L’addio su Instagram di Diesel e il video dello scoppio dell’auto. RIP WALKER

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Hollywood sotto shock, “Fast and Furious” a lutto e le prime reazioni delle star, dei colleghi e amici che ancora increduli, addolorati e sconvolti devono dare il loro saluto a Paul Walker, morto in un’incidente stradale a Los Angeles nella notte tra  il 30 novembre ed il 1° dicembre. Muore uno dei tre protagonisti, colui che era sempre stato il più presente nella saga e gli altri due Dwayne Johnson “The Rock” e Vin Diesel rompono il silenzio.

L’ex wrestler twitta per primo “Ti amo, Fratello” e poi, sempre su Twitter, indirizza un cordoglio alla famiglia dell’attore, in particolare alla moglie e alla figlia 15enne. L’altro, Vin Diesel, affida le sue parole a Instagram “Fratello, mi mancherai tantissimo. Sono senza parole. Nel cielo c’è un nuovo angelo. Riposa in pace”.

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Ludacris, una delle co-star del franchise “Fast and Furious”, ha lasciato a twitter le sue parole: “Il tuo umile spirito si è sentito fin dall’inizio, sia benedetta la tua presenza ovunque tu vada, perché qui hai lasciato un segno”.

Questo il video dello scoppio dell’auto in cui ha perso la vita Walker:

“Rimettere l’Imu!” lo chiede la Camusso

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“L’unica cosa seria sarebbe rimettere l’Imu. Che serietà ha un Paese che in pochi anni toglie e mette l’Imu 6 volte?”, così Susanna Camusso, segretaria della Cgil che tuona sulle ultime vicende del governo e della patrimoniale, ormai diventata una soap opera. La preoccupazione arriva dalle copertura per la prima rata dell’imposta, varato dal governo in concomitanza con lo sblocco dei rimborsi della Pa alle imprese creditrici.

A ciò si aggiunge l’allarme dei Caf, secondo i quali il calcolo della seconda tranche dell’imposta richiede più tempo e la scadenza proposta dal governo per il 16 gennaio porterà con sé inevitabili errori: da quello della poca chiarezza nel pagamento della seconda rata, e degli errori e contenziosi, a quello che alla fine i contribuenti si ritrovino a pagare di più, dal momento che, denuncia la Cgia, mancherebbero le coperture per l’abolizione della prima rata, e quindi scatterebbero le “clausole di salvaguardia”. Tradotto: se non si trovano i soldi scattano aumenti sulle accise di benzina e diesel, sugli alcolici, sulle slot machine e sulle sigarette elettroniche. Sul piede di guerra anche i sindaci. I contribuenti dei Comuni che hanno alzato l’aliquota oltre lo 0,4% di base ne dovranno pagare una parte. Lo Stato dovrebbe garantire la copertura al 60%. Il resto toccherà pagarlo ai residenti di città come Milano e Napoli. Un passo avanti rispetto al 50% iniziale, ma non abbastanza, secondo Pisapia.

I Caf, poi, temono errori nel pagamento della seconda rata. La scadenza è il 16 gennaio, e c’è il rischio di un ingorgo fiscale (insieme finiranno i saldi Imu e Tares e gli acconti Iuc e Tari) per un totale, in media, di 223 euro in un mese. I Caf, attraverso Unimpresa, avvertono: “L’approvazione del decreto legge che cancella, solo parzialmente, il versamento di dicembre sulle abitazioni principali, è arrivata troppo a ridosso delle scadenze. Ma soprattutto la confusione generata dalla norma che consente ai Comuni di far pagare la quota di imposta relativa all’eventuale aumento stabilito nel 2012 e nel 2013 rispetto all’aliquota ordinaria rende estremamente probabili errori nella determinazione degli importi da pagare entro il 16 gennaio. Con l’elevatissimo rischio di dare il via a un enorme contenzioso tra contribuenti e amministrazioni locali”.

Perché la foto del burqa di Diesel ha fatto infuriare il mondo musulmano?

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Diesel fa infuriare il mondo musulmano, esponendo una donna che indossa un burqa di jeans, tatuata e truccata. Accanto poi compare anche la scritta  

“Non sono quello che sembro”.

La pubblicità della Diesel, ha fatto in brevissimo tempo il giro del mondo, diventando molto popolare sui social network, tra cui Facebook e Twitter, arrivando addirittura a suscitare l’indignazione dei musulmani.

