Il Cavallino e la Mela: Ferrari e Apple unite per creare l’auto multimediale

Apple-Ferrari-tuttacronacaApple scende… su strada! L’azienda ha proposto un sistema integrato con l’elettronica delle auto. Si tratta di una svolta clamorosa nel mondo delle quattro ruote, che potrebbe trovarsi a dire addio ai navigatori satellitari per dare il benvenuto a un sistema che governa sia la multimedialità che la connettività. Una specie di iPad, al centro del cruscotto. Come spiega Vincenzo Borgomeo su Repubblica:

L’annuncio ufficiale verrà dato a breve, ma si sa che i partner iniziali della tecnologia Apple saranno inizialmente Ferrari, Volvo Mercedes. Poi si vedrà perchè un sistema così evoluto è chiaro che farà gola a molti costruttori.

Il progetto prevede infatti un collegamento in tempo reale dei vari sistemi multimediali delle auto con un database centrale della Apple in modo da rendere possibile gestire un flusso di dati mai visto che finiranno – on demd – sul cruscotto delle auto. La notizia è stata riportata oggi dal Financial Times e sta facendo il giro del mondo e non solo perchè l’accoppiata di due marchi fantastici come Ferrari e Apple è roba da primato anche perchè, cambierà per sempre l’interfaccia uomo macchina. Finalmente verrebbe da dire guardando il funzionamento di molti sistemi attuali.

Secondo il Financial Times, che ha dato la notizia, l’azienda di Cupertino, “dopo aver cambiato il modo in cui comunichiamo, punta a cambiare anche il modo in cui guideremo”. Le macchine con tecnologia Apple, avranno a bordo personal computer in grado di comunicare e offrire “soluzioni alla mobilità” nel traffico delle città che in un futuro potrebbe essere monitorato da un database centrale.

La collaborazione tra Apple e Ferrari, del resto, non è una novità. Già l’anno scorso è avvenuto un “matrimonio” tra i due colossi. Spiegava nel marzo scorso Applerumors:

Nei nuovi “armamenti” delle auto del cavallino rampante, ci saranno ben due iPad Mini ed in più il supporto all’assistenza vocale: Siri, sempre targato Apple. I due iPad mini, inoltre, saranno a disposizione dei passeggeri dei sedili posteriori che potranno scegliere di occupare il tempo nel modo che desiderano. L’auto in questione è una gran turismo sportiva, che da qualche giorno è stata mostrata in tutto il suo splendore. Tale alleanza era già nell’aria quando, nello scorso novembre, uno dei dirigenti Apple era entrato nel cda della Ferrari: mentre lo scorso aprile Tim Cook ricevette proprio Luca Cordero di Montezemolo, che dopo qualche giorno ne annunciò una possibile futura collaborazione. Cosa vorranno di più gli amanti delle auto nonché fanatici della Mela?

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“L’ho vista lì”, altra supertestimone nel caso Ragusa!

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L’ennesimo capitolo della storia della misteriosa scomparsa di Roberta Ragusa è andato in onda oggi, 30 gennaio, alle ore 17  durante il collegamento d’apertura della trasmissione Mediaset, Pomeriggio 5, condotta da Barbara d’Urso, che ha mostrato il video che ritrae un nuovo supertestimone del caso Ragusa. Il pubblico ha potuto vedere solo una donna che, seduta in motorino con in testa il casco, rilascia dichiarazioni all’inviata del programma di Canale 5. Barbara d’Urso, prima di mandare in onda il video, ha voluto specificare che è la prima volta che qualcuno riesce a intervistare la donna che sostiene di aver visto delle chiazze di sangue in Via Gigli mentre, col suo motorino, si recava in farmacia per prendere delle medicine che servivano al figlio. La nuova supertestimone afferma di aver visto il marito di Roberta Ragusa, Antonio Logli, quella notte in Via Gigli. Inoltre la signora ha detto di aver visto una signora con un pigiama rosa, lo stesso pigiama rosa della Ragusa sparito quella stessa notte del 13 gennaio 2012.

Le dichiarazioni della nuova supertestimone vanno dunque ad arricchire quella che era stata la tesi del primo supertestimone del caso Roberta Ragusa, Loris Gozi. Quest’ultimo nel settembre scorso ha rivelato di essere stato oggetto di pesanti insulti verbali da parte di Sara Calzolaio, l’amante di Antonio Logli, che avrebbe invaso la corsia stradale sulla quale viaggiava col proprio scooter costringendolo a compiere una manovra per poter evitare l’impatto con la macchina.

Roberta Ragusa, spunta un’altra super testimone. Anche lei abita nella stessa strada della mamma scomparsa, come l’altro super testimone. La teste ha detto a Pomeriggio 5, la trasmissione pomeridiana di Mediaset condotta da Barbara D’Urso, di aver visto una donna che correva con indosso un pigiama rosa nella via e ha parlato di uno scambio di auto.

“Era in un vicolo dove c’erano degli alberi. Ma io l’ho vista, lì ferma, questa signora”.

“E’ entrata in contatto con me”: il sensitivo indica dove cercare la Ragusa

roberta-ragusa-tuttacronaca“Roberta è entrata in contatto con me”. E’ quanto il sensitivo della Valdera, Anthony Michele Fois, ha riferito agli inquirenti indicando loro con precisione il punto in cui scavare. L’uomo, ascoltato alla Procura di Pisa dal pubblico ministero Aldo Mantovani ha spiegato che il corpo della Ragusa sarebbe molto vicino alla casa dove la donna abitava e lavorava in vita. La Nazione riporta che è arrivata una nuova richiesta di controlli: il cadavere sarebbe a Gello, vicino al campo sportivo. E il sensitivo, che ha già fatto un sopralluogo sul posto con un amico investigatore, avrebbe trovato “precisi riscontri a quello che avevo percepito nel contatto con l’entità”. Fois dice di esercitare la sua “arte” da quando, a 29 anni, si accorsi d “avere gli stessi poteri del nonno, cioè la facoltà di sentire, di entrare in contatto con l’aldilà”. Quella possibilità gli permette, dice, di “alleviare i problemi degli altri, e la gente ne ha davvero tanti”. Il sensitivo racconta di aver “incontrato” Roberta nella primavera del 2012, durante una trasmissione in tv sul giallo di Gello. “Mi è bastato cercare sul computer la mappa della zona in cui abitava Roberta per sentire una forte attrazione verso il campo sportivo di Gello”. E racconta la “visione”, in cui Roberta gli dice di cercare vicino a una pianta, vicino alla metna. Trova la pianta e il punto preciso. Poi rivede Roberta e qualcuno che la soffoca mettendole le mani al collo. Insomma, lui ne è sicuro: il corpo della donna si trovà la sotto.

Attenzione, piovono libri, computer e un divano! Il ragazzo e la defenestrazione

ragazzo-lancia-oggetti-tuttacronacaI netturbini di Padova questa mattina, al lavoro a Piazza della Frutta, hanno assistito a una scena che difficilmente dimenticheranno. Da una finestra all’angolo fra via Gorizia e via Oberdan, infatti, hanno iniziato a “piovere” libri. In seguito seguiti da un computer. Ma il ragazzo che li ha lanciati dalla finestra, in preda a una crisi nervosa, ha gettato via anche pezzi di divano e di mobili, l’archivio e i giornali. Erano le sei di mattina e i presenti hanno chiamato la Polizia Municipale, i cui agenti hanno provato ad entrare nell’appartamento dall’interno del quale continuavano a volare oggetti. Nel frattempo erano stati allertati anche i Vigili del Fuoco, visto che dall’abitazione del giovane arriva ai piani di sotto e sulle scale un rivolo di acqua, come se qualcuno avesse rotto delle tubature.  Ad un certo punto, mentre anche gli ambulanti che stavano sistemando i loro baracchini si erano fermati, incuriositi, il giovane è uscito in maglietta, correndo. E’ stato allora che gli agenti lo hanno fermato e lo hanno convinto a salire in ambulanza.

