Aereo dirottato su Sochi! Lo bloccano a Istanbul

sochi-aereo-dirottato-tuttacronacaSono i media ucraini a rendere noto che un aereo turco, partito da Kharkiv, in Ucraina, sarebbe stato costretto ad atterrare ad Istanbul dopo un tentativo di dirottamento da parte di un passeggero ucraino che, secondo fonti non confermate,  avrebbe voluto dirottare il volo a Sochi dove oggi si sono aperte le Olimpiadi invernali e dov’è in corso la cerimonia d’apertura. E’ stata l’aeronautica militare turca a costringere il velivolo ad atterare. I media turchi hanno riportato che il passeggero avrebbe minacciato di far esplodere una bomba se l’aereo, con a bordo 110 persone, non si fosse diretto a Sochi, in Russia. Anche in questo caso non ci sono conferme ufficiali

L’ideatore dell’11 settembre cambia idea: ripudia la violenza

11settembre-tuttacronacaLui è Khalid Shiekh Moahammed e ha ideato gli attentati dell’11 settembre 2001 che costarono la vita a oltre duemila americani. Nel supercarcere di Guantanamo dal 2006, Ksm, com’è noto negli ambienti dell’intelligence Usa, in attesa di sentenza, sembra aver mutato le sue convinzioni e ora ha affermato che l’uso della forza per convertire chi non è di religione islamica è sbagliato (ed è il Corano a vietarla. Al centro di un processo militare alla fine del quale potrebbe essere condannato alla pena di morte, Ksm (come è conosciuto negli ambienti dell’intelligence Usa) ha deciso di  esporre la sua idea in una sorta di manifesto di 36 pagine presentato alla corte e visionato dall’Huffington Post. Nel Manifesto, il recluso afferma di voler convertire alla religione islamica giudici, avvocati e carcerieri, ma ripudiando l’uso della violenza. Quando giunse a Guantanamo, durante i primi interrogatori, sostenne che ”il più grande dovere religioso è combattere gli infedeli”. Oggi Ksm – 50 anni, nato in Kuwait ma che ha frequentato il college in North Dakota – spiega come la conversione può essere perseguita solo con la persuasione e con la riflessione teologica. E spiega: ”La verità non può mai essere raggiunta con i muscoli e con l’uso della forza, ma ricorrendo alla ragione e alla saggezza”. Parole che arrivano dalla stessa persona che nel 2007 affermò di aver decapitato personalmente (con la mia ”santa mano destra”, disse) il giornalista americano, Daniel Pearl. Ksm in anni di interrogatori è stato più volte torturato dalla Cia, in particolare con la tecnica del ‘waterbording’ a cui sarebbe stato sottoposto centinaia di volte.

Esplode un bus in Russia: si pensa a un attacco terroristico

esplosione-russia-tuttacronacaE’ Russia Today a riportare la notizia di un’esplosione occorsa in un bus a Volgograd, a mille km da Mosca, in Russia. A causarla, da una prima ricostruzione, un ordigno di cui sono stati trovati frammenti: si tratterebbe quindi di un attacco terroristico. Sono almeno 5 le persone morte mentre 20 sono rimaste ferite. Tra queste, sette si trovano in condizioni critiche. Sul mezzo, erano presenti 40 passeggeri. Una fonte delle forze dell’ordine ha riferito all’agenzia Interfax: “Secondo i dati preliminari, un ordigno esplosivo sconosciuto era stato posizionato dentro l’autobus, è per questo che un atto terroristico può essere visto come una delle possibili cause della esplosione”.

Turisti uccisi in Pakistan… paura ad alta quota.

