Milan-Roma tra i cori razzisti che interrompono il gioco: 0-0

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Quando i giochi sono ormai quasi chiusi, in questo posticipo al Giuseppe Meazza scendono le due squadre che potrebbero avere ancora qualcosa da dire.

Se è subito la Roma a partire, Boateng non si fa attendere e serve un liberissimo Flamini, che però è in fuorigioco. Pronta la risposta: gran botta di Marquinho che obbliga Abbiati a mettere in angolo. E’ chiaro fin dai primi minuti che né Milan né Roma hanno intenzione di soccombere all’avversario. Al 15′ Totti preoccupa, ma non riesce a inquadrare lo specchio e il Milan è pronto a ripartire. Le squadre sono equilibrate ma sono i ragazzi di Andreazzoli a diventare davvero pericolosi al 25′: Lamela di taglio per Marquinho in area, destro di prima respinto prontamente da Abbiati di pugni. Muntari prova a rispondere dopo appena due minuti, ma la botta non scende a sufficienza. Al 31′ è il Milan a farsi avanti con De Sciglio che supera Dodò e mette al centro per Boateng pronto in area ma che gira debole rendendo facile la respinta per Lobont. Sette minuti dopo grande possibilità con Balotelli che batte una punizione: gran destro da fuori area ma Abbiati ancora una volta arriva di pugno. Al 41′ il Milan resta in 10: Balotelli entra duro su Marquinho e si prende il giallo. Muntari inscena una protesta vicace, troppo vivace, mettendo anche le mani sull’arbitro per impedirgli di tirare fuori cartellini. Espulso. I ragazzi di Allegri non si scoraggiano e dopo qualche minuto El Shaarawi obbliga l’estremo difensore ad un nuovo tuffo.

Il primo tempo termina dopo un solo minuto di recupero. Le squadre, che si sono affrontate a viso aperto regalando un buon parziale, tornano in spogliatoio sullo 0 a 0. Se il Milan finora ha regalato più continuità, ora, con un giocatore in meno, il secondo tempo è tutto da rivedere.

Al Meazza si torna a giocare e proseguono i fischi che avevano accompagnato il termine del primo tempo quando gli ululati dei tifosi della Roma contro Mario Balotelli l’hanno fatto reagire portandosi l’indice al naso come per zittirli. Oltre a Balotelli, hanno reagito agli ululati i tifosi milanisti, che hanno fischiato i sostenitori giallorossi. L’episodio si è ripetuto e, anche su sollecitazione dall’arbitro, lo speaker ha ricordato che di episodi razzisti possono portare alla sospensione della partita, ecco perché Rocchi interrompe il gioco per un minuto e mezzo. Allegri ha scelto di non coprire in difesa e mantiene le due punte: servono i tre punti per archiviare il discorso Champions. E’ comunque la Roma a giocare in avanti, ma né Marquinhos né Osvaldo riescono a finalizzare. Al 12′ Balotelli ci riprova con una punizione, ma sul tiro potente arriva ancora una volta l’estremo difensore giallorosso. La partita inizia ad essere più spenta e Balotelli si lamenta per due falli di Dodò compiuti su di lui e non segnalati: dopo poco, cartellino giallo per il numero 27. Al 41′ è Pjanic ad impegnare Abbiati che, dopo tre minuti, respinge anche il sinistro di Dodò. Rocchi sancisce 6 minuti di recupero durante il quale una gomitata ai danni di Mexes frutta un cartellino rosso per Totti. Lamela ci prova fino all’ultimo ma Abbiati non smette di proteggere la sua rete.

L’incontro, dopo un finale intenso, termina 0-0.

