Al mercato di Palermo il prezzo lo fa la mafia

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Il nuovo business di Cosa Nostra è il mercato ortofrutticolo di Palermo. Qui i boss del clan Galatolo stabiliscono i prezzi di frutta e verdura attraverso alcuni insospettabili imprenditori che gestivano gli stand. Sono state le rivelazioni di alcuni pentiti a permettere alla Direzione investigativa antimafia di poter mettere i sigilli alle società dei cinque imprenditori ritenuti vicini a Cosa Nostra. Ma il business non si fermava a frutta e verdura, ma avanzava anche in altri servizi come il facchinaggio e il parcheggio dei mezzi, attraverso una cooperativa, la “Carovana Santa Rosalia”. L’organizzazione mafiosa avrebbe imposto anche le proprie cassette di legno a tutti i rivenditori.

Bastano 7 semplici regole… per dire addio alla dieta!

dieta-tuttacronacaL’incubo della vita moderna? Il peso forma. Quel numero sfuggente che cerchiamo nella bilancia. In molti tentano tante diete, le più svariate, eppure quei chili in più non se ne vanno. Oppure ritornano. C’è qualcosa di sbagliato che impedisce all’organismo di lavorare nel modo giusto. Serve quindi comprendere quali sono gli errori che commettiamo e come correggerli. A spiegarcelo ci pensa la nutrizionista e diet coach Samantha Biale, nel suo libro “La dieta B Factor”. Le regole da seguire per sempre non solo per dimagrire, ma soprattutto per non ingrassare più e star bene in salute sono solo 7, semplici e non privative… e che in fin dei conti il nostro buonsenso conosce già:

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La dieta prima e dopo le abbuffate delle feste

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Arriva la dieta da fare dopo i pranzi di Natale e Santo Stefano e prima di lanciarsi nella grande abbuffata dell’ultimo dell’anno. L’avvertimento arriva dal Ministero della Salute che ha lanciato il proprio vademecum “E’ Natale, buona salute a tutti!” in cui suggerisce idee, ricette e consigli utili per rimanere in forma anche durante le festività di fine anno.

La colazione deve essere un must:  “Anche se si è pieni, è fondamentale non saltare mai la colazione ma semmai farne una più leggera” raccomanda Maria Rosaria D’Isanto,  Biologa Nutrizionista, Specialista in Scienza dell’Alimentazione e presidente dell’Associazione Italiana Nutrizionisti (AINut). Sì al caffè, al tè o una tisana ma senza zuccherare troppo. “Si può prendere il latte o lo yogurt magari parzialmente scremati o magri, ma non bisogna mangiare a colazione il panettone o gli altri dolci natalizi. Meglio fette biscottate, cereali integrali o una fettina di pane” aggiunge l’esperta. Per chi la mattina non ha proprio fame basta anche una spremuta di arance o della frutta fresca.

Raddoppiare la frutta e la verdura: “A pranzo si può mangiare un minestrone o una zuppa di verdure con farro, orzo o riso che oltretutto ci scaldano. Poi si può aggiungere una verdura cruda che fa bene per due motivi: aumenta il senso di sazietà ed è ricca di acqua per cui ci aiuta ad idratarci” consiglia la nutrizionista. Occhio ai condimenti: uno-due cucchiaini di olio per piatto, ma non di più usando con parsimonia anche il sale. A cena si può ripetere lo stesso schema della verdura doppia (sia cruda che cotta) magari preparando una bella insalata ricca in cui mettere anche legumi e frutta. “E’ importante che anche quando si sta attenti alla dieta, non si sacrifichi il gusto perché altrimenti il sacrificio non dura a lungo” suggerisce D’Isanto.

Come secondo, meglio optare per i filetti di pesce. “Si possono cuocere al forno o al cartoccio usando pochissimi condimenti e perciò risultano molto leggeri e facilmente digeribili”. E la carne? “Non va esclusa, ma scelta sempre con il criterio della leggerezza. No alla bistecca, sì alla fettina di girello e alla carne bianca”. Per il pane, scegliere quello semplice (meglio se senza sale) e non più di 50 grammi.

