L’aspirina protegge da alcuni tumori?

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Le nuove frontiere della medicina parlano di un nuovo farmaco che potrebbe proteggere dai tumori. La buona vecchia aspirina sarebbe in grado di fare “scudo” almeno per alcune tipologie tumorali e così il l Governo degli Stati Uniti ha deciso di finanziare l’Istituto Europeo di Oncologia (Ieo) di Milano, diretto da Umberto Veronesi, con la somma di un miliardo e 100 milioni di dollari per due anni. Saranno almeno 200 soggetti che alla Tac spirale abbiano mostrato noduli polmonari pretumorali a essere sottoposti al trattamento. ” Lo studio sarà randomizzato e in doppio cieco: a una parte di questi pazienti verrà somministrata aspirina, mentre al gruppo di controllo placebo”, così ha spiegato Giulia veronesi che all’Ieo è Direttore dell’Unità Prevenzione e Diagnosi precoce del Tumore del polmone, che poi ha aggiunto ”L’aspirina è stata utilizzata in un grandissimo numero di studi clinici su persone affette da malattie cardiovascolari. Una metanalisi su questi studi, per un totale di oltre 10 mila pazienti, ha messo in luce che in costoro l’incidenza di alcuni tumori, quali quelli al polmone, al colon e all’esofago, si è dimostrata inferiore del 25-30% rispetto al normale”.

 

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Apiterapia: una delle cure più controverse della Cina

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L’apiterapia (o apipuntura) è un’ antica tecnica cinese e ora è tra le cure più controverse della Cina, su cui si è aperto un lungo dibattito. Tante le testimonianze, tra cui anche quella di una ragazza cinese di 26 anni,  Liu Yu, affetta da sclerosi multipla, che da due anni si sta curando a Pechino con questa tecnica. Liu Yu non ha dubbi, come riporta il China Daily, lei è in grado di camminare di nuovo proprio grazie alla potenza delle api: “Il trattamento è doloroso, ma io sto continuando, perché la mia malattia è molto peggiore di qualsiasi puntura d’ape.”

Liu è curata in una clinica di medicina tradizionale cinese gestita dal 73enne  Wang Menglin nel distretto nordest di Shunyi nella capitale .

Wang ha detto che il suo staff, negli ultimi 20 anni, ha usato apiterapia per trattare più di 3.000 persone con Sclerosi Multipla, una malattia che danneggia le cellule nervose del cervello e della colonna vertebrale. Il trattamento ha aiutato molti pazienti a non peggiorare le loro condizioni e in alcuni casi a riacquistare la propria motorietà.
Durante un trattamento tipico, Liu, è stesa prona su un lettino mentre Wang o uno dei suoi collaboratori selezionano api da una scatola di legno con una pinzetta e le applicano in alcuni punti della schiena. Le api vengono rimosse dopo che hanno punto il paziente. Liu presenta quindi una serie di cicatrici da punture di api sulla schiena.

A Liu la sclerosi multipla è stata diagnostica nel 2010 e progressivamente il suo corpo è diventato completamente insensibile dopo che si era sottoposta a un ciclo iniziale di terapia ormonale, l’unica medicina moderna che, in alcuni casi, può risolvere o non far degenerare maggiormente la sclerosi multipla. Entro la fine del 2010 la ragazza non era più in grado di camminare, così ha deciso di affidarsi alle cure di Wang.

“Sono andata alla clinica tutti i giorni per due mesi prima di essere in grado di camminare di nuovo” ha dichiarato Liu che ha aggiunto “Posso ancora fare le cose per conto mio, come l’acquisto di generi alimentari, cucinare e pulire”.