Parma-Bologna 0-2 I loro destini sono già stati scritti, si festeggia la A

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La partita si apre con il Bologna che va subito in avanti. Diamanti scende sulla fascia, ma il cross finisce direttamente fra le braccia di Mirante. Al 7′ la rete per i rossoblù arriva ed è firmata da Taider: gran botta da trenta metri da fuori area. Mirante, coperto, non vede partire il tiro e rimane immobile. La palla si infila vicino al palo. Al 9′ ancora Sorensen prova a uscire ma perde male la palla e favorisce la ripartenza di Biabiany. L’attaccante si libera di Naldo e prova la diagonale sull’uscita di Mirante. Fuori di poco. Inizia così il pressing del Parma per cercare di recuperare lo svantaggio. Amauri ci prova con un dribbling secco su Garics e subito il sinistro, ma Stojanovic è ben piazzato e respinge in angolo. Poi al 16′ è la volta dell’affondo di Belfodil in area. Supera Naldo di potenza e si presenta solo davanti a Stojanovic, che si butta chiudendo lo specchio. Un minuto dopo destro a girare dal limite dell’area di Biabiany. La palla rimbalza proprio davanti a Stojanovic, che però non si lascia sorprendere e devia in angolo. Da qui parte la risposta del Bologna che al 19′ si concretizza con lo scatto in velocità di Gabbiadini che brucia Lucarelli, ricevendo una palla lunga in area. Il contatto c’è ma per Di Paolo è tutto regolare e il rigore non viene assegnato. E’ il 24′ di gioco quando su corner, Amauri salta più in alto di tutti e gira a sinistra per Paletta. Il suo stop non è dei migliori, si prolunga troppo la palla. Prova allora a rimettere palla al centro, Stojanovic è sulla traiettoria e para in due tempi. Al 36′ su corner, Marchionni mette il pallone al centro e trova Amauri. Girata di testa debole, nessun problema per Stojanovic. Poi c’è la chiusura di ogni spazio da parte del Bologna e il Parma non riesce più a passare. L’occasione arriva su corner, al 42′,  ancora Marchionni al centro. E ancora una volta Amauri salta più in alto di tutto e schiaccia bene. Stojanovic si supera con un gran parata, poi chiude anche sul tiro ravvicinato di Belfodil. Al 43′ Marchionni lancia un cross su Amauri che è sempre in agguato e costringe Stojanovic all’uscita di pugno. Si chiude così il primo tempo.

Primo tempo vivace. Taider sorprende il Parma con un gran botta da fuori area. Gli uomini di Donadoni reagiscono con vigore allo svantaggio, affacciandosi più volte in area e conducendo in sostanza la partita. Dopo un primo sbandamento, il Bologna prende il misure e chiude bene gli spazi, provando qualche ripartenza. Sul finale Amauri in evidenza. L’attaccante svetta sulla difesa bolognese e arriva vicinissimo al pareggio di testa.

Il secondo tempo si apre con il Parma in pressione per acciuffare il pareggio. La prima azione della ripresa è di Biabiany che punta Morleo e va sul fondo, Morleo riesce a chiudere in corner. Al 10′, poi, c’è il buon lavoro di Mesbah sulla fascia sinistra, è già al secondo cross insidioso. Il giocatore cerca Amauri a centro area, ma Stojanovic esce bene e prende il tempo all’attaccante. Al 12′ è il bolognese Diamanti che prova a sorprendere Mirante dalla lunga distanza con una palla piazzata, ma non inquadra lo specchio. Al 21′ Gabbiadini se ne va sulla fascia sinistra e poi tocca indietro per l’accorrente Taider. Mesbah ci arriva prima. Sette minuti più tardi Moscardelli si libera bene dell’avversario e va al cross. Lucarelli prolunga la traiettoria scongiurando il colpo di testa di Christodoulopoulos. Il gol del Bologna però è nell’aria e infatti arriva qualche minuto dopo. Alla mezz’ora è proprio Moscardelli a trovare il tiro vincente. Servito da Diamanti, l’attaccante entra in area tutto solo, complice una difesa un po’ troppo sulle gambe. Ha tutto il tempo per osservare la posizione di Mirante e batterlo con un diagonale precisa. La partita è scritta non resta che far trascorrere il tempo che resta.

Una gara davvero bella nel primo tempo e per una parte del secondo, poi quando il risultato è sembrato inarrivabile per la squadra di casa, pian piano la gara si è spenta.

La giornata finale per Bologna sarà contro il  Genoa mentre il Palermo ospiterà il Parma.

Napoli – Siena 2-1 una partita che interessa solo a Cavani?

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Napoli è già in Champions e il Siena è retrocesso… Si inizia con 10 minuti di ritardo per festeggiare il secondo posto in campionato e l’accesso diretto in Champions.

