“Il destino non è una catena ma un volo”

volare-tuttacronaca-Alessandro Baricco- (Oceano mare, 1993)

La frana travolge un supermercato in Basilicata, la foto del crollo

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Impressionante e incredibile la foto del supermercato a Montescaglioso che è stato investito da una frana. Il capannone che ospita il supermercato Lidl era stato fatto evacuare ore prima, così che non ci sono state vittime, ma la foto resta comunque sconvolgente.

L’endorsment di Cecile Kyenge per Matteo Renzi

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L’endorsment di Cecile Kyenge per Matteo Renzi non stupisce. L’8 dicembre il ministro dell’integrazione ha confermato che voterà proprio per il sindaco di Firenze:

‘Io credo nel cambiamento, nel nostro partito la persona che può portare questo cambiamento è Matteo Renzi e per questo ho deciso di votarlo”.

La Kyenge lo ha affermato alla manifestazione bolognese di sostegno alla candidatura a segretario del Pd di Matteo Renzi e poi ha aggiunto:

”Ci vuole coraggio a portare avanti temi delicati, come quelli sui diritti. Non dobbiamo cambiare noi stessi, ma avere la forza per portarli avanti”.

 

Questa NON è una foto di Morgan Freeman

morgan-freeman-tuttacronacaSembra incredibile, eppure è così: non si tratta di una foto di Morgan Freeman ma di un disegno creato “a dito” con un iPad Air. L’artista che l’ha realizzato è l’iperrealista Kyle Lambert, solito a questo tipo di opere. Lambert è partito da uno scatto del fotografo Scotto Gries (qui trovate la foto originale) ed ha spiegato a Mashable che gli è stato necessario un mese per realizzare l’immagine. Il video in timelapse dell’intero processo è stato pubblicato su Youtube appena due giorni fa, ma ha già superato 5,5 milioni di visualizzazioni.

Ecco Brazuca: il pallone ufficiale di Brasile 2014

brazuca-tuttacronacaNei prossimi giorni sarà finalmente svelata la composizione dei gironi dei Mondiali 2014, ma intanto è stato presentato, a Rio de Janeiro, Brazuca, il pallone ufficiale. Chiamato con un termine informale che significa “Brasiliano”, vuole rappresentare, con i suoi tanti colori, i tradizionali e coloratissimi braccialetti portafortuna diffusi nel Paese, oltre all’allegria e al divertimento. Per l’occasione, L’Adidas ha allestito una proiezione di luci e immagini in 3D, il tutto nella suggestiva cornice del Parque Lade. La tecnologia utilizzata per la camera d’aria e la carcassa di Brazuca è identica a quella presente nei palloni Tango 12 (Euro 2012), Cafusa (Confederations Cup 2013) e nel pallone ufficiale della Champions League. Le sue caratteristiche, oltre ai colori, sono i sei pannelli in poliuretano che gli permettono di mantenere invariati peso e rotondità anche in presenza di condizioni metereologiche avverse. Inoltre, la forma del pannello rivoluziona il gioco producendo maggiore velocità di volo e un rimbalzo regolare.

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Vittima di rapina, muore poco dopo!

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E’ stata la stessa polizia a ricevere la chiamata verso le 18 dagli agenti della Polmetro che avevano sentito urlare un uomo nel mezzanino della fermata della metro De Angeli, a Milano. Proprio sotto la metro infatti un uomo di 65 anni è morto dopo aver subito una rapina. I poliziotti al loro arrivo hanno visto allontanarsi 2 -3 persone dell’est europa. L’uomo è morto e gli scippatori sono scappati.

La crisi delle farmacie, almeno 1 su 6 a rischio chiusura

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La Federfarma lancia l’allarme sono ormai circa 3000 farmacie su 18.000 a essere in gravi difficoltà economiche, cioè almeno una su sei è a rischio chiusura, mentre almeno seicento stanno per fallire:

Le notizie sulle chiusure sono all’ordine del giorno e, per cercare di risollevarsi da una situazione definita ‘drammatica’ uno dei punti su cui far leva è il nuovo sistema di remunerazione, che dovrebbe essere introdotto dal nuovo Patto per la Salute.

“Non cattiva gestione”, ma “il continuo calo della spesa farmaceutica convenzionata” e “la crisi che riduce la capacità di spesa dei cittadino” sono, per Annarosa Racca, presidente del sindacato di titolari di farmacie, tra i fattori all’origine delle numerose chiusure per fallimento.

Ma ad aggravare la situazione, anche i ritardi nei pagamenti da parte delle Regioni e, in ultimo, le rapine, che vedono le farmacie al secondo posto tra gli esercizi più a rischio, subito dopo i supermercati.

