Eccezionali resti del paleolitico in Friuli: “la caccia all’orso era per sopravvivenza”

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Una scoperta eccezionale è avvenuta nella Grotta del Rio Secco in Friuli dove un team di ricercatori composto da Matteo Romandini, Marco Peresani, Sem Scaramucci e Nicola Nannini, ha messo in evidenza una documentazione dell’uso di pelli e carne d’orso da parte delle popolazioni del Paleolitico medio di cui finora non si conoscevano le reali capacità di una pratica venatoria così pericolosa e complessa. Un articolo dal titolo “L’orso e i Neanderthal. Incontri ravvicinati sull’altopiano di Pradis”, spiega come per le popolazioni del Paleolitico medio dare la caccia all’orso era una vera e propria necessità legata alla sopravvivenza. La ricerca archeologica a Pradis è parte di un ampio progetto sul Paleolitico dell’Italia settentrionale coordinato da Università di Ferrara, Neanderthal Museum di Mettmann (Germania) e Università Rovira y Virgili di Tarragona (Spagna), in collaborazione con il Centro di catalogazione e restauro della Regione Friuli-Venezia Giulia, su concessione del ministero dei Beni culturali tramite la Soprintendenza del Friuli-Venezia Giulia.

 

L’Italia che non ha rivali… in cucina! Luca, il friulano che vince MasterChef USA!

lucamanfrè-masterchef-tuttacronacaLuca Manfrè è uno che non molla. Un friulano doc che, rispedito a casa durante la terza stagione di Master Chef USA (galeotto un fegato alla veneziana forse troppo cotto e una polenta che non era riuscita nel migliore dei modi), dopo essersi sentito dire dai giudici che andava affinata la tecnica ha affilato i coltelli. Alla quarta stagione era ancora tra i fornelli, pronto a servire in tavola (e alla giuria) la cucina Tricolore. Il 31enne di Aviano, in provincia di Pordenone, manager di ristoranti a New York alla seconda partecipazione alla celebre trasmissione culinaria, ha iniziato in sordina ma, piatto dopo piatto, è diventato “the one to watch”. Un piatto tipico del suo Friuli, il frico, l’ha traghettato in finale dove ha battuto la 26enne casalinga di San Diego Natasha Crnjac. Il trionfo è stato sancito dai giudici Gordon Ramsay, Joe Bastianich e Graham Elliott. Il commento a caldo di Luca? “And now I am America’s MasterChef”. Che ora sogna di aprire “un ristorante di cucina friulana a Manhattan”. Ma anche una catena di gelaterie e una fabbrica di pasta fresca.

Il maltempo non risparmia neanche i siti Unesco: bomba d’acqua su Cividale

bomba-acqua-cividale-tuttacronacaPer tre ore consecutive, a partire dalle 16.30, Cividale del Friuli, in provincia di Udine, e le sue frazioni sono state travolte ieri da una montagna d’acqua che ha paralizzato la viabilità creando problemi sia alle abitazioni private che alle strutture pubbliche. La forte ondata di maltempo ha fatto sì che, sia per l’intensità delle precipitazioni che per la conformazione del tetto piano, l’acqua s’infiltrasse nel pronto soccorso del locale ospedale. Ma disagi si sono avuti anche nella casa di riposo, dove l’acqua ha raggiunto gli 80 centimetri nella zona del teatro. Nessun problema per gli ospiti, ha spiegato ieri il presidente dell’istituto, Roberto Mennillo, che “sono alloggiati ai piani superiori”.

Ma a Cividale si trova anche il Tempietto Longobardo, dichiarato Patrimonio dell’Umanità Unesco. Nel gioiello conservato nel complesso del Monastero di Santa Maria in Valle “si sono registrate pericolose infiltrazioni”, ha spiegato il sindaco, Stefano Balloch. Fortunatamente pitture, stucchi, travature, volte e arredo in legno non sono stati danneggiati, ma bisognerà attendere un attento esame per rendersi conto dell’effetto causato dall’intrusione delle acque. Il primo cittadino ha aggiunto: “A memoria a Cividale non s’era mai registrato un evento meteo avverso di questa portata”. Una bomba d’acqua di tale intensità che ha trasformato le strade in fiumi.

