Rudi Garcia alla Roma… chi ci potrebbe essere dietro?

Maud

Rudi Garcia e la Roma: dopo una cena a New York tra l’allenatore e Pallotta, mancano solo i dettagli perché l’accordo dia ufficiale. Per l’ex Lille un contratto biennale da 1.5 milioni di euro a stagione e per l’annuncio ufficiale dovrebbero mancare solo ore. E se Pallotta è stato descritto come “molto soddisfatto per l’ottima impressione” avuta di Garcia, alcuni media francesi ipotizzano che Garcia avrebbe lasciato il Lille per dimenticare la 24enne Maud Schatteman, la relazione con la quale sarebbe terminata in maniera burrascosa per volontà della ragazza. In Francia, l’allenatore 49enne era considerato un playboy dalla stampa scandalistica e questo fa prospettare un periodo movimentato anche per il gossip made in Italy. Non sappiamo ancora come la prenderanno le tifose romaniste, ma nel frattempo in molti hanno cercato in rete le foto hot della ragazza diventata famosa in Francia per la sua partecipazione  al reality show  ’Bachelor’.

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Potrebbe essere Rudi Garcia il nuovo allenatore dei giallorossi?

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Con il saluto del direttore generale Baldini, già in volo per Tottenham, sembra proprio sia saltata anche la possibilità di portare sulla panchina il suo candidato, il frencese Laurent Blanc. Ma la fretta di uscire dal caos è tanta e i dirigenti giallorossi si sono trovati a Trigoria con il presidente Pallotta collegato in conference call. Stando a Sky Sport, il favorito sembrerebbe essere a questo punto Rudi Garcia, del quale manca solo la firma apposta sul contratto. Nel frattempo sembra che l’ex del Lille abbia interrotto la sua vacanza in Marocco per risolvere alcuni dettagli con la sua precedente squadra. Potrebbe essere stata fatta quindi la scelta, ma Pallotta l’avallerà? E come potrebbero prendere la decisione i tifosi che hanno stuzzicato la società chiedendo l’arrivo di Roberto Mancini, ex allenatore del Manchester City ed ex giocatore della Lazio?

Roma orfana del direttore generale: Baldini saluta

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Il rapporto “è stato risolto consensualmente, e le operazioni calcistiche restano affidate al direttore sportivo Walter Sabatini”: dopo aver salutato l’allenatore, ora la Roma resta anche senza il suo direttore generale, Fabio Baldini. Sul sito del club si leggono i ringraziamenti del presidente Pallotta per il lavoro da lui svolto per due stagioni: “Baldini ha avuto un ruolo importante nel lancio del nostro progetto. Gli auguriamo il meglio per le sue attività future”. Zanzi, amministratore delegato, ha quindi aggiunto: “Apprezziamo moltissimo il contributo fornito da Franco Baldini al nostro club – ha sottolineato l’amministratore delegato della Roma, Italo Zanzi -. La nostra priorità rimane il successo sul campo. Abbiamo fiducia nel nostro futuro e vogliamo continuare a costruirlo sulla base del talento che abbiamo assemblato in questi due anni. Walter Sabatini e io lavoreremo a stretto contatto con il presidente Pallotta per formare il nostro staff tecnico e la rosa per questa stagione”. Anche Baldini prende la parola: “Voglio ringraziare la proprietà della Roma per l’opportunità che mi è stata data. Sono stato benissimo a Roma e auguro il meglio per il club, i giocatori e tutti i tifosi”. Un “addio consensuale” quindi, almeno da quanto si può leggere, ma resta che per il club il momento è difficile e le due passate stagioni non sono certo state memorabili:  risultati non all’altezza delle attese e contestazione dei tifosi, nuova rivoluzione tecnica che ora diventa anche dirigenziale.

