Nel caso Pistorius entra la Apple e l’Fbi

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Apple e Fbi chiamati dagli investigatori nella speranza di fa chiarezza e quindi giustizia sull’uccisione di Reeva Steenkamp, la fidanzata di Oscar Pistorius per il quale il campione è indagato per omicidio premeditato.

“Oscar Pistorius trial: Investigators looking to access ‘mobile phone messages’ ahead of court” titola l’Indipendent. E infatti le autorità adesso, con la collaborazione di Fbi e Apple, vogliono sbloccare alcuni portatili di Pistorius per cercare dati e informazioni. Proprio sul pavimento dove venne ritrovato il corpo senza vita di Reeva Steenkamp furono ritrovati due iPhone e due Blackberry.

 

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Blitz congiunto polizia-Fbi: 26 arresti. Si voleva creare un ponte per la droga

new-bridge-tuttacronacaSi chiama New Bridge l’operazione condotta da polizia e Fbi che ha portato, in diverse regioni italiane e negli Stati Uniti, a 26 tra arresti e fermi nei confronti di soggetti legati alla ‘ndrangheta e a famiglie mafiose americane e responsabili di un traffico internazionale di droga. Sono invece oltre 40 le persone indagate. A finire in manette, tra gli altri, Francesco Ursino, considerato a capo dell’omonima cosca di Gioiosa Ionica e figlio del boss Antonio (già in carcere), e Giovanni Morabito, nipote del boss Giuseppe detto “u’ tiradrittu”, storico padrino della cosca egemone nella zona ionico-reggina, anch’egli detenuto. Gli investigatori ritengono che l’obiettivo dell’organizzazione fosse quello di aprire un collegamento tra la Calabria e gli Stati Uniti, per consentire alle ‘ndrine e alle famiglie mafiose americane di creare un nuovo canale per il traffico di droga tra le due sponde dell’oceano, puntando a conquistare, nel tempo, il posto occupato per anni dai clan di Cosa Nostra. Come spiega TgCom, gli arresti e i fermi sono stati eseguiti dagli uomini della Squadra mobile di Reggio Calabria e del Servizio centrale operativo della polizia di Stato nelle province di Reggio Calabria, Napoli, Caserta, Torino, Benevento, Catanzaro e a New York negli Stati Uniti. L’inchiesta, denominata “New Bridge” (nel 2008 l’operazione “Old Bridge” svelò le connessioni nel traffico di droga tra le famiglie mafiose siciliane e quelle di oltreoceano) e coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria, è nata due anni fa grazie alla collaborazione tra la polizia italiana e le autorità americane, resa possibile dal protocollo tra Italia e Stati Uniti in base al quale è previsto lo scambio di investigatori esperti nella lotta alle organizzazioni mafiose. Nel corso dell’operazione sono stati sequestrati oltre otto chili di droga a New York e Reggio Calabria.

Usa rapina in banca, ansia per gli ostaggi

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Sarebbero almeno tre le persone che si troverebbero ostaggio di un uomo che sta tentando una rapina in una banca a St. Joseph, in Louisiana, negli Stati Uniti. Sul posto ci sono anche i negoziatori dell’Fbi. Gli ostaggi, probabilmente impiegati dell’istituto di credito, secondo le autorità locali, potrebbero essere ammanettati  all’interno della banca. Non si esclude che tra gli ostaggi però ci potrebbero essere anche dei clienti. Al momento le informazioni sono ancora limitate e confuse.

 

Uccisa a 6 anni… shock in America!

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Storia macabra e triste quella che oggi ha sconvolto gli Usa. Alanna Gallagher, una bimba di 6 anni è stata ritrovata avvolta in un telo a   Saginaw, periferia di Fort Worth in Texas. Al momento del rinvenimento del cadavere, la piccola era senza abiti, portava solo gli slip e la testa era avvolta in un sacchetto di plastica. Le mani e i piedi della bimba erano legali.  L’Fbi ha offerto una ricompensa di  10mila dollari per chi può dare informazioni sul mostro che ha dilaniato la vita di una bambina. . Al momento l’unico indizio su cui stanno lavorando gli investigatori sarebbe la segnalazione di un pick up rosso con una macchia verde sulla carrozzeria.

