Il Napoli sfida il Genoa per assicurarsi l’ingresso in Champions! S.t. 2-0

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Il Napoli inizia subito partendo all’attacco: Pandev libera Cavani sulla sinistra che salta Granqvist e mette a sedere Frey che però riesce ad intervenire spedendo la sfera in angolo. I partenopei sono aggressivi anche in difesa, con Cannavaro che stende Bertolacci: niente di fatto con la punizione. 7′: prima sostituzione per il Genoa: Bertolacci cede il posto a Vargas nel tentativo di riorganizzare la squadra mentre il Napoli gioca agilmente senza subire il pressing ma Cavani non riesce a concludere. Al 13′ altra sostituzione genovese: entra Olivera al posto di Jankovic. E’ già finito il “ritorno di gloria” del Matador? Dopo il contatto netto in area di rigore tra Kucka e Hamsik l’arbitro concede il rigore: Cavani respinto da Frey al 20′. Tre minuti dopo Kucka, dolorante ad un ginocchio, cede il posto a Jorquera. Il Napoli riparte ma Pandev spreca, subito dopo, l’assist di Hamsik per Cavani viene deviato. In cerca di accorciare le distanze, Immobile entra in area. Se Sanctis esce ma senza toccarlo, l’attaccante si butta: cartellino giallo per simulazione. Mazzarri cerca di rinfrescare le sue linee: fuori Behrami e Pandev, dentro Inler e Insigne. Il Napoli continua a ripartire ma ancora una volta non riesce a concludere: prima Cavani si fa parare da Frey, poi Inler aspetta troppo per servire il Matador e si fa soffiare il pallone. A due minuti dal termine, Hamsik cede il posto a El Kaddouri. Cavani viene servito due volte ma, prima, viene respinto da Frey, poi sfiora il palo di poco. I tre minuti di recupero non servono a cambiare la situazione: l’incontro si chiude 2-0.

Una partita per commemorare Ivan Ruggeri: s.t. Inter-Atalanta 3-4

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Le squadre rientrano in campo senza aver effettuato sostituzioni. L’Inter mantiene alti i ritmi fin da subito ma è l’Atalanta che gioca la prima palla gol: cross dalla trequarti di Cigarini e girata di destro di Denis: palla fermata da Handanovic. Al 9′ prima sostituzione tra le file dell’Atalanta con Colantuono che prova ad alzare il baricentro scambiando un centrocampista con un attaccante: Livaja entra al posto di Carmona. Dopo un tentativo di Cambiasso, l’Atalanta trova il pareggio: Cross di Livaja, Samuel tocca di testa ma non riesce ad allontanare, alle sue spalle c’è Bonaventura che stoppa bene e in pallonetto batte Handanovic. 1-1. Un minuto dopo, al 12′, l’Inter ritrova il vantaggio: Cambiasso lancia in profondità, Canini tenta di spazzare ma sbuccia e mette in azione Alvarez che raccatta il pallone e da due passi batte Polito. 2-1. Il portiere blocca una buona giocata di Guarin ma al 16′ viene nuovamente beffato da Alvarez: 3-1. Al 20′ l’Atalanta accorcia nuovamente le distanze: Ranocchia spinge da dietro Livaja e l’arbitro concede rigore oltre ad ammonire il numero 23. Denis realizza: 3-2. Sei minuti dopo, il numero 19 raddoppia grazie a Ranocchia che perde palla al limite dell’area: 3-3. Al 29 arriva un’altra sostituzione per l’Atalanta: entra Brivio per Del Grosso. Al 32′ la tensione a San Siro sale alle stelle: Bonaventura fa un numero sulla destra e va via a Juan Jesus, cross basso e destro di prima di Denis: 3-4. Mancano otto minuti dalla fine quando Stramaccioni effettua un’altra sostituzione: entra Schelotto per Cambiasso. Sostituzione anche nelle fila avversarie: Cazzola per Denis, fondamentale in questa partita. L’Inter ottiene una punizione che potrebbe riequilibrare le sorti della partita, ma Alvarez non trova la porta e subito dopo viene steso da Biondini (cartellino giallo). Al primo dei tre minuti di recupero, in una mischia in area su calcio d’angolo, corpo a corpo fra Raimondi e Schelotto, l’atalantino rifila una sorta di pugno all’avversario e l’arbitro lo espelle. Al 49′ Guarin crossa per Ranocchia che, tutto solo, da due passi calcia altissimo: l’Inter si gioca il pareggio! Gervasoni fischia il termine della partita: 3-4. Non c’è tempo per festeggiare per l’Atalanta: rissa in campo con Schelotto che se la prende con chiunque!

Il Napoli sfida il Genoa per assicurarsi l’ingresso in Champions! P.t. 2-0

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Il Genoa deve cercare di espugnare il San Paolo, dove l’anno scorso la sconfitta per 6 gol subiti costò la panchina a Malesani. Il Napoli però può contare su un Cavani che sembra essere tornato ai livelli di forma della prima metà di stagione, con le doppiette messe a segno contro Torino e Atalanta. Ma se il Napoli mira alla vittoria per mantenere il distacco sul Milan ed assicurarsi l’ingresso in Champions, il Genoa rincorre una vittoria per evitare di sprofondare in zona retrocessione.

Il Genoa parte subito all’attacco e servono quattro minuti di gioco prima che la squadra partenopea entri in partita ed inizia a giocare su ritmi elevati. I liguri giostrano però bene gli spazi a centrocampo, riuscendo a chiudere e costringendo gli avversari all’errore. E’ il 14′ quando il Napoli riesce a conquistare la zona centrale del campo da gioco, ma gli avversari innescano una buona azione corale che porta Antonelli al cross sulla fascia sinistra: peccato la traiettoria sballata. Al 18′ Pandev dimostra di essere in serata: intercetta perfettamente l’ottimo assist di Cavani ed insacca alle spalle di Frey. 1-0. Ad un Napoli scatenato il Genoa prova a rispondere con Matuzalem e Bertolacci, ma è Dzemali ad avere la meglio: il contropiede partenopeo fissa il risultato sul 2 a 0. Il primo tempo prosegue con il Napoli che cerca di chiudere direttamente l’incontro, ma senza riuscire ad incrementare il vantaggio. L’arbitro non concede minuti di recupero e manda le squadre allo spogliatoio: al Genova servirà un innesto come Boriello se spera di recuperare.

