Google ricorda Gianbattista Tiepolo: un doodle per lui

Giambattista-Tiepolo-Google-Doodle-tuttacronacaA 318 anni dalla nascita, Google omaggia il pittore e incisore italiano Giambattista Tiepolo. Giambattista o Giovanni Battista o Zuan Batista, nacque a Venezia il 5 marzo 1696 e terminò la sua vita in Spagna, a Madrid all’età di 74 anni. Tiepolo è l’artista che ha scritto la storia del Settecento veneziano, passando dalla bottega di Gregorio Lazzarini falle straordinarie opere dalla Caduta degli angeli ribelli al Palazzo Patriarcale di Udine, il martirio di sant’Agata nella Basilica del Santo a Padova e alla fine della propria carriera in Spagna ad affrescare le nuove stanze del Palazzo Reale.

Le infinite vite della Web tax: a volte ritornano?

web-tax-tuttacronacaTornerà la Web tax? Inserita nella Legge di Stabilità dal governo Letta, su indicazione di Boccia, era stata prorogata dal dl Salva Roma bis. La settimana scorsa, con il dl Salva Roma ter, il governo Renzi l’ha abrogata. Finita la trafila? Non è detto, perchè potrebbe tornare a fare la sua comparsa grazie a un renziano, Ernesto Carbone, deputato proprietario della Smart con cui l’allora segretario del Pd si presentò a Palazzo Chigi per incontrare Enrico Letta prima della caduta del governo. C’è infatti la possibilità di un ritorno della tassa grazie ad una norma contenuta nella delega fiscale e introdotta nel disegno di legge con un emendamento di Carbone, come spiega l’agenzia Public Policy. Lo scorso 27 febbraio la Camera ha approvato in via definitiva la Delega fiscale, scrive Public Policy,

“che diventa legge, rendendo definitiva anche la norma sulla tassazione delle multinazionali. Attualmente quindi, seppure il dl Salva Roma ter abbia abrogato la norma nella Stabilità (con grande soddisfazione da parte dello stesso premier: “Siamo stati di parola”, twittava il 28 febbraio) il governo Renzi ha l’impegno, in base alla Delega fiscale, di emanare entro dodici mesi un decreto apposito con cui prevede di tassare le società multinazionali che operano in Italia, come Google, in misura proporzionale al fatturato”.

Verso la Boston Marathon: s’intensificano le misure di sicurezza

boston-marathon-tuttacronacaEra il 15 aprile 2013 e a Boston, durante la tradizionale maratona, tre persone perdevano la vita mentre altre 264 restavano ferite a causa di un terribile attentato organizzato da due fratelli ceceni. Ora, mentre si lavora all’organizzazione della corsa di quest’anno, gli organizzatori hanno reso noto che sono state intensificate le misure di sicurezza in vista della gara. E’ stata la Boston Athletic Association ad annunciare che il prossimo 21 aprile, in occasione della corsa, gli atleti non potranno portare con sè borse o zaini, ma potranno sistemare i propri effetti personali in sacchetti trasparenti forniti dagli organizzatori. Per quel che riguarda i due attentatori, Tamerlan Tsarnaev è morto in uno scontro a fuoco con la polizia mentre il fratello Dzokhar, se verrà riconosciuto colpevole, potrebbe essere condannato alla pena capitale.

I Google Glass fanno male alla salute!

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Ecco i primi difetti della punta di diamante della Mountain View, i famosi Goggle Glass farebbero male alla salute e a dirlo è Chris Barrett il primo a filmare un arresto con i Google Glass e a decantare le infinite possibilità nel giornalismo partecipativo. Entusiasta e sempre pronto a condividere in rete le sue esperienze con i suoi occhiali a realtà aumentata, oggi fa un passo indietro e punta il dito contro questo mezzo che potrebbe essere davvero la nuova frontiera di percepire la realtà che ci circonda. I Google Glass causano emicranie questa è l’accusa mossa da Barrett che è anche uno degli sviluppatori che sta i Glass e ha fatto presente all’azienda questo problema per cercare di risolverlo prima che arrivino sul mercato in larga scala e possano davvero creare problemi alla salute a numerose persone.

In Google Maps… finisce anche la retata della polizia a Torino!

street-view-torino-tuttacronacaGoogle Maps è un vero ricettacolo di immagini curiose catturate dalle car della grande “G” nei loro viaggi per documentare il mondo. E sicuramente a tutti capita di scorrere quelle diapositive per crearsi una qualche idea di una città che magari si ha intenzione di visitare. Anche Torino ha le sue mappe, dove compaiono vie e piazze di San Salvario. Ovviamente anche capannelli di persone non mancano, come del resto capita quando si vuol studiare la topografia di una qualsiasi città. Quello che colpisce, tuttavia, è trovarsi, osservando la zona di via Belfiore angolo via Morgari, a guardare una retata della Polizia con agenti in tenuta antisommossa: nulla sfugge alle Google Car, neanche le pubblicità non propriamente positive.

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Per San Valentino… Google ci regala una scatola di cioccolatini “fai da te”!

google-doodle-valentine-tuttacronacaI cioccolatini li creiamo noi quest’anno. Almeno in maniera virtuale. E lo facciamo grazie a Google. Il doodle dedicato alla festa degli innamorati, infatti, prevede che ognuno di noi scelga gli ingredienti per confezionare i bon bon che poi andranno a creare il simpatico, e dolce, omaggio da condividere con le persone amate. Ora sbizzarritevi voi a scegliere gli ingredienti che preferite, ricopriteli di cioccolata e decorateli con frutta secca o codette colorate! E dolce San Valentino a tutti!

Nel giorno in cui iniziano le olimpiadi, Google celebra i diritti umani

 

doodle-sochi-tuttacronaca“La pratica dello sport è un diritto dell’uomo. Ogni individuo deve avere la possibilità di praticare lo sport senza discriminazioni di alcun genere e nello spirito olimpico, che esige mutua comprensione, spirito di amicizia, solidarietà e fair-play.” E’ questo il brano della Carta Olimpica che Google ha tradotto e riportato sotto il doodle apparso oggi sulla sua homepage, in concomitanza dell’apertura delle Olimpiadi invernali di Sochi 2014. Il doodle, che rappresenta discipline olimpiche quali Sci e Hockey, Curling e Slittino, Pattinaggio e Snowboard, ha i colori dell’arcobaleno che ricordano le bandiere simbolo della lotta per i diritti degli omosessuali, al centro della polemica dopo le leggi promulgate da Vladimir Putin che vietano la “propaganda dell` omosessualità”. Nei risultati della ricerca cui rimanda il doodle nessun riferimento a Sochi 2014 ma solo ai principi della Carta: una presa di posizione anche da parte di Mountain view sui diritti gay, un attacco esplicito alle discriminazioni di cui la Russia si sta macchiando. Google, a modo suo e con raffinatezza e senza riferirsi direttamente alla cronaca recente, porta quindi avanti lo stesso messaggio lanciato dai potenti della terra che non assisteranno alla manifestazione inaugurale e degli atleti che potrebbero approfittare della loro visibilità per rincarare il messaggio di libertà di cui questi Giochi si fanno portatori.

Lavoratori più produttivi? Basta sedie!

lavorare-in-piedi-tuttacronacaIn Italia chi ne ha la possibilità colleziona “poltrone”, in America si scopre che rimanere seduti nuoce tanto ai lavoratori che all’azienda, in quanto fa male alla schiena e riduce la produttività. La scelta migliore, quindi, è lavorare in piedi. La nuova tendenza arriva appunto dagli Usa, per l’esattezza dalla Silicon Valley. La convinzione alla basa di una simile innovazione, sostenuta da numerose ricerche che illustrano come il passare molte ore al giorno su una sedia, seduti davanti ad un pc, faccia male non solo alla psiche ma anche al corpo, alla schiena, alla digestione ecosì via, è che la sedentarietà sia il nuovo fumo. Morale: i lavoratori, stando in piedi, guadagnano un 10 per cento netto in più per quel che riguarda la produttività. Scrive Lorenza Castagneri su La Stampa:

 

“Google è stato tra i primi. Il motore di ricerca più cliccato del web ha inserito gli standing desk all’interno del ‘wellness program’ studiato per i suoi impiegati. Ognuno ha la possibilità di scegliere se lavorare seduto a un tavolo tradizionale oppure no. E la maggior parte sembra preferire questa seconda opzione. Lo conferma Jordan Newman, portavoce del colosso di Mountain View, al Wall Street Journal. Dire addio al mal di schiena è una delle motivazioni principali. ‘E poi non sedersi aiuta a mantenersi attivi per tutto il giorno’, assicura chi l’ha provato. Altro che sonnolenza dopo la pausa pranzo. Così si facilita il processo digestivo e il livello di attenzione rimane alto. Non basta. Si bruciano centinaia di calorie e ci si mantiene giovani. Insomma, la lista dei benefici è lunga. E a trarne vantaggio è anche il datore di lavoro. Un gruppo di ricerca di base in un incubatore delle idee in Lettonia ha dimostrato che restare alzati aumenta la produttività del 10 per cento.

