L’annuncio dei Viola: Jovetic è ufficialmente del Manchester City

Stevan-Jovetic-city-tuttacronacaLa Fiorentina lo comunica via Twitter: è stato “raggiunto l’accordo con il Manchester City Football Club per la cessione a titolo definitivo del calciatore Stevan Jovetic”. Dopo cinque anni e 40 gol, il montenegrino saluta Firenze mentre i Della Valle si aggiudicano circa 30 mln di euro: 26 subito, 4 di bonus. Il City quindi ce l’ha fatta: ha batutto il Chelsea e sblocca Ilicic, destinato a diventare, nelle prossime ore, viola. Per quel che riguarda Stevan Jovetic, per lui un contratto quadriennale e 120mila sterline a settimana. A firenzeviola.it il montenegrino ha dichiarato: ”Firenze mi resterà sempre nel cuore, ma ora sono molto felice di andare a giocare al Manchester City, è una squadra importantissima della Premier, ho tanta voglia di vincere qualcosa. Normale che i tifosi siano un po’ arrabbiati, ma da parte mia non è stato mai detto nulla contro di loro o contro la Fiorentina. Vorrei essere compreso nella mia scelta, sono ancora giovane, avevo voglia di cambiare aria anche se lascio una grande Fiorentina e sarebbe stato bello giocare in coppia con Mario Gomez”.

Ilicic da rosa a viola: a un passo dall’ufficialità con la Fiorentina

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Joseph Ilicic, centrocampista sloveno classe ’88, dopo tre anni passati al Palermo, ora è stato acquistato dalla Fiorentina. Il ds Pradè avrebbe raggiunto l’intesa con il presidente rosanero Zamparini sulla base di 10 milioni di euro: accordo che fa del trequartista il secondo colpo più costo di questa sessione di calciomercato. Questo è il secondo “colpo” messo a segno dopo Gomez che mette la squadra viola al centro del calciomercato di quest’anno. A Firenze il giocatore si troverà a dover gestire una scomoda eredità: quella lasciata da Jovetic conteso  tra Manchester e Juve. Ci si aspetta una fiorentina che il prossimo anno giocherà con un 4-2-3-1 con Ambrosini e Borja Valero nel ruolo di schermo davanti alla difesa; Rossi, Ilicic e Cuadrado (con Ljajic, Aquilani e Joaquin in alternativa) sulle trequarti; Gomez unica punta.

Palermo Bologna 1-1 i siciliani cercano la salvezza su un campo ostile

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Il Palermo non poteva fallire e purtroppo il pareggio è un mezzo fallimento.  Ora restare agganciati al treno salvezza che, solo qualche settimana fa sembrava impossibile e invece era si stava realizzando,  sarà dura.

Pioli sceglie un 4-3-3 con Christodoulopoulos leggermente arretrato rispetto a Gilardino e Gabbiadini. Inizia così la partita che vede il Palermo subito in possesso di palla e al 5′ la squadra di casa trova il gol con Ilicic. Grande triangolazione tra Miccoli e lo sloveno che con uno splendido sinistro a girare dal limite dell”area insacca il pallone alle spalle di Curci, senza che il portiere possa fare nulla.  Cinque minuti più tardi è di nuovo Ilicic che si presenta sull”out destro, converge e tenta la conclusione con il sinistro. Stavolta Curci para a terra. Al 14′ sempre il Palermo in attacco e Miccoli prova la conclusione di sinistro, Curici para senza problemi. Dopo i primi 15′ che hanno visto solo il Palermo in campo e sempre all’attacco nell’unica azione pericolosa il Bologna va in rete. Su incredibile errore di Sorrentino che non interviene sul retropassaggio di Morganella e Gabbiadini si trova da solo davanti alla porta con il pallone tra i piedi ed è facile mettere la palla in rete. L’errore di Sorrentino pesa sulle gambe dei compagni che fino a quel momento avevano fatto una gara perfetta. Al 22′ prova a reagire il Palermo. Miccoli riceve da Ilicic e dribbla due avversari. Il terzo è Cherubin che rimedia in calcio d’angolo. In 10 minuti scattano tre ammonizioni: una per Morganella, che ha steso Taider, Kone e Illic puniti per simulazione. Al 34′ bella azione sulla fascia destra sull’asse Rios-Ilicic. Cross teso, ma Kurtic e Miccoli sono in ritardo.  Peccato che poteva essere davvero un’occasione pericolosa. Al 38′ costretto a uscire Kone per un problema al gomito al suo posto Guarente. Quasi allo scadere del primo tempo, al 42′ di gioco, gran palo di Miccoli. Il giocatore del palermo punta Curci e conclude sul primo palo, ma centra il legno. A nessun compagno riesce il tap-in sulla ribattuta.