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Jackson e la pedofilia, le accuse continuano anche dopo la morte

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Non si placano le accuse della presunta pedofilia di Michael Jackson. A 4 anni dalla morte si aggrava la posizione del cantante defunto per abuso di farmaci. Secondo il Sunday People ci sarebbero dei file segreti dell’Fbi che confermerebbero l’accusa di pedofilia con l’aggravante della corruzione. Il cantante, secondo il Sunday, avrebbe pagato almeno 35 milioni di dollari a due dozzine di teenager, vittime dei suoi abusi sessuali. Secondo l’articolo redatto dal giornale americano i documenti affermerebbero che che gli abusi sessuali sarebbero iniziati nel 1989 a Neverland, nella fantasmagorica villa di Jackson e si sarebbero protratti per tutti gli anni ’90.

Jackson, non è un mistero per nessuno amava stare insieme ai bambini, ma secondo le ultime rivelazioni, non di rado passava delle ore a guardare film porno insieme alle piccole vittime che venivano spesso toccati nelle parti intime dal cantante. Di questo era al corrente, secondo il Sunday anche l’Fbi che avrebbe saputo la verità su Jackson già nel 2002, quando cominciò a indagare su Anthony Pellicano, il detective delle star, coinvolto in decine di casi di spionaggio privato e assunto da Jackson per annacquare le accuse di pedofilia contro di lui. Tra i documenti sequestrati a Pellicano, c’erano numerosi fascicoli sullo stesso Jackson, che provavano chiaramente le accuse di pedofilia. Anche un collaboratore di Pellicano avrebbe confermato all’Fbi che Jackson era un pedofilo. Peccato che questi documenti non siano stati trasmessi ai pubblici ministeri che nel 2005 tentarono invano di inchiodare Jackson nel controverso processo per molestie sessuali.

E’ proprio il collega di Pellicano che intervistato dal Sunday People, in cambio dell’anonimato, avrebbe confermato le accuse contro la pop-star.

L’uomo ha dichiarato di aver deciso di dire pubblicamente la verità sul cantante dopo che il coreografo Wade Robson, che negli anni novanta era uno dei tanti bambini che frequentavano Neverland, ha recentemente accusato Jackson di abusi sessuali e ha lanciato una causa milionaria contro il patrimonio della star scomparsa.

L’investigatore ha dichiarato che conserva una copia dei documenti dell’Fbi dove sono presenti i nomi di almeno 17 vittime di abusi, tra cui cinque bambini attori e due ballerini.

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Jackson li avrebbe pagati lautamente in cambio del silenzio: «Elizabeth Taylor, amica di Jackson, avrebbe consigliato al cantante di assumere Pellicano – dichiara l’anonimo investigatore – L’attrice si era servita di Pellicano per fermare le notizie sui suoi problemi con la droga. Pellicano aveva legami molto forti con personaggi chiave dei media americani e riusciva a influenzarli. Grazie al lavoro di Pellicano il mondo e i fan di Jackson non hanno mai saputo cosa realmente è avvenuto a Neverland per 15 anni». D

Gli avvocati della famiglia del cantante però smentiscono le rivelazioni del giornale britannico e  affermano che Jackson avrebbe pagato solo l’allora tredicenne Jordan Chandler che nel 1993 sarebbe stato abusato sessualmente dalla star.

