Gli incappucciati di Juventus -Genoa. Chi sono?

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Mistero e giallo sugli 11 uomini incappucciati che sono entrati al  Juventus Stadium durante Juventus-Genoa. 11 presenze inquietanti che hanno preso posto in tribuna sfoggiando lunghe mantelle nere con cappuccio, un disegno col pallone sul petto e la scritta ”i vincitori prendono la terra”. Secondo i media gli 11 uomini sarebbero una trovata pubblicitaria per  lanciare i Mondiali di calcio Brasile 2014. Alcuni loro omologhi sono infatti entrati negli stadi di New York, Londra e Rio de Janeiro.

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I tifosi italiani solidali: cori anti-Napoli e curva chiusa allo Juventus Stadium

curvachiusajuve-tuttacronacaSono iniziati durante il riscaldamento e si sono ripetuti durante il primo tempo e la ripresa i cori anti-Napoli partiti dalla Curva Sud dello Juventus Stadium durante il match Juve-Genoa. E se è vero che i tifosi della squadra ligure sono da sempre gemellati con i partenopei, l’impressione è che non sarebbe cambiato nulla neanche in presenza di altri avversari. Perchè quei cori che hanno riempito lo stadio, da “Chi non salta è un napoletano” a “Noi non siamo napoletani” passando per “Napoli colera” a “Vesuvio, lavali col fuoco” erano appoggiati da uno striscione esposto a inizio partita che recitava: “Nella vita, come in curva, mai da soli”. Al 20’ del secondo tempo lo speaker, con un annuncio apparso sui maxischermi, ha invitato i sostenitori juventini a smetterla, per evitare di incorrere nelle sanzioni previste dalle nuove norme sulla discriminazione territoriale. Ma proprio quella scritta in curva Sud ha reso palese come i cori fossero parte di un disegno che sta unendo tutte le tifoserie, comprese quelle di Roma, Inter, Milan e Torino, già colpite dal provvedimento. Gli stessi tifosi partenopei si erano “auto-insultati” chiedendo poi che fosse chiusa anche la loro curva. E se i tifosi intonano cori e si uniscono tra di loro, le società pagano. La prossima è proprio quella bianconera, colpita da una multa di 50 mila euro, ma soprattutto la curva in questione sarà squalificata con la condizionale. Vale a dire, la sospensione della pena per un anno, col rischio che si concretizzi se i cori fossero ripetuti, già a partire da mercoledì quando allo Stadium sbarcherà il Catania. Da stabilire, poi, la “portata” della sanzione, che andrebbe dalla chiusura di un singolo settore sino alla squalifica dello stadio intero nelle situazioni considerate più gravi.

I nostri 7 giorni: in attesa di Halloween, ma le streghe volano già!

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Siamo davvero a poche ore da Halloween. L’atmosfera della festa più “spaventosa” dell’anno già ci ha contagiato e tra la scelta di un vestito, un trucco e una maschera sicuramente le prossime ore saranno davvero occupate! Eppure c’è chi già si è preparato in anticipo e magari è andato a fare “shopping” in farmacia o chi invece ha iniziato dai “dolcetti“. Ma se le streghe di Halloween stanno ultimando i preparativi c’è chi ci ha già ampiamente terrorizzato! I pensionati il loro “orrore” lo hanno già vissuto vedendo quanto la Legge di Stabilità influenzerà le loro finanze. Così come hanno perso molte speranze gli industriali che attendevano il cuneo fiscale o i lavoratori che nella busta paga stringeranno solo quei fatidici 14 euro (poi c’è chi dice che le somme non sono esatte. Cioè non avranno neppure 14 euro?). Forse meglio andarsi a fare un giro in cavallo… Tanta paura anche per la manifestazione di Roma, ma è invece andato tutto tranquillo… compreso il lancio delle uova, ma quella era un’esercitazione per la notte di Ognissanti. L’attesa per Halloween sale, anche perché questa settimana sono stati tanti i volti noti che ci hanno lasciato, a iniziare dal Commissario Zuzzurro… probabile che ci stia già preparando il suo ritorno con una nuova indagine:

Qualche ora fa però a salutarci è stato anche Luigi Magni, speriamo che anche lui, insieme all’indimenticabile Nino Manfredi ci venga ancora a raccontare i vizi e le virtù di quella Roma papalina che hanno scritto la storia del cinema. D’altra parte qualche giorno fa aveva fatto anche la sua “comparsa” in campo Michael Jackson c’è sempre speranza quindi… e sono molti i cittadini italiani che sperano che prima o poi si plachino le scosse di terremoto o il maltempo che in Liguria ha già, purtroppo mietuto le prime vittime della stagione delle piogge. E se l’Italia ha paura la Gran Bretagna trema! Nelle prossime ore, il Regno Unito sarà, infatti, insidiato da San Giuda, la peggior tempesta degli ultimi 30 anni! Il terrore lo ha visto bene Joele, che proprio in terra inglese, è morto a causa di un pestaggio. Sale la paura quindi tra i migranti italiani che sono all’estero nella speranza di costruirsi un futuro, perché questi atti, seppur isolati, minano la sicurezza di quanti hanno cercato lontano da casa una possibilità che gli era stata negata in Italia. Quell’Italia che ancora minaccia con lettere shock come quella recapitata a Giarrusso del M5S “Chi tocca Berlusconi muore”. Tempi in cui il terrore alberga nella politica, così come nelle case degli italiani, in bilico tra crisi e ripresa che attendono il week-end per snebbiare la mente e non sempre è facile… anche il Campionato quest’anno mette paura! Chi, invece, davvero non ne ha, è la Roma! Senza Totti, senza Gervinho, con 10 uomini ha portato a casa la vittoria contro l’Udinese… Il terrore ora è per chi la trova sul suo cammino, saranno davvero notti da lupi!

GOOD NIGHT, AND GOOD LUCK!

La Lazio torna a vincere: esulta l’Olimpico!

lazio-cagliari-tuttacronacaCompito della Lazio, in questo posticipo della 9a giornata di campionato, è di riscattarsi dalla brutta sconfitta contro il Cagliari, che ha portato addirittura a vociferare sulle dimissioni di Petkovic. Ma il Cagliari di Lopez è un avversario in grado di combattere: lo dimostra l’ottimo avvio di stagione culminato col successo sul Catania. Il tecnico dei biancocelesti spariglia le carte e lascia in panchina Hernanes, Klose, Gonzalez, Ledesma e Floccari. In campo vanno Marchetti in porta; in difesa Pereirinha, Novaretti, Cana e Radu; Biglia e Onazi a centrocampo; Candreva, Ederson e Anderson alle spalle del centravanti Perea. Anche tra le fila dei sardi c’è una sorpresa, con Cossu che resta in panchina mentre scende in campo Cabrera alle spalle di Ibarbo e Sau, con Pinilla che resta fuori. Completano l’undici Agazzi in porta; in difesa Perico a destra, Murru a sinistra, Rossettini e Astori centrali; a centrocampo Dessena, Conti e Nainggolan.

lazio-cagliariLa partita inizia al piccolo trotto con i laziali che sembrano trarre giovamento dai cambiamenti voluti da Petkovic. Il Cagliari nei primi minuti resta sulla sua metà campo ma già dopo i primi dieci minuti inizia ad avanzare creando delle azioni pericolose sulle quali, però, vigila sempre Marchetti. Al 27′ pericolosissimi i sardi che partono in contropiede, il pallone schizza in profondità per Ibarbo che entra in area tutto solo ma si allunga troppo il pallone, Novaretti con un gran recupero torna sull’avversario e in scivolata intercetta il suo tiro, deviando in calcio d’angolo. Al 43′ finisce a terra Perico per un problema al ginocchio: lo sostituisce Pisano. Il primo tempo termina a reti inviolate, dopo 45′ di gioco che non ha regalato spettacolo. Le occasioni da rete sono state poche, con molte azioni della Lazio a fare da trampolino di lancio per il contropiede del Cagliari che non è stato in grado di giungere a conclusione.