Finisce così il primo tempo con un Palermo che ha cercato il vantaggio e lo aveva anche trovato con Illic nei primi minuti di gioco. Poi purtroppo il brutto errore del portiere del Palermo che ha permesso il pareggio a Gabbiadini. Il Palermo ha provato a reagire e sul finale ci poteva essere il nuovo vantaggio dei rosaneri con Miccioli che ha tirato sul palo.

Il gioco riprende e non c’è nessuna sostituzione. La prima occasione della ripresa è di Di Gabbiadini, l’autore del goal del pareggio del Bologna, che scaglia la palla sul fondo colpendo di sinistro sul primo palo. Inizio di ripresa decisamente meno scoppiettante rispetto al primo tempo con le squadre che sembrano bloccate al centrocampo e nessuno prende l’iniziativa. Al 54′ l’autore del vantaggio rosanero, Illic, frana a terra in conseguenza di un contatto con Krhin e non può continuare il gioco. Al suo posto entra Dybala. Scocca l’ora di gioco e c’è una mischia davanti a Curci, Rios si avventa sul pallone ma Cherubin è velocissimo ad anticiparlo in corner. A 20′ dalla fine del tempo regolamentare Miccoli cerca il tiro e incredibilmente la palla è murata da un suo compagno di squadra. Si copre Pioli al 72′: esce Gabbiadini, al suo posto il difensore Sorensen. Al Bologan il pareggio può pure andar bene, è il Palermo che deve fare la partita per sperare nella salvezza. Quando mancano 10′ alla fine c’è l’occasione per Gilardino, ancora provvidenziale Aronica in chiusura: il biellese era solo davanti a Sorrentino. All’85’ esplode il Barbera: Kurtic cade in area, Doveri fa proseguire. Su questo episodio ci sarà molto da discutere dopo le proteste in campo molto animate. Sul finale la partita si spegne, solo una palla altissima di Hernandez riaccende una partita che sembra aver esaurito la sua verve nel primo tempo. Sul finale si riaffaccia il Palermo, ma Curci è molto attento sia sul tiro di Barreto e  qualche minuto più tardi su quello di Garcia. Fischio finale e squadre negli spogliatoi. Palermo Bologna finisce 1 a 1

Una partita che si è giocata tutta nella prima frazione di gioco e il secondo tempo ha visto le squadre bloccate con poche azioni veramente significative. Questo pareggio potrebbe aver compromesso il campionato del Palermo anche se i nerorosa continuano a sperare nelle prossime giornate.

Nel prossimo turno il Palermo giocherà contro il Catania e il Bologna contro la Sampdoria.

Bonolis difende a spada tratta la “sua” Inter: campionato farsa!