Un altro caso è quello di Facebook. Nella sede del social network di Mark Zuckerberg sono già oltre 250 su un totale di duemila i dipendenti che hanno abbandonato la vecchia scrivania. Tanto che la società starebbe pensando di dotarsi di tapis roulant da ufficio, in modo tale che, chi vuole, possa camminare se non addirittura correre mentre digita sulla tastiera e chatta con i colleghi. Forse un po’ troppo, ma tant’è”.

 

In Italia, dove le aziende non hanno adottato una simile pratica, è in rete che si trovano consigli per chi vuole attrezzarsi una postazione di lavoro “su due piedi” in casa. Soluzione indicata per i liberi professionisti o per tutti quelli che lavorano da casa.

 

“Grandi compagnie a parte – continua la Castagneri -, su internet di moltiplicano i siti che danno consigli ai freelance e a chi è abituato a lavorare a casa su dove trovare uno standing desk oppure su come realizzarne uno fai-da-te, armati di chiodi e martello.  O ancora, come insegna in un video Matteo Cassese, imprenditore e designer, assemblando varie componenti tutte Made in Ikea. Tavolini messi uno sopra l’altro e scatole di plastica capovolte. Poi, se il piano di lavoro è ancora troppo basso, basta posizionare sotto il monitor qualche libro che faccia spessore e il gioco è fatto. Spesa totale: 18 euro. Il metodo più low cost che esista. I più professionali, invece, hanno pensato di dotare il proprio tavolo di un meccanismo elettrico. Così la scrivania si può alzare e abbassare attraverso un semplice click”.

Quei facili trucchi di Google che possono cambiarti la vita

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Di trucchi di Google sul web se ne trovano a migliaia, ma proprio per l’enorme quantità offerta spesso gli utenti decidono di continuare a fare le ricerche con le normali procedure: inserire parole per cercare gli argomenti che più interessano. Eppure molte ricerche, se utilizzati alcuni elementari consigli potrebbero migliorare anche del 100%. Oltre ai soli AND e OR (il primo per inglobare nella ricerca due termini e il secondo per ricercare i siti che contengono un termine o l’altro) si può anche utilizzare AROUND per una ricerca a metà strada tra quella ristretta tra le virgolette e quella invece più generica effettuata normalmente. Ma oltre a questi termini ormai di uso comune si può tentare invece di affinare le ricerche e in particolare cimentarsi a esempio sulle pagine vecchie di siti attuali.  

Come fare?

Semplice, La cosa migliore è premettere il nome del sito e poi la chiave di ricerca. Ad esempio, il nome di un giornale, di un blog, di un comune e poi l’argomento che interessa. Questo metodo di ricerca è ottimo anche per gli audiobook e per siti senza spam.

Ma la ricerca può anche partire da un’immagine. Se c’è una foto che attrae la nostra attenzione con il sistema di ricerca all’inverso di Google si può risalire alla fonte della foto: basta inserire come chiave di ricerca l’immagine in questione. Si può fare anche di più: se si vuole conoscere qualche altro dettaglio, basta guardare non i risultati di Google immagini ma quelli normali. Si avranno molte sorprese.

L’altra grande risorsa di Google è poi il completamento automatico. Basta scrivere una frase e poi cancellare una parola, quella che si vuole sostituire. Altrimenti si può ricorrere al buon vecchio asterisco… che a volte può cambiarti la vita!

C’è poi il trucco delle alternative. Basta inserire “vs”. Ad esempio, Apple vs Android. Ma quando non si sa bene con cosa mettere a confronto un elemento, è bene affidarsi ancora al completamento automatico. Apple vs____? E Google risponderà inserendo le alternative più diffuse. Si può anche chiedere “meglio di____” è Google, ancora, completerà.

Ma per le news? Cercare pagine o elementi che sono usciti nelle ore passate, o giorni e settimane intere. Ma se si cerca qualcosa di più specifico, ad esempio gli ultimi dieci minuti, c’è un trucco, e riguarda la Url. Basta aggiungere sigle come &tbs=qdr: alla fine della url, e specificare il tempo che si vuole definire. Ad esempio, h5 per indicare cinque ore, n5 per cinque minuti, e s5 per cinque secondi. Così, per i risultati degli ultimi 10 minuti occorrerà aggiungere &tbs=qdr:n10.

 

Le lattine travolte dalla lava

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L’idea è originale e semplice, ma quello che stupisce è che il web è rimasto come ipnotizzato dal fenomeno… Lui si firma LavaPix ed è un appassionato di vulcani che ha deciso di mettere due lattine di Coca Cola sul percorso della lava fuoriuscita da un vulcano e ha ripreso il fiume infuocato, ad oltre 2000 gradi, che sommerge le lattine. Il video su YouTube e Google + ha avuto un successo insperato!

Dispetti tra colossi: Gmail “non disponibile” e Yahoo cinguetta

google-yahoo-tuttacronacaA fasi alterne, gli utenti di Gmail, il servizio di posta elettronica di Google, questa sera non sono riusciti a effettuare il login e si sono ritrovati a leggere sullo schermo: “Errore temporaneo. Siamo spiacenti, il tuo account Gmail non è attualmente disponibile”.  Pare che il problema si sia presentato in diversi Paesi, non solo in Italia. Yahoo!, storico concorrente dell’azienda, non ha perso tempo ha pensato subito di rendere nota la cosa a tutti, tweettando: “Gmail is temporarily unavailable” (“Gmail è temporaneamente non dispobile”) e allegando un’immagine del messaggio d’errore.  Poco più tardi però il servizio ha ricominciato a funzionare normalmente e, per correttezza, Yahoo! ha scritto, sempre sul social network dei 140 caratteri: “Gmail was temporarily unavailable but now appears to be working again”, “Gmail era temporaneamente non disponibile ma ora sembra che funzioni di nuovo”. Che succederà al primo passo falso di Yahoo!?

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I luoghi oscurati da Google Maps!

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Babilonia, Iraq

Tutto si può vedere su internet? Quasi tutto! Eccetto i luoghi oscurati da Google Maps e Google Earth. Alcuni di essi sono il Palazzo Reale di Amsterdam o l’antica Babilonia… ma quale è il criterio di oscuramento? Da Google,  fanno sapere che loro provvedono ad aggiornare continuamente con le informazioni che arrivano dai loro provider i luoghi che si trovano sulle mappe, anche se le immagini che arrivano sono oscurate. Oltre i luoghi oscurati anche le ragioni appaiono oscure!

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Dian Fossey: nell’82° anniversario della nascita, arriva il doodle

dian-fossey-google-doodle-tuttacronacaE’ nata a San Francisco il 16 gennaio 1932 la zoologa americana Dian Fossey, di cui oggi Google ricorda l’82° anniversario della nascita. Brutalmente assassinata la sera del 26 dicembre 1985 nella sua capanna con un arnese locale, chiamato panga, usato dai bracconieri per uccidere i gorilla una volta caduti in trappola, la Fossey dedicò 18 anni di vita allo studio dei gruppi di gorilla di montagna a Karisoke, in Rwanda e alla loro protezione contro il bracconaggio. Dian fu nota come una dei più grandi primatologi del pianeta e fu la prima a riuscire ad avvicinare questi animali imitandone il comportamento e agendo in modo tranquillo e sottomesso. Proprio a Karisoke fu in grado di redigere alcune delle più importanti osservazioni su questi primati, nonostante gli assistenti l’avessero abbandonata a causa delle condizioni primitive, e fu qui che ingaggiò la battaglia per la loro protezione fino alla dua morte. La sua opera venne ripresa nel film Gorilla nella Nebbia, in cui Sigourney Weaver presta il volto alla studiosa.