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Ritrovata casa chiusa in Friuli, alcuni clienti sono in vita. Andrà distrutta?

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Un ritrovamento davvero inusuale quello che è stato rinvenuto  all’interno di una palazzina che doveva essere distrutta a Casarsa della Delizia, in Friuli. All’insaputa dei proprietari l’appartamento era stato usato negli anni ’30 e ’40 come casa di tolleranza. All’interno sono stati trovati Tariffari per le prestazioni, cosmetici, parrucche, bijou, ferri arriccia capelli, e preservativi. Tutto questo materiale storico è stato  affidato al signor Davide Scarpa, un esperto di antichità che partecipava alla demolizione. Purtroppo tale materiale però non troverà un’adeguata collocazione museale perché, come racconta lo stesso Scarpa al Gazzettino, «gli enti pubblici sono a corto di soldi e mi trovo anche davanti mille ostacoli di ordine morale, sollevati dalle persone di una certa età che quelle case chiuse le frequentavano».

Nel materiale, infatti, è stata ritrovata anche un’accurata lista dei clienti habitué, fra cui parecchi ancora in vita, o parenti di cittadini che non vogliono compromettere la reputazione dei propri defunti.

E’ giusto mandare distrutto un reperto di un’epoca che può comunque aiutare ad analizzare un fenomeno collocandolo in un contesto storico?

Deputata M5S devolve stipendio ad associazione vittime femminicidio. Smentita

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Si è diffusa, nelle scorse ore, la notizia di una deputata friulana del M5S che avrebbe deciso di devolvere il proprio stipendio a un’associazione che si occupa del dramma del femminicidio. E’ stato il lancio di un’agenzia di stampa, poi ripreso da alcune testate giornalistiche a innescare la miccia:

“La parlamentare è stata eletta per la prima volta alla Camera dei Deputati a febbraio 2013. A darne notizia è l’Associazione vittime femminicidio (Avf), con sede a Milano, che definisce la sua intenzione “ammirevole e di grande significato morale etico e sociale”.

Dopo poche ore però è chiaro che qualcosa non torna. Non vi è nessuna deputata M5S eletta nel Friuli, dopo poco scompare anche il profilo Facebook di questa fantomatica associazione Avf. Si chiamano quindi gli esperti del settore e si chiede se qualcuno ha idea di chi ci sia dietro a questa sigla… anche qui tutto risulta nebbioso e nessuno la conosce.

 Arriva anche la smentita. Silvia Benedetti, deputata veneta (e non friulana) del M5s spiega al Corriere.it:

“Nessuna di noi ha mai devoluto il proprio stipendio a questa associazione, di cui non abbiamo nemmeno mai sentito parlare. Stiamo portando avanti progetti contro la violenza sulle donne in linea con la Convenzione di Istanbul e ci sono alcuni di noi che hanno fatto donazioni ad enti benefici. Ma non a questa fantomatica Avf. E troviamo disgustose queste affermazioni”

Prende la parola pure Giulia Di Vita, anche lei deputata grillina:

La notizia della deputata 5 stelle è una bufala, non abbiamo deputate friulane e di certo con tutte le associazioni che esistono in Italia da parecchio tempo non credo che avremmo scelto di finanziarne una sconosciuta che non fa parte della Rete Nazionale Antiviolenza. Inoltre sulla restituzione della parte in più di stipendio e diaria abbiamo fatto una scelta collettiva (al fondo di ammortamento del debito pubblico) in attesa dell’apertura del fondo per il microcredito. Se è un modo per l’associazione (sempre che esista) di farsi pubblicità sono veramente inorridita.