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Non si placano i rumors a seguito della partita Inter-Atalanta della 31/a giornata di campionato. Dopo le parole di Stramaccioni e Moratti, il presentatore parla ai microfoni di Inter Channel affermando che:

Il pretesto ormai è chiaro, ci deve essere una sceneggiatura scritta che prevede un finale, quello del Milan che ha fatto investimenti e che vuole essere portato in Champions League. E’ una commedia. E’ palese. Sono decisioni che sono sicuramente prese a tavolino. Quando l’Inter sarà completamente disinnescata i rigori ce li daranno. L’importante è disinnescare tutto quello che potrebbe compromettere il progetto di partenza di questa gigantesca commedia che vuole l’epilogo che ho detto”. Bonolis insiste quindi sul fatto che tutto sia già stato scritto a favore del Milan, perchè non abbia impedimenti nel traguardo di qualificarsi per la prossima edizione della Champions League. “Le altre squadre sono comprimarie di scena, la sceneggiatura è già stata scritta, sappiamo chi è l’assassino, chi è il vincitore, chi è il perdente. Io non ho mai sentito in tanti anni Zanetti protestare: l’ho sentito protestare per Iuliano, per questa domenica e per l’episodio di Cassano con la Juve non segnalato dal giudice di linea. Ti scatta una malinconia che ti porta al disincanto. Ti disinnamori del meccanismo. Ci sono interessi talmente grandi che figurati se alcuni manipolatori non se ne impossessano. Io se fossi il presidente Moratti manderei in campo la Primavera. Non puoi più credere nella buona fede degli arbitri, è tutta una commedia. E’ talmente plateale che ormai devi proprio chiudere gli occhi per non vedere che dei rigori grossissimi ci vengono negati e altri inesistenti ci vengono dati contro. Questo ti immalinconisce“. Forse tutta la situazione crea tristezza al presentatore ed ai tifosi nerazzurri che desiderano rivedere la loro squadra nelle posizioni di testa di un campionato che pochi anni fa li ha visti trionfare, di certo le sue affermazioni non possono passare inosservate alla direzione milanista, che infatti si è affrettata a replicare alle accuse:

“Le dichiarazioni di Paolo Bonolis, rese a Inter Channel e diffuse dal sito ufficiale dell’Inter, oltre che prive di qualsiasi fondamento, appaiono di eccezionale gravità”.

Ragione o torto che abbia Bonolis, è vero quanto afferma: “Ti disinnamori del meccanismo”, ed è ancora più un fatto che tutti questi sospetti, così come gli scandali accaduti in passato, privino il pubblico non solo dello spettacolo di una partita che “sai già come andrà a finire”, ma anche, e soprattutto, priva le persone di miti, di modelli, di esempi. Perchè una vittoria “comprata” è per quei pochi che si possono permettere di pagarla, è l’ennesimo esempio di casta italiana, dove chi già è in alto può ambire a salire ancora e la meritocrazia resta fuori dalla porta. Meglio allora le partire al campetto, dove l’impegno e la passione t’insegnano “La dura legge del gol”, una lezione di vita!

Quando gli arbitri… se la cercano!

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L’arbitraggio di Gervasoni durante la partita Inter-Atalanta, terminata 3-4, catalizza l’attenzione e dà l’avvio ai pesanti attacchi di Moratti contro la classe arbitrale. Il presidente dei nerazzurri prende l’avvio dall’episodio del rigore fischiato per un fallo di mano di Samuel e che ha rovesciato le sorti della partita: “Commento solo il rigore, un rigore di questo genere cambia veramente una partita, mette la squadra in condizione di sentirsi non considerata. Io credo che siano 20 o 21 le gare in cui non ci danno un rigore, credo che sia impossibile non aver avuto occasioni da rigore in 21 partite. Con un rigore inesistente che ti viene dato contro, tutta la buona fede di tutti ma io non ci credo”.  Anche Stramaccioni, che a questo punto potrebbe vedere seriamente compromesso il suo posto in panchina, dimostra la sua rabbia: “L’arbitro si è preso una grande responsabilità perchè il rigore per l’Atalanta non esiste. Dopo la gara contro la Juventus con gli arbitri siamo stati sfortunatissimi, contro i bergamaschi nello specifico è stata fatta una scelta su un episodio che non è avvenuto. Noi purtroppo non abbiamo la forza di essere più forti di questi episodi. E’ da inizio stagione che ammetto i nostri sbagli, anche oggi ne abbiamo commessi molti. Facciamo i complimenti all’Atalanta che ha meritato di vincere, magari a fine anno mi cacceranno ma ripeto oggi l’arbitro si è preso una responsabilità incredibile”. Periodo nero insomma per l’Inter che vede la Champions come un miraggio e aspetta di conoscere le condizioni di Cassano che ieri ha riportato una lesione muscolare che rende improbabile la sua presenza nella sfida di Coppa Italia contro la Roma del 17 aprile. Non solo l’arbitraggio, comunque, ha gettato un’ombra sul posticipo serale della 31/a giornata di campionato: al termine della gara una rissa in campo, con Schelotto che si accaniva contro i giocatori avversari, ha messo in evidenza uno degli aspetti peggiori del nostro calcio quando molto spesso le partite sfociano in episodi di violenza, dentro o fuori dal campo.

