Conta dei voti e… Bersani + Monti sono deboli!

ELEZIONI: BERSANI, PRENDO UN IMPEGNO A VINCERE

L’unica vittoria sembra essere quella di Grillo. Un governo che prima di essere legittimato già, in base ai sondaggi che non vengono resi pubblici a differenza delle quotazioni dei bookmakers inglesi, sa di essere deboli. Berlusconi ha recuperato, forse non superato come afferma il Cavaliere, ma sicuramente c’è stato un gran numero di indecisi convinti dal programma del Pdl a base di riduzione di tasse, di condono tombale e di altri atti criminali. Dall’altra parte è venuta fuori la debolezza dell’uomo, del Bersani che si sgretola e cerca appoggio tra un delegittimato Renzi (che sicuramente il partito ha distrutto e posto in un angolo, salvo poi richiamare quando servivano voti) e un Prodi che è la maschera del passato. Monti perde inesorabilmente voti ogni giorno che passa, ogni volta che appare in tv con l’aria da professorino diligente e affarista rampante.

Il popolo andrà domenica alle urne ma i giochi son fatti e Bersani non scherza più!

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Tunisia nessun governo tecnico… fallito ogni tentativo!

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Il tentativo del primo ministro tunisino Hamadi Jebali di sciogliere il suo governo per vararne uno fatto di tecnici è fallito. Lo ha ammesso stasera lo stesso premier, non escludendo comunque di potere trovare soluzioni politiche diverse per affrontare la crisi.

Anche gli sponsor ora abbandonano Oscar!

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Ora che sembra delinearsi l’omicidio a carico di Pistorius per motivi passionali, ora che sono stati rinvenuti steroidi ed alcool nella sua abitazione, ora che si parla di una mazza insanguinata e di un sms arrivato al tablet di Reeva dal suo ex che ha mandato ai pazzi, la fragile mente di Oscar… anche gli sponsor, a partire dalla Nike, si volatilizzano nel nulla. Contratti stracciati e una corsa, una fuga, ad abbandonare l’eroe trasformato in mostro!

Carne di cavallo anche in Italia e Spagna!

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La Nestlè ha ritirato confezioni di ravioli e tortellini di manzo distribuite in Italia e in Spagna, dopo che i test hanno rilevato tracce di Dna di carne di cavallo pari all’1%. Lo rivela il Financial Time, citando un comunicato della multinazionale.
I prodotti ritirati dalla multinazionale svizzera sono i “Ravioli di Brasato Buitoni” e “I Tortellini di carne”. Una decisione presa dopo le analisi fatte su tutti i prodotti della filiera e lo scandalo scoppiato in Gran Bretagna sulle confezioni di lasagne nelle quali erano state trovate tracce di carne equina.

Il Financial Times, che ha diffuso la notizia, dice che la Nestlè avrebbe avvisato le autorità italiane e spagnole. Ufficialmente però la multinazionale non ha rilasciato ancora dichiarazioni.

Uno sguardo a… il coniglio con i peperoni da slow food!

La ricetta puoi trovarla QUI!coniglio con pomodorini e olive taggiasche (17)

Gente delle Langhe… Carlo Petrini, slow food!

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Le Langhe nelle pagine di… Il mestiere di vivere di Cesare Pavese

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Le Langhe nelle pagine di… La luna e i falò di Cesare Pavese

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Le Langhe nelle pagine di… La casa sulla collina di Cesare Pavese

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Uno sguardo alle Langhe… immerse nei colori!

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Uno sguardo alle Langhe… immerse nelle nebbie!

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Uno sguardo alle… LANGHE PIEMONTESI!

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Michelle ha solo la frangia!

michelle obama, frangia

“La frangetta? E’ la mia crisi di mezza età… Non posso avere una macchina sportiva, non mi lasciano fare bungee jumping. Non mi è rimasto altro che la frangia…”.Così la First Lady ironizza sul taglio che un mese fa a fatto il giro del mondo. Le supposizioni più assurde e i quotidiani con titoli in prima pagina non hanno tolto la voglia a Michelle Obama di scherzare sui suoi capelli.

Bufera sulla Lazio, travolta a Siena dal 3-0

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Destini incrociati salvezza per il Siena o Champions per la Lazio. Sin dai primi minuti di gioco arriva la “tempesta toscana” e la Lazio soffre. Dopo appena 6 minuti il Siena va in  vantaggio. Rubin crossa da sinistra: Emeghara stacca sul primo palo e di testa batte Marchetti! 1-0 per i toscani! Al 22′ arriva il 2 -0 per il Siena. Emeghara spacca la difesa laziale, scarica a sinistra per Rubin che sforna un altro ottimo cross: Rosina sul primo palo batte Marchetti di piatto.

62′ arriva il 3-0 del Siena. Pazzesca la velocità di Emeghara! Palla in area per lo svizzero che brucia Biava e Marchetti in uscita e segna con la punta! La partita si chiude senza che la Lazio sia mai entrata veramente in gioco.

Nella 26/a giornata la Lazio dovrà incontrare il Pescara, mentre il Siena si dovrà confrontare con la Juve.

LA7 A CAIRO EDITORE, trattativa in esclusiva

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Da Telecom Italia a Cairo Editore. Il cda di Telecom ha approvato una trattativa in esclusiva con Cairo per La7. Lo si legge in una nota. «Ho provveduto a far pervenire al consiglio di amministrazione di Telecom Italia una nostra seria manifestazione di interesse riguardante l’acquisto di La7». Così Diego Della Valle ufficializza il suo interesse per l’acquisto dell’emittente televisiva. Lunedì si riunisce il Cda di Telecom Italia, controllante di Ti Media.
Abbiamo richiesto al consiglio di amministrazione che ci venga concesso il tempo minimo necessario per studiare il dossier. Qualora venga accettata la nostra richiesta, abbiamo predisposto ufficialmente l’accesso alla documentazione, peraltro già accordatoci, dato mandato alla banca d’affari e allo studio legale e tributario, pronti a verificare in tempi brevi tutta la documentazione». «La mia idea – aggiunge il patron della Tod’s – è quella di riunire poi nell’azionariato un gruppo di persone che vogliano bene al nostro Paese e che abbiano voglia di sostenere uno strumento di informazione importante, garantendone la totale autonomia, e di coinvolgere nell’azionariato professionisti che lavorano attualmente a La7 ed altri ancora che avranno voglia di partecipare a questo progetto». «Per quanto mi riguarda l’iniziativa deve essere considerata anche come un impegno civile che tutti insieme, quelli che vi parteciperanno, prenderanno nei confronti del Paese e di tutti i Cittadini che considerano l’informazione seria e libera un grande strumento di democrazia», conclude Diego Della Valle.