Nella ripresa Petkovic torna a cambiare la formazione: escono Novaretti ed Ederson ed entrano Ciani e Klose. E’ proprio quest’ultimo a cambiare le sorti dell’incontro: al 7′ cross di Candreva sporcato da Murru, il pallone arriva a centro area al centravanti che di testa infila Agazzi: 1-0!

Due minuti dopo Pisano in scivolata atterra Klose in area e l’arbitro concede il rigore: Candreva realizza da dischetto. 2-0!

Al 14′ arriva la seconda sostituzione anche per il Cagliari: Pinilla cede il posto a Sau. Al 21′ sfiorano il terzo gol i padroni di casa: cross di Anderson, Perea tutto solo colpisce di testa e centra il palo, sulla ribattuta arriva Klose che con il sinistro spara a lato da distanza ravvicinata. A 3 minuti dal termine dell’incontro arriva il terzo e ultimo cambio per i laziali: Cavanda sostituisce Anderson. Al primo minuto di recupero il Cagliari sfiora il gol con un corner di Cossu e un colpo di testa di Conti: di poco sul fondo. Un altro minuto e arriva il triplo fischio: la Lazio festeggia la vittoria ritrovata.

La 9a domenica di campionato: tutti i gol

9agiornata-tuttacronacaVa in scena la 9a giornata di campionato in un pomeriggio in cui scendono in campo tre grandi del campionato: Juve, Milan e la capolista Roma. Sfida importante anche per la Fiorentina che in caso di vittoria affiancherebbe l’Inter in quarta posizione.

bolognaBologna-Livorno: indispensabile la vittoria al Dall’Ara per i padroni di casa che arrivano dalla sconfitta nel derby a Sassuolo. Gli uomini di Poli stazionano in fondo alla classifica e non hanno ancora conquistato una vittoria in questa stagione. Non molto meglio il Livorno reduce da tre sconfitte e che ha assoluto bisogno di fare punti per trovare un po’ di serenità. L’ultimo volta che le due formazioni di sono scontrate inca campionato fu nella stagione 2009/2010: terminò 2-0 per i padroni di casa. Al 3′ rompe gli indugi il Bologna che va in gol con Crespo: cross di Cech dalla sinistra e il numero 75 in mezzo a due difensori trova la deviazione vincente. Non ci sono altre grandi emozioni nel primo tempo, con un Bologna determinato e un Livorno che stenta a reagire. Nella ripresa nessun gol ma diversi tiri in porta da parte di entrambe le squadre, con il Livorno che è apparso più propositivo ma non è riuscito a realizzare. Tirano un sospiro di sollievo i padroni di casa che agguantano i tre punti grazie a un 1-0.

cataniaCatania-Sassuolo: è la prima volta di De Canio sulla panchina del Catania oggi al Massimino. Non è facile il compito del nuovo allenatore con una squadra che non mostra più la brillantezza della scorsa stagione e ancora fatica a staccarsi dalla parte bassa della classifica. Da parte sua il Sassuolo, dopo la pesantissima sconfitta contro l’Inter si è tolto di dosso il ruolo di Cenerentola del campionato grazie alla prima storica vittoria nel derby contro il Bologna della settimana scorsa. Nei primi 45′ il Catania risulta essere molto più propositivo e aggressivo anche se non riesce a concretizzare. Da parte sua il Sassuolo appare talmente demotivato da non riuscire a creare nulla. Brivido al 41′ della ripresa per gli uomini di Di Canio: filtrante di Missiroli per Zaza sul filo del fuorigioco, l’attaccante salta Andujar poi conclude col sinistro senza riuscire a inquadrare lo specchio. L’azione sarebbe potuta costare un rigore contro il Catania che invece si “salva” portando a casa un punto.

chievoChievo-Fiorentina: l’obiettivo per i viola al Marc’Antonio Bentegodi è quello di aggiudicarsi i tre punti che lo porterebbe in quarta posizione in classifica a parimerito con l’Inter (potrebbe essere la terza posizione in caso di vittoria della Juve che affiancherebbe il Napoli al secondo posto). Diamentralmente all’opposto il Chievo con sei sconfitte in otto gare e in piena zona retrocessione. Molto dipenderà da quanto i toscani hanno recuperato dopo le fatiche europee. Sono i padroni di casa a portarsi in vantaggio al 13′ sugli sviluppi di una punizione dalla sinistra, Drame a trovare l’inserimento di testa di Cesar che senza sforzo batte Neto: 1-0!

