Api stressate? Moria in California e prezzi alle stelle per le mandorle

cupcake_apeLa mortalità invernale delle api californiane è una realtà nota, ma se negli ultimi sette anni era incrementata passando dal 10 al 30%, nella stagione 2013 è stato registrato un balzo che l’ha portata a un preoccupante 50%. In California le api impollinano i mandorli e l’inspiegabile moria ha mandato alle stelle i prezzi del loro frutto e ora si teme che il prezzo delle migliaia di prodotti di largo consumo confezionati con le mandorle possa subire la stessa sorte. Al momento sono i ricercatori delle università locali a studiare il fenomeno. L’attenzione è posta sull’uso di pesticidi dannosi a livelle neurologico per questi insetti, ma c’è anche chi accusa lo “stress” delle arnie trasportate lungo lo stato americano con lo scopo d’impollinare i fiori degli alberi. Chi ne guadagna sono gli apicoltori. Come spiega Repubblica: “per ‘fecondare’ tutti i fiori di mandorlo dello stato del West (307mila ettari di piante che garantiscono l’80% del prodotto a livello mondiale) servono 2 milioni di api. Cinquecentomila arrivano direttamente da San Francisco e dintorni, un altro milione e mezzo viene trasferito da tutti gli states con camion e pick-up in una migrazione biblica attorno a febbraio, quando iniziano a spuntare le prime gemme.” E’ invece il Financial Times a spiegare come il prezzo di nolleggio di una singola arnia sia triplicato in appena una decina d’anni. Di conseguenza, tutta la filiera della mandorla ne risente, soprattutto considerato il  boom dei prodotti naturali negli Stati Uniti ma anche l’aumento dei consumi in Cina. Tutti fattori che contribuiscono a far aumentare tanto la domanda che il prezzo. In Europa un chilo di materia prima costa oggi oltre sette euro, il massimo dal 2005 e il 31% in più di un anno fa.

Apiterapia: una delle cure più controverse della Cina

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L’apiterapia (o apipuntura) è un’ antica tecnica cinese e ora è tra le cure più controverse della Cina, su cui si è aperto un lungo dibattito. Tante le testimonianze, tra cui anche quella di una ragazza cinese di 26 anni,  Liu Yu, affetta da sclerosi multipla, che da due anni si sta curando a Pechino con questa tecnica. Liu Yu non ha dubbi, come riporta il China Daily, lei è in grado di camminare di nuovo proprio grazie alla potenza delle api: “Il trattamento è doloroso, ma io sto continuando, perché la mia malattia è molto peggiore di qualsiasi puntura d’ape.”

Liu è curata in una clinica di medicina tradizionale cinese gestita dal 73enne  Wang Menglin nel distretto nordest di Shunyi nella capitale .

Wang ha detto che il suo staff, negli ultimi 20 anni, ha usato apiterapia per trattare più di 3.000 persone con Sclerosi Multipla, una malattia che danneggia le cellule nervose del cervello e della colonna vertebrale. Il trattamento ha aiutato molti pazienti a non peggiorare le loro condizioni e in alcuni casi a riacquistare la propria motorietà.
Durante un trattamento tipico, Liu, è stesa prona su un lettino mentre Wang o uno dei suoi collaboratori selezionano api da una scatola di legno con una pinzetta e le applicano in alcuni punti della schiena. Le api vengono rimosse dopo che hanno punto il paziente. Liu presenta quindi una serie di cicatrici da punture di api sulla schiena.

A Liu la sclerosi multipla è stata diagnostica nel 2010 e progressivamente il suo corpo è diventato completamente insensibile dopo che si era sottoposta a un ciclo iniziale di terapia ormonale, l’unica medicina moderna che, in alcuni casi, può risolvere o non far degenerare maggiormente la sclerosi multipla. Entro la fine del 2010 la ragazza non era più in grado di camminare, così ha deciso di affidarsi alle cure di Wang.

