Sfiorato un “secondo Cernis”?

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«Ho visto un elicottero da guerra passare sotto il ponte sul quale stavo transitando e ho avuto paura». Queste le parole di un autista Manuel Ricci che questa mattina, verso le 10,30, stava transitando sul ponte di Pinzano al Tagliamento (Pordenone). All’improvviso l’uomo ha visto spuntare all’orizzonte il velivolo militare, si è fermato e ha scattato alcune foto: «Non so dire se sia o meno una procedura corretta, forse sì – racconta – ma forse si poteva scegliere una zona chiusa al traffico civile per questo addestramento». Poi si è appreso che in effetti, sono in corso all’aeroporto Pagliano e Gori di Aviano (Pordenone) – sede del 31.mo Fighter Wing dell’Us Air Force – delle esercitazioni militari. Fino al 15 febbraio l’attività addestrativa vedrà impegnati anche degli elicotteri schierati dal dodicesimo Combat Aviation Brigate dell’Us Army (l’Esercito degli Stati Uniti d’America) e gli F16 di stanza nella base friulana. Speriamo di non assistere mai a un secondo Cernis!

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Aspettano un figlio e sopprimono il cane… il web solidale con l’animale!

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Troppe famiglie prendono un animale e poi pensano di poterlo abbandonare quando “il giocattolo” diventa faticoso da gestire o, come in questo caso un figlio è in arrivo e si pensa che una cagnolina di 3 anni, un mix tra le razze Boxer e Rhodesian, possa rappresentare un pericolo per il nuovo nascituro. Così da ieri su eBay è apparso un appello, inserito da un’utente, Federica Benedet, che è venuta a conoscenza della situazione attraverso un conoscente e sta cercando una nuova famiglia che adotti il cane che altrimenti, tra sei mesi, cioè quando nascerà il bimbo, sarà abbattuto da un veterinario.

«Abbiamo già ricevuto alcune richieste – rivela Federica Benedet – ma per ora nessuno ha tradotto in pratica l’intenzione di adottare l’animale. È una razza abbastanza iperattiva – avverte – e per educarla serve polso». La ragazza si è già messa in contatto con l’associazione «Dingo» di Pordenone: «Se non si dovesse trovare un nuovo padrone in tempi brevi – fa sapere Federica Benedet – anche un canile sarebbe una soluzione migliore, rispetto a ciò che ne vuol fare la famiglia americana». Ovvero sopprimere l’animale domestico come se nulla fosse.

 

800mila euro in meno: lo Stato taglia la ricerca sul cancro

cro-aviano-tuttacronacaTaglio consistente di finanziamenti al Cro, il Centro di Riferimento Oncologico, di Aviano, in provincia di Pordenone, che dovrà fare i conti con 800mila euro in meno. Il Ministro non è più in grado di garantire la cifra, che quindi è stata cancellata.  Nel particolare, al Cro non arriveranno più da Roma 4 milioni di euro circa, ma poco più di 3 milioni e 150 mila. E l’allarme rischia di suonare anche per i circa 150 ricercatori a contratto che potrebbero, come spiega il Gazzettino, perdere i soldi per continuare le loro linee di ricerca o i contributi legati ai loro progetti. Come dire lo stipendio, già decisamente magro rispetto ai risultati che raggiungono. Un brutto segnale che non colpisce solo il Cro, ma in generale tutti gli Istituti di ricerca della penisola.

Il consigliere che si dimette per una bestemmia

consigliere-bestemmia-tuttacronacaA novembre, durante una discussione politica in consiglio comunale il consigliere Nilo Martin, rappresentante della maggioranza, si era lasciato sfuggire una bestemmia.  Accadeva a Pravisdomini, in provincia di Pordenone, e attorno alla vicenda si è subito generato un certo clamore. Tant’è che il leghista Angelo Vincenzi, qualora lo statuto comunale lo prevedesse, chiederà, probabilmente insieme con gli altri componenti dei gruppi di minoranza, le dimissioni di Martin. “L’altra sera – ha commentato Vincenzi – abbiamo assistito a un qualcosa di sgradevole. Bestemmiare è già di per sè spregevole, figuriamoci se le parole blasfeme escono, durante un’assemblea civica, dalla bocca di un consigliere”. Ma è stato lo stesso Martin a presentare al sindaco Graziano Campaner le proprie dimissioni, aggiungendo le scuse per il suo comportamento. Come spiega il Gazzettino, le dimissioni sono irrevocabili, anche se il sindaco Campaner insieme a tutta la maggioranza hanno fatto quadrato attorno a Martin cercando, invano, di farlo tornare sui propri passi. La decisione, però, era ormai stata presa. Nel prossimo Consiglio comunale, dunque, si provvederà alla surroga con l’ultimo dei non eletti alle scorse elezioni. Amareggiato, Campaner ha mostrato la propria vicinanza a Martin. “La sua – sottolinea – è stata un’imprecazione durante un Consiglio comunale molto acceso. Per Pravisdomini ha fatto molto, anche quando si è trattato di appoggiare l’ex sindaco Siagri. Purtroppo, però, a volte ci si dimentica troppo in fretta di chi fa del bene”.

Terremoto sulle Prealpi venete: interessate le province di Udine e Pordenone

terremoto-veneto-tuttacronacaL’Istituto Nazionale di Geofisica e vulcanologia ha registrato una scossa di terremoto di magnitudo 3 alle ore 12.49. L’evento, che ha avuto ipocentro a una profondità di 6.1 km, è stato localizzato nel distretto sismico delle Prealpi venete e ha avuto epicentro tra le province di Udine e Pordenone. I comuni più prossimi sono Ampezzo, Preone e Socchieve (UD) e Tramonti di Sopra e Tramonti di Sotto (PN).

“Ridete di noi?” e scatta la rissa. Massacrati di botte quattro ragazzi

rissa-discoteca-tuttacronacaUna serata in discoteca, dopo di che un salto a Sacile, in provincia di Treviso, per mangiare un panino alla Salamella, un chiosco che resta aperto fino alle sette di mattina e “sfama” i giovani reduci dalle nottate in discoteca. Ma qui è accaduto il peggio, alle prime luci di domenica mattina. Quattro ragazzi tra i 17 e 18 anni, alcuni ancora studenti, che abitano a Godega Sant’Urbano e a Cordignano, sempre in provincia di Treviso, sono arrivati al chiosco, parlando e ridendo tra loro. A quel punto due giovani albanesi, che vivono in Provincia di Pordenone, si sono avvicinati e uno di loro ha chiesto: “Ridete di noi?”. La risposta “No, no, stiamo parlando tra di noi”. Ma non è bastato: gli albanesi hanno dato il via a una rissa, picchiandoli senza motivo, spaccando nasi e perfino continuando a prendere a calci in testa un 17enne quando ormai era già a terra: i colpi sono stati così violenti che ha avuto un’amnesia.

L’uomo che non può entrare allo stadio… per troppo amore!

tifoso-stdio-tuttacronacaLa storia di Paolo Stefanuto, originario di Teglio Veneto, nel Veneziano, ma ormai da quasi quarant’anni pordenonese doc, è raccontata dal Gazzettino. E’ una storia che parla del grande amore dell’uomo per il Calcio Prata, passione che rischia di metterne in pericolo la vita al 64enne, che vive talmente in simbiosi con il suo club da non poterlo seguire dal vivo. Spiega il quotidiano che Paolo è il custode dello stadio comunale di Prata. Lo conoscono tutti ma da quasi tre mesi la domenica allo stadio non c’è più. Il “suo” stadio non lo apre più lui. L’uomo, infatti, soffre di un serio problema cardiaco e a marzo si sottoporrà ad un’operazione a Milano. Nell’attesa dell’intervento il suo medico curante ha emesso la “sentenza”: lui, che ama il Prata alla follia, non lo può più andare a vedere dal vivo. Perché? Soffre troppo, si emoziona e quindi rischia la vita. “Ho visto le prime tre partite in campionato ma alla fine sono dovuto andare due volte al pronto soccorso” racconta.