Stramaccioni “scaricato” anche dalla Roma

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L’ha sempre portata nel cuore la Roma, Andrea Stramaccioni, ne ha anche allenato le giovanili. E ora che è stato esonerato dai nerazzurri e i “suoi” giallorossi hanno ricevuto diversi no da allenatori importanti come Mazzarri e Allegri che hanno deciso di accettare le offerte di Inter e Milan, ha pensato di proporsi proprio al club che per un po’ è stato la sua casa. Il d.s. Sabatini, però, non ha neanche perso tempo a pensarci: il giovane Strama ha bisogno di maturare ancora e a loro serve qualcuno con esperienza e bravo a gestire lo spogliatoio. Nessuna speranza dunque per lui: i giallorossi vogliono assolutamente trovare il tecnico giusto e, al momento, si parla molto di Laurent Blanc.

Stramaccioni esonerato!

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Fino a poco tempo fa Stramaccioni si sentiva tranquillo, o almeno così affermava, non scosso dalla disastrosa stagione dell’Inter che tanti tapiri d’oro gli ha fruttato. Ma ora ha ricevuto una telefonata da parte di Marco Branca, che, a nome della società, gli ha comunicato la decisione di sollevarlo dall’incarico già giovedì sera. Manca solo il comunicato ufficiale, ma ormai è cosa fatta: l’allenatore è stato esonerato. Ora c’è da risolvere la questione contrattuale: il tecnico romano è legato fino al 2015 alla società nerazzurra, che ora punta alla risoluzione del contratto.

In Serie A va di scena… il valzer delle panchine!

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Con una sola partita prima della chiusura del campionato, è tempo d’iniziare a guardare al futuro, anche delle varie panchine. Se Antonio Conte, dopo il colloquio con la dirigenza e Agnelli può mettersi comodo, così come Guidolin, che piace al Napoli ma resta all’Udinese, per molti altri è tempo di prendere (o subire) decisioni. Stramaccioni saluta l’Inter e, secondo le indiscrezioni, Walter Mazzarri è pronto per insediarsi alla guida dei nerazzurri, forte di un contratto triennale che gli frutterà 3.5 milioni netti a stagione. Per lui niente Roma dunque, che potrebbe aprire le porte ad Allegri, al momento ancora a bordocampo del Milan. E’ stato lo stesso Berlusconi ad anticipare la scelta: “Allegri andrà alla Roma dopo la partita col Siena”. Al riguardo non ci sono ancora state conferme, ma nemmeno smentite. Al riguardo Allegri non si sbilancia e preferisce guardare alla prossima sfida, il match contro i toscani: “La posta in palio è talmente alta. Tutti vogliamo giocare i playoff di Champions l’anno prossimo”. E riguado il passaggio alla squadra della capitale? “Non so se il presidente ha detto o no quella frase. Se dovesse averla detta, spero mi abbia fatto da procuratore e mi abbia fatto anche un buon contratto”. Allegri forse è più concentrato sul futuro prossimo, ma c’è chi già pensa di sostituirlo con Seedorf, attualmente impegnato, come giocatore, con la squadra brasiliana Botafogo, ma impegnato con un corso online della Fifa per prendere il patentino da allenatore. Ma il presidente rossonero ha anche un’altra grande passione: Montella della Fiorentina, che però è marcato stretto anche dal Napoli proprio in vista della sostituzione di Mazzarri. Ma la squadra partenopea ha pronta una rosa di alternative, tra cui spicca Benitez, fresco di successo in Europa League con il Chelsea. Potrebbero però rappresentare un problema le richieste elevate per il suo staff. Al suo posto potrebbe quindi essere considerato Di Matteo, che con il Bayern Monaco ha alzato la Champions. Ma un’opzione potrebbe essere rappresentata anche dal laziale Petkovic, che piace ma l’affare è difficile.

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A questo punto, a Stramaccioni non resta che consolarsi con i Tapiri d’Oro che gli ha consegnato l’inviato di Striscia Valerio Staffelli che gli ha chiesto  “Cosa sta succedendo a questa Inter? Ha battuto tutti record negativi”. “Però abbiamo fatto il record storico delle vittorie consecutive in trasferta – la risposta di Strama -. Finché siamo stati tutti sani… poi l’unico che non si è fatto male sono stato io. Moratti? Lui non si è infortunato, sta benissimo!”.

