La vera libertà individuale non può esistere…

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…senza sicurezza economica ed indipendenza. La gente affamata e senza lavoro è la pasta di cui sono fatte le dittature.
– Franklin Delano Roosevelt –

Maurizio Costanzo ricoverato al San Raffaele

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Maurizio Costanzo, giornalista e conduttore televisivo, è stato ricoverato attualmente all’ospedale San Raffaele di Milano a seguito di un presunto malore. Per il momento sono previsti una serie di accertamenti cardiovascolari. Le sue condizioni di salute al momento non sono state rese pubbliche.

Secondo AdnKronos, Costanzo avrebbe ricevuto anche la visita di Silvio Berlusconi che si sarebbe fermato in ospedale insieme al conduttore per circa un’ora prima del ritorno a Roma.

E’ chiaro che la visita in ospedale dell’ex premier e leader del centrodestra abbia dato maggior risonanza ad una notizia che, in realtà, potrebbe rivelarsi anche meno grave del previsto.

Negli ultimi mesi, Maurizio Costanzo, 75 anni compiuti lo scorso 28 agosto, ha condotto insieme ad Enrico Vaime, la trasmissione S’è fatta notte, in onda il sabato in seconda serata su Rai 1. Attualmente, invece, Costanzo è impegnato con il Radio Costanzo Show, programma radiofonico in onda ogni lunedì sera su Rtl 102.5, che conduce insieme al giornalista Pierluigi Diaco.

Lo scorso 27 settembre, Costanzo ha ricevuto il Premio Gensini alla carriera, che gli è stato attribuito dal Photofestival di Nettuno e dal Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale dell’Università La Sapienza di Roma, in cui è stato professore di Teoria e Tecnica del linguaggio radiotelevisivo presso la facoltà di Scienze della Comunicazione, dal 1995 al 2009.

Terremoto in Romania, magnitudo 4,9. Il sisma avvertito sino a Bucarest

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Torna a tremare la Romania e lo fa con una forte scossa di terremoto registrata dal centro sismologico europeo. Secondo quanto si apprende da enti ufficiali, il sisma ha avuto un’intensità pari a 4,9 e si è manifestato ad una profondità di 112 chilometri.  Al momento non si registrano danni a persone o a cose, ma il tremore è stato avvertito nettamente fino a Bucarest oltre che Focsani, una delle città che si trovano maggiormente vicine all’epicentro del sisma. La scossa si è infatti propagata fino a circa 250-300 chilometri dall’epicentro, grazie proprio al dato relativo all’ipocentro.

Le verdure della terra dei fuochi e i metalli pericolosi

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Le Iene tornano  a occuparsi de La Terra dei Fuochi, quell’aria tristemente famosa tra Napoli e Caserta, dove la Camorra sversa i rifiuti tossici e speciali inquinando la terra, l’acqua e l’aria. I prodotti quindi che vengono coltivati possono contenere sostanze nocive e in particolare nelle verdure, dopo le analisi risulta infatti la presenza di metalli pesanti molto superiore ai valori consentiti, in particolare di mercurio, arsenico, manganese e piombo, che ingeriti per lungo tempo in quantità elevate provocano tumori, morbo di parkinson, impotenza maschile e altri gravi malattie. Qualche giorno fa alcuni politici locali si erano recati in una tenuta  agricola lungo la circumvallazione esterna di Giugliano per ribadire che non si deve speculare sul grave fenomeno dei prodotti di queste zone, ma d’altra parte vanno effettuati controlli precisi prima di poter affermare senza dubbio alcuno che i prodotti agricoli di queste zone non siano una minaccia per la salute.

 

Il chirurgo che avrebbe impiantato protesi difettose ai suoi pazienti

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Nel mirino de Le Iene questa settima è finito un caso di cui si era già occupato Il Fatto Quotidiano all’inizio di ottobre. La Procura di Bologna infatti avrebbe avviato un indagine nei confronti del professor Sergio Acampora, responsabile, secondo l’accusa, di aver impiantato alla colonna vertebrale di numerosi pazienti “fissatori interspinosi” (in pratica protesi) risultati poi difettosi.

Ma ci sarebbe anche di più perché il materiale sanitario difettoso impiantato nei pazienti sarebbe stato prodotto dalla Nitillium Research “di cui è amministratore unico la moglie e di cui risultano soci e azionisti i figli” dello stesso Acampora. E se il sostituto procuratore aveva chiesto il sequestro preventivo delle protesi il giudice ha ritenuto che tale provvedimento non fosse necessario. Il medico chirurgo sarebbe accusato di lesioni personali e colpose, commercio e somministrazione di medicinali guasti e omessa comunicazione alle autorità competenti.

Secondo la Procura molte delle protesi impiantate da Acampora si sono rotte. “Decine e decine di pazienti – spiega l’avvocato Ezio Bonanni che tutela una cinquantina di persone che hanno fatto causa per risarcimento danni – si sono rivolti al professor Acampora, il quale ha consigliato loro, in riferimento alle singole e distinte patologie, di impiantare dei dispositivi interspinosi nella loro colonna vertebrale, proponendo di eseguire lui stesso le operazioni chirurgiche nella clinica privata accreditata Villa Erbosa”.

Come racconta il Fatto Quotidiano:

Aspetto sottolineato anche nella relazione del medico legale della Procura di Bologna: “Il professor Acampora una volta rilevata la rottura dei dispositivi, li asporta senza le dovute segnalazioni e continua ad impiantare gli stessi dispositivi non curante delle rotture che via via si manifestano. Il numero delle rotture di detti dispositivi è decisamente troppo elevato e questo avrebbe dovuto indurre il chirurgo ad astenersi ad impiantare dispositivi che si rompevano con una certa facilità”.

“La mia vita è stata stravolta – racconta Lino Guerrieri, uno dei pazienti che ora risulta tra le parti offese e ha costituito l’Armi, Associazione responsabilità medica italiana – Non riesco a stare disteso, a dormire, men che meno a lavorare. Ora vivo con la pensione di invalidità, ho dolori violentissimi e una vita impossibile. Le protesi che mi sono state impiantate nella colonna vertebrale sono ora frantumate. Il tutto, tra l’altro, è stato fatto a carico del Sistema sanitario nazionale”. Come lui decine e decine di persone chiedono ora verità e giustizia.

Alle Iene però  Il chirurgo si è mostrato a volto coperto, ha negato ogni responsabilità, e non ha ritenuto grave non aver rilasciato la ricevuta fiscale, la mattina stessa, a un falso paziente inviato dal programma.

Arriva il viagra masticabile… il successo è garantito

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Secondo alcuni il successo del Viagra masticabile è già garantito. La pasticca blu capace di riaccendere la passione, a pochi mesi dalla scadenza del brevetto che non ne permetteva di produrre un equivalente ora invece è pronto a essere immesso sul mercato in diverse forme. Ad esempio la pillola in formato masticabile, presentata a Milano, che si preannuncia con un costo del 60% in meno rispetto alla “sorella” azzurrina nota a livello globale potrebbe raggiungere il successo in breve tempo proprio anche aiutata dal costo più limitato.
Francesco Montorsi, professore di Urologia al San Raffaele, spiega che la compressa masticabile asseconda i bisogni dei pazienti, tiene conto della componente psicologica ancora presente in questo tipo di disturbo, e viene offerta a un prezzo ridotto a parità di qualità ed efficacia. Resta la raccomandazione di rivolgersi sempre al medico per la soluzione del problema impotenza o calo sessuale.
L’Italia, che ha un record di 60 milioni di compresse vendute in 10 anni, è il secondo mercato continentale dopo il Regno Unito, e precede la Germania. Sono numerosi i fattori fisici e psicologici in grado di alterare il meccanismo dell’erezione, tra questi l’età, il fumo, l’abuso di alcol e droghe, l’obesità. Le malattie cardiovascolari rappresentano la prima causa di disfunzione erettile e, se a questa si sommano i pazienti con diabete mellito, risulta che il 75% dei pazienti con disfunzione erettile sono affetti da queste patologie.