SEGRETI E ANCORA SEGRETI SU MPS! Scandalo su scandalo…

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Nella cassaforte dell’ex direttore generale del Monte dei Paschi di Siena Antonio Vigni “c’era altra documentazione” oltre all’accordo con la banca Nomura per la ristrutturazione del derivato Alexandria. E’ quanto ha riferito ai magistrati di Siena il dg di MpsFabrizio Viola sentito lo scorso 30 ottobre. Un passaggio della sua audizione è contenuto nell’ordinanza d’arresto emessa dal Gip di Milano nei confronti di Gianluca Baldassarri.
“Preciso – si legge nel verbale sulle dichiarazioni di Viola – che ho rinvenuto l’originale dell’accordo nella cassaforte del Vigni. Mi sembra di ricordare che nella bozza consegnata da Contena ci fosse scritto ‘depositato in cassaforte’. Mi sono così messo alla ricerca della cassaforte, che ho trovato nell’ufficio già occupato da Vigni”.Secondo il direttore generale, la chiave della cassaforte “era, per quanto a mia conoscenza, in mano al solo segretario del collegio sindacale. Posso ragionevolmente ipotizzare che una chiave l’avesse anche Vigni perché la cassaforte nel suo ufficio ed al suo interno ho rinvenuto effetti personali del Vigni”. Inoltre, “oltre all’accordo cui faceva riferimento la bozza consegnata da Contena, c’era altra documentazione che ho messo in un pacco – conclude Viola – che poi ho sigillato, firmato e fatto firmare anche a Leandri (capo dell’audit) ed infine consegnato alla Gdf”.

Rizzi: “Vertici Mps sapevano dei derivati” – “Quando si parlava dell’operazione Alexandria, Baldassarri mi faceva intendere che i vertici della banca erano partecipi”. E’ quanto ha raccontato l’ex capo dell’area legale di Mps Raffaele Giovanni Rizzi ai magistrati di Siena lo scorso 8 febbraio. Rizzi è indagato in concorso per falso in prospetto, assieme a Mussari, Vigni e all’ex direttore finanziario Daniele Pirondini. Rizzi chiarisce ulteriormente cosa intende dire quando afferma che i vertici della banca “erano partecipi”: dal tenore delle affermazioni di Baldassarri si capiva in sostanza che sia Vigni sia Mussari “erano al corrente degli aspetti salienti dell’operazione e si tenevano regolarmente informati”.

Via libera alle merci dell’Ilva, ma l’incasso rimarrà vincolato!

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La Procura della Repubblica di Taranto ha dato oggi ordine di esecuzione ai quattro custodi giudiziari dei beni sequestrati all’Ilva per procedere alla vendita dei prodotti finiti e semilavorati sotto sigilli dal 26 novembre scorso e giacenti sulle banchine dell’area portuale, cosi’ come disposto con ordinanza dal gip Patrizia Todisco il 14 febbraio scorso. Il ‘controvalore’ dei prodotti, il denaro incassato dalla vendita, restera’ sotto sequestro, sempre per disposizione del gip.

L’Usb (Unione sindacale di base) ha proclamato uno sciopero a oltranza dei lavoratori dello stabilimento di Taranto a partire da oggi e sino a quando non sara’ revocato l’accordo Ilva-sindacati del 10 novembre 2010 relativo alla riorganizzazione del lavoro nel reparto Movimento ferroviario, dove il 30 ottobre scorso e’ morto il locomotorista Claudio Marsella.

Le barbabietole di Cameron!

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Dopo i gelati di Netanyahu arrivano le barbabietole di Cameron. Stavolta non c’è nessuno scandalo, il primo ministro britannico, David Cameron, va pazzo per un mix di frutta, che, si dice, migliori attenzione e memoria. Il cocktail ‘segreto’ del premier si chiama ‘Brain Boost’ e contiene la barbabietola rossa, toccasana per la circolazione, carota, mele e zenzero. Cameron lo avrebbe ‘scoperto’ in un locale vicino alla casa di sua proprieta’, a Notting Hill a Londra, e da quella volta non ha piu’ potuto rinunciare al suo frullato tonificante.

I ciclisti d’Inghilterra muoiono travolti da un camion a Bangkok

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Peter Root e Mary Thompson erano due innamorati inglesi, entrambi 34enni. Innamorati tra loro, certo, ma anche e soprattutto innamorati dei viaggi, della libertà, della vita e, soprattutto, della bicicletta.
Erano partiti nel luglio del 2011 da Guernsey, l’isola nella Manica dove vivevano e lavoravano come artisti, per un giro del mondo in bicicletta, pedalando attraverso l’Europa, passando per il Medio Oriente fino alla Cina, ma le strade della Thailandia si sono rivelate fatali alla coppia di ciclisti.
Peter e Mary sono stati infatti travolti e uccisi da un camion ad un centinaio di km ad est di Bangkok. La loro avventura, che era stata seguita da molti affezionati delle due ruote in tutta la Gran Bretagna, finisce quindi qui.

Guerra Fredda 2.0?

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Un bambino russo di 3 anni e’ stato ucciso dalla sua madre adottiva americana in Texas. Lo denuncia il delegato del Cremlino per l’infanzia, Pavel Astakhov. La vicenda potrebbe diventare un nuovo capitolo del caso Magnitsky.

La storia di Magnitsky è iniziata nel 2008, quando l’uomo finì dietro le sbarre con l’accusa di evasione fiscale. Era malato di cuore e una crisi di pancreatite gli fu fatale prima dell’inizio del processo: come ha confermato la sentenza del tribunale moscovita, non ci furono colpevoli per la sua morte. Questa è almeno la versione russa.
A Washington hanno sempre visto le cose diversamente, tanto che recentemente il presidente americano Barack Obama ha firmato la cosiddetta lista Magnitsky che congela i beni e vieta l’accesso negli Stati Uniti ai funzionari russi sospettati di essere coinvolti nella morte dell’avvocato, ritenuta alla stregua di un omicidio premeditato. Il Cremlino ha visto questo passo come un’ingerenza nelle questioni interne e ha risposto adeguatamente. Il 28 dicembre la Duma ha promulgato la legge Jakovlev, dal nome del piccolo Dimitri, adottato da una famiglia americana e morto nel 2008, abbandonato dai genitori in auto. La legge prevede il divieto ai cittadini americani di adottare bambini russi.

I titoli falsi di Oscar Giannino!

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Fare per fermare il declino… ma con titoli falsi!

L’economista Luigi Zingales lascia “Fare-Fermare il Declino”, il movimento fondato insieme al giornalista Oscar Giannino. Lo ha annunciato lo stesso professore dell’Università di Chicago sulla sua pagina Facebook, accusando il giornalista di aver dichiarato “credenziali accademiche molto specifiche e, a quanto mi risulta, false”. “E’ con una disperazione profonda – scrive Zingales – che ho rassegnato le mie dimissioni da Fare per Fermare il Declino. Dopo aver avvisato i vertici ieri, lo faccio oggi in modo pubblico”.

Instagram Shock!