Una partita per commemorare Ivan Ruggeri: p.t. Inter-Atalanta 1-0

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L’Inter, reduce dal recupero infrasettimanale contro la Samp, sente il dovere di ritrovare il successo a San Siro, dov’è stato battuto due volte consecutivamente da Bologna e Juventus. Dal canto suo l’Atalanta lotta per la salvezza e, soprattutto, ci tiene a commemorare Ivan Ruggeri, lo storico presidente scomparso l’altro giorno. Stramaccioni deve fare a meno dello squalificato Gargano e degli infortunati Castellazzi, Mudingayi, Obi, Milito, Stankovic, Chivu e Palacio. In campo Handanovic tra i pali; difesa a tre con Ranocchia, Samuel e Juan Jesus; a centrocampo Zanetti a destra, Pereira a sinistra, Kovacic in regia affiancato da Guarin e Cambiasso; in attacco il tecnico rispolvera Rocchi, che giocherà al fianco di Cassano. In panchina, tanti giovani, mentre Milito assisterà da lontano alla partita, finalmente senza stampelle. Anche Colantuono deve vedersela con diverse difficoltà: squalificati Masiello, Lucchini e Consigli e infortunati Capelli, Marilungo e Bellini. Il tecnico schiera Polito in porta; in difesa Scaloni, Stendardo e Canini; a centrocampo Raimondi a destra, Del Grosso a sinistra, Cigarini in regia affiancato da Biondini e Carmona; in attacco Bonaventura alle spalle di Denis.

Si parte al piccolo trotto, con i nerazzurri che subito testano la metà campo avversaria, soprattutto con Cassano e Guarin. Il gioco deciso fa scattare il primo cartellino giallo a soli 5′ dal calcio d’inizio: Gervasoni ammonisce Kovacic per fallo tattico su Cigarini per interrompere un contropiede dell’Atalanta. Cassano continua a provocare gli avversari ed è sempre pronto a innescare gli attacchi in profondità per Rocchi. Gli attacchi ripetuti dei padroni di casa portano ad una fase opaca della partita, con tanti falli in mezzo al campo e azioni non limpide. L’Inter non riesce a finalizzare due corner e l’Atalanta sembra trovare il coraggio di reagire: Carmona tenta il tiro sul primo palo, ma la palla, toccata da Handanovic, era comunque destinata a finire sul fondo. Cassano s’infortuna con un colpo di tacco: il dolore muscolare costringe Stramaccioni a sostituirlo con Alvarez. Il numero 99 si aggiunge alla rosa degli infortunati assieme a Milito e Palacio: resta solo una punta, Rocchi. Il numero 11, appena entrato, sbaglia immediatamente sotto porta, incassando i fischi dei tifosi che lo accusano di una stagione pessima. Cerca di riscattarsi subito dopo, ma Polito riesce a parare un buon tiro. A chiudere il discorso al 43′ è Rocchi: Pereira di primo palo, il portiere prova a prenderlo ma il nerazzurro lo anticipa: 100 gol per lui in serie A e primo con la maglia dell’Inter. Sull’1 a 0, le squadre guadagnano lo spogliatoio.

Galliani e l’applauso al pubblico che lo contesta… poi se ne va!

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L’amministratore delegato dei rossoneri ha vissuto un “momento caldo” al termine del primo tempo di Fiorentina-Milan. Si trovava sulla tribuna Autorità dello stadio Franchi quando il pubblico ha iniziato a fischiare l’arbitro Tagliavento contestando l’espulsione del viola Nenad Tomovic per un fallo a metà campo. A scatenare la furia dei fiorentini è stato il fallo che ha avuto luogo al 40′ del primo tempo quando il braccio del difensore si allarga e, così sembra, si appoggia con un regolare movimento di gioco. Tagliavento ha inteso il tutto come una gomitata ai danni di El Shaarawy estraendo il cartellino rosso. Dopo essersela presa con l’arbitro, i tifosi hanno iniziao a lanciare insulti anche all’ad che ha risposto con un applauso. Temendo che la situazione potesse degenerare, i suoi collaboratori l’hanno convinto a lasciare il suo posto e ad allontanarsi.

Anche Matteo Renzi era sugli spalti e, vedendo un tifoso che cercava di scavalcare una balaustra per raggiungere Galliani, mentre gli stewart cercavano di bloccare l’uomo, il Sindaco gli ha chiesto di fermarsi.

Sampdoria – Palermo 1-3… Ilicic porta alla vittoria il Palermo!

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Sampdoria con Icardi e Eder in attacco, il Palermo invece parte con Miccoli supportato da Ilicic. Sannino ha dovuto sostituire al’ultimo Dossena, infortunato, con Garcia.

Si parte subito con Miccoli che tenta il lancio per Ilicic, ma la difesa della Samp libera senza problemi con Gastaldello. All’8′ De Silvestri tenta un’azione sulla destra, viene messo giù ma per l’arbitro è tutto regolare. Al 9′ cross di Ilicic dalla sinistra, para senza problemi Romero. Brutta fase di gioco, molto studio tra le due squadre e nessuno affonda il colpo. Il Palermo prova ad alzare il baricentro, pressa più alto e cerca di mettere alle corde la Sampdoria. Obiang, al 20′, lancia Icardi che prova il destro a volo in area, lo contrasta efficacemente Aronica. Passano tre minuti e c’è il contropiede del Palermo gestito molto bene da Ilicic che pesca Miccoli in area, ma la conclusione dell’attaccante rosanero è neutralizzata da Romero. Al 27′ c’è un tiro da dimenticare di Icardi da fuori area. Sono poche le emozioni fino al 30′ quando c’è il cross di Costa, Icardi tira centralmente, Benussi para. Azione rocambolesca quando ormai mancano 10′ minuti alla fine. Punizione di Miccoli, Romero non esce e Von Berghen beffa la difesa della Samp con un tocco in scivolata. Il Palermo va così in vantaggio anche grazie al portiere che ha sbagliato i tempi dell’uscita. Al 43′ risponde bene la Samp. Munari stacca indisturbato su calcio d’angolo e insacca di testa, riportando la partita in pareggio.