Terremoto nei pressi di Barcis, a Pordenone

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Una scossa di terremoto è stata registrata poco fa tra Veneto e Friuli. Un terremoto di magnitudo 2.8 (scala Richter) è stato registrato alle 19.46 con epicentro a sei chilometri a Ovest di Barcis (Pordenone). Lo si apprende dalla Protezione civile del Friuli Venezia Giulia.

Il dramma del lavoro a Pordenone: Ideal Standard licenzia 450 persone

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Il dramma del lavoro squarcia lo stabilimento di Orcenico di Zoppola (Pordenone) dell’Ideal Standard che ha annunciato il licenziamento di 450 dipendenti dopo il fallimento delle trattative. nell’incertezza anche la  integrazione in deroga, che il governo si era impegnato a garantire, l’azienda intende far scattare la procedura di mobilità dal primo gennaio. I sindacati hanno espresso il loro “sconcerto” e hanno fatto sapere di essere pronti alla mobilitazione.

Uomo lanciato contro un muro, da una mucca che stava partorendo

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Un 67enne, G.N., residente a Cordenons, in provincia di Pordenone, è stato schiacciato contro il muro di una stalla da una mucca che stava per partorire. L’animale, stava soffrendo molto per le contrazioni, un dolore che probabilmente non è più riuscita a sopportare e che ha sfogato contro l’uomo che quotidianamente la governa. È successo verso le 20. L’allevatore stava accudendo a due vitelli. Improvvisamente il bovino lo ha scaraventato con il muso contro il muro, colpendolo più volte al torace.

 

Braccio di ferro tra circo Millennium e Comune di Pordenone

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Il Comune di Pordenone difende il regolamento e quindi di fatto ha negato l’autorizzazione sul suo territorio affinché non ci fosse l’esibizione in quanto il circo tra le sue attrazioni fa uso di animali. La direzione del circo si è rivolta al Tar e la giunta comunale ha deciso di resistere in giudizio. L’udienza è fissata per novembre. Se il Comune perdesse la causa il circo a quel punto potrebbe fare subito lo spettacolo. Si sono già mobilitati gli animalisti.

 

Il leghista che propone il censimento dei Rom: “voglio sapere quanti rubano”

Campo-Rom-tuttacronacaIl segretario del Carroccio del comune di Azzano Decimo, Enzo Bortolotti, ha lanciato la consulta provinciale per i rom autocandidandosi a guidarla in occasione della serata dedicata al problema dei nomadi: “Prima proposta è il censimento dei rom in provincia di Pordenone, cosa che finora non è mai stata fatta. E sfido chiunque a dirmi che sono razzista se voglio sapere quanti sono quelli che rubano”. Bortolotti torna quindi su uno dei suoi cavalli di battaglia: l’idea del censimento l’aveva lanciata anche nel 2008 quando, in veste di segretario del Carroccio, aveva affidato l’incarico a Eligio Grizzo.

Ogm vietato in Italia, ma domani sarà raccolto. Sanzioni? Nessuna

mais_ogm_tuttacronacaL’Ogm è vietato in Italia ma domani 12 ottobre 2013 il mais ogm, cioè geneticamente modificato, verrà raccolto a Vivaro, in provincia di Pordenone dove è stato coltivato da Silvano Dalla Libera, vicepresidente di Futuragra. La tipologia di grano coltivato è il Mon 810.

Greenpeace nel 2012 lanciava l’allarme sulla pericolosità del prodotto:

Si tratta di un evento (trait) transgenico che innesta nel genoma del mais la capacità di produrre una tossina in grado di uccidere alcuni parassiti della pianta. La tossina è una delle numerose varianti tra quelle prodotte da un batterio, il Bacillus turingensis (Bt: per questo si parla di “mais Bt”). In particolare, questa variante (Cry 1Ab) dovrebbe selettivamente uccidere un parassita del mais, Ostrinia nubilalis.

È importante notare che le spore del Bt sono uno strumento utilizzato in agricoltura biologica per combattere gli insetti infestanti. Le “modalità” dell’utilizzo sono tuttavia molto diverse. In primo luogo, le spore del Bt sono utilizzate quando l’infestazione è in corso. In secondo luogo, le spore contengono una pro-tossina, che si attiva in una tossina efficace solo quando la pro-tossina è ingerita da un insetto “target”. Senza questa attivazione, estremamente specifica, la pro-tossina è inefficace.

L’effetto di una coltura di mais Bt è quindi quello di inondare l’ambiente con una tossina attiva che rischia di colpire insetti innocui comprese specie “utili” (ad esempio predatori che controllano le popolazioni di insetti infestanti) e specie a rischio. Inoltre, poiché la tossina è rilasciata nell’ambiente circostante, attorno al campo OGM si crea un “alone” con dosi decrescenti di tossina attiva: le condizioni ideali per far sviluppare una resistenza alla tossina negli insetti “target”. Con la conseguenza di rendere inutilizzabile per gli agricoltori un importante strumento di controllo delle infestazioni cha ha il vantaggio di impatti ambientali praticamente nulli.

Quali sono i rischi?  

Sempre secondo Greenpeace:

Diffusione della tossina Bt: i frammenti di mais OGM si disperdono dopo la raccolta e sono stati rinvenuti nell’86 per cento dei 227 siti della rete idrografica monitorata. La tossina Cry1Ab è stata trovata nel 13 per cento dei corsi d’acqua e nel 23 per cento delle colonne d’acqua analizzate (Tank et al., 2010).

Persistenza della tossina Bt: è stata dimostrata l’alta stabilità della tossina Cry1Ab che potrebbe spiegare la persistenza della sua tossicità (Sander et al., 2010). La persistenza della tossicità in acqua (nei frammenti di foglie di mais, sei mesi dopo il raccolto) è stata dimostrata dal citato studio di Tank et al. (2010).

Comparsa della resistenza negli organismi bersaglio: è stata dimostrata la comparsa di resistenza alla Cry1Ab in Busseola fusca (Kruger et al. 2009 e 2011) e Spadoptera frugiperda (Storer et al., 2010). La resistenza può insorgere (B. fusca) nonostante siano state attuate apposite strategie di prevenzione come quella di lasciare aree di mais non OGM (rifugi) tra i campi transgenici.
Incremento di altri parassiti (non bersaglio): il MON810 favorisce la sopravvivenza di Striacosta albicosta (una farfalla Noctuidae) “nuovo” parassita del mais (Dorhout e Rice, 2010). La cicalina (Dalbulus maidis, un emittero), un altro parassita del mais, si sviluppa maggiormente nei campi di mais Bt che in quelli non Bt (Virla et al., 2010). Inoltre, sul cotone Bt, in Cina, è stata registrata una “epidemia” di miridi (Lu et al. 2010).

Impatto su specie predatrici di parassiti del mais (non bersaglio): eliminando completamente le popolazioni di Ostrinia nubilalis, il mais Bt elimina anche gli insetti che la predano come le vespe appartenenti ai Braconidae e Ichneumonidae (Marvier et al., 2007; Wolfenbarger et al., 2008; Naranjo, 2009).