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Corsa verso la finale: Inter-Roma! Secondo tempo: 2-3!

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Il secondo tempo inizia con una sostituzione tra le fila giallorosse: Florenzi cede il posto a Balzaretti mentre, vicino alla panchina, anche Pjanic è impegnato nel riscaldamento. E’ subito la Roma a partire all’attacco, con Totti che ci prova al 3′ ma calcia sul fondo mentre alcune buone azioni successive vengono interrotte dalla difesa interista. Al 10′ arriva il pareggio: Lamela in profondità per Destro che con un tocco sotto anticipa l’uscita di Handanovic e lo scavalca. 1-1. La Roma inizia ad essere pericolosa, l’Inter ha bisogno di segnare per arrivare ai supplementari, e il gioco si fa più nervoso: Juan Jesus entra duro su Destro e viene ammonito. Al 19′ Stramaccioni effettua il primo cambio: Benassi sostituisce Schelotto. L’Inter prova a reagire con Rocchi, ma l’azione viene chiusa mentre la Roma non perde tempo: De Rossi dentro per Balzaretti, cross basso a centro per Destro che tutto solo batte Handanovic: 1-2 al 24′ che un minuto dopo cede il posto in campo a Dodò. Anche Stramaccioni, che ora ha bisogno di altre tre reti per sperare in una qualificazione, schiera Forte per Kuzmanovic. Non serve: al 29′ tiro-cross di Torosidis che trova Handanovic leggermente fuori dai pali, il pallone s’infila nell’angolino opposto, alla destra del portiere: 1-3. Terza sostituzione per Andreazzoli al 31′: esce Lamela ed entra Taddei. Al 35′ l’Inter accorcia le distanze con un sinistro da fuori di Alverez: 2-3. Anche Kovaviv ci prova, ma la palla finisce fuori, stessa sorte per Totti subito dopo. Al 41′ Stramaccioni butta nella mischia un altro giovane: Belloni per Ranocchia. La Roma ormai fa scorrere il tempo, anche se Dodò prova a siglare una rete al 42′: Handanovic salva la rete in due tempi. Dopo i quattro minuti di recupero concessi da Bergonzi, si chiude il match: 2-3 per una Roma che si giocherà la coppa all’Olimpico contro la Lazio!

Corsa verso la finale: Inter-Roma! Primo tempo: 1-0

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La squadra di Stramaccioni cerca il riscatto questa sera al Meazza di Milano, dopo aver perso per due reti a una all’Olimpico nel turno di andata. Entrambe le squadre mirano a conquistare la finale, contro la Lazio per avere la possibilità di centrare l’Europe League. Certo il compito dei nerazzurri, scossi dalle polemiche con gli arbitri e con tanti infortunati che si potrebbe creare un’altra squadra, è arduo e l’ultima “tegola in testa” non aiuta: prima di scendere in campo, durante la fase di riscaldamento, sì è infortunato anche Cambiasso, al suo posto entra Jonathan.

