Welcome back Brian! Torna il cane dei Griffin

brian-griffin-tuttacronacaE’ stata la puntata trasmessa ieri negli Usa a far tornare il sorriso ai fan di Brian, il celebre cane dei “Griffin”. Nell’episodio, il piccolo Stewie riesce a costruire una macchina del tempo e a tornare al tragico momento dell’incidente. Il gesto estremo fa sì che Brian torni a casa per Natale. Insomma, dopo le lacrime per la morte del cane più irriverente della serie e la petizione su Change.org, nell’episodio andato in onda domenica, Stewie torna a casa in tempo e riesce a salvarlo dalla macchina che vuole investirlo. In rete non sono mancati i cinguettii al riguardo e non è mancato di farsi sentire in Twitter neanche Seth MacFarlane, ideatore della comedy, che ha preso in giro i fans scrivendo: “Davvero pensavate che avremmo ucciso Brian, davvero?”. E ha aggiunto che la morte di Brian può servire da lezione: “Mai dare qualcuno per scontato perchè potrebbe andarsene in un attimo”.

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L’auto contro la fermata dell’autobus: il racconto del ragazzo in auto

roma-auto-fermata-tuttacronacaSabato scorso, un’Audi TT si è schiantata contro una fermata dell’autobus sulla Palmiro Togliatti travolgendo e ferendo cinque persone. Da allora Emanuele, 32 anni, ha vissuto come un fuggiasco. Era in auto con la sua amica Jessica e con Ioanela Dospinescu, 25 anni, la romena che guidava ed ora è agli arresti domiciliari e che lui non conosceva. Sull’auto, si trovava solo per seguire Jessica. Ieri mattina, si è costituito. “Sono stato preso dal panico, avevo paura di venire incolpato dell’incidente e sono scappato”. Emanuele ha raccontato che prima hanno fatto un giro per Tivoli durante il quale Ioanela si è avvicinata ad un ragazzo con la testa rasata che portava a spasso un cane. Si riferisce al fidanzato della romena, l’Audi era sua, il giovane di Sacrofano l’aveva chiesta in prestito a suo padre per andare da Ioanela. “Ora torniamo”, ha detto la romena al fidanzato. Continua il 32enne: “Ci siamo allontanati da Bagni di Tivoli percorrendo strade che non conoscevo, fino ad arrivare sulla Palmiro Togliatti. Arrivati all’incrocio con via Prenestina il semaforo era rosso, scattato il verde abbiamo attraversato l’incrocio e dopo circa 100 metri ho sentito un urto sulla fiancata destra. Mi sono preoccupato per Jessica, poi sono seguiti altri tre urti, infine siamo finiti contro il muro. Le ragazze sono scese subito dall’auto, io ho abbassato lo schienale e sono uscito dal lato destro. Ho girato intorno al veicolo e mi sono accorto di una signora che era a terra, parlava con la madre al telefono. Sono tornato indietro e ho visto una Smart, l’auto era rimasta coinvolta nell’incidente, dentro c’erano due persone, forse erano stranieri, per fortuna non erano feriti gravemente. Mi sono avvicinato a Jessica, le sanguinava la bocca, Ioanel zoppicava. Mentre cercavamo di renderci conto dell’accaduto, ho visto dei lampeggianti che si avvicinavano, erano i soccorsi, mi sono girato per cercare le ragazze, ma loro erano sparite. La strada si stava riempendo di persone, sono stato preso dal panico, temevo di essere incolpato dell’incidente e sono scappato”.  Durante la fuga, ha tentato di chiamare la sua amica, che non ha risposto. A quel punto, per non venir riconosciuto, ha tolto il giubbotto nero e ha spento il telefonino, poi ha preso un autobus ed è tornato a casa. “Io non ero consapevole che fosse accaduto qualcosa di realmente grave ci eravamo accertati che le persone stavano bene, anche se ero cosciente del fatto che avevamo sbagliato ad allontanarci dal luogo dell’incidente. Il giorno successivo, dal telegiornale ho saputo che l’incidente in cui eravamo coinvolti era stato attribuito ad un uomo ed una donna, sono andato via da casa e ho lasciato lì anche il telefonino spento. Sono stato da alcuni amici a Civitavecchia senza raccontare nulla. Ho continuato a girovagare, ho dormito nelle stazione dei treni, poi sono tornato solo ieri sera a casa”. Emanuele dice che lunedì scorso, il giorno che è stata rintracciata Jessica alla Garbatella, lui era lì, ma poi ha visto arrivare i vigili e si è dileguato. “La mattina successiva ho letto le notizie sui giornali e ho deciso di chiarire la mia posizione. Ho telefonato, l’agente con cui ho parlato mi ha tranquillizzato e ho deciso di costituirmi”. Emanuele rischia, come Jessica, una denuncia per omissione di soccorso.