Rinvenuti altri frammenti ossei sulla Concordia… forse di Rebello?

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E’ stata resa nota la notizia che altri frammenti ossei sarebbero stati rinvenuti nei giorni scorsi all’interno del relitto della Costa Concordia in una zona del relitto non lontana da dove erano stati prelevati i resti di Maria Grazia Trecarichi. Se per Maria Grazia sono stati riconosciuti alcuni oggetti personali dal marito e dalla figlia, per i resti che si suppone possano essere di Rebello si deciderà mercoledì a chi affidare l’incarico per l’analisi genetica. Al momento sembra che il cameriere indiano sia l’unico delle 32 vittime che manca ancora all’appello.

 

Sospesi i funerali di Priebke, giallo sulla cremazione

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E’ stato vietato l’ingresso dal prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro alla chiesa di S. Pio X, ad Albano Laziale ad alcuni appartenenti alla destra estrema. La motivazione alla base della decisione del prefetto di Roma, si è appreso, era quella di evitare che il rito funebre si trasformasse in un raduno pubblico di estremisti di destra. Il Questore di Roma aveva autorizzato solo una cerimonia in forma privata e il gruppo di estremisti che avrebbe voluto entrare nella Cappella non apparteneva alla sfera né dei parenti, né degli amici. La salma di Priebke per la prossima notte non si muoverà da Albano Laziale. Sfuma dunque l’ipotesi di cremazione già stasera nel Cimitero di Prima Porta a Roma. Dovrebbe essere necessario aspettare la giornata di domani per sapere quale sarà il destino della salma dell’ex militare tedesco. Una delle ipotesi è appunto la cremazione nel cimitero romano di Prima Porta. Ma non si esclude il divieto di rientro a Roma per il feretro. Inoltre la cremazione «dovrebbe essere richiesta dai familiari del defunto», e al momento non risulterebbe pervenuta alcuna simile istanza.

«Ho rimesso il mandato da procuratore, non sarò più io a occuparmi dei funerali, non sarò io l’interlocutore, perché il mio mandato era quello di far celebrare un rito cattolico con dignità e così non è stato», ha detto l’avvocato Paolo Giachini, legale di Priebke. «Il rito non è mai iniziato. Non l’ho autorizzato visto che i parenti e gli amici più stretti di Priebke sono rimasti fuori. Io non firmo l’autorizzazione alla cremazione prima del funerale».

Il sosia di Chiellini gioca a calcio!

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Non siamo unici e lo sappiamo, in giro per il mondo si dice che ci siano sette sosia di ognuno di noi e forse, oggi, attraverso i social network è più facile scoprirli ed è proprio quello che è accaduto al difensore della Juventus Giorgio Chiellini che girando per Twitter ha scoperto il proprio sosia. Sorpresa dopo sorpresa Chiellini ha scoperto che Girma Adane, il sosia appunto non è altro che il capitano della nazionale di calcio etiope. Così Chiellini ha deciso di diventare il follower del collega, ma sembra che invece Adane abbia rivolto la sua attenzione altrove e non abbia seguito Chiellini, ma piuttosto è interessato a Cristiano Ronaldo e Wayne Rooney.

 

Ucciso un giovane di 29 anni, suocero non voleva il sacrificio di un agnello

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Per salvare la vita a un agnello un uomo di 53 anni avrebbe ucciso il genero per motivi legati alla religione di quest’ultimo a Vicenza. Con l’approssimarsi della festività il ragazzo originario dello Yemen aveva deciso di far assistere ai figlioletti il rito dell’agnello sacrificale, usanza mediorientale, usanza che il suocero italiano non aveva accettato e che voleva evitare ai nipoti. Così al culmine della lite l’uomo avrebbe impugnato una calibro 22 e avrebbe sparato contro il giovane uccidendolo. Il suocero è stato arrestato dopo una ventina di minuti nei pressi del bar Nelson a Saviabona, nel Vicentino, e non avrebbe opposto resistenza.

 

Quel bunker del boss che assomiglia a un vero rifugio di 007

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La villa del boss era stata sequestrata lo scorso 9 ottobre, ma nessuno poteva immaginare che proprio lì Giuseppe Lombardo noto esponente della ‘ndrangheta aveva costruito un bunker abusivo. Sono stati i carabinieri che ispezionando la villa di Spianate di Altopascio (Lu), hanno scoperto tramite un bagno il passaggio segreto che portava al locale. Un’apertura complessa da individuare in quanto era stata mimetizzata con il rivestimento in ceramica e posta sul retro di un termosifone le cui staffe si sostegno consentivano di azionare l’apertura proprio come in un film di 007, peccato che invece nel rifugio vi era il covo di un boss mafioso e non un attore nella parte del cattivo. Il rifugio era di circa 4 metri  quadri e alto 3 metri. Questo era un nascondiglio sicuro per armi, droga e possibili latitanti. Era infatti munito di prese d’aria, ma anche di corrente elettrica e all’interno si trovavano alcune bottiglie d’acqua, una stufa elettrica, una sedia, un posto sicuro pronto per essere utilizzato da chi ne avesse bisogno.  Il bunker rappresenta il luogo simbolo della criminalità, e solo grazie ad apparecchiature sofisticate è stato possibile rintracciare il nascondiglio, negato anche dai parenti più stretti del boss.

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Ecco cosa respiriamo… i dati shock del rapporto Air quality in Europe 2013

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Cosa respiriamo? Ce lo domandiamo spesso, ma forse è uno di quei problemi che davvero non possiamo risolvere. Spesso sentiamo dati allarmanti sull’ambiente, ma dopo qualche ora sembra che la notizia sia già passata e si torna ai problemi quotidiani. In alcune città scattano le targhe pari o dispari, si impedisce la circolazione ai mezzi più inquinanti e il giorno dopo si è già a bordo di quei mezzi vietati appena qualche ora prima. Eppure il rischio lo vediamo tutti i giorni passando lo straccio sul davanzale o sul cruscotto dell’auto… tutto questo sintetizzato nel rapporto di Air quality in Europe 2013 presentato questa mattina dove i dati sembrano ormai confermare che almeno 1 persona su quattro, nelle città europee è costretta a respirare aria con una  quantità di inquinanti che supera i limiti fissati dalla Ue. E 9 persone su 10 sono costrette a respirare un’aria che supera i valori suggeriti dall’Organizzazione mondiale di sanità. Questa è la dimensione del problema Europeo a cui si aggiungono le PM 2,5 cioè le polveri ultrasottili considerate l’inquinante più insidioso che  sono sopra i limiti suggeriti dall’Oms in una percentuale che varia dal 91 al 96% dei casi. E per non farci mancare davvero nulla anche le concentrazioni di ozono di bassa quota, quello pericoloso, superano le indicazioni Oms nel 97-98% dei casi.