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Il Napoli sfida il Genoa per assicurarsi l’ingresso in Champions! S.t. 2-0

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Il Napoli inizia subito partendo all’attacco: Pandev libera Cavani sulla sinistra che salta Granqvist e mette a sedere Frey che però riesce ad intervenire spedendo la sfera in angolo. I partenopei sono aggressivi anche in difesa, con Cannavaro che stende Bertolacci: niente di fatto con la punizione. 7′: prima sostituzione per il Genoa: Bertolacci cede il posto a Vargas nel tentativo di riorganizzare la squadra mentre il Napoli gioca agilmente senza subire il pressing ma Cavani non riesce a concludere. Al 13′ altra sostituzione genovese: entra Olivera al posto di Jankovic. E’ già finito il “ritorno di gloria” del Matador? Dopo il contatto netto in area di rigore tra Kucka e Hamsik l’arbitro concede il rigore: Cavani respinto da Frey al 20′. Tre minuti dopo Kucka, dolorante ad un ginocchio, cede il posto a Jorquera. Il Napoli riparte ma Pandev spreca, subito dopo, l’assist di Hamsik per Cavani viene deviato. In cerca di accorciare le distanze, Immobile entra in area. Se Sanctis esce ma senza toccarlo, l’attaccante si butta: cartellino giallo per simulazione. Mazzarri cerca di rinfrescare le sue linee: fuori Behrami e Pandev, dentro Inler e Insigne. Il Napoli continua a ripartire ma ancora una volta non riesce a concludere: prima Cavani si fa parare da Frey, poi Inler aspetta troppo per servire il Matador e si fa soffiare il pallone. A due minuti dal termine, Hamsik cede il posto a El Kaddouri. Cavani viene servito due volte ma, prima, viene respinto da Frey, poi sfiora il palo di poco. I tre minuti di recupero non servono a cambiare la situazione: l’incontro si chiude 2-0.

