La sentenza della Corte Costituzionale: quello che resta del porcellum

porcellum-tuttacronacaQuattro ore di camera di consiglio, tanto è servito ai 15 giudici della Corte Costituzionale per approvare il testo della legge elettorale uscita dopo la bocciatura del porcellum. Il plenum ha firmato le motivazioni della sentenza del 4 dicembre 2013 sulla legge elettorale. Dopo la sentenza sull’illegittimità del Porcellum quello che resta della legge elettorale, come spiega la Consulta, è un meccanismo “proporzionale”, “depurato dell’attribuzione del premio di maggioranza” con la possibilità di esprimere una preferenza. “La normativa che rimane in vigore – si legge nella sentenza depositata – stabilisce un meccanismo di trasformazione dei voti in seggi che consente l’attribuzione di tutti i seggi, in relazione a circoscrizioni elettorali che rimangono immutate, sia per la Camera che per il Senato”. Ancora, nelle motivazioni della sentenza sulla legge elettorale si legge che il premio di maggioranza previsto dal Porcellum “è foriero si una eccessiva sovra-rappresentazione” e può produrre “una distorsione”, perchè non impone “il raggiungimento di una soglia minima di voti alla lista”. I giudici evidenziano inoltre che “Per quanto riguarda la possibilità per l’elettore di esprimere un voto di preferenza – evidenziano i giudici -, eventuali apparenti inconvenienti, che comunque non incidono sull’operatività del sistema elettorale”, “possono essere risolti mediante l’impiego degli ordinari criteri d’interpretazione” e “mediante interventi normativi secondari”. Ancora, nelle motivazioni si sottolinea che le liste bloccate lunghe previste dal Porcellum “rendono la disciplina in esame non comparabile né con altri sistemi caratterizzati da liste bloccate solo per parte dei seggi, né con altri” che prevedono un “numero dei candidati talmente esiguo da garantire l’effettiva conoscibilità degli stessi”. Per la Corte Costituzionale prevale la continuità degli organi di Stato : “Il principio fondamentale della continuità dello Stato”, “non è un’astrazione e dunque si realizza in concreto attraverso la continuità in particolare dei suoi organi costituzionali: di tutti gli organi costituzionali, a cominciare dal Parlamento” e tale principio prevale. “Le Camere sono organi costituzionalmente necessari ed indefettibili e non possono in alcun momento cessare di esistere o perdere la capacità di deliberare”. “È evidente – sottolinea la Consulta – che la decisione che si assume, di annullamento delle norme censurate, avendo modificato in parte la normativa che disciplina le elezioni per la Camera e per il Senato, produrrà i suoi effetti esclusivamente in occasione di una nuova consultazione elettorale”.

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Il decreto Salva-Roma è incostituzionale, bocciato al Senato

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Continua a tenere banco il tema della modifica delle aliquote della Tasi, la tassa sui servizi indivisibili dei Comuni (che vanno dalla manutenzione delle strade all’illuminazione): non è stato ancora sciolto il nodo dei livelli di imposizione sulla casa e è tramontata l’ipotesi di presentare un emendamento al decreto Imu-Bankitalia. Il governo dovrebbe invece inserire la soluzione nel decreto sugli Enti territoriali, dove sono confluite alcune misure del dl salva-Roma, arrivato a Palazzo Madama a fine dicembre. Decreto che è però incappato in un inatteso stop, visto che la Commissione Affari Costituzionali di Palazzo Madama ne ha bocciato il parere sui presupposti di costituzionalità. Contro la costituzionalità hanno votato la Lega, Forza Italia, il Movimento Cinque Stelle e il rappresentante di Gal. Sarà ora l’Aula di palazzo Madama a doversi pronunciare sul punto, visto che a parità di voti i presupposti in questione, a palazzo Madama, devono essere considerati non approvati. “Grazie alla determinazione della Lega Nord la Commissione non ha approvato il parere di costituzionalità al decreto Enti Locali che contiene anche il mai convertito decreto salva-Roma”, ha dichiarato Patrizia Bisinella, capogruppo della Lega in Commissione.