Bisogna attendere il 45′ perchè la Fiorentina raggiunga il pareggio con uno scatto sulla sinitra di Cuadraro che poi rientra sul destro saltando secco Estigarribia fino a fulminare in diagonale Puggioni.

Termina sull’1-1 un primo tempo vivace ed equilibrato con un Chievo bello da vedere in questa prima frazione. Non si può dire lo stesso dei viola con un Cuadraro che è entrato in partita praticamente solo quando il tempo stava per scadere ma si è comunque rivelato fondamentale. Nella ripresa, al 19′ Cuadraro mette a segno la sua personale doppietta e porta i viola in pareggio: Drame rilancia il pallone ma colpisce Rossi che serve involontariamente il colombiano che batte puggioni in uscita. 1-2!

juveJuventus-Genoa: bisogna tornare al 1991 per trovare una vittoria del Grifone a casa della Juventus, quando Skuhravy firmò il decisivo 1-0 per i liguri, squadra che ha guadagnato quattro punti in sole due giornate con Gasperini in panchina. Gli uomini di Conte devono trovare la spinta necessaria per reagire dopo la batosta contro la Fiorentina e la partita da dimenticare, per l’arbitraggio, contro il Real Madrid. I bianconeri sono a -5 rispetto alla Roma e non possono permettersi altri stop per raggiungere il traguardo del terzo scudetto consecutivo. I bianconeri giocano in attacco ma la situazione si sblocca solo al 22′ quando Biondini tocca Asamoah in area palla al piede: Doveri concede il rigore che Vidal realizza. 1-0!

Al 37′ grande giocata di Tevez su passaggio di Asamoah dalla sinistra. L’argentino finta il tiro di destro, si ritaglia lo spazio in mezzo a due difensori e batte in porta di sinistro: Perin non può far altro che vedere la sfera superarlo. 2-0!

Primo tempo glorioso per i bianconeri con Tevez e Llorente in stato di grazia. Gli uomini di Gasperini, semplicemente, nei primi 45′ non riescono a raggiungere l’area di Buffon. Nel secondo tempo continua la grande attività di Perin che riesce a fermare l’inarrestabile duo Tevez Llorente. Verso la metà del parziale il ritmo cala, con il Genoa che non riesce a reagire e i bianconeri che, con tutta probabilità, già pensano alla sfida contro il Catania ora che sono tornati vincenti.

Parma1Parma-Milan: all’Ennio Tardini ai rossoneri è indispensabile una vittoria per poter correre in classifica verso la zona Europa ma davanti a loro si trovano gli uomini di Donadoni carichi di desiderio di riscatto dopo la partita a Verona. Classico 3-5-2 per il Parma di Donadoni, con Cassani, Lucarelli e Felipe a difendere Mirante tra i pali. In mezzo al campo Marchionni, Gargano e Parolo, sulle fasce Biabiany e Gobbi a supporto della coppia d’attacco Cassano-Amauri. Allegri risponde con una formazione rimaneggiata, riproponendo Gabriel in porta e la difesa a 4 composta da Abate, Silvestre, Zapata e Constant. A centrocampo Poli, De Jong e Montolivo in regia; davanti Birsa dietro alle due punte, Balotelli e Robinho. Al 12′ arriva una prima occasione gol e il Parma non se la lascia sfuggire: Biabiany supera in velocità Constant e crossa nel mezzo. Sulla sfera arriva Gobbi ma la sua conclusione viene respinta. La palla finisce tra i piedi di Parolo che senza pensarci tira di prima battendo Gabriel.

