Bimba di 3 anni violentata: si sospetta di un 15enne

bimba-violentata-tuttacronacaLa procura presso il Tribunale dei Minori di Genova sta coordinando le indagini della polizia di La Spezia al fine di scoprire la verità su un’orribile vicenda. Una bimba di 3 anni, straniera ma residente in Italia, è stata ricoverata all’ospedale Sant’Andrea di La Spezia dopo essere stata vittima di violenza sessuale. Il principale sospettato dell’atroce azione è un ragazzino di appena 15 anni, amico di famiglia e connazionale, al quale la madre della piccola l’aveva affidata. La donna ha raccontato alla polizia che, dopo essersi intrattenuta con la madre del 15enne è rientrata a casa e qui ha trovato la bimba in lacrime. La squadra mobile della questura della Spezia sta lavorando incessantemente per trovare riscontri a questa testimonianza.

Bimba di 11 anni violentata e uccisa da 22enne.

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La violenza contro le donne in India sembra inarrestabile. Stavolta a pagare con la vita è stata una bimba di appena 11 anni violentata e uccisa da un ragazzo di 22. L’episodio è accaduto giovedì nel villaggio di Galandewadi, a 100 km da Pune. La ragazzina, che aveva compiuto gli anni il 15 agosto, stava rientrando a casa da scuola quando il violentatore l’ha aggredita e trascinata in un campo. Dopo averla violentata, l’ha strangolata con una corda. Il cadavere della giovane vittima è stato ritrovato giovedì notte. La polizia sta dando la caccia all’assassino.

 

Bambini oggetto abusati dal sacerdote cileno Pinuer.

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Bambini e adolescenti di strada affidati al sacerdote Orlando Rogel Pinuer nella speranza di salvarli dalla strada e potergli assicurare un futuro. Invece hanno conosciuto l’inferno diventando schiavi di un religioso che in realtà era un pedofilo seriale che ha violentato e abusato sessualmente di moltissimi giovani. Orlando Rogel Pinuer non ha rispettato neppure i luoghi sacri, abusando dei ragazzi anche  tra la sacrestia e l’altare della chiesa di Temuco, nel Cile meridionale.  Proprio oggi, dopo le numerose denunce, il sacerdote è stato condannato: riconosciuto colpevole di abusi sessuali ai danni di almeno 4 giovani tra i 14 e i 16 anni, tra il 2006 e il 2011. C’erano anche altri casi di violenze, ma sono finiti in prescrizione per la scarsità di prove. Domenica si saprà con certezza la pena che il sacerdote dovrà scontare.

 

Turismo sessuale, gli italiani sono i primi nel mondo!

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Siamo noi italiani: padri di famiglia, mariti amorevoli, i figli con l’aria da “bravi ragazzi” che all’estero ci vanno per far sesso con ragazzine indifese. Spesso bambine che si possono prendere in braccio, ma truccate e vestite come adulte. Per pochi euro si può comprare una prestazione sessuale con loro e per l’80.000 volte in un anno quel prezzo viene discusso in italiano. Se li incontri per la strada quegli uomini sembrano uguali ad altri 10mila… non hanno nulla di particolare, ma solo la morbosa voglia di far sesso con una bambina violentata prima nell’animo e poi nel fisico. Sono italiani quelli che vanno a Santo Domingo, in Colombia, in Brasile. Il nostro paese è primo anche nel numero di pedofili che vanno in Kenya: Malindi, Bombasa, Kalifi e Diani. Qui in genere le bambine hanno dai 12 ai 14, ma poi è solo questione di prezzo e se ne possono avere anche di 9 o 7 o addirittura 5 anni. E come spesso succede nell’agghiacciante pacchetto turistico pedofilo si ha un prezzo di favore se si sceglie la formula all inclusive: viaggi, alloggio, drink, preservativi e bambine garantite… in rete ci sono occasioni d’oro che possono essere trovate con un semplice click. Un click che mette fine all’ingenuità di una vita, che strappa l’età dei sogni, che specula sulla povertà altrui… un click che vale quasi come un omicidio. Con mille euro in più si può avere una vergine… e ciò che spaventa di più dello studio portato avanti dall’Ecpat, l’organizzazione che in 70 Paesi del mondo lotta da sempre contro lo sfruttamento sessuale dei bambini, è che si è abbassata l’età anche dei turisti sessuali, s’inizia da giovani anche a 20 anni. La depravazione è una malattia? Non sempre, spesso è una curiosità tanto che il 60% lo fa occasionalmente, per provare nuove “emozioni”… il che è ancora più macabro!