Una partita per commemorare Ivan Ruggeri: s.t. Inter-Atalanta 3-4

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Le squadre rientrano in campo senza aver effettuato sostituzioni. L’Inter mantiene alti i ritmi fin da subito ma è l’Atalanta che gioca la prima palla gol: cross dalla trequarti di Cigarini e girata di destro di Denis: palla fermata da Handanovic. Al 9′ prima sostituzione tra le file dell’Atalanta con Colantuono che prova ad alzare il baricentro scambiando un centrocampista con un attaccante: Livaja entra al posto di Carmona. Dopo un tentativo di Cambiasso, l’Atalanta trova il pareggio: Cross di Livaja, Samuel tocca di testa ma non riesce ad allontanare, alle sue spalle c’è Bonaventura che stoppa bene e in pallonetto batte Handanovic. 1-1. Un minuto dopo, al 12′, l’Inter ritrova il vantaggio: Cambiasso lancia in profondità, Canini tenta di spazzare ma sbuccia e mette in azione Alvarez che raccatta il pallone e da due passi batte Polito. 2-1. Il portiere blocca una buona giocata di Guarin ma al 16′ viene nuovamente beffato da Alvarez: 3-1. Al 20′ l’Atalanta accorcia nuovamente le distanze: Ranocchia spinge da dietro Livaja e l’arbitro concede rigore oltre ad ammonire il numero 23. Denis realizza: 3-2. Sei minuti dopo, il numero 19 raddoppia grazie a Ranocchia che perde palla al limite dell’area: 3-3. Al 29 arriva un’altra sostituzione per l’Atalanta: entra Brivio per Del Grosso. Al 32′ la tensione a San Siro sale alle stelle: Bonaventura fa un numero sulla destra e va via a Juan Jesus, cross basso e destro di prima di Denis: 3-4. Mancano otto minuti dalla fine quando Stramaccioni effettua un’altra sostituzione: entra Schelotto per Cambiasso. Sostituzione anche nelle fila avversarie: Cazzola per Denis, fondamentale in questa partita. L’Inter ottiene una punizione che potrebbe riequilibrare le sorti della partita, ma Alvarez non trova la porta e subito dopo viene steso da Biondini (cartellino giallo). Al primo dei tre minuti di recupero, in una mischia in area su calcio d’angolo, corpo a corpo fra Raimondi e Schelotto, l’atalantino rifila una sorta di pugno all’avversario e l’arbitro lo espelle. Al 49′ Guarin crossa per Ranocchia che, tutto solo, da due passi calcia altissimo: l’Inter si gioca il pareggio! Gervasoni fischia il termine della partita: 3-4. Non c’è tempo per festeggiare per l’Atalanta: rissa in campo con Schelotto che se la prende con chiunque!

Il Napoli sfida il Genoa per assicurarsi l’ingresso in Champions! P.t. 2-0

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Il Genoa deve cercare di espugnare il San Paolo, dove l’anno scorso la sconfitta per 6 gol subiti costò la panchina a Malesani. Il Napoli però può contare su un Cavani che sembra essere tornato ai livelli di forma della prima metà di stagione, con le doppiette messe a segno contro Torino e Atalanta. Ma se il Napoli mira alla vittoria per mantenere il distacco sul Milan ed assicurarsi l’ingresso in Champions, il Genoa rincorre una vittoria per evitare di sprofondare in zona retrocessione.

Il Genoa parte subito all’attacco e servono quattro minuti di gioco prima che la squadra partenopea entri in partita ed inizia a giocare su ritmi elevati. I liguri giostrano però bene gli spazi a centrocampo, riuscendo a chiudere e costringendo gli avversari all’errore. E’ il 14′ quando il Napoli riesce a conquistare la zona centrale del campo da gioco, ma gli avversari innescano una buona azione corale che porta Antonelli al cross sulla fascia sinistra: peccato la traiettoria sballata. Al 18′ Pandev dimostra di essere in serata: intercetta perfettamente l’ottimo assist di Cavani ed insacca alle spalle di Frey. 1-0. Ad un Napoli scatenato il Genoa prova a rispondere con Matuzalem e Bertolacci, ma è Dzemali ad avere la meglio: il contropiede partenopeo fissa il risultato sul 2 a 0. Il primo tempo prosegue con il Napoli che cerca di chiudere direttamente l’incontro, ma senza riuscire ad incrementare il vantaggio. L’arbitro non concede minuti di recupero e manda le squadre allo spogliatoio: al Genova servirà un innesto come Boriello se spera di recuperare.