Roberta Ragusa: una veggente dice di sapere dove si trova il corpo

roberta-ragusa-veggente-tuttacronacaCorteo organizzato in memoria di Roberta Ragusa, scomparsa dalla sua abitazione nella notte tra il 13 e il 14 gennaio 2012 con circa un centinaio di persone che ha sfilato in corteo da San Giuliano Terme (Pisa) fino alla parrocchia di Gello dove il parroco don Tomasz ha celebrato un breve momento di preghiera. Prima del corteo Tiziano Vason, volontario della protezione civile di Firenze, ha raccontato che una sensitiva, in mattinata, è stata accompagnata in un luogo boschivo dove dice di avere individuato il cadavere: “So dov’è il corpo di Roberta Ragusa”, ha detto la donna. Il volontario ha quindi aggiunto: “La donna ha individuato un canalone a circa 400 metri di distanza dal centro abitato di Castelvecchio Compito, sul versante lucchese del Monte Serra”. L’uomo ha poi sottolineato che la sensitiva “è fortemente provata dal punto di vista emotivo e nelle prossime ore deciderà in quale forma mettersi in contatto con le forze dell’ordine”.Ha quindi concluso: “Ora vuole mantenere l’anonimato e non vuole essere contattata dai mass media però noi eravamo con lei e ci ha detto che il corpo si trova a un metro di profondità nel sottosuolo e credo che valga la pena andare subito a controllare”. Insieme alla sensitiva è arrivata in Toscana anche Donatella Raggini, da Cesena (Forlì), volontaria del gruppo Facebook ‘Troviamo Roberta Ragusa’: “La conosco bene – ha detto – e non è una persona in cerca di pubblicità. Il posto lo ha individuato attraverso le sue ‘visioni’: un sasso particolare, un frammento di nylon blu e un albero tagliato. Tutti indizi che oggi erano presenti e ben visibili nel luogo dove siamo andati”.

Roberta Ragusa: “Contro Antonio Logli indizi convergenti”

Antonio-Logli-tuttacronacaNei confronti di Antonio Loglio, marito della scomparsa Roberta Ragusa, ci sarebbe un ”convergente quadro indiziario” del quale tenere conto per chiedergli di fornire spiegazioni su alcuni punti ancora oscuri. E’ quanto ritengono i carabinieri. Inoltre, se l’uomo dovesse avvalersi della facoltà di non rispondere sarebbe un punto a favore dell’accusa per chiederne il rinvio a giudizio e ottenere un processo a suo carico. Al momento attuale, e in assenza del corpo della donna e di altre prove schiaccianti, quello che si ha sono elementi indiziari significativi tra i quali due testimonianze che smentiscono la versione dell’uomo secondo la quale la notte della scomparsa della moglie lui stesse dormendo nel suo letto mentre uno dei testimoni, Loris Gozi, ha riferito agli inquirenti di averlo visto litigare furiosamente con una donna in una strada vicina all’abitazione della coppia. Il giorno successivo, inoltre, Logli si recò nella casa di Gozi per chiedere notizie della moglie: fu l’unica abitazione a cui fece visita. Inoltre, il marito, venuto a conoscenza della testimonianza, simulò con un amico la scena che lo stesso Gozi avrebbe potuto vedere di notte ma collocandosi nel punto esatto in cui il giostraio disse di vederlo e che, secondo gli inquirenti, era coperto da segreto. Ancora, una vicina di casa dei Logli ha raccontato di avere visto il marito della Ragusa più o meno nella stessa strada e alla stessa ora in cui lo avrebbe visto Gozi. Infine, a suffragare questa tesi ci sarebbe la testimonianza del vigile del fuoco, Filippo Campisi, che sostiene di avere visto uscire di notte una donna in pigiama dalla casa della coppia.

I piloti degli aerei… non pilotano? “Pigri e fuori allenamento”

pilota-aereo-tuttacronacaIl Wall Street Journal ha anticipato i risultati di uno stodio, che verrà diffuso in settimana, predisposto dalla Faa, la Federal Aviation Administration statunitense, nel quale si spiega come la tecnologia abbia reso i piloti degli aerei pochi reattivi. Ma nelle 277 pagine si scopre anche che i capitani sono dipendenti dai sistemi automatici pur facendo fatica a padroneggiarne i recenti aggiornamenti. Ma ultimamente anche le abilità di guida manuale risente della tecnologia: i piloti impugnano la cloche praticamente solo durante decollo e atterraggio. La Faa si è basata sull’osservazione di oltre 9mila voli commerciali in tutto il mondo, nonchè altri elementi come interviste e osservazioni dirette ed è giunta alla conclusione che i piloti stanno poco alla volta scordando come si conduce un aereo senza l’aiuto della tecnologia. Per esempio, “spesso si affidano troppo ai sistemi automatici e possono essere riluttanti a intervenire” o a disattivarli in circostanze rischiose o eccezionali, evitando di prendere in mano la soluzione. Ma sottolinea anche come alcuni piloti “non abbiano conoscenze sufficienti e approfondite” per tenere sotto controllo la traiettoria degli apparecchi. Il nodo principale è, come fa notare lo studio, i comandanti di volo sono sempre più impegnati a a programmare e monitorare l’andamento di quegli stessi sistemi che hanno contribuito a elevare ai massimi livelli la sicurezza dei cieli. Ma così facendo il volo manuale passa in secondo piano, venendo relegato solo ai minuti iniziali e a quelli finali del viaggio. Tuttavia l’eccessivo affidamento sui computer è stato da anni individuato dalla stessa industria aeronautica come un problema potenziale di portata molto ampia. Come se, spiega il documento, “la definizione delle normali competenze dei piloti fosse cambiata nel tempo”. Ma se i piloti, nella maggioranza dei casi, sono in grado di individuare e correggere le eventuali anomalie riscontrate nei sistemi prima che possano produrre conseguenze più gravi, resta il fatto che sempre più spesso interviene una loro passività: quando serve passare alla guida manuale, infatti, tendono “a osservare quel che capita piuttosto che a essere proattivi” e prendere una decisione. Sempre più pigri dunque, a causa delle tecnologia ma anche, secondo la British Pilots Association, delle troppe ore di volo sulle loro spalle. La Faa ha quindi cercato di correre ai ripari pubblicando 18 nuove indicazioni nel tentativo di far recuperare ai piloti le loro competenze base, come l’invito ad allenarsi di più o alla progettazione di pannelli di controllo, console e cabine di pilotaggio “più comprensibili dal punto di vista dell’equipaggio” fino a esercitazioni più avanzate sulla complessità dei computer di bordo.

Il nuovo carburante? L’auto andrà a urina?

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Quale sarà il nuovo carburante del futuro? Forse l’urina! Per andare le auto, le barche, ma anche solo per accendere un computer o gli elettrodomestici il carburante 2.0 potrebbe davvero essere l’urina. L’innovazione arriva dalla Sardegna anche se è stata già sperimentata in varie parti del mondo, ma ora sembra davvero che il nuovo “carburante” sia perfezionato e  l’imprenditore di Gonnosfanadiga, Franco Lisci sia pronto a portare sul mercato la sua idea rivoluzionaria già presentata ad Alghero in occasione  di un convegno-mostra di Legambiente sulle innovazioni verdi.