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Mor Ostrovski ha 20 anni ed è un cecchino dell’esercito israeliano. Il ragazzo è finito sulla lista nera dei palestinesi (e dei navigatori di tutto il mondo) nelle ultime ore, quando ha deciso di pubblicare sul suo account Instagram – ora cancellato – una foto provocatoria e terribilmente vergognosa: quella di un bambino palestinese, di spalle, ripreso attraverso il mirino di un fucile di precisione. Non è detto che l’arma sia la sua. E l’immagine potrebbe essere il frutto di un accurato lavoro su Photoshop. Ma il messaggio (aggressivo) è realistico ed estremamente chiaro.

Lo sdegno manifestato dagli altri utenti di Instagram ha portato alla cancellazione del profilo del soldato, su cui erano state pubblicate altre foto che lo ritraevano in posa con armi pesanti. L’esercito israeliano, inoltre, ha condannato il suo operato on line e ha aperto un’indagine sull’accaduto, sostenendo che “le azioni del giovane soldato non coincidono con lo spirito dell’IDF e con i suoi valori”.

Il carnevale svizzero dopo le ceneri!

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Basilea in festa per il tradizionale Carnevale che si tiene ogni anno dal lunedì precedente al giovedì successivo al mercoledì delle Ceneri. E’ una delle maggiori feste popolari della Svizzera, con migliaia di partecipanti in maschera. Caratteristici i Charivari, costumi e maschere individuali, con piccole lanterne sulla testa, che illimunano il percorso durante la sfilata nel centro storico completamente buio. Il corteo e’ allietato anche dalle tipiche marcette suonate con un particolare flauto traverso che viene utilizzato esclusivemente in questo periodo. Ogni anno viene scelto un tema per il Carnevale di Basilea, e i partecipanti – nelle due serate clou – fanno parodie e cantano versi scritti sull’argomento.

Tsunami sulle banche del cibo Usa!

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Prima la crisi che ha stravolto l’America, oggi la morsa che stritola senza lasciare scampo ricade sulle «banche del cibo». I cittadini più poveri così non hanno più a chi rivolgersi.  La crisi che ha messo in ginocchio questi organi assistenziali prende il nome di “siccità”. Tra 2011 e 2012 la mancanza di precipitazioni  ha segnato il record negli Stati Uniti e ora ricade sui prezzi dei prodotti alimentari. Così si sono svuotati i forzieri delle “food bank” e ora scarseggia il cibo per tutti coloro che non possono permettersi neppure di fare la spesa al discount.

Le food bank operano nell’ambito di un programma federale chiamato «Emergency Food Assistance»: il governo acquista sui mercati, carne, frutta e verdura in eccedenza e la distribuisce alla banche del cibo nella forma di bonus. Così da una parte stabilizza il mercato ed evita cadute dei prezzi, dall’altra funziona come una banca centrale per le «Food bank». Queste ultime operano come filiali, distribuiscono i generi alimentari direttamente ai cittadini bisognosi o li smistano ai centri di assistenza, chiese e ricoveri ad esempio. Ma quando la domanda è elevata come è accaduto tra il 2011 e il 2012 a causa della siccità e dell’aumento della popolazione complessiva, il governo non ha interesse a intervenire.

Così le forniture per le banche del cibo si riducono, mentre queste devono far fronte a una richiesta sempre crescente a causa dell’impoverimento dettato dalla crisi, questa volta però quella finanziaria. Ancor più con l’emergenza causata dall’uragano Sandy che ha ulteriormente compromesso la situazione della banche del cibo nella regione del Nord-est degli Stati Uniti, e oltre che nell’area newyorkese. «Stiamo rimanendo con gli scaffali vuoti», spiega Peggy Taylor, gestore di una «food bank» della One Accord Baptist Church di Martinsville, in Virginia. Racconta che il numero di cittadini che si rivolgono a loro è raddoppiato in un anno a 500, mentre le forniture governative sono crollate da 200 casse di prodotti in scatola ad appena trentadue.

Il dipartimento dell’Agricoltura, che gestisce il programma, ha acquistato nel 2011 circa 235 milioni di dollari di prodotti agricoli destinati alla banche alimentari, contro i 347 milioni dell’anno precedente. E il dato parziale per il 2012 è fermo a poco più di 100 milioni. Un trend inversamente proporzionale a quello della povertà: dal 2008 in alcuni casi la «clientela» delle banche del cibo è triplicata, e solo quest’anno le «food bank» sono state costrette a spendere di tasca propria milioni di dollari, indebitandosi a ritmi insostenibili. Col rischio di assistere, oltre quattro anni dopo, al default di queste istituzioni, una catena di collassi tipo Lehman Brothers alimentari.

ERGASTOLO! Torturarono e uccisero un 23enne per motivi passionali.

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Ergastolo: è questa la condanna inflitta dal giudice Guido Patriarchi ad Alessandro Cavalli, di 36 anni, e Giuseppe Console, di 26, entrambi di Trieste. I due sono stati riconosciuti colpevoli di aver torturato e ucciso il 23enne Giovanni Novacco la notte del 25 agosto 2011. Il processo si è svolto con rito abbreviato.
L’omicidio, di matrice passionale, avvenne al termine di 15 ore di torture in una stanza abbandonata nel rione di Gretta. Il cadavere di Novacco fu trovato mani e piedi legati a una sedia, il resto del corpo bruciato.

Giuseppe Console, oltre all’ergastolo, è stato anche condannato a un anno per maltrattamenti. Il giudice ha inoltre condannato l’imputato al pagamento di una provvisionale nei confronti delle parti civili di oltre 150mila euro. Le accuse nei confronti dei due imputati sono di omicidio volontario pluriaggravato e sequestro di persona pluriaggravato. Console e Cavalli hanno accolto in modo impassibile la lettura della sentenza, poco dopo Console è uscito dall’aula, scortato dagli agenti penitenziari, allontanandosi frettolosamente.

“Abbiamo ottenuto quello che abbiamo chiesto” è stato l’unico commento del pubblico ministero, Massimo De Bortoli. Le difese, invece, hanno annunciato ricorso. “E’ l’inizio di un percorso ancora lungo – ha detto l’avvocato Paolo Bevilacqua, che assiste Giuseppe Console – il processo continua, questa sentenza è un fulmine a ciel sereno”. In aula c’erano anche le madri di Console e Novacco. Entrambe non hanno voluto rilasciare dichiarazioni.

Generazione Y o generazione X 2.0?

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La chiamano generazione Y (poi arriveremo anche alla W o Z), è la generazione dello smartphone, quella che si connette a intenet da sotto le lenzuola e chatta la notte con l’amica, postando le photo scattate durante il giorno. E’ solo la tecnologia che avanza e ognuno la utilizza per i suoi scopi. Ovvio che oggi non si può vivere senza internet, senza smartphone e senza un profilo Facebook. Ma le generazioni precedenti non facevano lo stesso? Si poteva vivere senza auto, dopo che il mezzo era diventato un prodotto di massa? Si poteva vivere senza Commodore 64 o Spectrum? Si poteva rinunciare al cellulare ?

