I Google Glass fanno male alla salute!

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Ecco i primi difetti della punta di diamante della Mountain View, i famosi Goggle Glass farebbero male alla salute e a dirlo è Chris Barrett il primo a filmare un arresto con i Google Glass e a decantare le infinite possibilità nel giornalismo partecipativo. Entusiasta e sempre pronto a condividere in rete le sue esperienze con i suoi occhiali a realtà aumentata, oggi fa un passo indietro e punta il dito contro questo mezzo che potrebbe essere davvero la nuova frontiera di percepire la realtà che ci circonda. I Google Glass causano emicranie questa è l’accusa mossa da Barrett che è anche uno degli sviluppatori che sta i Glass e ha fatto presente all’azienda questo problema per cercare di risolverlo prima che arrivino sul mercato in larga scala e possano davvero creare problemi alla salute a numerose persone.

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L’autista di un’auto di Google Street View e il triplo incidente in Indonesia

google-street-car-tuttacronacaDoveva essere una normale giornata di lavoro per l’autista di una GoogleCar che si trovava sulle strade per il servizio di mappatura digitale Street View. A Bogor, nel distretto di Giacarta, in Indonesia, il dipendete di Google ha urtato un minivan. Entrambi i veicoli sono stati trasportati in un garage pubblico per calcolare l’entità dei danni ma, come spiega AFP, l’uomo è fuggito a bordo del suo veicolo incidentato, spaventato dal conto. “Ha fatto accompagnare il conducente del minivan al garage, ma ha detto che aveva paura perchè temeva il costo elevato della riparazione, così ha ripreso possesso della sua auto danneggiata ed è fuggito”, ha detto Hendra Gunaan, del distretto di polizia di Bogor. Il proprietario del minivan urtato si è dato all’inseguimento. A quel punto il dipendente di Mountain View ne ha centrato un secondo. Ma ancora non era finita: ripresa la fuga, si è schiantato contro un camion parcheggiato. A questo punto, si è arreso. L’autista, preso in custodia dalla polizia locale, avrebbe dovuto pagare circa 2mila rupie indonesiane, ossia circa 12 euro, per le sole riparazioni necessarie al primo veicolo. Vishnu Mahmud, capo della divisione comunicazione di Google Indonesia, ha sottolineato che una delle priorità massime del programma Street View resta la tutela proprio della sicurezza stradale. L’azienda di Silicon Valley si confronterà ora con le autorità per risolvere la questione.

Happy birthday a Google!

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Il 4 settembre 1998 nasceva Google con un finanziamento di 100mila dollari, Larry Page e Sergey Brin depositarono i documenti per la fondazione della società con sede in un garage della Silicon Valley, in California. All’epoca si puntò solo sul motore di ricerca, gratuito e nettamente il migliore in circolazione.    Oggi la società ha più di 40.000 dipendenti e 40 sedi in tutto il mondo. Il suo quartier generale, invece, è a Mountain View, a pochi chilometri da quel garage affittato 15 anni fa.Il 19 agosto 2004 Google debuttava a Wall Street con un prezzo di collocamento di 85 dollari per azione. Da allora il valore del titolo è più che decuplicato.

Buon viaggio… con Google!