Impatto su altre specie (non bersaglio): in laboratorio, sono stati dimostrati “effetti avversi” sul crostaceo acquatico Daphnia magna, un organismo “modello” per gli studi ecotossicologici, nutrito con frammenti di mais Bt (Bohn et al., 2010). Sempre in laboratorio, sono stati verificati effetti negativi del MON810 sulla lumaca Cantareus aspersus (Kramarz et al., 2009). Ancor più preoccupanti i rischi (sottolineati anche dalla valutazione dell’EFSA sul mais Bt11 che cita Lang e Otto, 2010 e Perry et al. 2010, 2011) su specie di farfalle non bersaglio, i cui bruchi possono ingerire polline di mais Bt (contenente la tossina Cry1Ab). Secondo EFSA, la mortalità “locale” (presso il campo OGM) potrebbe arrivare al 100% nelle condizioni più sfavorevoli. Queste preoccupazioni sono state confermate da uno studio più recente1 (non citato nel dossier inviato alla Commissione Europea) che conferma la complessità dei sistemi viventi e quindi delle relative valutazioni di rischio. In breve, gli autori concludono che i bruchi della Vanessa Io (Inachis io) sono esposti al rischio dell’ingestione di polline Bt (sulla superficie delle foglie di ortica di cui si nutrono…) a causa del particolare ciclo vitale (un ciclo “doppio”, con due generazioni per anno) di questa specie vulnerabile nell’Europa centrale e meridionale. Nel nord Europa, dove la specie compie un solo ciclo annuo, i rischi sono molto inferiori perché la dispersione del polline del mais è asincrona rispetto alla presenza dei bruchi. Nell’Europa centrale e meridionale invece la seconda generazione dei bruchi è presente sulle foglie d’ortica quando queste sono “ricoperte” dal polline del mais e sono quindi a rischio! Ovviamente, questo studio si focalizza su una singola specie (importante, perché vulnerabile), ma gli autori sottolineano che, ad esempio, in Austria il 70 per cento delle specie di farfalle è presente nelle aree agricole.

In Italia, la coltivazione di Mon 810 è stata dichiarata illegale il 12 luglio 2013, in seguito ad un decreto firmato dai ministri delle Politiche agricole (Nunzia De Girolamo), dell’Ambiente (Andrea Orlando) e della Salute (Beatrice Lorenzin).

Tra coloro che avrebbero voluto distruggere il raccolto c’è proprio Andrea Orlando ministro dell’ambiente, che ha scritto alla governatrice del Friuli, Debora Serracchiani, che ritiene la legge inapplicabile.

Lo scambio di lettere lo spiega Il Corriere della Sera:

“Per Dalla Libera è già stata una sfida piantarle, quelle spighe, dopo che il ministero dell’Agricoltura gli aveva detto «non se ne parla» e dopo aver ottenuto il consenso, invece, dal Consiglio di Stato. Una sfida, dicevamo, piantare quei semi il 13 di aprile. Figuriamoci adesso organizzare la festa della prima trebbiatura di mais ogm italiano… È prevista per domani «e sarà in qualche modo un evento storico» dice fiero di sé l’ideatore di Futuragra”.

E così Orlando ha scritto alla Serracchiani:

“«Cara Debora, com’è noto il 10 di agosto è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il decreto che vieta la coltivazione del mais geneticamente modificato Mon810…Chiedo di conoscere con quali modalità la Regione intenda procedere, stante l’eventualità di dover anche dar seguito a sanzioni e bonifica, al ripristino ambientale e al risarcimento, se vi è stato un danno ambientale»”.

Ma la risposta ottenuta dalla governatrice del Friuli non è stata quella che il ministro si aspettava:

«Non posso irrogare sanzioni e dal punto di vista penale non è legittimo nessun provvedimento regionale per distruggere le colture ogm in atto. Bisogna colmare le lacune normative e va detto che l’accertamento del danno ambientale compete allo Stato». Poi l’annuncio di ieri sera: «Scriverò una lettera al commissario Ue alla Salute Tonio Borg chiedendogli di esprimersi perché serve dalla Commissione europea una nuova e più chiara pronuncia, anche alla luce delle interpretazioni in conflitto. Intanto, va da sé che il Governo dovrebbe dotarsi di una normativa sanzionatoria».

E così Orlando ha replicato:

«Dice cose un po’ sopra le righe, come se il decreto fosse praticamente irrilevante dal punto di vista giuridico. E per farlo cita un’interpretazione del ministero dell’Agricoltura. E allora io rispondo mandando una lettera al collega dell’Agricoltura nella quale spiego che già oggi ci sono tutti gli strumenti perché le Regioni possano intervenire. E poi promuoverò un incontro fra tutte le Regioni, noi e i ministeri dell’Agricoltura e della Sanità per fare una verifica sullo stato di avanzamento della normativa in tema di coesistenza».

Insomma la trebbiatura si farà e Dalla Libera è pronto a “ringraziare” il ministro Orlando con un mazzo di spighe:

“Lui, il signor Silvano, difende (va da sé) la posizione della governatrice: «È un avvocato, sa quel che dice». Pubblica sul Web un filmato per mostrare spighe «di mais antico con i suoi difetti» e altre «che vogliamo coltivare e che sono perfette» (quelle ogm). Promette che dopo la raccolta («sennò magari qualcuno distrugge tutto») svelerà in quali altri terreni d’Italia i suoi associati coltivano Mon810 («e non sono pochi»). Organizza la festa di domani e prepara un pacco pieno di spighe da spedire ai ministri”.

Dove è legale la coltivazione di questo mais in Europa?

L’uso è stato approvato dall’Unione Europea nel 1998 e si coltiva in 6 paesi: Austria, Ungheria, Grecia, Francia, Lussemburgo e Germania.

Scossa di terremoto sulle Prealpi Venete

terremoto-pordenone-tuttacronacaAlle ore 19.00 l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia ha registrato un evento sismico nel distretto delle Prealpi Venete. La scossa di terremoto, di magnitudo 2.4, è avvenuta a una profondità di 7.1 km. L’epicentro è stato individuato in provincia di Pordenone, tra i comuni di Andreis, Barcis e Claut.

L’Italia che non ha rivali… in cucina! Luca, il friulano che vince MasterChef USA!

lucamanfrè-masterchef-tuttacronacaLuca Manfrè è uno che non molla. Un friulano doc che, rispedito a casa durante la terza stagione di Master Chef USA (galeotto un fegato alla veneziana forse troppo cotto e una polenta che non era riuscita nel migliore dei modi), dopo essersi sentito dire dai giudici che andava affinata la tecnica ha affilato i coltelli. Alla quarta stagione era ancora tra i fornelli, pronto a servire in tavola (e alla giuria) la cucina Tricolore. Il 31enne di Aviano, in provincia di Pordenone, manager di ristoranti a New York alla seconda partecipazione alla celebre trasmissione culinaria, ha iniziato in sordina ma, piatto dopo piatto, è diventato “the one to watch”. Un piatto tipico del suo Friuli, il frico, l’ha traghettato in finale dove ha battuto la 26enne casalinga di San Diego Natasha Crnjac. Il trionfo è stato sancito dai giudici Gordon Ramsay, Joe Bastianich e Graham Elliott. Il commento a caldo di Luca? “And now I am America’s MasterChef”. Che ora sogna di aprire “un ristorante di cucina friulana a Manhattan”. Ma anche una catena di gelaterie e una fabbrica di pasta fresca.

Tromba d’aria a Pordenone, danni e disagi

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L’estate è finita di colpo e l’autunno, a Pordenone si è presentato con una tromba d’aria ceh nella notte ha colpito la provincia creando danni e disagi. Almeno cento gli interventi dei Vigili del Fuoco che sono stati chiamati per rimuovere rami caduti e segnaletica divelta, allagamenti e tetti scoperti. Fortunatamente i pochi automobilisti che stavano percorrendo la zona sono rimasti illesi. L’area più colpita è quella a cavallo delle frazioni di Cusano, Poincicco e Pescincanna. Al momento ci sono ancora decine di richieste di soccorso soprattutto per liberare le strade dai detriti portati dalle trombe d’aria. Non si registrano feriti.

