dentro Silvestre. Al 14′ sostituzione anche per la Samp dentro Maxi Lopez, fuori Sansone.

E’ chiusa l’Inter e la Samp non trova spazio. Alla fine Obiang dopo un prolungato possesso palla calcia da fuori, attento Handanovic. Al 19′ De Silvestri arriva sul fondo, azione pericolosa, ma il cross arretrato e rasoterra non è preciso. 22′  fuori Cassano dentro Kuzmanovic, Stramaccioni si copre molto per proteggere il gol di vantaggio, anche perchè la sua squadra sembra stanca e poco reattiva. Meglio conservare che tentare il raddoppio. Dopo questo cambio cala ancora il ritmo, una partita piatta senza occasioni da gol fino al 30′, quando almeno si assiste a un cambio esce Estigarribia ed entra il danese Poulsen.

Al 33′ Mustafi e Gastaldello chiudono Palacio, il tedesco ha problemi al ginocchio dopo lo scontro con il compagno di squadra. al 40′ nel totale nulla che sta avvolgendo questa partita esce Krsticic ed entra Munari.

Bisogna attendere il 44′ per vedere un’occasione. l’interista Pereira lancia Palacio che vince il duello fisico con Gastaldello, entra in area allargando per Guarin che da buona posizione spara altissimo. L’arbitro allo scadere del tempo regolamentare decreta ancora 4′.  Al 48′ quando i giochi sembravano chiusi arriva il gol di Palacio.  L’interista fa tutto da solo  in contropiede.

Veramente un brutto secondo tempo, dove le due squadre hanno rinunciato a giocare. Stancamente si sono trascinate alla fine tra una sostituzione e una rimessa dal da bordo campo, un atteggiamento incomprensibile che ha caratterizzato entrambe le squadre quasi ipnotizzandole e immobilizzandole. Il gol finale è un capolavoro di Palacio, ma non basta a fare una partita, solo a far portare tre punti a casa all’Inter.

 

 

Tanta Argentina in Sampdoria – Inter. 1° T. 0-1

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Le speranze Champions dell’Inter di Stramaccioni passano da Marassi, in questo insolito recupero pomeridiano della 29/a giornata: la Sampdoria cerca tre punti che consoliderebbero la sua classifica e le consentirebbero di vivere con tutt’altro spirito le ultime sette giornate di campionato.

Subito all’attacco la Samp e la prima occasione è per Sansone. Il colpo di testa dell’attaccante è centrale, nessun problema per Handanovic. L’Inter ci prova. Occasione per Palacio da solo davanti al portiere. Romero, però, ferma l’iniziativa dell’attaccante, deviando il tiro in corner.  Ancora i neroazzurri avanti con Cassano, cross rasoterra di Jonathan. Troppo sul portiere. Un buon avvio di partita per entrambe le formazioni. Al 9′ c’è un contatto Gargano – Sansone e la conseguente punizione per i blucerchiati. Al 13′ è sempre Cassano che prova a lanciare Palacio che calcia da posizione defilata. Il tiro termina fuori. Ci si aspetterebbe un fisco dell’arbitro al 14′ per un contatto sospetto di Ranocchia su Poli. Ma il fischio non c’è e si continua a giocare.

Prova l’attacco la Samp, al 17′, con un cross di Obiang, Icardi non si coordina bene. Il colpo di testa non trova la porta. Al 20′ c’è il calcio d’angolo per la Samp. Cross di Sansone, colpo di testa insidioso di Icardi. Handanovic è attento. Poli ammonito per simulazione, al 22′, dopo un leggero contatto con Juan Jesus. Poli, diffidato, salterà la prossima partita.

Buona occasione per l’Inter al 25′ con un corner che Cassano batte corto, la difesa blucerchiata libera.

E’ il 30′ quando c’è la percussione di Zanetti che conquista un calcio di punizione. Sullo sviluppo però è un nulla di fatto. Al 36′ Juan Jesus scivola due volte e Icardi gli soffia il pallone. La difesa nerazzurra rimedia, rifugiandosi in corner.

Al 39′ Intervento in ritardo di Ranocchia ai danni di Icardi, il difensore nerazzurro se la cava con un richiamo verbale.

42′ su cross di Pereira, Palacio colpisce di testa e segna. Inter in vantaggio.