Si sa che l’acqua fa bene quindi meglio abbondare dopo le abbuffate delle feste… ma se l’acqua non piace o dà un senso di pesantezza si può aggirare l’ostacolo bevendo tisane. Soprattutto se il pranzo di Natale ci ha lasciato un po’ gonfi l’ideale è una tisana ai semi di finocchio o ai frutti rossi.

Ottimo anche il movimento, già dal giorno dopo il Cenone, meglio se farlo diventare un momento social… in due o tre si cammina meglio!

Il vero problema post natalizio però sono gli avanzi… chissà perché resta sempre da mangiare per 10 o 15 giorni e per non sprecare si seguitano a ingurgitare quelle calorie d’eccezione che dovevano essere riservate agli esclusivi giorni di festa. Il consiglio è dunque di regolarsi nel fare le spese e nel cucinare in modo che subito dopo senza alcun inutile rimorso si possa dare il via a buon piatto d’insalata o di verdure miste.
 

Disney italia disegna le mascotte di Expo 2015: manca solo il nome!

expo-mascotte-tuttacronacaE’ possibile partecipare anche online, sul sito di Expo, al concorso grazie al quale verrà assegnato il nome ai personaggi mascotte dell’evento milanese del 2015. Il simbolo della manifestazione è composto da undici alimenti, ognuno con la sua storia e le sue caratteristiche, che si uniscono ormando un volto sorridente che richiama le opere di Giuseppe Arcimboldo. Le mascotte sono state disegnate da Disney Italia e presentate a Milano di fronte ad una platea di bambini. Si tratta de: l’aglio, l’anguria, l’arancia, la banana, il fico, il mais blu, il mango, la mela, il melograno, la pera e i ravanelli. Gli alimenti, provenienti da tutto il mondo, avranno il compito di raccontare ed interpretare il tema dell’esposizione: ‘Nutrire il pianeta. Energia per la vita’.

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Terrorizzata dalla frutta e dalla verdura, mangia solo cibo spazzatura

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«Il pensiero di mangiare verdura mi a stare male», queste le parole di Faye Campbell, 21 anni. La ragazza inglese non è un caso isolato, sono infatti sempre più le persone in Gran Bretagna e negli Usa ad avere un vero e proprio blocco psicologico con i prodotti naturali e si rifugiano nel cibo spazzatura. La sua dieta è composta da pane tostato con burro per colazione e hamburger con patatine fritte o pizza alternati tra pranzo e cena. Sono proprio le patate, rigorosamente fritte, ad essere l’unica verdura che la ragazza riesce a mangiare. Faye ha però la fortuna di non ingrassare, almeno fino ad oggi è riuscita a mantenere la sua forma, ma non tutti sono fortunati come lei. Nonostante non ingrassi è comunque un’alimentazione troppo ricca di grassi che a lungo andare può provocare altri problemi: primo tra tutti il colesterolo. La ragazza non riesce nemmeno a sentire l’odore delle verdure al punto da arrivare a non consumare i pasti con la famiglia perché se in tavola ci sono forme vegetali si sente male. La sua è diventata una vera e propria fobia che arriva a volte anche ad influenzare i suoi rapporti sociali: «Una volta un ragazzo mi portò a cena in un bel ristorante, ma siamo dovuti andare a mangiare al McDonalds perché non riuscivo nemmeno ad ordinare una delle pietanze sul menu».

La carne rossa fa male… ma c’è a chi fa ancora più male!

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La scoperta  presentata al meeting annuale della American Society of Human Genetics 2013 in corso a Boston aveva già posto il problema della carne rossa e della frequenza con cui tale prodotto può essere mangiato per evitare che possa causare, se assunto in grandi quantità il rischio del cancro al colon e al retto. Ci sarebbe secondo, quanto hanno evidenziato i ricercatori, un gene, presente in una persona su tre, che aumenta il rischio di cancro in presenza di grandi quantitativi di carne rossa.  Sono stati presi in esame 9.287 pazienti con il tumore e 9117 soggetti sani per studiare 2,7 milioni di sequenze genetiche del Dna. Hanno così visto che nei soggetti portatori di una certa mutazione il rischio tumore associato al consumo di carne è molto più elevato: si tratta della mutazione ‘rs4143094’ in una regione del cromosoma 10 che include anche il gene GATA3, già noto per essere collegato a vari tipi di cancro.