Era luglio quando è arrivata la prima importante conferma lanciata sulle pagine di Lancet Oncology in cui si ribadiva una stretta relazione fra inquinamento atmosferico e tumori del polmone.

Solo in Italia nel 2010 si sono registrati 31.051 nuovi casi. La ricerca mostra che più alta è la concentrazione di inquinanti nell’aria maggiore è il rischio di sviluppare un tumore al polmone. Inoltre dalla misurazione delle polveri sottili, l’Italia è risultata essere tra i paesi europei più inquinati.

Laviamoci le mani ma non laviamocene le mani: 1400 bimbi morti ogni giorno

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Oggi è la  6/a Giornata Internazionale del Lavaggio delle Mani indetta dall’Unicef per ricordare che ogni giorno sono circa 1400 i bimbi sotto i cinque anni che muoiono a causa di malattie diarroiche. Oltre la mancanza di acqua sicura, il problema risiede anche nella carenza di igiene. ”Il semplice gesto di lavarsi le mani con il sapone e’ uno dei modi piu’ efficaci per salvare la vita di un bambino”, ricorda in un comunicato, Sanjay Wijesekera, responsabile Unicef per i programmi dell’Acqua e dei Servizi igienico sanitari (Wash). ”Lavarsi le mani prima di mangiare e dopo aver defecato – prosegue l’esperta Onu – riduce drasticamente la diffusione di malattie diarroiche e ha effetti di vasta portata sulla salute e sul benessere dei bambini e delle comunita”’. Dall’Etiopia allo Yemen, passando per Vietnam, Sierra Leone, Mali, Gambia, Indonesia, Bolivia: sono migliaia le iniziative organizzate oggi per sensibilizzare milioni di bambini alla pratica di lavarsi le mani. Il tema di quest’anno, annunciato dalla ‘Global public private partnership for Handwashing’ che comprende l’Unicef, e’ ”Il potere è nelle tue mani”: ognuno ha il potere di contribuire a creare comunità più sane attraverso il lavaggio delle mani con il sapone. ”I dati parlano chiaro: ogni individuo, ogni madre, bambino, insegnante, membro della comunità, può contribuire alla salute di tutti solo lavando le proprie mani”, sottolinea Wijesekera. 

 

Occupata la Borsa di Milano, tensione sociale in attesa del 19 ottobre

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Erano circa le 15.45 quando in vista delle mobilitazioni che si terranno a Roma il 19 ottobre, un centinaio di antagonisti hanno occupato la sede della Borsa a Milano. Cartelli, striscioni e megafoni in piazza Affari per protestare contro la mancanza del lavoro e «l’arroganza delle istituzioni». L’autunno caldo è iniziato e si prevede bollente… anche in vista della manovra finanziaria che si prevede porterà nuove tasse e meno servizi. Proteste e scontri con la polizia durante la mattinata si erano avuti anche ad Ancona dove il premier Letta stava tenendo un vertice su Italia-Serbia. 

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Luna Park costruito a mano!

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Ci sono voluti 40 anni affinché il progetto nato quasi per gioco di Bruno, il proprietario di un’osteria  Nervesa della Battaglia (Treviso) fosse completato. Ora il parco divertimenti “Ai Pioppi”, nascosto tra gli alberi della foresta nel rispetto della natura si può dire ultimato. Il primo scivolo risale a 40 anni fa quando iniziò a fare uno spazio ricreativo per i bambini che venivano a mangiare nella sua osteria. Pian piano però il progetto si è arricchito di altalene, montagne russe e ruote panoramiche:

“Io non immaginavo che andasse a finire così, che avesse questo successo”, racconta Bruno.

 

Incidente mortale in pista: perde la vita Sean Edwards

Sean-Edwards-tuttacronacaEra al comando del campionato Porsche Supercup il pilota britannico Sean Edwards, che ha trovato la morte oggi in un incidente in Australia. Il 26enne si è schiantato contro le barriere protettive del Queensland Raceway di Willowbank mentre si trovava a bordo di una Porsche in qualità di istruttore. Il pilota era il figlio del settantenne Guy Edwards, il pilota che salvò Niki Lauda estraendolo dalla sua Ferrari in fiamme al Nürburgring nel 1976: Sean ha interpretato il padre nella pellicola Rush, per volere del regista Ron Howard.

L’impatto in cui è rimasto coinvolto oggi è stato violentissimo, con l’auto che ha preso fuoco prima che i soccorritori potessero intervenire per estrarre il corpo di Edwards. Nell’incidente di martedì mattina è rimasto gravemente ferito il conducente, un ventenne di Brisbane, estratto dalle macerie e trasportato d’urgenza in ospedale.

Il boomerang della Reggiani: “Napoli puzza!”

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«Napoli? – ha recitato l’attrice ricalcando la voce della Loren – Quanto è bella Napoli, vista da lontano. Dal mio attico di Manhattan è la distanza giusta, io salgo in terrazza con il binocolo e quella è veramente la distanza giusta perché mi arriva la poesia ma non la puzza» così Francesca Reggiani ospite del programma radiofonico “Ottovolante” di Radiodue il 12 ottobre. Secondo alcuni ascoltatori soprattutto napoletani la battuta della Reggiani fatta imitando la voce della Loren sarebbe una vera e propria gaffe. Secondo altri è stata una battuta forse “infelice”, uno scivolone su una gag che aveva tutti presupposti per far ridere e invece si è trasformato in un “boomerang”. Le polemiche non sono mancate e l’audio è stato postato su YouTube ricevendo già molte visualizzazioni:

Regalo a Berlusconi? Slitta la data del voto di decadenza

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Non è in programma fino al 31 ottobre. «Il tema non è stato affrontato e il voto» sulla decadenza da senatore di Silvio Berlusconi nell’aula di palazzo Madama «non è nel calendario di ottobre votato dalla capigruppo», così arriva anche la conferma del vicepresidente del Senato (Pdl) Maurizio Gasparri al termine della conferenza dei capigruppo. La relazione sulla decadenza del leader Pdl del presidente della giunta delle Elezioni Dario Stefàno, secondo quanto si apprende, verrà consegnata nelle prossime ore alla presidenza del Senato. A mettere a dura prova la tenuta del governo è la partita legata al voto palese. «Il fatto che il Pd si dichiari a favore del voto palese, a dispetto del regolamento vigente, della prassi parlamentare e dei principi più elementari posti a salvaguardia della libera coscienza dei parlamentari, è una vergogna e si spiega solo con la volontà da parte del Pd di mettere in discussione quel minimo di coesione e di rispetto reciproco su cui si può fondare una alleanza di governo», attacca Bondi. Si arriverà a Natale? Magari con un regalo sotto l’albero per il Cav? Amnistia o Indulto ci troverà nel pacco?

La sorpresa che arriva dal mare: due balenottere in visita a Portoferraio

balene-portoferraio-tuttacronacaSpettacolo inaspettato ieri per chi si trovava a Portoferraio, sull’Isola d’Elba: nel porto sono entrate due balenottere, probabilmente madre e figlio, che si sono trattenute per un paio d’ore nello specchio d’acqua. I due cetacei sono stati seguiti dalla vedetta della Guardia Costiera con un veterinario a bord: la più piccola, infatti, presentava lesioni sul dorso. In molti sono accorsi per assistere agli sbuffi d’acqua dei due animali.