Durante il tardo pomeriggio di ieri il maltempo si era abbattuto anche su Viareggio, in particolare sulle spiagge dove le forti raffiche di vento avevano spostato lettini e sdraio in pochissimi secondi. In poche ore  si era rilevato un accumulo pluviometrico che aveva toccato i 60 millimetri di pioggia, creando danni e allagamenti. Anche qui i Vigili del Fuoco avevano ricevuto innumerevoli chiamate di soccorso.

Tremano le Prealpi Venete: scossa di terremoto in provincia di Udine

terremot-prealpi-venete-tuttacronacaE’ stato registrato dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia un terremoto di magnitudo 2.9 avvenuto alle 17:01 nel distretto sismico delle Prealpi Venete. Il sisma ha avuto una profondità di 4 km e l’epicentro è stato localizzato tra i comuni di Ampezzo, Enemonzo, Lauco, Preone, Raveo, Socchieve e Villa Santina (UD) e Tramonti di Sopra e Tramonti di Sotto, in provincia di Pordenone.

Scossa di terremoto in provincia di Pordenone

terremoto-belluno-tuttacronacaL’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia ha registrato una scossa di terremoto di magnitudo 2.1 alle ore 22:58 nel distretto sismico delle Prealpi Venete. I comuni più prossimi all’evento, che ha avuto ipocentro a una profondità di 8.8 chilometri, sono Andreis e Claut, entrambi in provincia di Pordenone.

Il mattatoio umano: a Pordenone uomo vende rene per mantenere la famiglia

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L’Italia forse sta fuori dal tunnel, gli italiani assolutamente no! L’ultima storia arriva da Pordenone e racconta la drammatica vita quotidiana di una famiglia di cinque persone costrette a vivere con quattrocento euro al mese, stipendio che la moglie riesce faticosamente a portare a casa lavorando per un’impresa che fa le pulizie negli uffici postali. Alessandro era un metalmeccanico manutentore, ma la sua azienda ha chiuso i battenti e lui si è ritrovato senza lavoro.

«È due anni che ho perso il lavoro e dopo aver venduto tutto l’oro e i gioielli di famiglia facciamo fatica a mangiare. Ora è anche finito l’aiuto dei servizi sociali del Comune. Perciò ho deciso di vendere un rene al miglior offerente, solo così posso continuare a sfamare la mia famiglia», così parla Alessandro.

La moglie racconta «da quindici giorni mangiamo bietole e uova solo grazie a qualche vicino che ha le galline e che ci dà una mano».

L’altro giorno è arrivata anche la lettera del Comune dove si dice che il figlio piccolo non può usufruire dello scuolabus perché non sono stati pagati i 52 euro della retta dell’anno scorso.

Gli attivisti che distruggono un campo di mais ogm

mais-ogm-pordenone-tuttacronacaAlcuni attivisti di movimenti dei centri sociali del NordEst e di associazioni anti-ogm hanno calpestato, in parte distruggendolo, un campo in cui era stato seminato mais ogm a Vivaro, in provincia di Pordenone: le forze dell’ordine hanno presidiato la manifestazione. Ad essere presa di mira una porzione di campo dove del mais “Mon 810” è stato seminato dall’imprenditore Giorgio Fidenato lo scordo giugno. Ma Fidenato non è nuovo a queste azioni: nel 2010 erano già avvenute la semina e la successiva distruzione di un suo campo. L’imprenditore, che si appella alle direttive comunitarie, è stato recentemente assolto per la semina di quell’anno ma sia il Governo che la Regione Friuli Venezia Giulia si dichiarano contrari allo sviluppo dell’agricoltura ogm. Tuttavia non è stata tracciata una linea netta.

Trema il Nord: terremoto nelle Prealpi Venete

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L’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia ha registrato un terremoto di magnitudo 3.6 alle ore 15:59:01 italiane. L’evento, localizzato nel distretto sismico delle Prealpi venete, si è verificato a una profondità di 9.2 km. La scossa, secondo quanto riferito dalla Protezione civile del Friuli Venezia Giulia, ha avuto con epicentro a 4 chilometri a Nord di Barcis (Pordenone) ed è stata avvertita distintamente in tutta la provincia mentre i sindaci della Valcellina hanno disposto l’uscita delle squadre di volontari.  Al momento non si registrano danni a persone o cose.

Sorpresa Orson Welles, ritrovato inedito!

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1938 anno importante per il giovane Orson Welles e non per quella celebre birichinata dell’invasione extraterrestre che poi lo rese celebre, ma oggi lo ricordiamo quell’anno per un esperimento cinematografico, creduto perso, che invece è stato ritrovato e sarà presentato il 9 ottobre alla prossima edizione di  “Le giornate del cinema muto” di Pordenone. Un esperimento cinematografico che si colloca che tra i ben noti  otto minuti  di The Hearts of Age Citizen Kane, quindi tra un esperimento giovanile e il film considerato  un modello assoluto di cinema.

Questo ritrovamento è davvero speciale.  “Too Much Johnson” fu girato come sfondo e raccordo  delle diverse scene di una pièce che nell’estate del 1938  mise in scena con gli amici di sempre ( tra cui Joseph Cotten , John Houseman, e  sua moglie Virginia   Nicholson ), e che fu un clamoroso disastro. Tanto che l’opera che nelle intenzioni di Welles doveva venir presentata a Broadway rimase invece tra le mura del teatrino di Stoney Creek, vicino a New Haven, in Connecticut.

Di cosa parla la storia di “ Too Much Johnson”?

Racconta la storia di un gentile avventuriero,Augustus Billing, interpretato da Joseph Cotten che veste un cappello di paglia e un colletto ben stirato e finisce per ritrovarsi A Cuba in un sacco di guai.  La pièce era opera di  William Gillette, celebre per  aver interpretato  sulla scena il personaggio di Sherlock Holmes, ed era una sorta di  imitazione di Labiche. Welles pensò che fosse una buona idea  raccontare per immagini quello che la pièce di Gillette raccontava  a parole: e quindi girò  una sorta di introduzione visiva , alla maniera di Mack Sennet, di Harol Lloyd  e nella tradizione della slapstick comedy,  riassumendo per immagini quello che il testo originale raccontava a parole, un cappello per ogni atto.

La lavorazione fu molto avventurosa perchè, all’epoca in quel gruppo, nessuno aveva una grande esperienza di cinema e il tempo era poco.    Il teatro dove  Too Much Johnson doveva andare in scena non  consentiva la proiezione cinematografica. La Paramount rivendicò i suoi diritti sul girato, per avere prodotto nel 1920 una sua versione della commedia, e minacciò di rivalersi se Too Much Johnson fosse arrivato a Broadway. La pièce andò dunque in scena senza le parti  cinematografiche, e non funzionò, per presto entrare nel dimenticatoio assieme alla partitura che   il futuro scrittore Paul Bowles aveva scritto per l’occasione: Musica per  una farsa, con Tromba, clarinetto, piano e percussioni, tra  cui una bottiglia del latte e un campanello ….
Ora questa bizzarra eredità del grande Orson ragazzo, dimenticata, recuperata dopo anni  da Welles che voleva riutilizzarla, creduta perduta  nell’incendio che devastò la  sua casa madrilena nel 1971,   è stata ritrovata dal cineclub Cinemazero di Pordenone.   A recuperare questo materiale che si credeva perduto è stato un ragazzo di Pordenone, Mario Catto,  che, con felice intuizione, ha ritrovato i preziosi materiali di Welles nelle scatole  che una ditta di trasporti locale intendeva eliminare, e si è sentito confermare da Cito Giorgini, un grande esperto wellesiano,  che si trattava proprio di Too Much Johnson. La copia  del film, affidata alla Camera Ottica di Gorizia prima  e alla cineteca del Friuli poi, è stata restaurata dalla George Eastman House con il contributo della National Film Preservation  Foundation. Insomma, è il ritrovamento di un anello mancante nella storia di Orson Welles regista di  cinema. “E’ stato filmando queste sequenze  che Welles si innamorò del cinema, di girare un film e delle grandi possibilità del montaggio “scrive Simon Callow, l’attore inglese che è anche il biografo di  Welles.

