Allarme bomba a Parigi, evacuate 2000 persone

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Allarme bomba all’Università di Paris-8 Saint-Denis, alla periferia di Parigi. Secondo il sito internet del quotidiano Le Parisien, sono state evacuate almeno 2.000 persone tra studenti e personale accademico. Unità cinefile sono già sul posto per rintracciare eventuali tracce di esplosivo. Le operazioni dovrebbero durare almeno due ore.

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Nel Transatlantico affonda Berlusconi!

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Anche Denis Verdini non regge mentre gli chiede piangendo di non votare la fiducia, ma ormai sono lo spettro di se stessi, la loro decisione non influirà sulla fiducia e forse neppure sulle loro vite. Verdini e Berlusconi si sentono superati dal “nuovo” che avanza, si sentono superati da chi guarda oltre i loro problemi, da chi ha deciso che quelle larghe intese devono portare l’Italia fuori dal dramma e che i problemi del Cavaliere non sono più al centro della scena politica. Verdini lo implora: “Se voti la fiducia siamo morti. Silvio, fidati, non farti umiliare”.

È appena uscito Paolo Romani, il mediatore, che alle 12,30 cammina in Transatlantico rassicurando che il Cavaliere ha di nuovo cambiato idea: “Farà a breve una dichiarazione in Aula lui, per dire che vota la fiducia”.

Sono le parole di Romani che il Cavaliere ripete a Denis: “Rischiamo l’isolamento, a questo punto dobbiamo votare la fiducia”. L’ultima valutazione, sbagliata, del Cavaliere è che votando la fiducia si ferma l’operazione dei gruppi autonomi. E si rallenta la scissione. Esausto, appannato nei pensieri, Berlusconi cambia idea ogni minuto. Perché per la prima volta è iniziata la frana. Alla riunione mattutina, su 90 senatori ce ne sono solo 60. Circola un documento a favore del governo con 23 firme in calce raccolte dall’ex ministro Sacconi.

Come racconta l’Huffington:

“Stamattina erano 16 – dicono al Cavaliere – si sono spostati tutti i calabresi”. Via Scopelliti, tradimento imprevisto. Il Sud del Pdl è all’asta: “Se andiamo dritti sulla sfiducia – dicono le colombe a Berlusconi – arrivano a trenta, anche di più”. Sono i siciliani, tutti messi in lista da Renato Schifani a giocare su più tavoli. Il capogruppo assicura al Cavaliere che rimarrà con lui. Ma i suoi sono in uscita. Verdini ha gli occhiali incollati sulla testa. Ha passato la mattinata a “massaggiare” gli indecisi: “Silvio, così è la resa. C’è una maggioranza senza di noi, ma non regge. Se ci accodiamo siamo irrilevanti. Ragiona. Questi il gruppo lo fanno e si portano dietro tutti i ministri. Che ca… votiamo a fare il governo? Come lo spieghiamo al tuo popolo? Perché tu, Silvio un popolo ce l’hai.”

Berlusconi compulsa nervosamente il telefonino. Alfano non risponde. Non lo fa da ore. Ogni tentativo a vuoto è una pugnalata. Nell’ora più difficile si sente solo. Angelino sta tradendo. Con “Casini”, Con i centristi. Per la prima volta sente che gli manca la forza della rabbia. Non accusa. A Maria Rosaria Rossi dice che ha voglia di tornare a Milano per staccare un attimo. Ma attorno sta franando tutto. Quando arriva alla Camera, Cicchitto ha già depositato l’elenco degli scissionisti. Per il nuovo gruppo. Ci sono tutti gli ex ministri. I numeri dicono che alla Camera sono dodici. Al Senato 23. Quando il Cavaliere riunisce i gruppi parlamentari ritrova un sussulto di rabbia: “Con Alfano segretario – dice – siamo arrivati al 12”. Ma la botta fa ancora male. Il voto di fiducia non ha fermato nulla. È stata una resa. La prima, vera resa. Quella che per la prima volta ha fatto piangere il più duro.