-google-vacanza-tuttacronacaPer essere sicuri di trascorrere una vacanza perfetta (o quanto più possibile simile)… basta una connessione internet con cui connettersi a Google, fonte di servizi ad hoc per viaggiare in totale relax. Ma come fare? Innanzitutto bisogna programmare la vacanza, individuando il luogo in cui soggiornare. Negli ultmi giorni l’interesse sembra essersi concentrato sulle case vacanze: per scoprire di più sull’ubicazione e sui servizi che potete trovare… basta dare un’occhiata a Street View, e le domande trovano risposte. L’ultilizzo è semplice anche per chi non è pratico: basta connettersi da computer a Google Maps, inserire l’indirizzo ricercato sulla barra di navigazione in alto, selezionare l’omino giallo (Pegman) e trascinarlo sul punto della mappa che si vuole esplorare per poi spostarsi con le frecce da un posto all’altro. Se invece si usa lo smartphone: aperta l’applicazione Google Maps e digitato l’indirizzo in alto, si deve cliccare il pin rosso vicino all’indirizzo e poi la schermata Street View per iniziare a scorrere le immagini del luogo prescelto. Si può ricorrere poi a Business Photos, un programma dedicato alle attività commerciali, che conta attualmente più di 100mila affiliati sparsi nel mondo, per avere uno sguardo all’interno dell’attività consentendo così di avere un’idea più precisa su cosa poter trovare (per negozi e alberghi) e mangiare (per i ristoranti). Una volta trovata la meta, bisogna programmare il viaggio. E sempre Google permette di scoprire la situazione sulle strade in tempo reale per regolarci quindi di conseguenza. Prima di mettersi al volante, meglio dunque visualizzare il percorso sullo smartphone e guardare con attenzione i colori sulle linee di percorso: il verde indica via libera, il giallo rallentamenti e il rosso è segnale di traffico intenso e/o problemi sulla carreggiata. Per concentrarsi sulla guida è possibile attivare il sistema di navigazione a voce, che vi guida alla meta senza dover continuamente metter mano al telefono (per impostarlo è sufficiente un click sulla freccia blu in basso a destra della schermata del tragitto). Se invece volete dialogare con lo smartphone, allora potere sfruttare i servizi vocali e iniziare a chiedere informazioni su indirizzi e località. Ed è possibile anche “salvare” il credito selezionando la mappa interessata e consultandola offline: basta scrivere il luogo ricercato e poi digitare sulla barra di ricerca “ok maps”. Ma su Google Maps trovate anche la funzione Esplora, perfetta per quando serve una pausa, magari per un caffè o uno spuntino: vi permette di trovare locali, ristoranti e altre attrazioni nelle vicinanze. E in caso di incertezza sulla scelta… ci sono le recensioni, tra cui anche 35mila pareri di professionisti al lavoro per Zagat, che girano il mondo per valutare negozi, hotel e ristoranti. E se poi vi trovate dentro ambienti in cui avete paura di perdere l’orientamento, come grandi centri commerciali, è arrivata anche la nuova funzione “Mappe d’interni”: vi guida verso l’uscita più vicina con lo zoom delle mappe e le planimetrie del luogo. Tra le strutture coperte anche gli aeroporti di Orio al Serio e Venezia e le stazioni Roma Termini, Napoli Centrale e Torino Porta Nuova (qui trovate l’elenco completo). A questo punto… non resta che la vostra volontà di godervi le meritate vacanze!

Google allunga i tentacoli verso la televisione

google-televisione-tuttacronacaSono Le Monde e Wall Street a darne la notizia: Google parte all’attacco della televisione. Il servizio via Internet dovrebbe diffondere flussi di programmi aggregando quelli che esistono. Ma il gigante di Mountain View non sarebbe l’unicon intenzionato ad allargare i suoi tentacoli fino alla tv: Intel e Sony stanno lavorando a progetti simili mentre Apple continua a lanciare idee di commercializzazione di programmi televisivi. Sempre stando a quanto spiega Le Monde, Google avrebbe già iniziato a cercare partner. Tutte queste operazioni, è certo, avranno un forte impatto sul merrcato così come lo conosciamo e le ripercussioni saranno avvertite sicuramente dai servizi a pagamento.

Torna Lady Gaga ed è ovazione al gay Pride di New York

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Non poteva certo mancare Lady Gaga al Gay pride. Così venerdì sera la cantante è tornata sul palco per la prima volta, a New York, dopo l’intervento all’anca che l’ha costretta a interrompere il “Born this way tour”.

Lady Gaga  ha cantato l’inno americano, con la bandiera arcobaleno in mano, durante il Gay Pride nella Grande Mela. Durante il discorso ha detto: “Non siamo una nicchia, siamo una parte imponente dell’umanità e io credo che sia tempo che le strade siano sicure. Chiedo la salvaguardia dei nostri diritti”.