L’Audi che si chianta contro la fermata dell’autobus: è ancora mistero!

donna_travolge_pedoni_tuttacronacaE’ finalmente stato preso il pirata che lo scorso sabato aveva travolto cinque persone a una fermata Atac al Prenestino, a Roma. Si tratta di una romena di venticinque anni che ora si trova agli arresti domiciliari ed è la stessa donna da cui era andato, a Bagni di Tivoli, il giovane italiano che ha denunciato il furto della spider (intestata al padre) un’ora e mezzo dopo l’incidente di sabato. A quanto sembra, i due avevano una storia iniziata qualche setimana fa. La donna, immigrata che non avrebbe la patente, è stata rintracciata ieri sera e portata in un ufficio della Municipale: “Ero io alla guida – ha detto – La macchina me l’ha prestata il mio ragazzo: mi ha dato le chiavi e ho voluto fare un giro. Dopo il botto, sono scappata per la paura”. Ciò non toglie che restano delle zone d’ombra nella vicenda. Ora gli uomini del reparto operativo del Gruppo Sicurezza Urbana della Municipale vogliono capire quale sia stato il ruolo del figlio del proprietario dell’Audi. Al momento, l’ultima certezza sembra essere che il giovane non fosse a bordo, ma ancora ci si chiede perchè il ragazzo, figlio di un professionista di Sacrofano, abbia prestato un’auto così costosa a una persona conosciuta da poco e si sarebbe deciso in quattro e quattr’otto a coprirla denunciando un furto mai avvenuto. Come Spiega il Messaggero, la Municipale ade esempio si chiede se sia credibile che una persona se ne resti buona buona a Bagni di Tivoli, una dozzina di chilometri dal Prenestino, mentre la ragazza se ne va a spasso chissà dove con il bolide del padre di lui? Non c’è qualche spiegazione più logica? I vigili si stanno chiedendo se il giovane, magari da un’auto che seguiva la “TT”, non abbia assistito allo schianto, da cui il panico e l’idea di rientrare a Bagni di Tivoli inscenando un furto. Ma ovviamente è tutto da vedere. L’unica cosa certa e che il ragazzo è stato denunciato per simulazione di reato. La romena invece è accusata di lesioni, omissione di soccorso e guida senza patente. Il magistrato, dopo averla fatta sentire dalla Municipale, ha deciso di metterla ai domiciliari. C’è poi il giallo dei passeggeri sull’Audi, un uomo e una donna, e non sono ancora stati rintracciati. Lei, italiana, subito dopo l’incidente è entrata in una pizzeria a taglio di via delle Palme, a Centocelle, dove è stata notata: “Diceva: Oddio che abbiamo fatto! – dice un testimone – e si guardava in uno specchio per vedere se era ferita al viso”.

L’incidente alla fermata del bus a Roma: il giallo delle chiavi scomparse

auto-incidente-roma-tuttacronacaLo scorso sabato, un’Audi era piombata su una fermata dell’autobus in via Palmiro Togliatti, alla periferia di Roma, travolgendo e ferendo cinque persone. Dopo l’impatto, avvenuto alle 18.15, dall’auto sono scesi, stando a quanto raccontano dei testimoni, due donne e un ragazzo con i capelli lunghi che “sembravano ubriachi”. Secondo chi indaga, sarebbero dell’est. Ma non si riesce a rintracciare nessuno di loro. E il mistero s’infittisce perchè anche le chiavi della vettura, che appartiene a un ventenne di Sacrofano che sabato ne aveva denunciato il furto, sarebbero sparite. Il giovane ha raccontato che l’auto gli sarebbe stata rubata mentre lui era a Tivoli a casa di un’amica romena, ma anche lei è introvabile. I vigili del V gruppo stanno cercando di scoprire cosa è successo davvero anche con l’aiuto dei filmati delle telecamere della zona. La denuncia del giovane risale alle 19, quando ha chiamato il 112. Circa 45 minuti dopo l’incidente. Il primo sospetto degli investigatori è che voglia costruirsi un alibi, ma il proprietario dell’Audi ha i capelli rasati e non corrisponde con le descrizioni. Inoltre, ci sarebbero anche gli orari che scagionerebbero il giovane. Dai tabulati telefonici e l’analisi sulle celle, risulterebbe che alle 19, quando il ragazzo ha chiamato il 112 si trovava davvero nell’area di Tivoli. L’incidente sulla Palmiro Togliatti era avvenuto alle 18.15, per gli investigatori, in teoria, non avrebbe avuto il tempo di tornare a casa dell’amica. I ladri non hanno forzato il cruscotto dell’auto, ma il proprietario non ha le chiavi, dice di averle lasciate a casa della romena che frequentava da una settimana, di averle buttate sul suo divano in un gesto di stizza dopo che aveva scoperto il furto. Ma la donna non si trova e i vigili non possono perquisire la casa. A questo punto, sostengono gli investigatori, le possibilità sono due: il giovane è finito in una trappola, oppure qualcuno non dice tutta la verità.