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Non conosce Casini e Di Pietro: non gli danno la cittadinanza italiana!

richie-addai-bocciato-cittadinanza-tuttacronacaRichie Addai ha 42 anni ed è di origini ghanesi. E’ residente a Pordenone dal 2003 e si trova in Italia da 16 anni. Operaio con contratto di solidarietà all’Electrolux, è sposato ed ha quattro figli. Parla bene italiano e lo sa leggere, è in grado di ripetere il testo, acquista i giornali e s’interessa di calcio. Cosa manca ad Addai? La cittadinanza italiana. Si è sottoposto al colloquio per ottenerla, ma una dirigente della Questura di Pordenone ha dato “parere sfavorevole” perchè “non è ancora pronto per essere cittadino italiano”. Le sue “colpe” sono emerse durante un’ora in cui gli è stata presentata una serie di domande. “Io credevo di aver risposto bene a tutto. Invece ho scoperto che sono stato bocciato”. Questo perchè ricordava che Grillo era un comico, ma non sapeva fosse a capo di un partito d’opposizione. Il Pd e il Pdl li conosceva ed era in grado di riconoscere Bersani a capo dei Dem. Ma per quel che riguarda Berlusconi lo ricordava come presidente del Milan ma non come leader politico. Ignorava anche chi fosse Casini e non aveva sentito parlare di Di Pietro. Il Presidente della Repubblica lo conosceva, anche se ignorava che resta in carica 7 anni. Monti faceva parte del suo bagaglio culturale, ma non valeva lo stesso per Ciampi. Aveva anceh dubbi su Alfano. Un’altra “colpa”? Ha confuso la data dell’Unità d’Italia con un’altra festa nazionale. In poche parole: ha le stesse conoscenze della maggior parte degli italiani, anche se la bocciatura rimanda di molto la sua possibilità di diventare italiano. “Io però mica me ne vado: 16 anni non si buttano via”, ha concluso. Un’ultima domanda: davvero ignorava chi fosse Berlusconi? “No, sapevo che era presidente del Milan, mi interessa il calcio più della politica”. Il Fatto Quotidiano è stato il primo a pubblicare la notizia e ne ha approfittato per fare un test: con una delle figlie di Addai ha fatto le stesse domande agli italiani “veri”. Bocciati più della metà.

Caso Sacher: 15enni accusate di omicidio volontario!

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Si tratterebbe di omicidio volontario l’accusa mossa dalla Procura dei minori di Trieste nei confronti delle due 15enni che avrebbero ucciso Mirco Sacher, il pensionato di 66 anni delle ferrovie trovato morto in un campo della periferia di Udine. Su questa base la Procura ha chiesto e ottenuto dal Gip una nuova misura cautelare di quattro mesi in comunità nei confronti delle ragazzine. Le due quindicenni dovranno rimanere quindi un altro mese – fino all’ otto agosto – nelle strutture in Veneto e Lombardia dove sono ospitate dall’otto aprile. Secondo quanto si è appreso, una volta che dalla Polizia scientifica di Roma giungeranno i risultati degli esami tecnici biologici e sul Dna, le indagini potrebbero essere chiuse.

Precipita un aereo da turismo: due morti

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E’ precipitato sui monti tra il Friuli Venezia Giulia e il Veneto un aereo da turismo Piper PA28, con a bordo tre francesi. Il velivolo era partito da Locarno e diretto a Portorose (Slovenia) ma il suo volo è terminato nella zona tra Barcis e la Val Salatis, a cavallo tra le province di Belluno e Pordenone. Due passeggeri sono morti nell’impatto mentre un terzo è grave ma non in pericolo di vita e l’elicottero del Suem di Pieve di Cadore (Belluno) l’ha recuperato all’esterno dell’aereo per trasportarlo all’ospedale di Belluno. Il mezzo è stato localizzato grazie al sorvolo di un aereo dell’Aeronautica Militare decollato dalla base di Istrana (Treviso), che per primo ha notato il ferito nella zona, molto boscosa. La zona è stata raggiunta via terra dai Vigili del Fuoco di Maniago e dal Suem 118 del Friuli Venezia Giulia. Il velivolo stava operando secondo le regole del volo e ora l’Agenzia nazionale per la sicurezza del volo (ANSV) ha aperto un’inchiesta inviando un investigatore sul luogo.

Svolta nell’omicidio Sacher… sesso, denaro e ricatti.

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Da vittime a carnefici questo l’iter che sembrerebbe essere alla base delle indagini sull’omicidio di Mirco Sacher, il pensionato, ex ferroviere 66enne, amico di famiglia di una delle 15enni che lo ha ucciso. La perizia effettuata sui cellulari delle ragazze ha portato alla luce una scomoda verità. Appena quattro giorni prima di morire Sacher scriveva a una delle 15enni “Grazie, Ci penso ancora. E’ stato bellissimo”. Poi c’è stata la testimonianza di un ragazzino che ha ammesso di aver “comprato” anche lui una prestazione sessuale da una delle due. Ma altri reati stanno pendendo sul capo delle 15enni. Sembrerebbe infatti che qualche giorno prima dell’uccisione di Sacher le ragazze avessero rapinato un anziano. Lo schema, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, era semplice: sembrare disponibili, poi derubare i malcapitati e minacciare denunce per violenze sessuali.

Quel 7 aprile, secondo gli inquirenti, i 3 si sarebbero appartati in una strada laterale e le due ragazzine poi sarebbero saltate addosso all’uomo e lo avrebbero soffocato. Omicidio volontario questo è il verdetto della perizia che verrà depositata la prossima settimana.

Il video riporta anche la testimonianza del direttore della scuola frequentata dalle 15enni. La scuola aveva, come più volte è stato ribadito, allertato le famiglie, che le ragazze si sarebbero trovate a rischio bocciatura, a causa dei loro comportamenti e dei profitti.