Giocare online ti costa il posto di lavoro? Si, no, forse…

poker-online-tuttacronaca300 ore trascorse al computer in orario di lavoro. Tempo durante il quale ha giocato online sbizzarrendosi con solitari, giochi vari e affini. Un simile passatempo, nel 2007, era costato il lavoro a F.C., licenziato dalla K24 Pharmaceuticals di Roma. L’azienda, in seguito, ha dovuto reintegrarlo perchè così deciso dalla Corte d’Appello al quale il “lavoratore” aveva presentato ricorso. Ora, però, la Cassazione ha annullato la sentenza d’Appello invitando la Corte a pronunciarsi nuovamente. Questo perchè l’Appello aveva accolto la tesi del dipendente, che parlava di “motivazioni troppo generiche”. Nel dettaglio il datore di lavoro non era in grado di dire esattamente quando e quante partite abusive erano state fatte sul posto di lavoro. Pensiero però non condiviso dalla Cassazione. Come spiega il Messaggero:

In particolare, la Suprema Corte ha fatto notare che «l’addebito mosso al lavoratore di utilizzare il computer in dotazione ai fini di gioco non può essere ritenuto logicamente generico per la sola circostanza della mancata indicazione delle singole partite giocate abusivamente dal lavoratore».

È, dunque, «illogica – ha sottolineato la Cassazione – la motivazione della sentenza impugnata che lamenta indicazione specifica delle singole partite giocate, essendo il lavoratore posto in grado di approntare le proprie difese anche con la generica contestazione di utilizzare in continuazione, e non in episodi specifici isolati, il computer aziendale» per motivi ludici. Il lavoratore subirà un nuovo esame davanti alla Corte d’appello di Roma che «provvederà ad una diversa decisione non considerando generica la lettera di contestazione da cui poi è conseguito il licenziamento».

Tutto il giorno al pc? In Cina ci sono le maschere per proteggere la pelle

maschera-computer-cina-tuttacronacaEra il 2009 quando delle strane maschere fecero la loro comparsa negli uffici cinesi. Si tratta di maschere che promettono di bloccare le radiazioni emesse dagli schermi dei pc che, nonostante gli esperti sostengano che non sarebbero dannose per la pelle del viso, hanno preso rapidamente piede tra gli impiegati. Chi trascorre molto tempo allo schermo, infatti, preferisce non rischiare e acquista le “fang fushe mian ju”, questo il loro nome, che coprono totalmente il volto, con fessure soltanto per gli occhi e per il naso. Le maschere sono realizzate principalmente con gli stessi materiali utilizzati per gli indumenti.

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Distrutto lo Skatepark più grande d’Italia.

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Colpito al cuore e distrutto da vandali e ladri il più grande skatepark d’Italia che si trova a via Domenico Baffico a Ostia, sul lungomare laziale, a pochi passi dalla Capitale, che era divenuto un punto di ritrovo per i giovani. Una vita travagliata quella dello skatepark che era iniziata con l’inaugurazione, poi il sequestro da parte del sostituto procuratore e quindi il degrado fino ai furti della macchina del caffé e dei computer nel locale accanto alla pista. La desolazione di William Zanchelli, il fondatore dello skatepark di Ostia è tutta in quelle poche parole: “Sono avvilito e frustrato dall’impotenza di non poter far nulla. Aver fatto tanto per questo territorio ed essere trattato così mi distrugge ogni voglia di ricominciare – conclude Zanchelli – Ho preso contatti con il Comune di Milano per trasferire lì la nostra esperienza ed allestire uno skatepark”. Ora nell’area nascerà una Chiesa, a riprova che uno spazio laico per i giovani non è pensabile… eppure gli skatepark sono una risorsa in tante città del mondo, attirano i ragazzi, anche quelli a rischio e offrono un luogo d’incontro multiculturale dove la competizione spinge anche i giovani a stare alla larga dalla droga. Poi nessun mondo roseo, ma vedere una pedana coperta in legno costata 100mila euro data alle fiamme sembra veramente uno sfregio per tutti quei cittadini che avevano sperato davvero di poter finalmente avere uno spazio per i loro figli. 

Caso Ragusa: il nuovo testimone è un Vigile del Fuoco

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I carabinieri volevano vederci chiaro sul nuovo testimone che è entrato dopo 20 mesi di silenzio all’interno del caso della scomparsa di Roberta Ragusa. Così si sono presentati sul posto di lavoro: nella caserma dove il Vigile del Fuoco presta servizio, ma oggi non era in turno. Gli investigatori vogliono mantenere il massimo riserbo e hanno solo dichiarato ”Abbiamo chiesto solo alcune precisazioni”.

Quello che gli inquirenti vogliono capire è come mai il Vigile, che vive a Gello, si è confidato solo con qualche conoscente. Questo tipo di condotta, stando alle indiscrezioni, gli avrebbe creato qualche grattacapo anche sotto il profilo professionale e al pompiere sarebbe già stato chiesto di chiarire i motivi della sua mancata presentazione spontanea agli inquirenti.

 

Recapitato un hard disk esplosivo alla sede de La Stampa di Torino

lastampa-torino-tuttacronacaSi è insospettito leggendo il biglietto che accopagnava un pacco che gli era stato recapitato presso la redazione torinese del quotidiano La Stampa, il giornalista Massimo Numa. Stando alla scritta, l’hard disk che aveva ricevuto conteneva filmati e documenti “delle forze dell’ordine”. Numa ha chiamato la Digos che ha sequestrato il pacco e ha proceduto con le verifiche: l’hard disk sarebbe esploso se fosse stato inserito nel computer.  Ora la procura del capoluogo piemontese ha aperto un’inchiesta, coordinata dai pm Andrea Padalino e Antonio Rinaudo. Non è la prima volta che Numa riceve minacce a causa dei suoi articoli relativi alla Tav e ai movimenti antagonisti torinesi, che lo considerano troppo “vicino” alle forze dell’ordine. Solo alcuni mesi fa una busta contenente esplosivo era stata recapitata a La Stampa. In quell’occasione la missiva, aperta da un impiegato, non era esplosa per puro caso. Alcuni giorni dopo gli anarchici avevano rivendicato l’azione. Gli inquirenti seguono anche questa volta la pista legata ai gruppi torinesi vicini a quest’area. La consegna della busta è avvenuta ieri, il giorno in cui è stato appiccato un incendio doloso a un macchinario della Geomont di Bussoleno, impresa che lavora per la Tav.

Uomo arrestato per aver picchiato un supertestimone del caso Ragusa

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E’ stato arrestato un uomo, con l’accusa di aver picchiato il proprio padre, che è diventato uno dei possibili supertestimoni del caso di Roberta Ragusa,  la donna scomparsa dalla sua casa di Gello di San Giuliano, nei pressi di Pisa, la notte del 13 gennaio 2012.  Il testimone scrive oggi il Tirreno, aveva riferito che una donna era salita sull’auto di Antonio Logli, dopo l’ora in cui il marito aveva dichiarato di essere andato a dormire. Il figlio del testimone era già stato arrestato un mese fa per stalking nei confronti della sua compagna. Questa volta i carabinieri lo hanno arrestato per le violenze sul padre.

