Natale “tarocco”: la Guardia di Finanza e il maxi sequestro di giocattoli falsi

giocattoli-disney-tuttacronacaLa Guardia di Finanza di Roma ha sequestrato oltre 4 milioni di giocattoli contraffatti e denunciato 14 imprenditori (dieci cinesi, tre magrebini e uno libico) all’interno dell’operazione “Natale”. Nella lista della merce sequestrata compaiono 56mila giocattoli Disney taroccati, 567mila cosmetici nocivi per la salute pubblica, 4.700 anelli con falsi marchi e 440mila addobbi natalizi a rischio incendio. Sono stati circa 120 i militari impegnati nella maxi operazione, impegnati nel battere a tappeto le aree storicamente strategiche della filiera distributiva della merce contraffatta, accedendo in numerosi capannoni adibiti a siti di smistamento.

Sotto la sabbia dell’economia sommersa, emergono 17,5mld

lavoro nero-tuttacronaca

Cosa c’è sotto la sabbia della nostra economia sommersa? Un fiume sconosciuto in cui navigano professionisti e imprenditori. Un torrente sotterraneo che grazie al redditometro è stato scoperto dalla Guardia di Finanza e che da gennaio a oggi ha fruttato redditi per un ammontare pari a 17,5 miliardi di euro. Sono 4933 le persone che al momento risultano indagate dalle Finanza e per 1771 professionisti è già scattata la denuncia per omessa dichiarazione dei redditi.

«Si tratta – spiegano alla Guardia di Finanza – di soggetti che, pur svolgendo attività imprenditoriali o professionali, erano completamente sconosciuti al Fisco ed hanno vissuto alle spalle dei contribuenti onesti, usufruendo di servizi pubblici che non hanno mai contribuito a pagare, intestando spesso beni e patrimoni a prestanome o a società di comodo».

Chi naviga in questo fiume di lavoro in nero?

Si va dallo sfruttamento dell’immigrazione clandestina alle frodi in danno del sistema previdenziale.

Anche qui, nel 2013, le operazioni messe a punto dalla Guardia di Finanza restituiscono numeri impressionanti: scoperti 19.250 lavoratori irregolari, di cui 9.252 impiegati completamente in nero, da parte di 3.233 datori di lavoro. Non accennano a diminuire i fenomeni di «caporalato» collegati a gravi forme di violazione dei diritti dei lavoratori, generalmente immigrati e clandestini, sottopagati e costretti a lavorare in condizioni precarie ed in violazione delle norme di sicurezza. Senza contare  la  lunga serie di irregolarità connesse all’applicazione di forme contrattuali atipiche o flessibili come collaborazioni coordinate e continuative e contratti part-time.

 «L’economia sommersa e lo sfruttamento dei lavoratori oltre a danneggiare le casse dello Stato – spiegano ancora dalla Guardia di Finanza – alterano le regole del mercato, creando un illecito vantaggio competitivo ai danni dei contribuenti onesti». Altri fenomeni strettamente connessi all’economia sommersa ed allo sfruttamento del lavoro irregolare sono la produzione ed il commercio di falsi. Sempre, dall’inizio dell’anno, sono stati sequestrati 64 milioni di prodotti contraffatti con oltre 5 mila responsabili denunciati (e 50 arrestati). L’«industria del falso» muove milioni di euro: in 6.500 operazioni di controllo del territorio ed indagini anticontraffazione, in media 30 al giorno, le fiamme gialle hanno ritirato dal mercato 34 milioni di prodotti tarocchi, 27 milioni di prodotti pericolosi e quasi 3 milioni di falsi «made in Italy». Il giro di affari sottratto all’economia criminale ha un valore stimabile in oltre 700 milioni di euro. E, nel ricostruire la filiera di produzione dei falsi, le Fiamme Gialle hanno inoltre individuato 400 imprese illecite adibite ad opifici e depositi.

Il sito che ti vende i “tarocchi”: dalle borse ai vestiti

www.myfashiondream.com-tuttacronaca

Erano oltre 65.000 i prodotti di abbigliamento ed accessori di marca, nazionali ed internazionali, contraffatti, reperibili sul sito www.myfashiondream.com. Alla base c’era una società cinese che aveva più volte trasferito l’indirizzo Ip tra gli Usa e l’Olanda.

I prodotti proposti in vendita erano distribuiti su 1172 pagine, visitate giornalmente da migliaia di utenti; 128 sono i marchi falsificati tra cui Armani, Moncler, Louis Vuitton, Ferrari, D. G., Prada, Gucci, Fossil, Fendi, Adidas, Bulgari, Cartier, Diesel, Rayban, Versace, Hogan, Rolex, Cavalli, Nike, Oakley, Kappa, Givenchy, Boss, Carrera, Longines.

Le Fiamme Gialle, d’intesa con l’autorità giudiziaria, hanno chiesto anche ad alcune delle case licenziatarie dei marchi di eseguire delle perizie sui prodotti: è stato accertato che i prodotti erano di elevata qualità, tale da trarre in inganno i potenziali acquirenti anche perché posti in vendita a prezzi non eccessivamente inferiori a quelli ufficiali di mercato. Alcuni modelli, poi, non erano neppure commercializzati dalle case produttrici ufficiali.  Più taroccati di così non si può! Quanti siti del genere esistono in rete che danneggiano i nostri marchi d’alta moda?

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