Ora il grande pericolo è il Brasile. Lì ci saranno i campionati di calcio il prossimo anno e già la macchina della prostituzione minorile si sta dando da fare per far trovare una “vasta disponibilità” a coloro che si recheranno in Brasile per seguire la squadra italiana.  Il direttore di Ecpat Italia, Marco Scarpati, si sta dando  da fare per cercare di “pianificare, assieme alle Polizie di tutto il mondo, qualcosa che impedisca una replica, in Brasile, di quanto avvenne in Ucraina nel 2010 e in Sudafrica nel 2012: il racket trasportò bambini da tutti i territori circostanti, per accontentare la richiesta. Purtroppo tutto questo accade sempre, in occasione di eventi sportivi. E i controlli sono spesso labili, insufficienti, inefficaci”.

Sarebbero un milione e duecentomila i bimbi che vengono sfruttati nel sesso, nell’accattonaggio, nei lavori forzati. Stime ufficiali, queste. Quelle ufficiose propongono ben altri conti: solo i piccoli schiavi del sesso sarebbero almeno due milioni. Ognuno di loro frutterebbe 67.200 dollari all’anno. Per il racket, il budget complessivo supererebbe i trenta milioni di dollari all’anno.

E a chi non ha i soldi per il viaggio, basta girare l’angolo: tra i 10 e i 12.000 di quei bambini si trovano in Italia. Migranti. Nomadi. Minori non accompagnati. In vendita a casa nostra, per le nostre strade, o anche su ordinazione.

Quando si metterà fine al massacro sugli innocenti?

15enne stuprata dal padre… l’uomo è libero, è giallo!

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A Latina, nella zona di Tor Tre Ponti, una ragazzina di appena 15 anni è stata stuprata dal padre. La giovane poi si è presentata all’ospedale Santa Maria Goretti raccontanto quanto accaduto poco prima. I medici immediatamente hanno avvertito i carabinieri che hanno raggiunto l’uomo portandolo in Procura per interrogarlo. L’uomo avrebbe confessato lo stupro. E qui avviene il giallo, perché  il 38enne nonostante sembrerebbe avere anche dei precedenti, è stato rilasciato. Ci auguriamo che siano in corso delle verifiche in grado di confermare il quadro indiziario, per poi procedere con misure restrittive.

 

Denuncia i pedofili e finisce in carcere.

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Lei è una nota attivista per i diritti delle donne e si chiama Ye Haiyan, ma in Cina protestare, si sa, può portare gravi conseguenze. Qualche giorno fa una sua foto aveva riscosso enorme successo e aveva generato una vera e propria campagna, diventata virale, sul web. La donna si era fatta ritrarre con un enorme cartello su cui era scritto:   “Preside, chiamami se vuoi andare a letto, lascia in pace i bambini“ riferito al preside di una scuola accusato, insieme a un altro dipendente della stessa, di abusare delle bambine affidate alle sue cure stuprandole.

Quando Ye Haiyan torna a casa ad attenderla ci sono delle persone che, secondo Haiyan, avrebbero cercato di aggredirla. Lei si sarebbe difesa con un coltello da cucina ferendo lievemente tre donne. Naturalmente per il governo cinese, queste persone, erano andate dalla donna per una serie di vecchie storie personali e la stessa attivista in un primo momento le avrebbe accolte in casa e poi le avrebbe ferite.

La donna è stata condannata a 15 giorni di carcere. 15 giorni in cui lei, donna sola con una figlia 13enne non sa proprio come gestire. Così sono insorti gli attivisti denunciando come in Cina nessuno può toccare i pedofili senza finire in carcere.