Uno studio poi condotto da Jane Figueiredo dell’Università della California Meridionale, ha messo in evidenza  anche un secondo gene che, al contrario, riduce il rischio di tumore se gli individui portatori consumano tanta frutta e verdura.

In particolare il rischio aumenta se si fa un largo consumo di carni lavorate come le salsicce.

Secondo gli scienziati queste scoperte mostrano come con la genomica si può arrivare a ”prescrivere” delle diete personalizzate per ridurre il più possibile il rischi di certe malattie.

L’alternativa alle patatine fritte, così McDonald’s tenta la strada salutistica

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McDonald’s sentiva la pressione sul collo e ha cercato un’alternativa. Sotto accusa da sempre ci sono le patatine fritte amate e odiate da sostenitori e denigratori del cibo spazzatura. McDonald’s propone oggi i menù con la possibilità di sostituire la confezione di patatine con insalate, frutta e verdura…

Ma non parliamo di svolta salutistica. Basti pensare alle salse dentro il panino per capire che forse è solo un limitare i danni e non un prevenire il colesterolo. Inoltre i Mc Menu così detti “dietetici” saranno inizialmente disponibili solo nel 20% dei fast food McDonald’s di tutto il mondo.

L’annuncio è stato fatto dal Ceo di McDonald’s Don Thompson alla Clinton Global Initiative, la fondazione filantropica globale dell’ex presidente Bill Clinton, lui stesso un fan delle patatine fritte dopo che una serie di problemi di cuore lo costringessero a mettersi a dieta.

 

Shock per frutta e verdura di Fukushima: l’orrore è servito in tavola

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Potrebbe sembrare che qualche scienziato folle si sia divertito a creare nuove specie di frutta e verdura invece sono solo quelle che un blogger ha fotografato due anni fa intorno all’area dell’incidente nucleare di Fukushima. Dai pomodori deformi alle pannocchie unite, fino ad arrivare al mandarino di due colori. Una vera atrocità che lascia percepire il pericolo delle radiazioni sull’agricoltura e sul terreno. Tuttavia c’è anche chi non crede che questa sia un’analisi corretta Timothy Mousseau, un professore di biologia presso l’Università della Carolina del Sud, ha i suoi dubbi. Pur non negando che alcune mutazioni sulle piane ci possano essere state, la correlazione tra le trasformazioni di frutta e verdura come quelle delle fotografie e l’effetto delle radiazioni è ancora tutta da dimostrare.  Intanto la centrale nucleare continua ad avere perdite, l’ultima è di appena qualche ora fa.

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L’Italia sull’orlo del baratro, dopo il default arrivano i rincari.

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La S&P ha messo l’Italia sull’orlo del baratro, lo spread ne ha risentito (anche se secondo gli analisti la colpa è del Portogallo) e nonostante ci siano i riscaldamenti spenti, gli italiani dovranno subire una nuova ondata di rincari. I dati Istat sono negativi: nel mese di giugno l’inflazione ha registrato un aumento pari al 1,2% rispetto allo stesso mese del 2012. Su questa base le associazioni dei consumatori hanno già calcolato che gli aggravi per le famiglie, calcolando un nucleo di 3 persone, vadano dai 400 ai 600 euro su base annua. Un rincaro quindi anche di 50 euro al mese che per molte famiglie possono diventare insostenibili.
Su cosa ci saranno i rincari?
Sale il prezzo dei carburanti, con la verde che tocca il nuovo record di 1,865 al litro. L’aumento ‘alla pompa’ porta il prezzo ai valori più alti dallo scorso 25 marzo.
Sale il carrello della spesa e tocca l’1,7%. A subire i maxi rincari sono soprattutto gli alimenti freschi, in particolare la frutta che in un solo mese, da maggio a giugno, ha subito un rincaro del 6,9%. La Coldiretti lo giustifica con “l’effetto maltempo e nubifragi estivi che ha interessato questa estate”. La verdura fresca così subisce un aumento dell’11%.