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Si inizia alla grande dopo i festeggiamenti che hanno galvanizzato i giocatori in campo. All’8′ con una progressione da centrocampo di El Kaddouri, a cui segue l’apertura di Cavani sulla sinistra e il tiro piazzato. Pegolo para senza problemi.  Poi i due legni di Cavani in 3 minuti. La prima al 14′ dalla bandierina Dzemaili, Cavani anticipa tutti di testa e colpisce la traversa, poi al 17′  questa volta imbeccato da El Kaddouri, a tu per tu con Pegolo lo supera con una conclusione che termina sul palo e poi sul fondo. Il risultato non si sblocca, ma è spettacolo al San Paolo. Al 31′ El Kaddouri scambia con Inler, poi non trova la porta dalla lunga distanza. Al 36′ punizione di Agra dalla sinistra, Grillo, libero in area, stoppa alla perfezione e di esterno di sinistro supera Rosati. E’ 0-1 per il Siena e il ricordo della festa è lontano. I tifosi si pietrificano. Al 38′ c’è l’immediata reazione del Napoli, cross al volo di Mesto, Cavani sbaglia il colpo di testa sul secondo palo e fallisce una grande occasione. Ma un minuto più tardi il Napoli rischia anche il raddoppio del Siena, difesa del Napoli ancora scoperta, Emeghara da posizione defilata, grande potenza, poca precisione. Ancora Cavani, al 42′,  Pegolo esce alla grande e respinge la conclusione ravvicinata del Matador.

I padroni di casa hanno dominato l’incontro, il Siena raramente ha attraversato la metà campo. Il divario tra le due squadre è abissale, ma la partita, per tutto il primo tempo, sembra essere stata nei piedi di Cavani che avrebbe vorrebbe chiudere come capocannoniere prima di abbandonare, forse la prossima stagione, il nostro campionato e iniziare una nuova esperienza all’estero. Ma come spesso succede il calcio è beffardo così sullo scadere del primo tempo arriva inaspettato, su calcio di punizione, il gol del Siena.

Il Siena è scatenato anche nella ripresa. Al 3′ Agra si invola sulla destra, si libera di Rolando, poi il suo tiro-cross non viene deviato in rete per un soffio da Emeghara. Troppi errori in fase di impostazione per il Napoli, che appare ora molto distratto e mal disposto in campo. Non resta che provare dalla distanza così Dzemaili scaglia il tiro da oltre 20 metri, Pegolo è attento e respinge con i pugni. Mazzarri perplesso in panchina, la sua squadra, piena di rincalzi, non si sta impegnando come al solito. Al 13′ slalom di El Kaddouri in area, scambio con Dzemaili, poi tiro troppo debole per impensierire Pegolo. Poi incomprensione tra Rosati e Mesto, il portiere si salva in fallo laterale su Emeghara. Molta confusione negli attacchi partenopei, anche se la volontà di pareggiare è nell’aria non è pari alla lucidità. Al 28′ arriva il sospirato pareggio del Napoli e naturalmente è firmato dal Matador.  Punizione di Hamsik dalla fascia sinistra, El Kaddouri colpisce la traversa da pochi passi, poi tap-in vincente di Cavani di testa. Dopo il gol di Cavani la gara si addormenta di nuovo. Al 39′ assit di Cavani per Pandev, stop e tiro del macedone che non trova la porta dalla lunga distanza. Risponde il Siena con un contropiede. Peccato per i toscani che Reginaldo sbaglia il controllo a pochi metri da Rosati e non sfrutta l’ottimo assist di Terzi. Nel recupero buon movimento di Paolucci, che si libera in area, il suo tiro viene respinto da Rosati. Al 48′ azione veloce degli azzurri che sfondano al centro con Dzemaili e Pandev, poi Hamsik chiude in diagonale sull’uscita di Pegolo. E la gara finisce qui con i festeggiamenti che possono riprendere tra i tifosi del Napoli.

Una partita inizia con i festeggiamenti poi è arrivato il gol del Siena e il Napoli ha perso la testa. Peccato che nei primi minuti Cavani aveva colpito per due volte il legno e la partita sembrava essere nelle mani dei partenopei che volevano regalare lo spettacolo di fine stagione ai propri tifosi. Invece gara di alienazione con troppi errori da parte del Napoli e un Siena che già retrocesso non ha più nulla da perdere e gioca libero dai pensieri. Poi su calcio piazzato ci ha pensato Cavani a rimettere la partita in equilibrio, ma non c’è stato il Napoli per gran parte della gara… poi il finale è stato esplosivo.