La follia indiana… mamme uccidono una bimba “sei una spia!”

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Sono state le mamme delle amichette a uccidere una bambina indiana di soli 11 anni. Le tre ragazzine si erano introdotte in un campo per rubare alcuni melograni. La piccola poi ha rivelato l’identità delle sue complici al proprietario del campo che si era recato presso le famiglie a protestare per il furto subito. Le mamme invece di punire le proprie figlie si sono presentate a casa della bambina, Rinki Behera, con una tanica di benzina e le hanno dato fuoco gridandole “sei una spia”. Il nonno accorso in aiuto dell’11enne ha tentato di soccorrerla e portarla in ospedale, ma la piccola è morta a causa delle gravi ustioni riportate su tutto il corpo…

Anche questo è un Paese? Le madri che uccidono le bambine di altre donne invece di rimproverare le loro? Dove è finita la spiritualità e la filosofia di vita indiana? Ingoiata dalla violenza e dalla miseria che hanno seminato ignoranza e intolleranza?

Maestra d’asilo maltrattava i bambini, può tornare a lavoro tra 2 anni

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Alcuni bambini di due o tre anni venivano legati al seggiolone e messi a tacere con il nastro adesivo sulla bocca. Una vera e propria tortura perpetrata tra le mura di una scuola. Così una 47enne maestra d’asilo di Madrid educava i bambini. Nulla sarebbe emerso se i bambini a casa non avessero confessato cosa subivano quotidianamente. Ma se la storia è agghiacciante, la sentenza è allucinante. Pur ritenendo la maestra,  Aránzazu G.A., colpevole, il tribunale ha condannato la donna solo a 15 mesi di carcere e tra appena due anni potrà tornare a insegnare. Una sentenza del genere a lasciato la Spagna e l’intera comunità europea senza parole, anche perchè al processo non erano mancate neppure le testimonianze che non lasciavano ombra di dubbio sulle violenze che subivano i bambini. Anche una cuoca della struttura aveva dichiarato di aver visto l’insegnante spingere e insultare i bambini, arrivando anche a dirgli “sei stupido come tuo padre”.

Dove è la giustizia e a chi vengono affidati i bambini?  

La coraggiosa lotta della regista Anna Hall e la denuncia del traffico di bambine

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17 anni fa, più per una casualità che per un interesse personale Anna Hall, regista di Leeds, viene a conoscenza di un gruppo di uomini di origini pakistane con cittadinanza inglese che rapiscono e violentano bambine britanniche riducendole a schiave del sesso.  Anna inizia quindi a usare la sua telecamera come un’arma per denunciare queste atrocità all’opinione pubblica, attraverso una serie di documentari.  La svolta nel 2002, quando la Hall ottiene l’accesso ai documenti dei servizi sociali di Bradford, potendo quindi seguire in prima persona le storie di queste ragazzine misteriosamente scomparse.

Alla vigilia della messa in onda sulla tv inglese del suo ultimo documentario, The Hunt for Britain’s Sex Gangs, Anna Hall racconta la sua esperienza al Guardian, ricordando le storie di due madri di Keighley, un quartiere di Bradford. “Una aveva tre figlie – racconta – Le due maggiori erano state molestate. Era terrorizzata dall’idea che potesse accadere anche alla più piccola, che aveva soltanto dodici anni. Si è trasferita subito dopo la fine delle riprese del documentario. L’altra donne, invece, aveva mandato via la figlia, credendola al sicuro. Invece l’aveva fatta tornare tra le mani del suo aguzzino”.

