L’auto mimetica parcheggiata sulla fermata dell’autobus

auto-mimetica-tuttacronacaForse se fosse stata in una giugla si sarebbe confusa meglio con il panorama, ma difficile non notare un grosso suv con una verniciatura mimetica a Roma. Tanto più se, lungi dal confondersi con sampietrini e la striscia gialla dipinta sulla strana, viene parcheggiato in divieta di sosta sulla fermata dell’autobus. Ieri un automobilista ha avuto l’infelice idea di abbandonare la sua auto in divieto per oltre un’ora, impedendo all’autobus di impegnare il suo spazio per la sosta, costringendolo a fermarsi in mezzo alla strada. Conseguenza: ulteriore congestionamento del traffico di via dei Due Macelli.

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L’auto contro la fermata dell’autobus: il racconto del ragazzo in auto

roma-auto-fermata-tuttacronacaSabato scorso, un’Audi TT si è schiantata contro una fermata dell’autobus sulla Palmiro Togliatti travolgendo e ferendo cinque persone. Da allora Emanuele, 32 anni, ha vissuto come un fuggiasco. Era in auto con la sua amica Jessica e con Ioanela Dospinescu, 25 anni, la romena che guidava ed ora è agli arresti domiciliari e che lui non conosceva. Sull’auto, si trovava solo per seguire Jessica. Ieri mattina, si è costituito. “Sono stato preso dal panico, avevo paura di venire incolpato dell’incidente e sono scappato”. Emanuele ha raccontato che prima hanno fatto un giro per Tivoli durante il quale Ioanela si è avvicinata ad un ragazzo con la testa rasata che portava a spasso un cane. Si riferisce al fidanzato della romena, l’Audi era sua, il giovane di Sacrofano l’aveva chiesta in prestito a suo padre per andare da Ioanela. “Ora torniamo”, ha detto la romena al fidanzato. Continua il 32enne: “Ci siamo allontanati da Bagni di Tivoli percorrendo strade che non conoscevo, fino ad arrivare sulla Palmiro Togliatti. Arrivati all’incrocio con via Prenestina il semaforo era rosso, scattato il verde abbiamo attraversato l’incrocio e dopo circa 100 metri ho sentito un urto sulla fiancata destra. Mi sono preoccupato per Jessica, poi sono seguiti altri tre urti, infine siamo finiti contro il muro. Le ragazze sono scese subito dall’auto, io ho abbassato lo schienale e sono uscito dal lato destro. Ho girato intorno al veicolo e mi sono accorto di una signora che era a terra, parlava con la madre al telefono. Sono tornato indietro e ho visto una Smart, l’auto era rimasta coinvolta nell’incidente, dentro c’erano due persone, forse erano stranieri, per fortuna non erano feriti gravemente. Mi sono avvicinato a Jessica, le sanguinava la bocca, Ioanel zoppicava. Mentre cercavamo di renderci conto dell’accaduto, ho visto dei lampeggianti che si avvicinavano, erano i soccorsi, mi sono girato per cercare le ragazze, ma loro erano sparite. La strada si stava riempendo di persone, sono stato preso dal panico, temevo di essere incolpato dell’incidente e sono scappato”.  Durante la fuga, ha tentato di chiamare la sua amica, che non ha risposto. A quel punto, per non venir riconosciuto, ha tolto il giubbotto nero e ha spento il telefonino, poi ha preso un autobus ed è tornato a casa. “Io non ero consapevole che fosse accaduto qualcosa di realmente grave ci eravamo accertati che le persone stavano bene, anche se ero cosciente del fatto che avevamo sbagliato ad allontanarci dal luogo dell’incidente. Il giorno successivo, dal telegiornale ho saputo che l’incidente in cui eravamo coinvolti era stato attribuito ad un uomo ed una donna, sono andato via da casa e ho lasciato lì anche il telefonino spento. Sono stato da alcuni amici a Civitavecchia senza raccontare nulla. Ho continuato a girovagare, ho dormito nelle stazione dei treni, poi sono tornato solo ieri sera a casa”. Emanuele dice che lunedì scorso, il giorno che è stata rintracciata Jessica alla Garbatella, lui era lì, ma poi ha visto arrivare i vigili e si è dileguato. “La mattina successiva ho letto le notizie sui giornali e ho deciso di chiarire la mia posizione. Ho telefonato, l’agente con cui ho parlato mi ha tranquillizzato e ho deciso di costituirmi”. Emanuele rischia, come Jessica, una denuncia per omissione di soccorso.

L’Audi che si chianta contro la fermata dell’autobus: è ancora mistero!