Altra spesa che aumenta sono i pacchetti vacanze.  Da maggio a giugno i pacchetti vacanza nazionali sono rincarati del 12,8% mentre quelli internazionali del 6,9%. Stesso discorso per villaggi vacanze e campeggi (+6,6% in un mese). Sempre legati alle ferie degli italiani sono gli aumenti dei trasporti: per gli aerei +5,7% rispetto a maggio e +16,1% rispetto a giugno 2012. Anche i traghetti in un mese sono aumentati del 13,1%; per i treni invece i costi dei biglietti risultano in calo (-2,9% da maggio a giugno; ma rispetto a giugno 2012 la variazione è +3,1%). Proprio per questo motivo, sottolinea Confartigianato, circa 7,8 milioni di italiani dovranno rinunciare alle vacanze estive e altri 23,3 milioni di nostri connazionali andranno al risparmio. In questa spesa rientrano anche hotel, ristoranti e ogni divertimento estivo.

La città più cara è Reggio Calabria con un aumento pari al 2,9% a giugno 2012. A seguire Venezia, Potenza, Bologna e Genova.

Le regole d’oro contro le intossicazioni

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Il caldo è arrivato e el temperature delle ultime ore non hanno lasciato spazio a dubbi, ma è proprio quando le temperature salgono che i rischi alimentari aumentano. Nel mondo le intossicazioni alimentari note sono più di 250 e si manifestano con vari sintomi: dalla nausea alla febbre, dalla disidratazione alle reazioni cutanee. Per combatterle servono poche regole:

  • Fare attenzione a dove si compra la carne. Rivolgersi sempre ai negozi autorizzati per essere certi che la macellazione venga eseguita secondo le norme igieniche in vigore. Inoltre è preferibile la carne ben cotta, perché, come tutti sappiamo, i batteri muoiono ad alte temperature. Fare massima attenzione al barbecue che a volte non  fa cuocere la parte centrale del pezzo di carne. Bisogna essere sicuri che la carne arrivi almeno a 69° C.
  • Anche i pesci necessitano della massima attenzione e il primo avvertimento è sulla freschezza del prodotto. Non tutti sono in grado di riconoscere la freschezza di ogni specie di pesce, è quindi necessario fidarsi della pescheria dove lo si compra. Per mangiarli crudi o poco cotti è necessario andare nei ristoranti in cui è presente l’abbattitore. I batteri del pesce a bassissime temperature muoiono. Se lo si vuole consumare a casa, crudo è meglio parlarne preventivamente con la pescheria di fiducia. Il limone distrugge solo alcuni batteri, ma non tutti quindi non basta cospargere i crostacei di limone per evitare i rischi.
  •  Per la frutta e la verdura è necessario fare attenzione all’acqua con cui vengono lavate. In alcuni paesi è proprio l’acqua ha trasmettere alla verdura i batteri che sono causa poi delle intossicazioni. E’ una buona norma, anche in Italia, d’estate aggiungere all’acqua un disinfettante, anche del bicarbonato, per essere sicuri che si siano uccisi i batteri.
  • Fare attenzione all’acqua, essere certi che sia potabile e al minimo dubbio scegliere quella in bottiglia.
  • Attenzione anche alle uova. Il rischio di salmonellosi in questo prodotto è alto. E’ preferibile sempre mangiarle cotte, inoltre prima di rompere l’uovo sarebbe una buona norma passarlo sotto l’acqua per lavarlo. Attenzione però a non comperare le uova e lavarle prima che vengano usate, lavando l’uovo, infatti, si leva una pellicola che è presente sul guscio che serve invece per una migliore conservazione.
  • Forse non tutti sanno che uno dei prodotti a maggior rischio è il gelato. La prima regola è la conservazione e la data di scadenza.  Mai ricongelare un gelato squagliato.
  • Fare attenzione ai dolci soprattutto quelli a base di creme e e uova che andrebbero consumati entro 1 o 2 giorni.