Il 90 per cento degli intervistati, campione rappresentativo della ‘Generazione Y’ a livello mondiale, ha dichiarato di controllare il proprio smartphone per guardare email, messaggini e social media spesso prima di essersi alzati dal letto. Nove su dieci accoppiano il “rito” al lavarsi i denti e al vestirsi, come parte essenziale della routine mattutina per prepararsi per la scuola o per il lavoro. Il 29 per cento controlla lo smartphone così tante volte da non sapere neppure quante volte lo fa nel corso dell’intera giornata, sottolinea il rapporto.
Smartphone come “protesi” del sé, essenziale in un’esistenza sempre connessa in cui, almeno per questa generazione, essere costantemente connessi è la norma. Due persone su cinque hanno dichiarato: “Mi sentirei ansioso, come se mancasse una parte di me se non potessi utilizzare il mio smartphone per connettermi”.
In pratica, non vogliono perdersi niente. “Accedere al proprio dispositivo mobile – dicono i realizzatori dell’indagine – per controllare gli sms, la posta elettronica e i social media è il modo in cui iniziano la loro giornata. Per questa generazione, l’informazione è in tempo reale in ogni momento”.
A livello globale, 1 su 5 utilizza lo smartphone per controllare le email, i messaggini e i social media almeno ogni 10 minuti. Ed il legame con questi dispositivi mobili è così stretto che per il 60% dei giovani l’email e gli sms vengono controllati addirittura “sub-consciamente o compulsivamente”, specialmente per le donne (l’85% del campione, contro il 63% degli uomini). Ancora, quasi come se fosse una “droga”, tanto che “il 60% di questi utenti compulsivi spera di non essere costretto ad un minor utilizzo”.
Il risultato è che il confine fra vita lavorativa e tempo dedicato a sé è sempre più labile, sfumato. La giornata non inizia senza aver dato una controllata alla posta elettronica, ma col passare delle ore la musica non cambia. Non esiste posto – in casa o al lavoro – nel quale non si utilizzi lo smartphone per una veloce occhiata. Neppure il letto si salva: tre giovani su quattro lo usano anche prima di andare a dormire; oltre un terzo lo usa in bagno; quasi la metà scrive sms ed email a tavola, anche se sta pranzando con la famiglia o con gli amici. Qualcuno, poi, ammette di trasgredire anche a discapito della propria sicurezza: un intervistato su cinque dichiara di non riuscire a rinunciare a mandare un messaggio o a dare un’occhiata neppure mentre sta guidando.

UN SMS DI SAN VALENTINO… TRAGICO!

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Oltre agli steroidi, un’altra circostanza dà da pensare agli inquirenti: la notte di San Valentino, Reeva ha ricevuto sul telefonino un sms da parte della stella sudafricana del rugby Francois Hougaard, 24enne al quale la modella sarebbe stata legata prima di Pistorius e del quale l’atleta sarebbe stato gelosissimo. Anche questo potrebbe aver scatenato il raptus che ha portato Pistorius ad uccidere la modella: secondo indiscrezioni, il campione, che conosceva il rugbista, non era contento del fatto che lui e Reeva fossero rimasti amici. Hougaard, da parte sua, continua a ripetere di non avere nulla a che fare con “la triste vicenda” della morte della modella.

LA MAPPA DELLE ATTIVITA’ CEREBRALI!

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Un progetto decennale, la mappa delle attività cerebrale, che tenta di sondare i più profondi meccanismi del cervello potrebbe essere approvata dall’amministrazione Obama già dal prossimo mese. Lo sforzo di ricerca tra fondi pubblici e privati,  simile a quello che anni fa fu presentato sotto il nome di “Human Genome Project”, potrebbe portare a nuove scoperte della neurologia e avere poi sviluppi nella cura dell’Alzheimer e Parkinson.

Benvenuti al Google Store!

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Volete un Nexus o un Chromebooks? Dal 2013 potrete acquistarli direttamente in negozio. Google ha deciso di aprire diversi negozi in tutte le maggiori città degli Usa. Così i milioni di fan dell’azienda di Mountain View avranno l’opportunita di toccare con mano prodotti, sinora disponibili solo online, nel sito di Googlestore. Per non parlare del settore del retail, del merchandise del brand, dalle magliette agli accessori per l’ufficio e i prodotti del marchio di Youtube.

500 mila euro per il bomber di JFK!

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Il giubbotto di pelle marrone con le insegne dell’ ‘Air Force One’ appartenuto a John F. Kennedy è stato venduto all’asta a 500 mila euro. Questo è stato sicuramente il pezzo più importante dell’asta in cui sono stati battuti dalla ‘John McInnis’ in Massachusetts circa  700 oggetti appartenuti a Jfk. Il ‘bomber’ presidenziale era di proprieta’ di David Powers, all’epoca assistente speciale del presidente democratico, che lo ha ritrovato per caso in cantina. La stima iniziale era tra i 20.000 e i 40.000 dollari. Tra gli oggetti sono stati venduti anche lettere, fotografie e libri custoditi nei cassetti da Powers nella sua casa dopo l’assassinio di Kennedy nel 1963.

Silenzio per la famiglia Guerinoni… ma Yara ha diritto alla verità!

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“La pressione mediatica che negli ultimi giorni ha nuovamente afflitto la famiglia Guerinoni impone di rivendicare con immutata determinazione la volonta’ della stessa di non rilasciare alcuna dichiarazione, tantomeno in riferimento ai recenti accadimenti”. E’ l’appello della famiglia di Giuseppe Guerinoni l’uomo morto nel ’99 e della cui salma e’ stata disposta la riesumazione nell’inchiesta sull’omicidio di Yara. ”Rispettate il nostro silenzio”, dice la famiglia.

Un silenzio comprensibile, così come è comprensibile l’urlo della famiglia di Yara che non ha permesso l’archivizione del caso. Che ha alzato la voce, che ha urlato la propria rabbia per delle indagini forse non condotte al meglio e probabilmente per indizi tralasciati. Ora si attende la riesumazione e si spera nella verità.

 

Il Tris domani va in tv… l’ultimo asso, Grillo, resta fuori dai media!

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E’ di pochi minuti fa che Monti, Bersani e Berlusconi domani andranno da Mentana. Assisteremo così a un confronto diretto a tre, un bel tris politico e uno show assicurato dallo share. Resterà fuori Grillo, quello che poteva essere un poker per il conduttore de La7 rimarrà invece solo un tris!  Al di là di sondaggi e pronostici sembra che quel che ha caratterizzato questa campagna elettorale sia stato solo una gran confusione, accuse reciproche e alleanze volatili… Su cosa ci si può confrontare quando il clima elettorale ha raggiunto lo zenit del cattivo gusto?

Un Conclave che si tinge di mistero!