Molte autorità politiche hanno spesso osteggiato i documentari di Anna Hall archiviando i suoi lavori come mera propaganda elettorale e spesso anche la messa in onda è stata ostacolata. Nel 2004 uno sei suoi documentari, che miracolosamente, erano stati trasmessi viene visto da quasi due milioni di spettatori, ma come racconta la stessa regista:

“Abbiamo risvegliato alcune coscienze, ma la pellicola è sparita dalla circolazione. Mi chiedo se abbiamo fatto la cosa giusta. So di non essere razzista, lo so dal profondo del mio cuore. C’è ancora molto su cui lavorare. In primo luogo, racconta la Hall, bisogna imparare a gestire gli abusi psicologici: “Il documentario mostra come in altri paesi le cose vadano meglio. Noi non abbiamo nessun tipo di assistenza vera è propria: conosco un sacco di ragazzine che sono state profondamente ferite e c’è da chiedersi come entreranno nell’età adulta. Sono terrorizzate da quello che potrebbe succedere loro se denunciano i loro stupratori: credono alle minacce contro i loro genitori e i loro fratelli. Dopotutto hanno solo dodici anni. Guardo i miei figli, hanno dodici anni anche loro. E non ho idea di come risolvere questa situazione. Di sfruttamento sessuale minorile non si parla da nessuna parte, nemmeno nelle scuole – conclude la regista – Eppure quando una ragazzina che prima andava bene a scuola comincia a marinare le lezioni, quello è un segnale che qualcosa non va”.

Rapite e stuprate dal preside di una scuola!

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E’ orrore! Il preside di una scuola primaria della città di Wanning, in Cina, e un funzionario governativo sono indagati con l’accusa di aver rapito e stuprato 6 allieve. La settimana scorsa era stata denunciata la scomparsa delle ragazzine e oggi arriva invece la sconvolgente notizia. Quanto le allieve sono state ritrovate sono sembrate immediatamente turbate e presentavano segni di violenza. Poi è arrivato a conferma il filmato delle telecamere di sicurezza che hanno mostrato la sconvolgente realtà. Le ragazzine entravano in due stanze distinte di un albergo locale. In una di queste stanze è stato ripreso mentre entrava anche il preside che si è fermato fino alla mattina successiva. E’ iniziata così una cordata su i social network cinesi chiedendo per il preside e per tutte le persone coinvolte pene severissime per questa ennesima violenza minorile perpetrata ai danni di ragazzine di 6/7 anni.

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Stuart Hall, conduttore storico della Bbc, ha stuprato minorenni!

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Stuart Hall è uno storico conduttore della Bbc che sta incrementando lo scandalo pedofilo che già aveva largamente invaso la rete televisiva. Oggi la star della tv, 83enne, in carcere da dicembre per episodi avvenuti tra il 1967 e il 1985 si è dichiarato colpevole di fronte al tribunale del Lancashire, in Inghilterra occidentale, ammettendo di aver stuprato ragazze di un’età compresa fra i 9 e 16 anni. È stato il conduttore di «It’s a Knockout», una sorta di «Giochi senza frontiere» britannico, che spopolava nel Paese.  

Stupro e mutilazione genitale su bimba di 5 anni

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Gli stupri in India stanno sconvolgendo l’opinione internazionale per la brutalità e l’aumento esponenziale che sembrano non aver fine. Un paese che dall’occidente è sempre stato visto come la culla della cultura orientale, del new age e delle filosofie pacifiste è invece ora l’antro oscuro e scandaloso degli “orchi” che si avventano come mostri (non bestie che è solo un’offesa per gli animali) sulle donne. “Uomini” se tale parola può essere utilizzata ancora per delle persone che hanno rapito e stuprato con una spranga una bimba di soli 5 anni che ora è in fin di vita per le mutilazioni genitali e per l’infezione che hanno comportato. La piccola era stata rapita dalla sua casa di Gandhi Nagar nel sud est di New Delhi, ed è stata ritrovata solo oggi. La famiglia della piccola è molto povera, e ha accusato la polizia di non essersi interessata al caso al momento della sparizione. Ora si cerca un sospetto: un vicino di casa è sparito dopo l’accaduto, e gli investigatori stanno cercando di rintracciarlo.

Ennesima vittima, ennesima innocente che deve pagare la brutalità di un popolo incapace di rapportarsi con l’universo femminile. Un popolo che ha scelto la violenza e l’ignoranza rinnegando tutta la cultura e la filosofia. La povertà, causata da una politica miope e tradizionalista, ha portato a una progressiva perdita di valori e all’acquisizione di modelli di violenza e di sopruso nei confronti dei più deboli. Ne sono testimonianza anche le piccole vittime di ieri: una bimba di sei anni trovata strangolata in una discarica e un bambino di cinque stuprato nei bagni dell’asilo dal maestro.