“Sono andata alla clinica tutti i giorni per due mesi prima di essere in grado di camminare di nuovo” ha dichiarato Liu che ha aggiunto “Posso ancora fare le cose per conto mio, come l’acquisto di generi alimentari, cucinare e pulire”.

Wang sostiene che il veleno dell’ape viva può rafforzare il sistema immunitario del corpo e attivare altre funzioni corporee, come ad esempio il bioplasma, che è “simile alle cellule staminali e può contribuire a riparare il sistema nervoso danneggiato” .
Ma molti esperti medici rimangono scettici, e sottolineano che nessuno studio clinico è stato condotto per dimostrare la teoria di Wang.
Guo Yi, un neurochirurgo al Peking Union Medical College Hospital, ha richiamato alla cautela: “La sperimentazione clinica deve essere valutato da un  professionista terzo” e ha aggiunto: “Qualsiasi trattamento deve essere inoltre verificato da diversi istituti medici prima che si possa ritenere efficace.”
Tra i pazienti della clinica di Wang non ci sono solo persone affette da sclerosi multipla, ma anche chi va a curare i dolori articolari, il mal di schiena e i disturbi reumatici, alcuni stanno provando a usare tali tecniche per cercare di ridurre i tumori.
Wang Yuming, direttore dell’unità di reumatismi all’Ospedale di Pechino, ha confermato che non c’è interesse per il metodo, ma ha aggiunto che ha ricevuto i pazienti che hanno provato e visto alcun risultati con l’apeterapia. Secondo il direttore il trattamento è molto popolare in Cina e gli effetti a volte vengono esagerati dai pazienti stessi: “Forse funziona per alcuni, ma le afflizioni reumatiche non possono essere trattate solo con questa terapia”, ha poi aggiunto che il suo ospedale non offre apipuntura.”Ci sono più di 100 malattie sotto la categoria di reumatismi. Bisogenrebbe avere ulteriori studi per determinare quali malattie può soddisfare la terapia”, ha concluso.
La clinica di Wang Menglin offre anche i prodotti delle api, come le cellule dell’ape regina e il propoli. Wang ha detto che questi prosotti sono utili per i pazienti affetti da cancro in quanto contengono ingredienti che aiutano a “sbarazzarsi dei tumori”.
Ma Chen Wanqing , vice direttore della Chinese Academy of Medical Sciences’ National Central Cancer Registry, ha detto che non vi è alcuna prova definitiva che i prodotti delle api possono essere efficaci nel trattamento dei tumori.
L’American Cancer Society afferma sul suo sito: “Anche se le proprietà antitumorali di alcuni ingredienti in prodotti delle api sono stati studiati in laboratorio, non ci sono stati studi clinici condotti sull’uomo che dimostrino che il veleno d’api o di altri prodotti delle api sono efficaci nel prevenire il trattamento del cancro.”

Anche se in Cina l’apeterapia è nella lista dei servizi medici approvata nel 2007,  nessuno degli oltre 30 ospedali pubblici di Pechino offrono tale cura, e come ha detto Tu Zhitao , vice direttore del TCM Management Bureau della capitale: “E ‘ l’ospedale che decide se fornire determinati servizi medici”. Poi Zhitao ha affermato che Wang Menglin non dispone più di una licenza valida per praticare la professione di medico, in quanto la sua licenza è scaduta nel 1998, ma  – ha aggiunto Zhitao – che gli altri tre medici della clinica, hanno tutti licenze valide e sono loro a svolgere la maggior parte dei trattamenti.

Il dibattito rimane aperto.

Il contest raccapricciante: vince chi ha più api addosso

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La sfida si svolge  alla Clovermead Adventure Farm in Ontario, Canada. E’ qui che i partecipanti attirano a sé milioni di api con la speranza di arrivare primi, cioè di essere colui o colei con più api addosso. Ma come contarle? Semplice, i partecipanti vengono pesati prima e dopo così da sapere quante api hanno accumulato sul loro corpo. Quest’anno il primato è andato a Marenda Schipper, una ventenne studente di agraria di origine Brasiliana che ha collezionato circa 20mila api per un aumento di peso di 2,2 kg. Per attirare le api i partecipanti tengono al collo una gabbietta con un’ape regina. Alcuni danno una forma, compongono anche dei disegni, cospargendosi di vasellina nelle zone in cui non vogliono che le api vengano attirate. La vasellina infatti è una sostanza molto sgradita a questi insetti. Per non farle pungere le api vengono anche alimentate con acqua e zucchero, ma prima di iniziare, i poveri animali, sono storditi con un gas…

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Partita sospesa… le api hanno fatto gol!