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Tragedia alla fermata del bus a Roma, 5 feriti e il pirata della strada scappa

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Un’auto è finita su una fermata dell’autobus in via Palmiro Togliatti, alla periferia di Roma, travolgendo alcune persone. Il conducente, subito dopo l’incidente, avvenuto intorno alle 18.20, ha lasciato la vettura sul posto, un’Audi, ed è fuggito. Cinque i feriti, di cui uno trasportato in ospedale in codice rosso. Sul posto per i rilievi è intervenuta la polizia municipale.

Brian Griffin resuscita?

brian-griffin-tuttacronacaE’ davvero eterno riposo per Brian, il cane della famiglia Griffin? Da quando è stata trasmessa in America la puntata in cui viene investito da un’auto, su Change.org è stata creata una petizione, che ha già raccolto oltre 93mila firme, per contestare la scelta degli sceneggiatori. E per i fan della serie animata, in rete è comparso un sito dedicato, Brian’s Announcement, dove compare un countdown che pare segnali la resurrezione del cane di casa Griffin. E, nell’era 2.0, non poteva certo mancare un hashtag: #saveBrian!

Griffin shock! Muore il cane Brian

brian-morto-griffin-tuttacronacaLutto shock in casa dei Griffin, la celebre famiglia della serie animata made in Usa creata da Seth MacFarlane: uno dei protagonisti, il cane Brian, ha detto addio ai fan. La puntata Life of Brian, negli Stati Uniti, è andata in onda domenica sera e gli appassionati sono rimasti scossi da quel drammatico investimento stradale. La redazione di “E!Online” ha contattato Steve Callaghan, produttore esecutivo della serie arrivata alla sua undicesima stagione: “Per quanto amiamo tutti Brian, e per quanto tutti amano gli animali domestici, può capitare che nella realtà un cane possa essere investito da un’auto. Avevamo deciso per la morte di uno dei protagonisti, pensavamo che per la famiglia Griffin sarebbe stato meno traumatico perdere Brian”.

Investe un uomo in Inghilterra, pena ridotta: “E’ francese”

pirata_francia-tuttacronacaShock in Inghilterra per una sentenza che ha ridotto la pena a un giovane francese per via della sua nazionalità. Il 25enne Alexis Sebastien-Fluery, nell’agosto 2012, si trovava alla guida di una Renault Laguna nel Kent, quando ha effettuato un’inversione a U e imboccato la strada nel senso sbagliato. La manovra ha portato l’auto del francese a centrare quella sulla quale stava viaggiando il 62enne David Crane, morto sul colpo. Alexis era stato condannato a un anno e mezzo di carcere a luglio, ma potrà uscire già la settimana prossima visto che il giudice ha deciso che “L’uomo ha commesso un errore. Abituato a tenere la destra, dopo l’inversione è rimasto a destra”. Oltretutto “era buio”, ha aggiunto il giudice e, “per qualche secondo o minuto”, l’uomo deve aver “dimenticato che non stava guidando in Francia”. Ovviamente la decisione della corte di Appello di Londra ha scatenato un’ondata di critiche antifrancesi, ma ha anche aperto un dibattito sull’opportunità per la Gran Bretagna di allinearsi al resto del mondo.

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Travolta e trascinata da un pirata della strada: perde la vita un’anziana

donna-investita-tuttacronaca_milanoHa il volto sfigurato e sembra non avesse documenti con sè un’anziana che è stata uccisa da un’auto pirata lungo la statale via Emilia a San Donato Milanese, tutt’ora senza un nome. La donna è stata agganciata da un mezzo che non si è fermato e l’ha trascinata smembrandone il corpo. I vigili hanno provveduto a percorrere la strada muniti di torce, per controllare che un’eventuale borsetta non fosse stata scagliata lontano dalla vittima. Ai comandi di polizia e carabinieri nessuno, nel frattempo, ha segnalato l’assenza di una donna nella zona.