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Attacco notturno in Pakistan dove un commando ha ucciso dieci stranieri (di nazionalità cinese, ucraina e russa) che stavano trascorrendo le ferie presso un hotel della regione del Kashmir, nella regione che i pakistani chiamano Gilgit-Baltistan. Gli uomini armati sono fuggiti prima dell’arrivo della polizia. Secondo le fonti locali «l’incidente è avvenuto subito dopo la mezzanotte, quando sconosciuti terroristi hanno fatto irruzione nell’hotel sparando ai turisti che vi si trovavano». Un atto di terrorismo in piena regola, che getta ancora una volta il panico in Pakistan. L’attacco è poi stato rivendicato dai talebani e in particolare dal movimento estremista islamico Jandullah. Il portavoce del movimento, Ahmed Marwat, ha detto: «Abbiamo realizzato l’attacco perchè i turisti erano degli infedeli e nemici dei musulmani». Ancora un atto di intolleranza nei confronti dei turisti che ogni anno vanno in vacanza in Pakistan per scalare le vette più alte del mondo. Un danno anche economico all’industria alberghiera che sempre più spesso subisce atti di terrorismo che allontanano i clienti da uno dei luoghi che potrebbe davvero essere un paradiso per alpinisti e appassionati di trekking.

 

Attacco terrostico in Pakistan: preso di mira un autobus di studentesse

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Un attacco terroristico ha seminato morte e disperazione a Quetta, in Pakistan, provocando almeno 23 morti oltre ai quattro quattro militanti uccisi dalle forze di sicurezza. Nella mattinata un ordigno, collocato su un autobus dell’Università femminile Sardar Nahadur Khan, è stato fatto detonare provocando una strage fra le studentesse a bordo, uccidendone 14 e ferendone gravemente altre 19. Il forte scoppio ha causato anche gravi danni nelle vicinanze e provocato un incendio che ha distrutto il mezzo. “Le vittime – ha confermato il capo della polizia di Quetta, Mir Zubair – sono tutte studentesse che stavano tornando a casa”. Subito è scattato un piano d’emergenza, sono intervenute le forze di sicurezze e i soccorritori e i feriti sono stati trasportati nel vicino ospedale, il Bolan Medical Complex. Poco dopo, un commando armato di cui facevano parte anche due kamikaze ha fatto irruzione nei locali dell’ospedale, iniziando a sparare per raggiungere l’area della rianimazione. In questo frangente, un attentatore si è fatto esplodere nei pressi di alcuni militari della sicurezza. Le unità speciali pachistane hanno nel frattempo circondato l’edificio posizionandosi anche sui tetti, mentre un elicottero sorvolava la zona. Anche il secondo kamikaze si è poi fatto esplodere, uccidendo quattro militanti e catturandone vivo un quinto. Infine, le teste di cuoio sono riuscite ad avere la meglio. A rivendicare il gesto i guerriglieri del Lashkar-e-Jhangvi, movimento legato ad Al Qaida che ha ripetutamente colpito in Pakistan la comunità sciita di etnia Hazara.

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Un principe nel mirino? Rafforzate le misure di sicurezza a Harry

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Il principe Harry  è nel mirino degli islamici? A quanto si apprende Sunday Mirror un uomo, subito dopo l’uccisione del soldato Lee Rigby, si sarebbe consegnato alla  polizia di Hounslow, ovest di Londra, confessando la sua intenzione di voler uccidere il principe Henry. Ashraf Islam, 30enne convertito all’Islam, in precedenza si chiamava Mark Townley.  L’uomo è senza fissa dimora, è in custodia in attesa di processo ed è già stato incriminato per il reato che in Inghilterra tutela l’incolumità delle persone. Al momento  Ashraf Islam rischia fino a 10 anni di carcere. Temendo che l’incolumità del principe potesse essere a rischio a Henry, subito dopo l’attentato al soldato inglese, erano state rafforzate le misure di sicurezza, anche perché in passato aveva ricevuto minacce dai talebani.

Uno dei killer di Londra aveva un conto in sospeso?

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Michael Adebowale, uno dei killer di Londra, 5 anni fa fu vittima di un accoltellamento molto serio. Era il 2008 e Adebowale aveva appena 16 anni ed era a casa di amici afghani quando arrivò Lee James, un britannico 32enne che con il pretesto di comprare della droga si era recato presso l’appartamento. Uno dei ragazzi afghani fu fatto a pezzi e gli altri due tra cui Adebowale feriti gravemente.