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In Brasile si è verificato un episodio veramente anomalo che ha portato poi a sospendere la partita tra Ponte Preta e At. Sorocaba. Sulla traversa di una delle due porte, infatti, si è venuto a formare uno sciame di api che sicuramente avrebbe impedito il regolare svolgimento dell’incontro, mettendo a rischio anche gli atleti, in particolare i portieri. Gli addetti hanno provato a rimuoverlo in vari modi, anche utilizzando del fuoco, ma la situazione non ha trovato soluzione fin quando non sono arrivati i pompieri che insieme a una squadra di apicultori sono riusciti a risolvere il problema.

Addio a google reader… ma monta la protesta! #savegooglereader

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A Mountain View le chiamano, con non poca autoironia, “le pulizie di primavera” anche se spesso vengono fatte fuori stagione. Fatto sta che sotto la scopa di Brin & Page è finito tra gli uno dei servizi più amati dai navigatori a caccia di notizie, Google Reader. L’aggregatore di reed di notizie RSS, che dà in un unico servizio tutti i titoli e i link alle testate scelte e inserite dagli utenti, sarà chiuso a partire dal primo luglio. Motivazione: non viene utilizzato più come un tempo e il colosso californiano preferisce dedicare le sue risorse a prodotti più popolare e quindi remunerativi. In rete si è diffusa subito la protesta degli aficionados, culminata in due petizioni per provare a convincere Google a un improbabile dietrofront. E su Twitter l’hashtag #savegooglereader sta registrando migliaia di tweet.

I vertici di Mountain View hanno spiegato così la decisione: “Abbiamo lanciato Google Reader nel 2005 come sforzo di rendere facile per le persone scoprire e tenere sott’occhio i loro siti web preferiti. Nonostante il prodotto abbia una base fedele di utenti, durante gli anni l’uso ha visto un declino. Quindi, il 1 luglio 2013, ritireremo Google Reader. Utenti e sviluppatori interessati ad alternative per RSS possono esportare i loro dati, incluse le sottoscrizioni, con Google Takeout nel corso dei prossimi quattro mesi”.

Non solo Google Reader, però: Google ha deciso di terminare oltre ad alcune API (l’insieme delle interfacce di programmazione, importanti per software house di terze parti) più le applicazioni Google Building Maker, usata per creare edifici 3D in Google Earth e Maps, Google Cloud Connect rimpiazzato dal popolare Google Drive e il servizio vocale per i servizi di Big G su BlackBerry.

Due le petizioni lanciate finora. La prima, firmata da Daniel Lewis di New York, è pubblicata su Change.org e recita così: “Caro Google, qualche anno fa ho iniziato ad utilizzare Google Reader per il suo scopo, l’aggregazione e la lettura di vari contenuti web in un solo sito ma poi è successo che anche che molte persone hanno iniziato a farlo e con la possibilità di commentare. Il Reader è diventato un’esperienza meravigliosa per molti di noi, utile al fine quotidiano del consumo dei contenuti on-line. Purtroppo, si è deciso di uccidere queste funzioni ‘extra’”. Un’altra petizione viene ospitata sul sito della Casa Bianca, più stringata, in cui si chiede a Google di riconsiderare la sua decisione.

Intanto sulla rete è tutto un fiorire di suggerimenti per prepararsi al giorno in cui Google Reader non ci sarà più: il consiglio più gettonato è quello di farsi un backup dei propri feed con Google Takeout, e prendersi tutto il tempo per scegliersi le alternative. Che ci sono, e anche di buon livello.

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