Una gara che non ha regalato grandi emozioni durante i primi 35 minuti di gioco ma poi sono arrivati i due gol a imprimere un ritmo diverso alla gara nella parte finale del primo tempo.

Si riparte dall’ 1 a 1 del primo tempo. Con i rosanero che giocano, sicuramente, con molte più motivazioni rispetto a una Samp ormai in una zona di classifica tranquilla.

Ed è proprio il Palermo, in apertura del secondo tempo, a trovare il gol del vantaggio. Una bellissima rete di Ilicic che entra in area salta due avversari e incrocia con il destro bucando Romero. Lo slalom del fantasista rosanero porta di nuovo in vantaggio il Palermo. Al 53′ girata di Eder da dentro l”area, palla alta di molto. Due minuti più tardi allunga il vantaggio il Palermo. Questa volta grazie ad un colpo di testa di Garcia sull’ennesima disattenzione su palle inattive della difesa blucerchiata.  Cinque minuti più tardi entra Sansone ed esce Soriano. Al 60′ ancora il Palermo in attacco. Miccoli imbeccato dallo scatenato Ilicic, tenta di sorprendere Romero con un pallonetto morbido, fuori di un soffio. Poteva essere il quarto gol. Si riprende il gioco e c’è un altro slalom irresistibile di Ilicic che salta due avversari e in condizini di equilibrio precarie fallisce la conclusione con il mancino. Al 66′ due sostituzioni: Entra Mustafi, esce Gastaldello (infortunato), Entra Dybala, esce Miccoli. Un minuto più tardi la conclusione debole di Eder da fuori area, nessun problema per Benussi. A 20′ dalla fine entra Nelson, esce Garcia e Maresca per Estigarribia. Al 77′ Rios subito per Kurtic che al volo batte di destro, ma il tiro finisce alto. Tre minuti dopo giallo per Palombo, trovato in gioco scorretto. Dopo un minuto giallo anche per Mustafi.

Bella gara del Palermo, arrivato a Genoa per portare via i tre punti con una gara perfetta. Un Ilicic scatenato che ha giocato a tutto campo dando ai rosanero quello sprint che li ha portati al successo.

Nel prossimo turno la Sampdoria giocherà contro il Genoa e il Palermo contro il Bologna.

Catania Cagliari 0-0: etnei a caccia del sogno europeo

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Inizia la partita con il Catania deve fare a meno di Lodi. Al 5′ subito la punizione di Conti che attraversa l”area senza che nessuno intervenga. Al 10′ Bellusci rischia l”ammonizione, se la cava con un richiamo. L’avvio di gara è abbastanza vivace. Siamo al 16′ quando arriva il cross basso di Marchese, Agazzi fa suo il pallone. Un minuto più tardi c’è la palla lunga di Marchese per Bergessio. Bella palla di Pinilla, al 19′, per Sau che manca di un soffio la deviazione e i risultato non si sblocca. Poi c’è il pericoloso corner di Conti che viene allontana provvidenzialmente da Bergessio. Siamo quasi alla mezz’ora di gioco quando Pisano accusa dei problemi, si prepara il cambio. E’ il 32′ quando Cabrera prende il posto dell”infortunato Pisano che esce in barella. Subito c’è il cross pericoloso di Keko, Astori salva in spaccata. Il Catania fa più possesso palla, ma le ripartenze del Cagliari sono pericolose. Al 37′ Agazzi vola a respingere il gran tiro di Castro. E’ il 41′ quando Cabrera ha una grande occasione: si trova da solo davanti alla porta ma il suo tiro finisce al lato. Allo scadere del primo tempo sono 5 i minuti concessi dal direttore di gara per il recupero.

Catania e Cagliari vanno negli spogliatoi sullo 0-0, gara vivace ma con poche occasioni da gol. Un pari può andare bene al Cagliari in ottica salvezza, mentre il Catania deve vincere se vuole entrare in Europa.

Si riprende a giocare con lo sterile possesso palla del Catania. Al 52′ il tiro di Biagianti  è deviato in angolo, ma un minuto più tardi è il tiro-cross di Gomez a impensierire Pinilla che però respinge. Al 57′ avviene il secondo cambio per il Cagliari, Ekdal al posto di Ibarbo. Bellusci colpisce la barriera su punizione quando scocca il 58′. Solo un minuto più tardi c’è il cartellino giallo per Nainggolan che salterà il prossimo turno. Altre ammonizioni al 67′:  giallo per Dessena che stende Gomez e per Bellusci che calcia a gioco fermo trovando un gran gol. Al 71′ entra Doukara al posto di Castro. Dopo 4′ giallo anche per Pinilla. Mancano 13′ alla fine della partita quando Pulga manda in campo Thiago Ribeiro al posto di Sau. A 9′ minuti dal termine del tempo regolamentare c’è la bella azione di Pinilla che calcia a fil di palo. Al 82′ le sostituzioni: Salifu al posto di Biagianti e Ricchiuti al posto di Keko. Cinque minuti dopo è Avelar salva la porta di Agazzi.

Il Catania ci prova sul finale, ma non riesce a concretizzare. Il risultato si ferma sullo 0-0.

La prossima giornata sarà all’insegna di Chievo- Catania e Cagliari-Inter

Siena-Parma 0-0 nessun tatticismo.