Parla il padre di Beatrice Papetti: uccisa una seconda volta dalle leggi italiane.

beatrice_papetti_tuttacronacaGabardi El Habib, il magrebino che si era costituito una settimana dopo aver investito e ucciso la 16enne di Gorgonzola Beatrice Papetti, è uscito dal carcere ed è agli arresti domiciliari. La decisione è stata così commentata dal padre della ragazza, Nerio Papetti: “Le leggi italiane hanno ucciso mia figlia per la seconda volta”. Per l’uomo è infatti “assolutamente inaccettabile” che il gip abbia disposto i domiciliari per l’investitore. Ha quindi aggiunto che “non è normale che accadano disgrazie simili e il responsabile vada fuori. Ho amici e colleghi stranieri che mi raccontano di come sia severa la legge nei loro Paesi, questa persona ha la famiglia all’estero, scapperà. Le leggi italiane hanno ucciso mia figlia per la seconda volta”. Dopo l’arresto, il pm di Milano, Laura Pedio, titolare delle indagini condotte dai carabinieri, aveva chiesto il carcere come misura cautelare per il marocchino, mentre la difesa, con l’avvocato Giovanni Marchese, aveva chiesto i domiciliari, spiegando anche che l’uomo “non è un pirata della strada”. Alessandro Santangelo, gip di Milano, ha disposto i domiciliari perchè, da quanto si è saputo, è una misura idonea a garantire le esigenze cautelari: principalmente il pericolo di reiterazione del reato e poi quelli di fuga e di inquinamento probatorio. L’uomo, infatti, è accusato di omicidio ma nella forma colposa mentre l’altro reato contestato, l’omissione di soccorso, non prevede la misura cautelare.

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Omicidio del pastore nel Catanese: sei nuovi arresti

buda-omicidio-tuttacronacaIl 23 gennaio 2013 Salvatore Buda, piastore 47enne, venne ucciso a colpi di fucile all’interno di un’automobile in un fondo rurale adibito a pascolo in contrada Felicetto a Calatabiano, durante una lite. Il 39enne Salvatore Musumeci si costitù poco dopo per il delitto. L’uomo raccontò che tra lui e la vittima erano sorti contrasti per il furto di alcuni vitelli che gli erano stati sottratti nei giorni precedenti. Durante la lite sarrebbe quindi avvenuta una collutazione durante la quale uno dei due avrebbe imbracciato il fucile a scopo intimidatorio. Un colpo partito accidentalmente colpì quindi Buda. Questa mattina però, all’alba, i carabinieri di Giarre, in provincia di Catania, hanno effettuato sei nuovi arresti. L’omicidio, anche se in passato sia Musumeci che Buda erano stati ritenuti vicini a consorterie mafiose, non era sembrato riconducibile a dinamiche legate alla criminalità organizzata.

Si è consegnato il pirata della strada che ha investito, uccidendola, Beatrice

beatrice-papetti-tuttacronacaBeatrice Papetti è morta il 10 luglio a Gorgonzola, in provincia di Milano, travolta da un pirata della strada che poi è fuggito. I carabinieri del comando provinciale di Milano erano sulle sue tracce ma oggi è stato lui stesso a presentarsi spontaneamente, sembrerebbe in preda al rimorso. Ad aver investito la 16enne è stato un 39enne magrebino ora finito in manette per omicidio colposo e omissione di soccorso. L’uomo, provvisto di regolare permesso di soggiorno, ha spiegato di non aver visto che la ragazza stava attraversando la strada.

Pirata della strada investe ciclista e poi va a dormire

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E’ accusato di omicidio colposo, omissione di soccorso e guida in stato di ubriachezza un pirata della strada di 21 anni che, dopo aver travolto e ucciso un ciclista di 67 anni, è fuggito. L’incidente ha avuto luogo a Rivoli, in provincia di Torino, in una rotonda stradale tra i corsi IV Novembre e Primo Levi. La Polizia è arrivata a lui, arrestandolo nell’abitazione di un parente dove stava tranquillamente dormendo, grazie alla targa anteriore dell’auto, una Peugeot 206, rimasta a terra dopo l’impatto con la bici. La vettura è stata poi trovata in un parcheggio, con evidenti segni dell’incidente. Inoltre, gli accertamenti compiuti dagli agenti e alcune testimonianze hanno confermato che gli spostamenti del giovane erano pienamente compatibili con il coinvolgimento nell’incidente. A diverse ore dall’impatto, i valori d’alcool nel corpo del giovane sono risultati ancora molto alti.

Investe un conducente sbalzato dall’auto in un tamponamento: è caccia al pirata!

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