 

Barak Obama nel mirino di due attentatori: arrestati

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Volevano uccidere il presidente Usa Barak Obama i due uomini che l’Fbi ha arrestato, come riporta la rete Abc. Glendon Scott Crawford, il sospettato 49enne di Galway, avrebbe costruito un sistema per emettere radiazioni letali che poteva venir fatto esplodere a distanza e l’Fbi ritiene che il potenziale obiettivo fosse “una figura politica” che, fonti vicine all’indagine, identificano nel presidente. L’altro arrestato, il 54enne Eric Feight, di Hudson, New York, era stato reclutato per unirsi al progetto. Quello a cui si mirava era punire Obama per le sue politiche, che sarebbero la causa dell’attentato alla maratona di Boston. Stando agli agenti dell’Fbi, i due uomini, presumibilmente, erano intenzionati a nascondere la loro “arma letale” in un camioncino.

Quei database di DNA dove chiunque può essere schedato

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Esiste un database federale, in America, in cui si raccoglie il DNA degli autori di delitti di una certa rilevanza. I limiti sono severi per quel che riguarda la raccolta di questo dato ed esiste un numero tipizzato di casi e di procedure da seguire. Ma le cose cambiano a livello locale, dove ci si affida anche all’improvvisazione di qualche procuratore o sceriffo. Il New York Times racconta che negli archivi locali finisce il DNA di coloro che si riesce a convincere, spesso con l’inganno, ad acconsentire alla raccolta e anche di chi non acconsente. E non si parla più di persone colpevoli di qualche reato, nei database locali finirebbero infatti anche i dati del DNA delle stesse vittime o addirittura di ignari che in qualche modo hanno consegnato un loro campione biologico alle forze di polizia. Diventa quindi un abuso la pratica che, che in teoria, è nata solo per trattenere solo il DNA dei colpevoli di determinati reati raccogliendo così che possono agevolare la scoperta degli autori di diversi crimini. A livello locale, i database servono per abbreviare i tempi necessari per interpellare gli archivi federali, ma mancano di controllo o supervisione e vengono creati al chiaro ed esclusivo scopo di giungere più facilmente all’incriminazione dei colpevoli, non per scagionare gli innocenti. Il pericolo è che non è dato conoscere se quei database riescano ad essere consultati da curiosi, come la stessa NSA o le compagnie assicuratrici, che hanno un evidente interesse nel DNA dei potenziali clienti. 

Sventato attacco terroristico tra Usa e Canada. Poteva essere strage.

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Una settimana fa il tragico attentato di Boston, ora la polizia canadese in collaborazione con l’Fbi sventa un attentato che due terroristi, legati alla cellula di Al Qaeda stavano progettando alle ferrovie tra Usa e Canada. I  due, identificati come Chiheb Essenghaier e Raed Jaser, avevano preso di mira un treno passeggeri che collega Toronto con New York. Ancora da accertare se i due arrestati progettavano di minare i binari in modo da far esplodere il treno e farlo deragliare o se volessero proprio far esplodere il treno minando alcune carrozze.  La polizia era sulle loro tracce da oltre un anno: gli investigatori li avevano messi sotto stretta sorveglianza da oltre dodici mesi in Quebec e in Ontario. Nessun collegamento con i due fratelli ceceni accusati dell’attentato alla maratona di Boston.

Assedio ad un appartamento a Boston… c’è il terrorista!

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Le squadre speciali Swat della polizia e l’Fbi hanno circondato una casa di Willow Park a Watertown, ad armi spianate si preparano a fare irruzione. Lo riferisce la Fox che ne mostra le immagini in diretta.
Due persone sono state fermate nella casa dove vivevano i due fratelli ceceni. Lo riferiscono alcuni media americani.

Chi sono i terroristi di Boston?

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Due uomini, due fratelli , due terroristi arrivati dalla Cecenia o dalla Turchia. Un 19enne e un 20enne che avrebbero ricevuto addestramento militare all’estero e che da circa un anno avevano fatto il loro ingresso in Usa. Questo è quello che emerge dopo una notte da Fra West vissuta strada dopo strada, con una sparatoria lunga e intensa. Uno dei due sarebbe morto nello scontro a fuoco mentre l’altro è riuscito a scappare.  Ora è caccia all’uomo!