44′  la Samp reagisce subito. Poli, in area, non riesce a concludere. Subito dopo, Estigarribia manda alto di poco.

Allo scadere sempre Palacio, ma stavolta la palla termina a lato.

L’Inter ci ha creduto e alla fine ha raggiunto il risultato sperato proprio al termine del primo tempo. Dopo la ripresa si attende la risposta della Sampdoria che a questo punto deve uscire dalla sua area e tentare il tutto per tutto.

Samp-Inter un recupero che parla argentino!

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Samp e Inter, recupero della 29ª giornata di ritorno della serie A (ore 18.30) che non si era disputata a causa del rischio alluvione nella zona che ospita lo stadio genovese «Ferraris», è la sfida dei mille incroci tra presente e futuro.

Una partita all’insegna dell’Argentina. Nei blucerchiati Maurito Icardi, senza dubbio vorrà fare bella figura nei confronti dei suoi connazionali che vestono la maglia nerazzurra come Zanetti, Samuel, Alvarez, Carrizo, Palacio, Silvestre senza dimenticare Milito e Cambiasso che questa sera non ci saranno.

In casa la Sampdoria viene da quattro vittorie consecutive in cui ha messo a segno 12 reti. Gli uomini di Delio Rossi hanno subito un solo gol nelle ultime cinque gare casalinghe. L’Inter ha vinto solo due delle ultime nove gare giocate in Serie A, quattro sconfitte e tre pareggi completano il parziale. I milanesi hanno perso due partite di campionato consecutive (contro Bologna e Juventus) per la prima volta dall’arrivo in panchina di Andrea Stramaccioni. La vittoria in rimonta da 0-2 contro il Catania è stata per l’Inter la prima dopo che nelle precedenti sette gare esterne aveva raccolto un solo punto.

INTER- TOTTENHAM 4-1 L’inter ha fatto il miracolo, ma non è bastato

Inter-Tottenham - tuttacronaca

Una  partita che va a senso unico un Inter che si presenta in campo per scacciare i fantasmi e cerca immediatamente di imporsi contro il Tottenham.

L’impressione, sin dall’inizio della partita, è che, come all’andata, il Tottenham sbagli sempre il tempo nell’uscita dei difensori per accorciare la squadra. Gli inglesi sono sempre corti e compatti, ma con lanci profondi vanno sempre in difficoltà. E’ il 17′ quando  l’INter ha un’incredibile occasione. Lo schema è quello di sempre: palla lunga per Cassano, solissimo al limite dell’area. Il barese stoppa ed e si dirige verso Friedel con la palla, Gallas arremba alle sue spalle e Cassano va a terra. L’arbitro lascia correre, il fantasista protesta animatamente. Dopo aver rivisto l’azione al replay, si può escludere il fallo di Gallas, Cassano ha provato a cercare il rigore, ci poteva stare anche il giallo per simulazione, ma è un nulla di fatto. Ma ci pensa Cassano al 20′ a prendersi quel gol che sta cercando. Buca  e coglie in contropiede il Tottenham, Palacio crossa sul secondo palo dalla destra, trovando Cassano tutto solo. Colpo di testa schiacciato ed efficace del numero 99 interista, palla in rete. 1-0!

Al 26′ ancora vicina al goal l’Inter: Cassano buca centralmente la difesa con un bel pallonetto, Palacio si invola tutto solo verso il portiere, in posizione centale. L’argentino prova il pallonetto, Friedel è battuto ma la traversa nega la rete. Si può parlare del  suicidio sportivo del Tottenham a cui si sta  assistendo a San Siro. Grazie alla difesa posta vicina al centrocampo, se l’Inter avesse in campo un paio di velocisti davanti, avrebbe già agevolmente segnato altre reti. E’ il 47′ quando Adebayor sciupa il possibile vantaggio: Juan Jesus si addormenta con la palla tra i piedi da ultimo uomo, il togolese gli soffia la palla e si presenta solo dalle parti di Handanovic. Il pallonetto della punta ex Arsenal è però fuori misura, grande spavento per i nerazzurri.

Un primo tempo che si chiude con un Inter incredibile e un Tottenham irriconoscibile! 1- per la squadra di casa.