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Si inizia in ritardo a Siena a causa di un buco al quale si è dovuto provvedere all’ultimo momento.  Il possesso di palla è subito a vantaggio del Parma, che fa girare palla con grande precisione. Al 6′ bel destro di Ninis dai 25 metri, Pegolo si rifugia in calcio d”angolo. Continui ribaltamenti di fronte. All’8′ è Agra a creare dei grattacapi al Parma, ma il suo tentativo si spegne sul fondo. Ottimo lavoro del Parma a centrocampo: il Siena, insidioso sulle fasce, non è ancora riuscito a sfruttare appieno le caratteristiche dei suoi esterni. Ammonizione per Marchionni, al 12′, per gioco scorretto. Due minuti più tardi c’è il lancio in profondità per Emeghara, puntuale Mirante nell’uscita con i piedi. Prima del 20′ ci prova ancora il Siena: Paci libera il sinistro da fuori area, Mirante si rifugia in corner. Il Siena, a metà del primo tempo, aumenta l’intensità dei propri attacchi. Emeghara sgomita tra Paletta e Lucarelli, al 22′, poi cade dopo un contatto con il livornese ai limiti dell”area ducale. L”arbitro fischia fallo in attacco. Dopo alcuni minuti di iniziativa del Siena, il Parma respira e ricomincia con la sua ragnatela di passaggi a centrocampo.Al 27′ Angelo semina il panico sulla fascia destra e cerca di mettere in mezzo una palla pericolosa, il Parma libera a fatica l”area. Allo scoccare della mezz’ora, trema il Siena. Amauri viene servito con tre tocchi volanti dei compagni, ma manca l’impatto con la sfera. Interviene Pegolo, mani nei capelli per l’ex juventino che ha sprecato tutto da solo davanti alla porta. Ammonizione al 32′ per Parolo, che ha steso Angelo senza troppi complimenti, lasciandolo a terra dolorante. Al 35′ Sansone riesce a interrompere l’azione del Parma, ma il suo tiro, scagliato da lontano, sorvola la traversa. Le due squadre in campo si stanno concedendo qualche minuto di respiro dopo averci provato a lungo. Ma la partita resta bloccata. Al 42′ c’è la lunga ed estenuante lotta di Emeghara. Lo svizzero lotta come un leone tra i due altissimi centrali del Parma, ma viene puntualmente anticipato. allo scadere del primo tempo c’è il contropiede di Biabiany che conquista il fondo a destra, poi serve Amauri a rimorchio. Conclusione immediata, il pallone scorre a lato del palo alla destra di Pegolo.

Squadre che hanno avuto un ritmo sostenuto per tutto il primo tempo provando in tutti i modi ad andare a rete, ma alla fine è prevalso l’equilibrio e il risultato non si è sbloccato.

Riprende il gioco con Valdes che rileva Ninis, che dopo un buon inizio si era perso. Il secondo tempo si apre con l’ammonizione per Lucarelli, che stende Rosina e concede una punizione dalla destra. Sul calcio piazzato, la difesa del Parma allontana senza problemi. E’ il 54′ quando c’è il brutto fallo di Rubin. Il gioco pericoloso non viene però sanzionato dall’arbitro con l’ammonizione. Corner da sinistra, al57′, con la palla che arriva a capitan Vergassola che si coordina molto bene e cerca il palo lontano, ma la palla si spegne sul fondo. Dieci minuti più tardi è splendida la coordinazione e la conclusione di Valdes, Pegolo fa ottima guardia e respinge. E’ 69′ quando Angelo, ruba palla a Parolo. Servizio per Rosina, ma l’ex della partita non ne approfitta. Al 71′  giallo per Paci, autore di un brutto fallo a centrocampo. Ora il Parma sembra temere le iniziative del Siena e si concede prevalentemente un gioco di melina. Sansone si libera in palleggio di Vergassola e Calello, al 75′, poi libera il gran destro. La palla sfiora il palo alla sinistra di Pegolo. Due minuti più tardi è preciso il lancio da centrocampo che fa trovare Biabiany a tu per tu con Pegolo. Il portiere del Siena è perfetto nell”uscita.Questa è l’ultima occasione per l’ex interista che viene richiamato in panchina. Al suo posto viene mandato in campo Belfodil. Fuori anche Rosina e dentro Valiani. Al 82′ Pozzi svetta su Amauri su calcio d’angolo e cerca la porta con un colpo di testa. Ma l’arbitro ferma il gioco: c’è fallo. Sostituzione sul finale Bogdani rileva un esausto, ma, nel complesso positivo, Emeghara.

Finisce 0-0 nè vincitori nè vinti!

Il prossimo turno vedrà contrapposte il Siena al Pescara e il Parma all’Udinese.

Udinese- Chievo 2-1 una sfida equilibrata, ma non troppo.

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E’ l’Udinese a partire subito all’attacco. Al 4′ tiro di Pereyra parato da Puggioni. Al 9′ corner di Thereau, mischia pericolosa, ma nulla di fatto. Due minuti più tardi Di Natale prova a liberare Pereyra in area ma è impreciso. Al 14′ Gabriel Silva rischia il giallo per un fallo di mano, l’arbitro lo grazia. E’ il 20′  quando arriva l’incredibile errore di Puggioni che regala palla a Di Natale per il più facile dei gol. L’attaccante  dedica la rete a Franco Califano. L’omaggio di Di Natale a Califano costa il cartellino giallo e la squalifica nella prossima partita. Al 25′ altro meraviglioso gol di Di Natale che buca Puggioni con un tiro al volo da posizione defilata. E’ il raddoppio per l’Udinese. Alla mezz’ora di gioco il Chievo appare fermo sulle gambe, chiaramente ha accusato il colpo dei due gol in cinque minuti. Al 31′ ammonizione per Jokic dopo che ha steso Pereyra. Il giocatore già diffidato salterà il prossimo turno. Ma il Chievo si riorganizza in fretta e al 35′ riapre la partita con Papp che colpisce il palo di testa, ma poi trova la deviazione vincente. Sempre più Chievo verso il finale del primo tempo. Ci prova anche Rigoni con un gross molto pericoloso che però non regala l’effetto sperato. E’ positivo l’atteggiamento del Chievo che sembra essere rientrato alla grande in partita.

Nonostante il disastroso inizio di tempo, il Chievo ha avuto la forza di reagire, dopo la pausa avrà 45′ minuti per cercare il pareggio, ma dovrà stare attenta anche al contropiede dell’Udinese che sembra oggi godere di un ottima forma fisica e di grande lucidità mentale.

