La deputata del M5S: le sirene esistono? Prove schiaccianti!

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Tatiana Basilio, deputata del M5S ha lanciato un appello su internet postando un messaggio e un video per dimostrare l’esistenza delle sirene. Le creature mitologiche quindi, metà pesce e metà donna, non sarebbero frutto della fantasia di Omero ma sarebbero state avvistate anche da autorevoli ricercatori, almeno secondo quanto sostiene la tesi supportata dalla deputata. La Basilio condivide quindi un video di un documentario postato su YouTube che proverebbe la loro esistenza… Il documentario è andato in onda a Discovery Channel!

 

Loredana Lupo: la celiachia è una normale conseguenza della globalizzazione

loredanalupo-celiachia-tuttacronacaUn intervento della durata di cinque minuti quello della deputata del M5S Loredana Lupo oggi alla Camera. Nel corso di un’audizione la grillina ha parlato della celiachia osservandola sotto un’ottica di globalizzazione e di libera industrializzazione, facendo inoltre il punto sulla situazione di coloro che soffrono di questa malattia e chiedendo che vi sia un impegno anche a livello comunitario per il monitoraggio degli alimenti a loro destinati per tutelare la loro salute.

“Oggi anziché concentrarci sulla celiachia come malattia, dovremmo considerarla una normale conseguenza della globalizzazione e della libera industrializzazione alimentare. Noi siamo quello che mangiamo, troppa poca è l’attenzione che dedichiamo a ciò che viene ingerito. Raramente si pensa che questa sostanza diventerà parte di noi e che condizionerà i nostri processi, chimici, biologici ed energetici. Se una sostanza è compatibile con la nostra natura, l’organismo l’assimilerà senza problemi e ne trarrà beneficio. Ma se quella sostanza è incompatibile con il nostro corpo, questo resterà inquinato, faticherà per neutralizzarne gli effetti negativi e perderà energia e forza vitale. Quando il nostro organismo non è più in grado di eliminare le tossine introdotte accumulate si manifesta la malattia nella parte più colpita e debole dell’organismo […] cos’è il glutine? una proteina presente in alcuni cereali, un macroelemento che per anni è stato oggetto di selezione genetica volta a migliorare più le caratteristiche tecniche che qualitative. Difatti le selezioni effettuate hanno cercato di soddisfare le esigenze della moderna industria […] tuttavia se le classi proteiche assicurano all’impasto le proprietà viscoelastiche ricercate dall’industria di trasformazione, merita di sottolineare come da tempo è noto che queste abbiano un potenziale allergenico per l’uomo e siano responsabili dei sempre più frequenti casi di celiachia.”

Secondo l’interpretazione del deputato, la celiachia è “figlia” di una proteina modificata per scopi industriali, pensiero che ha catturato l’attenzione del popolo di Twitter che ha reagito in modo discordante. Ma anche il ministero della Salute ha tenuto a precisare che “Non sono tuttavia ancora noti i fattori che scatenano la malattia dopo anni di tolleranza al glutine” e che il disturbo, una malattia autoimmune del duodeno, colpisce soggetti geneticamente predisposti. E quindi il corpo attacca sé stesso distruggendo i villi responsabili dell’assorbimento dei nutrienti.

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Polverini avrebbe detto: i disoccupati sono degli sfigati che aspettano i soldi

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Se fosse vero sarebbe l’ennesima caduta della deputata Renata Polverini. La frase sarebbe stata pronunciata al Comitato dei nove. A darne notizia è il deputato Salvatore Micillo del MoVimento 5 stelle presente in seduta che ha spedito immediatamente un tweet:

polverini-disoccupati-sfigati

“i disoccupati sono degli sfigati che aspettano i soldi”

Non è passato in osservato in rete e la polemica è montata. Tra indignazione e sorpresa sono stati molti gli utenti a voler far sentire la loro voce.

Aggiornamento 8 agosto 2013, 17,05:

«Hanno frainteso, saranno querelati», così Renata Polverini nel  botta e risposta, tra lei e i due deputati del M5s Alessio Villanova, vicepresidente del M5S alla Camera e il capogruppo M5S Riccardo Nuti che avevano riportato la frase incriminata sui social network. Altri dettagli poi sono emersi su quella frase e sul Facebook di Riccardo Nuti si legge:

«Ieri sera in aula stavamo votando un testo errato durante la dichiarazione di voto sul decreto legge lavoro. Successivamente la Polverini (presidente di quel comitato dei 9 che gestiva il dl lavoro) ha definito i disoccupati ” sfigati che aspettano i soldi” e poi ha offeso il nostro vice-capigruppo Alessio Villarosa»

Anche Villarosa aggiunge altri particolari: «Aveva fretta – racconta – Ad un certo punto ha detto che aveva da fare e non poteva passare tutta la notte lì con i provvedimenti per questi sfigati dei disoccupati».

