I nostri 7 giorni: un saluto alla settimana, pronti ad accogliere la prossima!

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E’ stata una settimana dove ci hanno colpiti gli addi. Sette giorni di saluti e ricordi e la certezza che alcune persone, in realtà, non se ne andranno mai. Ne è esempio Don Gallo, il prete di strada che ci ha insegnato così tanto, anche a cantare O Bella Ciao in chiesa, perchè in fin dei conti non è vero che “tutto è uno”? Ecco allora che vengono annullate le distanze e le differenze, non c’è alto o basso, c’è, forse, solo la bellezza e la sincerità di quegli ultimi che lui tanto amava e che la società non è in grado di vedere con gli stessi suoi occhi. L’abbiamo salutato, pur sapendo che non è un addio: non c’è un “per sempre” quando ti separi da una persona che ha dato e insegnato tanto. Ma prima di lui se n’è andato anche il surfer Andrea La Cava, tra le onde che amava tanto da trasferirsi per poterle solcare ogni volta avessero fatto capolino sul lungomare toscano. Perchè quando hai una passione, un amore vero, fai di tutto per viverlo appieno. Se ci si ascolta, e lo si sa ascoltare, c’è sempre un sogno da seguire e inseguire, un desiderio che ti dà la forza di compiere grandi imprese e superare ogni avversario, ogni difficoltà, la natura stessa con tue sole forze. Ce l’ha dimostrato Vincenzo Nibali con la sua spettacolare conquistta delle Tre Cime di Lavaredo, impresa che resterà impressa a lungo.

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Chi al suo sogno è stato strappato troppo presto, invece, è stato il regista Nicola Rondolino, che oltre ai suoi lavori ci ha regalato anche uno sguardo nuovo sul cinema giapponese, grazie alla sua partecipazione al Torino Film Festival, di cui curava la sezione. Purtroppo le giornate hanno anche la pennellata di nero, con quella cronaca che parla di vite spezzate, di violenza, di mistero. Quello che ci ha colpiti è stata la morte, crudele e barbara, della giovane Fabiana Luzzi, che il suo fidanzato ha bruciato mentre era ancora in vita, con un gesto che denota l’incapacità non solo di amare ma anche di vivere: nessuna gelosia può nè potrà mai giustificare una simile atrocità. Ma altre ferite sono ancora aperte, come la morte di Roberta Ragusa: nuovi testimoni, ma ancora nessuna certezza nè giustizia per lei. Ma tante domande ci sono ancora anche riguardo la morte della piccola Sarah Scazzi, mentre nuovi dettagli del processo che ha portato alla condanna all’ergastolo per Cosima e Sabrina vengono resi noti. Ma la violenza non è un’esclusiva italiana: anche Londra piange i suoi morti, come il soldato Lee Rigby, barbaramente massacrato da Michael Adebolajo. A cosa ci possiamo ancora aggrappare? Alla speranza in un futuro migliore sembra difficile, considerata la riforma delle pensioni che sta arrivando. Ci si distrae un po’ con le vite dei vip, anche quando compiono un gesto di coraggio come quello di Angelina Jolie, alla cui mastectomia è stato dedicato anche un quadro. Oppure ci regaliamo un po’ di gossip, curiosando nelle vite private altrui, come quella di Emma, che ha festeggiato il compleanno con un nuovo amore. A volte è per prendere esempio, altre per imparare a non mollare mai, a continuare a credere e sperare, a capire che quel buio in cui a volte ci sentiamo immersi non è altro che la terra in cui il seme di un magnifico fiore si sta riposando prima di sbocciare per regalarci nuova gioia. Perchè noi alla speranza, nonostante tutto, ci teniamo aggrappati, la teniamo per mano così come fanno i due dolcissimi gemellini neonati.

GOOD NIGHT, AND GOOD LUCK!

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Londra violenta: un altro uomo accoltellato

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Skynews ha reso noto che un altro uomo sarebbe stato accoltellato a Woolwich, dove degli estremisti islamici britannici di origine nigeriana hanno ucciso, nei giorni scorsi, il soldato Lee Rigby. L’aggressione ha infatti avuto luogo a soli 300 metri rispetto a dove Rigby è stato accoltellato mercoledì e dove ancora si trovano i fiori lasciati da tutti coloro che hanno pianto per la sua tragica fine. Sky, citando fonti della polizia, riferisce che non è ancora chiaro se esista un legame tra i due episodi. Un fatto simile era avvenuto anche ieri, a Parigi, dove a subire un’aggressione è stato un soldato francese.

Nel frattempo, oggi è stato effettuato il quarto arresto per quel che riguarda l’omicidio del soldato: un 22enne è stato fermato dagli agenti dell’antiterrorismo inglese nel nord di Londra. Con le stesse accuse erano già stati arrestati altri tre uomini ieri sera.

Uno dei killer di Londra aveva un conto in sospeso?

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Michael Adebowale, uno dei killer di Londra, 5 anni fa fu vittima di un accoltellamento molto serio. Era il 2008 e Adebowale aveva appena 16 anni ed era a casa di amici afghani quando arrivò Lee James, un britannico 32enne che con il pretesto di comprare della droga si era recato presso l’appartamento. Uno dei ragazzi afghani fu fatto a pezzi e gli altri due tra cui Adebowale feriti gravemente.

I fatti sono già stati accertati dai tribunali britannici e raccontano di un Adebowale sedicenne (ora ha 22 anni, mentre il suo complice Adebolajo, 28) che nel 2008 è stato ferito gravemente a coltellate. A ferirlo il britannico Lee James, allepoca di 32 anni, che con il pretesto di comprare della droga si era recato presso l’appartamento di due sedicenni di origine afghana, amici e coetanei di Adebowale e aveva finito per ucciderne uno, ferire gravemente il nostro e in maniera meno grave il terzo. Lee James, ex lottatore, al processo ha dichiarato che Adebowale e i gli altri due erano membri di al Qaeda e progettavano attentati. La difesa sostenne che James durante l’aggressione era sotto l’ilflusso di una psicosi indotta dalle droghe. La violenza chiama violenza e ciò che appare strano è la coincidenza del nome, che se fosse accertato che gli aggressori conoscevano il nome della vittima Lee Rigby, allora si potrebbe ricondurre l’attentato alla vendetta… anche le armi usate sono simili a quelle usate da Lee James, armi bianche… e se Michael avesse solo dato sfogo a quell’odio scattato nella testa di un ragazzino di 16 anni che ha visto fare a pezzi un suo amico, ferirne un altro e  rimanere lui stesso vittima di un agghiacciante accoltellamento?

 

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