Si riprende a giocare con le due squadre che rientrano in campo con gli stessi giocatori. Al 49′ c’è, subito, la grande parata di Brkic su Pellissier.  Quasi al 60′ arriva un altro volo di Puggioni costretto a mettere in angolo il tiro di Lazzari. Poi ci sono una serie di sostituzioni Muriel al posto di Maicosuel, Badu per Lazzari, Luciano per Papp. Quando si riprende a giocare l’arbitro sanziona Danilo che stende Guana al limite dell’area. Il Chievo capisce che deve accelerare i tempi se vuole pareggiare, ma trovare il giusto passo per arrivare alla conclusione non è semplice, ora c’è anche la stanchezza da dover gestire. E’ l’Udinese ad andare in attacco con Danilo, fortunatamente para Puggioni. Al 75′ giallo per Frey. Tre minuti più tardi bella parata in angolo di Brkic sul tiro di Thereau e giallo per Cesar che commette fallo su Muriel. All’85’ terzo gol dell’Udinese che chiude la partita. Assist perfetto di Di Natale per Benatia che trova il 3-1.

Il Chievo ci ha provato, ma in trasferta la squadra soffre molto. L’Udinese ha sbagliato poco e concretizzato molto in questa partita che le consente di ottenere tre punti.

Il prossimo turno vedrà contrapposte il Chievo al Catania e il Parma all’Udinese.

Il bivio per i viola… Fiorentina-Milan 2-2 risultato finale!

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Fiorentina già in campo da parecchio, non si vede il Milan, almeno 3 minuti di ritardo da parte dei rossoneri. Intanto annunciato il cambio nelle fila dei rossoneri, fuori Muntari dentro Nocerino. Tagliavento è costretto a sollecitare i giocatori del Milan che ancora non rientravano in campo.

Appena si riprende a giocare appare evidente che la Fiorentina stia cercando di recuperare almeno il gol di svantaggio. Il Milan non ha interesse a premere in questo avvio e lascia l’iniziativa alla squadra avversaria. Ma all’8′ l’occasione è per Flamini. Il francese pescato in area di rigore si coordina e calcia, Viviano si oppone, sulla respinta i tre attaccanti rossoneri in area non trovano il pallone. Al 15′ la partita sembra calare di ritmo e risulta noiosa, ma presto arrivano le due fiammate in pochi minuti.  Al 17′ il cross rasoterra di Montolivo, che trova anche l’assist, deviazione di Flamini al limite dell’area piccola ed è il raddoppio per il Milan. Al 20′ Ljajic guadagna il calcio di rigore per un fallo, che appare veniale, di Nocerino. Tagliavento concede la massima punizione ed è proprio l’attaccante a realizzare. Fiorentina – Milan 1-2.  Al 23′ Aquilani commette fallo su Balotelli al limite dell’area, protesta e viene ammonito. La conclusione dai 20 metri di Super Mario finisce sull’esterno della rete. Balotelli ammonito salterà la partita con il napoli.

Al 27′ ancora rigore per la Fiorentina. De Sciglio stende Cuadrado. Il penalty è di prassi in questo caso e Pizarro dal dischetto non sbaglia e buca Abbiati.

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Al 32′ cambio nel Milan, fuori Flamini dentro Niang. Al 33′ ancora proteste di Pascal per un fallo su Niang. Al 34′ El Shaarawy prende una botta da Romulo, rimane a terra, il colpo è stato forte ma è in condizione di proseguire. Al 36′ Montella si copre, esce Ljajic dentro Migliaccio, Fiorentina di fatto “senza punte”. Cuadrado giocherà in posizione più avanzata. Un minuto dopo è Cuadrado a conquistare un calcio d’angolo e sulla battuta Abbiati respinge in maniera goffa, colpa del vento che condiziona la traiettoria. Al 38′ nuovo cambio per il Milan Cambio nel Milan, fuori Boateng dentro Pazzini. Altro ex in campo nel tentativo di trovare un vantaggio negli ultimi minuti della partita. Al 40′ Abate chiede calcio di rigore per una spinta di Pasqual, non così dissimile dal calcio di rigore fischiato a Ljajic come entità del fallo. Al 44′ Balotelli nervoso fa una brutta entrata su Pizarro e rischia il secondo giallo. Al 46′ gran botta di El Shaarawy in area, da posizione defilata, prova il tiro che viene respinto. Rigore negato al Milan allo scadere. Roncaglia tocca di mano in piena area ma Tagliavento non sanziona.

Una Fiorentina che nonostante sia rimasta in 10 per un errore arbitrale di Tagliavento ha saputo recuperare la forza per tornare in parità quando ormai la partita sembrava essere tutta a vantaggio del Milan. Brutto secondo tempo dei rossoneri che hanno rimesso i viola in gioco dopo che li avevano annientati nel primo tempo. Pessima direzione arbitrale che ha determinato poi tutta la partita.

Nella prossima giornata il Milan incontrerà il Napoli, mentre la Fiorentina sarà impegnata con l’Atalanta a Bergamo.

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Twitter per l’arbitro Tagliavento dopo l’espulsione di Tomovic

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Stamane, nel letto, accarezzavo i capelli della mia donna mentre lei ancora dormiva. È entrato #Tagliavento e mi ha espulso.#fiorentinamilan

 

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Mou non ha mai fatto niente per niente. #fiorentinamilan #Tagliavento

Mediaset ha appena fatto sapere che nella prossima puntata di Amici l’ospite della serata sarà #Tagliavento. #FiorentinaMilan