Nonostante tutto, l’Inter ci prova fin da subito, ma le assenze illustri si fanno sentire ed è subito la Roma a farsi pericolosa riuscendo anche a guadagnare una punizione a soli quattro minuti di gioco. I giallorossi, nei minuti iniziali, sembrano però aver bisogno di un rodaggio, con tante palle che non vengono intercettate. Sia Zanetti che Alvarez tentano un’azione personale, ma in entrambi i casi la squadra di Andreazzoli riesce a bloccarli. Una buona azione della Roma, al 16′, con Totti in profondità per il taglio di Destro, termina in fuorigioco. Entrambe le squadre cercano il vantaggio, ma è l’Inter che lo raggiunge per primo. Al 21′ Jonathan scambia con Alvarez che gli restituisce palla, il brasiliano serve in area Rocchi che sempre di tacco smarca lo stesso Jonathan, che con il destro batte il portiere romano insaccando nell’angolino basso alla sua destra: 1-0! Dopo tre minuti anche Rocchi ci prova su cross di Schelotto, Stekelenburg para a terra. In questo frangente è l’Inter in attacco, alla ricerca del raddoppio. La Roma continua a provare con lanci lunghi che sembrano non dar risultato. Al 34′ i giallorossi riescono però ad avvicinarsi al pareggio: calcio d’angolo di Totti, la palla rimaplla e finisce a Destro sul secondo palo che calcia con un sinistro in diagonale Handanovic respinge con il corpo in un’uscita tempestiva. La Roma sta faticando, mentre la squadra di casa controlla bene. Al 41′ Marquinhos fa uno sgambettino tattico su Alvarez che gli era andato via: Bergonzi si limita a fischiar fallo. Al 45′ la Roma si gioca il tutto per tutto con De Rossi dentro per Destro, cross basso di Florenzi che, solo davanti al portiere, calcia di prima: Handanovic effettua una splendida parata un attimo prima del fischio finale. Le squadre tornano agli spogliatoi sull’1-0. Con questo risultato, l’Inter sarebbe qualificato.

Aspettando Inter-Roma: guardando al futuro!

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Una missione difficile aspetta questa sera l’Inter di Stramaccioni, una semifinale con la Roma che potrebbe influire pesantemente sul futuro dell’allenatore visto che l’ennesimo flop potrebbe convincere Moratti a non riconfermarlo. Lo scopo dev’essere quello di ribaltare il risultato dell’andata, quando i giallorossi vinsero per 2 reti a una. Del resto la squadra di Andreazzoli, a cui sarebbe sufficente anche un pareggio, è a sua volta determinata a raggiungere la finale di una Coppa Italia che sarebbe il tagliando per una quasi certa qualificazione all’Europa League. Così il tecnico della Roma si presenta alla sfida: “E’ la partita più importante della stagione, mi piacerebbe giocarmi una finale importante nel nostra stadio” e nel frattempo si augura che Destro possa risultare decisivo questa sera: ”Sarà la sua gara, una gara importante perché giocherà contro la sua ex squadra. Speriamo che possa esprimere le sue qualita’ al 100%”. Sicuramente chi rischia di più però è il tecnico nerazzurro, che dovrà fare a meno di ben 13 giocatori: “Faremo in modo che gli assenti non siano un alibi”. Un po’ però, anche se non reputa che la partita possa essere decisiva per il suo futuro, sull’assenza dei giocatori crea la sua difesa in quanto allenatore: “Il giudizio viene fatto dall’alto, non sta a me decidere se riconfermarmi o meno. So quanto contino le ultime 10 partite negative, ma fino a Natale e con la rosa al completo, abbiamo battuto le prime quattro della classifica. Poi da gennaio siamo entrati in una situazione di emergenza, ci è successo di tutto. La situazione è di bufera e il presidente ce l’ha fatto capire. Navighiamo tutti insieme e fino alla fine daremo il massimo, poi tireremo le somme”. Strama è quindi pronto a dare il tutto per tutto, forte anche della presenza di oltre 50mila tifosi pronti ad offrire il loro supporto.

Aspettando il fischio d’inizio, vediamo allora le possibili formazioni:

Inter (3-5-2): Handanovic; Ranocchia, Samuel, Juan Jesus; Zanetti, Kuzmanovic, Kovacic, Cambiasso, Schelotto; Alvarez, Rocchi.
Roma (4-3-1-2): Stekelenburg; Torosidis, Marquinhos, Castan, Marquinho; Bradley, De Rossi, Florenzi; Lamela; Totti, Destro.