Dopo l’attentato a Boston, la sparatoria al MIT: morto un sospetto

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Watertown, quartiere dei sobborghi di Boston vicino al Mit (Massachusetts Institute of Technology) è stato teatro, la scorsa notte, di una vasta azione di polizia che ha preso l’avvio dopo che una guardia giurata dell’università, accorsa a rispondere a problemi di ordine pubblico ai margini del campus, è stata uccisa. Poco dopo la sparatoria, verificatasi verso le 22.30 ora locale, è scattata una massiccia caccia all’uomo con la polizia sulle tracce di due uomini con i quali ha quindi ingaggiato uno scontro a fuoco. Dei due sospettati, armati di pistole ed esplosivi, uno sarebbe stato arrestato e – secondo fonti della polizia – sarebbe morto in ospedale per le ferite riportate. E’ invece in fuga il secondo, armato e “pericoloso”, motivo per il quale la polizia ha intenzione di condurre “una caccia porta a porta, strada per strada, dentro e attorno al quartiere di Watertown”. Secondo testimoni, i due sospetti impegnati nello scontro avevano con sé bombe-pentola a pressione e hanno tentato di scagliarle contro gli agenti ma gli ordigni non hanno raggiunto il bersaglio. Nel frattempo l’Fbi ha reso noto, in un comunicato, che “si sta valutando se i sospetti al centro dello scontro a fuoco di Watertown” sono gli stessi “armati e pericolosi” di cui il Bureau ha diffuso le foto in relazione all’attentato alla maratona. “Stiamo lavorando con le autorità locali per determinare cosa è successo”, si legge nel comunicato.

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Attentato a Boston: la polizia diffonde foto e video dei sospettati!

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L’Fbi ha diffuso le foto ed un breve video dei “sospetti” che si cercano in relazione all’attentato di Boston, lanciando un appello:  «Aiutateci a trovarli. Chi sa qualcosa si faccia avanti». Ma i cittadini sono stati anche avvisati:   i due sono «armati e pericolosi».

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L’Fbi ha diffuso anche una breve discrezione dei due ragazzi: il “sospetto numero 1” indossava giacca e pantaloni chiari, il “sospetto numero 2” un cappellino bianco da baseball portato con la visiera all’indietro, precisando che quest’ultimo è stato filmato da una telecamera mentre piazzava la possibile bomba e poi si allontanava rapidamente. Poco dopo c’era l’esplosione. Secondo quanto riporta la Cbs, il presunto terrorista è responsabile del secondo attacco e, per qualche istante, ha usato un cellulare, fatto che potrebbe permettere agli investigatori di individuare il suo telefonino. Si pensa quindi che si siano divisi i compiti, colpendo una zona ciascuno. Il responsabile dell’Fbi DesLauriers ha avvertito il pubblico di non avvicinarli e di non prendere iniziative per fermarli, ma di contattare le autorità con eventuali informazioni.

Le bombe di Boston erano pentole a pressione!

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In una conferenza stampa con l’Fbi, il governatore del Massachussets, Deval Patrick, ha affermato che non c’erano altri ordigni oltre ai due esplosi durante la maratona a Boston. Per il resto sono stati ritrovati solo pacchi sospetti. “Solo due bombe” quindi, costituite da pentole a pressione piene di schegge metalliche, chiodi e cuscinetti a sfera, collegate a detonatori e all’interno di buste di nylon nere o zaini. Sono state poi rinvenute tracce di circuiti elettronici che farebbero pensare all’uso di timer. Mentre sembrano non esserci nuove minacce, l’Fbi prosegue le indagini a 360° e chiede la collaborazione della gente pregando tutti di consegnare eventuale materiale fotografico o video da visionare in cerca di tracce. Nel frattempo il capo del Pentagono ha usato il termine “terrore”, che fino a ieri nessuno, neanche il presidente, aveva utilizzato. Oggi Obama però non ha più potuto mantenere il riserbo: “E’ stato un atto di terrorismo, ma gli americani rifiutano di farsi terrorizzati, ma al momento il motivo e le persone dietro all’attentato di Boston restano sconosciuti” ha detto. In seguito ha fatto presente che non si sa ancora chi abbia organizzato l’attentato e perchè, l’unica cosa certa è che sono esplose delle bombe che hanno provocato dei danni. Nel frattempo la scena del delitto, al traguardo della maratona, è diventata una grande scena del crimine, ampia 12 isolati, transennata. “Arriveremo fino alla fine del mondo per trovare i responsabili di questo atto di cattiveria così grande –  dice Deslauriers -. La nostra missione è chiara è portare i responsabili di fronte alla giustizia, ma ci vorrà tempo” per chiarire scoprire gli autori della strage che ha commosso il mondo.