Bonolis difende a spada tratta la “sua” Inter: campionato farsa!

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Non si placano i rumors a seguito della partita Inter-Atalanta della 31/a giornata di campionato. Dopo le parole di Stramaccioni e Moratti, il presentatore parla ai microfoni di Inter Channel affermando che:

Il pretesto ormai è chiaro, ci deve essere una sceneggiatura scritta che prevede un finale, quello del Milan che ha fatto investimenti e che vuole essere portato in Champions League. E’ una commedia. E’ palese. Sono decisioni che sono sicuramente prese a tavolino. Quando l’Inter sarà completamente disinnescata i rigori ce li daranno. L’importante è disinnescare tutto quello che potrebbe compromettere il progetto di partenza di questa gigantesca commedia che vuole l’epilogo che ho detto”. Bonolis insiste quindi sul fatto che tutto sia già stato scritto a favore del Milan, perchè non abbia impedimenti nel traguardo di qualificarsi per la prossima edizione della Champions League. “Le altre squadre sono comprimarie di scena, la sceneggiatura è già stata scritta, sappiamo chi è l’assassino, chi è il vincitore, chi è il perdente. Io non ho mai sentito in tanti anni Zanetti protestare: l’ho sentito protestare per Iuliano, per questa domenica e per l’episodio di Cassano con la Juve non segnalato dal giudice di linea. Ti scatta una malinconia che ti porta al disincanto. Ti disinnamori del meccanismo. Ci sono interessi talmente grandi che figurati se alcuni manipolatori non se ne impossessano. Io se fossi il presidente Moratti manderei in campo la Primavera. Non puoi più credere nella buona fede degli arbitri, è tutta una commedia. E’ talmente plateale che ormai devi proprio chiudere gli occhi per non vedere che dei rigori grossissimi ci vengono negati e altri inesistenti ci vengono dati contro. Questo ti immalinconisce“. Forse tutta la situazione crea tristezza al presentatore ed ai tifosi nerazzurri che desiderano rivedere la loro squadra nelle posizioni di testa di un campionato che pochi anni fa li ha visti trionfare, di certo le sue affermazioni non possono passare inosservate alla direzione milanista, che infatti si è affrettata a replicare alle accuse:

“Le dichiarazioni di Paolo Bonolis, rese a Inter Channel e diffuse dal sito ufficiale dell’Inter, oltre che prive di qualsiasi fondamento, appaiono di eccezionale gravità”.

Ragione o torto che abbia Bonolis, è vero quanto afferma: “Ti disinnamori del meccanismo”, ed è ancora più un fatto che tutti questi sospetti, così come gli scandali accaduti in passato, privino il pubblico non solo dello spettacolo di una partita che “sai già come andrà a finire”, ma anche, e soprattutto, priva le persone di miti, di modelli, di esempi. Perchè una vittoria “comprata” è per quei pochi che si possono permettere di pagarla, è l’ennesimo esempio di casta italiana, dove chi già è in alto può ambire a salire ancora e la meritocrazia resta fuori dalla porta. Meglio allora le partire al campetto, dove l’impegno e la passione t’insegnano “La dura legge del gol”, una lezione di vita!

Quando gli arbitri… se la cercano!