Padellaro e Travaglio rinviati a giudizio per diffamazione

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Marco Travaglio e Antonio Padellaro, vicedirettore e direttore del Fatto Quotidiano, hanno depositato questa mattina durante l’udienza per diffamazione, avviata dall’ex direttore del Tg1 Augusto Minzolini, ora senatore Pdl  – per un articolo del 3 giugno del 2011 dal titolo Mutatis Mutandis – una memoria difensiva in cui veniva chiaramente ribadito il «Diritto di satira». Non ci sarebbe quindi diffamazione, ma solo ironia in “Mutatis Mutandis” secondo Travaglio e Padellaro. Di diverso avviso invece l’avvocato del senatore del Popolo della Libertà Minzolin, Fabrizio Siggia il quale ha dichiarato «Non sapevo che il Fatto fosse diventato il Vernacoliere»

Quale è il passaggio incriminato?

Come si legge in Mutatis Mutandis: «Più sotto si celebra un altro eroe dei nostri tempi: Minzolingua, a cui “la spectre della par condicio” (l’Agcom) avrebbe financo “vietato di intervistare il premier”: ecco, il Direttorissimo marcia ogni giorno su Palazzo Grazioli per strapazzare B. con le sue domande scomode, ma ogni volta trova sull’uscio l’Agcom a sbarrargli la strada. Ora la Spectre, non contenta di averlo privato della carta di credito aziendale costringendolo addirittura a pagarsi le ferie di tasca sua, lo perseguita perché “culturalmente di minoranza nel servizio pubblico” (nel senso che anche l’ultimo usciere Rai è più colto di lui) e vorrebbe mettergli gli “schiavettoni” per un “reato di opinione”. Se dovesse accadere, ci batteremmo come un sol uomo per impedirlo. Ma i mutandieri si rassicurino. Nel caso di specie, quello di opinione si configura come reato impossibile: se mai Minzolingua ha avuto un’opinione, non era la sua»

 

900 chili e oltre un metro di diametro: la zucca più grande del mondo!

zucca-gigante-tuttacronacaGary Miller, da oltre vent’anni nel settore dell’agricoltura, si è aggiudicato il premio per la zucca più grande del mondo in occasione del 40° campionato internazionale che si è svolto nella contea di Napa, in California. L’esemplare, che misura oltre un metro di diametro e pesa 900 chilogrammi, ha fatto guadagnare a Miller il primo premio, del valore di circa 12mila dollari.

Piovono manganellate? Scontri tra manifestanti e polizia ad Ancona

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Mentre Letta è impegnato ad Ancona per il vertice Italia-Serbia, nelle strade del capoluogo delle Marche sfilano i movimenti della sinistra che chiedono meno austerità e più certezze. Scontri con la polizia si sono avuti quando una parte del corteo ha tentato di sfondare  il cordone di polizia in piazzale Italia per proseguire il corteo verso la sede della Regione Marche dove era in corso il vertice. I poliziotti, in assetto antisommossa, hanno respinto il tentativo. Si è vista qualche manganellata ma non c’è stata una carica vera e propria. «Siamo in uno Stato di diritto, fateci passare…» gridavano i dimostranti, «non potete bloccare una città».

Durante gli scontri un ragazzo sarebbe rimasto ferito alla testa. Secondo alcuni sarebbe stato colpito da una manganellata degli agenti.

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“Indagate sulla vita privata di Matteo Renzi”

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Se fosse vero bisognerebbe davvero non fare un provvedimento per svuotare le carceri, ma per svuotare il Parlamento. Si ipotizza infatti (e c’è chi asserisce che poi non è solo un’ipotesi), che ci sia un sms che inviterebbe a indagare sulla vita di Matteo Renzi.

Il Corsera scrive:

Lo hanno accusato di tutto. Ovviamente. I bersaniani mandano anche sms a giornalisti amici e ai fedelissimi per invitarli a scavare nella vita del superfavorito alle primarie dell’otto dicembre. Roba che in un partito come il Pd, finora, non si era mai fatta. Ma, come si dice a Roma, lì dove il potere centrale guarda storto il fiorentino, bizzarro, «la guerra è guerra». Tra i capi d’imputazione che pesano sul collo di Matteo Renzi quello di aver lisciato il pelo al Movimento 5 Stelle con il suo «no» all’amnistia. Anzi, peggio, quello di essersi mosso in base ai sondaggi che davano per sgraditissima una proposta del genere tra i grillini. Ecco perché l’ultrà bersaniano Flavio Zanonato si è scagliato subito contro il primo cittadino del capoluogo toscano accusandolo di intelligenza con il nemico, ovverosia con il comico genovese. Una tirata che ha lasciato esterrefatto persino il solitamente flemmatico Walter Veltroni, che in genere è portato a evitare i conflitti e stemperare le tensioni: «I ministri dovrebbero avere più misura quando parlano: si debbono evitare queste polemiche continue».
Quanto a lui, il reprobo, fa spallucce. I sondaggi non li ha fatti prima per decidere se dare o meno l’affondo sull’amnistia. Li ha fatti dopo. E i risultati sono giunti sul suo tavolo giusto appunto ieri sera. «Un balzo avanti rispetto a Letta», enfatizzano i suoi. Il sindaco ha nuovamente staccato il premier di più di cinque punti in percentuale. Del resto, il presidente del Consiglio sapeva bene che questa storia dell’amnistia poteva essere solo foriera di guai. Per questa ragione a un certo punto aveva cercato di disinnescare una bomba che invece di esplodere alle soglie del palazzo del Quirinale minacciava di deflagrare nel governo, con tutte le conseguenze del caso. Per questo motivo ha chiesto ai ministri di «non intervenire più sull’argomento» e di «non attaccare più Renzi»: «Besta polemiche sull’argomento, abbiamo altri e più pressanti problemi da fronteggiare» è stato il suo monito. E alla fine i rappresentanti dell’esecutivo hanno capito che aveva ragione il premier. L’amnistia è invisa all’80 per cento del popolo della sinistra e non piace nemmeno alla destra tutta legge e ordine, quindi meglio mettere la sordina a tutta la vicenda e parlare d’altro. Ma anche «l’altro», a volte, può essere imbarazzante. Soprattutto se si tratta di legge elettorale. Su questo punto Renzi non ha dubbi: «Non ci siamo sposati mica il Pdl». Il che, tradotto dall’italiano al politichese (perché alle volte con il personaggio bisogna fare così), significa che questo legame non può durare a vita. La pensa più o meno allo stesso modo il prudentissimo Walter Veltroni: «Il governo non è un bene in sé perché c’è, ma è un bene se fa». Per questa ragione il mese prossimo, il 20 novembre, il sindaco di Firenze metterà a punto la sua proposta sulla legge elettorale: «Una legge – spiega – che ci consenta di tornare alla dialettica normale del sistema bipolare tra maggioranza e opposizione. Bisognerà restituire dignità al confronto politico spiegando che stiamo ancora insieme per qualche mese o anno, poi alla fine dell’esperienza del governo Letta ridaremo la dignità allo scontro politico». La «tentazione di cancellare il bipolarismo», secondo il sindaco di Firenze, c’è ancora: «C’è – confida a qualche amico – chi potrebbe pensare di spaccare il Pdl e chi, vedendo la scissione da quella parte, potrebbe essere tentato in casa nostra, di fare una scissione a sinistra, per questa ragione dobbiamo assolutamente blindare il bipolarismo». E siccome Renzi appare determinato e tra poco meno di due mesi sarà segretario del Partito democratico tutti in realtà aspettano lui prima di mettere le carte sul tavolo della riforma elettorale. Il che, naturalmente, non significa che la strada del sindaco sia in discesa, anche se lui è convinto di continuare a fare le sue scorribande, tenendosi fuori dai palazzi del potere romano, e conta di vincere pure nei circoli di partito. Ma si rende conto che la sfida è ben più ampia: «L’establishment italiano probabilmente non mi vuole perché voglio cambiare una situazione cristallizzata che fa comodo anche a tanta classe dirigente imprenditoriale e finanziaria che ha le stesse colpe della classe politica e non può pensare di tirarsi fuori».