Quando in Google… si cercano le proprie tracce! Gli egosurfer

Egosurfing-tuttacronacaIl Pew Research Center ha iniziato nel 2001 a fare indagini per capire quante persone, in Internet, fanno ricerche in Google inserendo il proprio nome. Stando a quanto rilevato dal Pew, nel 2012 l’ha fatto il 56% degli americani, rispetto al 22% di undici anni prima. Sempre secondo l’indagine, gli egosurfer, come vengono definiti in gergo, sarebbero per il 58% sono maschi e bianchi, mentre la percentuale più alta per fasce di età si ritrova tra gli utenti tra i 18 e i 29 anni (con il 64%), seguiti da quelli tra i 30 e i 49 anni (58%). Superati i 50, invece, l’attenzione sembra spostarsi da se stessi, magari per ricercare online figli e nipoti. Inoltre, dalla ricerca emerge che il 24% degli intervistati non utilizza esclusivamente i motori di ricerca per le indagini biografiche, ma anche social network, forum e altri siti. Perchè inserire il proprio nome in Google? Per egocentrismo, narcisismo, curiosità di sapere cosa gli altri pensano/dicono di noi. Ma non solo. L’individualismo narcisista della generazione dell’era di internet, la me generation, non è infatti l’unica motivazione in un’epoca in cui si fa sempre più affidamento sul web non solo per “confidarsi e raccontarsi” ma anche per “controllare”. Mary Madden, autrice dello studio, ha dichiarato: “È diventato sempre più importante verificare le nostre tracce digitali accessibili a tutti. Impiegati, esaminatori, partner: tutti utilizzano i motori di ricerca per scavare nel passato e nel presente delle persone. Per questo motivo la gestione della reputazione online è diventata un affare sociale e professionale per molti nell’era digitale”. In America, l’anno scorso, alcuni studenti si sono visti negare l’accesso al college perché più di 500 funzionari avevano esaminato i loro profili sui social network (ammettendolo poi al Kaplan Test Prep survey), ma ci sono anche lavoratori che ogni giorno vengono «scartati» per post su Facebook o commenti sparsi qua e là nella Rete. Insomma, in un’epoca in cui le persone con cui possiamo entrare in relazione, sia a livello professionale che sentimentale, hanno l’opportunità di capire chi siamo, è importante tenere sotto controllo l’impressione che diamo in rete. Del resto non è sempre un fatto negativo: una buona immagine online può essere un volano per (alcune) carriere scolastiche e professionali. Del resto ormai è anche facile controllare la propria influenza in rete, con servizi e software tipo Klout, che hanno rappresentato la fortuna e la disgrazia di molti manager americani, promossi o licenziati a seconda del loro punteggio.

Un nuovo supertestimone nel caso Ragusa, incastrerebbe Logli.

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Ci sarebbe un nuovo supertestimone nel caso Ragusa. A rivelarlo è un servizio del TgCom che parla di un uomo rintracciato dalla trasmissione Quarto Grado, in onda questa sera su Rete 4. Il testimone nella sua dichiarazione dice di aver visto Roberta Ragusa salire nell’auto del marito Antonio Logli, intorno all’1 di notte, la stessa sera della scomparsa della donna. Il supertestimone sembrerebbe, ma è un dato ancora da appurare, che era a bordo della sua bici e di aver notato la coppia. Un racconto che, dopo quello di Loris Gozi che disse di avere visto Logli fuori dalla sua casa più o meno alla stessa ora, smentirebbe la versione dei fatti del marito che ha sempre raccontato di essere andato a dormire prima di mezzanotte lasciando la moglie in cucina mentre compilava la lista della spesa e di non averla più vista fino al mattino dopo quando si è accorto che non si era coricata ed era sparita nel nulla.

Quanto è attendibile il nuovo testimone?

«Sappiamo chi è ma non è ancora stato preso a verbale – ha detto all’ANSA il procuratore Ugo Adinolfi – e lo ascolteremo presto, certo è che si è presentato soltanto ora dopo venti mesi e qualche perplessità ce l’abbiamo». L’uomo nell’intervista a Quarto Grado ha affermato di avere visto Roberta Ragusa attraversare la strada in pigiama mentre lui la percorreva in bicicletta: «Faceva un freddo cane e ho notato quella donna in pigiama, poco prima dell’una di notte. L’ha vista anche il conducente di un’altra auto che sopraggiungeva in quel momento e alla guida della quale c’era una persona che conosco». Insomma, i nuovi testi potrebbero essere due. «Verificheremo il racconto – ha precisato Adinolfi – ma è presto per dire se davvero si tratta di una svolta alle indagini o se invece è qualcuno che cerca pubblicità».

Logli accusa i giornalisti e i media.

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Antonio Logli, risponde ai media e ai giornalisti che non hanno “ritegno” per un uomo che è già stato provato dalla scomparsa della moglie e che vive nel terrore che possa succedere qualcosa anche ai suoi figli. Dai microfoni di Linea Gialla, Logli, unico indagato per l’omicidio della donna scomparsa dalla sua abitazione di Gello di San Giuliano Terme (Pisa) le notte tra il 13 e il 14 gennaio 2012, ha affermato:

“Io voglio che mia moglie venga trovata ma ancora non si sa dove sia”. Logli lancia una frecciatina anche a tutte le signore che in questi mesi si sono dette amiche di Roberta: “Mia moglie aveva solo un’amica, adesso di lei tutti sanno tutto”. Logli si dice sconvolto per quello che è successo in particolare per come i media e i giornalisti hanno affrontato la vicenda. Non solo vive il dramma della scomparsa di sua moglie ma è costretto a vivere nell’incubo che ai suoi figli possa capitare qualcosa. Racconta infatti dell’insistenza dei giornalisti nel volere ascoltare i bambini tanto che davanti la scuola c’è sempre qualcuno. Racconta anche di come una maestra per mettere “in salvo” la sua bambina, l’abbia dovuta nascondere in bagno. Logli si dice deluso per l’atteggiamento della procura, dei carabinieri, dei magistrati e del sindaco. Nessuno ha fatto nulla per tutelare la sua privacy e quella della sua famiglia. In particolare c’è stato più interesse alla sua storia con Sara che alla ricerche per Roberta.

La golf bruciata intorno al caso Ragusa

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Si sta cercando di ovunque il corpo di Roberta Ragusa, ma nel frattempo, tra indagini e analisi di laboratorio, si lavora anche a ricostruire il profilo psicologico di Antonio Logli, marito di Roberta Ragusa, unico indagato per l’omicidio della donna scomparsa. Mentre è in atto questa frenetica attività nella redazione di Chi l’ha Visto arriva anche una lettera “di una donna angosciata” che decrive che Antonio Logli è un uomo “manesco e vendicativo” e poi si aggiunge “Sono in grado di fornire dei dettagli che forse possono essere di aiuto alle indagini perché la scomparsa di Roberta è per me un tarlo”.

La donna misteriosa aggiunge che “quando era alla guida non tollerava di essere sorpassato da nessuno” e che se ciò accadeva era solito inseguire la persona che aveva osato un tale affronto, “era abilissimo nell’aprire serrature e maneggiava con destrezza gli strumenti per farlo”.

Nella puntata del 25 settembre, la redazione di Chi l’ha visto ha anche indagato sul caso di una macchina bruciata, una Golf che apparteneva a un conoscente di Antonio Logli. Il veicolo fu trovato bruciato all’interno di un garage e se in un primo tempo si ritenne che l’incendio poteva essere doloso, poi con il tempo la colpa fu attribuita a un guasto meccanico. L’episodio accaduto circa 30 anni fa è tornato alla ribalta quando si è appreso che quell’uomo, in quel periodo, era nel mirino di Logli che lo accusava di avergli fatto un torto.  Quella macchina nuova che andò a fuoco è riconducibile in qualche modo ad Antonio Logli? Per il momento sono solo ipotesi prive di fondamento, ma i dubbi ora aleggiano.

Caso Ragusa. Gozi: “Sara Calzolaio ha avuto atteggiamenti intimidatori”

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Loris Gozi, a Quarto Grado, ha fatto sapere che Sara Calzolaio avrebbe compiuto nei suoi confronti atti intimidatori. In particolare Gozi ha riferito che l’amante di Antonio Logli  avrebbe invaso la sua corsia stradale, mentre lui transitava con un motorino. La donna, a bordo della sua automobile, avrebbe insultato Loris Gozi e lo avrebbe costretto ad una manovra per evitare la vettura. Gozi dice di aver paura non tanto per sé quanto per la sua famiglia:

«La mia coscienza mi ha fatto dire tutta la verità. Pochi giorni fa, Sara Calzolaio mi viene incontro con l’auto, si scaglia parolacce. Ero in motorino. Ora ho paura», Gozi, ha affermato di assumersi la  responsabilità totale di ciò che stava dichiarando. Il testimone ha aggiunto che non ha sporto denuncia poichè la situazione potrebbe andare ad aggravarsi ulteriormente.