Una partita per commemorare Ivan Ruggeri: p.t. Inter-Atalanta 1-0

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L’Inter, reduce dal recupero infrasettimanale contro la Samp, sente il dovere di ritrovare il successo a San Siro, dov’è stato battuto due volte consecutivamente da Bologna e Juventus. Dal canto suo l’Atalanta lotta per la salvezza e, soprattutto, ci tiene a commemorare Ivan Ruggeri, lo storico presidente scomparso l’altro giorno. Stramaccioni deve fare a meno dello squalificato Gargano e degli infortunati Castellazzi, Mudingayi, Obi, Milito, Stankovic, Chivu e Palacio. In campo Handanovic tra i pali; difesa a tre con Ranocchia, Samuel e Juan Jesus; a centrocampo Zanetti a destra, Pereira a sinistra, Kovacic in regia affiancato da Guarin e Cambiasso; in attacco il tecnico rispolvera Rocchi, che giocherà al fianco di Cassano. In panchina, tanti giovani, mentre Milito assisterà da lontano alla partita, finalmente senza stampelle. Anche Colantuono deve vedersela con diverse difficoltà: squalificati Masiello, Lucchini e Consigli e infortunati Capelli, Marilungo e Bellini. Il tecnico schiera Polito in porta; in difesa Scaloni, Stendardo e Canini; a centrocampo Raimondi a destra, Del Grosso a sinistra, Cigarini in regia affiancato da Biondini e Carmona; in attacco Bonaventura alle spalle di Denis.

Si parte al piccolo trotto, con i nerazzurri che subito testano la metà campo avversaria, soprattutto con Cassano e Guarin. Il gioco deciso fa scattare il primo cartellino giallo a soli 5′ dal calcio d’inizio: Gervasoni ammonisce Kovacic per fallo tattico su Cigarini per interrompere un contropiede dell’Atalanta. Cassano continua a provocare gli avversari ed è sempre pronto a innescare gli attacchi in profondità per Rocchi. Gli attacchi ripetuti dei padroni di casa portano ad una fase opaca della partita, con tanti falli in mezzo al campo e azioni non limpide. L’Inter non riesce a finalizzare due corner e l’Atalanta sembra trovare il coraggio di reagire: Carmona tenta il tiro sul primo palo, ma la palla, toccata da Handanovic, era comunque destinata a finire sul fondo. Cassano s’infortuna con un colpo di tacco: il dolore muscolare costringe Stramaccioni a sostituirlo con Alvarez. Il numero 99 si aggiunge alla rosa degli infortunati assieme a Milito e Palacio: resta solo una punta, Rocchi. Il numero 11, appena entrato, sbaglia immediatamente sotto porta, incassando i fischi dei tifosi che lo accusano di una stagione pessima. Cerca di riscattarsi subito dopo, ma Polito riesce a parare un buon tiro. A chiudere il discorso al 43′ è Rocchi: Pereira di primo palo, il portiere prova a prenderlo ma il nerazzurro lo anticipa: 100 gol per lui in serie A e primo con la maglia dell’Inter. Sull’1 a 0, le squadre guadagnano lo spogliatoio.

Sampdoria – Palermo 1-3… Ilicic porta alla vittoria il Palermo!

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Sampdoria con Icardi e Eder in attacco, il Palermo invece parte con Miccoli supportato da Ilicic. Sannino ha dovuto sostituire al’ultimo Dossena, infortunato, con Garcia.

Si parte subito con Miccoli che tenta il lancio per Ilicic, ma la difesa della Samp libera senza problemi con Gastaldello. All’8′ De Silvestri tenta un’azione sulla destra, viene messo giù ma per l’arbitro è tutto regolare. Al 9′ cross di Ilicic dalla sinistra, para senza problemi Romero. Brutta fase di gioco, molto studio tra le due squadre e nessuno affonda il colpo. Il Palermo prova ad alzare il baricentro, pressa più alto e cerca di mettere alle corde la Sampdoria. Obiang, al 20′, lancia Icardi che prova il destro a volo in area, lo contrasta efficacemente Aronica. Passano tre minuti e c’è il contropiede del Palermo gestito molto bene da Ilicic che pesca Miccoli in area, ma la conclusione dell’attaccante rosanero è neutralizzata da Romero. Al 27′ c’è un tiro da dimenticare di Icardi da fuori area. Sono poche le emozioni fino al 30′ quando c’è il cross di Costa, Icardi tira centralmente, Benussi para. Azione rocambolesca quando ormai mancano 10′ minuti alla fine. Punizione di Miccoli, Romero non esce e Von Berghen beffa la difesa della Samp con un tocco in scivolata. Il Palermo va così in vantaggio anche grazie al portiere che ha sbagliato i tempi dell’uscita. Al 43′ risponde bene la Samp. Munari stacca indisturbato su calcio d’angolo e insacca di testa, riportando la partita in pareggio.