I pediatri consigliano il latte in polvere: la multinazionale li paga!

latte-polvere-tuttacronacaNel nord della Cina, nella città di Tianjin, alcuni pediatri avrebbero suggerito alle neomamme l’idea che il latte in polvere sia meglio di quello materno, in aperto contrastro con le norme previste dall’OMS che raccomanda alle donne di preferire il latte materno a quello artificiale. Per elargire simili consigli, i medici avevano intascato cospicue tangenti da Danone, azienda che in questo Paese commercializza i suoi prodotti per l’infanzia con il brand Dumex. Lo scandalo è scoppiato qualche settimana fa e vede coinvolti 13 pediatri. Stando a quanto riporta Reuters, l’inchiesta sarebbe poi stata allargata a 116 operatori sanitari di 85 ospedali e altre strutture, a loro volta pagati dal colosso alimentare francese per consigliare il latte in polvere venduto da Dumex. Tra l’altro il preparato era già stato coinvolto in uno scandalo nel 2008, quando erano state trovate tracce di melamina in diverse marche di latte in polvere: un gravissimo caso di contraffazione alimentare che avrebbe causato la morte di sei bambini e provocato danni alla salute di centinaia di altri neonati. Da parte sua, appresa la notizia, Danone ha annunciato un rimescolamento ai vertici della sua filiale cinese accusata di aver “condotto certe pratiche che violano i principi dell’impresa”.

Sex toys a rischio, riscontrate sostanze nocive

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Attenzione ai sex toys che potrebbero nascondere brutte sorprese. Secondo le autorità sanitarie svedesi infatti vibratori e dildo possono contenere ftalati (sotto accusa dal 2003 in quanto alcuni studi sembrerebbero mostrare che siano in grado di produrre effetti analoghi a quelli degli ormoni estrogeni, causando quindi una femminilizzazione dei neonati maschi e disturbi nello sviluppo dei genitali e nella maturazione dei testicoli).  Inoltre i ftalati studiati sui roditori mostrano, in presenza di elevate concentrazioni, che ci potrebbero essere danni al fegato, ai reni, ai polmoni.

Anna Lofstrom, del gruppo di ispettori ambientali nella città svedese di Malmoe, ha dichiarato: “Ciò che si sa di queste sostanze è che hanno effetti importanti quanto a inibizione della riproduzione, ma non sappiamo in che modo le persone sviluppano problemi utilizzando i sex toys che le contengono”.

Christian Lindh, dell’Università di Lund, a chi gli chiedeva perché solo ora le autorità sanitarie entrino nelle camere da letto degli svedesi, ha risposto: “Immagino che finora sia stato considerato un tema troppo delicato”.

“Mille uragani” la nuova boccata d’aria di Pelù

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Piero Pelù rompe il silenzio e torna in radio con il brano inedito “Mille Uragani”, in attesa dell’uscita di “Identikit”, che sarà disponibile dal 19 novembre.

“Mille uragani – spiega Piero Pelù – è una song molto particolare che musicalmente mi evoca qualcosa della pre new wave bowiana berlinese ma che poi sconfina in parti quasi dark metal e hard southern rock, le chitarre di Fede Poggipollini ci danno dentro senza se e senza ma, anche il basso di Ciccio Licausi (ex Negrita) martella e trascina come un ossesso, spaziano le tastiere di Megahertz (Morgan) e ci dà dentro come un’anguilla rock il grande Luca Martelli che tanti di voi già conoscono e amano, alcuni interventi di chitarre sono anche di Saverio Lanza già mio compagno di viaggio ai tempi di In faccia”.

“Il testo parla di una storia d’amore poetica e contrastata – prosegue Pelù – che resiste a tutte le tempeste e prende forza proprio dalle difficoltà che la circondano: a modo mio questa song è un inno alla vita e mi son pure permesso di citare nel testo il grande mio concittadino esiliato Dante nel quinto canto dell’Inferno”.

Shock a Napoli, donna getta acido sui rom, investito un bimbo. E’ grave.

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La tensione sociale sale e porta a gesti criminali. Nel quartiere di Fuorigrotta, in via Andrea Doria, altezza del civico 22, una donna rom insieme al suo bambino è stata investita da una pioggia di acido. La donna ha immediatamente strappato di dosso gli abiti al bambino. Anche un benzinaio ha prontamente portato soccorso aiutando la donna a levare gli abiti fumanti dal piccolo, mentre i passanti hanno accompagnato il bimbo e donna in farmacia da dove alle 10,18, è stato chiamato il 118. Il piccolo in gravi condizioni è stato portato al Santobono. La polizia ha recuperato una piccola felpa di taglio maschile con svariati buchi da bruciatura. La polizia sta identificando il possibile autore del gesto.

Tentato femminicidio per motivi economici, donna salva grazie a un vicino

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Una storia tragica e tremenda quella che ha visto come protagonista Luigi B, 50 anni, disoccupato e in procinto di ricevere lo sfratto nella palazzina di via Lucilio, alla Balduina, Roma, dove abita con la moglie bulgara, la 55enne, Snezana R., cantante lirica conosciuta nell’ambiente. L’uomo ieri pomeriggio, accecato dalla follia, ha afferrato un coltello e lo ha piantato nella schiena della moglie. Un vicino, allarmato dalle grida ha aperto la sua porta e ha fatto rifugiare la donna nella sua abitazione.

«Era pallida, tremava – racconta il soccorritore, un signore sulla cinquantina – Quella donna mi ha pregato di chiudere subito la porta ed era terrorizzata che il marito potesse uccidere la figlia che se anche non era in casa sarebbe potuta rientrare a momenti. Perdeva sangue dalla schiena. In un attimo il pavimento si è macchiato di rosso e lei è diventata pallida».

Queste le parole del marito della vittima:  «Ho perso la ragione – ha detto il marito agli agenti – Non ho più un posto di lavoro e da questa casa dobbiamo andare via a causa dello sfratto. Ho visto tutto nero e ho fatto una pazzia. Alla fine volevo uccidermi».

«Sembrava una coppia tranquilla – racconta un residente del terzo piano -. Era arrivata in questo stabile da meno di un anno. Ma noi inquilini abbiamo saputo che moglie e marito se ne sarebbero dovuti andare a causa di uno sfratto che era diventato esecutivo. Lei è una cantante lirica. La sentivo spesso esercitarsi».

La casa di Gianni Alemanno visitata dai ladri

alemanno-ladri-tuttacronacaL’ex sindaco di Roma, Gianni Alemanno, questa mattina era impegnato con una riunione dell’Anci. Anche la moglie e il figlio, uscito per andare a scuola, non si trovavano nell’abitazione sita in zona Balduina a Roma. Approfittando di queste assenze, i ladri si sono introdotti nella casa svaligiandola. Il bottino è ancora da quantificare. La polizia è sul posto.