Per evitare le intossicazioni bisogna stare attenti all’igiene, alla cottura e ai negozi dove la si acquista. Bastano poche attenzioni per non rovinarsi la vacanza!

Hannah, la bambina che sfidò McDonald’s

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Una volta era “I bambini guardano”, ora, almeno in America, si può affermare che “I bambini insegnano”. Il futuro degli Stati Uniti, viste le premesse, sembra essere roseo. Basti l’esempio di Asean Johnson, un bambino di nove anni di Chicago che aveva chiesto al suo sindaco di non chiudere la sua scuola: detto, fatto. Adesso è il turno di un’altra bambina, della stessa età e della stessa città, di redarguire gli adulti. Hannah Robertson ieri ha avuto il coraggio di fare quello che pochi adulti arrischierebbero: salire sul palco all’assemblea degli azionisti di McDonald’s e prendere la parola. La bambina si è infatti rivolta all’amministratore delegato intimando: “Smettetela di prendere in giro i bambini proponendogli di mangiare cibo a tutte le ore”. La piccola è la dimostrazione che buon sangue non mente, è infatti figlia della blogger Kia Robertson, famosa per le sue spiegazioni su come scegliere alimenti salutari per i figli, presente in quanto inviata all’assemblea, assieme ad altre persone, dalla Corporate Accountability International, una non-profit che si occupa di alimentazione, salute e controllo dei comportamenti delle multinazionali. Certo, McDonald’s ha provato a “giustificare” il proprio operato, “Vendiamo moltissima frutta e verdura e cercheremo di venderne ancora di più”. Ammettendo poi, con Hannah, che è stata “coraggiosa”. Del resto la Corporate Accountability International da anni fa pressione al colosso americano sostenendo che sia una delle principali cause dell’obesità tra i bambini e gli adolescenti, ma ancora non riesce ad influenzare la mentalità dei vertici.

L’Arcimboldo australiano gioca con le bambole!

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Incastri di braccia e di gambe, pezzi di bambole assemblate per comporre facce e per fare arte con un puzzle di plastica intrecciata. Lui è Freya Jobbins e le sue opere si chiamano “Teste Composte”. L’artista ha deciso di abbandonare frutta e verdura per dedicarsi unicamente a questo esercito di pezzi plastici che possano dar vita alla nuova “faccia” dell’arte che riprende il passato per rielaborarlo con materiali moderni e plasmarlo alle esigenze del mondo attuale.

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Mettete i (cavol)fiori nei vostri cannoni!

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Fra arte contemporanea, gusto green e autentica provocazione d’autore l’artista giapponese Tsuyoshi Ozawa porta avanti il progetto Vegetable weapons da almeno una dozzina d’anni. Dal 2001, infatti, viaggia per il mondo immortalando giovani donne che sfoderano pistole e fucili confezionati esclusivamente utilizzando frutta, verdura e pochi altri cibi.

L’aspetto curioso – dove la creatività si sposa al simbolismo e all’impegno, anche nei confronti del concetto di sostenibilità ambientale – è che ciascuna è chiamata a costruire il proprio armamentario con prodotti locali, tipici della zona e del Paese in cui vive. Realizzato lo scatto – spesso ambientato in luoghi simbolici, magari proprio rovine di guerra o zone abbandonate delle varie metropoli – il progetto da artistico prende una svolta e si fa decisamente social: mitragliatori al porro e peperoni, bazooka cappuccina e verza, semiautomatiche ai broccoli e pomodoro vengono smontati e gli ingredienti cucinati in un pasto che la fotografa nipponica consuma insieme alle sue improvvisate modelle.