Si riprende a giocare e sembra che il clima in campo si asempre quello. L’inter ha in controllo della partita e il Tottenham è confuso e incerto.

Al 7′ Cambiasso fa filtrare una bellissima palla per Palacio. L’argentino, questa volta, è freddo e batte Friedel in uscita con un preciso piattone. Il Meazza esplode di gioia, l’Inter ci crede.  Gol dell’Inter 2-0.

Al 9′ Il Tottenham stato travolto. La squadra di Villas Boas pare sempre insidiosa in attacco, ma molto vulnerabile in difesa. In questo finale di partita può succedere di tutto.

Una serie di accelerate e di passaggi a centro campo, ma il Tottenham continua a non essere in partita. Imprecisione e affanno hanno ormai sconvolto gli equilibri.

E’ il 30′ Incredibile al Meazza, l’Inter trova il pari. Cassano batte una punizione non impeccabile dal vertice dell’area, una deviazione della barriera manda la palla dalle parti di Gallas, che è ingenuo a non farla scorrere e prova a deviarla, insaccandola nella propria porta. 3-0! Senza parole!

Poi al 33′ Walker taglia il campo da destra al centro e viene abbattuto da Juan Jesus. L’arbitro lascia correre per il vantaggio e punisce con un cartellino giallo le proteste del giovane inglese.

Ma è Cassano che al 37′ guadagna un fallo dopo aver difeso magistralmente palla. Il barese è sicuramente tra i migliori in campo, anche se non è assistito da una condizione fisica impeccabile. Juan Jesus trova Palacio solo in area con un lancio di 40 metri: Lennon torna sull’argentino ed evita grossi guai. Incredibile come il Tottenham si stia lasciando sorprendere dalla tessa azione da inizio gara.

Scocca il 45′. Veramente una fantastica  partita dell’Inter, che ha pareggiato la batosta dell’andata e si giocherà tutto ai supplementari. I nerazzurri avrebbero meritato il passaggio del turno, ora sembrano molto provati e la proroga sarà tosta dal punto di vista fisico. Tante speranze, e i supplementari da giocare con il cuore, perchè la fatica ora è tutta sulle gambe dei giocatori neroazzurri.  Ma non è finita…

Primo supplementare. Con Inter piegata sulle gambe ma determinata a passare il turno. Purtroppo la beffa arriva!

Al 7′ del 1° tempo supplementare va in gol il Tottenham. Ormai l’Inter era stanchissima e Dembele’ scende sulla sinistra e calcia dal limite, Handanovic riesce ad opporsi ma la palla resta in area piccola e Adebayor, in spaccata, mette dentro. 3-1!

Una partita da lasciare tutti con il fiato sospeso. All’11’ ci prova Cassano con un cross dalla sinistra, ma il barese è affaticatissimo e non riesce ad alzare molto la sfera. Ma appena un minuto dopo gioco fermo, crampi per Naughton. Dopo una pausa si riprende a giocare e al 15′ Juan Jesus crossa da sinistra, Cassano la mette al centro dal lato opposto per Palacio che gira di testa debolmente, non causando grandi problemi a Friedel. Allo scoccare della fine del 1° tempo supplementare l’arbitro decreta 2′ di recupero. A terra Dembele’, gioco nuovamente fermo. Si giocherà oltre i due minuti previsti. I giocatori sono veramente stremati, crampi e visi tirati. Ormai è solo sofferenza in campo e si cerca di andare avanti con la forza di volontà. Al 20′ l’arbitro fischia la fine del primo tempo supplementare e le squadre cambiano campo.

Inizia il secondo suppelementare e subito c’è la sostituzione per l’Inter Ranocchia per Jonathan.