Il prossimo turno vedrà contrapposte Roma – Napoli e Siena – Milan.

Lazio – Sampdoria 2-0. I biancoazzurri ci credono nell’Europe League.

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Subito la Lazio in avanti. Bella palla di Hernanes per Klose che al volo manda alto. Inizia così Lazio-Samp.  La Samp appena riprende il controllo della palla inizia a stare guardinga dopo il pericolo corso proprio in avvio di tempo. Al 9′ bella palla in mezzo di Poli per Munari. Il mancato intervento di testa della difesa laziale mette un attimo di apprensione a Marchetti che però controlla la palla. E’ il 10′ quando i biancocelesti centrano la rete. Al 10′ su corner di Candreva la palla viene calciata da Klose e Floccari, sulla traiettoria, colpisce col ginocchio mandando in rete la palla. Risposta della Samp quattro minuti più tardi con uno spiovente di Maresca per la testa di Gastaldello. Marchetti para senza problemi. Riparte la Lazio con Lulic prova a entrare in area avversaria. La marcatura si triplica e viene stoppato. Allora ci prova di scatto Candreva al 17′ sulla fascia. La palla in mezzo però è facile preda della difesa doriana. Un minuto più tardi è il lancio lungo di Maresca per Munari che potrebbe impensierire la Lazio ma Marchetti non ha problemi a far suo il pallone. Al 23′ altra grande occasione per la Lazio. Bel triangolo tra Klose e Floccari. L’italiano, da solo contro Da Costa, apre troppo il piatto e manda a lato. Al 26′ Poli dal limite dell’area piccola mette in mezzo per Sansone che manda alto da pochi passi.  Poi ancora  un bel controllo al volo di Candreva che confonde Poulsen. La palla viene passata a Gonzalez che crossa in mezzo. La palla viene presa da Da Costa. Si arriva così alla prima mezz’ora di gioco con la Lazio in attacco e rare incursioni della Samp che cerca di reagire. Al 41′ Candreva al volo dopo un lancio lungo di Radu. La palla non è colpita bene e sbatte al suolo prima di essere bloccata da Da Costa. Quasi allo scadere del primo tempo arriva il legno di Icardi Samp vicina al pareggio. Icardi con un bel destro al volo da fuori area dopo un colpo di petto di Sansone. Marchetti battuto. La traversa lo salva.

La Lazio ci crede e vuole la sua Europe League, la Samp nel primo tempo fa vedere poco, non entra in partita e subisce un gol nei primi minuti di gioco che gelano le gambe ai giocatori blucerchiati. Da lì in poi c’è molta più azione nei biancocelesti fino al palo colpito sul finale del primo tempo da Icardi.

Le squadre rientrano in campo con un cambio nelle file blucerchiate Berardi al posto di Poulsen. Al 10′ da Costa è costretto a calciare a lato un retropassaggio di Mustafi. Floccari era in agguato. Poi inizia una fase tranquilla della partita. Le difese non sono inpensierite dalle azioni avversarie. Un brutto secondo tempo tra falli e sostituzioni in cui le azioni non diventano mai veramente pericolose. Si spegne minuto dopo minuto la  gara fino ad arrivare ai 4′ di recupero concessi dall’arbitro oltre il tempo regolamentare nei quali viene anche espulso Renan, forse per una parola di troppo nei confronti del direttore di gara.    Così i  blucerchiati sono costretti a  finire in 10.  In questi minuti viene concesso anche il rigore per la Lazio, a realizzarlo è Candreva che raddoppia per i biancocelesti. Finisce qui la gara con una direzione arbitrale forse che farà discutere per quel che si è visto nel corso del recupero segnato da espulsione e rigore.

Una partita che si è decisa nel primo tempo. Una Lazio che ora si avvia in Europe League e una Samp appagata dalla sua posizione in campionato. Peccato per chi si aspettava una gara più reattiva, in realtà è mancato tutto il secondo tempo. E’ un peccato vedere queste prestazioni a fine campionato quando i tifosi si aspetterebbero di completare con una gara emozionante la fine del campionato e invece troppe volte sono costretti a vedere squadre stanche e ritmi lenti. Poi il delirio dei 4′ di recupero in cui la Lazio conquista il raddoppio e la Samp finisce in 10 per l’espulsione di Renan.