Mentre ancora resta resta sconosciuta la matrice, la Cnn riporta che una dottoressa saudita, ferita a una gamba e ricoverata in un ospedale di Boston, starebbe collaborando con la polizia mentre è stato smentito il fermo  di un giovane saudita rimasto ferito e piantonato in ospedale dagli agenti.

L’appoggio alla cittadinanza di Boston arriva da tutto il mondo (tra gli altri Papa Francesco, Putin ma anche Egitto, Afghanistan e Cina) e anche Napolitano ha inviato un messaggio al presidente Barack Obama ricordando che “nessun atto di violenza ci impedirà di tenere fede ai nostri valori e alla nostra fiducia nella libertà, nella democrazia e nello stato di diritto”. E nel frattempo sono state innalzate le misure di sicurezza con un’allerta che comprende gli obiettivi sensibili, come ambasciate, consolati, sedi diplomatiche, porti e aeroporti con particolare attenzione nei confronti delle sedi Usa.

Le strane coincidenze dell’attentato alla maratona di Boston!

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“Our hearts go out to those that are hurt or killed #Boston marathon – but this thing stinks to high heaven #falseflag”.

“I nostri cuori vanno con i feriti e con gli uccisi della maratona di Boston, ma questa cosa puzza, puzza fino in cielo”. Tweet firmato da Alex Jones, conduttore radiofonico e regista che da anni cerca di svelare “i segreti di stato” dell’America. Alex Jones o lo ami o lo odi… non hai vie di mezzo. Ma se anche alcune teorie a volte sono discutibili poichè presentano scenari troppo “sopra le righe”, gran parte del lavoro di Jones non va poi molto lontano dalla realtà.

False Flag? Cospirazione? Complotto? Questo scrive Jones nel suo messaggio e solleva un caso mediatico.

Fbi, Cia, chi è stato e perché? Il conduttore radiofonico nel suo programma ha collegato l’attentato al recente calo del prezzo dell’oro, ma non ha aggiunto nulla che potesse spiegare ulteriormente questa sua teoria che appare quindi abbastanza evanescente. Mentre più probabile, anche se ancora da provare, sarebbe la tesi dell’importanza che Boston ha nella storia americana e non solo in quella della guerra d’indipendenza come stestimoniato dalla Patriots’ Day, ma anche in quella più tragicamente recente come 11 settembre. Uno degli aerei che si schiantarono sulle Twin Towers era partito da Boston.

Ma Alexnon è l’unico a dare una versione “diversa” da quella che sembra in queste ore più accreditata (la pista islamica). Anche la versione inglese di “Pravda.ru” parla di un evento creato proprio dall’amministrazione Obama per poi aver un pretesto per attaccare Iran e Siria.

Altro nodo cruciale sarebbe l’esplosivo usato. Il Semtex, è relativamente difficile da reperire sul mercato e viene di solito usato in ambito civile per demolizioni controllate e in alcuni ambiti strategici-militari.