Raddoppiano i padroni di casa al 46′ con Biabiany sulla destra che brucia Silvestre, crossa e trova Parolo sulla sinistra che appoggia all’indietro per Cassano. 2-0! I rossoneri hanno mantenuto il possesso di palla, ma non si sono mai resi pericolosi. Al 17′ della ripresa il Milan approfitta di una traversa colpita da Gargano per far ripartire il gioco: grazie ad un rimpallo la sfera arriva a Matri che entra in area e calcia ad incrociare alla destra di Mirante. 2-1!

Dopo solo 2′ Kakà guadagna un corner battuto da Birsa, Zapata stacca di testa e colpisce la traversa; dopo una serie di rimpalli ci pensa Silvestre di testa a mandare in rete: 2-2!

Incredibile il Parma che al 49′ riesce a riportarsi in vantaggio quando l’incontro sembrava terminato: Parolo batte la punizione concessa dopo che Zapata, ammonito, ha steso Sansone: mira direttamente alla porta, la barriera si apre e la sfera rimbalza davanti a Gabriel sbaglia clamorosamente permettendo al pallone di trafiggerlo: 3-2!

Termina con un colpo di scena l’incontro!

romaUdinese-Roma: giocano fuori casa gli uomini di Garcia momentaneamente orfani del loro capitano e di Gervinho ma con il desiderio di mantenere un vantaggio netto sulle squadre che seguono in classifica generale, Napoli e Juve. Allo Stadio Friuli ci si aspetta un incontro vivace anche se non si tratta più di una sfida-spareggio tra squadre con ambizioni europee, com’era stato nelle ultime stagioni. Quest’anno i friulani stentano a trovare il passo giusto mentre la Roma vuole continuare la sua inanellata di vittorie consecutive. Non accade nulla nel primo tempo anche se, in un certo senso, quello che si vede è l’inaspettato: domina l’Udinese mentre i giallorossi appaiono in difficoltà. Ai Friulani solo il palo e Castan hanno impedito di passare in vantaggio. Bisogna attendere il 37′ del secondo tempo perché una rete venga violata: ci pensa Bradley, servito in corsa da Strootman al centro: di piatto destro da fuori area fulmina Kelava e porta la Roma in vantaggio. 0-1! La squadra di Garcia continua nella sua marci vittoriosa anche se l’Udinese avrebbe meritato di più.

Torna a vincere in campionato il Napoli: 2-0 contro il Torino

Napoli-torino-TuttacronacaL’anticipo domenicale della 9a giornata di campionato vede affrontarsi al San Paolo il Napoli di Rafa Benitez, uscito sconfitto la settimana scorsa in campionato contro la Roma ma forte del successo in Champions di martedì contro il Marsiglia, e il Torino di Ventura, che arriva da due pareggi consecutivi contro Sampdoria e Inter ed è intenzionato a dimostrare per l’ennesima volta di essere tra le squadre che giocano il miglior calcio in questa stagione.

Per quel che riguarda le formazioni, gli azzurri scendono in campo con un 4-2-3-1 con Reina; Maggio, Fernandez, Albiol, Armero; Inler, Dzemaili; Mertens, Hamsik, Insigne; Higuain. Rispondono i granata con un 3-5-2 composto da Padelli; Darmian, Glik, Moretti; D’Ambrosio, Gazzi, Vives, Bellomo, Masiello; Cerci, Barreto.

Nap-TorParte subito il Napoli ma dopo soli due minuti di gioco l’arbitro ferma il tempo per un brutto scontro aereo tra Gazzi e Hamsik sugli sviluppi di un angolo. Continuano a pressare gli azzurri che non permettono ai granata di uscire dai loro 16 metri e all’8′ arriva un brutto fallo di Vives su Inler: punizione dal limite per il Napoli. Al 13′ gli uomini di Benitez guadagnano un rigore: Mertens atterrato in area. Dal dischetto Higuain non sbaglia: 1-0!