Nell’ultimo turno Cagliari-Lazio e Samp-Juve

Udinese-Atalanta 2-1 uno scontro al sapore di Europe League

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Sin dai primi minuti l’Udinese appare molto attiva in campo e conquista una punizione. La batte Di Natale e stampa la palla, al 4′, sulla traversa. Tre minuti più tardi Del Grosso effettua un grande cross, ottima uscita di Brkic. Il portiere dell’Udinese non trattiene un tiro da fuori area di Carmona, il più veloce di tutti è De Luca che arriva sul pallone e dopo un tiro respinto da Brkic insacca il pallone in rete. Al 18′ splendido sinistro di Moralez, la palla sfiora il palo e si spegne sul fondo. Nei primi 30′ la partita si mostra con un Atalanta che sbaglia pochissimo e sta giocando un calcio ad alto livello, ma l’Udinese sembra sotto tono. Al 33′ triangolo Giorgi-Parra. Giorgi arriva al tiro che viene ribattuto, il pallone finisce sui piedi di Parra che tira malissimo con il pallone che schizza alto sopra la traversa. Al 40′ calcio da fuori area di Basta, pallone fuori di parecchio. Passaggio filtrante di Allan, Di Natale controlla e con un delizioso tocco di esterno destro insacca il pallone a fil di palo.

L’Udinese del primo tempo si è dimostrata troppo lenta, Muriel e Di Natale sono troppo isolati dal resto del gioco, la squadra è apparsa spezzata in due. L’atalanta ha fatto suo il campo giocando un bel calcio, senza errori o sbavature. Secco ed efficace ogni schema sia in attacco che in difesa. Alla fine però l’Udinese agguanta un pareggio, il segno che la squadra dopo la sofferenza dei primi 35 minuti di gioco, è riuscita a ritrovare la propria identità.

La ripresa inizia con Pereyra che subisce fallo da Giorgi da buona posizione. Su calcio piazzato ci prova Di Natale che viene murato dalla barriera. E’ determinata l’Udinese che è entrata in campo, una squadra diversa da quella che aveva giocato i primi 35′ del primo tempo e al 7′ va in rete conquistandosi a pieno titolo il vantaggio in questa gara molto importante per i friulani che possono ancora ambire all’Europe League. Il raddoppio scaturisce dal rimpallo tra Lucchini e Pinzi in area, il pallone schizza tra i piedi di Totò Di Natale che firma la sua personale doppietta con uno splendido diagonale. Solo treminuti più tardi ci riprova Di Natale con una girata che Consigli è costretto a parare in due tempi. Udinese in possesso palla. Ora la squadra di Guidolin sta cercando di far addormentare la gara. Al 32′ buono spunto di Gabriel Silva che salta il suo diretto marcatore Bellini ma il suo cross finisce direttamente sul fondo. Si arriva tra uno sbadiglio e l’altro al 40′ con la girata di Parra su cross da destra di Bellini. Troppo centrale il suo destro e per Brkic è un gioco da ragazzi bloccare il pallone. Al 43′ Di Natale prende una botta al ginocchio e rimane a terra. Fanno il loro ingresso i medici e il giocatore viene trasportato, fra gli applausi del pubblico, fuori in barella. Al 46′ De Luca dopo aver saltato bene Badu, sbaglia completamente il passaggio e ragala palla a Benatia.

Un bel primo tempo e un secondo tempo giocato per circa 20′ minuti poi è prevalsa la noia e le squadre che raramente hanno costruito delle belle azioni. Partita utile per il risultato all’Udinese, ma senza aver regalato davvero lo spettacolo che invece prometteva dopo un intenso primo tempo. Grandi applausi per Di Natale costretto a  uscire in barella sul finale di partita.

Nella giornata conclusiva del campionato si disputerà Inter-Udinese e Atalanta – Chievo.