Roger M. Mahony

Morale, giustizia terrena e giustizia divina… Può partecipare a un Conclave anche ci si è macchiato di un reato tremendo come la pedofilia? In California la domanda se la pongono in tanti, mentre i Cardinali sono già con la valigia in mano pronti a imbarcarsi sul primo aereo per Roma.

E della partita, fino ad un clamoroso contrordine, dovrebbe essere compreso anche Roger M. Mahony, 76 anni, arcivescovo emerito di Los Angeles che il 31 gennaio scorso era stato “sospeso da ogni incarico” dal suo successore, monsignor José H. Gomez come annunciava il Los Angeles Times a tutta pagina.

I file che l’attuale pastore della diocesi californiana aveva dovuto esaminare e che hanno costituito l’oggetto di un procedimento durato 5 anni presso la Corte di giustizia di Los Angeles (giudice Emilie Elias) non lasciano dubbi. La Chiesa, guidata da Mahony (dal 1985 al 2011) aveva combattuto per anni per mantenere segrete le denunce di abusi, in particolare nei confronti di un prete poi fuggito in Messico, Nicolas Aguilar Riveira (accusato di molestie su 29 minori nel corso di 9 anni di permanenza in diocesi).

Una decisione sofferta quella dell’arcivescovo Gomez che l’ha spiegata con una lettera ai fedeli e al clero: “Non ci sono scuse per spiegare quanto è successo, dobbiamo riconoscere un terribile fallimento” (oltre ad un’indennità di risarcimento alle vittime di oltre 600 mila dollari).

Al destino del cardinale Mahony (che dovrà presentarsi in tribunale il 23 febbraio e che finora non ha mai ammesso le proprie responsabilità,anzi si è lamentato pubblicamente dell’umiliazione subita) si associava quello del vescovo ausiliare Thomas Curry, vicario per il clero, già dimessosi da Santa Barbara (tra i due tutta una serie di strategie per “evitare interferenze della polizia”): per loro veniva mantenuta la facoltà di celebrare, ma non di tenere omelie, né parlare in pubblico. Un provvedimento “con effetto immediato”, che non aveva precedenti oltreoceano, anche per il fatto che si trattava di un vescovo che sanzionava due confratelli nell’episcopato di cui uno pure cardinale.

Solo il Papa avrebbe potuto compiere di più e procedere con la riduzione allo stato laicale o almeno rimuoverli (come accaduto lo scorso anno al vescovo australiano Morris, per “motivi di ortodossia”).

Ma ai rappresentanti delle associazioni delle vittime dei pedofili andava bene anche così, come aveva dichiarato all’indomani David Clohessy della SNAP “un piccolo gesto nella giusta direzione”.

Ora, con un Conclave imminente e inatteso, le cose si complicano e monta la protesta: non è questo che si attende oltreoceano da Santa Romana Chiesa, ma nessuno in terra americana può far nulla, anche se al cardinale Dolan, presidente della Conferenza episcopale, sono giunte richieste di attivarsi presso il Vaticano.

Si chiede in altre parole un ultimo gesto coraggioso da parte del pontefice che tanto ha fatto per far guarire la Chiesa da questa piaga: la revoca della porpora e di fatto l’impossibilità ad entrare in Conclave per eleggere il successore.

 

Un  precedente già c’è, conclusosi però in direzione contraria alle attese: nel 2005 una manifestazione in piazza San Pietro aveva chiesto che fosse impedito l’accesso al cardinale Bernard Law dimessosi da Boston sempre per aver coperto abusi, ma il cardinale partecipò normalmente al Conclave che elesse Benedetto XVI.

 

E in Irlanda c’è già chi si pone l’interrogativo per il cardinale Séan Brady, già dimessosi da presidente della Conferenza episcopale, ma anche lui finora nella rosa degli elettori. Se sono tanti i temi in gioco per un futuro Papa, questione la pedofilia di certo non è ancora archiviata.

World’s Best-selling Italian Male Artist… l’arrivo di Antonacci in Usa!

milo manara- biagio antonacci

Biagio Antonacci approda in America con ‘Sapessi dire no’. L’album, targato Iris/Sony Music, dopo il successo ottenuto in Italia da domani sara’ in vendita negli Stati Uniti, sia in formato digitale nei consueti canali web che in formato fisico presso Barnes & Noble e Amazon.com. Nell’album, che ha la copertina firmata dal maestro del fumetto Milo Manara, saranno presenti tutti i 14 brani della versione italiana.

Il cantante non vede l’ora di conoscere la reazione del pubblico americano al lancio sul mercato del suo album e dice “Mi auguro che questa esperienza possa portarmi nuovi riscontri e nuovi stimoli”. Biagio Antonacci a Los Angeles nel 2005 è stato premiato ai Music Awards nella categoria World’s Best-selling Italian Male Artist e ha ottenuto numerosi riconoscimenti anche per il brano scritto per Laura Pausini, “Vivimi”.

Bookmakers danno Bersani vincitore!

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MA NON SI ERA DETTO NESSUN SONDAGGIO? Avere la quotazione dei bookmakers è molto più di un sondaggio… significa avere dati alla mano che permettono a chi gestisce le scommesse di fissare i criteri di vincita!!!

E’ Pier Luigi Bersani il favorito per la vittoria alle prossime elezioni politiche del 24 e 25 febbraio. Almeno secondo i bookmaker. A darne notizia e’ Agipronews. Secondo l’agenzia ”Paddy Power offre a 1,13 la presidenza del Consiglio al segretario del Pd ma e’ probabile che, per rendere solido il proprio governo, debba scendere a patti. Il piu’ accreditato per una possibile alleanza in Parlamento e’ Monti che, secondo i bookie, portera’ a casa meno del 14% dei voti”.

Chi dovrà ancora influenzare il voto dopo Sanremo, Napolitano e i bookmakers? Ce le giochiamo a poker le prossime elezioni? Forse sarebbero più democratiche!

 

Sciopero iberia, scontri all’aeroporto!

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Scontri all’aeroporto di Madrid-Barajas, nel primo dei cinque giorni di sciopero del personale di terra e di volo dell’Iberia. La polizia e’ intervenuta per allontanare i dipendenti della compagnia di bandiera spagnola che tentavano di occupare il terminal 4. Le forze dell’ordine, in assetto anti-sommossa, hanno colpito i dimostranti con i manganelli, fermando almeno un uomo che e’ stato portato via in manette. In seguito la polizia ha permesso alle migliaia di manifestanti di entrare nell’edificio. Assistenti di volo, personale di terra e addetti alla manutenzione dell’Iberia hanno indetto uno sciopero fino a venerdi’ per protestare contro il piano della Iag, la societa’ che gestisce anche British Airways, per tagliare 3.800 posti di lavoro nella compagnia. La contestazione ha portato alla cancellazione di piu’ di 400 voli Iberia fino a venerdi’ e di centinaia di altri voli delle compagnie collegate come Vueling e Iberia Express.

il Toy boy della Hilton cade sulla neve e posta le foto! Raggelante?

