Quei campi “elisi” sotto Londra: la campagna nasce nei sottosuoli della città

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La campagna non è più nelle zone periferiche delle aree metropolitane, ma ora si sperimenta la nascita di fattorie nei sotterranei cittadini. Ecco l’incredibile fattoria che sorgerà a trenta metri di profondità, proprio sotto la caotica Londra. Chi pensa che sia solo fantascienza dovrà ricredersi, perché verranno sfruttati i tunnel sotterranei, circa 10.000 mq, utilizzati durante la Seconda Guerra Mondiale, per coltivare ortaggi. La fattoria sotto la città è stata battezzata con il nome di “Growing Undergrounded” ed è un’idea di due giovani londinesi, Richard Ballard e Steven Dring, decisi a ridare vita ad una vasta produzione da svilupparsi proprio in quella Londra abbandonata e non utilizzata da decenni. Nonostante possa sembrare un’impresa assurda, i due ideatori hanno dimostrato negli ultimi due anni la completa fattibilità del progetto, arrivando a coltivare nei tunnel sotterranei germogli di piselli, rucola, senape, ravanello, insalata, pak choi e broccoli in miniatura che, una volta a regime, potrebbero addirittura essere in grado di soddisfare le esigenze dei ristoranti e dei supermercati. Se qualcuno si sta chiedendo come possa nascere la verdura senza l’aiutod ella luce diretta del sole è prestod etto: Il segreto del progetto, soprannominato non a caso “Zero Carbon Food”, risiede nell’impiego di speciali luci al LED associate alla coltivazione idroponica (idrocoltura, ovvero sostituendo la terra con uno substrato inerte), due strategie che consentono la crescita delle piante anche in mancanza di luce solare diretta. Inoltre grazie alla  profondità, i tunnel godono di una temperatura stabile di circa 16°C durante l’intero anno, permettendo alla fattoria urbana sotterranea di non interrompere mai la produzione anche in pieno inverno.

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Sequestrati ortaggi pronti alla vendita nella Terra dei Fuochi

terra-dei-fuochi-ortaggi-tuttacronacaBlitz degli agenti del corpo forestale dello Stato di Napoli, diretto dal generale Sergio Costa, oggi a Caivano, nel Napoletano, durante il quale sono stati sequestrati 13 pozzi irrigui e 15 fondi agricoli. L’operazione ha interessato 430mila metri quadrati di campagna tra la famigerata zona Sammereto e quella di Pascarola, al centro dell’area flagellata dalla presenza di rifiuti tossici, la cosiddetta Terra dei fuochi. Dalle analisi sui campioni prelevati dai pozzi, è emersa la presenza di sostanze considerate altamente tossiche e nocive per l’ambiente e la salute umana. Il provvedimento di sequestro preventivo d’urgenza è scattato nell’ambito di una indagine coordinata dalla Quinta Sezione reati ambientali della Procura di Napoli, ed è stato eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria del Corpo Forestale del comando provinciale di Napoli. Grazie alle analisi effettuate, è stato accertato il superamento dei limiti di concentrazione della soglia di contaminazione delle acquee sotterranee in relazione a diverse sostanze: triclorometano, arsenico e solfati. Il reato per il quale si procede è quello di avvelenamento di acque destinate all’alimentazione: sulla maggior parte dei terreni sequestrati c’erano coltivazioni di cavolfiori, broccoli, verze, finocchi, cicoria e zucchine la cui raccolta era imminente o in atto; la restante parte era pronta per essere seminata a spinaci o per la coltivazione di prodotti ortofrutticoli comunque destinata all’alimentazione umana. Con il sequestro di oggi sale a 600mila metri quadrati il totale dei campi coltivati sequestrati a Caivano.

Shock per frutta e verdura di Fukushima: l’orrore è servito in tavola

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Potrebbe sembrare che qualche scienziato folle si sia divertito a creare nuove specie di frutta e verdura invece sono solo quelle che un blogger ha fotografato due anni fa intorno all’area dell’incidente nucleare di Fukushima. Dai pomodori deformi alle pannocchie unite, fino ad arrivare al mandarino di due colori. Una vera atrocità che lascia percepire il pericolo delle radiazioni sull’agricoltura e sul terreno. Tuttavia c’è anche chi non crede che questa sia un’analisi corretta Timothy Mousseau, un professore di biologia presso l’Università della Carolina del Sud, ha i suoi dubbi. Pur non negando che alcune mutazioni sulle piane ci possano essere state, la correlazione tra le trasformazioni di frutta e verdura come quelle delle fotografie e l’effetto delle radiazioni è ancora tutta da dimostrare.  Intanto la centrale nucleare continua ad avere perdite, l’ultima è di appena qualche ora fa.

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