Chievo-Torino 1-1 basta un punto ai piemontesi per restare in A

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E’ subito in salita la partita per la salvezza del Torino. Il chievo va in vantaggio al 10′ con  Thereau che entrato in area palla al piade, supera Di Cesare che sciviola e batte Gillet con un bel diagonale di sinistro. Reazione immediata dei granata, ma il cross di Masiello è troppo corto, il Toro guadagna solo un fallo laterale. Ma il vantaggio del Chievo dura poco al 18′ Dainelli stende in area Ogbonna, per Valeri non ci sono dubbi. Calcio di rigore. Cerci dal dischetto non sbaglia e sigla l’1-1. Poi è ancora il Toro pericoloso con  Barreto che entra in area tira, ma la palla va a lato. Cala il ritmo verso la mezz’ora di gioco in particolare sono i piemontesi a sembrare lenti. Cerci prova a calciare, il pallone viene deviato da Andreolli e finisce in fallo laterale.

Dopo i due gol le squadre si addormentano, cala il ritmo e c’è il sentore che il pareggio al momento vada bene ad entrambe le formazioni.

Nella ripresa le squadre tornano in campo con un unica sorpresa: al posto di Dainelli c’è Cesar nelle file dei gilloblu. Nei primi 10 minuti di gioco si assiste solo a una seri di falli che impediscono di fatto alle due squadre di costruire un’azione. Ottima azione del Chievo, al 14′,  Thereau tira, ma il pallone finisce alto sopra la traversa. Palla in profondità, al 17′, di Ogbonna, scatta Barreto ma Puggioni chiude benissimo. Al 30′ punizione dal limite dell’area a favore del Chievo, in seguito ad un fallo di Ogbonna su Stoian. Al 34′ cross di Darmian, la difesa del Chievo allontana. Palla recuperata dal Torino che rimane in attacco. I minuti scorrono senza nessuna grande azione fino al fischio finale.

Un secondo tempo meno brillante del primo. Il risultato va bene così per entrambe le squadre.

Nell’ultima giornata si giocherà Atalanta-Chievo e Torino-Catania.

Partita al Franchi e arrivo del giro d’Italia: Fiorentina- Palermo 1-0

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I toscani subito all’attacco con cross di Cuadrado da destra, al 6′, quasi colpo di testa di Toni, anticipato da un ottimo intervento di Sorrentino. Poi ci prova  Jovetic con una conclusione dalla distanza, ancora Sorrentino si oppone molto bene. Risponde il Palermo due minuti più tardi con Kurtic dalla distanza, ma Viviano respinge con qualche difficoltà. Dopo un inizio difficile per i siciliani arriva invece la grande occasione.  Dybala dalla bandierina, Munoz di testa da centro area conclude alto. Poteva essere questa l’occasione del vantaggio per i rosanero che invece spediscono la palla sul fondo. Ma al 17′ il pallone giunge  a sorpresa a Kurtic  che si trova in area e gira in diagonale. Il pallone viene deviato in corner. Ancora Munoz vicino al gol, con un colpo di testa sul corner battuto da Dybala. Altra occasione per il Palermo che sembra essere entrato in partita molto bene, ora deve solo stare attento alle ripartite della Fiorentina. Al 26′ fallo di Faurlin su Cuadrado, una decina di metri fuori dall’area avversaria: Pasqual di sinistro, pallone che termina fuori non di molto alla sinistra della porta difesa da Sorrentino. Il risultato non cambia è sempre 0-0. Al 31′ destro di Jovetic su punizione, si distende Sorrentino e mette in corner. Quasi allo scadere del primo tempo arriva lo shock per il Palermo e una retrocessione che ormai sembra una certezza. Al 42′ gran palla di Borja Valero per Cuadrado, cross di quest’ultimo dalla destra e Toni non si lascia sfuggire l’occasione di mettere dentro la sfera.

Partita corretta. Dopo un avvio abbastanza buono dei toscani, ci sono state le occasioni per il Palermo che ha costruito molto, ma non è riuscito ad andare in rete. Dopo i primi 30 minuti il ritmo è calato e le due squadre non sono state pericolose come nei primi minuti di gioco. Solo sul finale con una gran giocata di Borja Valero per Cuadrado e un’impeccabile conclusione di Toni il risultato è stato sbloccato.