Mentre gli uomini di Ventura non riescono a reagire, al 22′ Higuain sfiora il raddoppio con una rasoiata dal limite: la palla finisce fuori di poco. Quattro minuti e Gazzi viene coinvolto per la seconda volta in uno scontro aereo. Torna in campo dopo delle rapide cure. Al 28′ ancora Higuain vicino al gol, questa volta ci pensa Padelli a salvare il suo specchio. Ma nulla può due minuti dopo quando l’arbitro concede un secondo rigore, questa volta discusso: Glick colpisce con il gomito attaccato al corpo. Ancora una volta Higuain non sbaglia: 2-0!

Mentre Ventura è furioso per un rigore che non c’era, al 35′ Mertens falloso su Vives: intervento pericoloso, ma niente giallo per il giocatore. Due minuti e ancora una volta gli azzurri sfiorano il gol. Questa volta è Insigne che s’invola e tenta il pallonetto su una goffa uscita di Padelli. Ci pensa D’Ambrosio a sventare in angolo. Bisogna attendere il 43′ per il primo tentativo granata: Glik tira ma non centra la porta. Al 45′ prima ammonizione del match: colpisce Fernandez, autore di un brutto fallo su Bellomo.

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Le squadre tornano in campo e c’è un doppio cambio per i granata: fuori Cerci e Gazzi e dentro Meggiorini e Basha. All’inizio della ripresa si porta in avanti il Toro che subito guadagna una punizione: Bellomo mette in area ma la difesa azzurra respinge. Al 4′ è Glik che perde malamente palla e Hamsik spreca l’occasione per il tre a zero strozzando il tiro. Più rilassato il Napoli nei primi minuti di questo secondo parziale ma al 9′ Mertens non resiste alla tentazione di tuffarsi in area e chiedere il rigore: l’arbitro non gli dà retta visto che il contatto è spalla contro spalla. Al 14′ contropiede degli uomini di Benitez con Insigne, che a pochi metri da Padelli non conclude. Ventura decise per il terzo cambio: entra Maksimovic, esce D’Ambrosio. Al 17′ guizzo granata: Vives ci prova da lontanissimo e non ha problemi Reina a intercettare la palla. Ci prova già al minuto successivo Barreto ma la conclusione finisce fuori alla destra dell’estremo difensore azzurro. Al 22′ esce Higuain tra gli applausi ed entra Callejon. Al ‘minuto successivo spreca Insigne: ignora i compagni e termina con il far schizzare la sfera alle stelle. Sei minuti ed è Padelli a salvare lo specchio da un tiro insidioso di Mertens che dopo qualche istante cede il posto in campo a Pandev. Al 33′ sinistro di Meggiorini parato da Reina. A 10 minuti dal termine arriva l’ultima sostituzione anche per il Napoli: esce Hamsik, entra Zapata. Tre minuti più tardi ancora punizione per i granata: Bellomo mette in area ma il colpo di testa di Maksimovic è alto. Tre minuti dal termine e cartellino rosso per Basha: ha fermato Pandev con le cattive. Non sembrava essere l’ultimo uomo ma l’arbitro decide per l’espulsione. Entrambe le squadre provano a sfruttare gli ultimi minuti ma sia il tiro di Meggiorini che quello di Inler non cambiano il risultato. Dopo due minuti di recupero termina una partita bella e ben giocata che lascia un po’ d’amaro in bocca per il secondo rigore concesso.