Giallo di Udine. Il punto della situazione: un sms cambia gli equilibri

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Mentre in questura proseguono le convocazioni di amici e conoscenti delle 15enni di Udine coinvolte nell’omicidio del 66enne Mirco Sacher, ritrovato due settimane fa nella zona di via Buttrio, la Squadra mobile della città continua a cercare di far luce sul contesto in cui è avvenuto il decesso e sulla ragione che ha originato la collutazione. Nel frattempo è stato reso noto un altro episodio che ha visto come protagonista una delle due ragazze in compagnia di un’altra amica. Un uomo di mezza età avrebbe consegnato loro del denaro in cambio di non meglio precisate prestazioni, quindi si sarebbe isolato con loro nei pressi di un capannone isolato in periferia. Giunti sul luogo, le adolescenti si sarebbero allontanate con il denaro lasciando l’uomo interdetto. Sono in corso accertamenti, per cercare di determinare eventuali collegamenti con l’aggressione ai danni di Sacher. Gli inquirenti, inoltre, stanno cercando di motivare la scelta di via Buttrio: avendo già trascorso del tempo assieme, e con una casa a disposizione, perché spostarsi verso il campo? Purtroppo i filmati su cui contavano gli investigatori sono meno di quelli previsti: quel giorno, infatti, le telecamere di videosorveglianza della zona erano in fase di manutenzione e non potevano registrare. Altri indizi però non mancano come, ad esempio, i computer delle ragazze e i profili facebook, i cellulari e l’auto usata per la fuga, ma anche la dichiarazione fatta al pm da una ragazza. La sera prima dell’omicidio, avrebbe sentito una delle due 15enni affermare: “I soldi non sono un problema, li recupereremo”. Del resto Sacher era abituato a far piccoli regali alle adolescenti ma, stando alle parole del legale Federica Tosel: “Ma si tratta di piccole cose normali nell’ambito di un rapporto tipo nonno-nipote come quello che c’era tra il pensionato e la mia assistita”. Ma era questo il rapporto che legava l’anziano e le due amiche? E’ di oggi infatti la notizia che, tra gli sms inviati dell’uomo, ne è stato rinvenuto uno dal contenuto esplicito, che comunque non è da considerarsi come una prova decisiva per supportare la pista del ricatto o dell’estorsione, magari a sfondo sessuale, già ipotizzata nel corso delle indagini. Si tratterebbe però di un unico messaggio su questi toni, mentre gli altri confermano che le 15enni si rivolgevano a lui quando avevano bisogno di piccoli favori. Non è però ancora esclusa l’ipotesi che le adolescenti possano aver abusato della bontà dell’uomo, spingendosi troppo in là. Resta il fatto che quell’unico sms porterebbe a escludere la totale “ingenuità” del 66enne rispetto le intenzioni delle due ragazzine. Un gioco pericoloso quindi, le cui regole sarebbero state accettate da entrambe le parti.

Si suicida Fermo Santarossa, imprenditore di Pordenone, uomo con una dignità.

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Fermo Santarossa era un imprenditore che ci teneva alla sua azienda e ai suoi operai ed è per questo che si è suicidato. Quando si è reso conto che avrebbe dovuto licenziare almeno 100 operai tra cui anche quelli più “anziani” ha preferito togliersi lui la vita. Così stanotte verso le 4 di notte ha abbandonato la sua abitazione mentre la moglie dormiva e si è gettato nel lago del grande giardino che circonda la villa di via Oderzo a Prata di Pordenone. Nessun biglietto, nessun disturbo per nessuno. Un altro italiano che con dignità muore per non andare a mendicare. Un’altra vittima di uno Stato cieco e sordo al grido di dolore dei suoi cittadini che pensa unicamente agli “abbracci” tra ex-rivali e ad “accordi” di potere.

 

Le foto confermano la versione delle 15enni. Sole alla stazione di servizio.

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Le telecamere della stazione di servizio di Arino (tra Venezia e Padova) mostrano la Punto di Mirco Sacher, il 61enne ucciso a Udine. Sono le 18.53 del 7 aprile e al volante dell’auto ci sono le due 15enni ree confesse del delitto. Le ragazze hanno sempre confessato di essersi allontanate dal luogo dell’omicidio da sole, senza l’aiuto di nessuno, ma non sono mai state credute dagli inquirenti che hanno sempre pensato alla presenza di un terzo complice. Queste immagini nell’area di ristoro e a bordo del veicolo confermano la loro versione dei fatti.

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Udine: parla il fidanzato di una delle 15nni. Mistero su uno smartphone.

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L’ex fidanzata di una delle due minorenni che hanno ucciso Mirco Sacher ha rilasciato un’intervista: “Erano circa le 13. Pensavo fossero a casa del padre di una delle due, sentivo voci di persone in casa ma non sapevo dove”. Quindi il giorno dell’omicidio di Sacher la ragazza, ha telefonato al suo ex dicendogli che dopo poche ore sarebbero arrivate. “Una persona stupenda, – continua il ragazzo – non ho mai pensato arrivasse tanto, una ragazza sempre con il sorriso, sempre divertente.Vorrei scriverle una lettera per dirle che sono accanto a lei.”

I cellulari delle due ragazze sono stati messi al setaccio così come i loro profili Facebook, ma quello che gli inquirenti stanno cercando è uno smartphone scomparso, che potrebbe contenere indizi molto importanti.

Le due amiche, nel frattempo sono state trasferite in strutture riservate, una in Veneto e l’altra in Lombardia, dove hanno dichiarato di aver assunto alcol e stupefacenti il giorno del delitto. Le analisi tossicologiche sulle ragazze arriveranno a giorni e gli inquirenti sperano che possa esser fatta luce sullo stato psico fisico nel quale le due adolescenti si trovassero quel giorno.

 

La misteriosa fuga delle 15enni di Udine e le “cattive amicizie”

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Dopo aver ucciso Mirco Sacher le due quindicenni avrebbero guidato l’auto dell’uomo fino a una stazione di servizio, lì avrebbero accettato il passaggio di un automobilista che le ha portate fino alla stazione di Vicenza. Le due minorenni sono salite su un treno in direzione Mestre e scese hanno trovato due giovanni di Pordenone. Proprio ai due ragazzi hanno confessato il delitto agghiacciante.  Ma se i movimenti delle ragazze sono chiari, non lo è il movente. Quel presunto tentativo di  violenza sessuale da parte di Sacher presenta alcuni dubbi e non ha convinto gli inquirenti. Ora si cerca anche in altre direzioni, come ad esempio una natura economica. Forse le due adolescenti ricattavano l’uomo e lui ha reagito? Perché Sacher, sempre parsimonioso in tutta la sua vita, da qualche tempo aveva iniziato a prelevare costantemente soldi al bancomat? A cosa servivano quei prelievi che a volte superavano anche l’importo della sua pensione mensile? L’uomo in banca aveva circa 150 mila euro i risparmi di una vita accantonati attraverso gli anni di servizio che aveva svolto presso le ferrovie. Può essere che qualcuno mirava a sottrargli a poco a poco quella somma? Inoltre una delle due ragazze tempo prima frequentava un ragazzo rom che poi è finito in carcere con l’accusa di estorsione ai danni di un gay. Altre “cattive amicizie” delle due ragazze sarebbero alcuni ragazzi africani ritenuti dalle forze dell’ordine dei piccoli spacciatore di hashish che operano nella zona dell’autostazione, vicini anche a una banda di albanesi arrestati di recente per possesso di cocaina.

Tutti i soldi che Mirco Sacher prelevava in contanti dal suo conto sembrano svaniti nel nulla. Anche gli ultimi 150 euro ritirati da uno sportello dell’Unicredit soltanto alle 9 di mattina di domenica, 6 ore prima che il pensionato morisse, sembrano essersi volatilizzati. Gli investigatori non hanno trovato denaro nell’appartamento di via Strassoldo e nemmeno nella Fiat Punto bianca. Vuoti anche i portafogli dell’uomo e delle due adolescenti che infatti hanno riferito di aver lasciato la macchina all’autogrill perché non avevano soldi per fare il pieno e pagare il pedaggio autostradale.

Tanti quindi sono gli interrogativi e le analisi che gli inquirenti stanno facendo e il Procuratore capo dei minori di Trieste ha dichiarato che ci vorranno come minimo un paio di mesi prima che l’inchiesta si possa chiudere. Ciò di cui ormai sembrano convinti gli inquirenti è che a uccidere Marco Sacher siano state le due minori e che non ci fossero altre persone, maggiorenni, coinvolte nella morte dell’ex ferroviere.

Tuttavia questa versione che fino a ieri era quella accreditata oggi viene sconfessata proprio dal padre di Sonny Rizzetto che dichiara di aver convinto lui le due ragazze a costituirsi e non il figlio insieme all’amico come ipotizzato in un primo tempo. Mentre domenica notte andavano dai carabinieri una delle due adolescenti in auto con il padre di Sonny avrebbe detto: “Non me la sento di parlare con i carabinieri”.