I fatti sono già stati accertati dai tribunali britannici e raccontano di un Adebowale sedicenne (ora ha 22 anni, mentre il suo complice Adebolajo, 28) che nel 2008 è stato ferito gravemente a coltellate. A ferirlo il britannico Lee James, allepoca di 32 anni, che con il pretesto di comprare della droga si era recato presso l’appartamento di due sedicenni di origine afghana, amici e coetanei di Adebowale e aveva finito per ucciderne uno, ferire gravemente il nostro e in maniera meno grave il terzo. Lee James, ex lottatore, al processo ha dichiarato che Adebowale e i gli altri due erano membri di al Qaeda e progettavano attentati. La difesa sostenne che James durante l’aggressione era sotto l’ilflusso di una psicosi indotta dalle droghe. La violenza chiama violenza e ciò che appare strano è la coincidenza del nome, che se fosse accertato che gli aggressori conoscevano il nome della vittima Lee Rigby, allora si potrebbe ricondurre l’attentato alla vendetta… anche le armi usate sono simili a quelle usate da Lee James, armi bianche… e se Michael avesse solo dato sfogo a quell’odio scattato nella testa di un ragazzino di 16 anni che ha visto fare a pezzi un suo amico, ferirne un altro e  rimanere lui stesso vittima di un agghiacciante accoltellamento?

 

Ecco il video del massacro di Londra!

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Ecco il video della sparatoria tra i presunti terroristi e la polizia. Michael Adebolajo si lancia contro l’auto della polizia armato con i coltelli, mentre l’altro killer, identificato come Michael Adebowale, 22 anni, di  Greenwich, sudest di Londra, punta una pistola contro gli agenti. A questo punto i poliziotti sparano e gli assalitori finiscono a terra.

Chi era il soldato ucciso a Londra? Era un reduce dell’Afghanistan.

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Drummer Lee Rigby, 25enne di Manchester, era in forza  secondo battaglione del Royal Regiment of fusiliers. Per tutti era “Riggers”, colui che riesce a muovere oggetti molto grandi. Un soprannome che lo identificava per la sua disciplina che si accordava però a un carattere estroverso e spiritoso. Era anche un papà di un bambino di 2 anni, Jack. Si era arruolato nel l 2006 e nel 2009 aveva prestato servizio in prima linea in Afghanistan. Sopravvissuto alla guerra, ma non al gesto estremo di due uomini forse in cerca di un personale momento di gloria, più che di un vero e proprio gesto terroristico. Agghiacciante, tremenda e ancora senza una vera motivazione la morte del soldato che si è trovato nel posto sbagliato, nel giorno peggiore della sua vita.

“È l’omicidio senza senso di un soldato che serviva fedelmente il suo esercito – ha commentato il segretario alla difesa, Philip Hammond – Tutti i nostri pensieri sono con la sua famiglia e con quanti devono fare fronte a questa terribile perdita. Questo ci ricorda quanto siamo vulnerabili, ma anche che non dobbiamo farci intimidire da questo tipo di atti terroristici”.

Chi è l’assassino di Londra? L’altra verità su Michael Adebolajo

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Chi è l’assassino di Londra? Chi è l’uomo che ha shockato il mondo intero con una decapitazione quasi in diretta? Si chiama Michael Adebolajo. E’ nato a Lambeth, un quartiere centrale di Londra, situato nella parte nord ovest della città. Lambeth significa ‘luogo di approdo per agnelli” e drammaticamente nella vita di Adebolajo, l’agnello è diventato un militare. La famiglia del 28enne è cristiana di origini nigeriane. Michael si è però convertito all’Islam nel 2003 e da allora ha frequentato fino a due anni fa Al Muhajiroun, un’organizzazione musulmana spesso al centro di molte polemiche molto estremiste, anche se  l’organizzazione non è stata mai  coinvolta in atti di terrorismo.

La ricostruzione dell’esecuzione avvenuta ieri a Londra a qualche ora di distanza appare sotto una lente diversa. Il 28enne è stato definito dal ex leader dell’organizzazione, Anjem Choudary, un ragazzo gentile e cordiale che non aveva mai dato segni d’estremismo, ma lo stesso Anjem, ricordiamo che fa parte di un gruppo che proprio per le sue ideologie è stato messo al bando.