Il bivio per i viola… Fiorentina-Milan 0-1

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I viola mettono in campo un 3-5-2, con Pasqual esterno alto a centrocampo. Una squadra che vuole provare a portare via tre punti e si dimostra subito aggressiva. Appena tocca il pallone Montolivo si alzano i fischi che si trasformano in boato dopo che sbaglia il primo lancio. Nei primi minuti di gioco c’è  un prolungato possesso di palla da parte della Fiorentina che tiene  il Milan nella propria metà campo, ma non riesce ad arrivare alla conclusione. La prima azione pericolosa è per il Milan: cambio di gioco perfetto per Abate che crossa forte e teso, Viviano respinge goffamente. Grande rischio per i viola. Al 7′ Boateng segna, ma il gol è annullato per il fuorigioco di Balotelli. 8′ rischia ancora la Fiorentina, sul secondo cross di Abate nel giro di pochi secondi Balotelli rientra dal fuorigioco con una sponda di petto per Boateng che batte Viviano. Gran tiro il suo, ma era a gioco fermo. Al 14′ arriva il gol milanista. Incredibile errore di Pizarro che si incaponisce nel tentativo di saltare Montolivo in pressing sulla trequarti, il cileno perde palla e proprio l’odiato ex si trova tutto solo davanti a Viviano riuscendo ad infilarlo sul primo palo. Così Montolivo va due volte in gol contro la sua ex squadra, all’andata e al ritorno. La legge dell’ex non si smentisce. Fiorentina tradita dal suo regista Pizarro. Ora il Milan sembra aver preso fiducia, la Fiorentina non riesce ad uscire dalla propria area. La Fiorentina  allora prova ad appoggiarsi a destra da Cuadrado, per ora De Sciglio difende bene e non si lascia saltare. Al 24′ Balotelli conquista una punizione dopo aver subito il fallo da Aquilani. Dai 25 metri, manda la palla troppo alta. Siamo al 29′ quando l’arbitro assegna la punizione ai viola da circa 25 metri, splendido il mancino a giro di Pasqual, a lato di un nulla.Ma un minuto dopo si fa male Savic, Montella costretto al cambio, entra Compper. Brutto episodio al 31′ con Montolivo che ferma Cuadrado al limite del fallo, Tagliavento lascia correre, poi è Aquilani a farsi giustizia pestando il piede del capitano del Milan ex viola. L’arbitro fa finta di nulla e non concede il giallo che poteva benissimo starci.  E’ il 33′ quando c’è la punizione dalla destra, El Shaarawy di testa, Viviano riesce ad apporsi con una parata difficile e ne scaturisce il contropiede 3 contro 1 della Fiorentina, Ljajic è lento nello scarico e Montolivo lo trattiene in maniera evidente. Inevitabile il cartellino giallo per il milanista. La punizione viene battuta corta per Jovetic che prova il destro improvviso riuscendo quasi a sorprendere Abbiati, il portiere rossonero in due tempi riesce ad evitare il gol. Al 37′ Aquilani ancora con un fallo su Balotelli, l’attaccante si lascia andare in maniera evidente. Tagliavento sbaglia, sulla battuta è ancora Balotelli a trovare lo specchio della porta, traiettoria lenta che Viviano blocca. Al 39′ viene espulso Tomovic. Viola in 10. Tagliavento vede una gomitata del difensore viola su El Shaarawy, ma sbaglia. Proteste feroci in campo. L’arbitro decide la partita allo scadere del primo tempo. La decisione arbitrale lascia tutti attoniti. La Fiorentina prova a reagire, buona azione nella fascia centrale del campo, Pasqual arriva alla conclusione dal limite, potente ma centrale ed Abbiati blocca. Al 44′ Cuadrado entra su Balotelli, fallo di frustrazione, giallo per lui. Ora la tensione in campo è molto alta dopo l’errore arbitrale. Allo scadere del tempo regolamentare c’è un altro infortunio per la Fiorentina, è Jovetic ad uscire, non ce la fa il montenegrino. Entra Romulo.Al 47′ ancora proteste della Fiorentina. Punizione da destra, Aquilani spunta sul secondo palo e va giù a contatto con Boateng: non sembrano esserci gli estremi per il penalty, stavolta appare corretta la decisione di Tagliavento di lasciar proseguire.

Finisce il primo tempo, Milan avanti grazie al gol di Montolivo, Fiorentina in 10 per un rosso alquanto discutibile ai danni di Tomovic, dopo una conduzione di gara già ampiamente insufficiente da parte diTagliavento, tenero nella prima mezz’ora, inflessibile dopo l’errore.

Galliani capotreno e Balo sorpreso a fumare in bagno!

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Il siparietto è andato in scena a bordo del Frecciarossa sul quale il Milan viaggiava con destinazione Toscana per la sfida con la Fiorentina. Mario Balotelli è stato sorpreso in bagno a fumare e l’amministratore delegato rossonero Adriano Galliani ha annunciato una multa. La foto è stata pubblicata su Twitter dal direttore organizzativo del Milan, Umberto Gandini, e ripresa dal sito milannews.it

Al Dall’Ara la sfida equilibrata Bologna-Torino! S.T.: 2-2

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Dopo il primo tempo terminato sullo 0-1 grazie ad un gol di Barreto, le squadre tornano in campo senza aver effettuato cambi anche, se fin da subito, per il Toro iniziano a scaldarsi sia Bianchi che Jonathas. Il Bologna si fa subito pericoloso con Diamanti e Christodoulopoulos ma il Toro non perde la concentrazione. Gli scambi sono equilibrati ed entrambe le squadre cercano il gol senza però riuscire a chiudere le azioni. Al 16′ prima sostituzione per i rossoblù: Gabbiadini sostituisce un Christodoulopoulos che non si è mai fatto notare. Il Bologna, dopo il primo quarto d’ora, gioca in costante proiezione offensiva mentre i granata faticano a ripartire. Il bolognese Antonsson, in scivolata, è provvidenziale nel fermare un tiro pericoloso di Meggiorini che poteva valere il raddoppio della squadra piemontese. A pareggiare i giochi ci pensa Kone su passaggio di Morleo servito da Diamanti: rete di testa e gol valido. 1-1. Berreto cerca subito di riportare la squadra in vantaggio con un no look per Meggiorini ma curci controlla in due tempi. Ventura sostituisce Cerci con D’Ambrosio e, poco dopo, Meggiorini, fischiatissimo dai suoi ex-tifosi, con Bianchi. Le azioni di entrambe le squadre non impensieriscono troppo né Curci né Gillet ed il gioco prosegue in un sostanziale equilibrio. Dopo 33′ di gioco in questo secondo tempo, uno Barreto stremato lascia il posto a Jonathas ma è subito il Bologna a partire all’attacco con Garics che, dai 22 metri, calcia alto. Il numero 80 granata prova a dare un senso al suo ingresso ma compie solo un imbarazzante tentativo mancino ciccando il pallone mentre, un minuto dopo, spreca un’ottima sponda aerea di Bianchi. Al 38′ sostituzione per il Bologna: Guarente entra al posto di Krhin. Al 41′ il Bologna riesce nel suo tentativo di sorpasso: Guarente insacca con un sinistro dai 18 metri imparabile per Gillet. 2-1. Al 43′ il Bologna punta sulla difesa per non rischiare di perdere i tre punti: entra Sorensen al posto di un eccellente Kone. Il Torino prova a rifarsi sotto ma la difesa rossoblù riesce a contenere la situazione fino al 49′. D’Ambrosio taglia in mezzo dalla sinistra saltando Garics e andando a conclusione con il destro, il rimpallo arriva in area piccola dove Bianchi calcia a colpo sicuro: 2-2. Con un punto che rende felici i granata, la partita si chiude. La settimana prossima il Torino ospiterà la Roma mentre il Bologna sbarcherà in Sicilia per vedersela con il Palermo.