Le squadre tornano in campo con le stesse formazioni che avevano giocato i primi 45′.  Fiorentina subito all’attacco con un destro di Jovetic dalla distanza, pallone fuori non di molto. Un minuto più tardi, al 3′ della ripresa, conclusione fotocopia di Jovetic ma ora è Borja Valero, a tentare la conclusione dalla distanza e la palla va fondo. Ancora ci credono i siciliani con Donati in avanti che conquista un corner, ma sugli sviluppi il risultato non cambia. Passano pochi istanti e altro corner per i rosanero: Dybala dalla bandierina, mette fuori di pugni Viviano.  Al 9′ Toni dal limite, di sinistro, calcia di pochissimo a lato. Ancora Fiorentina vicina al raddoppio. Al 15′ ancora viola in attacco cross di Pasqual, dalla sinistra, per Toni, ma la sfera termina tra le braccia di Sorrentino. al 19′ buono scambio tra Dybala e MIccoli, che non si chiude per un ritardo di questì’ultimo sul passaggio di ritorno del primo. Al 25′ Pasqual mette in mezzo su punizione, torre di Savic per Toni che conclude di testa senza riuscire a dare potenza alla sfera. Parata facile di Sorrentino. Al 36′ ancora i rosaneri all’attacco: Miccoli dalla bandierina,Kurtic e Munoz sfiorano di testa ma la palla finisce fuori. Al 45′ Miccoli a giro su punizione, pallone fuori alla sinistra di Viviano.

Ci hanno provato i siciliani a mantenere il sogno di restare in A, ma purtroppo, si sono dovuti arrendere davanti all’evidenza dei loro limiti tecnici. Resta comunque un campionato giocato fino alla fine. Anche oggi il Palermo ha cercato il gol, poi lo ha subito e la partita ha regalato poche emozioni. Anche a Genoa, tranquilli della salvezza, hanno giocato di scioltezza.

Nella giornata conclusiva del campionato la Fiorentina incontrerà Pescara  mentre il Palermo, il Parma.

 

Genoa-Inter 0-0 nel lunch time si gioca la salvezza per i liguri!

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Genoa subito all’attacco con Floro Flores che trova un po’ di spazio al limite dell’area, la sua conclusione è respinta con i pugni da Handanovic. Parte bene la squadra di casa a cui basta un punto per restare nella serie A.

Al 11′ Genoa vicino al vantaggio, cross di Rigoni dalla sinistra, colpo di testa di Borriello, Handanovic si salva in corner.Quattro minuti dopo Guarin è libero dai 20 metri, piazza il tiro, ma è troppo lento per impensierire Frey. Al 17′ Floro Flores si accentra molto bene da destra a sinistra, la sua conclusione ad uscire è sul fondo. Un minuto più tardi Nagatomo serve Kuzmanovic, che dai 20 metri manda lontanissimo dalla porta. Al 22′ azione confusa in area nerazzurra, sul cross di Vargas, alla fine sul tiro di Rigoni, Floro Flores è in fuorigioco. Il Genoa è molto attento e chiude bene, troppo lenti gli interisti nella prima mezz’ora di gioco. Allo scadere del primo tempo il gran sinistro di Bertolacci da fuori area potrebbe segnare la svolta della partita, ma Handanovi devia in corner con la punta delle dita.

Il copione della partita è stato chiaro, il Genoa controlla l’Inter ed è attenta alle notizie che vengono dagli altri campi, in particolare dal Franchi. L’Inter in campo non ha idee, né ambizioni.

La partita riprende senza nessuna sostituzione. L’inconcludenza dell’Inter si può sintetizzare anche nella ripartenza, al 13′, di Kuzmanovic, che si allunga troppo il pallone e si fa fermare facilmente dalla difesa rossoblù. Al 21′ Floro Flores cerca l’incrocio dei pali, deviazione in corner di Ranocchia. Sugli sviluppi del calcio d’angolo, conclusione dalla distanza di Matuzalem. Il risultato non cambia. Alla mezz’ora del secondo tempo i padroni di casa si coprono di più, fuori un attaccante, Floro Flores, autore di una buona prestazione, dentro un centrocampista come Kucka.

secondo tempo anestetizzato anche dal risultato di Firenze. Il Genoa sa che è salvo e non fa partita, l’Inter è completamente priva di qualsiasi idea, nel vuoto assoluto di un gioco sterile si protrae l’agonia della squadra neroazzurra in questo finale di campionato veramente allucinante, con una serie di infortuni che hanno minato la squadra al cuore.

Nella 38/a giornata il Genoa andrà a Bologna mentre l’Inter giocherà, in casa contro l’Udinese.

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