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Mustafi regala la vittoria alla Samp: 1-0 contro l’Atalanta

samp-atalanta-tuttacronacaPartita nettamente divisa in due parti al Ferraris dove Mustafi regala ai tifosi il suo primo gol in blucerchiato che permette alla squadra di conquistare la prima vittoria in casa della stagione. La seconda consecutiva dopo quella a Livorno.  Nei primi 45′ sono stati gli ospiti a dominare l’incontro, con Delio Rossi che è partito con il 3-4-1-2, con Bjarnason posto tra le linee di centrocampo e difesa dell’Atalanta, ma il fantasista viene praticamente ignorato dai compagni. La situazione cambia completamente nella ripresa: i sampdoriani scendono in campo con un 4-4-2, con Bjarnason largo a sinistra: si era visto già sul finale del primo tempo, ma nei secondi 45′ è l’approccio dei giocatori che cambia. Grande protagonista del parziale Eder, che ha creato problemi all’intera difesa dell’Atalanda creando i presupposti per il successo blucerchiato. All’11’ arriva la rete di Mustafi, che segna la svolta decisiva dell’incontro. Atalanta praticamente inesistente nella ripresa mentre la squadra di casa può finalmente tirare un respiro di sollievo dal punto di vista della classifica.

Cala il poker l’Inter! I nerazzurri battono il Verona per 4 reti a 2

inter-verona-tuttacronacaSecondo anticipo della 9a giornata di Serie A al Meazza di Milano dov’è andata in scena una partita vivace, con una Inter a tratti davvero bella e un Verona che ha iniziato la gara in maniera decisamente timida anhce se sono riusciti, sul finale, ad approfittare dei momenti in cui i padroni di casa hanno abbassato la guardia. Gli uomini di Mazzarri non sono hanno agguanto la vittoria ma sono anche riusciti nel sorpasso in classifica, dove ora sono al quarto posto, rifilando un 4-2 agli scaligeri. Il primo gol è arrivato al 9′, con autorete di Moras. Tre minuti e arriva il raddoppio a firma Palacio mentre al 32′ spetta a Martinho riaprire i giochi. Il sogno s’infrange presto: Cambiasso al 38′ e Rolando al 56′ chiudono la partita e a nulla serve la rete di Romulo al 71′. La squadra di Mazzarri è riuscita a sfruttare i punti deboli degli uomini di Mandorlini approfittando degli errori degli avversari, vincendo meritatamente. All’opposto, gli scaligeri sono apparsi eccessivamente rilassati e passivi, in particolar modo in occasione dei corner: tre dei quattro gol dei nerazzurri sono infatti scaturiti da calci d’angolo.

Non una buona serata per i veneti, che sono apparsi demoralizzati già al 9′ con Moras che tocca una palla destinata ad uscire e la devia in autogol. La seconda rete, scaturita dal corner, arriva su un rimpallo-gol. Nel frattempo Guarin e Alvarez si sono impadroniti del centrocampo e non hanno concesso spazio agli avversari. Due lampi per gli ospiti, con Toni e Martinho tra il 25′ e il 32′. Il colpo di testa del primo non va a segno, mentre l’incursione solitaria del brasiliano ha il solo merito di illudere i suoi per cinque minuti. Il 2-1 infatti resiste fino al 38′ quando Nagatomo colpisce il palo e di rimpallo Palacio, con la palla che finisce comoda a Cambiasso per il tris. Non cambia nulla nella ripresa: al 56′ arriva il poker di Rolando, da zero metri, sugli sviluppi di un corner. La partita, la prima da ex presidente per Moratti, presente sugli spalti, può dirsi conclusa, eccettuato il fatto che a seguito di un contrasto, dopo il triplo fischio vengono espulsi Moras e Belfodil.

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Garcia e il dream team si preparano per l’Udinese… suoneranno la nona?

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Le assenze ci sono e si fanno sentire anche in casa giallorossa, dove la squadra orfana di Totti e Gervinho cercherà comunque di portare a casa la nona vittoria consecutiva. D’altra parte Garcia è chiaro bisogna anche saper vincere nelle difficoltà e quindi a Udine ci si andrà determinati a portare a casa i tre punti.