Clamorosa gaffe di Google Maps: a Berlino una piazza dedicata a Hitler

google-hitler-tuttacronaca“Adolf Hitler Platz”. E’ questo il nome che Google Maps ha assegnato (o ri-assegnato, visto che così si chiamava durante la dittatura nazista) a una piazza di Berlino. A scoprire la gaffe il quotidiano berlinese BZ, che ha costretto Google a una rapida rettifica.  La piazza in questione si trova a Charlottenburg-Wilmersdorf, nella parte ovest della capitale tedesca. Attualmente porta il nome del primo presidente della Repubblica Federale, Theodore Heuss. Prima dell’avvento del nazismo, il nome era Reichskanzlerplatz (piazza del cancelliere del Reich).

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Google augura buon anno… in stile Disco Music!

google-doodle-san-silvestro-tuttacronacaBig G festeggia l’arrivo del nuovo anno in stile Disco Music. Sulla homepage di Google ha infatti fatto la sua comparsa un doodle animato che strizza l’occhio agli anni Ottanta, con tanto di dance floor da discoteca e palla stroboscopica. I numeri del 2013 personificati ballano sulla pista del doodle e si godono la notte di San Silvestro mentre il numero quattro è pronto per entrare in pista e iniziare a ritmo di musica il nuovo anno. Cliccando sul Doodle, Google porta alle ricerche relative a San Silvestro 2013. Non solo, c’è anche la possibilità di entrare nella pagina che mostra i temi più ricercati degli ultimi 12 mesi. Che altro dire… Buon Anno!

Nella Silicon Valley, guerra ai dipendenti di Google e Apple

google-protesta-tuttacronacaLa crisi non ha risparmiato neanche la Silicon Valley e si cercano i “colpevoli”: sarebbero i dipendenti di Google e di Apple, contro i quali è scoppiata la guerra. I maxi stipendi dei techies sono il motivo per il quale aumentano gli affitti degli appartamenti e chi non lavora negli uffici dei giganti dell’hi tech rischia di essere cacciato. Per questo motivo a San Francisco e a Oakland è esplosa la rabbia di un movimento che organizza la protesta sul web, mettendo in piedi flash mob il cui scopo è bloccare i bus che portano a lavoro i dipendenti di Big-G e della mela morsicata. Visto che si parla di rete, non poteva mancare qualcuno che twittasse una foto destinata a diventare virale. Lo scatto è di Craig Frost, dipende di Google, e ritrae i manifestanti con lo striscione “Google vaf…” che impedisce il passaggio del bus che porta i geek a Mountain View.  Nelle rivendicazioni si usa il termine di “gentrification” (i cambiamenti socio-culturali in un’area, risultanti dall’acquisto di beni immobili da parte di una fascia di popolazione benestante in una comunità meno ricca ). Non solo, nei volantini si parla anche di tutti i vari benefits che hanno i dipendenti di Google. Tra le altre rivendicazioni dei manifestanti, l’uso delle fermate pubbliche per i bus aziendali dei colossi dell’hi tech e il traffico che i mezzi creano in città. Si parla di “ingiustizia nel sistema dualistico della città, dove il pubblico paga e le imprese private guadagno”.

Anche per Santo Stefano arriva un nuovo doodle: torna la neve!

google-santostefano-tuttacronacaGoogle continua a festeggiare il periodo Natalizio e allo scoccare della mezzanotte ecco che nella home page del colosso del web è apparso un nuovo doodle. Dopo la slitta e il paesaggio urbano, ecco che torna la neve e un paesaggio rurale: si tratta di una capanna immersa nel bianco, mentre soffici fiocchi scendono dal cielo. Ancora una volta, cliccando sull’immagine si entra nella pagine di ricerca “Buone Feste”.

Buone Feste… da Google! Pronti a salire in carrozza?

doodle-google-natale-tuttacronacaTorna a ripetere Buone Feste Google, che anche per quest’anno ha scelto per il suo doodle, il disegno con cui rimpiazza il logo in particolari occasioni, di evitare ogni riferimento religioso al periodo festivo: in realtà neanche “buone feste” compare nel doodle, ma è il risultato della ricerca che si raggiunge cliccandoci sopra. Il doodle delle feste sono una tradizione del colosso del web da svariati anni e come l’anno scorso, anche in questo 2013 arrivano due puntate successive: se per la Vigilia il paesaggio era innevato e vi compariva una coppia su una slitta trainata da un cavallo, per il 25 cambia la location: ecco allora che arriva un doodle urbano, con tato di bus e auto. Niente neve, ma alberi di Natale, pronti o da decorare che siano.

Il mistero del Doodle natalizio…

google-doodle-natale-tuttacronacaHa fatto la sua apparizione il Doodle di Google dedicato al Natale. Si tratta di una semplice cartolina, quasi “aziendale” che mostra una coppietta intenta a godersi un giro in slitta mentre tutt’attorno a lei un manto di neve ricopre il paesaggio. E la domanda sorge spontanea: Google che ci ha abituati ai suoi Doodle animati e interattivi, davvero si è limitata a una semplice immagine cliccando la quale si entra nella pagina di ricerche “buone Feste”? L’anno scorso il Doodle mostrava dei giocattoli in marcia e va segnalato che la scelta tematica è rimasta invariata: nessun richiamo religioso, nessun Buon Natale: un Buone Feste, piuttosto, adatto a una multinazionale famosa in tutto il mondo. Ovviamente non sono mancate, oltreoceano, le critiche per il fatto che “Christmas” sia scomparso dalla home, con i più religiosi che hanno letto nella scelta laica un tentativo di mettere a tacere il tono religioso di una celebrazione che ha alcuni potenti connotati economici per il mercato consumer. Resta il fatto che ci si chiede se il 25 dicembre non apparirà un altro Doodle meno formale e più in linea con lo stile dei precedenti. In attesa di scoprirlo, non dimentichiamoci però che c’è sempre la possibilità di seguire in tempo reale il viaggio di Babbo Natale: ricordatevi il bicchiere di latte e i biscotti per l’adorabile signore che porta i doni!

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Arriva il solstizio d’inverno… e un doodle per lui!

google+doodle-tuttacronacaCosa c’è di più invernale che non lavorare a ferri? E’ quello che deve aver pensato il disegnatore Christoph Niemann, illustratore, graphic designer e autore di diversi libri inclusi alcuni per bambini, nel realizzare il Doodle animato che Google propone in occasione del Solstizio d’inverno. In realtà non è una novità, almeno, non in tutto il mondo. A giugno infatti, mentre noi celebravamo il solstizio d’estate, nell’emisfero australe accoglievano l’inverno… con questo stesso doodle. Il solstizio in astronomia è definito come il momento in cui il Sole raggiunge, nel suo moto apparente lungo l’eclittica, il punto di declinazione massima o minima: è quindi il giorno in cui sia l’emisfero Nord che quello Sud della Terra ricevono rispettivamente il minimo e il massimo irraggiamento solare nel corso dell’anno. Il termine “solstizio” significa “Sole stazionario” e indica che in questo momento astronomico il sole non si alza né si abbassa rispetto all’equatore celeste:  è il momento dell’anno nel quale il Sole raggiunge la sua minima declinazione e la sua minima altezza sull’orizzonte, segnando così l’inizio della stagione invernale e costituendo la notte più lunga dell’anno.  Dopo il Solstizio, le giornate ricominciano infatti poco alla volta ad allungarsi e, come tutti i momenti di passaggio,questo è un giorno carico di valenze simboliche e magiche, dominato da miti e simboli provenienti da un passato lontanissimo.

La ragazza che batte sia Mandela che il Papa

nabilla-tuttacronacaLei si chiama Nabilla e, sebbene in Italia non abbiamo idea di chi sia, in Francia è famosissima per essere la protagonista di un reality molto trash. E fama, nell’era 2.0, significa anche “molti click”. Infatti è risultata essere lei la più ricercata su Google France, davanti sia a Nelson Mandela, l’eroe della lotta contro l’Apartheid recentemente scomparso, che a Papa Francesco. Il fatto non poteva passare inosservato e infatti il quotidiano francese Le Monde ha pubblicato un articolo scandalizzato sulla vicenda.