Orgoglio gay… da New York a San Francisco, ma anche Google festeggia

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Nella giornata mondiale dell’orgoglio gay, in occasione del gay pride che si terrà a New York, l’Empire State Building, simbolo della Big Apple festeggia con i colori arcobaleno. D’altra parte è nata proprio a New York nel 1970 la parata del gay pride in memoria della “rivolta di Stonewall” avvenuta un anno prima. Stonewall Inn era infatti un locale per omosessuali molto noto a New York che fu teatro di forti scontri tra polizia e comunità gay.

Ma se New York festeggia anche San Francisco si tinge di arcobaleno. Il Council Hall (municipio) è stato infatti illuminato con i colori della bandiera del movimento gay, diventando così una vera e propria festa per gli occhi.

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Quest’anno, grazie anche alla storica sentenza della Corte Suprema degli Usa, i festeggiamenti sembrano essere iniziati in anticipo e con un coinvolgimento maggiore da parte di tutta la popolazione, una festa che sta investendo tutte le più grandi città Usa.

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Anche Google festeggia con un Easter Eggs. Se si prova a cercare le   parole “gay”, “lesbica”, “transgender” (e i loro sinonimi) o l’acronimo “lgbt”, la barra di ricerca diventa arcobaleno. Sono giorni che l’azienda di Mountain View ha voluto unirsi ai festeggiamenti della comunità lgbt per la sentenza.

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I Google Glass già superati? Arrivano le lenti a contatto!

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Troppi vistosi sarebbero stati giudicati da alcuni utenti i Google Glass ed ecco che c’è chi ha già risolto il problema. Diversi ricercatori, primi tra tutti quelli di Samsung avrebbero già pronti nel cassetto le lenti a contatto che equipaggerebbero la cornea con un display.

 Tecnicamente come funzionano?

Un gruppo di ricerca guidato da  Jang-Ung Park, un ingegnere chimico all’sitituto nazionale di ricerca per la scienza e la tecnologia di Ulsan, ha montato un diodo che emette luce su una lente a contatto, usando un nuovo materiale sviluppato dai ricercatori: un mix di grafene e nanocavi in argento ad alta conduzione elettrica  e incredibilmente flessibile. Le lenti sono state testate su un gruppo di conigli. L’animale naturalmente è stato scelto perché ha occhi di dimensioni simili a quelle umane e dopo 5 ore i ricercatori non hanno riscontrato nessun effetto collaterale.

Sicuramente sarà lunga la strada perché un unico pixel montato su una lente a contatto non si può certo chiamare “display”, ma sicuramente è un grande passo avanti nella ricerca.  Jang.Ung-Park ha un sogno ed è “costruire delle lenti a contatto che possano fare tutto ciò che fanno i Google Glass”

 

 

Google e la privacy violata!

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In prima posizione c’è la Francia. E poi Olanda, Spagna, Germania, Italia e anche alcune organizzazioni inglesi, impegnati su un fronte comune: far cambiare a Google le regole sulla privacy, a cui il gigante californiano aveva messo mano qualche mese fa. Secondo i garanti europei che coordinano la manovra, Google avrebbe fallito nel dichiarare apertamente quanti e quali dati acquisisce sui propri utenti, e per quanto li mantiene. Lo scorso anno Google ha unificato 60 procedure di policy in un unico documento globale. L’azienda detiene il 95% del mercato dei motori di ricerca in Europa, e secondo alcuni esperti di privacy, la capacità di acquisire e combinare e analizzare i dati degli utenti rappresenta una disponibilità chiave nel portafoglio di Mountain View.

Proprio sulla base della posizione comune europea, il garante per la privacy italiano ha aperto una sua istruttoria nei confronti di Google inc, per verificare il rispetto della disciplina sulla protezione dei dati personali e, in particolare, la conformità dei trattamenti effettuati dalla società di Mountain View ai principi di pertinenza, necessità e non eccedenza dei dati trattati nonchè agli obblighi riguardanti l’informativa agli utenti e l’acquisizione del loro consenso.