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L’arbitraggio di Gervasoni durante la partita Inter-Atalanta, terminata 3-4, catalizza l’attenzione e dà l’avvio ai pesanti attacchi di Moratti contro la classe arbitrale. Il presidente dei nerazzurri prende l’avvio dall’episodio del rigore fischiato per un fallo di mano di Samuel e che ha rovesciato le sorti della partita: “Commento solo il rigore, un rigore di questo genere cambia veramente una partita, mette la squadra in condizione di sentirsi non considerata. Io credo che siano 20 o 21 le gare in cui non ci danno un rigore, credo che sia impossibile non aver avuto occasioni da rigore in 21 partite. Con un rigore inesistente che ti viene dato contro, tutta la buona fede di tutti ma io non ci credo”.  Anche Stramaccioni, che a questo punto potrebbe vedere seriamente compromesso il suo posto in panchina, dimostra la sua rabbia: “L’arbitro si è preso una grande responsabilità perchè il rigore per l’Atalanta non esiste. Dopo la gara contro la Juventus con gli arbitri siamo stati sfortunatissimi, contro i bergamaschi nello specifico è stata fatta una scelta su un episodio che non è avvenuto. Noi purtroppo non abbiamo la forza di essere più forti di questi episodi. E’ da inizio stagione che ammetto i nostri sbagli, anche oggi ne abbiamo commessi molti. Facciamo i complimenti all’Atalanta che ha meritato di vincere, magari a fine anno mi cacceranno ma ripeto oggi l’arbitro si è preso una responsabilità incredibile”. Periodo nero insomma per l’Inter che vede la Champions come un miraggio e aspetta di conoscere le condizioni di Cassano che ieri ha riportato una lesione muscolare che rende improbabile la sua presenza nella sfida di Coppa Italia contro la Roma del 17 aprile. Non solo l’arbitraggio, comunque, ha gettato un’ombra sul posticipo serale della 31/a giornata di campionato: al termine della gara una rissa in campo, con Schelotto che si accaniva contro i giocatori avversari, ha messo in evidenza uno degli aspetti peggiori del nostro calcio quando molto spesso le partite sfociano in episodi di violenza, dentro o fuori dal campo.

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Una partita per commemorare Ivan Ruggeri: s.t. Inter-Atalanta 3-4

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Le squadre rientrano in campo senza aver effettuato sostituzioni. L’Inter mantiene alti i ritmi fin da subito ma è l’Atalanta che gioca la prima palla gol: cross dalla trequarti di Cigarini e girata di destro di Denis: palla fermata da Handanovic. Al 9′ prima sostituzione tra le file dell’Atalanta con Colantuono che prova ad alzare il baricentro scambiando un centrocampista con un attaccante: Livaja entra al posto di Carmona. Dopo un tentativo di Cambiasso, l’Atalanta trova il pareggio: Cross di Livaja, Samuel tocca di testa ma non riesce ad allontanare, alle sue spalle c’è Bonaventura che stoppa bene e in pallonetto batte Handanovic. 1-1. Un minuto dopo, al 12′, l’Inter ritrova il vantaggio: Cambiasso lancia in profondità, Canini tenta di spazzare ma sbuccia e mette in azione Alvarez che raccatta il pallone e da due passi batte Polito. 2-1. Il portiere blocca una buona giocata di Guarin ma al 16′ viene nuovamente beffato da Alvarez: 3-1. Al 20′ l’Atalanta accorcia nuovamente le distanze: Ranocchia spinge da dietro Livaja e l’arbitro concede rigore oltre ad ammonire il numero 23. Denis realizza: 3-2. Sei minuti dopo, il numero 19 raddoppia grazie a Ranocchia che perde palla al limite dell’area: 3-3. Al 29 arriva un’altra sostituzione per l’Atalanta: entra Brivio per Del Grosso. Al 32′ la tensione a San Siro sale alle stelle: Bonaventura fa un numero sulla destra e va via a Juan Jesus, cross basso e destro di prima di Denis: 3-4. Mancano otto minuti dalla fine quando Stramaccioni effettua un’altra sostituzione: entra Schelotto per Cambiasso. Sostituzione anche nelle fila avversarie: Cazzola per Denis, fondamentale in questa partita. L’Inter ottiene una punizione che potrebbe riequilibrare le sorti della partita, ma Alvarez non trova la porta e subito dopo viene steso da Biondini (cartellino giallo). Al primo dei tre minuti di recupero, in una mischia in area su calcio d’angolo, corpo a corpo fra Raimondi e Schelotto, l’atalantino rifila una sorta di pugno all’avversario e l’arbitro lo espelle. Al 49′ Guarin crossa per Ranocchia che, tutto solo, da due passi calcia altissimo: l’Inter si gioca il pareggio! Gervasoni fischia il termine della partita: 3-4. Non c’è tempo per festeggiare per l’Atalanta: rissa in campo con Schelotto che se la prende con chiunque!