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Che River Viiperi, il fidanzato di Paris Hilton sia un tipo molto particolare non c’erano dubbi, ma che avesse come unica preoccupazione di twittare le foto dopo una brutta caduta sugli scii lascia veramente esterefatti.

Soccorso immediatamente, il ragazzo ha mostrato quasi in tempo reale su Twitter l’immagine poco gradevole della sua ferita. Intanto la ricca ereditiera ha raccontato di essersi presa un grande spavento: “Dopo aver visto lo squarcio sulla gamba di River stavo quasi per svenire” ha cinguettato. Un compleanno, quello di Paris, che si ricorderà per molto tempo.

La Rai si rinnova… torna Carosello!

Non si sa se i bambini andranno a letto subito dopo, ma in Rai torna Carosello. Una versione in forma «reloaded» della storica trasmissione di filmati pubblicitari che, nella migliore tradizione, sarà mandata in onda su Rai1 nel prime time, con lo slogan «tutti a letto dopo le 9». Si conta di partire a fine marzo o, al limite, dopo Pasqua. La notizia verrà data a pubblicitari e clienti nel corso di due convegni in cui oggi e domani, a Roma e Milano, il presidente Luigi Gubitosi, l’ad Lorenza Lei e il dg Fabrizio Piscopo presenteranno la nuova Sipra, la concessionaria pubblicitaria della televisione pubblica che in queste settimane sta portando avanti il proprio rinnovamento. Un rinnovamento che passa anche da format che sembravano dimenticati. Carosello e non solo, visto che ci sarà anche una riedizione 2.0 di Intervallo: stessa musica, ma immagini degli inserzionisti, in una cornice molto curata.

Come sarà il nuovo Carosello? Sarà composto da filmati per lo più di 60 secondi. Ma nella sua interezza la trasmissione rispetterà il tetto da 210 secondi, per cui ci potranno essere, ad esempio, tre filmati da 60 secondi e uno da 30. I primi filmati prodotti dagli inserzionisti arriveranno in Sipra, ossia in Rai, a metà marzo. I contatti con le aziende sono in corso in questi giorni. Poi sarà questione di palinsensti, e il vecchio Carosello sarà pronto a tornare con una doppia missione: dare un’accelerazione alla raccolta pubblicitaria e mandare a letto presto i bambini. Ancora una volta dopo Carosello.

Gli italiani vogliono solo stordirsi e non pensare… Siani conquista il box office!

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Un successo imprevedibile e inaspettato a San Valentino. La corona spetta a “il principe abusivo” di e con Alessandro Siani e distribuito da 01 vola al box office e ottiene in soli quattro giorni oltre quattro milioni. L’autore commenta così: ”Viviamo in un periodo di grande crisi, ho provato a fare un film che potesse distrarre il pubblico dalla quotidianità,consapevole del fatto che due ore spensierate sono nulla dinanzi a tutta una vita”.

PRIGIONIERO X!

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Chi è? Cosa ha fatto? Quali sono le ipotesi sulla morte? 

Il caso del Prigioniero X che ha scosso i media israeliani e australiani nell’ultima settimana sembrerebbe avere uno dei suoi snodi proprio in Italia. Secondo gli ultimi sviluppi, Ben Zygier, questo il nome del trentaquattrenne israelo-australiano, membro del Mossad, avrebbe retto un doppio gioco fra i servizi segreti di Israele e Australia. L’uomo sarebbe implicato in varie operazioni in Europa, compresa l’Italia e secondo il Guardian, operava sotto la copertura di una compagnia europea che esporta componenti elettroniche in Iran.

Secondo il programma Foreign Correspondent della televisione autraliana ABC, le cui fonti non sono conosciute, Ben Zygier passava informazioni riservate riguardanti operazioni del Mossad all’agenzia di spionaggio nazionale australiana ASIO. Una di queste sarebbe un’operazione del Mossad, “di enorme rilevanza”, proprio in Italia.

L’agente segreto israeliano avrebbe infatti richiesto un visto di lavoro in l’Italia in uno dei suoi quattro viaggi in Australia, nel 2009, e possedeva diversi passaporti falsi per l’Europa. Il Sydney Morning Herald suggerisce che il Prigionero X stava per divulgare informazioni riguardo l’uso da parte del Mossad di passaporti falsi australiani alle autorità e ai media del Paese. Ma un ufficiale della sicurezza australiana ha dichiarato che “anche se forse era vicino a rivelare delle informazioni, di sicuro non ha fatto in tempo”.

Fino a mercoledì 13 febbraio la sua identità era sconosciuta. Nel 2010 venne rinchiuso nella cella d’isolamento dell’Ala 15 di Ayalon, carcere di massima sicurezza di Ramla, in Israele, dove sarebbe morto impiccato, 4 mesi più tardi.

Per anni la morte di Ben Zygier, questo sembrerebbe il suo vero nome, è passata nel silenzio. Il quotidiano Yediot Ahronot online era stato silenziato dopo aver dato la notizia per primo e da allora sulla stampa nazionale nulla sul detenuto X. Addirittura, secondo il Guardian, il governo di Benjamin Netanyahu avrebbe minacciato le testate israeliane con multe e incarcerazioni qualora avessero fatto parola dello strano caso.

Poi, mercoledì scorso, la ABC, Australian Broadcasting Corporation, ha rotto il silenzio facendo esplodere le polemiche in Israele riguardo il mistero che tuttora avvolge la sua morte e spingendo i media a fare pressioni su Netanyahu per rimuovere il divieto.

Le autorità israeliane hanno amesso di averlo detenuto ad Ayalon, proprio in quella cella che già aveva ospitato noti criminali nazionali quali Yigal Amir, assassino dell’allora Primo Ministro Yitzhak Rabin. Ma dicono che si tratta di suicidio. L’avvocato di Zygler e difensore dei diritti umani, Avigdor Feldman, dice però di averlo visto pochi giorni prima della sua morte e di non aver notato nessun segnale che preludesse ad un suicidio.

Il prigionero X era rinchiuso sotto falso nome tanto che le sue stesse guardie carcerarie non ne conoscevano l’identità e non gli erano concesse visite. Si pensa a un caso di spionaggio e alto tradimento. Degli ufficiali della sicurezza australiana peròsuggeriscono che l’uomo stesse per rivelare delle informazioni riservate del Mossad al governo di Sydney, fra cui l’uso fraudolento di passaporti australiani per compiere azioni di spionaggio.

Secondo quanto affermato da un giornalista australiano, Jason Koutsoukis di Fairfax, al Guardian, il Prigionero X poco prima di finire nella cella di Ayalon, rischiava l’incarcerazione anche in Australia. Sarebbe infatti stato uno di tre israelo-australiani a lavorare per il Mossad, fingendosi impiegati di una compagnia europea che vende oggetti di elettronica all’Iran. Il Ministro degli Esteri australiano, Bob Carr, ha però affermato che nel 2010 Israele aveva assicurato che Zygler era tenuto in buone condizioni.