MA IN UNA NOTTE COME QUESTA L’INTER ORMAI RIESCE A FARE NON SOLO L’IMPOSSIBILE, MA ANCHE I MIRACOLI. ESPLODE MILANO, ESPLODE LA GIOIA E’ IL 4-1.  Cassano mette dentro un’altra palla strepitosa dalla sinistra, Ranocchia non ci arriva ma Alvarez si trova tutto solo sul secondo palo, la zuccata dell’argentino è vincente. Torna la fiducia, scacciata via la stanchezza dopo questa iniezione di adrenalina. Tutti i nerazzurri in avanti a cercare un assalto disperato. Solo 10 minuti per continuare a sognare, ma la determinazione è altissima, si vuole proseguire il viaggio e tutta l’inter ora pensa solo a concretizzare l’obiettivo: superare il turno! Sono saltati gli schemi, ma c’è un ottimo clima in squadra, tutti si aiutano cercando di suddividere la fatica. Anche un po’ di nervosismo in campo, proprio la mancanza di fiato fa fare un brutto fallo a Juan su Adebayor, giusto il giallo. Nenahce il tempo di riprendere a giocare che il togolese ricambia la cortesia scalciando Gargano. Giallo anche per Adebayor.

Ormai si cercano solo palle lunghe nell’Inter, non ci sono più geometrie in campo: la tecnica è una palla che possa arrivare sulla testa di ranocchia e tentare il gol. Un anogolo al 14′ fa sperare… Cassano pennella un cross dalla sinistra, ci arriva Ranocchia ma mette alto di testa da ottima posizione. Forse era l’ultima occasione, che peccato!

E’ il 16’quando c’è lo strepitoso intervento difensivo di Chivu su Adebayor. Il romeno ha salvato un goal fatto.

E’ 17′ minuto e ancora l’Inter è sotto la porta avversaria… fino all’ultimo istante ci vuole provare… ma resta una delusione immensa… NERIAZZURRI ELIMINATI… VERAMENTE NON SI SONO RISPARMIATI E HANNO GIOCATO CON UN CUORE IMMENSO, IL TOTTENHAM HA SOLO AVUTO FORTUNA IN UNA GARA CHE VERAMENTE HA GESTITO IN MANIERA IMBARAZZANTE. MA LA MATeMATICA CALCISTICA DA’ RAGIONE A LORO.

UN APPLAUSO ALL’INTER, UNA PARTITA CHE LASCIA L’AMARO… SICURAMENTE L’INTeR ESCE A TESTA ALTA!

Non c’è storia per l’Inter: il Tottenham vince 3-0

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Trasferta difficile per i neroazzurri in uno stadio, il White Hart Lane, tana degli Spurs, che nessuna squadra italiana ha mai violato. Il Tottenham si è dimostrato aggressivo fin dalle prime battute giungendo a conclusione già al 6′ con Bale. Inizio in salita per un’Inter in costante affanno che tira un respiro di sollievo solo quando Bale viene ammonito al 14′: essendo il giocatore in diffida, non potrà scendere in campo al ritorno quando la gara si disputerà al Meazza. I nerazzurri ci provano con Cambiassa ma gli avversari puniscono l’iniziativa: al 18′ Sigurdsson segna la rete del 2-0. A metà del primo tempo l’Inter inizia a creare problemi alla retroguardia inglese appena gli avversari abbassano i ritmi ma ancora lascia troppo spazio agli attaccanti che s’inseriscono facilmente.

Il primo tempo si conclude con il netto vantaggio della squadra ospite.

Nella ripresa Stramaccioni sostituisce Juan Jesus con Palacio ma sono subito gli inglesi a partire all’attacco ed a segnare ancora: all’8′ arriva la rete firmata Vertonghen. Il tecnico nerazzurro tenta una nuova sostituzione all’11’ della ripresa, mettendo in campo Guarin al posto di Kovacic, ma sembra non avere esiti con una squadra che non riesce ad approfittare delle crepe difensive degli avversari giungendo anche, con Palacio, a giocarsi delle buone occasioni. Troppi errori compromettono non solo il risultato, ma la possibilità di una qualificazione. I tre minuti di recupero non servono all’Inter a recuperare lo strappo, nonostante i ritmi si siano vertiginosamente abbassati.

Termina 3-0  la trasferta interista per l’andata degli ottavi di Europe League.

Juventus 1 – Inter 3

 

Dopo un primo tempo chiusosi a favore dei bianconeri grazie ad una rete di Vidal, i nerazzurri son passati in vantaggio nella ripresa con una doppietta di Milito. Al 44° ha poi infierito nuovamente Palacio. A nulla sono serviti alla squadra di casa i tre minuti di recupero assegnati dall’arbitro Tagliavento. Nonostante la vittoria dell’Inter, la Juventus resta la sola capolista, con un punto di vantaggio sui nerazzurri.

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