Il Boston Globe invece, scrive che per 15 aprile era “in programma a Boston un’esercitazione con detonazione controllata (“Funzionari: Ci sarà un’esplosione controllata di fronte alla biblioteca entro un minuto come parte delle attività della squadra dinamitarda”.

Una strana, stranissima coincidenza…

Il messaggio di Giorgio Napolitano a Barack Obama

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Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha inviato un messaggio di solidarietà al presidente americano Barack Obama, definendo l’attentato a Boston come “un potente monito anche per l’Italia”.

“Per il nostro Paese – ha scritto Napolitano – che vive una complessa transizione istituzionale, l’attacco terroristico di ieri è un potente monito sulle incertezze e le insicurezze di un mondo complesso e interdipendente. Nessun Paese – prosegue il presidente nel suo messaggio – può isolarsi e l’Italia è parte di uno stesso quadro europeo, atlantico e internazionale. Siamo quindi chiamati a rispondere in modo coerente alle diverse istanze e sfide del mondo esterno se vogliamo assicurare il benessere del nostro popolo”.

La deflagrazione di Boston, 2 le piste che stanno seguendo gli investigatori

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Due sono le piste che stanno seguendo in queste ore l’Fbi, la Cia e l’ente nazionale anti terrorismo che si stanno coordinando con le autorità locali per riuscire a far luce sull’attentato che ieri ha sconvolto l’America e ha portato morte e distruzione a Boston in una giornata che doveva essere all’insegna della festa e del patriottismo statunitense. Le indagini si stanno addensando su i gruppi del radicalismo anti governativo, quei razzisti legati alla supremazia della razza ariana o di anarchici conservatori in lotta con i poteri federali. L’altra pista che non viene esclusa è quella del terrorismo di matrice islamica. Ieri un giovane saudita rimasto ferito durante la deflagrazione è stato interrogato in un ospedale della città. La data scelta per l’attentato, il 15 aprile, il giorno in cui si pagano le tasse negli Usa e Festa de Patrioti in Massachusetts, corrobora il sospetto su un attentato di matrice interna.

 

Giallo su Roman Abramovich… fermato da Fbi?

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Il miliardario Roman Abramovich è stato fermato dall’Fbi negli Stati Uniti: lo rivela una fonte al canale televisivo russo Rbc-Tv, come riporta l’agenzia Rbc.

Al momento non è noto il motivo del fermo, che potrebbe essere legato alle attività imprenditoriali del 46enne patron del Chelsea o all’inchiesta sulla morte del suo ex socio in affari, l’oligarca Boris Berezovsky. Per ora non si hanno conferme ufficiali, ma la notizia del fermo è stata riferita anche dal corrispondente negli Usa del quotidiano russo Komsomolskaya Pravda. Il portavoce del patron del Chelsea, John Mann, ha però negato la notizia.

Michelle vittima degli hackers!

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Da Beyoncé a Hillary Clinton: dodici personaggi tra star di Hollywood e politici americani sono finiti nel mirino di un hacker che ne ha svelato le informazioni personali, come i dettagli dei conti corrente bancari e il numero di Social Security, il codice fiscale statunitense. Un’invasione della privacy che non si è fermata neppure davanti alle porte della Casa Bianca: non è stata risparmiata neanche la first lady Michelle Obama.

In pochi a salvarsi,  tra i personaggi colpiti ci sono Beyoncé e il marito Jay-Z, Mel Gibson, Kim Kardashian, Paris Hilton, Ashton Kutcher e Britney Spears.

Ma a essere colpiti sono stati anche esponenti di spicco dell’amministrazione Obama, dall’ex segretario di Stato Hillary Clinton, al vice presidente Usa Joe Biden. Persino il direttore dell’Fbi Robert Muller è stato preso di mira, insieme al segretario alla giustizia Eric.

Allarme al JFK: drone sfiora aereo Alitalia!