Tifone Nari: migliaia gli evacuati e centinaia di case danneggiate in Vietnam

nari-vietnam-tuttacronacaI media di Stato vietnamiti hanno riportato la notizia che, questa mattina, tifone Nari ha abbattuto alberi e danneggiato centinaia di case nel Vietnam centrale. Già ieri sera oltre 122.000 persone sono state costretta all’evacuazione in diverse zone, tra cui la provincia di Quang Nam e la città di Danang, ancora prima che arrivasse il tifone, che più tardi ha colpito la costa con venti fino a 102 km orari.

Terremoto da 32 bombe atomiche: questa la potenza nelle Filippine

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Sono agghiaccianti le dichiarazioni rilasciate da Renato Solidum, il capo dell’istituto nazionale filippino di Vulcanologia riportate su i più importanti media del Paese:

Il sisma che ha colpito stamani le Filippine ha rilasciato un’energia pari a “32 bombe atomiche di Hiroshima”, ha dichiarato Solidum.

Anche le testimonianze raccolte sono indice dell’evento eccezionale che ha colpito le Filippine:

“Siamo fuggiti in strada, ma ci siamo dovuti aggrappare agli alberi, perché le scosse erano troppo forti”, racconta una testimone sull’isola di Bohol. Un chiesa è stata letteralmente “sbriciolata”, raccontano altri superstiti.

Al momento le vittime sarebbero almeno 73, ma il bilancio è ancora provvisorio. La maggior parte dei morti si è registrata sull’isola di Bohol dove i cadaveri fin’ora recuperati sono stati 57. Altri 15 corpi invece sono stati trovati a Cebu e uno è stato rinvenuto sull’isola di Siquijor. Ingenti anche i danni agli edifici.

La basilica del Santo Bambino a Cebu, la chiesa più antica delle Filippine, ha perso il suo campanile a causa della scossa. Un’altra chiesa del XVII secolo situata nella cittadina di Loboc, a sud di Carmen, è andata quasi completamente distrutta. Diverse altre chiese disseminate nella zona, risalenti al periodo coloniale spagnolo, hanno riportato danni per via del terremoto.

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Secondo la protezione civile locale, nelle ore successive al sisma si sono registrate almeno 110 scosse di assestamento, tutte intorno ai 2 gradi di intensità, ma una di 5,4. Le autorità hanno comunque escluso il rischio di tsunami.

Il sisma ha scatenato il panico tra la popolazione: nel timore di uno tsunami, in migliaia si sono accalcati per cercare riparo sulle alture. “Si spingevano l’un l’altro sulla collina”, dice una ragazza. Nella città di Carmen, sull’isola di Bohol, “molti edifici sono crollati, le strade sono devastate, alcuni ponti sono crollati”, scrive la stampa locale.

Terremoto a Cipro, nella notte trema l’isola

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Una scossa di terremoto di intensità pari a 4,4 gradi sulla scala Richter è stata registrata stamani alle 04:15 locali (le 03:15 in Italia) nella zona di Famagusta, nella parte orientale dell’isola di Cipro sotto occupazione militare turca. Lo ha reso noto parlando con radio locali il sismologo Iordanis Demetriades, secondo il quale l’epicentro del sisma è stato localizzato a 10 km a Sud di Xylofagou, sulla costa sud-orientale dell’isola, e l’ipocentro a 10 km di profondità.

Esplosione in hotel in Birmania: ferita una turista americana

esplosione-hotel-tuttacronacaEsplosione la scorsa notte, poco prima di mezzanotte, in una stanza del Traders Hotel di Rangoon, in Birmania. Sono fonti di polizia a spiegare che è stata trovata una bomba a orologeria e che, oltre ad altri due sospettati fermati, è stato arrestato il 27enne che in precedenza occupava la stessa camera. L’uomo è stato trovato nella mattinata di oggi “Ma è ancora troppo preso per dire dire se sia stato lui a piazzare la bomba senza altre indagini”, ha riportato un ufficiale di polizia. La stanza, al momento della detonazione, era occupata da una famiglia americana: la donna è rimasta lievemente ferita e si sta già riprendendo mentre sono illesi marito e due figli. L’esplosione non è stata rivendicata. Nel frattempo, le indagini continuano.

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L’Inter di Thohir, cambia faccia il calcio italiano… Moratti presidente? Non lo sa

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Cambia faccia l’Inter, ma anche il calcio italiano dopo che Massimo Moratti ha ceduto la squadra nerazzurra al magnate indonesiano Erick Thohir e una cordata di altri imprenditori, la cui holding entra in possesso del 70% delle azioni del club.

Visibilmente emozionato e scosso, Massimo Moratti ha rilasciato qualche dichiarazione uscendo dai suoi uffici: “Abbiamo firmato tutto, comunque dopo ci sarà un comunicato stampa. Soddisfatto? Sì… I tempi sono stati lunghi, ma direi che la cosa è stata equilibrata. Cosa dire tifosi? Bah, faccio finta che questa cosa sia abbastanza regolare e tutto, ma rimane sorprendente. Vedrò un po’ cosa mi sentirò di dire. Come sempre quando cambi qualcosa nella vita non sai se ti dispiace o se ti adatterai a una nuova realtà, a un ritmo diverso. Certamente hai tutto l’ amore per una certa cosa e anche la soddisfazione o il sollievo di pensare di aver messo l’ Inter in buone mani, e di questo sono sicuro perché è gente molto per bene, buona dal punto di vista caratteriale. Ognuno dà una sua impronta e col tempo quella dei nuovi proprietari sarà diversa dalla mia, l’ importante è che sia rispettosa di tutto, ma anche su questo non ho dubbi”.

Erick Thohir sarà affiancato sicuramente da Roslan Roeslani e Handy Soetedjo, suoi amici e imprenditori come lui. In futuro potrebbe verificarsi l’ingresso anche della famiglia Bakrie, legatissima ai Thohir e attualmente impegnata nella campagna elettorale per le elezioni presidenziali del 2014 in Indonesia, che vedono in corsa un suo rampollo.

I nuovi proprietari sono per lo più sconosciuti in Italia e a dire il vero non vantano esperienze scintillanti in materia sportiva, anzi per ora si sono limitati a presenze di nicchia nel mondo dello sport professionistico: solo Thohir ha varcato i confini dell’Indonesia con una partecipazione nei Philadelphia 76ers nel basket Nba (ma pare stia cercando di sfilarsi) e con una copresidenza nei Dc United del soccer statunitense; nessuna delle due avventure, però, è stata finora costellata di successi.

Insomma, vista così la cessione dell’Inter a Thohir sembra ai più un salto nel buio, ma evidentemente si è trattato di una decisione inevitabile: i conti del club erano allo stremo, visto che procedono al ritmo di passivi da almeno 70 milioni ogni anno, e Moratti non è più in grado di rilanciare. Da qui la trattativa con Thohir, che cambierà per sempre la storia dell’Inter.

Svelati i misteri di Mps? Arriva la mail sul contratto Alexandria

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C’è una mail di 32 righe che spiega come fu scoperto il contratto dell’operazione “Alexandria”, nascosto “in cassaforte”, con la banca giapponese Nomura per far risultare in attivo il bilancio 2009 della banca senese.

La email con il “mandate agreement” venne spedita il 30 ottobre del 2012 da Valentino Fanti, segretario di presidente e amministratore delegato, a Fabrizio Leandri, responsabile dei controlli interni.

In base a quelle poche righe, scrive Il Corriere della Sera, il contratto nascosto nella cassaforte dell’ex direttore generale Mps, Antonio Vigni, sarebbe stato scoperto il 20 settembre 2012.