Lazio, Lombardia, Sicilia, Piemonte e Campania, le regioni maggiormente colpite dal fenomeno. Per Federfarma non dovrebbe esser più basato su un guadagno in percentuale sul prezzo del farmaco venduto ma su una quota fissa per ogni confezione. Fiducia viene riposta anche dall’auspicato rinnovo della convenzione farmaceutica nazionale, che domani sarà sul tavolo della Conferenza Stato-Regioni e che dovrà definire, tra l’altro, le regole per assistenza domiciliare,cronicità e prevenzione.

Nel futuro, anche le ricette dematerializzate, in avvio con maggiore o minore lentezza nelle diverse regioni italiane, Sicilia in Primis, dove sono già state 500.000 quelle emesse fino ad oggi. Ma anche una piattaforma informatica per la gestione, monitorata tramite web, dell’assistenza integrativa e dei farmaci forniti per conto delle Asl. Un sistema che per Federfarma sarà in grado di eliminare gli sprechi e attuare quella farmacovigilanza indispensabile per monitorare l’aderenza terapeutica”.

La faccia che urla nelle lamiere del Word Trade Center

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La storia del Word Trade Center è destinata a proseguire e ormai quella tragedia si sta lentamente trasformando in un mito. Così nasce anche “l’angelo dell’11 settembre” ovvero una immagine che sarebbe nascosta tra le lamiere e raffigurebbe la faccia di una donna che urla. La si è già fotografata e postata sul web e come al solito le opinioni si dividono. C’è chi non ha dubbi che si tratti proprio di una faccia di una donna urlante e c’è invece chi parla di un semplice effetto di corrosione come un esperto interpellato dalla Nbc News che ha dato la sua interpretazione scientifica al fenomeno:

“La corrosione atmosferica è molto sensibile ai microclimi – ha spiegato P. Chris Pistorius professore di scienze dei metalli alla Carnegie Mellon University – Qui ci troviamo di fronte a un processo che ha colpito un metallo in modo non uniforme. Una mistura di sali, ossidi e aria, che ha contribuito a creare questo disegno”.

Ora in ogni caso la trave che apparterebbe a una di quelle parti dell’edificio colpite direttamente dal volo United 175 sarà esposta  al pubblico nel Museo e memoriale dell’11 settembre.

Occupy Camera, seduta sospesa per l’occupazione del M5S

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Occupy Camera! La protesta è iniziata in aula a Montecitorio dove i deputati del M5S  hanno occupato  i banchi del governo per protesta e costretto la presidente di turno, Marina Sereni, a sospendere la seduta. Come viene raccontato da La Repubblica:

A scatenare le proteste del M5S è stata la decisione di invertire l’ordine dei lavori e passare subito all’esame del ddl di ratifica ed esecuzione dell’accordo tra la Repubblica di Albania, la Repubblica greca e la Repubblica italiana sul progetto ‘Trans adriatic pipeline’, stipulato ad Atene il 13 febbraio 2013 e dedicato alla costruzione del gasdotto transfrontaliero. Dopo un acceso scambio di battute con la presidenza, però, Alessandro Di Battista, Carlo Sibilia, Massimo Artini e Filippo Gallinella si sono diretti ai banchi del governo. Alcuni si sono seduti ai posti dei ministri, altri sui banchi. A quel punto è scattata l’occupazione. Inutili i richiami all’ordine lanciati dalla presidente.

E subito sono partite le polemiche tra maggioranza e opposizione. E come già avvenuto in passato con il caso del giovane dem Enzo Lattuca, anche stavolta i grillini denunciano sui social network l’aggressione fisica subita. Stavolta – sostengono – artefice dell’attacco sarebbe  Pierdomenico Martino. Su Twitter sbotta il deputato grillino Manlio Di Stefano (che però sbaglia e scrive ‘Martini’).