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La Google Tax “è illegale”: così Forbes

google-tax-tuttacronacaIeri sera la commissione Bilancio della Camera ha approvato un emendamento alla legge di Stabilità che introduce in Italia, prima in Europa, la “Google tax”. Stando all’emendamento, i giganti del web dovranno avere partita Iva italiana. Il governo si è rimesso alla Commissione, dando cioè un tacito assenso. In questo modo i volumi di vendita realizzati in Italia sarebbero anche fatturati nel nostro Paese, con il conseguente gettito. In pratica i guadagni derivanti dalla vendita di pubblicità, nell’e-commerce o nel gioco on line sarebbero fatturati in Italia. Dubbi li hanno sollevati Giampaolo Galli e Marco Causi del Pd, timorosi che questa norma possa andare in contrasto con le normative europee visto che il dossier a Bruxelles non è stato ancora affrontato. Contro la Google Tax, tuttavia, si è già scagliato il prestigioso giornale statunitense Forbes che l’ha definita illegale. Il quotidiano, in precedenza, si era già scagliato contro il presidente della commissione Bilancio della Camera Francesco Boccia, principale promotore della proposta di legge con cui si punta a costringere i colossi del web a fare i conti con il Fisco del Belpaese. L’emendamento approvato ieri, in pratica, obbliga le multinazionali del web ad aprire in Italia la partita Iva. Questo significa che aziende come Google e Facebook dovranno rinunciare agli escamotage utilizzati finora per pagare meno tasse possibili. In questo modo, infatti, i volumi di vendita realizzati in Italia verranno fatturati nel nostro Paese anziché in altre nazioni con regimi fiscali agevolati, come ad esempio l’Irlanda. Se la nuova tassa, come si prevede, genererà un gettito consistente, stimato in centinaia di milioni di euro, si tratta comunque per un duro colpo per i colossi del settore. Le entrate prodotte dalla web tax confluiranno nel fondo per il taglio del cuneo fiscale, dove affluiranno anche quelle derivanti dalla lotta all’evasione, oltre a una dote proveniente dalla spending review di Carlo Cottarelli. Secondo Forbes, tuttavia, l’emendamento sarebbe in disaccordo con quanto previsto dalle normative europee, così come avevano preventivato Causi e Galli. Sempre a Bruxelles è in fase di studio una tassa simile da far adottare ai Paesi Ue. L’Italia, se la proposta di legge dovesse concretizzarsi, farebbe da apripista.

Da rifugio degli innamorati a covo di cuori infranti?

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Un’isola a forma di cuore che è diventata  famosa in tutto il mondo grazie a Google Earth. Si chiama Galesnjak, e si trova in Croazia. Un rifugio degli innamorati, peccato che invece a causa del disboscamento operato proprio per lanciare il business rischia di diventare il covo dei cuori infranti. Il proprietario dell’isola infatti ha rimosso la vegetazione spontanea per poter piantare ulivi e per adibire un’area alla celebrazione di matrimoni, peccano che dall’alto di Google Earth, l’immagine è impietosa: un cuore con cerotti!

Il Cavaliere fa guerra al re del web, Mediaset contro Google

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Una battaglia giudiziaria forse Silvio Berlusconi ruscirà a vincerla e potrebbe portargli 800 milioni di euro. La causa in questione era iniziata nel 2008 quando il colosso di Mountain view, secondo l’azienda della famiglia Berlusconi, non vigilò sulla pubblicazione su Youtube, di proprietà di Google, di 65 mila video coperti da diritto di autore Mediaset.  Google, dal canto suo, ha sempre respinto ogni responsabilità nei video pubblicati dagli utenti.

Come spiega l’HuffPost:

La sentenza del Tribunale delle imprese di Roma dovrebbe arrivare nelle prossime settimane ma c’è un particolare che riaggancia la causa milionaria contro Google con un’altra, storica, conclusasi in sede civile con il maxi risarcimento da quasi 500 milioni di euro per Mediaset: quella del Lodo Mondadori. A decidere sarà infatti il presidente del tribunale Tommaso Marvasi, nome non nuovo per Berlusconi.

Il giudice Tommaso Marvasi (…) è citato, insieme al padre Mario, giudice romano deceduto, negli atti del processo Lodo Mondadori come amico di famiglia di Cesare Previti. Ora è Stefano il titolare dopo che papà Cesare è stato radiato dall’albo proprio per la sua condanna a un anno e sei mesi per corruzione giudiziaria sul caso Lodo Mondadori. In quel processo l’ex procuratore di Roma, Orazio Sava, aveva raccontato di una cena a casa Previti alla quale avevano partecipato Mario Marvasi e il figlio Tommaso.

Una lampada illumina le ricerche di Google!

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Google e il suo doodle dedicato all’architetto e designer Gae Aulenti. Gae, morta a 84 anni poco più di un anno fa, è stata davvero un faro per molti altri architetti a livello internazionale. Google per celebrarla ha scelto la lampada a pipistrello, uno degli oggetti più famosi disegnati dall’Aulenti. Nella sua carriera Gae, diminutivo di Gaetana, ha poi portato avanti grandi progetti di riqualificazione come Gare d’Orsay di Parigi, negli anni ’80 con l’allestimento del Museo d’Orsay al suo interno, il Palavela a Torino, la risistemazione di Piazzale Cadorna a Milano. Nella sua carriera ha poi anche collaborato con registi teatrali come Luca Ronconi, con il quale ha realizzato scenografie e allestimenti.

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Questo video di una sua intervista rilasciata a Cristina Sivieri Tagliabue tratta della città come specchio dei problemi che le società sviluppano al loro interno. Gae Aulenti racconta come l’ordine a tutti i costi disgrega il tessuto sociale, e il potere dell’architettura di ridare dignità al territorio e al cittadino che lo abita.

In quest’altro video Gae Aulenti visita il cimitero Monumentale di Milano e passeggia con l’autrice, Valeria Paniccia, alla ricerca delle tombe di celebri personaggi.

Questo invece il video del doodle a lei dedicato:

Anniversario della nascita di Maria Callas: Google la ricorda con un doodle

doodle-maria-callas-tuttacronacaAvrebbe compiuto 90 anni oggi la soprano Anna Maria Cecilia Sophia Kalogeropoulou, conosciuta come Maria Callas. La cantante greca, nata a New York il 2 dicembre 1923 e spentasi a Parigi il 16 settembre 1977, contribuì a riscoprire e valorizzare il repertorio italiano del primo ottocento, ovvero Vincenzo Bellini e Gaetano Donizzetti (“belcanto renaissance”). Conosciuta in tutto il mondo, visse tra Stati Uniti, Grecia e Italia e riempì i teatri con le sue interpretazioni di, tra i più noti, Bellini (Norma, Puritani, Sonnambula), Donizetti (Lucia di Lammermoor), Verdi (Traviata, Trovatore, Aida), Ponchielli (La Gioconda) e Puccini (Tosca, Turandot). Ma il suo nome non fu legato solo al mondo della musica: nota alla crona fu anche la sua vita privata, in particolar modo la sua storia con Aristotele Onassis. Il mito che si è costruito intorno a Maria Callas ha fatto sì che venisse riconosciuta anche con l’appellativo di Divina. Grazie al doodle è possibile ottenere i risultati chiave di ricerca di Maria Callas, basta cliccarci sopra. 

Viaggia come un hobbit nella Terra di Mezzo: ti aiuta Google

terra-di-mezzo-tuttacronacaIl 12 dicembre, in Italia, uscirà al cinema il secondo capitolo della trilogia de Lo Hobbit, “La desolazione di Smaug”. E per “ambientarsi” Warner Bros., New Line e Google si sono riuniti per permettere agli amanti del mondo fantastico immaginato da J.R.R. Tolkien di “farsi un giro” nella Terra di Mezzo.

Nel sito è possibile visitare i luoghi fantastici dove l’hobbit Bilbo Baggins vive le sue avventure. Al momento ci sono tre località sulla mappa interattiva: il bosco dei Troll, Gran Burrone e Dol Guldur. Per ognuno di questi è prevista una presentazione video con sottotitoli in italiano e un videogame con cui calarsi nell’avventura. E se si è curiosi di scoprire altri luoghi, tra qualche giorno ne saranno disponibili altri tre.

