Quel bunker del boss che assomiglia a un vero rifugio di 007

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La villa del boss era stata sequestrata lo scorso 9 ottobre, ma nessuno poteva immaginare che proprio lì Giuseppe Lombardo noto esponente della ‘ndrangheta aveva costruito un bunker abusivo. Sono stati i carabinieri che ispezionando la villa di Spianate di Altopascio (Lu), hanno scoperto tramite un bagno il passaggio segreto che portava al locale. Un’apertura complessa da individuare in quanto era stata mimetizzata con il rivestimento in ceramica e posta sul retro di un termosifone le cui staffe si sostegno consentivano di azionare l’apertura proprio come in un film di 007, peccato che invece nel rifugio vi era il covo di un boss mafioso e non un attore nella parte del cattivo. Il rifugio era di circa 4 metri  quadri e alto 3 metri. Questo era un nascondiglio sicuro per armi, droga e possibili latitanti. Era infatti munito di prese d’aria, ma anche di corrente elettrica e all’interno si trovavano alcune bottiglie d’acqua, una stufa elettrica, una sedia, un posto sicuro pronto per essere utilizzato da chi ne avesse bisogno.  Il bunker rappresenta il luogo simbolo della criminalità, e solo grazie ad apparecchiature sofisticate è stato possibile rintracciare il nascondiglio, negato anche dai parenti più stretti del boss.

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Ricercato dal 2007 arrestato a Utrecht il latitante Francesco Nirta.

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Francesco Nirta, 39 anni, condannato all’ergastolo e latitante dal 2007, è stato arrestato a Utrecht in Olanda. La polizia olandese è arrivata a lui grazie alle informazioni raccolte dalla squadra mobile di Reggio Calabria e dallo Sco. Nitra era inserito nell’elenco dei 10 latitanti più pericolosi e da circa 15 giorni la polizia era sulle sue tracce. L’uomo è stato condannato per un omicidio risalente alla prima faida che ha visto contrapposti i Nirta-Strangio da una parte ed i Pelle dall’altra.

 

La figlia del boss latitante Messina Denaro si ribella

matteo_messina_denaro-figlia-tuttacronacaIeri su Il Messaggero compariva un articolo che riportava che Lucia Riina, figlia del boss mafioso Totò Riina, durante un’intervista alla televisione svizzera Rts diceva: “Io sono onorata di chiamarmi così – dice Lucia Riina – e felice perché è il cognome di mio padre e immagino che qualsiasi figlio che ama i suoi genitori non cambia il cognome. Corrisponde alla mia identità”. Parlava anche della propria famiglia: “Sono i miei genitori, siamo cattolici e devo dell’amore a mio padre e mia madre”. Posizioni opposte per la figlia del boss trapanese latitante Matteo Messina Denaro. Come riporta un articolo del numero di L’Espresso in edicola domani, la ragazza, che si è ribellata al clan familiare del padre e convince la madre a lasciare la casa dove ha sempre abitato, desidera vivere lontano da quel nucleo familiare. ”Quanto vorrei l’affetto di una persona e purtroppo questa persona non è presente al mio fianco e non sarà mai presente per colpa del destino”, racconta pur non facendo mai esplicito riferimento al padre, che secondo gli investigatori non avrebbe mai visto, ma nel giorno del compleanno del boss la figlia pubblica sul suo profilo Facebook un cuore rosso senza alcun commento.

Arrestato il latitante Nitra: tentava di confondersi con la folla a Termini

nitra-arrestato-tuttacronacaI Finanzieri del Comando Provinciale di Roma hanno arrestato, alla Stazione Termini, il latitante di Locri Francesco Nitra, contiguo a esponenti delle cosche di ‘ndrangheta Nirta alias “Terribile” e Mammoliti alias “Fischiante”, ricercato dal dicembre dell’anno scorso. Il 26enne cercava confondersi tra la gente che affolla la stazione romana. Nirta era sfuggito all’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per traffico di sostanze stupefacenti emessa a dicembre 2012 dal tribunale di Reggio Calabria. Il latitante è stato individuato nell’ambito delle attività di monitoraggio tese a verificare la presenza di elementi di consorterie criminali sulla piazza capitolina. Il giovane, che tentava di farsi passare per uno studente fuorisede (dichiarerà poi essere iscritto alla facoltà di Architettura dell’Università di Messina), è salito sul convoglio diretto a Reggio Calabria delle 13,45. Erano trascorsi circa 10 minuti dalla partenza del treno quando le Fiamme Gialle, accertatesi della corrispondenza dei tratti somatici del ricercato, l’hanno fermato chiedendogli i documenti. Esaminando la scarna documentazione in suo possesso, sono poi risaliti a un’abitazione nel quartiere Appio, a Roma, in via Manlio Torquato. Qui è stato rinvenuto un dispositivo elettronico per la ricerca di microspie.

Arrestato il boss: FELICE LEONARDI

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Il boss latitante Felice Leonardi, a capo dell’omonimo gruppo camorristico che opera nella zona di Scampia, a Napoli, è stato arrestato dai carabinieri a Giugliano (Napoli). Felice Leonardi, di 26 anni, era a capo della cosca dopo l’arresto del padre, Antonio.
Il boss è stato bloccato all’interno di un’abitazione insieme con Michele Silvestro, di 28 anni, elemento di spicco del clan. Entrambi erano ricercati per traffico internazionale di stupefacenti. Il clan dei Leonardi è ritenuto alleato con il clan dei cosiddetti Girati della zona di Vanella Grassi.
Felice Leonardi (figlio di Antonio 52 anni, detto ‘Chiappellone’) e Silvestro, erano ricercati dal 19 settembre su ordinanza di custodia cautelare emessa a richiesta della Dda di Napoli per associazione di tipo mafioso e per detenzione, spaccio e traffico internazionale di stupefacenti perpetrato tra l’area nord di Napoli, Spagna e Romania.
I due sono stati individuati in un’abitazione in via Masseria Vecchia, in località Varcaturo, venendo bloccati dai militari della compagnia di Giugliano che dopo aver accerchiato la casa vi hanno fatto irruzione. Nessuno ha opposto resistenza nè cercato di darsi alla fuga.
Per favoreggiamento personale aggravato dall’aver favorito un clan camorristico sono stati arrestati Giustina Marchese, 40 anni ed Emanuele Di Gennaro, 19 anni, trovati all’interno del rifugio dei due latitanti ai quali assicuravano il sostentamento quotidiano.

Arrestato Sbordone: il latitante 23enne si trovava alla stazione di Formia

Sbordone è ritenuto essere il reggente del clan Fragnioli-Galgiardi-Pagliuca di Mondragone.

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