“Google non può raccogliere e trattare i dati personali dei cittadini europei senza tenere conto del fatto che nell’Unione europea vigono norme precise a tutela dei diritti fondamentali dei cittadini dell’Ue”, spiega il presidente dell’Autorità garante per la protezione dei dati personali Antonello Soro. “L’azione congiunta dei Garanti europei mira a riaffermare questo principio e a far sì che questi diritti vengano garantiti. Il Garante italiano – continua – è da tempo impegnato sul fronte internazionale proprio per operare affinchè la privacy dei cittadini europei venga rispettata, non solo dalle imprese dell’Ue, ma anche da parte dei big della Rete e da tutte le società che operano nel settore delle comunicazioni elettroniche, ovunque esse siano stabilite. Vogliamo impedire che esistano zone franche in materia di diritti fondamentali”.

Arriva Play News… sostituirà Reader

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Gooogle ha appena annunciato la chiusura di Reader, il suo servizio per l’aggregazione di contenuti, ma è in arrivo una nuova iniziativa dal sapore molto Apple: Play News sarà un’edicola virtuale con le notizie del momento in evidenza, dal funzionamento a quanto sembra non dissimile da Newsstand, un servizio analogio di Cupertino. Intanto, è iniziato l’esodo degli utenti verso altri servizi di lettura news, per sostituire Reader, che non sarà più attivo dal prossimo luglio. E a beneficiarne sembra essere soprattutto Feedly.

Oltre 500mila nuovi utenti in 48 ore per il servizio di raccolta feed Rss simile a quello di Mountain View. Ancora non orfani e già molto delusi dalla scelta di Google, gli utenti non hanno perso tempo. Contestualmente alle proteste e petizioni online, la prima su Change.org ha superato 126mila firme virtuali, da subito si sono lanciati nella corsa all’alternativa migliore. Feedly era fra i più quotati e ha accolto a braccia aperte gli esuli di Reader. Il sito, al pari di altri in rete, consente di aggiornarsi ricevendo automaticamente notifica tramite ‘feed’ Rss di notizie e altri contenuti quando questi vengono pubblicati su siti e portali, senza doverli controllare di continuo. Il ‘boom’ di nuovi utenti non ha trovato Feedly impreparato: sul proprio blog si è impegnato a prendere in considerazione i consigli dei nuovi arrivati, ad aggiungere nuove funzionalità e ha annunciato di aver aumentato non solo i propri server ma anche – e di dieci volte – l’ampiezza di banda di connessione.

Complice della migrazione record il fatto che il passaggio da Google Reader sia molto semplice: chi accede a Feedly finchè Reader sarà attivo può scegliere di registrarsi attraverso l’account di Google Reader importando automaticamente tutti i propri feed Rss e loro organizzazione. Soluzione veloce non solo per il web sui browser Chrome, Safari, Firefox, ma anche per le applicazioni per Android e iOS: per tutte le piattaforme la sincronizzazione dei dati è in tempo reale. Graficamente Feedly è molto simile a Reader ma consente più modi di visualizzazione delle notizie – anche come magazine ricordando molto l’app di Flipboard – e integra più di un’opzione per condividere i contenuti, da Facebook a Evernote. Proprio Evernote poi sembra essere il prossimo bersaglio di Big G, con un servizio chiamato “Keep”, apparso brevemente sul web, forse per errore, che servirà proprio a conservare note e appunti.

Addio a google reader… ma monta la protesta! #savegooglereader

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A Mountain View le chiamano, con non poca autoironia, “le pulizie di primavera” anche se spesso vengono fatte fuori stagione. Fatto sta che sotto la scopa di Brin & Page è finito tra gli uno dei servizi più amati dai navigatori a caccia di notizie, Google Reader. L’aggregatore di reed di notizie RSS, che dà in un unico servizio tutti i titoli e i link alle testate scelte e inserite dagli utenti, sarà chiuso a partire dal primo luglio. Motivazione: non viene utilizzato più come un tempo e il colosso californiano preferisce dedicare le sue risorse a prodotti più popolare e quindi remunerativi. In rete si è diffusa subito la protesta degli aficionados, culminata in due petizioni per provare a convincere Google a un improbabile dietrofront. E su Twitter l’hashtag #savegooglereader sta registrando migliaia di tweet.