Di fatto, tutto è iniziato quando i deputati M5S si sono duramente opposti all’inversione dell’ordine del giorno determinato dall’accantonamento delle mozioni sulla dismissione del patrimonio immobiliare degli enti previdenziali per passare alla ratifica del Tap. “Non si può votare questo provvedimento in sessione di bilancio”, ha detto il capogruppo M5S Alessio Villarosa. Ma il ministro per i Rapporti con il parlamento, Dario Franceschini, ha ammonito dicendo che qualora non si fosse arrivati alla ratifica, l’Italia sarebbe stata soggetta al pagamento di sanzioni. Il provvedimento è stato già approvato dal Senato e, nel dettaglio, è dedicato alla costituzione della società ‘Trans adriatic pipeline Ag’ per la realizzazione del gasdotto transfrontaliero, che appartiene alla società svizzera Axpo (42,5%), alla società norvegese Statoil (42,5%) e alla società tedesca E.On Ruhrgas (15%). Il punto di partenza dell’infrastruttura sarà situato in Grecia e il percorso si svilupperà lungo l’Albania per approdare in Italia. Il gasdotto sarà lungo 800 km circa, di cui 105 km offshore nel mar Adriatico, e trasporterà circa 10 miliardi di metri cubi all’anno. In futuro si prevede un ulteriore incremento – realizzabile senza dover sostituire o posare nuovi tubi – di 10 miliardi di metri cubi/anno.

Polizia in sciopero e assalto ai supermercati: un morto e 135 feriti

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La polizia e le forze di sicurezza sono entrate in sciopero e gli sciacalli hanno preso di mira i supermercati della città. Nel caos più totale che si è generato nella provincia argentina di Cordoba, c’è stato anche un morto e 130 feriti. Il governatore locale ha ordinato la chiusura delle scuole e la sospensione dei trasporti pubblici, dopo che nella notte diversi gruppi di giovani hanno infranto le vetrine di numerosi negozi per saccheggiarli.

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Tevez va shopping natalizio a Milano… in maglietta!

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L’attaccante della Juventus Carlos Tevez, si concede un po’ di shopping in centro a Milano in compagnia di alcuni amici. Tevez, come mostrano le immagini, è vestito piuttosto leggero, con solo una maglia, anzi una maglietta a maniche lunghe, mentre gli amici indossano giubbotti pesanti. Chi sa che comprerà? Magari deciderà che è ora di passare a un giubbotto?

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Il Porcellum è incostituzionale… forse ora si farà al forno?

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È appena terminata la camera di consiglio dei giudici della Corte Costituzionale sulla legge elettorale e la Consulta ha bocciato la legge elettorale, il Porcellum. L’attuale legge elettorale vigente è stata definita “incostituzionale” per  “il premio di maggioranza e la mancanza delle preferenze”.  I giudici si sono pronunciati sui profili di incostituzionalità del cosiddetto Porcellum. Il ricorso era stato presentato da 27 cittadini contro il Porcellum con l’accusa di «violare il diritto di scelta degli elettori e di conseguenza la Costituzione» per allungare i tempi.

La decisione consiste nel cancellare il premio di maggioranza, considerato abnorme, e nell’inserire una preferenza simbolica laddove la legge non le prevedeva.

Offerte di lavoro shock: cercasi stagista 40 ore, rimborso spese

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Stage ovunque, questa è la formula ormai consolidata per avere personale sottopagato. A segnalare l’ennesimo sfruttamento dei giovani è stato Il Fatto Quotidiano che a Bologna ha trovato un negozio per  articoli casalinghi che esponeva il seguente cartello: “Cercasi stagista, 40 ore a settimana, rimborso spese”. Il contratto dura sei mesi, poi avanti il prossimo stagista! Ma di casi come quello di Bologna ce ne sono infiniti. Un’altro è quello segnalato ad Anzola Emilia dove il Toys Center cerca stagisti con un rimborso spese di 600 euro mensili e con un orario lavorativo uguale a quello dei colleghi assunti, cioè 40 ore settimanali. “Purtroppo il fenomeno dello stage come formula per risparmiare sul costo del lavoro è in crescita – racconta su Il Fatto Quotidiano, Matteo Negri, collaboratore della Camera del lavoro di Bologna e responsabile della campagna Ho.Stage – Originariamente il tirocinio nasce come modalità formativa non retribuita in quanto, appunto, volta a imparare una professione. Queste disposizioni, previste dal pacchetto Treu, però, sono state modificate quando le istituzioni hanno capito che in realtà spesso le cose non stavano così: perché non solo lo stagista è, in molti casi, un lavoratore a tutti gli effetti, senza alcuna tutela, ma è impiegato per svolgere lo stesso ruolo di chi è assunto con un contratto”, conclude Negri.