Roma-Lazio: derby caldo ancora prima di scendere in campo. S.T.: 1-1

Roma-Lazio - totti - tuttacronaca

Si torna in campo con le stesse formazioni anche se De Rossi è zoppicante da tempo e Destro continua il suo riscaldamento. Al 3′ Lulic crossa per Marquinhos che tocca di braccio: rigore per la Lazio. Hernanes calcia fuori. Quattro minuti dopo, Lulic entra in ritardo su Torosidis e si prende il cartellino giallo. Diffidato, sarà squalificato. All’8′, Andreazzoli sostituisce De Rossi con Destro: il numero 16 giallorosso lamentava dolori dal 20′ del primo tempo. La squadra diventa subito più offensiva e si guadagna un rigore all’11’ con Pjanic che entra in area dalla destra e cade sul contatto con Hernanes. Totti realizza. 1-1. Mazzoleni sfila il cartellino giallo per Lamela e per Cana e Petkovic fa entrare Kozak al posto di Klose, che non ha i novanta minuti nelle gambe. Dopo il pareggio, la Roma trova una nuova carica e sfiora il raddoppio: destro violento di Totti su punizione da 31 metri, Marchetti respinge, Florenzi recupera e calcia a botta sicura, il portiere para ma il 48 riprende palla: la sfera vola sopra la traversa. I biancocelesti rispondono ed entrambe le squadre sembrano in grado di colpire. Al 24′ seconda ammonizione per Biava: Lazio in 10 con Petkovic che corre ai ripari inserendo Ciani al posto di Ledesma: 4-4-1. Anche Andreazzoli effettua una sostituzione: Dodò prende il posto di Florenzi. Candreva batte un calcio d’angolo che non crea preoccupazioni per la difesa romana mentre al 34′ Lamela, solo davanti la porta, colpisce di testa sopra la traversa: ottima occasione sprecata per la squadra che continua a cercare il colpo per chiudere l’incontro. Miracolo di Marchetti al ’42 su punizione calciata da Totti: vede il pallone all’ultimo momento sbucare dalla barriera, si butta e ferma a terra. Allo scadere del tempo regolamentare, Radu, che si è fatto male in uno scontro di gioco, cede il posto a Stankevicius. Castan viene ammonito mentre la Lazio guadagna l’ultima possibilità: corner di Candreva, palla ribattuta, arriva Lulic che però commette fallo. Mazzoleni fischia tre volte. Termina 1-1 una partita che si è effettivamente animata solo nel secondo tempo. Finisce qui la 31/a giornata di campionato, nella prossima, la Lazio ospiterà la capolista Juventus mentre la Roma raggiungerà Torino per vedersela con i granata.

Roma-Lazio: derby caldo ancora prima di scendere in campo. P.T.: 0-1

roma-lazio - tuttacronaca

Circa 55mila spettatori all’Olimpico: non c’è il tutto esaurito ma il clima più che caldo è bollente. La tensione si è già fatta sentire ore prima del calcio d’inizio con i primi scontri a Ponte Milvio e due tifosi giallorossi che hanno riportato ferite da taglio mentre un laziale è stato accoltellato ad una coscia. Sembra ci sia anche un quarto ferito. Questi ultimi due sono stati soccorsi dal 118 e trasportati in codice giallo al Policlinico Gemelli e all’ospedale Santo Spirito. Gli scontri più accesi hanno avuto luogo nella zona del bar River, dove è stato fatto esplodere un petardo. Una persona è stata fermata e i blindati hanno bloccato gli accessi al Ponte Milvio, mentre alcune centinaia di tifosi si son diretti allo stadio. Ad un’ora dall’incontro, nuovo lancio di sassi e bottiglie di vetro da parte di supporter giallorossi nei pressi dell’Obelisco a cui le forze dell’ordine hanno risposto con lacrimogeni e nuove cariche. Polizia e carabinieri sono stati attaccati con fumogeni e petardi anche vicino all’entrata della curva Sud dove un’aiuola ha preso fuoco, nonostante l’area fosse già in assetto antiguerriglia. Ovviamente non si sono fatte attendere le proteste dei residenti ed il panico è diffuso anche nel quartiere Flaminio, oltre il Tevere, con molti negozianti che hanno anticipato l’orario di chiusura. Rapido l’intervento del sindaco Alemanno: “Siamo molto preoccupati. Rivolgo ancora una volta un appello alle due tifoserie: cerchiamo di fare un derby tranquillo. Mi raccomando alle forze dell’ordine, ma soprattutto al senso di responsabilità di tutti i tifosi”.