In attesa di questi nuovi sviluppi sugli Enti Locali, resta irrisolto il nodo-Tasi. Il problema è che nell’attuale formulazione della tassa, con aliquota al 2,5 per mille del valore catastale degli immobili calcolato dai fini dell’Imu,

ai conti dei Comuni verrebbero a mancare circa un miliardo e 400 milioni di gettito. Per di più, visto che la Tasi rientra nella riorganizzazione dell’imposta sugli immobili e sui rifiuti denominata Iuc, si creerebbe un ulteriore problema: molti Enti che già hanno raggiunto il livello massimo di imposizione con l’Imu per la seconda casa (10,6 per mille), non avrebbero modo di far rientrare nella Iuc (che prevede lo stesso tetto massimo) anche la tassa sui servizi, che affianca nella nuova versione quella sugli immobili e quella sui rifiuti.

Il governo vuole superare l’impasse aumentando l’aliquota della Tasi al 3 per mille, fissando però l’obbligo di destinare il gettito aggiuntivo alle detrazioni per chi ancora dovrà pagare l’Imu e per la stessa Tasi delle fasce più deboli. Nel disegno di Pier Paolo Baretta, sottosegretario all’Economia, si riuscirebbe così a ottenere una detrazione media di 150 euro ad abitazione. A quel livello di imposizione, però, secondo il Servizio politiche territoriali della Uil la tassa costerà in media 40 euro in più a contribuente, rispetto alle attuali aliquote fissate nella Legge di Stabilità, mentre le detrazioni saranno solo volontarie e inferiori a quelle della “vecchia” Imu del 2012 (200 euro di base più 50 euro a figlio).

Anche questa soluzione, comunque, continua a non soddisfare i Comuni, che chiedono di salire ancora al 3,5 per mille per ottenere tutto il miliardo e 400 milioni di ammanco oltre ad avere una maggiore libertà di azione nell’impiego di queste risorse. Il presidente dell’Anci, Piero Fassino, ha già avuto modo di far notare al governo che a fronte della precedente aliquota standard dell’Imu al 4 per mille, l’attuale tetto del 2,5 per mille dimezzerà il gettito sulla prima abitazione.

Quello che è certo è che per ora domina l’indefinitezza della situazione: “Mi domando se non sia opportuno fare una pausa di riflessione, riavvolgere il nastro e trovare una soluzione a regime sulla tassazione immobiliare più equa e meno improvvisata”, propone Angelo Rughetti, deputato renziano ed ex segretario generale dell’Anci. “Mi chiedo – sottolinea – se non valga la pena sospendere la frenesia normativa, rinviare a giugno tutti i pagamenti legati a Tasi, Tari ed Imu e nel frattempo fare un lavoro serio” sulla tassazione immobiliare. Una proposta che fa sempre più proseliti, come testimonia la richiesta del leader Cgil, Susanna Camusso: “Per evitare figure o scelte drammatiche come quelle che erano state fatte sulla scuola sarebbe ora che il governo si fermasse un attimo e rimettesse in ordine le scelte che fa”

Carioti su Libero: “Spunta il pattarellum Berlusconi-Renzi”

matteo-renzi-tuttacronacaIl Porcellum è incostituzionale secondo i giudici della Corte Costituzionale e ora Matteo Renzi sarebbe pronto a trattare con Forza Italia e Movimento 5 Stelle per la nuova norma elettorale, con un accordo che potrebbe arrivare con il ritorno al Mattarellum. Come scrive, su Libero, Fausto Carioti:

«Alcuni dirigenti di Forza Italia vogliono imitare Ribbentrop e il suo patto con Molotov». A denunciare l’accordo scellerato è Fabrizio Cicchitto, non a caso esponente del Nuovo centro destra, cioè del partito destinato a fare la parte della Polonia tra la Germania di Silvio Berlusconi e l’Urss di Beppe Grillo. In realtà gli accordi che rischiano di schiacciare chi si frappone ai progetti di espansione delle grandi potenze sono due: accanto all’intesa di fatto già creata in Parlamento da forzisti e grillini, uniti nel dichiarare illegittima la legislatura (e presto vedremo se uniti pure nel chiedere l’impeachment di Giorgio Napolitano), insomma per far saltare lo scenario esistente, c’è quella per costruire i nuovi assetti.