Le foto confermano la versione delle 15enni. Sole alla stazione di servizio.

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Le telecamere della stazione di servizio di Arino (tra Venezia e Padova) mostrano la Punto di Mirco Sacher, il 61enne ucciso a Udine. Sono le 18.53 del 7 aprile e al volante dell’auto ci sono le due 15enni ree confesse del delitto. Le ragazze hanno sempre confessato di essersi allontanate dal luogo dell’omicidio da sole, senza l’aiuto di nessuno, ma non sono mai state credute dagli inquirenti che hanno sempre pensato alla presenza di un terzo complice. Queste immagini nell’area di ristoro e a bordo del veicolo confermano la loro versione dei fatti.

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Udine: parla il fidanzato di una delle 15nni. Mistero su uno smartphone.

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L’ex fidanzata di una delle due minorenni che hanno ucciso Mirco Sacher ha rilasciato un’intervista: “Erano circa le 13. Pensavo fossero a casa del padre di una delle due, sentivo voci di persone in casa ma non sapevo dove”. Quindi il giorno dell’omicidio di Sacher la ragazza, ha telefonato al suo ex dicendogli che dopo poche ore sarebbero arrivate. “Una persona stupenda, – continua il ragazzo – non ho mai pensato arrivasse tanto, una ragazza sempre con il sorriso, sempre divertente.Vorrei scriverle una lettera per dirle che sono accanto a lei.”

I cellulari delle due ragazze sono stati messi al setaccio così come i loro profili Facebook, ma quello che gli inquirenti stanno cercando è uno smartphone scomparso, che potrebbe contenere indizi molto importanti.

Le due amiche, nel frattempo sono state trasferite in strutture riservate, una in Veneto e l’altra in Lombardia, dove hanno dichiarato di aver assunto alcol e stupefacenti il giorno del delitto. Le analisi tossicologiche sulle ragazze arriveranno a giorni e gli inquirenti sperano che possa esser fatta luce sullo stato psico fisico nel quale le due adolescenti si trovassero quel giorno.

 

La misteriosa fuga delle 15enni di Udine e le “cattive amicizie”

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Dopo aver ucciso Mirco Sacher le due quindicenni avrebbero guidato l’auto dell’uomo fino a una stazione di servizio, lì avrebbero accettato il passaggio di un automobilista che le ha portate fino alla stazione di Vicenza. Le due minorenni sono salite su un treno in direzione Mestre e scese hanno trovato due giovanni di Pordenone. Proprio ai due ragazzi hanno confessato il delitto agghiacciante.  Ma se i movimenti delle ragazze sono chiari, non lo è il movente. Quel presunto tentativo di  violenza sessuale da parte di Sacher presenta alcuni dubbi e non ha convinto gli inquirenti. Ora si cerca anche in altre direzioni, come ad esempio una natura economica. Forse le due adolescenti ricattavano l’uomo e lui ha reagito? Perché Sacher, sempre parsimonioso in tutta la sua vita, da qualche tempo aveva iniziato a prelevare costantemente soldi al bancomat? A cosa servivano quei prelievi che a volte superavano anche l’importo della sua pensione mensile? L’uomo in banca aveva circa 150 mila euro i risparmi di una vita accantonati attraverso gli anni di servizio che aveva svolto presso le ferrovie. Può essere che qualcuno mirava a sottrargli a poco a poco quella somma? Inoltre una delle due ragazze tempo prima frequentava un ragazzo rom che poi è finito in carcere con l’accusa di estorsione ai danni di un gay. Altre “cattive amicizie” delle due ragazze sarebbero alcuni ragazzi africani ritenuti dalle forze dell’ordine dei piccoli spacciatore di hashish che operano nella zona dell’autostazione, vicini anche a una banda di albanesi arrestati di recente per possesso di cocaina.