Wang sostiene che il veleno dell’ape viva può rafforzare il sistema immunitario del corpo e attivare altre funzioni corporee, come ad esempio il bioplasma, che è “simile alle cellule staminali e può contribuire a riparare il sistema nervoso danneggiato” .
Ma molti esperti medici rimangono scettici, e sottolineano che nessuno studio clinico è stato condotto per dimostrare la teoria di Wang.
Guo Yi, un neurochirurgo al Peking Union Medical College Hospital, ha richiamato alla cautela: “La sperimentazione clinica deve essere valutato da un  professionista terzo” e ha aggiunto: “Qualsiasi trattamento deve essere inoltre verificato da diversi istituti medici prima che si possa ritenere efficace.”
Tra i pazienti della clinica di Wang non ci sono solo persone affette da sclerosi multipla, ma anche chi va a curare i dolori articolari, il mal di schiena e i disturbi reumatici, alcuni stanno provando a usare tali tecniche per cercare di ridurre i tumori.
Wang Yuming, direttore dell’unità di reumatismi all’Ospedale di Pechino, ha confermato che non c’è interesse per il metodo, ma ha aggiunto che ha ricevuto i pazienti che hanno provato e visto alcun risultati con l’apeterapia. Secondo il direttore il trattamento è molto popolare in Cina e gli effetti a volte vengono esagerati dai pazienti stessi: “Forse funziona per alcuni, ma le afflizioni reumatiche non possono essere trattate solo con questa terapia”, ha poi aggiunto che il suo ospedale non offre apipuntura.”Ci sono più di 100 malattie sotto la categoria di reumatismi. Bisogenrebbe avere ulteriori studi per determinare quali malattie può soddisfare la terapia”, ha concluso.
La clinica di Wang Menglin offre anche i prodotti delle api, come le cellule dell’ape regina e il propoli. Wang ha detto che questi prosotti sono utili per i pazienti affetti da cancro in quanto contengono ingredienti che aiutano a “sbarazzarsi dei tumori”.
Ma Chen Wanqing , vice direttore della Chinese Academy of Medical Sciences’ National Central Cancer Registry, ha detto che non vi è alcuna prova definitiva che i prodotti delle api possono essere efficaci nel trattamento dei tumori.
L’American Cancer Society afferma sul suo sito: “Anche se le proprietà antitumorali di alcuni ingredienti in prodotti delle api sono stati studiati in laboratorio, non ci sono stati studi clinici condotti sull’uomo che dimostrino che il veleno d’api o di altri prodotti delle api sono efficaci nel prevenire il trattamento del cancro.”

Anche se in Cina l’apeterapia è nella lista dei servizi medici approvata nel 2007,  nessuno degli oltre 30 ospedali pubblici di Pechino offrono tale cura, e come ha detto Tu Zhitao , vice direttore del TCM Management Bureau della capitale: “E ‘ l’ospedale che decide se fornire determinati servizi medici”. Poi Zhitao ha affermato che Wang Menglin non dispone più di una licenza valida per praticare la professione di medico, in quanto la sua licenza è scaduta nel 1998, ma  – ha aggiunto Zhitao – che gli altri tre medici della clinica, hanno tutti licenze valide e sono loro a svolgere la maggior parte dei trattamenti.

Il dibattito rimane aperto.

Dibattito su Facebook: sostenitori e contrari della pianta che cura il cancro

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Ci sarebbe una pianta in grado di curare il cancro che le grandi industrie farmaceutiche hanno tenuto nascosta: la Graviola. L’albero di Graviola, o Guanabana, originario della foresta amazzonica sembrerebbe avere effetti miracolosi. Si calcola, anche se gli studi ancora non lo confermano, che il frutto potrebbe avere un potere di 10.000 volte più forte rispetto alla chemioterapia. Inoltre la terapia a base di questo frutto non causerebbe nausea, perdita di peso e perdita di capelli, e proteggerebbe il sistema immunitario.

Pur se i risultati delle ricerche non sono al momento conclusivi, avrebbero comunque identificato, per alcuni tipi di neoplasia, una riduzione del potenziale metastatico. Quindi potrebbe venire usata in alcune tipologie tumorali. Ma c’è anche da sapere  che inevce studi recenti sembrano correlare il consumo di guanàbana con forme atipiche del morbo di Parkinson, dovute all’alta concentrazione di annonacina presente nei suoi frutti. La quantità di annonacina nel frutto è infatti 100 volte maggiore di quello presente nelle foglie e potrebbe essere tossica per gli individui. Si stima che un adulto che consuma un frutto o un barattolo di nettare al giorno ingerirebbe in un anno una quantità di annonacina pari a quella che induce danni cerebrali a ratti da laboratorio ai quali stata somministrata per via endovenosa. 

Si apre quindi un altro dibattito. Poiché  l’importante utilità della Graviola sembrerebbe però non risiedere nei suoi frutti bensì nelle proprietà  terapeutiche del suo tronco, delle sue foglie, delle sue radici e dei suoi semi note alle popolazioni autoctone e utilizzate da secoli per le proprietà astringenti, antibatteriche, analgesiche ed ipotensive.

Ci sarebbe studi iniziati nel 1940 che avrebbero concentrato la loro attenzione sulla medicina etnica e dato alla luce i primi dati scientifici ottenuti dalla medicina convenzionale. In particolare sarebbero stati individuati particolari principi attivi noti come annonacee acetogenine, protagoniste delle proprietà biologiche di questa pianta.