Le squadre scendono in campo con qualche minuto di ritardo. Andreazzoli propone la difesa a quattro con Torosidis, Marquinho, Marquinhos e Castan, Stekelenburg tra i pali; a centrocampo De Rossi in regia con Bradley e Florenzi; in attacco Totti e Lamela, supportati alle spalle da Pjanic. Per la Lazio, Klose sarà l’unica punta, alle sue spalle Candreva, Onazi, Hernanes e Lulic. A completare la formazione, Marchetti in porta, in difesa Gonzalez, Biava, Cana e Radu e Ledesma in regia.

La Roma parte fortissimo con un inserimento sulla sinistra di Marquinho che tocca al centro per Totti, cross sul secondo palo e colpo di testa di Lamela: Marchetti para facile e i giallorossi beneficiano subito di un angolo. Entrambe le squadre cercano la strada del gol ma senza tropp convinzione mentre, al 10′, l’arbitro riprende verbalmente Hernanes per un brutto pestone sul piede di Marquinho. La Lazio inizia a pressare con Candreva che prova il tiro da posizione angolata: Stekelenburg devia in calcio d’angolo. Dopo un’azione senza esito, la Lazio sblocca il punteggio. Calcio d’angolo per la Roma, gli avversari recuperano palla partendo in contropiede: il pallone arriva ad Hernanes che finta il tiro con il destro, si porta la sfera sul sinistro e da fermo fa partire un siluro dai 25 metri. 0-1. Dopo due minuti, Hernanes sfiora il raddoppio ma De Rossi, calcia in angolo. Tre rapide azioni della Lazio sfiorano il gol con Candreva, Lulic e Cana mentre la Roma sta subendo il colpo dopo essere entrata in difficoltà per il gol subito. Totti cerca ad infrangere la difesa su calcio di punizione ma i biancocelesti allontanano. A due terzi del primo tempo, Andreazzoli inizia a pensare a delle modifiche: Destro inizia a scaldarsi. La Roma inizia a sbloccarsi, complici anche i tentativi di Totti e Lamela, ma continua a far fatica nel reggere i ritmi laziali mentre Pjanic si gioca un corner con un destro da fuori. Al terzo minuto di recupero, gran giocata di Florenzi: va via a Gonzalez e tocca al centro per Totti che calcia da 25 metri: respinta di Marchetti con i pugni. Si va negli spogliatoi con un ammonito in ogni formazione (Radu e De Rossi).

Il clima caldo del derby romano: scontri tra tifosi!

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Il fischio d’inizio del derby romano infiammerà gli animi all’Olimpico alle 20.45, ma l’aria all’esterno è già surriscaldata ed hanno avuto inizio i primi incidenti. Il bilancio provvisorio è di tre accoltellati tra le fila  giallorosse, uno dei quali ferito alla coscia e già medicato dal personale del 118, nei pressi di Ponte Milvio, dove avevano parcheggiato l’auto. Un fermo, mentre sei blindati bloccano il ponte: tutto ciò è avvenuto nonostante il rafforzamento delle misure di sicurezza nei punti dove, tradizionalmente, è più facile il contatto tra le tifoserie. Un gruppo laziale si è poi riversato sul Lungotevere, facendo esplodere un petardo nella zona del bar River. Altri incidenti hanno avuto luogo nella zona del ponte Duca d’Aosta, dove si sarebbero fronteggiati tifosi e forze dell’ordine con i supporters che sono avanzati verso i cordoni di sicurezza muniti di petardi: le forze dell’ordine sono riusciti a contenerli.

Bonolis difende a spada tratta la “sua” Inter: campionato farsa!