C’è davvero da rimanere allibiti che poi la notizia sia circolata proprio in una giornata come quella di oggi in cui si è verificato l’ennesimo femminicidio, con il caso dell’omicidio-suicidio di Massa. Ma sarà stata solo una bufala oppure c’era dietro una truffa? Il dubbio c’è anche perché non è la prima volta che circolano in rete notizie simili. Come ricorda il Corriere della Sera sono state almeno tre i precedenti:

Nel primo era un medico di Foggia che avrebbe donato 750 mila euro alle famiglie di vittime di femminicidio. E in un altro era un pensionato. Poi, l’annuncio che l’associazione avrebbe pagato l’assistenza legale ai familiari di Rosy Bonanno, uccisa a Palermo dall’ex. In tutti i casi viene indicata una mail (a che pro? allo scopo di raccogliere soldi?). E poi un sito internet http://www.sosvittimefemminicidio.it che risulta non attivo.

 

Le spese folli della Lega in Friuli… tutto rigorosamente verde!

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Polenta, calzature, vestiti, casalinghi, cravatte verdi. C’era un po’ di tutto nella lista della spesa del gruppo della Lega Nord alla Regione Friuli Venezia Giulia finita sotto la lente di ingrandimento della procura di Trieste. Insieme ai rappresentanti di altri partiti seduti in consiglio anche il vertice del Carroccio deve rispondere dell’accusa di peculato per essersi servita di fondi pubblici per uno scopo ben diverso da quello per il quale era stato elargito il contributo. I legali del capogruppo leghista Daniele Narduzzi hanno presentato una memoria difensiva per spiegare gli strani acquisti e respingere le accuse chiamando spese di rappresentanza orecchini, i portachiavi, le felpe, le t-shirt, collanine e braccialetti che venivano distribuiti in occasione delle feste padane. Ma se le giustificazioni per queste spese lasciano perplessi,   le spiegazioni per gli altri prodotti ci portano in un mondo surreale. Gli articoli sportivi definiti «acquisti legati alle premiazioni in cui i consiglieri partecipano per divulgare notizie sulle attività svolte e raccogliere informazioni e proposte su possibili modifiche di normative regionali in materia». Superata anche l’impasse dei casalinghi: «Sono in realtà acquisti in negozi bazar e riguardano oggetti utilizzati per supporto dell’attività politica. «Trattasi – si legge – di vasellame, piatti e bicchieri e anche di stoviglie indispensabili nelle cucine delle feste politiche». E ancora: «L’acquisto indicato come Nelly 33cm non è un elettrodomestico ma un pupazzetto verde arancio usato come mascotte. Idem per il pupazzetto Maxi Nina».

Poi ci sono il cibo per gli animali e un biglietto per la lotteria… anche questa attività di propaganda? I loro elettori sono cani?

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Giulia Oblach, l’ennesima vittima del Pd?

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Pluricampionessa 19enne non vedente tra le liste del Pd. Giulia Oblach è una candidata piuttosto speciale del Pd in Friuli, oltre ad essere una tra le più giovani.
Giulia vuole battersi per migliorare i percorsi protetti per bambini, anziani e disabili.Se siederà nei banchi del consiglio comunale di Spilimbergo (Pordenone), la cittadina alle cui amministrative è candidata, si batterà contro le barriere architettoniche.
La giovane è cieca dalla nascita ma da sempre ha dimostrato grande forza di volontà e svolge diverse attività, tra cui il canto e lo sci. Ma la sua passione è il ciclismo su pista di cui è campionessa italiana. Ha inoltre un normale brevetto (non specifico per i ciechi), di istruttrice di Nordik Walking.
A 19 anni, lottando contro la sua disabilità, impegnata tra le gare e il canto, non sarebbe meglio farle godere la giovinezza piuttosto che farla sedere sui banchi del consiglio comunale? E’ l’ennesima vittima di una sponsorizzazione selvaggia del Pd alla ricerca del cambiamento?

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