5.44 miliardi di euro: e la Microsoft compra Nokia

nokia-microsoft-tuttacronaca5.44 miliardi di euro: a tanto ammonta la cifra con cui Microsoft acquisterà la divisione di Nokia che produce telefoni cellulari. L’acquisizione include i suoi brevetti e una licenza per l’uso delle sue mappe per quattro anni. Stephen Elop, attuale amministratore delegato di Nokia, rientra quindi in Microsoft, dove aveva già lavorato mentre verrà scelto un nuovo CEO per la società finlandese. Nonostante s’ipotizzasse da tempo che Microsoft potesse mirare a Nokia al fine di rafforzare la propria presenza nel settore degli smartphone, le recenti dimissioni di Ballmer, attuale CEO, entro un anno, aveva fatto immaginare il rinvio di una simile decisione. Nokia, che fino a qualche anno fa rappresentava il più importante produttore di cellulari a livello mondiale, era in ritardo sulla produzione di telefoni di nuova generazione, motivo per il quale si è vista sorpassare da iPhone e dagli smartphone che utilizzano Android, il sistema operativo di Google. Era il 2011 quando Elop, ex dirigente Microsoft diventato CEO di Nokia, decise di adottare il sistema operativo Windows Phone, ma il gap non è ancora stato colmato. Per la conclusione dell’accordo bisognerà attendere il primo trimestre dell’anno prossimo e sarà soggetto ad approvazione da parte degli azionisti di Nokia. Anche le autorità antitrust saranno coinvolte visto che dovranno anche verificare la legittimità dell’accordo e dare il loro consenso. In breve tempo, circa 32mila impiegati Nokia diventeranno dipendenti Microsoft, oltre 18mila di questi sono coinvolti direttamente nella produzione dei cellulari. Nokia si trasformerà quindi in una società più piccola, forte delle sue altre divisioni, e si occuperà di reti e infrastrutture, dello sviluppo del servizio di mappe HERE e di nuove tecnologie, quindi della produzione di nuovi brevetti. Ballmer ha parlato dell’acquisizione come di un “passo importante nel futuro” e di una vittoria per tutti, dagli impiegati agli azionisti passando per quelli che comprano smartphone: “Portando questi due grandi gruppi di lavoro insieme, potremo incrementare i profitti di Microsoft nel settore del telefono, e rafforzare le opportunità per Microsoft”.

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Io lo penso, tu lo fai: l’esperimento che “connette” due cervelli!

brain-to-brain-tuttacronacaE’ un esperimento senza precedenti quello realizzato da Andrea Stocco, italiano classe 76, ora alla Washington University con il suo collega Rajesh Rao: ha collegato due cervelli umani tramite pc, dopo di che una delle due persone, con il pensiero, è riuscita a comandata il movimento delle dita dell’altra. Come Stocco ha spiegato all’Ansa: “È la prima volta che due cervelli umani sono collegati direttamente tramite un’interfaccia – spiega all’Ansa – e in modo non invasivo, senza sostanziale rischio”. Ma come funziona l’esperimento? Due soggetti si trovano in due stanze di due diversi edifici. Il primo osserva un videogioco in cui si devono distruggere astronavi pirata premendo il tasto ‘spazio’ con la mano destra. Però manca la tastiera, quindi il soggetto può solo immaginare di giocare: quando pensa di muovere la mano per premere il tasto le sue onde cerebrali vengono registrate da un apparecchio per l’elettroencefalogramma (EEG) e decodificate da un pc. A questo punto, il computer invia un messaggio a un secondo pc che controlla una macchina per la stimolazione magnetica trascranica (TMS) posizionata sulla testa del secondo soggetto. La TMS è un apparecchio che stimola il cervello in modo indolore. In questo caso la Tms va a stimolare l’area neurale che controlla la mano destra. Quando la stimolazione arriva, la mano del secondo soggetto si alza e preme il tasto ‘spazio’ sulla tastiera. Spiega Stocco: “La comunicazione dal primo al secondo soggetto è praticamente istantanea e il primo può usare il cervello del secondo per controllare la tastiera. In questo esperimento pilota io ero attaccato alla TMS, mentre il mio collega Rajesh Rao era attaccato all’EEG. Quindi, Rajesh pensava di muovere il dito per premere il tasto e controllava la mia mano”. E sottolinea: “L’esperimento dimostra che la trasmissione di informazioni da un cervello a un altro è tecnicamente possibile”. Questo esperimento permette di aprire una nuova frontiera. A livello teorico, infatti, potrebbe essere possibile per una persona ‘controllare’ il corpo di un’altra in situazioni dove questa non sa cosa fare, come, ad esempio, un chirurgo potrebbe mandare impulsi al cervello di una persona presente sulla scena di un incidente riuscendo così a operare a distanza. Oltre a questo, se si conoscesse come le informazioni vengono rappresentate nella corteccia cerebrale, sarebbe possibile trasmettere conoscenza tra due cervelli senza la necessità di usare il linguaggio. Conclude Stocco: “Ora cercheremo di trasmettere informazioni più complesse, di natura non motoria ma percettiva e sensoriale”.

Caso Ragusa: il giorno della testimonianza di Sara Calzolaio, l’amante di Logli

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E’ arrivata in procura stamattina alle 8.30, da sola e con un cappuccio in testa e un ombrello per coprirsi il volto e non essere così presa d’assalto da cameraman, giornalisti e fotografi, Sara Calzolaio. L’amante di Antonio Logli, marito di Roberta Ragusa e unico indagato per omicidio volontario e occultamento di cadavere per la scomparsa della moglie avvenuta la notte tra il 13 e il 14 gennaio 2012 sarà ascoltata come testimone dal pm Aldo Mantovani e il suo è uno degli interrogatori più attesi perché dovrà rispondere sia sui rapporti familiari precedenti ai fatti sia su quelli successivi alla scomparsa di Roberta Ragusa. La donna, infatti, non solo continua ad avere una relazione sentimentale con Logli ma anche a frequentare la casa di famiglia e i figli della coppia. Il pm ha già ascoltato per quattro ore, lo scorso lunedì, il fratello e la cognata del marito di Roberta e, al centro dell’interrogatorio, c’è stata la figura dell’amante e della sua relazione con l’indagato. “Secondo le ipotesi degli inquirenti la scoperta del tradimento del marito e della giovane donna che lei stessa aveva assunto potrebbero essere all’origine della lite di quella notte.”

L’Iva… quali sono i beni più colpiti?

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Vino · Birra · Abbigliamento · Calzature · Riparazioni di abbigliamento e calzature · Elettrodomestici · Mobili · Articoli di arredamento · Biancheria per la casa · Servizi domestici · Riparazioni di mobili, elettrodomestici e biancheria · Detersivi · Pentole, posate ed altre stoviglie · Tovaglioli e piatti di carta, contenitori di alluminio · Lavanderia e tintoria · Acquisto di auto · Pezzi di ricambio, olio e lubrificanti · Carburanti per veicoli · Manutenzione e riparazioni · Giochi e giocattoli · Radio, televisore, hi-fi e videoregistratore · Computer, macchine da scrivere e calcolatrici · Cancelleria · Piante e fiori · Riparazioni radio, televisore, computer , ecc. · Prodotti per la cura personale · Barbiere, parrucchiere, istituti di bellezza · Argenteria, gioielleria, bigiotteria e orologi · Borse, valige ed altri effetti personali · Onorari liberi professionisti.

Chi si colpirà? Le famiglie più numerose e quelle più povere. Ci sono beni a cui non si può rinunciare come i prodotti per l’igiene personale o le riparazioni. Per chi ha figli in età scolare la cancelleria sarà colpita duramente dall’Iva, così come i giochi per i bambini (a cui non sarà facile spiegare perché prima potevano avere un determinato giocattolo e ora a causa della mannaia dello stato devono rinunciare).