donna_travolge_pedoni_tuttacronacaE’ finalmente stato preso il pirata che lo scorso sabato aveva travolto cinque persone a una fermata Atac al Prenestino, a Roma. Si tratta di una romena di venticinque anni che ora si trova agli arresti domiciliari ed è la stessa donna da cui era andato, a Bagni di Tivoli, il giovane italiano che ha denunciato il furto della spider (intestata al padre) un’ora e mezzo dopo l’incidente di sabato. A quanto sembra, i due avevano una storia iniziata qualche setimana fa. La donna, immigrata che non avrebbe la patente, è stata rintracciata ieri sera e portata in un ufficio della Municipale: “Ero io alla guida – ha detto – La macchina me l’ha prestata il mio ragazzo: mi ha dato le chiavi e ho voluto fare un giro. Dopo il botto, sono scappata per la paura”. Ciò non toglie che restano delle zone d’ombra nella vicenda. Ora gli uomini del reparto operativo del Gruppo Sicurezza Urbana della Municipale vogliono capire quale sia stato il ruolo del figlio del proprietario dell’Audi. Al momento, l’ultima certezza sembra essere che il giovane non fosse a bordo, ma ancora ci si chiede perchè il ragazzo, figlio di un professionista di Sacrofano, abbia prestato un’auto così costosa a una persona conosciuta da poco e si sarebbe deciso in quattro e quattr’otto a coprirla denunciando un furto mai avvenuto. Come Spiega il Messaggero, la Municipale ade esempio si chiede se sia credibile che una persona se ne resti buona buona a Bagni di Tivoli, una dozzina di chilometri dal Prenestino, mentre la ragazza se ne va a spasso chissà dove con il bolide del padre di lui? Non c’è qualche spiegazione più logica? I vigili si stanno chiedendo se il giovane, magari da un’auto che seguiva la “TT”, non abbia assistito allo schianto, da cui il panico e l’idea di rientrare a Bagni di Tivoli inscenando un furto. Ma ovviamente è tutto da vedere. L’unica cosa certa e che il ragazzo è stato denunciato per simulazione di reato. La romena invece è accusata di lesioni, omissione di soccorso e guida senza patente. Il magistrato, dopo averla fatta sentire dalla Municipale, ha deciso di metterla ai domiciliari. C’è poi il giallo dei passeggeri sull’Audi, un uomo e una donna, e non sono ancora stati rintracciati. Lei, italiana, subito dopo l’incidente è entrata in una pizzeria a taglio di via delle Palme, a Centocelle, dove è stata notata: “Diceva: Oddio che abbiamo fatto! – dice un testimone – e si guardava in uno specchio per vedere se era ferita al viso”.

L’incidente alla fermata del bus a Roma: il giallo delle chiavi scomparse

auto-incidente-roma-tuttacronacaLo scorso sabato, un’Audi era piombata su una fermata dell’autobus in via Palmiro Togliatti, alla periferia di Roma, travolgendo e ferendo cinque persone. Dopo l’impatto, avvenuto alle 18.15, dall’auto sono scesi, stando a quanto raccontano dei testimoni, due donne e un ragazzo con i capelli lunghi che “sembravano ubriachi”. Secondo chi indaga, sarebbero dell’est. Ma non si riesce a rintracciare nessuno di loro. E il mistero s’infittisce perchè anche le chiavi della vettura, che appartiene a un ventenne di Sacrofano che sabato ne aveva denunciato il furto, sarebbero sparite. Il giovane ha raccontato che l’auto gli sarebbe stata rubata mentre lui era a Tivoli a casa di un’amica romena, ma anche lei è introvabile. I vigili del V gruppo stanno cercando di scoprire cosa è successo davvero anche con l’aiuto dei filmati delle telecamere della zona. La denuncia del giovane risale alle 19, quando ha chiamato il 112. Circa 45 minuti dopo l’incidente. Il primo sospetto degli investigatori è che voglia costruirsi un alibi, ma il proprietario dell’Audi ha i capelli rasati e non corrisponde con le descrizioni. Inoltre, ci sarebbero anche gli orari che scagionerebbero il giovane. Dai tabulati telefonici e l’analisi sulle celle, risulterebbe che alle 19, quando il ragazzo ha chiamato il 112 si trovava davvero nell’area di Tivoli. L’incidente sulla Palmiro Togliatti era avvenuto alle 18.15, per gli investigatori, in teoria, non avrebbe avuto il tempo di tornare a casa dell’amica. I ladri non hanno forzato il cruscotto dell’auto, ma il proprietario non ha le chiavi, dice di averle lasciate a casa della romena che frequentava da una settimana, di averle buttate sul suo divano in un gesto di stizza dopo che aveva scoperto il furto. Ma la donna non si trova e i vigili non possono perquisire la casa. A questo punto, sostengono gli investigatori, le possibilità sono due: il giovane è finito in una trappola, oppure qualcuno non dice tutta la verità.

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Tragedia alla fermata del bus a Roma, 5 feriti e il pirata della strada scappa

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Un’auto è finita su una fermata dell’autobus in via Palmiro Togliatti, alla periferia di Roma, travolgendo alcune persone. Il conducente, subito dopo l’incidente, avvenuto intorno alle 18.20, ha lasciato la vettura sul posto, un’Audi, ed è fuggito. Cinque i feriti, di cui uno trasportato in ospedale in codice rosso. Sul posto per i rilievi è intervenuta la polizia municipale.

Scheletri alla fermata del bus!

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Alle fermate del bus di Torino sono apparsi gli scheletri. La protesta è stata effettuata da CasaPound Italia contro il caro abbonamento e il taglio delle corse voluto da Gtt, il Gruppo Torinese Trasporti che gestisce il trasporto pubblico nel capoluogo piemontese.

“I torinesi rischiano di trasformarsi in scheletri ogni volta che aspettano un bus o un tram – dichiara Matteo Rossino responsabile provinciale del movimento -. Il servizio pubblico, già scadente, è stato del tutto affossato con lo scellerato taglio delle corse”.

4 ragazzi investiti da un suv: erano alla fermata d’autobus

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Alle 7 di questa mattina, a Zambra, nel pisano, quattro ragazzi che attendevano l’autobus per andare a scuola a Pisa sono stati investiti da un suv piombato su di loro. Tutti tra i 16 e i 18 anni, gli studenti sono stati trasportati all’ospedale del capoluogo in codice  rosso. Anche il conducente del suv, che ha riportato ferite meno gravi, è stato ricoverato e si trova ora all’ospedale Lotti di Pontedera. Ancora al vaglio dei carabinieri la dinamica dell’incidente, probabilmente imputabile alla forte delocità del veicolo, di cui il conducente avrebbe perso il controllo, in prossimità di una rotatoria.

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