In mandate aggreement collegava due operazioni finanziarie del 2009 formalmente distinte: la ristrutturazione del derivato “Alexandria” e un acquisto di 3 miliardi di Btp trentennali finanziati da Nomura.

Sulla base di quel contratto, scrive Corsera, Mps ha riscritto a febbraio 2013 i bilanci con una perdita ulteriore di 700 milioni.

Il Corriere della Sera riporta alcuni brani di quella email:

Scrive Fanti: “In data 20 settembre (così mi sembra di ricordare, giorno più giorno meno) il dir. Mingrone (Bernardo, direttore finanziario, ndr ) mi ha chiesto di verificare se presso la mia struttura risultassero atti e/o contratti con Nomura”. Le prime verifiche nella segreteria di presidenza furono negative. Allora invitò una collaboratrice a ricercare nel «protocollo». E in quello dell’ex segreteria di direzione, sempre quel giorno, venne scoperto: “Foglio con indicato in alto “signatories” (pag.1); mandate agreement 31/7/2009 Nomura International plc and Banca Monte Paschi di Siena, (pag. 49); due mail (pag. 2)” tra Baldassarri e altri funzionari della banca e Francesco Cuccovillo di Nomura“; l’annotazione «conservato in cassaforte». “Detto materiale è stato stampato e subito dopo consegnato brevi manu al dottor Alessandro Ierardi della segreteria del cfo dir. Mingrone. Nel consegnare tale documentazione notai che il foglio informazioni sul documento protocollato … riportava nelle note “documento conservato in cassaforte”. Ritenni pertanto opportuno avvertire il dir. Leandri affinché lo stesso, come responsabile dell’area revisione interna, effettuasse una verifica presso detta cassaforte”. Per l’occultamento del contratto alla Banca d’Italia sono sotto processo per ostacolo alla vigilanza l’ex presidente Giuseppe Mussari, Vigni e l’ex capo dell’area Finanza, Gianluca Baldassarri, in uno stralcio dell’inchiesta sull’acquisizione di Antonveneta.

Quel contratto firmato venne trovato in cassaforte il 10 ottobre del 2012, secondo l’esposto dell’amministratore delegato di Mps, Fabrizio Viola. Da quell’esposto partì l’inchiesta che chiarì le operazioni che servirono per far chiudere il bilancio 2009 in utile. Ma secondo Nomura quel mandate non collegava i due contratti: il collegamento, come sostiene anche Bankitalia, era già chiaro prima del ritrovamento del contratto dai riferimenti negli ordini di acquisto dei Btp.

Scrive Massaro:

A chiarire i vari aspetti del ritrovamento del mandate potrà essere lo stesso Viola, al processo a Siena: tra questi, l’indagine interna su chi in banca sapesse del mandate. Una mail del 13 dicembre 2012 di Mingrone a Viola individua sei funzionari, tra i quali Gianni Contena, manager dell’area Finanza: «Sembra che almeno questi lo avessero».

Baby modello trovato morto nella piscina della nave, aveva 6 anni

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Giallo a bordo della Carnival Victory dove è stato rinvenuto morto in piscina il corpo di Qwentyn Hunter, baby modello di 6 anni. Il bambino era in vacanza con la famiglia ai Caraibi e a quanto sembra, dai primi accertamenti della polizia, può essere stato un fatale incidente a stroncare la vita a Qwentyn. Sembra che il bimbo stesse giocando con il fratello di 10 anni in piscina quando improvvisamente è annegato.

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L’incidente è avvenuto durante l’ultimo tratto di navigazione, quando l’imbarcazione si trovava ancora in mare aperto diretta a Port Miami. Quando si sono accorti di quanto stava accadendo nella piscina, alcuni altri viaggiatori si sono tuffati e hanno portato il ragazzo sul bordo della piscina. Qualcuno gli ha praticato un intervento di rianimazione, ma ogni tentativo è risultato inutile.

 

La guerra civile del PD… D’Alema contro Renzi, ma ad essere ucciso è il partito

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Caino e Abele continuano le liti, il “sangue” scorre nel Pd e il Pdl trae linfa energetica dal dilaniarsi delle vecchie faide. Non c’è più neppure un ring dove affrontarsi, il conflitto avviene nelle strade, nelle piazze, e persino nei cieli con la questione Alitalia che mina il cuore del partito democratico.

“Per Alitalia, sarebbe stata meglio un’intesa con le Ferrovie dello Stato”, la dichiarazione di Massimo D’Alema al Sole 24 Ore suona come l’ennesima freccia scagliata al cuore del partito, l’ennesima battaglia di quella guerra civile mai finita. Secondo D’Alema, un accordo con Ferrovie sarebbe stato preferibile per “due ragioni”. “Credo ci sarebbero state sinergie più robuste e si sarebbero anche svalutate le partecipazioni, risolvendo il problema dei francesi”.

Per l’ex premier, l’alleanza con Air France non è convincente. “Mi pare che abbiano una situazione, anche debitoria, complicata. Ma soprattutto penso che, in vista dell’Expo, sarebbe stato meglio puntare su una compagnia non europea che offrisse più opportunità anche al nostro Paese, anche nel traffico turistico”.

Ma se Alitalia è un “cavallo di battaglia”, il vero nemico è invece il sindaco di Firenze, candidato alla segreteria del Pd “Non è ragionevole destabilizzare il governo, magari per le ambizioni personali di chi ha troppa fretta…”. L’ex ministro non ci sta a a sentirsi parte di una intera classe dirigente che, nella lettura di Renzi, ha fallito, impedendo al Paese di crescere. “Bisognerebbe distinguere le responsabilità nel corso di questi venti anni. Almeno per dare una giustificazione a quella parte dell’establishment che sta lì ad applaudire entusiasticamente ai ceffoni di Renzi”.

E D’Alema cerca di nuovo il vecchio baluardo… Renzi simile a Berlusconi… la solita nenia con cui gli elettori di sinistra ormai si addormentano davanti ai talk show in cui i politici ormai sono solo autoreferenziali “Non mi è mai piaciuto lo stile di un uomo solo con i riflettori puntati addosso, che passeggia sul palco con il microfono in mano. Mi pare di averlo già visto in questi anni…”.

Infine, sangue e arena anche al federalismo: “così come lo abbiamo praticato – afferma D’Alema – è stato uno dei maggiori responsabili dell’aumento della spesa pubblica. Per non parlare dei danni in termini di efficienza che sono venuti dalla moltiplicazione dei centri decisionali, dalle competenze confuse tra centro e periferia, dal sommarsi delle autorizzazioni”.

Gli italiani intanto hanno il mutuo da pagare, le tasse che fanno fallire le aziende creditrici nei confronti dello stato e i figli a cui pagare la mensa… ma questi non sono temi interessanti, meglio la guerra civile!

“Sono vivo per miracolo”, brutto incidente per Tony Maiello

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“Sono vivo per miracolo”.

Quando posta su Facebook il suo racconto Tony Maiello è reduce da un tremendo incidente stradale, nei pressi di Squille, in provincia di Caserta, che poteva davvero finire in modo tragico per il partecipante di XFactor e vincitore di Sanremo.