Tutti i soldi che Mirco Sacher prelevava in contanti dal suo conto sembrano svaniti nel nulla. Anche gli ultimi 150 euro ritirati da uno sportello dell’Unicredit soltanto alle 9 di mattina di domenica, 6 ore prima che il pensionato morisse, sembrano essersi volatilizzati. Gli investigatori non hanno trovato denaro nell’appartamento di via Strassoldo e nemmeno nella Fiat Punto bianca. Vuoti anche i portafogli dell’uomo e delle due adolescenti che infatti hanno riferito di aver lasciato la macchina all’autogrill perché non avevano soldi per fare il pieno e pagare il pedaggio autostradale.

Tanti quindi sono gli interrogativi e le analisi che gli inquirenti stanno facendo e il Procuratore capo dei minori di Trieste ha dichiarato che ci vorranno come minimo un paio di mesi prima che l’inchiesta si possa chiudere. Ciò di cui ormai sembrano convinti gli inquirenti è che a uccidere Marco Sacher siano state le due minori e che non ci fossero altre persone, maggiorenni, coinvolte nella morte dell’ex ferroviere.

Tuttavia questa versione che fino a ieri era quella accreditata oggi viene sconfessata proprio dal padre di Sonny Rizzetto che dichiara di aver convinto lui le due ragazze a costituirsi e non il figlio insieme all’amico come ipotizzato in un primo tempo. Mentre domenica notte andavano dai carabinieri una delle due adolescenti in auto con il padre di Sonny avrebbe detto: “Non me la sento di parlare con i carabinieri”.

Quindi ancora una nuova versione. Una volta arrivati in stazione a Pordenone, intorno all’una di notte, le ragazze, Sonny Rizzetto e Walter Wisdom avevano incontrato una pattuglia dei carabinieri che, ricevuta la denuncia di scomparsa del padre di Rizzetto, avevano controllato i due ragazzi. A quel punto i quattro avevano preso strade diverse. Sonny era tornato a casa con il padre mentre le due ragazze erano andate in un’altra abitazione in compagnia di Walter. Solo quando Sonny ha riferito al padre il racconto delle due quindicenni, l’uomo ha convinto tutti a rivolgersi ai carabinieri. E’ più probabile che la mattina dopo le due ragazze si sarebbero date alla fuga salendo su un altro treno in direzione della Toscana dove vive il padre di una delle due minorenni e un ex fidanzato.

Intanto è fissato per lunedì un vertice tra gli inquirenti per stabilire quali accertamenti scientifici da disporre sui vari reperti (che al momento sembrano essere la vettura di Mirco Sacher e gli abiti delle 15enni), tra i quali impronte ed esame del Dna. Poi, con molta probabilità gli esami verranno eseguiti a Roma o a Padova. Si pensa anche di fare un calco della dentatura della vittima per stabilire l’evenutale compatibilità con i segno riscontrati sul seno di una delle 15enni.

Orrore a bordo: Leonid Kamenoff

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Sono sconvolgenti i particolari emersi oggi a Parigi durante il primo giorno del processo all’ex psicoterapeuta Leonid Kamenoff, fondatore nel 1969 de ‘L’ecole en bateau’, un’associazione che proponeva un progetto di educazione alternativo, viaggiando su un veliero attorno al mondo per qualche mese o anno. L’uomo costringeva i ragazzi che partecipavano alla gita ad avere rapporti sessuali tra loro e anche con adulti.

È accusato, assieme a tre membri del suo equipaggio, di stupri e aggressioni sessuali su alcuni dei suoi ex studenti. Rischia una pena di 20 anni di reclusione. Circa 400 bambini e adolescenti hanno partecipato fino al 2002 al progetto di Kameneff, 76 anni, che voleva essere «un’esperienza di educazione e insegnamento alternativa alla scuola». Solo una decina delle 30 vittime che hanno denunciato i fatti – e che oggi ha un’età compresa tra i 33 e i 46 anni – ha potuto costituirsi parte civile nel processo per fatti avvenuti tra il 1981 e il 1994, in quanto è subentrata la prescrizione. Sono infatti trascorsi 18 anni dalla prima denuncia fatta nel 1994 da un ex studente de ‘L’ecole en bateaù. L’anno scorso lo Stato francese è stato condannato dal tribunale di Parigi a pagare 250.000 euro a ciascuna delle vittime a processo per diniego di giustizia essendo trascorso un tempo «eccessivo» per le indagini.