Al Dall’Ara la sfida equilibrata Bologna-Torino! P.T.: 0-1

bologna-torino - tuttacronaca

Le formazioni scendono in campo al Dall’Ara di Bologna, entrambe con il lutto al braccio in ricordo di Ivan Ruggeri, storico allenatore dell’Atalanta. La squadra di casa schiera un modulo 4-2-3-1 con Curci, Garics, Antonsson, Cherubin, Morleo, Taider, Khrin, Kone, Diamanti, Christodoulopoulos e Gilardino. I granata rispondono con un 4-2-4 composto da Gillet, Damian, Glik, Ogbonna, Masiello, Basha, Gazzi, Cerci, Meggiorini, Barreto e Santana.

De Marco, arbitro di questo secondo anticipo della trentunesima giornata di serie A, dà l’avvio all’incontro. Il Bologna parte subito propositivo con una botta sinistra di Diamanti sul primo palo. Il Torino prova subito la risposta con Meggiorini ma i rossoblù non si lasciano intimorire e riprendono subito in mano il controllo della gara affidandosi alle giocate di Diamanti mentre i granata osservano e provano il contropiede. Al 10′ il Toro dà segnali di essere finalmente entrato in gara con Meggiorini in profondità per Barreto con Curci che controlla la conclusione. Subito dopo di prova il 69 granata ma l’estremo difensore Bolognese prende il pallone senza difficoltà. Quando ripartono i padroni di casa, Gillet non viene mai impensierito mentre l’arbitro lascia correre diversi episodi fallosi. Il Toro sfiora il gol con Cerci grazie ad un contropiede da manuale del Toro. Curci mette in angolo. Diamanti guida la ripartenza con un’apertura per Christodoulopoulos che cerca Gilardino: il cross lunghissimo porta ad una rimessa dal fondo. Al 25′ è il Torino ad andare in vantaggio: Curci sbaglia l’intervento sulla palla di Santana ma interviene Barreto con un tap-in: facile la giocata a porta vuota. 0-1. Dopo tre corner per il Bologna, i granata si riassicurano il possesso di palla senza però riuscire a concludere. Al 35′ la prima ammonizione dell’incontro, cartellino giallo per Antonsson che abbatte Barreto da dietro. Al 43′, mentre la tifoseria rossoblù chiede un rigore per un contatto Ogbonna-Gilardino, Kone batte Gillet: gol annullato da De Marco per il quale il fallo è del centravanti. Al minuto successivo è Glik che vede annullarsi la rete: angolo da destra, mucchio in area e il 25 del Toro insacca a gioco fermo. Non si capiscono le motivazioni dell’arbitro. Cartellino giallo per Gilardino per spinta a gioco fermo ai danni di Glik. Un minuto di recupero ed è fine primo tempo con un Torino che, dopo il primo parziale, ha superato in classifica il Bologna.

Juve-Pescara: l’anticipo del testa-coda! S.T: 2-1

juve-pescara 1-0 -tuttacronaca

Nel corso del primo tempo la Juventus ha attaccato a testa bassa ma Pelizzoli è riuscito a difendere egregiamente la sua porta concludendo il primo tempo con la sua rete inviolata. Quello che però, probabilmente, preoccupa maggiormente Conte allo stato attuale delle cose è l’infortunio di Giovinco, una forte botta al ginocchio destro che si è anche leggermente girato. Il problema non dovrebbe essere grave al punto di impedirgli la presenza nell’incontro contro il Bayern che, è stato reso noto nel frattempo, ha vinto il campionato tedesco.

Il secondo tempo inizia senza cambi nelle formazioni e con un brutto errore di Vucinic che, a porta sguarnita, sbuccia e sbaglia tutto. Al 6′ la prima ammonizione dell’incontro che colpisce Bonucci. Tre minuti dopo ancora un’ottima opportunità per la Juve ma Quagliarella viene parato da Pelizzoli che devia in un calcio d’angolo. L’azione si conclude con un nulla di fatto. E’ sempre la squadra di casa ad attaccare ma, tra pasticci in area e un portiere pescarese in piena forma, la rete resta inviolata. Al 13′ nobili effettua la sua prima sostituzione: fuori un Quintero mai entrato in partita e dentro Bjarnason che pochi minuti dopo prova l’azione personale, fermato da Bonucci che regala un angolo al Pescara che non impensierisce i bianconeri. Dopo due tentativi andati a vuoto di Giaccherini, arriva la seconda sostituzione per i delfini pescaresi: Cascione entra al posto di Caprari. La squadra ospite prova ad alzare la testa con Sforzini che non trova la porta mentre Bjarnason viene ammonito: diffidato, sarà squalificato. Al 25′ ultimo cambio per il Pescara: fuori Kroldrup, che non regge i novanta minuti, e dentro Bianchi Arce. Al 27′ la svolta: Giaccherini dentro per Vucinic che di tacco smarca Vidal, steso da dietro da Rizzo, espulso per fallo da ultimo uomo. Rigore per i bianconeri, Vucinic realizza con un destro imprendibile: 1-0. Il montenegrino viene ammonito il minuto successivo e poco dopo va ancora in gol: fischiato il fuorigioco. I bianconeri iniziano ad esaltarsi e Vucinic riesce a beffare nuovamente Pelizzoli al 33′. Stava per lasciare il posto in campo a Matri quando ha salutato tutti con un pallonetto che sancisce il 2-0. Tre minuti dopo Conte effettua la sua terza sostituzione: fuori Bonucci, entra Isla. Al 38′ il Pescara torna in partita con un gran sinistro da fuori Cascione, imparabile per Storari. Accorciate le distanze: 2-1. Quagliarella tenta di chiudere l’incontro ma prima viene parato e subito dopo, in rovesciata, supera la traversa. Al 43′ scatta l’ammonizione per Modesto mentre la Juve sta soffrendo nonostante la superiorità numerica e rallenta il ritmo. Dopo tre minuti di recupero Peruzzo fischia il termine dell’incontro. I bianconeri, che la settimana prossima affronteranno la Lazio all’Olimpico, sono sempre più vicini ad agguantare un altro scudetto dopo quello dell’anno scorso. Il Pescara, che nella 32a giornata ospiterà il Siena, si sente scivolare verso la serie B.