Michael insieme a un altro giovane (di cui ancora non è stata resa nota l’identità) ha attaccato e ucciso un soldato britannico in mezzo alla strada e poi si è lasciato fotografare mentre conversava con i passanti ancora con le mani insanguinate dal folle gesto che aveva appena commesso. E’ stata una poliziotta che intervenuta sul posto lo ha neutralizzato sparandogli alle gambe… il suo amico era già suicidato facendosi esplodere in mano un vecchio revolver.

Quali sono state le maggiori inesattezze?

Adebolajo non aveva nessun machete, “solo” coltelli da macellaio, uno lungo e una piccola mannaia.

Non hanno decapitato la vittima. La stessa donna che ha soccorso il militare afferma che nessuno neppure ci aveva provato a tagliare la testa, lo avevano “semplicemente” giustiziato.

Perché classificare un omicidio come un atto di terrorismo? Forse perché i due ragazzi dopo l’omicidio sono rimasti sulla strada a spiegare ai passanti il loro gesto delirante, hanno fornito motivazioni politiche che potevano ricondurre il gesto all’interno di una gamma di spiegazioni spesso addotte dai terroristi. Ma può bastare questo per classificare un gesto? Di solito i terroristi sono freddi e lucidi, cosa che che i ragazzi di ieri non sembravano affatto. Hanno schiantato prima l’auto contro un palo e poi aggredito un uomo… Era veramente premeditato il gesto? Può essere che sia stato un gesto folle che si è voluto strumentalizzare da parte dei media britannici  per equilibri di politica interna e di irrigidimento della normativa sul terrorismo? Può essere che Londra ha paura? Che quella maratona di Boston abbia anche creato un clima di terrore fra gli inglesi e che, ora, ogni gesto criminale e folle voglia essere classificato come terrorismo?

A colpi di macete a Londra… muore così un uomo. Militare?

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E’ un militare la vittima dell’attacco terroristico di matrice islamica su cui sta indagando la polizia britannica. Intanto il premier britannico Cameron ha chiesto lo stato di crisi del governo e secondo le prime indiscrezioni, gli aggressori avrebbero colpito la loro vittima, rimasta decapitata, al grido di  “Allah Akbar”.
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Intanto a Londra si spara e sono stati due sospetti a rimanere feriti sotto i colpi della polizia. Sembra anche che gli aggressori della vittima abbiano chiesto ai passanti di essere fotografati… un dato agghiacciante!
Video destinato a un pubblico adulto.

Ambasciata francese in Libia nel mirino: attentato

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L’ambasciata francese a Tripoli in Libia ha subito, alle 7 di questa mattina, un attentato. L’esplosione di un’autobomba ha ferito due guardie della sicurezza oltre a danneggiare gravemente l’edificio e distruggere una parte del muro di cinta. Coinvolte anche due auto, parcheggiate nei pressi della sede diplomatica, che dopo aver preso fuoco sono rimaste carbonizzate. Da Parigi. il ministro degli Esteri Laurent Fabius, dopo aver condannato “l’atto odioso”, ha garantito che “i servizi dello Stato ce la metteranno tutta per far luce sulle circostanze di questo attentato e perché i suoi autori siano rapidamente identificati”. Anche il ministro degli Esteri libico ha espresso la sua riprovazione per “un atto terroristico nei confronti di un Paese fratello che ha sostenuto la Libia durante la rivoluzione”.

Sventato attacco terroristico tra Usa e Canada. Poteva essere strage.

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Una settimana fa il tragico attentato di Boston, ora la polizia canadese in collaborazione con l’Fbi sventa un attentato che due terroristi, legati alla cellula di Al Qaeda stavano progettando alle ferrovie tra Usa e Canada. I  due, identificati come Chiheb Essenghaier e Raed Jaser, avevano preso di mira un treno passeggeri che collega Toronto con New York. Ancora da accertare se i due arrestati progettavano di minare i binari in modo da far esplodere il treno e farlo deragliare o se volessero proprio far esplodere il treno minando alcune carrozze.  La polizia era sulle loro tracce da oltre un anno: gli investigatori li avevano messi sotto stretta sorveglianza da oltre dodici mesi in Quebec e in Ontario. Nessun collegamento con i due fratelli ceceni accusati dell’attentato alla maratona di Boston.

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