Di nuovo guai! Bieber e la guardia del corpo

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Bieber è stanco di essere visto come  “il ragazzino del banco accanto”, ma vuole diventare un artista maturo, con un fisico da uomo e non da adolescente e una musica, che secondo le sue intenzioni, è “dettato dalla cultura nera”. Come riuscire a cambiare immagine all’eterno enfant prodige? Con un documentario dal titolo “Believe”, omonimo al tour che ha visto il cantante protagonista in tutto il globo. Del documentario in uscita a Natale, è già uscito il trailer:

Ma ultimamente l’immagine di Bieber si è un po’ offuscata, forse a causa dei continui scandali o presunti tali che lo hanno coinvolto. Dalle liti con i vicini di casa all’uscita da un bordello, sembra che il cantante sia ancora alla ricerca di se stesso. L’ultimo piede in fallo lo ha messo proprio ieri: il cantante e il suo seguito stavano tuffandosi dagli scogli della Shipwreck’s Beach, una delle più famose spiagge delle Hawaii, nell’isola Kauai. Un turista si è messo a scattare foto, e una delle guardie del corpo, Dwayne Patterson, gli si è avvicinato e gli ha chiesto di cancellare le immagini. L’uomo, un 29enne, si è rifiutato di farlo, e Patterson gli ha strappato la macchina fotografica di mano e l’ha distrutta. E’ arrivata la polizia, Patterson è finito in guardina ed è stato poi rimesso in libertà dopo il pagamento di 3 mila dollari di cauzione.

I paragoni con altre star “bruciate” troppo presto, come Lindsay Lohan, Britney Spears o Amanda Bynes, viene spesso fatto quando la stampa parla di Justin. Ma il suo manager è categorico nel contestare questo paragone: “Che dicano quel che vogliono. Qualche mese fa dicevano che Justin stava andando fuori di testa. Da allora non ha mancato un appuntamento, ha lavoratro diligentemente. Dunque: che stiano zitti. Justin non sta impazzendo, non ha bisogno di andare a rihab e non diventerà un altro numero nella statistica dei burned out”.

#youtubedown, il black out di YouTube: il mondo s’interroga

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In Italia era notte, ma in altre zone del mondo il disagio si è avvertito eccome. I server di Google che gestiscono il portale Youtube sono andati in blackout, intorno alle 23,10 di lunedì e il problema ha interessato gran parte degli utenti. Se si cercava un video, ci si ritrovava di fronte alla scritta  “500 internal several error”. Da cosa è stato dovuto? Il problema non era tecnico, ma è stato invece un gruppo di hackers, Team Inj3ct0r,  che poi hanno rivendicato l’attacco su twitter. Tra Facebook e Twitter ha iniziato a diffondersi l’hashtag #youtubedown, con segnalazioni, ironia e fiducia sul veloce ripristino di tutte le attività.

Google ricorda Hermann Rorschach… e ci fa fare il test!

google-doodle-tuttacronacaGoogle e la psiche umana. Il doodle che il celebre motore di ricerca ci regala oggi è dedicato a Hermann Rorschach, il famoso psichiatra svizzero che avrebbe compiuto 129 anni l’otto novembre. Nato a Zurigo nel 1884, deve la sua fama al test psicologico proiettivo che utilizza macchie d’inchiostro nelle quali il paziente riconosce delle figura che poi indica al terapista. Il disegno è simmetrico e trae l’illusione dell’ordine e dello schema dal fatto di essere diviso in due metà uguali. Le risposte vengono al termine ricondotte ad un grande elenco standard che, a giudizio dei sostenitori dell’attendibilità del test, permette di delineare un profilo del soggetto che si è sottoposto.  Profilo che rivelerebbe le attitudini, la personalità attinente alla sfera delle relazioni sociali, dell’affettività e dell’intelligenza nonché permetterebbe di individuare eventuali aspetti problematici del soggetto che si è sottoposto al test . Figlio di un insegnate d’arte, Rorschach scelse di dedicarsi alla scienza solo dopo aver conseguito il diploma di scuola superiore, laureandosi in medicina e appassionandosi alla psicanalisi. Morì molto giovane, a soli 37 anni, il 2 aprile 1922, stroncato dalla peritonite. Il Doodle, interattivo e animato, ci propone una versione del test i cui risultati Google ci invita a condividere. Cosa vedete?

Il giallo del data center galleggiante, Google ammette l’esistenza dell’hangar 3!

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Il giallo stavolta è nella baia di San Francisco, in una chiatta ormeggiata all’ombra del Bay Bridge al largo di Treasure Island. A fine ottobre il giornale specializzato CNET aveva già parlato di server galleggianti che avrebbero ospitato data center, ovvero contenitori virtuali di informazioni reperite online, ora avviene la definitiva conferma da parte di Google. Perché posizionare i server su una chiatta galleggiante? Per sfruttare il raffreddamento offerto dall’oceano e posizionare i server in acque internazionali cioè fuori dalla giurisdizione Usa dell’Nsa.

Una chiatta, decine di container accatastati, recinzioni, guardie ovunque e un accordo di segretezza con il governo degli Stati Uniti. Si infittisce il mistero sull’hangar 3 nella baia di San Francisco: a fine ottobre il giornale specializzato CNET aveva ipotizzato la creazione di server galleggiante che avrebbero ospitato data center, gli enormi contenitori virtuali di informazioni recepite online. Server galleggianti per sfruttare il raffreddamento offerto dall’oceano e posizionati in acque internazionali, sfuggendo così alla giurisdizione Usa dell’Nsa. Ma quali informazioni custodisce? Che utilizzo ha? Quale sarà il futuro? Non c’è risposta a queste domande… intanto però è stata scoperta una seconda struttura del tutto simile a quella di San Francisco e stavolta la costruzione galleggiante è stata avvistata a Portland, nel Maine. Come scrive il Messaggero:

L’unica cosa certa è la segretezza calata sulla misteriosa struttura, un prodotto sperimentale del famigerato Google X, il laboratorio avveniristico guidato direttamente dal co-fondatore di BigG Sergey Brin : secondo Reuter Google ha chiesto a funzionari del governo degli Stati Uniti di firmare accordi di riservatezza. Un dipendente della Guardia Costiera che ha visitato la struttura ha dovuto firmare un accordo di non divulgazione con il gigante di Internet, ha detto Barry Bena, portavoce della Guardia Costiera degli Stati Uniti. Secondo The Verge ci si è appellati al “segreto commerciale”.

Alcuni siti specializzati ipotizzano che all’interno dei misteriosi hangar possono nascere degli showroom per la vendita dei Google Glass. Il sindaco di San Francisco, come riportato dalla stampa online, dice di non sapere cosa sia, mentre la polizia spiega che non rientra nella sua giurisdizione.

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La carica del Pd su Google, tassare il colosso per aumentare cuneo fiscale

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L’idea è perfetta, ma la scelta dei tempi non è certo delle migliori. Il Pd torna alla carica su Google e vuole tassare le attività in Italia della società di Mountain View e degli altri colossi del web. Giusto! Peccato che all’estero già si è tentato di fare una cosa simile e quello che ne è derivato sono stati solo passi indietro. In Italia quante attività si svolgono con Google? Quanti sono direttamente o indirettamente impiegati nel colosso americano? Quale indotto ha? Ecco tassare Google, purtroppo, significherà inesorabilmente perdere posti di lavoro. Con tale tassazione si vorrebbe portare risorse per applicare un cuneo fiscale ben più rilevante di quello attualmente varato dalla Legge di Stabilità.

L’idea davvero potrebbe portare molte risorse ma tra beneficio e danno ci sarà davvero un saldo positivo?

L’intenzione di far intercettare al fisco una parte degli introiti pubblicitari che ogni giorno vengono prodotti sul web era già stata inserita nel disegno di legge delega sulla riforma del sistema fiscale, che però per sua natura non è immediatamente operativo e richiede un successivo decreto del governo. Una norma contenuta nella manovra di bilancio potrebbe intervenire più direttamente, anche se restano alcune difficoltà tecniche. Il nodo è che Google e gli alti giganti non fanno passare questi profitti dal nostro Paese, anche se sono riferiti a traffico generato in Italia: dunque si tratterebbe di imporre loro una forma di presenza più evidente come l’apertura di una partita Iva.