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Non si placano i rumors a seguito della partita Inter-Atalanta della 31/a giornata di campionato. Dopo le parole di Stramaccioni e Moratti, il presentatore parla ai microfoni di Inter Channel affermando che:

Il pretesto ormai è chiaro, ci deve essere una sceneggiatura scritta che prevede un finale, quello del Milan che ha fatto investimenti e che vuole essere portato in Champions League. E’ una commedia. E’ palese. Sono decisioni che sono sicuramente prese a tavolino. Quando l’Inter sarà completamente disinnescata i rigori ce li daranno. L’importante è disinnescare tutto quello che potrebbe compromettere il progetto di partenza di questa gigantesca commedia che vuole l’epilogo che ho detto”. Bonolis insiste quindi sul fatto che tutto sia già stato scritto a favore del Milan, perchè non abbia impedimenti nel traguardo di qualificarsi per la prossima edizione della Champions League. “Le altre squadre sono comprimarie di scena, la sceneggiatura è già stata scritta, sappiamo chi è l’assassino, chi è il vincitore, chi è il perdente. Io non ho mai sentito in tanti anni Zanetti protestare: l’ho sentito protestare per Iuliano, per questa domenica e per l’episodio di Cassano con la Juve non segnalato dal giudice di linea. Ti scatta una malinconia che ti porta al disincanto. Ti disinnamori del meccanismo. Ci sono interessi talmente grandi che figurati se alcuni manipolatori non se ne impossessano. Io se fossi il presidente Moratti manderei in campo la Primavera. Non puoi più credere nella buona fede degli arbitri, è tutta una commedia. E’ talmente plateale che ormai devi proprio chiudere gli occhi per non vedere che dei rigori grossissimi ci vengono negati e altri inesistenti ci vengono dati contro. Questo ti immalinconisce“. Forse tutta la situazione crea tristezza al presentatore ed ai tifosi nerazzurri che desiderano rivedere la loro squadra nelle posizioni di testa di un campionato che pochi anni fa li ha visti trionfare, di certo le sue affermazioni non possono passare inosservate alla direzione milanista, che infatti si è affrettata a replicare alle accuse:

“Le dichiarazioni di Paolo Bonolis, rese a Inter Channel e diffuse dal sito ufficiale dell’Inter, oltre che prive di qualsiasi fondamento, appaiono di eccezionale gravità”.

Ragione o torto che abbia Bonolis, è vero quanto afferma: “Ti disinnamori del meccanismo”, ed è ancora più un fatto che tutti questi sospetti, così come gli scandali accaduti in passato, privino il pubblico non solo dello spettacolo di una partita che “sai già come andrà a finire”, ma anche, e soprattutto, priva le persone di miti, di modelli, di esempi. Perchè una vittoria “comprata” è per quei pochi che si possono permettere di pagarla, è l’ennesimo esempio di casta italiana, dove chi già è in alto può ambire a salire ancora e la meritocrazia resta fuori dalla porta. Meglio allora le partire al campetto, dove l’impegno e la passione t’insegnano “La dura legge del gol”, una lezione di vita!

Quando gli arbitri… se la cercano!

