Nel Napoletano si tingono di rosso i Regi Lagni

acque-rosse-tuttacronacaA Marigliano, in provincia di Napoli, i Regi Lagni, l’antico canale borbonico di ponte Lagnola si è tinto di rosso a causa delle vernici mentre l’aria attorno è diventata irrespirabile. Sono stati i residenti a lanciare l’allarme che ha fatto sì che i carabinieri intervenissero immediatamente effettuando attenti controlli. E’ stata allertata anche l’Arpac e sul posto sono giunti il corpo di guardia forestale e le guardie ecologiche del Gre, coordinate da Michelangelo Mocerino. I controlli sono scattati per risalire alla causa che ha determinato quella strana colorazione delle acque e, a seguito del sopralluogo, è stato scoperto che il liquido rosso proveniva da un collettore industriale collegato abusivamente al lagno. I sospetti ricadono su un’azienda che si trova a poche centinaia di metri dal canale che attraversa le campagne della frazione Lausdomini. Una situazione veramente allarmante che ha fatto scattare lo stato di emergenza in una zona assediata quotidianamente dagli sversamenti abusivi. Ora si attendono i risultati dell’Arpac e delle indagini dei carabinieri.

Discarica a cielo aperto a ridosso del Parco Nazionale del Vesuvio: esalazioni tossiche

napoli_parco_vesuvio-tuttacronacaA San Giuseppe Vesuviano, nel Parco Nazionale del Vesuvio, il Corpo forestale dello Stato ha scoperto una vasta area, oltre 2.500 metri quadri, utilizzata per lo stoccaggio di rifiuti che emanano esalazioni velenose. Il corpo Forestale riferisce che: “La discarica a cielo aperto in località Vasca di Pianillo, a ridosso dell’area protetta è stata individuata proprio a causa delle forti emissioni tossiche sprigionate dai rifiuti accumulati nel corso del tempo”. E ancora: “Queste esalazioni non solo mettono in pericolo l’habitat delle specie animali e vegetali del Parco Nazionale del Vesuvio, ma possono causare gravissimi danni alla salute dei cittadini”. Le indagini, che sono tuttora in corso, erano scattate a seguito dell’emergenza dei roghi dei rifiuti tossici in Campania e del grave impatto ambientale che questi hanno sull’intera collettività. Preosegue ancora la Forestale: “A San Giuseppe Vesuviano la situazione è ancora più grave in quanto si tratta di un sito di stoccaggio non ancora bonificato”. Come riporta Repubblica, l’operazione odierna rientra tra quelle effettuate dalla Forestale per la tutela ambientale del Parco Nazionale del Vesuvio, per “rendere più vivibile una zona che per anni è stata gravemente danneggiata”. L’intervento è stato condotto dal personale del Coordinamento Territoriale per l’Ambiente di San Sebastiano al Vesuvio del Corpo forestale dello Stato con l’ausilio dell’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale in Campania (Arpac) e “ha lo scopo di risalire ai responsabili dello scempio ambientale, al motivo della mancata bonifica di tale sito e soprattutto ha l’obiettivo di mettere in atto le necessarie misure per la messa in sicurezza dell’intera area per salvaguardare l’ambiente e la salubrità dell’aria” conclude il Corpo Forestale dello Stato.

Sequestrati ortaggi pronti alla vendita nella Terra dei Fuochi

terra-dei-fuochi-ortaggi-tuttacronacaBlitz degli agenti del corpo forestale dello Stato di Napoli, diretto dal generale Sergio Costa, oggi a Caivano, nel Napoletano, durante il quale sono stati sequestrati 13 pozzi irrigui e 15 fondi agricoli. L’operazione ha interessato 430mila metri quadrati di campagna tra la famigerata zona Sammereto e quella di Pascarola, al centro dell’area flagellata dalla presenza di rifiuti tossici, la cosiddetta Terra dei fuochi. Dalle analisi sui campioni prelevati dai pozzi, è emersa la presenza di sostanze considerate altamente tossiche e nocive per l’ambiente e la salute umana. Il provvedimento di sequestro preventivo d’urgenza è scattato nell’ambito di una indagine coordinata dalla Quinta Sezione reati ambientali della Procura di Napoli, ed è stato eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria del Corpo Forestale del comando provinciale di Napoli. Grazie alle analisi effettuate, è stato accertato il superamento dei limiti di concentrazione della soglia di contaminazione delle acquee sotterranee in relazione a diverse sostanze: triclorometano, arsenico e solfati. Il reato per il quale si procede è quello di avvelenamento di acque destinate all’alimentazione: sulla maggior parte dei terreni sequestrati c’erano coltivazioni di cavolfiori, broccoli, verze, finocchi, cicoria e zucchine la cui raccolta era imminente o in atto; la restante parte era pronta per essere seminata a spinaci o per la coltivazione di prodotti ortofrutticoli comunque destinata all’alimentazione umana. Con il sequestro di oggi sale a 600mila metri quadrati il totale dei campi coltivati sequestrati a Caivano.

106 cuccioli salvati: un furgone li stava trasportando in Spagna

cuccioli-salvati-tuttacronacaUna nota della Forestale ha informato che sono stati salvati 106 cuccioli che erano stipati in 60 gabbiette, delle dimensioni di una quarantina di centimetri, all’interno di un furgone proveniente dalla Bulgaria e diretto a Barcellona che stava percorrendo la A4. I due ungheresi che conducevano il mezzo sono stati identificati e denunciati per maltrattamento di animali, poiché molti dei cuccioli salvati presentavano evidenti traumi, frode in commercio, uso di documento falso e traffico illecito di animali da compagnia. I cuccioli, labrador, chihuahua, pitbull e pastori tedeschi, di età compresa tra le sei e le otto settimane, erano sprovvisti dei documenti necessari per il trasporto e la compravendita e ora sono stati affidati a una struttura protetta per lo svezzamento. L’operazione è stata condotta dal personale della stazione di Portogruaro del Corpo forestale dello Stato e dal personale del Cites di Trieste, in collaborazione con la Polizia stradale di San Donà di Piave.

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Un cerbiatto salvato da due ragazzi e curato in ospedale nel perugino

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Erano diretti verso San Casciano dei Bagni i due ragazzi romani che durante la notte hanno trovato sul ciglio della strada un cerbiatto ferito. Si sono fermati per soccorrerlo e hanno iniziato disperatamente a cercare una clinica veterinaria o un veterinario che potesse prestare aiuto all’animale. Dopo due ore di ricerche i due ragazzi disperati ed esausti hanno fatto rotta all’ospedale di Città della Pieve, nel perugino e hanno chiesto aiuto al personale del pronto soccorso. I medici si sono messi immediatamente a disposizione e hanno medicato l’animale, rifocillato e poi messo in una scatola nell’attesa che la Guardia Forestale lo prendesse in custodia per trasferirlo in un centro di cura specializzato.

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