Quindi ancora una nuova versione. Una volta arrivati in stazione a Pordenone, intorno all’una di notte, le ragazze, Sonny Rizzetto e Walter Wisdom avevano incontrato una pattuglia dei carabinieri che, ricevuta la denuncia di scomparsa del padre di Rizzetto, avevano controllato i due ragazzi. A quel punto i quattro avevano preso strade diverse. Sonny era tornato a casa con il padre mentre le due ragazze erano andate in un’altra abitazione in compagnia di Walter. Solo quando Sonny ha riferito al padre il racconto delle due quindicenni, l’uomo ha convinto tutti a rivolgersi ai carabinieri. E’ più probabile che la mattina dopo le due ragazze si sarebbero date alla fuga salendo su un altro treno in direzione della Toscana dove vive il padre di una delle due minorenni e un ex fidanzato.

Intanto è fissato per lunedì un vertice tra gli inquirenti per stabilire quali accertamenti scientifici da disporre sui vari reperti (che al momento sembrano essere la vettura di Mirco Sacher e gli abiti delle 15enni), tra i quali impronte ed esame del Dna. Poi, con molta probabilità gli esami verranno eseguiti a Roma o a Padova. Si pensa anche di fare un calco della dentatura della vittima per stabilire l’evenutale compatibilità con i segno riscontrati sul seno di una delle 15enni.

Le due 15enni del giallo di Udine sono state trasferite fuori regione!

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Sono state trasferite le due quindicenni accusate dell’omicidio di Mirco Sacher. Hanno quindi lasciato la struttura protetta per i minori di Trieste e sono ora in una comunità fuori regione, come aveva disposto il gip Laura Raddino nella sua ordinanza di ieri. Gli avvocati di una delle due ragazze, i legali Federica Tosel e Luigi Francesco Rossi, hanno gia’ preso contatti con il professor Giuseppe Sartori, ordinario di psicologia all’università di Padova, per una consulenza ”per far riemergere un ricordo indenne da suggestioni”.

Fu tentato stupro? Troppe ombre nella ricostruzione del giallo di Udine

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L’omicidio di Mirco Sacher era subito apparso agghiacciante, ma i particolari emersi nella ricostruzione delle due 15enni lo rendono ancor più allucinante. Negli atti si legge «Una l’ha preso per il collo, l’altra gli ha bloccato le mani… Poi entrambe lo hanno assalito fino al momento della morte di Sacher». Secondo quanto hanno riferito le due ragazze, Sacher avrebbe fino alla fine tentato una reazione arrivando anche a mordere il seno di una delle due 15enni, prima di dire “basta” ed esalare l’ultimo respiro.

Il tentato stupro, ancora però da accertare, sarebbe avvenuto, in un primo momento, in auto dove secondo la ricostruzione  l’uomo «Avrebbe iniziato a toccare le gambe e il seno della 15enne seduta al suo fianco», dopo averle portate in un terreno lontano da occhi indiscreti. Ma perché andare in un parco quando Sacher ha trascorso tutta la mattinata a casa sua con le due ragazzine?  Non poteva abusare nel suo appartamento senza correre inutili rischi in un luogo pubblico?

A quel punto le due 15enni,  infastidite dal comportamento dell’uomo scendono dall’auto e iniziano a parlare a poca distanza. Perché non sono fuggite? Perché non hanno chiesto aiuto?

Di nuovo Sacher avrebbe tentato l’approccio con una delle due. L’uomo scende dall’auto e nella foga fa urtare la testa contro un palo, così che scatta la rabbia omicida. Secondo le visite effettuate all’ospedale Burlo di Trieste vengono riscontrati i segni di un morso al seno, definito ‘pacifico’ dal Gip, e un ematoma alla testa, compatibile con l’urto contro un palo.

Giallo di udine… Ricatto per soldi?

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Domenica mattina. Mentre era alla cassa a pagare alcune bottiglie di vino, Mirco Sacher, avrebbe detto alle due ragazzine «Non voglio che mi mettete più le mani nel portafoglio». Lo ha riferito la cassiera sentita dagli inquirenti come persona informata dei fatti e la frase è riportata nell’ordinanza di convalida del fermo. Il pensionato lo conoscevano tutti come persona molto parsimoniosa, ma negli ultimi mesi l’anziano avrebbe prelevato circa 1300 euro al mese, somme che pareggiavano e a volte superavano l’importo della sua pensione.

«Tali sopravvenute emergenze di indagine – prosegue il Gip – operano nel senso di mettere in dubbio prospettata violenza sessuale nei confronti delle indagate da parte dell’uomo o almeno a metterla in dubbio come motivo unico della colluttazione».
Il magistrato non esclude, «come possibile ipotesi alternativa o cumulativa, quella che la colluttazione sia insorta in realtà o comunque anche per uno scontro relativo a richieste di denaro delle minori rimaste insoddisfatte». Ma il giudice Raddino non ritiene tuttavia che l’ipotesi sia assistita da indizi tali, al momento, da configurare l’omicidio volontario e la rapina impropria.

Decisi 2 mesi in comunità protetta per le due 15enni! Convalida fermo.

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C’è un ricatto dietro il giallo di Udine? Mirco Sacher era vittima di estorsione?

Troppi prelievi e sempre della stessa entità: 150 euro per volta.  Mirco Sacher, l’uomo ucciso dalle due 15enni, a cadenza quasi fissa prelevava denaro dal bancomat. L’ultimo prelievo domenica scorsa, poche ore prima di morire a uno sportello della Unicredit. Nei video ricavati dal sistema di videosorveglianza si vede perfettamente che è lo stesso pensionato a prelevare la somma. Quel bancomat che poi è stato però ritrovato nella borsetta di una delle due ragazze, le quali hanno sempre negato di aver effettuato un prelievo con quella tessera, ma dopo aver ucciso l’uomo hanno pensato bene di rubarla dal suo portafogli.

Ci sarebbe anche la testimonianza di una donna che avrebbe assistito a uno scambio di battute tra Sacher e le due ragazze proprio sull’argomento soldi. Quindi ora le piste per gli inquirenti sono due: una a sfondo sessuale (che sembra però abbandonata) e l’altra di natura prettamente economica.

Ora gli inquirenti vogliono visionare tutti i filmati delle telecamere a circuito chiuso degli istituti di credito dove sono stati compiuti i prelievi con il bancomat di Sacher per avere la certezza che fosse solo l’uomo ad accedere al suo conto o, se in alcune circostanze, i prelievi fossero stati fatti da altre persone. Inoltre è lo stesso procuratore capo della Procura dei minori a Trieste, Dario Grohmann, a dichiarare che l’anziano avesse una certa disponibilità economica ed è quindi probabile che fosse vittima di estorsioni.

A cosa servivano quei 150 euro prelevati ogni 3/5 giorni da Sacher? Quale era il ricatto a cui era sottoposto?

Una delle due adolescenti, in passato, ha avuto come fidanzatino un ragazzo Rom che aveva messo in piedi un’estorsione ai danni di un conoscente gay. Nell’indagine era rimasta coinvolta solo in una prima fase anche la quindicenne. Ma poi la posizione di lei, come ha assicurato lo stesso procuratore Grohmann a un quotidiano nazionale, era stata archiviata. La polizia tra lunedì e ieri ha ascoltato amici e compagni delle due quindicenni, senza trovare spunti rilevanti.

Emergono intanto nuovi particolari sull’autopsia di Mirco Sacher. L’uomo potrebbe essere morto per un’azione combinata di soffocamento e schiacciamento. L’autopsia ha stabilito che il cadavere ha due costole rotte.