La difesa di Nicola Formichetti, direttore artistico di Diesel è stata: 

Volevo trovare persone che riflettono la diversità della comunità artistica di oggi e non solo il modello standard.

I musulmani si indignano per quella ragazza che veste un abito che loro considerano sacro con disinvoltura e per quel “vedo non vedo” ostentato che è chiaramente un ammiccamento sensuale. I tratti poi del viso truccato, anche se celati dal burqa appaiono quelli di una ragazza occidentale.

Altre volte le campagne pubblicitarie avevano operato una contaminatio con frasi che richiamavano tematiche religiose per sponsorizzare il suo marchio, basti pensare alla campagna del 1971 pensata da  Emanuele Pirella e realizzata da Oliviero Toscani che inneggiava a  “non avrai altro jeans all’infuori di me”.

Ma ciò che ha dato fastidio ai musulmani è stato il mix di religione, cultura occidentale e sensualità che possono essere facilmente riscontrabili in quella foto. Qualcosa che esula dalla loro cultura e che diventa simbolo dell’impero d’occidente che si appropria dei simboli propri della loro cultura per strumentalizzarli sotto un marchio che si fa pubblicità. 

Strage sui prezzi della benzina: i carburanti in Italia sono un “lusso”?

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Forse fra poco dovremmo mettere tra i beni di lusso anche la benzina. Gli ultimi rincari sui carburanti fanno registrare il livello medio più alto dallo scorso 13 marzo.  Ieri si erano già registrati dei rialzi e stamattina si va alle stelle con  medie nazionali dei prezzi in modalità servito a un passo da 1,87 euro al litro per la benzina e oltre 1,76 euro per il diesel. Le compagnie che questa mattina hanno rivisto il prezzo dei loro prodotti sono stati:  IP, Q8, Shell, Tamoil e TotalErg con rialzi di un centesimo al litro sulla benzina e tra 0,5 e 1 centesimo sul diesel. Questo è lo scotto da pagare per la guerra in Siria?

 

Jovanotti e Diesel per una t-shirt contro le ingiustizie sociali

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La moda si fa sociale. Il patron del marchio Diesel, Renzo Rosso, fondatore anche di «Only the Brave Foundation» -organizzazione no profit nata in Veneto e attiva dal 2008 del Gruppo OTB (Only The Brave), che ha come obiettivo quello di combattere le ingiustizie sociali e contribuire allo sviluppo sostenibile di aree e persone svantaggiate nel mondo – ha stretto un accordo con Jovanotti per la produzione di t-shirt contro le ingiustizie sociali. Per farlo saranno prodotte, in edizione limitata,  t-shirt con tanto di organi umani in bella evidenza e ispirata alla grafica della copertina di «Backup 1987-2012», l’album best seller di Jovanotti che ha conquistato diversi dischi di platino e raccoglie 25 anni di successi di Jovanotti. Ogni t-shirt venduta saranno devoluti 5 euro a «Only the Brave Foundation».

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Il sito che ti vende i “tarocchi”: dalle borse ai vestiti

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Erano oltre 65.000 i prodotti di abbigliamento ed accessori di marca, nazionali ed internazionali, contraffatti, reperibili sul sito www.myfashiondream.com. Alla base c’era una società cinese che aveva più volte trasferito l’indirizzo Ip tra gli Usa e l’Olanda.

I prodotti proposti in vendita erano distribuiti su 1172 pagine, visitate giornalmente da migliaia di utenti; 128 sono i marchi falsificati tra cui Armani, Moncler, Louis Vuitton, Ferrari, D. G., Prada, Gucci, Fossil, Fendi, Adidas, Bulgari, Cartier, Diesel, Rayban, Versace, Hogan, Rolex, Cavalli, Nike, Oakley, Kappa, Givenchy, Boss, Carrera, Longines.

Le Fiamme Gialle, d’intesa con l’autorità giudiziaria, hanno chiesto anche ad alcune delle case licenziatarie dei marchi di eseguire delle perizie sui prodotti: è stato accertato che i prodotti erano di elevata qualità, tale da trarre in inganno i potenziali acquirenti anche perché posti in vendita a prezzi non eccessivamente inferiori a quelli ufficiali di mercato. Alcuni modelli, poi, non erano neppure commercializzati dalle case produttrici ufficiali.  Più taroccati di così non si può! Quanti siti del genere esistono in rete che danneggiano i nostri marchi d’alta moda?

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