Google+ si arricchisce di nuove funzioni: arrivano anche i GIF

google+tuttacronacaGoogle+ offre nuove funzioni e migliora quelle già presenti ai 540 milioni dei suoi autenti attivi ogni mese. Quello che già da questa settimana si potrà testare sono le correzioni automatiche delle fotografia, le nuove funzioni video e i cambiamenti per Google Hangout. Per quel che riguarda quest’ultimo, una nuova app per Android integrerà le funzioni di localizzazione e di gestione degli Sms. La qualità delle videochiamate sia su smartphone che su pc con modalità full screen e l’aggiustamento automatico della luminosità dello schermo. Occhio di riguardo per le fotografie, con oltre 1.5 miliardi di nuove immagini postate ogni settimana. Ora sarà possibile effettuare la ricerca delle immagini grazie all’inserimento di parole chiave che permettono d’identificare quello che si desidere. Ma c’è anche la funzione “gomma”, capace di acquisire una sequenza di foto e cacellare gli oggetti in movimento presenti e che “disturbano” lo scatto. Non solo, grazie alla funzione filmato è possibile creare automaticamente un film con i momenti migliori fra le foto, includendo effetti, transizioni e colonna sonora, che è anche possibile modificare ulteriormente. Un nuovo strimento, inoltre, permette di catturare oggetti in movimento e creare una foto con effetto strobo. Infine, una nuova funzione Snapseed e un nuovo filtro HDR Scape, simile all’High Dynamic Range (HDR) ma che fornisce i risultati con un solo tocco. E per gli appassionati delle animazioni, si avrà la possibilità di creare GIF.

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I cookie a Google, Fb e Microsoft non bastano più: ora vogliono la torta?

cookies-tuttacronacaGoogle, Facebook e Microsoft si preparano a dire addio ai cookie, ossia quei piccoli frammenti di codice informatico che da più di vent’anni vengono impiegati per eseguire autenticazioni automatiche e memorizzare informazioni relative agli accessi ai siti web. Ma ad approfittare dei “biscotti” sono le grandi aziende del web: i cookie infatti permettono di tener traccia dei movimenti degli utenti, fattore che permette di migliorarne la profilazione e vendere più efficacemente gli spazi pubblicitari agli inserzionisti. Perchè le grandi aziende dovrebbero quindi dir loro addio? Lo spiega il  Wall Street Journal: si mira a qualcosa che sia ancora più efficente in questo genere di raccolta informazioni. Tale mossa, del resto, “potrebbe cambiare radicalmente gli equilibri di potere nell’industria pubblicitaria globale”, che attualmente muove oltre 120 miliardi di dollari l’anno, e “costringere tutti gli agenti commerciali che operano sul web a ripensare completamente le proprie strategie”. Come ricorda Wired, lo scorso mercoledì Microsoft ha annunciato che darà agli inserzionisti la possibilità di monitorare da vicino gli utenti di applicazioni per Windows 8 e 8.1. L’azienda di Redmond assegnerà a ogni utente un numero identificativo unico che traccerà la loro attività su tutte le app. Una mossa che segue quella analoga di Apple, che all’inizio degli anno aveva offerto ai suoi partner commerciali la possibilità di personalizzare le pubblicità mostrate agli utenti, seguendoli con un id unico per smartphone e tablet. Non solo, anche Google valuta la possibilità di passare a un sistema che assocerebbe un identificatore univoco e anonimo a ogni utente. Il sistema metterebbe insieme i dati relativi agli utenti sui diversi prodotti dell’azienda, come Chrome, Gmail e Android, ufficialmente per “migliorare la sicurezza, l’esperienza di utilizzo e assicurare che il web resti economicamente sostenibile”. Ma, naturalmente, dietro tutto questo ci sono i tanti, tantissimi soldi della pubblicità.

La chiesa a forma di pene

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Ha una forma molto particolare la Chiesa dei Cristiani Scientisti, a Dixon in Illinois. Se si guarda Google Maps e si scrive l’indirizzo della Chiesa si rimarrà sicuramente interdetti… almeno dall’alto sembrerebbe che la Chiesa ha una forma che richiama quella dell’organo maschile.

 

E questo cos’è? La chiatta di Google che incuriosisce il mondo

google-tuttacronaca-sanfranciscoCos’è? Di cosa si tratta? Se lo chiedono tutti da quando una strana chiatta ha fatto la sua apparizione nella baia di San Francisco ed è simile all'”oggetto” apparso a Portland, nel Maine. Si dice sia sicuramente di Google, ma le speculazioni sono diverse: c’è chi parla di un datacenter, chi di un negozio itinerante per la promozione dei Google Glass. La prima ipotesi non è poi così illogica: tra i progetti di Google rientrano infatti i datacenter marini che oltre a non aver problemi con il raffreddamento ad acqua e godere del vantaggio di non pagare le tasse municipali sulle proprietà, possono venire alimentati da impianti che sfruttano il moto ondoso. Del resto anche l’idea di un negozio itinerante non è così impossibile: offrirebbe l’opportunità di creare eventi nei porti, come del resto già sta accadendo con questi due primi esempi. La certezza è che la produzione dei Glass sta aumentando e nel 2014 ci sarà il lancio. L’azienda ha assicurato che l’obiettivo è rendere anche l’esperienza d’acquisto coinvolgente, anche se sarà possibile procurarseli online.

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Il doodle di oggi… ci fa volare e precipitare, in omaggio a Garnerin

doodle-google-tuttacronacaE’ il 216° anniversario del primo lancio con il paracadute oggi, 22 ottobre, e Google non poteva mancare all’appuntamento regalando a tutti i suoi utenti un doodle animato interattivo. Ecco allora che Big G ci fa fare un tuffo nel passato (e tra le nuvole) ricordando André-Jacques Garnerin, l’inventore francese che per primo utilizzò il paracadute lanciadosi su Parc Monceau il 22 ottobre 1797 da una mongolfiera, macchina volante di cui era pilota esperto, che aveva raggiunto quota 900 metri.

André-Jacques-Garnerin-tuttacronacaGrazie al doodle di oggi, abbiamo la possibilità di librarci nel cielo per poi precipitare da 900 metri comandando e direzionando la caduta del protagonista. Nel 1797 caduta atterraggio furono molto avventurosi per il pioniere dell’aria che tagliò la fune che lo collegava al pallone aerostatico lasciando che l’aria aprisse il suo paracadute, una specie di ombrello privo di stecche rigide assicurato ad un palo centrale. Garnerin restò aggrappato con tutte le sue forze alla cesta che lo conteneva, mentre veniva sballottato furiosamente e raggiungeva il suolo con un impatto molto forte. Da tutto questo, però, uscì illeso. E voi, dove atterrerete?

La Sardegna si affranca… ma solo in Google Maps e solo per un mese!

Gmaps-Sardo-tuttacronacaL’idea è partita, come l’era 2.0 richiede, da Facebook, dove si era creato un gruppo dal nome “Modifichiamo in Sardo i toponimi della Sardegna su Google Maps. Basta un click”: via i nomi che tutti conosciamo e spazio ai toponimi in lingua sarda. Ecco allora che improvvisamente si leggeva Nùgoro al posto di Nuoro, Casteddu invece che Cagliari,  Sassari si è trasformata in Tàtari e Oristano ha riconquistato l’antica dizione di Aristanis. E così via. Perchè chi ha risposto all’appello si è dedicato a un lavoro certosino di riscrittura della mappa in rete. Ma la carta è stata a dispostizione solo per un mese, dopo di che Google si è accorto di quanto stava accadendo e ha ripristinato la normalità toponomastica ponendo fine alla Repubblica Cibernetica di Sardigna. L’utente del social blu aveva dato il via alla rivoluzione perchè arrabbiato con una recente disposizione governativa che aveva imposto ai comuni dell’isola di togliere i cartelli bilingue. Conseguenze: per circa un mese, quasi tutti i comuni di Ichnusa sulla mappa di Google riscritti in sa limba, la lingua sarda. Questo è stato possibile per la presenza dell’applicazione Google Map Maker, che rende possibile modificare i nomi delle località.

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Zuckerberg pretende la privacy, ma non la concede

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Comportamento davvero “contraddittorio” da parte del fondatore di Facebook, Mark Zuckerberg che dopo aver acquistato per 30 milioni le case dei suoi vicini per paura che un costruttore potesse edificare ville nella zona adiacente alla sua casa e poi puntare sul suo nome per alzare il prezzo di acquisto, sembra invece voler privare i suoi utenti di qualsiasi tutela. Facebook infatti eliminerà una sezione delle impostazioni di riservatezza rendendo ogni profilo utente visibile a chiunque nelle ricerche sul social network. Quindi uno stalker sarà facilitato, così come sarà facile l’accesso ai dati personali per un datore di lavoro o ancora qualche malintenzionato potrebbe vedere una foto scattata in vacanza e svaligiare la casa di un ignaro utente che aveva postato, forse con un po’ di ingenuità, le proprie foto. Privacy zero!!! Anche da parte di  Google+ e YouTube che hanno comunicato che verranno venduti i commenti e le foto dei loro utenti su suoi servizi o siti collegati. Chi fermerà questa speculazione? Chi punirà questo furto legalizzato? Chi porrà freni alla vendita di dati personali?