Una gara che non ha regalato grandi emozioni durante i primi 35 minuti di gioco ma poi sono arrivati i due gol a imprimere un ritmo diverso alla gara nella parte finale del primo tempo.

Si riparte dall’ 1 a 1 del primo tempo. Con i rosanero che giocano, sicuramente, con molte più motivazioni rispetto a una Samp ormai in una zona di classifica tranquilla.

Ed è proprio il Palermo, in apertura del secondo tempo, a trovare il gol del vantaggio. Una bellissima rete di Ilicic che entra in area salta due avversari e incrocia con il destro bucando Romero. Lo slalom del fantasista rosanero porta di nuovo in vantaggio il Palermo. Al 53′ girata di Eder da dentro l”area, palla alta di molto. Due minuti più tardi allunga il vantaggio il Palermo. Questa volta grazie ad un colpo di testa di Garcia sull’ennesima disattenzione su palle inattive della difesa blucerchiata.  Cinque minuti più tardi entra Sansone ed esce Soriano. Al 60′ ancora il Palermo in attacco. Miccoli imbeccato dallo scatenato Ilicic, tenta di sorprendere Romero con un pallonetto morbido, fuori di un soffio. Poteva essere il quarto gol. Si riprende il gioco e c’è un altro slalom irresistibile di Ilicic che salta due avversari e in condizini di equilibrio precarie fallisce la conclusione con il mancino. Al 66′ due sostituzioni: Entra Mustafi, esce Gastaldello (infortunato), Entra Dybala, esce Miccoli. Un minuto più tardi la conclusione debole di Eder da fuori area, nessun problema per Benussi. A 20′ dalla fine entra Nelson, esce Garcia e Maresca per Estigarribia. Al 77′ Rios subito per Kurtic che al volo batte di destro, ma il tiro finisce alto. Tre minuti dopo giallo per Palombo, trovato in gioco scorretto. Dopo un minuto giallo anche per Mustafi.

Bella gara del Palermo, arrivato a Genoa per portare via i tre punti con una gara perfetta. Un Ilicic scatenato che ha giocato a tutto campo dando ai rosanero quello sprint che li ha portati al successo.

Nel prossimo turno la Sampdoria giocherà contro il Genoa e il Palermo contro il Bologna.

Palermo-Roma 2-0. Addio sogni di gloria per la Roma?

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Il Palermo parte forte, spingendo subito in avanti. Ma al 3′ la Roma ha l’occasione più interessante nata da un calcio d’angolo.Tiro alto per Lamela.

 Totti ci prova dopo 10 minuti abbondanti di gioco con una conclusione di collo esterno. La palla non gira abbastanza. Ma è al 21  che il Palermo si porta in vantaggio. Ilicic stoppa alla perfezione un cross di Miccoli, si libera di Castan e segna con un tiro rasoterra. E solo un minuto dopo il Palermo ha l’occasione per il raddoppio. Tiro pericoloso di Miccoli, Stekelenburg respinge. Al 28′ c’è l’occasione per la Roma. Totti avanza e serve Florenzi. Quest’ultimo crossa rasoterra ma Marquinho stecca la conclusione finale. Al 35′ il Palermo raddoppia. Ilicic serve in area Miccoli che, più rapido di Burdisso, piazza la zampata decisiva. Stekelenburg battuto. Una brutta partita per la Roma che sembra non aver proprio preso le misure. Sul finale del primo tempo vi è l’azione in solitaria di Lamela che serve Marquinho che calcia male al volo di sinistro, molto scoordinato. La Roma proprio non è in partita. Vedremo se ci sarà il riscatto nel secondo tempo.

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