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E’ ancora presto per capire di che tipo fosse il velivolo senza conducente avvistato dal pilota di un volo Alitalia ieri a pochi chilometri dall’aeroporto Jfk di New York. L’unica certezza è che stava volando a una distanza allarmante di 60 metri dall’aereo delle compagnia italiana, che in quel momento si preparava all’atterraggio. Lo ha comunicato l’Fbi in una nota mentre la Casa Bianca non ha rilasciato dichiarazioni sulla vicenda suggerendo di fare riferimento alla Federal Aviation Administration.

Stiamo chiedendo a tutte le persone che hanno informazioni sul velivolo o su chi lo pilotava di contattarci”, ha detto l’agente speciale dell’Fbi John Giacalone aggiungendo che “la nostra principale preoccupazione è la sicurezza dei passeggeri e del personale di volo”.

Il cannibalismo corre sulla rete!

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Due uomini sono stati arrestati nell’area di Canterbury in Gran Bretagna nell’ambito di una inchiesta scaturita dal processo in corso a New York contro Gilberto Valle, il ‘poliziotto cannibale. Valle, 28 anni, americano e’ accusato di aver tentato di uccidere e mangiare parecchie donne tra cui la moglie e al processo e’ emerso che era in contatto via mail con qualcuno in Gran Bretagna che sarebbe stato ‘mentore’ in fatto di cannibalismo: suggerendogli anche come cucinare la carne umana.

Mettiamo una moglie a cena e… contorno di amiche!

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Una coppia come tante, altre una figlia nata da poco e una scoperta agghiacciante. La moglie scopre i piani diabolici del marito: torture, cottura e pasto a base di donne. Gilberto Valle, 28 anni, progettava di stuprare, uccidere e cucinare un centinaio di donne, anche amiche di famiglia. La donna naturalmente ha denunciato il fatto all’Fbi ed è comparsa davanti alla Corte federale di Manhattan raccontando i dettagli che aveva letto sul computer del marito. L’aspirante cannibale ha pianto ogni lacrima che aveva in corpo mentre l’avvocato della difesa spiegava come fosse “un gioco, uno scherzo, una fantasia da chat che sicuramente non si sarebbe mai realizzata”. Insomma una chiacchierata virtuale su come mangiarsi la moglie con il contorno di amiche!

 

Come in un macabro videogames? Lanza vs Breivik?

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Adam Lanza era ossessionato dallo stragista norvegese Anders Breivik e voleva fare più morti di lui. Questo era il motivo principale dell’attacco alla scuola Newton. La Sandy Hook era un bersaglio facile e affollato: perfetto per compiere il suo gesto folle. Per “fortuna” Lanza non è riuscito a trucidare le 77 persone come Breivik. Una ricostruzione inquietante lanciata dalla tv Cbs e attribuita a due funzionari anonimi coinvolti nell’inchiesta ma smentita da fonti ufficiali della polizia che hanno parlato di «speculazioni». Secondo l’emittente Lanza si sentiva quasi in competizione con Breivik e dunque ha pianificato con cura l’attacco per poterlo superare nel bilancio di vittime. Solo l’intervento della polizia ha bloccato la sua azione e Adam si è suicidato con una delle sue armi.

Lanza, sempre secondo le indiscrezioni della Cbs, si sarebbe ispirato anche ad alcuni videogiochi, molto violenti che la polizia ha sequestrato nel seminterrato della sua abitazione. Diverse testimonianze hanno raccontato che il giovane trascorreva intere giornate al computer. E quello era il suo unico passatempo insieme a qualche puntata al poligono insieme alla madre. Per ora gli investigatori non hanno precisato quali siano gli elementi che hanno permesso di collegare a Lanza a Breivik, attualmente detenuto in una prigione in Norvegia. Forse hanno rinvenuto dei documenti, degli scritti di Adam. Oppure è emerso qualcosa online.