Sfida con il cuore. S.T. Napoli – Atalanta 3-2

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Durante la pausa è stato visto e rivisto  il contatto tra Giorgi e Zuniga che poi ha decretato il rigore a favore del napoli. Dalle immagini pare che il presunto fallo sia iniziato fuori dall’area, quindi c’è stato un errore dell’arbitro Valeri che ha concesso molto generosamente il penalty. Questa decisione farà discutere.

Le squadre rientrano in campo senza effettuare sostituzioni. Al 47′ Carmona perde palla in una zona di campo molto pericolosa. Del Grosso però salva l’Atalanta.

In questa prima fase del secondo tempo il Napoli preme, l’Atalanta soffre. Dzemaili e Cavani vicini al gol del vantaggio. Sul primo salva Denis, la conclusione del secondo va fuori. Scocca il 56′ e Raimondi prova la conclusione al volo col destro da fuori area. Tiro debole e alto. Un minuto dopo c’è la grande azione del Napoli, con Cavani che stoppa di petto in area, dribbla un difensore e conclude col sinistro. Sulla respinta di Consigli ci prova anche Pandev, ma anche in questo caso l’Atalanta si salva. Al 57′ esce giorgi ed entra Canini. Il Napoli sta attaccando in maniera forsennata e si meriterebbe il vantaggio.  E’ 62′ e l’Atalanta non rinuncia alle ripartenze, che comunque si dimostrano pericolose a causa di conclusioni imprecise. Esce Gamberini, entra Armero. Difesa a 4 e Hamsik trequartista.   E’ il 65′ quando il Napoli esulta, dopo tanti attacchi arriv ail gol del vantaggio. Sul lancio di Zuniga, Pandev sbaglia lo stop e il pallone finisce sui piedi di Cavani. L’attaccante napoletano è bravo a liberarsi dell’avversario con una bella finita e conclude col destro. Tiro incrociato, Consigli non può farci nulla. Gol di alta classe! 2-1 per biancoazzurri.  Una grandissima partita per l’uruguayano che finalmente esce dal periodo buio e ricomincia a giocare ad altissimi livelli. Subito dopo il gol Colantuono cambia: fuori Moralez, dentro Livaja. Ma al 72′ c’è ancora il pareggio dell’Atalanta, i bergamaschi non ci stanno a perdere questa partita. Denis riceve da Moralez e con un grande stop supera Berhami e De Sanctis in uscita e sigla il pareggio dell’Atalanta. Il Napoli preme sulla sinistra, con Zuniga e Armero. Il primo prova un tiro rientrando centralmente. Fuorigioco di Cavani.

Al 80′ c’è il numero di Insigne in area di rigore; il pallone con un po’ di fortuna finisce sui piedi di Armero che in area di rigore trova tutto solo Pandev. che non sbaglia. Il ds del Napoli Bigon espulso. Sale la tensione in campo Denis ammonito per un colpo su Behrami. Ma la partita sembra aver espresso tutto ciò che poteva regalare. L’arbitro concede comunque 4 minuti di recupero. Si archivia così Napoli- Atalanta

Una partita che il napoli e Cavani avrebbero meritato di vincere, ma l’Atalanta ha saputo sfruttare le uniche occasioni da gol che la partita le ha proposto. Un buon ritmo e grandi accelerazioni.

L’atalanta giocherà il prossimo turno contro la Sampdoria, mentre il Napoli sarà a Torino.

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