Kameneff è stato arrestato in Venezuela nel 2008 ed è quindi stato estradato.Durante l’interrogatorio ha riconosciuto in parte i fatti di cui è accusato, tra cui le aggressioni sessuali. Ha trascorso 19 mesi e mezzo in detenzione provvisoria prima di venire rimesso in libertà ma sotto controllo giudiziario. «La società è enormente cambiata – ha spiegato l’ex psicoterapeuta -. Alcune cose che sembravano normali un tempo ai fini educativi oggi sono guardate con sospetto». Almeno una trentina di ex partecipanti al suo programma educativo, minorenni all’epoca dei fatti, ha ammesso di essere stata vittima di aggressioni sessuali da parte di Kameneff e del suo equipaggio, descrivendo sedute di massaggio e di masturbazione collettiva. «Siamo stati vittime di un uomo che ha voluto realizzare un sogno e ci ha utilizzati come i suoi giocattoli», ha detto uno degli accusatori, Marie Rigod. Mentre Benoit Klam, che aveva 9 anni quando è salito sulla barca di Kameneff, parla anche di «indottrinamento psicologico» denunciando  il comportamento manipolatore del loro «guru».   ‘L’ecole en bateau’, si legge sul sito internet dell’associazione, induceva a «un soddisfacimento intellettuale, psicologico, affettivo e sociale», proponendo «un’esperienza emancipatrice». L’età media dei partecipanti, spesso bambini con difficoltà relazionali o nell’apprendimento, era di 11 e 12 anni.

A 7 anni stuprata a scuola… l’India 2.0!

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Una folla inferocita si e’ radunata fuori da un ospedale di New Delhi dopo che si e’ diffusa la notizia che una bambina di sette anni e’ stata violentata a scuola. Secondo la Bbc, i manifestanti hanno danneggiato degli autobus fuori dal Sanjay Gandhi Hospital dove la piccola e’ stata ricoverata. C’e’ stata anche una sassaiola contro la polizia e alcuni agenti sono rimasti feriti. Lo stupro, riferisce il Times of India, e’ stato compiuto giovedi’ pomeriggio in una scuola pubblica a Mangolpuri, zona nord-orientale della capitale indiana. La vittima non ha saputo identificare l’aggressore, ha solo detto che si trattava di un uomo adulto.
La bimba e’ stata trovata ferita dentro l’istituto e trasportata all’ospedale dove e’ stato confermato lo stupro. La polizia sta interrogando il personale della scuola e ha interrogati alcuni insegnanti e un affetto alla sicurezza. Nel dicembre scorso, una studentessa di Delhi subi’ uno stupro di gruppo su un autobus nella capitale e mori’ per le ferite riportate, suscitando un’ondata di proteste in tutto il Paese. New Delhi registra il piu’ alto numero di crimini sessuali tra le maggiori citta’ indiane, con in media uno stupro ogni 18 ore.

3 anni! Condannato il prof che ebbe rapporti sessuali con allieva minorenne

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Tutto è partito nel marzo scorso, dopo alcune segnalazioni sull’uomo giunte dalla scuola e da alcuni genitori. Voci insistenti su strani comportamenti e atteggiamenti da parte del professore che si sommavano a presunti favoritismi nelle valutazioni scolastiche nei confronti in particolare di alcune ragazze. Come accertato dagli uomini della Squadra Mobile di Piacenza, che si sono occupati delle indagini insieme al personale della Polizia Postale e delle Comunicazioni, l’uomo utilizzava una strategia accurata per adescare le studentesse, alle quali prometteva anche buoni voti nella sua materia: prima con approcci di tipo verbale, con complimenti e battute spesso a sfondo sessuale, e poi con contatti sul social network Facebook attraverso cui individuava le ragazze psicologicamente più vulnerabili. A tal proposito aveva creato alcuni account fittizi grazie ai quali restare in contatto con loro.