Intanto viene convalidato il fermo e si configura l’accusa di omicidio preterintenzionale, dopo che questa mattina le due 15enni si sono avvalse della facoltà di non rispondere al gip.

Ecco l’interrogatorio delle 15enni di Udine!

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«Gli siamo saltate addosso, lui cercava di rialzarsi e allora gli ho messo le mani al collo…». «Anch’io stringevo, non pensavo così forte perché continuava a parlare, ma poi ha smesso…». E ancora: «Ricordo che aveva la faccia viola, era disteso a terra».

«Quando ha smesso di respirare ci siamo spaventate e siamo scappate in macchina». Sono le prime dichiarazioni rese dalle due quindicenni di Udine ai carabinieri di Pordenone. Sono in stanze separate, potrebbero aver concordato ogni cosa, hanno avuto oltre 11 ore di tempo per farlo. A raccogliere la confessione choc sono due marescialli. Parlerà per quasi due ore la ragazzina abituata a vedere Mirco Sacher a casa della nonna. Poi tocca all’amica. Non sempre le due versioni coincidono come nella fase in cui lottano contro il “nonno” che doveva portarle in stazione e invece ha girato la macchina in un campo a Udine, per molestarle.

Entrambe ricordano l’ora in cui sono uscite di casa domenica, dopo aver dormito assieme: le 10.30. Una sostiene che Sacher è passato per caso. Che hanno fatto colazione e che lui le ha invitate a pranzo a casa sua. L’altra dice che è stata l’amica a telefonargli: «Non avevamo i biglietti per l’autobus e volevamo andare in stazione, lui ci dava sempre un passaggio». Sacher propone di andare in gelateria a Remanzacco, poi le avrebbe portate in stazione. Secondo la ragazza, rientrando a Udine sarebbero andate nell’appartamento dell’anziano a prendere un carica-batterie. Sono usciti alle 13 senza pranzare. L’altra parla invece di una «pasta in bianco».

E sono proprio i resti della pasta che la polizia scientifica troverà nella cucina di Sacher. Sul tavolo ci sono anche due bottiglie di vino e mozziconi di sigarette con segni di rossetto. La stessa ragazza colloca l’uscita dall’appartamento alle 13.50 per andare in stazione. Invece Sacher svolta in una strada sterrata con la scusa che vuole «parlare un po’». Avrebbe fermato l’auto e allungato le mani verso la quindicenne seduta al suo fianco, l’altra, quella che conosce da quando è nata, è seduta dietro.

«Mi ha messo le mani sulle gambe e toccato il seno», dichiara l’amica. «Cercavo di allontanarlo, poi sono scesa dalla macchina». Tutte e due dicono di essere scese. Anche Sacher scende. «Continuava a cercare di toccarci» dice una. «Scherzando ha cercato di tirarci verso di lui», dice l’altra. Entrambe ricordano che ha sbattuto la testa di una delle ragazze contro un palo verde, del gasdotto. A quel punto la colluttazione. C’è molta più forza nel tentativo di Sacher di trattenere le due quindicenni che gli sono saltate addosso e lo colpiscono. Cade. È a terra quando morde un seno a una delle ragazze. Forse per costringerle a mollare la presa?

Viene smentita anche la notizia del presunto prelievo dopo la morte di Sacher. L’ultimo risale a domenica mattina, preceduto da una serie definita più frequente del solito. Perchè aveva tanto bisogno di prelevare Sacher? E gli inquirenti sospettano che quei soldi li dovesse proprio dare alla 15enne che aveva una relazione con un giovane rom che ora si trova detenuto per estorsione.

La 15enne non risponde al gip!

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A Trieste una delle due 15enni autoaccusatesi del delitto di Mirco Sacher si è avvalsa della facoltà di non rispondere. Dopo di lei è stata fatta entrare la seconda ragazza e sembra che sia iniziato l’interrogatorio. Al termine, il gip si ritirerà in Camera di consiglio per decidere la convalida del fermo.

Udine… Ecco l’auto di Mirco Sacher!

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Ecco l’auto di Mirco Sacher fotografata dall’autovelox. In quest’auto le due ragazze avrebbero tentato la fuga… Si sarebbero sentite come in un videogioco, il famoso GTA (Grand Theft Auto), in cui l’eroe è un criminale che ruba le auto e la celebrità si ottiene solo compiendo reati e omicidi, naturalmente stando attenti a non farsi prendere dalla polizia! Ma per le due 15enni il game over è arrivato, ora sta alla polizia ricostruire l’accaduto.

Il video di Udine… Ecco il filmato delle 15enni!

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Spunta il filmato delle due quindicenni in un bar insieme a Mirco Sacher, poche ore prima che l’uomo fosse ucciso.  Questo video prorebbe secondo gli inquirenti che almeno parte della giornata coinciderebbe con quanto raccontato dalle due quindicenni. Nel video si vede l’uomo entrare al bar con le due ragazzine e non ci sono altre persone insieme a loro, quindi se maggiorenni fossero coinvolti nella  vicenda sicuramente sarebbero sopraggiunti in un secondo momento. Il video è stato mostrato in esclusiva da SkyTg24.

 

Come in un videogame: la testimonianza della 15enne di Udine

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“Sembrava di essere in GTA, il videogame. Ci siamo sentite come l’eroe del gioco”. Questa l’agghiacciante testimonianza di una delle due quindicenni di Udine.  L’avrebbero ripetuta questa frase innumerevoli volte a  Sonny Rizzetto e Walter Wisdom, i due giovani di Pordenone che, domenica notte, le hanno convinte a costituirsi ai carabinieri. Tv7 Triveneta  raccoglie le parole dei due giovani che dichiarano “Le abbiamo viste alla stazione di Mestre, erano calme, tranquille e senza soldi. Quasi ridendo, e comunque non tradendo nessuna emozione, ci hanno raccontato di aver ucciso un uomo, messo in moto la sua auto, attaccando i fili dell’accensione, e di essere fuggite con questa a 150 all’ora in autostrada. Ci è sembrato un racconto strano al punto che volevamo andare a Udine, a vedere se davvero c’era il cadavere. Poi, arrivati a casa, abbiamo avuto conferma dai nostri genitori e abbiamo convinto le ragazze a presentarsi ai carabinieri.”

 

 

Giulia Oblach, l’ennesima vittima del Pd?

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Pluricampionessa 19enne non vedente tra le liste del Pd. Giulia Oblach è una candidata piuttosto speciale del Pd in Friuli, oltre ad essere una tra le più giovani.
Giulia vuole battersi per migliorare i percorsi protetti per bambini, anziani e disabili.Se siederà nei banchi del consiglio comunale di Spilimbergo (Pordenone), la cittadina alle cui amministrative è candidata, si batterà contro le barriere architettoniche.
La giovane è cieca dalla nascita ma da sempre ha dimostrato grande forza di volontà e svolge diverse attività, tra cui il canto e lo sci. Ma la sua passione è il ciclismo su pista di cui è campionessa italiana. Ha inoltre un normale brevetto (non specifico per i ciechi), di istruttrice di Nordik Walking.
A 19 anni, lottando contro la sua disabilità, impegnata tra le gare e il canto, non sarebbe meglio farle godere la giovinezza piuttosto che farla sedere sui banchi del consiglio comunale? E’ l’ennesima vittima di una sponsorizzazione selvaggia del Pd alla ricerca del cambiamento?

Veicolo militare colpito da un fulmine a Pordenone

I tre militari che si trovavano nei pressi del mezzo hanno riportato solo lievi danni a causa della scarica elettrica che li ha scaraventati a terra.

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