“Ho soluzioni e andiamo a Udine per vincere, come sempre. Noi senza Totti? È vero che abbiamo perso il capitano e quando una squadra perde il suo migliore giocatore non è una bella notizia, ma abbiamo dimostrato di essere un gruppo forte e unito.Soprattutto possiamo giocare in tanti modi. C’è Marquinho che può giocare in attacco e possiamo mettere Pjanic più alto anche perché non possiamo giocare a centrocampo con gli stessi per 38 partite. Non esiste un vice Totti perché Francesco è unico ma possiamo sfruttare le caratteristiche di Borriello e degli altri giocatori. Ora vedremo se la rosa è abbastanza ampia perché per stare lassù bisogna avere anche un pizzico di fortuna.”

“In attesa del ritorno del capitano e di Gervinho anche gli altri sono pronti, gente come Bradley e Taddei che si sono allenati bene. Anche i giovani si faranno trovare pronti; Ricci e Caprari devono prepararsi perché per loro è sempre il momento per entrare.”

Sullo scarso utilizzo di Ljajic: “Abbiamo bisogno di lui per continuare ad essere il miglior attacco della Serie A. Lui può fare male alle difese.”

Il record delle nove partite consecutive della Juve di Capello? “Queste situazioni non ci interessano, siamo concentrati su questa partita, non è importante il record, ma essere concentrati sul nostro gioco e sulla forza dell’Udinese.”

Infine Garcia ha chiuso la conferenza rispondendo a chi gli chiedeva del cammino in campionato della Roma: “Non faccio mai tabelle perché si può sempre perdere con una squadra più debole e magari vincere con una più forte. Tutte le partite sono complicate e una partita stessa può cambiare improvvisamente. Non si possono fare previsioni guardando il calendario”.

CLAMOROSO: Higuain non sarà in campo dal primo minuto!

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Clamorosa novità per quanto riguarda il Napoli. Non sarà Gonzalo Higuain a guidare l’attacco dei partenopei, ma il macedone Goran Pandev. L’ex attaccante del Real Madrid ha comunicato poco fa a Rafa Benitez di non sentirsi pronto per scendere in campo dal primo minuto, preferendo iniziare la partita dalla panchina.

Mazzarri furioso con i suoi: volo in ritardo

mazzarri-tuttacronacaNon solo Vidal! Se il giocatore bianconero ha perso il volo che doveva riportarlo in Italia, gli argentini dell’Inter hanno saltato l’allenamento del giovedì a causa di un ritardo di sei ore, fatto che ha mandato su tutte le furie Mazzarri. Palacio, Campagnaro e Icardi, si pensa, forse avrebbero potuto prendere un volo precedente, ma resta il fatto che i ritardi sembrano essere una caratteristica del club nerazzurro: l’anno scorso capitò a Guarin ma ad essere indimenticabili sono quelli di Adriano. Ma nel frattempo i nerazzurri hanno altro a cui pensare: la sfida con il Toro. I precedenti sono a loro favore, con le ultime nove trasferte conclusesi in vittorie. Per trovare un successo del Torino bisogna tornare indietro quasi vent’anni, ossia al 27 febbraio 94, 2-0 firmato Poggi e Cois. Quello che è certo è che in casa granata il ct non rinuncerà a Camapgnaro e Palacio mentre Alvarez soffre ancora a causa della caviglia sinistra. Al suo posto, potrebbe entrare Kovacic. Recuperato Jonathan, a centrocampo con Cambiasso e Guarin ancora Taider.

Juve, ho perso l’aereo! Vidal in forse contro la Fiorentina

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Succede anche ai campioni e sempre più ai giocatori che sembrano essere travolti dai disguidi con i voli. A Napoli, Balotelli si era infuriato dopo aver saputo che il suo aereo che l’avrebbe dovuto riportare a Milano non poteva alzarsi in volo a causa di una mancata autorizzazione, ora invece è toccato ad Arturo Vidal che l’aereo l’ha proprio perso e rispetto al suo connazionale Isla tornerà soltanto domani a Torino, quindi poche ore prima della sfida contro la Fiorentina che la Juve giocherà al Franchi alle ore 15 di domenica. Conte sembra che non abbia preso bene la notizia anche perché assillato dai continui infortuni e sembra che Vidal sia destinato alla panchina. Conte si sa questi imprevisti mal li digerisce!

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