Forse quelle case appena acquistate da Zuckerberg saranno pagate da ora in poi con le foto di ignari utenti che si troveranno a fare da testimonial a prodotti anche disdicevoli. Siamo tutti merce di scambio, peccato che sulle nostre facce siano i “cannibali del web” a fare i soldi, mentre gli utenti s’impoveriscono e restano disoccupati.

 

Google investirebbe in Italia, ma manca la banda larga

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Google sarebbe pronto a investire in Italia, lo ha reso noto il  presidente esecutivo ex amministratore delegato Eric Schmidt presente alla giornata conclusiva di “Big Tent Made in Italy: la sfida digitale” tenutasi a Roma, ovvero l’evento organizzato da Mountain View in collaborazione con Unioncamere: Schmidt ha dichiarato:

«Google investirà in Italia per sostenere le eccellenze del Paese. Ma il Governo dovrà garantire la banda larga veloce ovunque, nulla può accadere senza questo».

Il governo ha appena levato 20 milioni che l’Agenda Digitale stanziava (con il decreto Crescita 2.0) per eliminare il digital divide nel Centro-Nord entro il 2014.

Dopo qualche giorno  il viceministro allo Sviluppo Economico, Antonio Catricalà, assicurava  che questi fondi sarebbero stati ripristinati in altro modo perché affermava: «non possiamo tornare indietro sulle promesse fatte», e  concludeva, « troveremo una copertura nella Legge di Stabilità»

Vedremo quindi cosa verrà incluso nella Legge di Stabilità.

Dagli schieramenti della guerra fredda ai “4 regni” virtuali!

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Prima il mondo era diviso in due Blocco Occidentale e Blocco Sovietico, ora invece si hanno 4 regni virtuali: Google, Facebook, Baidu, Yahoo. Lo studio è stato fatto da due ricercatori dell’Oxford Internet Institute, Mark Graham e Stefano De Stabbata, e mira a creare la mappa mondiale del web Paese per Paese. Facebook è il più cliccato in Nord Africa, Medio Oriente, nei paesi del Sud America affacciati sul Pacifico (con l’eccezione dell’Argentina e dell’Uruguay). Google, invece, va forte in Nord America, Europa e Asia. Baidu, il principale motore di ricerca in lingua cinese, arriva in testa solo in Cina e Corea del Sud, ma il numero complessivo degli utenti connessi è così alto che l’area copre una bella fetta della mappa mondiale del web. Anche Yahoo, al primo posto solo in Giappone e a Taiwan, occupa un certo spazio.

Accanto ai quattro grandi regni, ci sono i piccoli “principati”: Yandex, mail.ru, VKontakte e AlWatan Voice. Il motore di ricerca Yandex è il sito più cliccato in Russia, mentre la piattaforma di posta elettronica mail.ru è in testa in Kazakistan. Il social russo VKontakte, invece, domina la classifica dei siti più visti in Bielorussia. L’unica eccezione in un mondo diviso tra motori di ricerca e social è la testata online AlWatan Voice , il sito più visitato dagli internauti dei Territori Palestinesi.

 

Quando in Google… si cercano le proprie tracce! Gli egosurfer

Egosurfing-tuttacronacaIl Pew Research Center ha iniziato nel 2001 a fare indagini per capire quante persone, in Internet, fanno ricerche in Google inserendo il proprio nome. Stando a quanto rilevato dal Pew, nel 2012 l’ha fatto il 56% degli americani, rispetto al 22% di undici anni prima. Sempre secondo l’indagine, gli egosurfer, come vengono definiti in gergo, sarebbero per il 58% sono maschi e bianchi, mentre la percentuale più alta per fasce di età si ritrova tra gli utenti tra i 18 e i 29 anni (con il 64%), seguiti da quelli tra i 30 e i 49 anni (58%). Superati i 50, invece, l’attenzione sembra spostarsi da se stessi, magari per ricercare online figli e nipoti. Inoltre, dalla ricerca emerge che il 24% degli intervistati non utilizza esclusivamente i motori di ricerca per le indagini biografiche, ma anche social network, forum e altri siti. Perchè inserire il proprio nome in Google? Per egocentrismo, narcisismo, curiosità di sapere cosa gli altri pensano/dicono di noi. Ma non solo. L’individualismo narcisista della generazione dell’era di internet, la me generation, non è infatti l’unica motivazione in un’epoca in cui si fa sempre più affidamento sul web non solo per “confidarsi e raccontarsi” ma anche per “controllare”. Mary Madden, autrice dello studio, ha dichiarato: “È diventato sempre più importante verificare le nostre tracce digitali accessibili a tutti. Impiegati, esaminatori, partner: tutti utilizzano i motori di ricerca per scavare nel passato e nel presente delle persone. Per questo motivo la gestione della reputazione online è diventata un affare sociale e professionale per molti nell’era digitale”. In America, l’anno scorso, alcuni studenti si sono visti negare l’accesso al college perché più di 500 funzionari avevano esaminato i loro profili sui social network (ammettendolo poi al Kaplan Test Prep survey), ma ci sono anche lavoratori che ogni giorno vengono «scartati» per post su Facebook o commenti sparsi qua e là nella Rete. Insomma, in un’epoca in cui le persone con cui possiamo entrare in relazione, sia a livello professionale che sentimentale, hanno l’opportunità di capire chi siamo, è importante tenere sotto controllo l’impressione che diamo in rete. Del resto non è sempre un fatto negativo: una buona immagine online può essere un volano per (alcune) carriere scolastiche e professionali. Del resto ormai è anche facile controllare la propria influenza in rete, con servizi e software tipo Klout, che hanno rappresentato la fortuna e la disgrazia di molti manager americani, promossi o licenziati a seconda del loro punteggio.

E’ la mela il marchio più noto al mondo: Apple e Google battono Coca-cola

apple-tuttacronacaLa rivoluzione è in atto e a palesarlo è la nuova classifica Interbrand: tra i cento marchi più noti al mondo, Apple sbaraglia la concorrenza. Al secondo posto Google. “Solo” al terzo Coca-cola. E’ la prima volta che il colosso dei soft drink viene scalzato dal vertice, sotto l’assalto di società riconducibili alla galassia dell’information technology. Seguono a ruota Ibm e Microsoft. Sono queste le cinque aziende con i marchi più forti al mondo. Dopo anni di predominio delle bollicine di Atalanta, ora il mondo dei consumatori dimostra quindi di volere altro: essere al passo con i tempi, ossia, con la tecnologia. Da sottolineare che la Apple è riuscita ad arrivare ai vertici come marchio più ricco (98,3 miliardi di dollari) e conosciuto al mondo anche senza Steve Jobs: a dimostrazione di quanto è stato fatto. Per trovare il primo marchio italiano dobbiamo scorrere le posizioni in classifica: alla 38 Gucci, alla 72 Prada, alla 98 Ferrari. A premiare la qualità, insomma.

Google festeggia il compleanno… con un nuovo algoritmo! Risposte più congrue

HUMMINGBIRD-google-tuttacronacaFesteggia i suoi primi 15 anni oggi Google, e per coinvolgere il popolo del web ha condiviso un doodle interattivo. Ma non solo. Proprio oggi è stato reso pubblico “il più grande cambiamento dal 2001 nei meccanismi di funzionamento della nostra ricerca”, come s’è lasciato andare con i giornalisti il grande capo della Search, Amit Singhal. Era il 1998 quando Larry Page e Sergey Brin affittarono la loro prima sede fuori dal campus di Stanford, nel garage di Susan Wojcicki al 232 di Santa Margarita a Menlo Park. Il 4 settembre era stato registrato il nome del loro motore di ricerca, inglesizzando la grafia della parola googol che i matematici usano per indicare il numero 1 seguito da 100 zeri. Andy Bechtolsheim, loro primo finanziatore, aveva dato loro centomila dollari, che i ragazzi terminarono in poche settimane per ottenere il maggior spazio sui server per la loro creatura. A quel punto, però, trovare nuovi investitori non era più un problema. E oggi la notizia: Google ha da qualche settimana un nuovo algoritmo: Hummingbird, colibrì. Contiene più di duecento programmi tra cui anche il famoso e segretissimo PageRank che ha fatto la fortuna del motore di ricerca. Tutti insieme scandagliano la rete pagina per pagina, parola per parola, immagine per immagine ordinandole e indicizzandole. Google, nei propri server, immagazzina ogni “oggetto” apparso in rete ed è proprio in questa immensa raccolta che Hummingbird va a cercare quel che gli utenti chiedono.