I vertici di Mountain View hanno spiegato così la decisione: “Abbiamo lanciato Google Reader nel 2005 come sforzo di rendere facile per le persone scoprire e tenere sott’occhio i loro siti web preferiti. Nonostante il prodotto abbia una base fedele di utenti, durante gli anni l’uso ha visto un declino. Quindi, il 1 luglio 2013, ritireremo Google Reader. Utenti e sviluppatori interessati ad alternative per RSS possono esportare i loro dati, incluse le sottoscrizioni, con Google Takeout nel corso dei prossimi quattro mesi”.

Non solo Google Reader, però: Google ha deciso di terminare oltre ad alcune API (l’insieme delle interfacce di programmazione, importanti per software house di terze parti) più le applicazioni Google Building Maker, usata per creare edifici 3D in Google Earth e Maps, Google Cloud Connect rimpiazzato dal popolare Google Drive e il servizio vocale per i servizi di Big G su BlackBerry.

Due le petizioni lanciate finora. La prima, firmata da Daniel Lewis di New York, è pubblicata su Change.org e recita così: “Caro Google, qualche anno fa ho iniziato ad utilizzare Google Reader per il suo scopo, l’aggregazione e la lettura di vari contenuti web in un solo sito ma poi è successo che anche che molte persone hanno iniziato a farlo e con la possibilità di commentare. Il Reader è diventato un’esperienza meravigliosa per molti di noi, utile al fine quotidiano del consumo dei contenuti on-line. Purtroppo, si è deciso di uccidere queste funzioni ‘extra’”. Un’altra petizione viene ospitata sul sito della Casa Bianca, più stringata, in cui si chiede a Google di riconsiderare la sua decisione.

Intanto sulla rete è tutto un fiorire di suggerimenti per prepararsi al giorno in cui Google Reader non ci sarà più: il consiglio più gettonato è quello di farsi un backup dei propri feed con Google Takeout, e prendersi tutto il tempo per scegliersi le alternative. Che ci sono, e anche di buon livello.

Se in tempo di crisi vi avanzano 1120 euro? “Ok Glass!”

“Ok Glass”. Ecco la frase magica che useremo in futuro per registrare video, scattare foto e chiedere informazioni. La pronunceranno tutti quelli che indosseranno un paio di Google Glass, come mostra questo primo filmato diffuso da Google in cui viene svelata, finalmente, l’interfaccia grafica degli occhiali più desiderati al mondo.

Quelli che Sergey Brin, cofondatore dell’azienda di Mountain View, qualche tempo fa sfoggiava orgoglioso in metropolitana a New York. Rivelato inoltre il prezzo di partenza del futuristico prodotto: 1.500 dollari, l’equivalente di circa 1.120 euro. E’ la cifra che sborseranno i fortunati “esploratori” che saranno selezionati da Google per provare in anteprima i suoi occhiali. Chiunque può “candidarsi”. Basta seguire la pagina Project Glass su Google+ oppure su Twitter .

Oggi google fa girare… la testa!

doodle copernicoIl doodle di oggi è dedicato a Niccolò Copernico e alla teoria eliocentrica del famoso astronomo polacco. A 540 anni dalla nascita il colosso di Mountain View ha dedicato il doodle animato alla teoria secondo la quale i pianeti del sistema solare ruotano attorno al sole. Nato nella Prussia Reale da padre mercante e madre nobile, Mikolaj Kopernik (questo il nome nel paese d`origine) studiò anche all’Università di Bologna, spostandosi negli anni successivi a Roma, Padova e Ferrara. Dopo lunghi anni di studi Copernico pubblicò la teoria rivoluzionaria dell’eliocentrismo nel 1543, un’opera che gli valse l’inimicizia della Chiesa dimostrando teorie portate avanti ma senza le prove necessarie fin dall’antica Grecia.

Benvenuti al Google Store!

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Volete un Nexus o un Chromebooks? Dal 2013 potrete acquistarli direttamente in negozio. Google ha deciso di aprire diversi negozi in tutte le maggiori città degli Usa. Così i milioni di fan dell’azienda di Mountain View avranno l’opportunita di toccare con mano prodotti, sinora disponibili solo online, nel sito di Googlestore. Per non parlare del settore del retail, del merchandise del brand, dalle magliette agli accessori per l’ufficio e i prodotti del marchio di Youtube.

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