Ma se i consumatori avranno la loro gogna quotidiana, non andrà meglio ai commercianti. Soprattutto a quelli dell’abbigliamento e del tessile, ma anche ai negozi di calzature, di elettrodomestici e di articoli per la casa. Settori già ampiamente in crisi che rischiano il collasso… Uccidere lo Stato o i cittadini? Questo è il nuovo dilemma?

Caso Ragusa: si continua a cercare Roberta. Ma l’amnesia era reale?

ragusa-logli

Alla trasmissione Quarto Grado il nuovo supertestimone del caso Ragusa racconta di aver visto due uomini portare un sacco nero in mezzo alla pineta, a circa 20 km da casa di Roberta. Il 26enne, tunisino, inizialmente aveva pensato si potesse trattare di una macchinetta del videopoker, che da poco era stato portato via in quel periodo da un locale. Il ragazzo stava tornando a casa con un amico dopo essere stato in discoteca quando ha visto queste due persone, una delle quali corrisponde alla descrizione di Logli. L’uomo, agli arresti domiciliari, non ha nessun motivo per esporsi e la sua testimonianza è al vaglio degli inquirenti, mentre lui confessa di non riuscire più a dormire pensando il fatto. Nel frattempo sono iniziate le ricerche nella zona da lui indicata.

Logli, fin dal primo giorno dopo la scomparsa, ha raccontato, anche al momento della denuncia della sparizione, di un problema di amnesia della moglie a seguito di un incidente domestico. Ma il medico dell’autoscuola, che l’aveva vista la sera prima, la ricorda lucida come sempre. Le ricerche di una persona affetta da perdita di memoria hanno sottratto tempo alle indagini, nel caso non fosse reale il fatto. Del resto contro Logli, tutt’ora, non risultano prove a carico. Certo che Roberta prima di sparire aveva scritto la lista della spesa, segno di una lucidità recuperata.

Il tunisino nel caso Roberta Ragusa

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E’ tunisino il nuovo testimone che entra nel caso Ragusa. Fin’ora non aveva mai parlato perché non vede la tv e non conosceva la storia.,Ma da qualche mese è costretto in casa agli arresti domiciliari e così ha visto una puntata di Chi l’ha visto e ha deciso di raccontare la sua verità. Si è ricordato di quella notte di gennaio dello scorso anno in cui rientrando con un suo amico da una discoteca ha visto due uomini nella pineta in  Bufalini-Migliarino, non molto lontano dall’abitazione della donna, che stavano bruciando un sacco di oltre un metro. Il testimone dice che non ha visto bene gli uomini anche perché era notte, ricorda solo che uno dei due era  alto e magro, con il volto lungo, un identikit che potrebbe ricordare la fisionomia di Antonio Logli. Interrogato l’amico si è avuto un riscontro immediato del racconto.

 

Ragusa una nuova verità?

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Il caso di Roberta Ragusa è forse giunto a una nuova verità dopo che la polizia ha ispezionato la C3 azzurra appartenuta alla donna. Vettura che è stata vista dal testimone Gozi allontanarsi a bordo con il marito della vittima e una donna, probabilmente proprio Roberta, la tragica notte della scomparsa. Ora l’accusa è di omicidio preterintenzionale per il marito. Probabilmente quella notte Roberta sbatte così forte la testa (forse a causa di una colluttazione con  il marito) che ne provocò poi il decesso. Un incidente durante una lite? Può essere che il colpo sentito da Gozi non fosse quello della portiera ma bensì il colpo della testa della Ragusa che sbatteva contro il parabrezza o all’interno della vettura?

La donna quindi sarebbe deceduta in seguito a quel colpo e il corpo sarebbe stato poi occultato in un luogo sicuro o come si è supposto addirittura cremato nel cimitero della zona. Solo ipotesi al momento, ma che aprono la pista a una nuova indagine che tuttavia rischia ancora di essere archiviata se il corpo della donna non viene rinvenuto. Intanto continuano le ricerche tra Migliarino e Torre del Lago, ma anche sul Monte Serra. Nei prossimi giorni verranno nuovamente ascoltati i figli minorenni della vittima, il padre , l’amante di quest’ultmo, i geologi e un collaboratore della scuola guida . Si parla anche, secondo alcune indiscrezioni, di un nuovo testimone che avrebbe visto Logli con un enorme sacco nero in spalla. Il nuovo supertestimone sarebbe ritenuto credibile in quanto, oltre alla testimonianza, ha presentato un’autoaccusa. Non ha chiesto facilitazioni in cambio del suo racconto: l’uomo, in quelle ore, avrebbe visto Logli, in compagnia di un’altra persona, intento a trasportare il sacco in una zona appartata che lui frequentava in quanto spacciatore. Sembra che la continua presentazione mediatica del caso lo abbia portato a rivangare nella memoria fino a ricordare quel dettaglio. Lo stesso Gozi aveva parlato di una persona che accompagnava il presunto colpevole la mattina dopo la scomparsa di Roberta.

Caso Ragusa analizzata l’auto della moglie di Logli

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Erano circa le 20.30 quando è finita l’ispezione dei Ris a casa Logli. In particolare la scientifica si è concentrata sulla Citroen C3 azzurra appartenuta a Roberta Ragusa. I Ris stavano esaminando qualcosa all’interno dell’abitacolo. L’auto è quella che è stata vista da Loris Gozi, il testimone-chiave dell’inchiesta, quando ha raccontato  di aver riconosciuto Antonio Logli, indagato per omicidio volontario e occultamento di cadavere ben oltre l’orario in cui invece il marito della donna aveva riferito agli inquirenti di essere andato a dormire. E’ quell’auto la protagonista accanto a cui litigavano Logli e sua moglie secondo Loris. Inoltre il supertestimone ha asserito, anche in incidente probatorio, di aver riconosciuto Logli, ma non la donna, mentre sbatteva con forza lo sportello dell’auto prima di allontanarsi proprio a  bordo di quell’autovettura.

La mamma di Logli sentita in procura… è ancora giallo sul caso Ragusa

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Un interrogatorio di più di un’ora per la madre di Logli, Giancarla Tabucchi, sentita in pprocura come persona informata dei fatti. Nessuna indiscrezione è trapelata sul colloquio che la donna ha avuto con il pm Aldo Mantovani. Quando è uscita dalla procura la mamma di Logli, accompagnata dall’avvocato Roberto Cavani, difensore dell’indagato, non ha risposto alle domande dei giornalisti.

 

Caso Ragusa… Logli non era solo?

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In un’intervista della tv pisana 50 Canale, il supertestimone Loris Gozi rivela: “Quando Logli venne a bussare alla mia porta era insieme a un altro: a questa persona dico di presentarsi agli inquirenti prima che loro arrivino a lui”. Il testimone si riferiva alla visita che il marito della donna scomparsa, indagato per omicidio e occultamento di cadavere, gli fece il giorno dopo la sparizione dell’imprenditrice.

 Nuovi misteri sul caso di Roberta Ragusa!

Ascoltato il supertest del caso Ragusa… Logli esce dal retro

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Il supertestimone del caso Ragusa, Loris Gozi, all’uscita dal tribunale ha dichiarato che  «L’udienza? È andato tutto bene». Poi si è allontanato in fretta, in compagnia di sua moglie,  Natascia Marini, e del suo avvocato, per non ricevere altre domande dai giornalisti.  Anche il il procuratore capo Ugo Adinolfi, dopo circa un’ora e mezza di udienza, si è dichiarato soddisfatto dell’interrogatorio. E’ uscito invece dal retro del Tribunale, Antonio Logli, unico indagato per omicidio volontario e occultamento di cadavere. Ci sarà una svolta nei prossimi giorni?

Uno sguardo a… La Bagna Cauda

La ricetta puoi trovarla QUI!

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Adriano Olivetti… La storia siamo noi.

Adriano Olivetti… Documentario Rai.

Adriano Olivetti… In me non c’è che futuro di Michele Fasano

Gente di Ivrea… Adriano Olivetti

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Uno sguardo a Ivrea e… al passato!