o-GOOGLE-SEARCH-TIMELINE-tuttacronacaLo scopo del nuovo algoritmo è di essere preciso e veloce quando estrae un contenuto per mostrarlo ai suoi utenti. Stando a quanto spiegano gli ingegneri, Hummingbird sta fornendo da giorni risposte più congrue, puntuali ed efficienti, più vicine cioè, sono parole loro, “alla verità”. E se anche gli utenti non se ne sono resi conto è probabile se ne stiano accorgendo gli esperti di SEO, anche se a Mountain View assicurano che le regole per la Search Engine Optimization non non cambiano perchè Hummingbird lavora a un livello molto profondo e le caratteristiche che un contenuto deve avere per essere correttamente individuato e indicizzato da Google restano le stesse di prima. Ma il colibrì ha portato anche un’importante novita: la Conversation Search, ossia dare una risposta il più pertinente possibile a una domanda in linguaggio naturale. Questo perchè ora l’algoritmo tende a concentrarsi sulla frase nella sua totalità, invece di focalizzarsi su alcune parole. Da Menlo Park, chiaramente, non escono indiscrezioni su come tutto questo funzioni. Quello che non cambia sono i dubbi sulle politiche di Google per quel che riguarda il trattamento equo nel ranking dei contenuti e di discriminazione a favore dei propri prodotti e di quelli dei partner. Come si ricorda sull’Huffington Post, appena una settimana fa una delegazione di editori ha sottolineato alla Commissione europea che “sono illegittimi i privilegi che Google assegna ai proprio servizi nella pagina di risposta: li piazza nelle posizioni migliori, relegando molto sotto e nelle pagine successive i risultati della ricerca naturale. E questo avviene mentre Google ha ovunque in Europa oltre il 90 per cento del mercato della search”.

Buon compleanno a Big G e in regalo c’è un Doodle interattivo

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Il Doodle celebrativo diventa autocelebrazione per festeggiare i 15 anni del famoso motore di ricerca. Il Doodle scelto è molto semplice e allegro: un prato con le lettere che compongono il nome del motore di ricerca raccolte intorno a una torta  che reca in evidenza due candeline raffiguranti “15” il tutto dipinto con gli allegri colori che costituiscono il tema principale di Google. Cliccando sulla torta sarà possibile avviare il breve gioco che consiste nel far colpire alla lettera “g”, tramite la pressione della barra spaziatrice o un click del mouse, una pignatta a forma di stella facendo cadere a terra le caramelle contenute al suo interno e cercando di ottenere un punteggio il più alto possibile.

La piñata, gioco che nell’imaginario collettivo  viene considerato di origine messicana, in realtà consultando Wikipedia si scopre che teoricamente è nato in Cina. In Usa il gioco è popolarissimo e per questo Google ha deciso di usare questo gioco.

Il pendolo di Google: Foucault omaggiato in un Doodle

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Per la nascita di Léon Foucault, che oggi avrebbe avuto 194 anni, Google ha realizzato un Doodle interattivo che ricorda la famosa invenzione del fisico francese: il pendolo. Foucault lo inventò per dimostrare il movimento rotatorio della terra e oggi il Doodle di Big G  consente agli utenti di animarlo simulando anche la posizione da cui viene effettuato (es. emisfero boreale o emisfero australe). Così ogni utente può ricordare il 1851, anno in cui il pendolo per la prima volta fu lasciato libero di oscillare in ogni direzione e venne dimostrato l’effetto della forza di Coriolis e la rotazione del nostro pianeta. Giocando con il pendolo si scoprirà anche che sulla luna esiste un cratere chiamato appunto Foucault, in onore allo scienziato francese.

L’autista di un’auto di Google Street View e il triplo incidente in Indonesia

google-street-car-tuttacronacaDoveva essere una normale giornata di lavoro per l’autista di una GoogleCar che si trovava sulle strade per il servizio di mappatura digitale Street View. A Bogor, nel distretto di Giacarta, in Indonesia, il dipendete di Google ha urtato un minivan. Entrambi i veicoli sono stati trasportati in un garage pubblico per calcolare l’entità dei danni ma, come spiega AFP, l’uomo è fuggito a bordo del suo veicolo incidentato, spaventato dal conto. “Ha fatto accompagnare il conducente del minivan al garage, ma ha detto che aveva paura perchè temeva il costo elevato della riparazione, così ha ripreso possesso della sua auto danneggiata ed è fuggito”, ha detto Hendra Gunaan, del distretto di polizia di Bogor. Il proprietario del minivan urtato si è dato all’inseguimento. A quel punto il dipendente di Mountain View ne ha centrato un secondo. Ma ancora non era finita: ripresa la fuga, si è schiantato contro un camion parcheggiato. A questo punto, si è arreso. L’autista, preso in custodia dalla polizia locale, avrebbe dovuto pagare circa 2mila rupie indonesiane, ossia circa 12 euro, per le sole riparazioni necessarie al primo veicolo. Vishnu Mahmud, capo della divisione comunicazione di Google Indonesia, ha sottolineato che una delle priorità massime del programma Street View resta la tutela proprio della sicurezza stradale. L’azienda di Silicon Valley si confronterà ora con le autorità per risolvere la questione.

Le acrobazie di Google per celebrare Leonidas da Silva

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Oggi Leonidas da Silva avrebbe compiuto 100 anni. Il giocatore di Rio de Janeiro famoso in tutto il mondo per le sue doti acrobatiche, ovvero la sua rovesciata volante, chiamata anche a “bicicletta” è celebrato attraverso un Doodle che ne descrive i movimenti.

Leonidas fu soprannominato l’ “uomo di gomma” o il “diamante nero” e alla sua assenza molti attribuirono, nel 1938, la sconfitta del Brasile contro l’Italia ai Mondiali. Leonidas è morto a 91 anni nel 2004, malato di Alzheimer.

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Happy birthday a Google!

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Il 4 settembre 1998 nasceva Google con un finanziamento di 100mila dollari, Larry Page e Sergey Brin depositarono i documenti per la fondazione della società con sede in un garage della Silicon Valley, in California. All’epoca si puntò solo sul motore di ricerca, gratuito e nettamente il migliore in circolazione.    Oggi la società ha più di 40.000 dipendenti e 40 sedi in tutto il mondo. Il suo quartier generale, invece, è a Mountain View, a pochi chilometri da quel garage affittato 15 anni fa.Il 19 agosto 2004 Google debuttava a Wall Street con un prezzo di collocamento di 85 dollari per azione. Da allora il valore del titolo è più che decuplicato.

Google scende sott’acqua: visita i mari con Street View Oceans!

google-maps-ocean-view-tuttacronacaGoogle conquista anche il mondo subacqueo: con Street View Oceans è infatti possibile visitare le barriere coralline di tutto il mondo… senza alzarsi dalla propria poltrona. Se una volta sembrava che il motore di ricerca più famoso della rete fosse intenzionato a immortalare ogni metro della Terra, ora il suo campo si espande anche ai mari e agli oceani. Così, dopo essersi addentrato nel Monte Fiji, nella foresta dell’Amazzonia, nel Canjon del Colorado e perfino aver permesso agli utenti di visitare gli zoo del mondo senza uscir di casa, la squadra di Street View è giunta agli oceani, ricompilando dati e immagini per poter contemplare gli abissi, le specie che vi vivono e le barriere coralline. Con questo progetto, Google intende sensibilizzare la popolazione del deterioramento che stanno soffrendo questi luoghi e i loro abitanti a causa del cambiamento climatico e della pesca. Al momento, sono disponibili le foto a 360° di sei barriere tra australiane, europee e delle Filippine: Heron Island, Lady Elliot Island, Cratere del Molokini, Baia di Hanauma, Apo Islands e Wilson Islands. Perfetto per chi non desidera che le ferie finiscano!

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Poesie e racconti: i colori della fantasia

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Io amo L'Italia ,io amo L'Albania, io amo L'Europa e il mondo intero.. .siamo tutti di passaggio in questo pianeta,quindi non bisogna essere egoisti,avidi,ma bisogna essere generosi con chi è meno fortunato di noi...io dono serenità se non ho cose materiali da offrire...basta anche un sorriso ...

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