Gli incoraggianti risultati osservati hanno portato in breve tempo ad una florida sperimentazione che conta ad oggi più di 600 studi con ottimi risultati e che purtroppo non è stata affiancata da un altrettanto valido utilizzo in ambito clinico.

Risale al 1976 uno studio effettuato su 20 test di laboratorio indipendenti che avrebbero dimostrato che la Graviola è un fenomenale killer del cancro. Peccato che su questo tipo di analisi, limitata, non è mai stato affiancato nessun altro tipo di test e non è stato mai avviato uno studio randomizzato.  Uno studio pubblicato sul Journal of Natural Products, a seguito di analoga ricerca condotta dall’Università Cattolica della Corea del Sud ha dichiarato che la Graviola è in grado di uccidere selettivamente le cellule tumorali del colon con una potenza 10.000 superiore al farmaco chemioterapico comunemente usato come la Adriamicina.

La relazione dell’Università Cattolica della Corea del Sud afferma che la Graviola ha dimostrato di mirare selettivamente le cellule tumorali, lasciando intatte le cellule sane, a differenza della chemioterapia, che mira indiscriminatamente a tutte le cellule che attivamente si riproducono e che causa gli effetti collaterali spesso devastanti di nausea e perdita dei capelli nei pazienti oncologici.

Uno studio della Purdue University di Lafayette (negli Stati Uniti) ha recentemente provato che le foglie della Graviola uccidono le cellule cancerogene tra sei linee di cellule umane e sono particolarmente efficaci contro i tumori della prostata, del pancreas e del polmone. Il Sour Sop (questo il suo nome in inglese) noto in Italia come il frutto della Graviola è dunque un rimedio miracoloso (e naturale) per debellare le cellule del cancro, 10.000 volte più forte rispetto alla chemioterapia.

Test di laboratorio effettuati fin dal 1970 hanno evidenziato la sua efficacia nel colpire e uccidere le cellule maligne in 12 tipi di cancro, tra cui quello del colon, del seno, della prostata, del polmone e del pancreas, ed è fino a 10.000 volte più forte nel rallentare la crescita delle cellule tumorali rispetto all’ Adriamicina, un farmaco chemioterapico comunemente usato nella cura del cancro. A differenza della chemioterapia, il composto estratto dall’ albero di Graviola uccide solo le cellule tumorali senza danneggiare le cellule sane.

Una major farmaceutica americana ha investito quindi quasi sette anni a cercare di sintetizzare due ingredienti della Graviola anti cancro. Ma non è stato possibile sintetizzare in alcun modo i principi attivi della Graviola contro il cancro. L’originale semplicemente non poteva essere replicato. Non c’era modo con cui la società farmaceutica in questione avesse potuto proteggere i propri interessi, e riavere il denaro investito nella ricerca. Questa società farmaceutica abbandonò quindi il progetto e decise di non pubblicare i risultati della sua ricerca. Ma uno scienziato del team portò alla luce quanto scoperto. Rischiando la sua carriera, contattò una società dedita alla raccolta delle piante medicinali della foresta pluviale amazzonica e denunciò la cosa scatenando roventi polemiche.

Il National Cancer Institute ha eseguito la prima ricerca scientifica nel 1976. I risultati hanno dimostrato che le foglie e gli steli della Graviola sono stati trovati efficaci per attaccare e distruggere le cellule maligne. Inspiegabilmente, i risultati sono stati pubblicati in un rapporto interno, ma mai rilasciato al pubblico.

Il dibattito è aperto. La pianta ha davvero questi effetti e le grandi industrie farmaceutiche non hanno avuto interesse a proseguire gli studi e hanno lasciato morire i malati di cancro oppure è solo l’ennesimo ritrovato miracoloso che poi applicandolo risulta inefficace o anche dannoso?

Rivoluzione nella medicina? Le mele anticancro.

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Un’incredibile scoperta, che potrebbe rivoluzionare il mondo della medicina. Si chiamano oligosaccaridi di mele e hanno ucciso il 46% delle cellule del cancro del colon umano. Lo hanno scoperto i ricercatori dell’Università di Xi’an, in Cina. Questa sostanza, assolutamente naturale, ha un’effetto nettamente più efficace di qualsiasi farmaco chemio utilizzato per combattere i tumori.
Un risultato davvero eccezionale, considerando che il cancro al colon è la seconda causa di morte per tumore nelle donne di tutto il mondo, e la terza causa negli uomini.

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