juve-pescara 2-0 - tuttacronaca

Juve-Pescara: l’anticipo del testa-coda! P.T: 0-0

juve-pescara - tuttacronaca

L’ultima squadra in classifica raggiunge lo Juventus Stadium per una partita che potrebbe rappresentare l’ennesimo passo di avvicinamento dei bianconeri allo scudetto. I delfini di Nobili, con un piede ormai in serie B e che solo un miracolo potrebbe salvare dalla retrocessione, sono arrivati a Torino come chi non ha niente da perdere, decisi a giocarsi la partita mettendo il più possibile in difficoltà gli avversari. Dal canto loro, i ragazzi di Conte devono lasciarsi alle spalle la brutta sconfitta contro il Bayern e riconquistare fiducia in vista del prossimo incontro con i tedeschi.

Con entrambe le squadre che giocano con il lutto al braccio per la scomparsa di Ivan Ruggeri, per 14 anni presidente dell’Atalanta, l’arbitro fischia l’inizio di un incontro che sembra partire in modalità “risparmio energetico”. Poche azioni della Juve nella metà campo avversaria non impensieriscono la squadra di Nobili. In mancanza di falli, all’11’ si assiste al primo calcio d’angolo a favore dei delfini del Pescara guardagnato grazie ad una buona azione di Sculli che porta via la palla a Bonucci nell’area juventina andando in un cross respinto da Marrone. Un minuto dopo la Juventus, che sta iniziando ad alzare il ritmo, ci prova con un cross di Lichtsteiner e girata al volo di Giaccherini: Pelizzoli para. Il numero 26 bianconero riprova il cross ma Kroldrup mette fuori di testa. Lichtsteiner allora prova a giocarsela da solo, ma il pallone finisce tra le braccia di Pelizzoli. Al 16′ Giovinco effettua un perfetto inserimento centrale ma ancora una volta si mira al portiere avversario. Due minuti dopo, l’arbitro Peruzzo soprassiede ad un’entrata piuttosto dura di Sculli su Lichtsteiner: il gioco prosegue. Al 23′ ed al 25′ Pelizzoli compie due miracoli, bloccando prima Giovinco e poi Vidal. E’ sempre la Juve ad andare all’attacco e Storari, che oggi sostituisce Buffon reduce da una lieve influenza, non viene mai messo in difficoltà. Qualche minuto dopo Giovinco resta a terra dolorante dopo uno scontro con Capuano che lo anticipa in un tentativo di destro al volo: il bianconero esce in barella, sostituito da Quagliarella. Al 34′ Caprari finisce a terra al limite dell’aria, per l’arbitro non c’è fallo. Quattro minuti dopo, Giaccherini spreca una buona giocata di Vucinic e Lichtsteiner mentre al 39′ è Quagliarella ad impensierire la difesa avversaria: Pelizzoli tocca quel tanto che basta per deviare il pallone sul palo. Al 43′ arriva il primo calcio d’angolo per i padroni di casa ma i pescaresi non si lasciano sorprendere e provano il contrattacco: il cross di cerca Sculli ma Bonucci allontana. Giaccherini riporta la palla nella metà campo pescarese e tenta un destro da fuori che l’estremo difensore devia in calcio d’angolo che Pogba non riesce a trasformare. Al minuto successivo, brutto fallo di Asamoah su Zanon, una ginocchiata alla schiena per il difensore del Pescara che però poi si riprende.Dopo tre minuti di recupero, le squadre tornano agli spogliatoi con un nulla di fatto.

Il testa-coda Juventus-Pescara… Formazioni!

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Il risultato della gara d’andata a Pescara non sembra lasciare troppe speranze ai biancazzurri, che furono travolti in casa per 6-1 da una Juventus trascinata dalla tripletta di Quagliarella. Le ultime indiscrezioni dello staff juventino parlano di un Conte, logicamente, proiettato, sul Bayern.  In casa Pescara invece si allunga la lista degli infortunati. Ai già indisponibili Balzano e Weiss che continuano il loro programma differenziato, si sono aggiunti per la gara di oggi Gaetano D’Agostino, alle prese con un fastidio all’adduttore, e Luciano Zauri, che ha riportato una lesione di secondo grado del flessore della gamba destra. Problemi al polpaccio anche per Antonio Bocchetti che è rientrato negli spogliatoi qualche minuto prima della fine dell’allenamento.

Queste le probabili formazioni della 31/a giornata di campionato:

Juventus (3-5-2): Storari; Bonucci, Marrone, Peluso; Lichsteiner, Vidal, Pirlo, Pogba, Asamoah; Giovinco, Vucinic.A disp.: Buffon, Rubinho, De Ceglie, Isla, Caceres, Padoin, Marchisio, Giaccherini, Matri, Quagliarella. All.: Conte Squalificati: Barzagli (1), Chiellini (1) Indisponibili: Bendter, Pepe
Pescara (4-3-3): Pelizzoli; Zanon, Kroldrup, Cosic, Modesto ; Togni, Blasi, Cascione; Sculli, Sforzini, Quintero. A disp.:  Perin, Vittiglio, Rizzo, Bianchi Arce, Bjarnason, Caprari, Abbruscato, Caraglio, Di Francesco. All.: Bucchi

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