Va ricordato che il giovane, poco prima dell’eccidio, ha distrutto la memoria del pc, una mossa per nascondere la navigazione sul web ed eventuali contatti. E all’indomani dell’attacco alla scuola si è parlato della possibilità – o meno – per l’Fbi di recuperare dei dati. Contrastanti le risposte delle fonti investigative, anche se molti ritengono che l’agenzia federale sia in grado di ricostruire una parte della vita digitale di Adam. Aspetto non secondario per comprendere il movente della strage del 14 dicembre e il profilo, davvero, enigmatico del suo protagonista.

Incastrato dopo 6 anni dall’omicidio perfetto!

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Uccise la moglie durante una crociera nel Mar Mediterraneo e la gettò in mare. Per sei anni ha pensato di essere riuscito nell’impresa del “delitto perfetto”, ma si sbagliava. L’Fbi per tutto questo tempo non gli ha dato tregua. E al termine di lunghe indagini in collaborazione con la Polizia italiana, ha arrestato nel sud della Florida questo avvocato californiano, Lonnie Kocontes, 55 anni, con l’accusa di aver strangolato la moglie, Micki Kaneski, 52 anni, e averla gettata in mare la notte del 26 maggio 2006.

All’epoca riuscì a nascondere ogni prova, simulando una incredibile sparizione. A guidare gli inquirenti, spiega la portavoce dell’Orange County District Attorney’s office, il movente economico. Due anni dopo il fattaccio, Kocontes ha infatti trasferito oltre un milione di dollari dal conto in banca della Kaneski, a un nuovo conto aperto in comune con la nuova moglie.

Ma a impressionare sono i dettagli del suo disegno criminale: Lonnie e Micki per tanti anni del loro matrimonio hanno vissuto come cane e gatto, litigando di continuo. Arrivando, nel 2002, al divorzio. Dopo continui tentativi di riappacificazione più o meno tutti falliti, nel 2006, l’uomo ha proposto alla moglie una Crociera nel Mediterraneo, in modo da darsi un’ultima chance di riconciliazione.

In realtà era una trappola, preparata nei minimi dettagli, come un film da giallo, per disfarsi definitivamente della moglie. Secondo le indagini, la signora lasciò la cabina all’una di notte per prendersi una tazza di te. Da quel momento si sono perse le sue tracce. Il marito, fingendo di essere in preda al panico, disse di non avere idea cosa fosse successo.

Il corpo della donna venne ritrovato il giorno dopo sulle coste calabresi. L’autopsia rivelò che la donna morì strangolata, e poi, venne gettata in mare. Un elemento che escluse subito l’ipotesi del suicidio. Se la Corte lo giudicherà colpevole, Kocontes rischia come minimo l’ergastolo, se non addirittura la pena di morte.

Operazione da film per sventare un attentato alla Bank of America!

California: Matthew Aaron Llaneza, 28 anni, voleva  provocare un’ondata di repressione e una guerra civile, ma si è fidato di un agente dell’Fbi che si fingeva collegato con i talebani. L’agente lo ha aiutato a caricare una bomba – che era preventivamente stata fatta disinnescare a insaputa di Matthew Aaron Llaneza –  su un auto. Ma quando l’uomo ha provato ha innescare l’esplosione è stato arrestato.

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Fbi lancia l’allarme sextorsion… sempre più giovani, sempre più ricattate!

La nuova frontiera dell’estorsione nasce sul web. Ragazzine giovani, a volte giovanissime, convinte a spogliarsi davanti a una webcam o a spedire foto “senza veli”. A quel punto scatta il ricatto o l’estorsione. Le vittime spaventate da mamme, papà e fidanzati accettano il ricatto, ma a volte la pressione supera i limiti e nei casi più gravi la vittima decide di farla finita. L’Fbi lancia l’allarme, soprattutto chiede a insegnanti e genitori di vigilare sui figli quando sono in rete.

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Marilyn comunista! Diffusi i documenti in cui Fbi controllava Arthur Miller e lei.

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Signore si nasce. Paula a Jill “sparirai” e lei corse dall’amico FBI!

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