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Uno sguardo a Ivrea… e alla storia.

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Uno sguardo a… IVREA, Piemonte.

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Loris Gozi: il perno centrale del caso Ragusa

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Martedì Logli dovrà ripetere il suo racconto nel corso dell’incidente probatorio. Le informazioni che ha dato agli inquirenti riguardano gli avvistamenti fatti la notte di Roberta Ragusa. La prima volta, verso mezzanotte e mezza, ha visto Logli, marito di Roberta, da solo in un’auto parcheggiata lungo la strada mentre, più tardi, ha assistito ad un litigio tra una coppia, anche se, vista la lontananza, non è in grado di affermare si trattasse del principale indagato con la moglie. Gozi ha testimoniato solo 7 mesi dopo l’accaduto e, pur essendo attendibile come teste, non è obbligatorio che il suo racconto venga definito credibile.

Caso Ragusa: martedì l’incidente probatorio con Gozi

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A seguito della richiesta del pm Aldo Mantovani di far acquisire le dichiarazioni del giostraio Loris Gozi, il supertestimone che vide Logli per strada e poi udì una coppia litigare per strada la stessa notte in cui scomparve Roberta Ragusa, la procura di Pisa ha richiesto l’incidente probatorio, che si svolgerà martedì alle 10 di mattina. Gozi ha testimoniato di aver assistito alla lite intorno all’una di notte, orario in cui è scomparsa Roberta e che intacca l’alibi di Logli che ha sempre riferito di essere andato a dormire prima di mezzanotte. La scelta dell’incidente probatorio potrebbe essere frutto di una strategia processuale ben delineata e che prelude al successivo interrogatorio di Logli, che non è più stato sentito dagli investigatori da quando è stata formulata l’ipotesi accusatoria nei suoi confronti. Però sarà un banco di prova anche per Gozi, che dovrà confermare la solidità delle sue dichiarazioni agli inquirenti anche sotto la pressione delle domande della difesa di Logli e dei legali delle parti civili.

Roberta Ragusa è stata cremata?

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Secondo quanto sostiene la criminologa  Immacolata Giuliani, fondatrice dell’associazione “Per Roberta”, il corpo della Ragusa, scomparsa dalla sua casa nel gennaio 2012 potrebbe essere stato cremato dal marito Antonio Logli, dopo averla uccisa.  A sostenere le ipotesi della Giuliani ci sarebbero numerosi indizi  Antonio Logli ha ammesso pubblicamente di essere andato al cimitero di Orzignano il giorno dopo la scomparsa di Roberta Ragusa, dicendo che stava cercando la moglie e che pensava potesse essere al cimitero a piangere sulla tomba della madre; in quell’occasione Antonio Logli lasciò la macchina nei pressi del cimitero di Orzignano e tornò a casa con un amico, proprio il giorno in cui gli inquirenti con i cani cercavano le tracce ematiche di Roberta.

 Inoltre secondo la criminologa, per Logli non è difficile aver accesso al cimitero di Orzignano poiché è dipendente di una cooperativa che fa anche sevizi cimiteriali.

La teoria della cremazione del corpo di Roberta Ragusa è al vaglio degli inquirenti, che ritengono a ragione assolutamente necessario risalire ai resti del corpo della donna, per poter formalizzare un’accusa fondata verso Antonio Logli.

Caso Ragusa: tra testimonianze e la telefonata ricevuta da Sara

roberta ragusa - tuttacronaca

Gli inquirenti sono convinti di riuscire arrivare ad una verità sul caso Ragusa e determinati a raggiungerla. Nel frattempo prende corpo l’ipotesi che, oltre a Gozi, ci potrebbe essere un’altra persona che ha visto qualcosa, come il supertestimone aveva affermato, tra le righe, la settimana scorsa durante la trasmissione Quarto Grado: “Chi sa, che si faccia avanti”. Tra i possibili testimoni ci potrebbero essere gli abitanti di una casa accanto al luogo in cui Loris aveva visto, la fatidica notte, prima Logli e poi una coppia che litigava. L’abitazione sorge però vicino alla ferrovia ed i vetri spessi alle finestre potrebbero aver impedito di sentire qualcosa avvenuto all’esterno. Un altro elemento che chi conduce le indagini sta prendendo in considerazione è il fatto che, il giorno successivo alla scomparsa, il marito di Roberta si è recato a casa del testimone cercando di scoprire se l’uomo avesse in mano qualche informazione ma sembra non abbia interpellato nessun altro, nonostante a Gozi avesse manifestato la sua preoccupazione per la scomparsa della donna. Si continua quindi ad auspicare che qualcun altro possa fornire nuovi dati, speranza che anche i magistrati nutrono in attesa di sentire, prossimamente, Sara, l’amante di Logli. La donna ha infatti ricevuto una telefonata, della quale dovrà rispondere, della durata di pochi secondi prima della scomparsa di Roberta. Di fronte ad una tale prova, non può continuare ad affermare di non sapere nulla se non vuole rischiare un’accusa di favoreggiamento. Nel frattempo gli inquirenti hanno anche fatto richiesta di acquisizione delle immagini dei satelliti scattate quella notte. Ancora una volta, si cerca la verità, augurandosi che possa venire a galla al più presto donando la meritata pace alla vittima.

Nel frattempo è arrivata una nuova notizia: Logli ha chiesto al tribunale di Pisa di essere il curatore speciale dei due figli visto che la moglie è scomparsa. Il ruolo è andato però ad una persona terza, estranea alla famiglia, un legale. Una decisione che fa sorgere diversi interrogativi per la decisione di escludere dalla nomina i parenti dei bambini.

Gozi, il supertestimone del caso Ragusa, si è sentito minacciato

Loris Gozi-ragusa - tuttacronaca

Dopo l’apparizione a volto scoperto alla trasmissione Quarto Grado, Loris Gozi è tornato a parlare a Chi l’ha visto, dove era già intervenuto senza mostrarsi. L’uomo ha raccontato di essersi sentito minacciato da quando ha dato pubblicamente la sua testimonianza circa i fatti avvenuti la notte del 14 gennaio 2012, la stessa in cui è scomparsa Roberta Ragusa. Come avevamo già riportato (Il racconto del supertestimone del caso Ragusa), Gozi, in quell’occasione, ha visto una prima volta Logli a bordo della sua auto e, in seguito, ha assistito al litigio di una coppia. Il giorno successivo ha poi ricevuto una visita del marito di Roberta che, mostrando una foto della donna, chiedeva informazioni affermando che fosse scomparsa in seguito ad una caduta che le aveva causato la perdita di memoria.

Roberta Ragusa. L’appello del supertestimone: chi sa, parli!

roberta ragusa - tuttacronaca

Loris Gozi termina la sua prima apparizione in tv con un appello: “Chi sa, parli”. Secondo l’uomo, infatti, stando alle voci che circolano in paese, c’è qualcun altro che ha visto qualcosa quella notte. “Siamo alla fine ormai, che parli”. Questo è l’appello rivolto ai concittadini che già da tempo puntano il dito contro Antonio Logli, come dimostra anche il netto calo di affari dell’autoscuola dell’uomo. Anche l’amante Sara Calzolaio, seppur non indagata, è vista come “colpevole” per essersi introdotta nella coppia dopo che la stessa Roberta l’aveva fatta entrare in casa prima come baby sitter e poi come segretaria all’autoscuola. La coppia ormai vive in semi clandestinità con un rapporto sempre più stretto, tanto che ormai non si parla più “dell’amante di Logli” quanto dell’amata.

Il racconto del super testimone del caso Ragusa!