Zygler aveva 34 anni, veniva da una ricca famiglia ebrea di Melbourne, era sposato con un’israeliana e aveva due figli. Secondo amici e familiari, era un uomo felice e non aveva ragioni per togliersi la vita. A sostenere l’ipotesi del suicidio c’è solo la prigionia, probabilmente molto lunga, a cui andava incontro. Come scrive il quotidiano israeliano Haaretz, però, le celle di Ayalon sono monitorate 24h/24, proprio per evitare suicidi ed infatti ce ne sono stati pochissimi in quelle celle. Il sistema di telecamere rileva addirittura il respiro e i movimenti dei detenuti e suona un allarme nel caso in cui non percepisse segnali di vita per più di 50 secondi. Difficile dunque immaginare che riuscisse ad impiccarsi senza essere soccorso in tempo.

Questo è il secondo caso in pochi anni in cui il servizio di intelligence israeliano si trova coinvolto in un empasse diplomatica e mediatica. Proprio nel 2010, infatti, Mahmoud Al-Mabhouh, responsabile degli approvigionameti di armi per Hamas, era stato ucciso in un hotel di Dubai, secondo molti per mano del Mossad e con l’utilizzo di passaporti falsi, fra cui alcuni proprio austrailani.

Il mistero sull’identità dunque è risolto, ma quello sulla sua morte rimane e attivisti e politici continuano a chiedere chiarimenti al governo israeliano, che domenica hadichiarato che indagherà sul caso mentre il Primo Ministro Netanyahu ha dato il suo pieno supporto al Mossad dicendo di “fidarsi ciecamente” del sistema di monitoraggio legale sotto cui opera.

Il prete che spara acqua santa!

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Padre Humberto Alvarez sa come conquistare le simpatie dei baby fedeli. Nella sua parrocchia di Ojo de Agua a Saltillo, nello stato messicano di Coahuila, la domenica dedica una messa speciale ai bambini. Indossa una tunica decorata con disegni di fumetti, da Spiderman a Superman, e benedice i fedeli utilizzando una pistola ad acqua santa. E’ questa rivoluzione della chiesa? Impugnare le armi in nome del Signore? Ora acqua santa e poi??? BENVENUTI NELLA CASA DI CRISTO!

Quando si dice paese che vai… usanza che trovi e abuso che fai!

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Sequestrata a Porto Cervo la villa della cantante Amii Stewart per presunti abusi edilizi. Gli agenti dell’Ispettorato forestale di Tempio Pausania hanno messo i sigilli al cantiere in località Cala Di Volpe, nel cuore smeraldino. Da quanto si apprende la cantante, che sceglie la Costa Smeralda come meta fissa delle sue vacanze estive, negli scorsi mesi avrebbe presentato agli uffici del Comune di Arzachena una richiesta di ”risanamento conservativo” per due case in legno costruite negli anni ’80 a pochi metri dalla famosa baia.

In un secondo momento, sempre la cantante, avrebbe presentato al Comune smeraldino una domanda di ”ampliamento”. Dagli accertamenti del Corpo forestale i due immobili in legno non sarebbero, però, stati risanati e ampliati, ma demoliti e al loro posto costruite delle strutture in muratura. Da qui la denuncia per abuso edilizio e la segnalazione in Procura del progettista, del direttore e della ditta esecutrice dei lavori, tutti di Arzachena, e della cantante.

Il cavallino rampante ha un “motore solido”!

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Il brand più forte del mondo è la Ferrari. A dirlo non sono soltanto i milioni di appassionati del marchio del Cavallino Rampante in tutto il mondo e i clienti che, anno dopo anno, continuano ad acquistare le vetture prodotte a Maranello bensì Brand Finance nell’annuale classifica redatta da una delle aziende leader mondiali nella valutazione dei marchi.

La top five del 2013 vede la Ferrari primeggiare davanti a marchi come Google, Coca-Cola, PwC ed Hermes in una classifica che comprende i primi cinquecento nomi di aziende più noti al mondo. Sebbene le dimensioni dell’azienda di Maranello non possano certamente essere comparabili in termini di ricavi in cifra assoluta con quelle di brand multinazionali, la classifica viene stilata prendendo in considerazione altri criteri quantitativi come il margine netto, il ricavo medio per cliente, la spesa in marketing e pubblicità ma anche parametri qualitativi come la simpatia suscitata e la fedeltà al marchio.

«E’ sempre un piacere essere in vetta ad una classifica e lo è ancora di più quando la concorrenza è rappresentata dalle aziende più note al mondo, a testimonianza che l’Italia, anche in un momento economico così difficile, è in grado di presentare realtà d’eccellenza – ha commentato il Presidente Luca di Montezemolo – Dietro questo riconoscimento ci sono prodotti eccezionali fatti da uomini e donne altrettanto eccezionali: a loro, che lo hanno reso possibile, va il mio ringraziamento»

“Mio figlio era una testa di…, ma non un drogato”, così Franco Gatti

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Comprendendo il dolore di un padre per la prematura morte di un figlio, sicuramente la frase di Franco Gatti, nei confronti del figlio Alessio, suona comunque come una nota stonata!

“Il corpo non appariva particolarmente debilitato e, secondo quanto appreso, non sono stati trovati resti di medicinali o altre sostanze nello stomaco o nelle vie aeree della giovane vittima. Il ragazzo era stato trovato morto dai vigili del fuoco all’interno della villa del padre in via Capolungo, a Nervi, nel levante di Genova. Sul tavolo di fronte a lui erano state rinvenute tracce di una polvere marroncina, una banconota spiegazzata e alcune confezioni di farmaci. Le sostanze chimiche sono state repertate e inviate ad analizzare. A uccidere il ragazzo e’ stato un arresto cardiaco”.

Nulla si puo’ dire, pero’, sulle cause che hanno portato all’infarto di un ragazzo così giovane. Inizialmente si era parlato di morte per overdose. Circostanza che il padre ha seccamente smentito in un’intervista in cui diceva che il figlio amava bere ed era particolarmente stressato ma aveva il terrore della droga.

Questa mattina si sono celebrate le esequie, nella chiesa di San Siro a Nervi. Una folla commossa ha salutato per l’ultima volta ad Alessio Gatti.
Presenti in chiesa oggi, tra gli altri, anche Angela Brambati e Angelo Sorgiu, così come l’ex quarta componente del gruppo Marina Occhiena.
Forse fra due settimane conosceremo cosa ha spezzato la vita di Alessio.