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Ancora incredulo il cantante ha decritto il suo terrore sul social network allegando anche le foto della sua auto distrutta:

“Ancora non credo di avere la fortuna di raccontare quello che mi è successo questa notte – ha scritto sul social – Per rispondere a qualcuno, posto semplicemente queste foto per testimoniare che puoi essere prudente quanto vuoi, puoi andare anche a 20 Km/h, ma se poi ti ritrovi schizzato in aria da una macchina sparata a più di 100 Km/h in un tratto dove il limite consentito era circa 60-70 Km/h a ridosso di un imbocco autostradale, capisci che la follia umana non ha limiti e che tu dipendi sempre di più dall’attimo e dalla fortuna. Grazie a tutti per i messaggi, e per citare il Big Vasco: “io sono ancora qua…eh già”.

Tony ha aggiunto in un post successivo: “Dopo un incidente nel 2006 partecipai ad X Factor, dopo essere stato derubato in casa nel 2010 vinsi Sanremo… Caro il mio destino, potresti anche far meno rumore quando mi devi dà ‘na bella notizia…”.

Neppure fosse la testa della Medusa… Dove andrà Sallusti?

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Che Angelino Alfano non nutrisse simpatia per Alessandro Sallusti, direttore del Giornale e compagno del falco Daniela Santanché, era sotto gli occhi di tutti, ma forse l’editoriale che ha definito “mafiosetto” il Ministro degli Interni, ha fatto definitivamente saltare le corde, già tese, all’interno del Pdl – Forza Italia. Per la ricompattazione sempre proprio che il prezzo richiesto da Alfano sia la testa di Sallusti (neppure fosse quella della Medusa!) anche in virtù, forse, di quella lite furibonda del direttore de Il Giornale con Fabrizio Cicchitto a Ballarò. Il Fatto quotidiano scrive:

Sallusti alla guida del Giornale è ormai privo di controllo. Di lì la decisione: giro di seggiole e poltrone nelle testate di famiglia.

E il Fatto quotidiano ribadisce lo schema già circolato:

“l’attuale direttore di Panorama Giorgio Mulè prenderebbe il posto di Sallusti al Giornale. Sallusti a sua volta emigrerebbe alla direzione di Tgcom24 . A Panorama potrebbe andare Mario Sechi che avrebbe (sempre secondo le voci che corrono) trovato come magnifico sponsor addirittura il direttore del Foglio, Giuliano Ferrara”.

Dietro questo giro di poltrone anche la Santanchè:

“E, soprattutto, non darla del tutto vinta ad Alfano che, come si ricorderà, aveva chiesto la testa di Sallusti a Berlusconi (senza nessun incarico di “salva – guardia”) dopo un editoriale del direttore sul Giornale (titolo: “Eversivo è alzare le tasse, liberale è non farlo”), classificato poche ore dopo dal segretario del Pdl come “metodo Boffo” nei suoi confronti e in quelli degli altri ministri “colombe” pidiellini”.

Ma il cambio di direzioni nei giornali di casa Berlusconi, dove il leader del Pdl ricorda che “i soldi sono i miei”, potrebbe arrivare dopo il consiglio nazionale del Pdl:

“La notizia del valzer di seggiole e poltrone potrebbe essere data dopo il consiglio nazionale del Pdl, previsto tra un paio di settimane (salvo contrordini), proprio perché la valutazione degli equilibri che ne usciranno consentirà di rendere più “morbidi” gli avvicendamenti. A restare saldo solo Maurizio Belpietro a Libero”.

Di giro di poltrone, dopo la riunione di Sallusti e Berlusconi ad Arcore del 14 ottobre, parla anche Libero quotidiano, che riporta le indiscrezioni di Lettera43:

“In altre parole: nel progetto del Cavaliere, Sallusti dovrebbe lasciare il Giornale e diventare direttore di Tgcom24, la rete all news di casa Mediaset. Alfano ha avuto la sua testa, per usare un’espressione utilizzata dallo stesso Sallusti nell’ultimo editoriale. Ad accompagnarlo a Villa San Martino dovrebbe essere Daniela Santanchè ed il passaggio è esemplare: ad essere messa in un angolo, almeno per il momento, sarebbe la linea-dura dei falchi del Pdl rappresentata mediaticamente proprio dalla testata di via Negri”.

Se Sallusti e Mulè saranno spostati, l’ingresso a Panorama sarà per Mario Sechi;:

“al settimanale di casa Mondadori andrebbe invece Mario Sechi, già vice ai tempi della direzione Belpietro prima delle avventure giornalistiche a Libero e Il Tempo e quella politica (breve e sfortunata) con Mario Monti in Scelta civica”.

 

SHOCK NELLE FILIPPINE: sisma di magnitudo 7,1, almeno 20 morti

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Sono almeno venti i morti (ma il bilancio è destinato a salire) e numerosi i feriti a causa di un devastante terremoto di magnitudo 7.1 che ha colpito martedì mattina, alle 08.12 locali e alle 2.12 in Italia, nelle Filippine l’isola di Bohol e tutta la regione centrale turistica di Cebu.

Diverse le strutture rimaste danneggiate sull’isola, tra cui chiese, municipi, strade e case private. L’epicentro della scossa è stato localizzato 5 km ad est dalla municipalità di Balilihan e 629 a sud-sudest della capitale Manila. Al momento non sono disponibili ulteriori informazioni su eventuali danni a persone o cose. Il Centro allerta tsunami del Pacifico (Ptwc) non ha emesso alcun allarme. Circa 15 minuti dopo la prima scossa, una replica di magnitudo 5.4 e’ stata registrata nella stessa zona, 6 km a nord-nordest di Nueva Fuerza.

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Terremoto a Cuneo, nella notte colpita da un sisma di magnitudo 3.4

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Una scossa di terremoto di magnitudo 3.4 è stata registrata alle 4:47 sulle Alpi Cozie del Piemonte, in provincia di Cuneo. Secondo i rilevamenti dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), il sisma ha avuto ipocentro a 16 km di profondità ed epicentro in prossimità dei comuni di Cartignano, Castelmagno, Monterosso Grana, Pradleves e San Damiano Macra. Non si hanno al momento segnalazioni di danni a persone o cose.

Pensioni agli immigrati… per gli italiani c’è tempo!

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Perché non dare la pensione agli immigrati che tornano nei loro Paesi d’origine? Questa è la proposta del ministro dell’Integrazione Cécile Kyenge che spera anche di combattere in questo modo il lavoro nero.

“Se un migrante quando torna nel suo Paese sa che può usufruire della pensione, non ha interesse a lavorare in nero, quindi è anche un modo per combattere l’illegalità”.

E poi la Kyenge ha aggiunto ”Con l’Inps e con il ministero degli Esteri stiamo studiando la possibilità di recuperare, da parte degli immigrati che tornano nel loro Paese d’origine, i contributi versati per la pensione”, ha detto Kyenge.

Secondo il ministro dell’Integrazione questi accordi porterebbero vantaggi anche per l’Italia: “Consentirebbero vantaggi non al solo al migrante, di uscire dall’invisibilità, ma anche allo Stato italiano che beneficerebbe dei contributi versati dai lavoratori stranieri”.

In Italia, secondo la Fondazione Moressa, ci sono 2,3 milioni di lavoratori immigrati (il 10,1% del totale degli occupati), che dichiarano al fisco redditi per 43,6 miliardi di euro (pari al 5,4% del totale dichiarato) e pagano di Irpef 6,5 miliardi di euro (pari al 4,3% del totale dell’imposta netta).

E mentre la legge Fornero inchioda gli italiani, c’è la possibilità per i migranti di tornare al loro paese con la pensione.

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