Nel giugno 2012 era stato arrestato dalla polizia per atti sessuali con una studentessa di 14 anni. Ora è stato condannato a 3 anni. Il pm aveva chiesto una pena di 4 anni e 6 mesi.

 

Pakistan, sempre più violenza contro le donne!

Una 15enne pakistana cristiana è stata sequestrata, violentata e torturata da due influenti musulmani. Fouzia Bibi, proviene da una famiglia povera e lavora come operaia. E’ stata barbaramente violentata e quando ha chiesto assistenza e giustizia alla polizia se l’è vista negare. I violentatori sono “potenti” e a loro è consentito anche di abusare di un’adolescente. Storie del Pakistan, storie universali, storie di dolore e di ordinaria follia. Quando l’uomo imparerà a rispettare le donne forse imparerà a rispettare anche se stesso… ora è solo un oggetto animato da violenza e odio incapace di provare sentimenti se non la brutalità di un crimine indelebile!

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Stupra e uccide la figlia di 5 anni. Condannato a una multa!

E’ un famoso predicatore in Arabia, l’uomo ceh ha stuprato e ucciso la figlia di 5 anni. La condanna è stata di 50mila dlr. Ora è polemica fra i cittadini.

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Maltrattata a 4! La madre e il convivente la punivano appendendola a testa in giù

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Coach di Basket adesca allieva 13enne, lei si presenta con Cc. Arrestato.

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Abuso su figlie di 3 e 5 anni. 38enne a Sondrio arrestato.

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Un mostro di padre indiano! Violenta la figlia perché la moglie assente

14enne indiana è stata violentata dal padre ubriaco mentre la madre era andata a far visita ad alcuni parenti.

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Stupro! In Pakistan una bimba di 9 anni lotta contro la morte

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Era agli arresti domiciliari, ma adescava ragazzine via web!

Ci si chiede come mai un uomo agli arresti domiciliari per detenzione di materiale pedopornografico abbia la possibilità di connettersi a internet e adescare 14enni?

Benvenuti in Italia!

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Maestre? Maltrattavano alunni in materna. Sospese insegnanti a Pettineo (Me)

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Caso Savile: ennesimo arresto! 70enne portato in caserma questa mattina.

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“Mi hai stuprato a 5 anni!” 14enne accusa il padre medico.

Il padre arrestato si è sentito male ed è stato trasportato in ospedale.

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Caso savile, l’inchiesta si amplia, 450 possibili vittime

82% di sesso femminile e 8 su 10 erano bambini o adolescenti.

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SARAH! Zio Michele insulta l’aula. Richiamato.

“Non volete la verità. La verità è quella che so io. Io l’ho ammazzata una volta, voi chissà quante volte l’avete ammazzata”.

Protagonismi di una mente malata o verità inascoltata?

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Leggi articoli precedenti.

Processo Sarah: Michele Misseri ennesima “gaffe” parla ancora al plurale

‘”Ho preso i vestiti di Sarah dopo aver gettato il cadavere nel pozzo quando ce ne siamo andati”

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Pedofilia: abusi su figliastra di 5 anni. Condannato a SOLI 9 anni.

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Violenta 13enne, arrestato un 21enne in possesso di droga

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Il cippo in memoria di Tommy Onofri diventa luogo di scambio dei corrieri della droga

Benvenuti in Italia!

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50enne straniero abusa di figliastra 15enne: condannato a 7 anni

Benvenuto in Italia!

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Sindaco pedofilo nel riminese, 10 anni di abusi su una minorenne

Benvenuti in Italia!

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5 membri di baby gang seviziano 13enne in centro commerciale a Rimini

42enne del Togo abusava delle figlie di 13 e 15 anni

L’uomo minacciava le due ragazze di mandarle a vivere in Africa e di togliere il sostegno economico alla moglie se le due ragazze non sottostavano a far sesso con lui.

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NON SONO ACIDA, SONO DIVERSAMENTE IRONICA. E SPARGO INSINCERE LACRIME SU TUTTO QUELLO CHE NON TORNA PIU'

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