Qui il ruolo del plenipotenziario sovietico dovrebbe essere ricoperto da Matteo Renzi, in procinto di prendere le redini del Pd. Con Grillo possibile terzo convitato: proprio ieri sera, il sindaco di Firenze si è detto pronto a trattare sulla nuova legge elettorale sia col Cavaliere che con l’ex comico. Renzi è rimasto mortificato dalla decisione della Consulta, che ha ucciso il Porcellum non per reintrodurre il Mattarellum, come sperava lui, ma per creare un proporzionale che, se messo alla prova, imporrebbe la prosecuzione delle larghe intese. Un colpo basso alle ambizioni di Renzi, che sogna di governare con una solida maggioranza.

Ma il sindaco appare già in fase di recupero e presto avrà due opzioni tra le quali scegliere: scrivere una nuova legge elettorale assieme agli altri partiti della maggioranza, e cioè tenere conto delle necessità degli alfaniani e del ruolo di mediazione di Letta, oppure stringere un accordo per una legge elettorale su misura per i grandi, cioè per il Pd, Forza Italia e – se ci stanno – i pentastellati. Con gli altri liberi di fare il ruolo dei cespugli. È probabile che inizi dalla prima strada; di sicuro, se vedrà che non porta dove vuole lui, si sposterà sulla seconda. E se questo dividerà la coalizione di governo e metterà in crisi le larghe intese, Renzi saprà farsene una ragione (…)

Dopo la decisione della Consulta sul Porcellum, bagarre in Aula

tuttacronaca-laura-boldriniIl Porcellum è incostituzionale, secondo quanto stabilito ieri dalla Consulta, e oggi è bagarre alla Camera. Alla ripresa dei lavori, da più parti si sono levate voci sulla reale legittimazione del Parlamento, a seguito della sanzione sulla legge elettorale. Laura Boldrini ha chiarito che “la Camera è pienamente legittima a legittimata a operare” ma il pentastellato Tofalo denuncia “siamo tutti illegittimi” e il clima si surriscalda ulteriormente dopo la lite di ieri in Aula tra Pd e M5s, con i grillini che avevano occupato i banchi del governo. Intanto è stata respinta la richiesta di M5S di convocare immediatamente una conferenza dei capigruppo per mettere in calendario la riforma della legge elettorale. Dopo il voto, tutti i deputati M5S hanno abbandonato l’aula per protesta. E nel frattempo è apparso un post su Facebook a opera di Angelo Tofalo: “Li abbiamo circondanti! L’aula doveva iniziare alle 10 ma ancora nulla… stiamo attendendo la Boldrini. C’e’ un’area surreale! Un silenzio rumorosissimo. Oggi il parlamento incostituzionale ed illegittimo sarà infuocato. Noi lo avevamo sempre detto, siamo entrati qui con la valigia di cartone e non l’abbiamo mai disfatta, pronti a tornare a casa. Che la facciano subito anche loro oppure che si preparino a prendere gli elicotteri. Li abbiamo circondati e forse i topolini lo stanno finalmente realizzando. Oggi più che mai stateci accanto. Le minacce e le aggressioni già avute non ci fanno che pensare il peggio… saremo tranquilli come sempre, diremo tutto in maniera non violenta, siamo super democratici ma non moderati, non fessi. Li abbiamo circondati”.facebook

Il Porcellum è incostituzionale… forse ora si farà al forno?

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È appena terminata la camera di consiglio dei giudici della Corte Costituzionale sulla legge elettorale e la Consulta ha bocciato la legge elettorale, il Porcellum. L’attuale legge elettorale vigente è stata definita “incostituzionale” per  “il premio di maggioranza e la mancanza delle preferenze”.  I giudici si sono pronunciati sui profili di incostituzionalità del cosiddetto Porcellum. Il ricorso era stato presentato da 27 cittadini contro il Porcellum con l’accusa di «violare il diritto di scelta degli elettori e di conseguenza la Costituzione» per allungare i tempi.

La decisione consiste nel cancellare il premio di maggioranza, considerato abnorme, e nell’inserire una preferenza simbolica laddove la legge non le prevedeva.

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