Promuovere la pace con piglio ironico, questa l’idea di fondo, ma con una ricerca artistica altrettanto seria, perfino filosofica, vista la trafila che ogni serie di immagini si porta dietro. “ Ozawa combina incontri fortuiti della vita quotidiana, situazioni e materiali per realizzare lavori che guidano l’attenzione verso idee e temi centrali per la vita sociale e politica di quei Paesi”, ha scritto di lei la Queensland Art Gallery di Brisbane, in Australia – sfrutta i suoi scatti per discutere di conflitti, guerra e ingiustizie. Insomma, l’arte come dialogo”. E stimolo, aggiungiamo. Nata nel 1965 a Tokyo, la Ozawa – che non è nuova a progetti così trasversali – ha un curriculum di tutto rispetto: ha esposto non solo in Asia ma in mezzo mondo. Dalla stessa Tokyo alla Asian Fine Arts Factory di Berlino passando per l’Olanda, Los Angeles e Vienna. La Tsuyoshi “ ha dimostrato che utilizzando gli stessi ingredienti che si usano per un piatto o uno stufato si può realizzare una scultura di un fucile d’assalto. Immaginate Giuseppe Arcimboldo imbracciare un Ak-47”, ha detto di lei il critico statunitense Doug MacCash.

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C’è bio e bio! Occhio a cosa acquistiamo… la truffa è sul bancone!

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Neanche la ‘spending review’ frena in Italia la crescita delle esportazioni e del consumo dei prodotti biologici, più cari ma non sempre o non totalmente naturali come si potrebbe pensare. Secondo le stime fornite dalla CIA (Confederazione Italiana Agricoltori), sulla base di dati ISMEA (Istituto dei Servizi per il Mercato Alimentare), nel 2011 l’incremento dei prodotti bio sulle tavole è stato di quasi il 9%, favorendo la scalata del nostro Paese sul più alto gradino del podio in tema di commercializzazione in Europa. Per migliorare la qualità dei prodotti bio, stimolare la domanda e certificare la qualità degli alimenti la Commissione UE ha aperto una consultazione pubblica on-line, attiva fino al 10 aprile prossimo, in cui dire la propria sulla normativa, misure, richieste, decisioni da adottare per il futuro.

Sulla necessità di aumentare il rigore sulle norme UE per i prodotti e le bevande biologiche e di rafforzare la fiducia dei consumatori sulle proprie scelte alimentari, trova tutti d’accordo. Non sempre acquistare la qualità è così facile o scontata, complice da un lato il flusso crescente di informazioni a disposizione sui prodotti, i processi di produzione e le filiere di provenienza e dall’altro gli scandali del settore agro-alimentare che vanno dalle mozzarelle blu di qualche tempo fa fino alla recentissima carne di cavallo nelle lasagne surgelate. «Questi sono solo alcuni degli aspetti – spiega il Professor Giacinto Miggiano, Direttore del Centro Nutrizione Umana, Università Cattolica, Roma – che hanno innalzato l’attenzione verso la qualità dei prodotti, compreso quelli biologici. Da qui la decisione di rilevare con una indagine la sensibilità dei consumatori verso questi prodotti, conoscere le loro opinioni, i comportamenti alimentari e le preferenze». Oggi oltre il 53% delle famiglie italiane consuma sia prodotti naturali sia tradizionali e poco più del 2% esclusivamente cibi da agricoltura bio. «Perché un prodotto sia definito tale – continua il nutrizionista – occorre che almeno il 95% degli ingredienti provenga da culture naturali, nelle quali si faccia basso uso di prodotti chimici di sintesi, quali fertilizzanti, pesticidi, additivi e medicinali e che gli organismi geneticamente modificati (OGM) non siano entrati neppure accidentalmente nella catena alimentare biologica».

Let’s move!

Michelle Obama va in tour per celebrare il terzo anno della sua campagna ‘Let’s Move’ contro l’obesita’ infantile. La First Lady sara’ in giro per due giorni, dal 27 al 28 febbraio con tappe in Mississippi, Illinois e Missouri per mostrare i progressi fatti tramite la campagna lanciata il 9 febbraio di due anni fa. Dal 2010, grazie alla legge ‘Hunger Free Kids’, 32 milioni di studenti mangiano più frutta, verdura e alimenti a basso contenuto di grassi.

Frutta e verdura tutti i giorni… in 4 mesi via la cellulite!

MA DIVIETO ASSOLUTO A LATTE, BISCOTTI, PANNA, ZUCCHERI, CONGELATI E PRECOTTI.

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