La parlamentare del Pdl ha poi ribadito:

«Ho dato immediatamente mandato ai miei legali a presentare una querela nei confronti dei deputati Villarosa e Micillo», spiega la deputata, che prosegue: «Non ho utilizzato nessuna espressione di ingiurio e, in realtà, è avvenuto esattamente l’opposto di quanto dichiarano i due deputati: il M5S aveva intenzione di bloccare il provvedimento ormai in votazione e di rinviarlo alle commissioni con il chiaro intento di farlo decadere e impedendo di fatto la messa a disposizione di strumenti normativi ed economici che danno più opportunità ai disoccupati «sfigati» inteso come sfortunati in gergo popolare».

Deputata M5S devolve stipendio ad associazione vittime femminicidio. Smentita

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Si è diffusa, nelle scorse ore, la notizia di una deputata friulana del M5S che avrebbe deciso di devolvere il proprio stipendio a un’associazione che si occupa del dramma del femminicidio. E’ stato il lancio di un’agenzia di stampa, poi ripreso da alcune testate giornalistiche a innescare la miccia:

“La parlamentare è stata eletta per la prima volta alla Camera dei Deputati a febbraio 2013. A darne notizia è l’Associazione vittime femminicidio (Avf), con sede a Milano, che definisce la sua intenzione “ammirevole e di grande significato morale etico e sociale”.

Dopo poche ore però è chiaro che qualcosa non torna. Non vi è nessuna deputata M5S eletta nel Friuli, dopo poco scompare anche il profilo Facebook di questa fantomatica associazione Avf. Si chiamano quindi gli esperti del settore e si chiede se qualcuno ha idea di chi ci sia dietro a questa sigla… anche qui tutto risulta nebbioso e nessuno la conosce.

 Arriva anche la smentita. Silvia Benedetti, deputata veneta (e non friulana) del M5s spiega al Corriere.it:

“Nessuna di noi ha mai devoluto il proprio stipendio a questa associazione, di cui non abbiamo nemmeno mai sentito parlare. Stiamo portando avanti progetti contro la violenza sulle donne in linea con la Convenzione di Istanbul e ci sono alcuni di noi che hanno fatto donazioni ad enti benefici. Ma non a questa fantomatica Avf. E troviamo disgustose queste affermazioni”

Prende la parola pure Giulia Di Vita, anche lei deputata grillina:

La notizia della deputata 5 stelle è una bufala, non abbiamo deputate friulane e di certo con tutte le associazioni che esistono in Italia da parecchio tempo non credo che avremmo scelto di finanziarne una sconosciuta che non fa parte della Rete Nazionale Antiviolenza. Inoltre sulla restituzione della parte in più di stipendio e diaria abbiamo fatto una scelta collettiva (al fondo di ammortamento del debito pubblico) in attesa dell’apertura del fondo per il microcredito. Se è un modo per l’associazione (sempre che esista) di farsi pubblicità sono veramente inorridita.

C’è davvero da rimanere allibiti che poi la notizia sia circolata proprio in una giornata come quella di oggi in cui si è verificato l’ennesimo femminicidio, con il caso dell’omicidio-suicidio di Massa. Ma sarà stata solo una bufala oppure c’era dietro una truffa? Il dubbio c’è anche perché non è la prima volta che circolano in rete notizie simili. Come ricorda il Corriere della Sera sono state almeno tre i precedenti:

Nel primo era un medico di Foggia che avrebbe donato 750 mila euro alle famiglie di vittime di femminicidio. E in un altro era un pensionato. Poi, l’annuncio che l’associazione avrebbe pagato l’assistenza legale ai familiari di Rosy Bonanno, uccisa a Palermo dall’ex. In tutti i casi viene indicata una mail (a che pro? allo scopo di raccogliere soldi?). E poi un sito internet http://www.sosvittimefemminicidio.it che risulta non attivo.

 

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