I grattacieli che ricordano 9/11! Pronti a Seul il 2015

 

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Polemiche, stupore e sicuramente meraviglia per un progetto firmato dallo studio di architettura olandese Mvrdv. The Cloud sono due torri di lusso,  alte rispettivamente 260 e 300 metri – per un totale di 128mila mq – e collegate al ventisettesimo piano da una “struttura pixellata” che tanto fa venire in mente l’11 settembre. Questi grattacieli sorgeranno nella zona finanziaria di Seul, il che ha acceso ancor più le polemiche ripensando al World  Trade Center di New York.
La struttura, che occuperà 10 piani, ospiterà piscine, ristoranti, bar, centri conferenze, giardini pensili e terrazze panoramiche dalle quali ammirare la città dall’alto. Mvrdv si è scusato per l’incredibile somiglianza con i familiari della vittime della tragedia, sentitisi offesi ed umiliati dalle immagini di The Cloud: l’intento, sostengono, era quello di sperimentare una nuova città in quota, una nuvola oltrepassata dai due edifici. La società che si occupa della realizzazione del complesso ha confermato la partenza dei lavori per l’inizio del 2013, e negato qualsiasi cambiamento o revisione del progetto. Aspettiamo la conclusione, prevista per il 2015.

Un rifugio sospeso nel vuoto!

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Se soffrite di vertigini, non fa per voi. Ma se amate la montagna e siete in cerca di emozioni forti, difficilmente troverete di meglio. Alzando lo sguardo, tra la val Ferret e Cormayeur, potete già vedere un avveniristica struttura tubolare rossa e bianca sospesa sul ghiacciaio del Freboudze, di fronte al Monte Bianco. È la nuova capanna Gervasutti, un progetto tutto italiano commissionato dal CAI di Torino e realizzato dallo studio LEAPfactory, specializzato nella costruzione di alloggi modulari per situazioni estreme.

Si tratta di un’unità di sopravvivenza prefabbricata composta di vari moduli, che sono stati trasportati singolarmente in elicottero e poi assemblati in loco. Installata a metà ottobre, sarà aperta al pubblico dalla prossima primavera e funzionerà come un normalissimo bivacco:accesso gratuito, prenotazione consigliata tramite un sito web che sarà attivato nei prossimi mesi.

30 mq di superficie, 12 posti letto e un peso totale di 2500 kg. La sicurezza va di pari passo con il rispetto ambientale: per il rifugio sono stati utilizzati materiali in grado di resistere alle rigide condizioni atmosferiche, tecnologia d’avanguardia e pannelli fotovoltaici in grado di produrre 1,5 kwh di energia solare.

L’interno ricorda la cabina di un aereo. I letti a castello e gli armadi sono concentrati nella parte posteriore, a ridosso della montagna. Cucina e zona pranzo, invece, occupano la parte più esterna, che dalla roccia si allunga sul vuoto e si apre completamente verso il paesaggio grazie alla grossa vetrata circolare. La vista, inutile dirlo, non ha eguali.

Pensione da 2500 euro per il Papa… solo vescovo emerito!

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Ultimi 10 giorni da Pontefice per Benedetto XVI, che riapparirà in pubblico solamente sabato prossimo, in occasione dell’incontro di saluto previsto con il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Il Santo Padre compirà un breve periodo di esercizi spirituali con il Cardinal Ravasi e, intanto, si preparerà al ritiro a Castel Gandolfo: per lui un trasloco molto limitato e il passaggio alla “pensione”, che sarà di soli 2500 euro al mese.
E’ questo l’appannaggio previsto dalle leggi vaticane per la carica di “vescovo emerito”, la carica che – al momento – Ratzinger assumerà dal 1° marzo in poi. Niente “Piatto Cardinalizio”, l’indennità ben più alta (circa 5mila euro) che spetta invece ai cardinali pensionati. Le uniche possibilità che consentirebbero a Benedetto di godere di una rendita più alta sarebbe il conferimento della carica “ad honorem” da parte del suo successore oppure di un cambio di norme “ad personam” che non è davvero nelle corde del Pontefice.

Oltre alla pensione decisamente “umana”, sarà di basso profilo anche il trasloco dagli appartamenti pontifici al luogo di ritiro. Le leggi della Santa Sede non consentono al Papa di trasferire agevolmente tutte le sue cose e i suoi documenti. In genere, alla scomparsa del Santo Padre, la residenza nel Palazzo Apostolico viene sigilllata e tutto quanto vi è contenuto specie a livello di documenti viene trasportato nell’Archivio segreto del Vaticano, dove viene conservato per molti anni e – spesso – poi eliminato. Stavolta, invece, il Papa rimane vivo: e con sé potrà portare solo gli oggetti strettamente personali (i doni ricevuti, gli effetti, la corrispondenza privata, l’amato pianoforte) e tutto il resto, a cominciare da quadri e suppellettili, rimarrà a San Pietro. Trasloco leggero, insomma, in attesa del trasferimento alla sede definitiva di Ratzinger, quello del piccolo monastero di clausura nei Giardini Vaticani, appena alle spalle del Cupolone.

LOVE LAND… lo sapevate che esiste il parco dell’amore?

 

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Il parco divertimento, aperto nel 2004, si trova in Corea del Sud. La sua particolarità è quella di essere interamente dedicato al sesso. Tra sculture che rappresentano gli organi sessuali maschili e femminili e statue che riproducono le diverse posizioni dell’amore, il parco è un attrattiva turistica molto “eccitante” che richiama un notevole numero di visitatori ogni anno. Ma se vi aspettate prostitute o uomini nudi, siete nel posto sbagliato, qui vige solo l’architettura sessuale!

 

Obama VS Woods, ma la stampa resta fuori!

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Cronisti d’assalto, infuriati come bestie che cercano di superare la sicurezza per andare sul green.

Nessun cronista ha potuto seguire la partita di golf tra Barack Obama e Tiger Woods in un elegante club della a West Palm Beach, in Florida. Tanto meno e’ stata diffusa alcuna immagine del loro incontro. Un oscuramento alla stampa che ha provocato uno scontro a colpi di comunicati tra il White House Press Corp, cioe’ l’associazione dei cronisti accreditati alla Casa Bianca e lo staff stampa del presidente. “Parlando a nome dell’intera associazione vorrei esprimere la nostra frustrazione per non aver avuto alcun accesso al Presidente durante l’intero week end”, ha protestato il presidente del Press Corp, Ed Henry, ex corrispondente della Cnn, passato l’anno scorso alla Fox News. “Oggi e in futuro continueremo a combattere per difendere un semplice ma fondamentale principio: la trasparenza’’, ha insistito Henry. A questa dura presa di posizione ha risposto a stretto giro di posta, Josh Earnest, il Principal Deputy Press Secretary, cioe’ il primo tra i vice-portavoce di Obama: “L’ accesso della stampa garantito oggi dalla Casa Bianca – replica Earnest – e’ stato del tutto coerente a quello assicurato in passato ai cronisti in occasione di altre partite di golf del Presidente. Inoltre – conclude il comunicato – e’ stato perfettamente coerente con l’accesso che era stato annunciato alla stampa prima dell’arrivo di Barack Obama in Florida, per questo week end festivo’’.

Chi avrà vinto?

 

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