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Il supertestimone del caso Ragusa, Loris Gozi, questa sera è intervenuto a Quarto Grado, per raccontare le vicende intercorse nella notte in cui si son perse le tracce di Roberta. Dopo essere andato a prendere la moglie al lavoro, tornando a casa in auto, ha notato una station wagon ferma lungo la strada, a bordo della quale ha riconosciuto Antonio Logli prima che lo stesso si coprisse il volto con la mano. Poco dopo, uscendo di casa per portar fuori il cane, ad una settantina di metri, ha visto una piccola auto e, poco distante, una coppia che litigava. Non è riuscito a cogliere le parole, ma ha sentito il rumore di una botta. Rientrati entrambi in auto, la donna avrebbe tentato di scendere, impedita dall’uomo. Il giorno seguente Logli si sarebbe quindi presentato a casa sua con una vecchia foto della moglie, affermando che la donna aveva battuto la testa a seguito di una caduta dalle scale perdendo la memoria e chiedendo di poter visitare i terreni adiacenti la casa per assicurarsi che non si fosse persa negli stessi. Il supertestimone ci tiene però a precisare che, pur essendo certo di quello che ha visto, nel caso del secondo avvistamento era troppo distante per riconoscere le persone coinvolte. Gli avvistamenti sono avvenuti dopo la mezzanotte e mezza, orario in cui Logli affermava di essere in casa.

Secondo i magistrati il racconto dell’uomo è attendibile.

Antonio Logli è in “malattia”

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Il marito di Roberta Ragusa è ‘in malattia’,  ha infatti presentato un certificato medico e per tutta questa settimana non andrà a lavorare a Geste, la società dei servizi del Comune di San Giuliano Terme. secondo Studio Aperto, Antonio Logli, sarebbe rimasto vittima di un incidente stradale. L’investimento che sarebbe stato provocato da un fotografo che lo stava seguendo, avrebbe avuto come conseguenza alcune contusioni alle gambe. Ma sembra che ci sia un’altra versione dei fatti.

« E’ accaduto sabato scorso, a metà pomeriggio — racconta il reporter di un’agenzia fotografica — ero in via Consani, quartiere i Passi, dove stavo eseguendo un servizio fotografico richiestomi dall’agenzia, quando allontanandomi in macchina ho sentito un forte stridere di pneumatici (come una improvvisa frenata) e mi sono reso immediatamente conto di essere stato raggiunto dall’auto di Antonio Logli che, all’imbocco del Brennero, mi ha superato e poi mi ha tagliato bruscamente la strada costringendomi a una manovra improvvisa e alquanto forzata. Dall’auto è sceso il Logli visibilmente eccitato e con le pupille fuori dalle orbite il quale con il cellulare in mano ha iniziato a fotografarmi il viso insultando me e la mia famiglia con parole molto forti. Poi è risalito sulla vettura allontanandosi bruscamente».

Questo accade a pochi giorni di distanza da quando i  fotografi hanno documentato Logli che stava buttando biglietti, quaderni, appunti e capi di vestiario gettati in un cassonetto, appartenuti a Roberta Ragusa.

I fotografi, insospettiti dal fatto che l’uomo andasse a gettare la spazzatura a 10 chilometri da casa, hanno avvertito le forze dell’ordine.

E’ probabile quindi che Logli era alterato per quelle foto che hanno ulteriormente aggravato al sua posizione.

Google olezzo: quando il pesce d’aprile… prende per il naso!

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Nessuno sa resistere alla tentazione di un “pesce” il primo d’aprile, men che meno Google, che quest’anno è riuscita a superarsi ed ha proposto la sua nuova funzione: Google Olezzo, creando anche una pagina apposita (Google Olezzo Beta) per gli internauti curiosi e che desiderano rievocare i profumi dell’infanzia tramite lo schermo di un computer o dello smartphone. Non solo, anche nella barra degli strumenti ora appare anche la possibilità di ricercare tramite Olezzo Beta: ma cosa dovrebbe essere? Una nuova tecnologia, maturata dopo decenni di studi, una nuova applicazione in grado di riconoscere gli odori e di emettere le fragranze che si desiderano per “offrire l’esperienza olfattiva più intensa che sia oggi disponibile” grazie ai veicoli di “Street Sense” che hanno inalato ed indicizzato milioni di km quadrati di atmosfera.

Ma nell’era 2.0 ad un pesce s’aprile non poteva mancare un video e Google non si è fatto mancare un’adeguata presentazione!

Buon primo d’aprile a tutti!

La colluttazione e l’orologio di Roberta… nuovi particolari!

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La prima indiscrezione sarebbe che l’orologio ritrovato, anche se non ci sono da parte degli inquirenti conferme sul ritrovamento, possa essersi sfilato dal braccio di Roberta durante una colluttazione.  Chi l’ha visto ha mostrato in tarsmissione due foto una è di un orologio elegante che la donna usava nelle occasioni importanti e l’altro quello che metteva quotidianamente. E’ probabile che la sera della scomparsa utilizzasse proprio il secondo.

C’è poi un testimone che racconta un’altra indiscrezione: la mattina dopo aver visto e sentito ha ricevuto la visita di Antonio Logli che voleva sapere se avevano sentito o visto qualcosa. Logli ha raccontato dell’amnesia della moglie: “Era pallido e voleva sapere. Noi abbiamo detto di non aver visto niente e non si è più presentato”. Questo episodio è avvenuto ancora prima della formalizzazione della denuncia in caserma. Di Roberta Ragusa ancora non si sa niente, le indagini continuano e ci si chiede il perché dell’urgenza di gettare tutto quel materiale, anche se gli agenti non ne confermano l’utilità relativa all’avanzamento delle ricerche.

Il procuratore capo  di Pisa Ugo Adinolfi spiega: “Abbiamo continuato a cercare in quella direzione” e ritiene plausibile che il corpo possa essere stato trasportato nella Tenuta di San Rossore e invita eventuali testimoni a parlare per arrivare “a una convalida”. Le testimonianza raccolte da Chi l’ha visto sono importanti: due persone sono passate alle 2 del mattino il 14 gennaio del 2012 che avrebbero visto “un uomo sbucare da un campo”, un conoscente al telefono racconta l’evento: “È passata questa persona di notte che veniva fuori dal campo” e spiega che il testimone “passa ogni notte lì”. Il testimone chiave ha visto Antonio Logli fermo a mezzanotte e mezzo nella sua auto ferma e poi ha visto una coppia litigare in un auto simile a quella di Roberta ma il super testimone non è così convinto di quello che ha visto per “via della nebbia”, ha sentito in modo distinto “urlare” ma non ha capito bene le parole e non sa dire se la voce fosse di Roberta. È proprio il marito, Antonio Logli, a confermare le parole del testimone che dopo la notizia del testimone e della perquisizione del 20 febbraio si reca sul luogo indicato dal testimone, pur non sapendo quale fosse perché non è stato rivelato: come ha fatto Logli a conoscere il luogo esatto dell’avvistamento? Le parole del testimone sono state confermate dalla moglie e dalla posizione del telefono che lo localizza proprio sul posto dichiarato e il capo della Procura di Pisa ha confermato l’importanza del super testimone nelle indagini: “Non ha assistito a un fatto di sangue ma ha assistito ad altre circostanze”. Adesso il testimone non si sente sicuro, qualcuno tenta di screditarlo dicendo che è stato pagato e precisa che è falso.

Nuovo scoop sul caso Ragusa! Uomo spuntò dal bosco.

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Chi l’ha visto lancia la caccia all’uomo che la notte del 14 gennaio 2012, giorno della scomparsa di Roberta Ragusa, è spuntato all’improvviso da un bosco sulla strada per San Giuliano, rischiando di essere investito da un auto. A raccontarlo alla redazione del programma è proprio il conducente dell’auto che dice di essersi spaventato molto visto l’orario improbabile per una passeggiata in pieno inverno, le due di notte. Federica Sciarelli ha chiesto a quell’uomo di farsi vivo, per smentire il sospetto che si possa trattare di Antonio Logli, marito della Ragusa e principale indiziato della sua sparizione, impegnato a sbarazzarsi del corpo.

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