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L’arbitraggio di Gervasoni durante la partita Inter-Atalanta, terminata 3-4, catalizza l’attenzione e dà l’avvio ai pesanti attacchi di Moratti contro la classe arbitrale. Il presidente dei nerazzurri prende l’avvio dall’episodio del rigore fischiato per un fallo di mano di Samuel e che ha rovesciato le sorti della partita: “Commento solo il rigore, un rigore di questo genere cambia veramente una partita, mette la squadra in condizione di sentirsi non considerata. Io credo che siano 20 o 21 le gare in cui non ci danno un rigore, credo che sia impossibile non aver avuto occasioni da rigore in 21 partite. Con un rigore inesistente che ti viene dato contro, tutta la buona fede di tutti ma io non ci credo”.  Anche Stramaccioni, che a questo punto potrebbe vedere seriamente compromesso il suo posto in panchina, dimostra la sua rabbia: “L’arbitro si è preso una grande responsabilità perchè il rigore per l’Atalanta non esiste. Dopo la gara contro la Juventus con gli arbitri siamo stati sfortunatissimi, contro i bergamaschi nello specifico è stata fatta una scelta su un episodio che non è avvenuto. Noi purtroppo non abbiamo la forza di essere più forti di questi episodi. E’ da inizio stagione che ammetto i nostri sbagli, anche oggi ne abbiamo commessi molti. Facciamo i complimenti all’Atalanta che ha meritato di vincere, magari a fine anno mi cacceranno ma ripeto oggi l’arbitro si è preso una responsabilità incredibile”. Periodo nero insomma per l’Inter che vede la Champions come un miraggio e aspetta di conoscere le condizioni di Cassano che ieri ha riportato una lesione muscolare che rende improbabile la sua presenza nella sfida di Coppa Italia contro la Roma del 17 aprile. Non solo l’arbitraggio, comunque, ha gettato un’ombra sul posticipo serale della 31/a giornata di campionato: al termine della gara una rissa in campo, con Schelotto che si accaniva contro i giocatori avversari, ha messo in evidenza uno degli aspetti peggiori del nostro calcio quando molto spesso le partite sfociano in episodi di violenza, dentro o fuori dal campo.

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Conte professionista, Stramaccioni legato alla maglia!

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Se Antonio Conte non esclude un futuro sulla panchina di Inter o Milan, il tecnico Andrea Stramaccioni proprio non riesce a vedersi alla guida della Vecchia Signora. «Conte è professionista da molto più tempo di me e meglio di me sa quali sono le dinamiche di questo mondo. Mi riesce difficile immaginarmi sulla panchina della Juventus, anche perché la mia carriera è appena iniziata», dice Stramaccioni nella conferenza alla vigilia del big match in programma domani tra nerazzurri e bianconeri. «Poi, quando andrò via tra 5-6 anni, magari andrò su un’altra panchina… Quella della Juve no, dai…», aggiunge sorridendo.

Non c’è storia per l’Inter: il Tottenham vince 3-0

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Trasferta difficile per i neroazzurri in uno stadio, il White Hart Lane, tana degli Spurs, che nessuna squadra italiana ha mai violato. Il Tottenham si è dimostrato aggressivo fin dalle prime battute giungendo a conclusione già al 6′ con Bale. Inizio in salita per un’Inter in costante affanno che tira un respiro di sollievo solo quando Bale viene ammonito al 14′: essendo il giocatore in diffida, non potrà scendere in campo al ritorno quando la gara si disputerà al Meazza. I nerazzurri ci provano con Cambiassa ma gli avversari puniscono l’iniziativa: al 18′ Sigurdsson segna la rete del 2-0. A metà del primo tempo l’Inter inizia a creare problemi alla retroguardia inglese appena gli avversari abbassano i ritmi ma ancora lascia troppo spazio agli attaccanti che s’inseriscono facilmente.

Il primo tempo si conclude con il netto vantaggio della squadra ospite.

Nella ripresa Stramaccioni sostituisce Juan Jesus con Palacio ma sono subito gli inglesi a partire all’attacco ed a segnare ancora: all’8′ arriva la rete firmata Vertonghen. Il tecnico nerazzurro tenta una nuova sostituzione all’11’ della ripresa, mettendo in campo Guarin al posto di Kovacic, ma sembra non avere esiti con una squadra che non riesce ad approfittare delle crepe difensive degli avversari giungendo anche, con Palacio, a giocarsi delle buone occasioni. Troppi errori compromettono non solo il risultato, ma la possibilità di una qualificazione. I tre minuti di recupero non servono all’Inter a recuperare lo strappo, nonostante i ritmi si siano vertiginosamente abbassati.

Termina 3-0  la trasferta interista per l’andata degli ottavi di Europe League.

Aspettando Juve-Inter

“Non firmo per il pareggio, siamo l’Inter”. Queste le parole dell’allenatore dell’Inter Stramaccioni. Stasera la sfida al vertice.

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