 

Napolitano spinge sull’acceleratore della giustizia, chiede amnistia e indulto

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Con l’avvicinarsi delle feste natalizie arriva anche il nuovo intervento di Giorgio Napolitano sull’amnistia e l’indulto, visto che il precedente appello era rimasto del tutto inascoltato. Così oggi il Capo dello Stato parlando al convegno “La clemenza necessaria. Amnistia indulto e riforma della giustizia”  svoltosi alla Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani, presso il Senato della Repubblica – alla presenza anche del senatore Luigi Manconi, Presidente Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani, erano presenti anche il deputato del PD Sandro Gozi, Presidente della delegazione italiana presso l’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa,Pietro Grasso, Presidente del Senato, Laura Boldrini, Presidente della Camera, ed ha registrato gli interventi del costituzionalista Vladimiro Zagrebelsky, della segretario di Radicali Italiani Rita Bernardini, Andrea Pugiotto, professore di diritto costituzionale nell’Università di Ferrara, ed Annamaria Cancellieri, Ministro della Giustizia – ha ribadito il suo richiamo forte e deciso:

“Il Parlamento deve avere il senso di responsabilità necessario per dire che vuol fare innanzitutto un provvedimento di indulto necessario per ottemperare alla decisione della Corte di Strasburgo. Oppure prendersi la responsabilità di considerarlo non necessario sapendo che c’è la scadenza del maggio 2014. […] Il mio messaggio indicava l’esigenza di misure strutturali per evitare un ulteriore, nuovo sovraffollamento e anche la possibilità di un indulto, seguito anche da un’amnistia, ma di un indulto. Stamattina abbiamo ascoltato una relazione molto forte di Zagrebelsky che ha sostenuto che l’indulto è la sola misura capace di ottemperare alle fortissime raccomandazioni, per non dire intimazioni, della Corte di Strasburgo.”

Subito gli ha fatto eco Grasso, presidente del Senato:

“Amnistia e indulto sono provvedimenti rispetto ai quali il Parlamento italiano è sovrano in quanto si tratta di scelte che, per il loro rilievo istituzionale e il loro impatto sulla tutela dei diritti umani, devono sfuggire alle logiche maggioritarie che accompagnano l’ordinario procedimento legislativo. […] Sono provvedimenti di clemenza, concessi dallo Stato ai soggetti condannati per determinate tipologie di reati, rispetto ai quali la Costituzione prevede specifiche garanzie: mi riferisco non solo all’approvazione con legge, ma anche ai quorum elevati richiesti per le relative deliberazioni. Non vi è dubbio che il Parlamento italiano sia sovrano rispetto a queste decisioni che per il loro rilievo istituzionale e il loro impatto sulla tutela dei diritti umani devono sfuggire alle logiche maggioritarie che accompagnano l’ordinario procedimento legislativo”

Sulla stessa linea anche il Ministro della Giustizia Anna Maria Cancellieri:

“Amnistia e indulto sono materie che spettano al Parlamento: serve un accordo che superi la maggioranza politica contingente. Come ministro posso solo auspicare un’ampia convergenza tra le forze politiche su un provvedimento di clemenza che avverto come un’ulteriore e importante spinta per far decollare le riforme del sistema di giustizia penale che abbiamo messo in cantiere. […] La competenza istituzionale ad adottare provvedimenti di amnistia e indulto è chiaramente riservata dalla Costituzione al Parlamento quel quorum richiesto, così elevato e superiore a quello stesso previsto per la revisione costituzionale, impone un accordo che superi la maggioranza politica contingente.”

C’è anche chi però ha espresso alcune perplessità e precisazioni su l’aministia e l’indulto. Ecco l’intervento di Marco Travaglio andato in onda il 10 ottobre proprio su questo tema:

Il Cavaliere fa guerra al re del web, Mediaset contro Google

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Una battaglia giudiziaria forse Silvio Berlusconi ruscirà a vincerla e potrebbe portargli 800 milioni di euro. La causa in questione era iniziata nel 2008 quando il colosso di Mountain view, secondo l’azienda della famiglia Berlusconi, non vigilò sulla pubblicazione su Youtube, di proprietà di Google, di 65 mila video coperti da diritto di autore Mediaset.  Google, dal canto suo, ha sempre respinto ogni responsabilità nei video pubblicati dagli utenti.

Come spiega l’HuffPost:

La sentenza del Tribunale delle imprese di Roma dovrebbe arrivare nelle prossime settimane ma c’è un particolare che riaggancia la causa milionaria contro Google con un’altra, storica, conclusasi in sede civile con il maxi risarcimento da quasi 500 milioni di euro per Mediaset: quella del Lodo Mondadori. A decidere sarà infatti il presidente del tribunale Tommaso Marvasi, nome non nuovo per Berlusconi.

Il giudice Tommaso Marvasi (…) è citato, insieme al padre Mario, giudice romano deceduto, negli atti del processo Lodo Mondadori come amico di famiglia di Cesare Previti. Ora è Stefano il titolare dopo che papà Cesare è stato radiato dall’albo proprio per la sua condanna a un anno e sei mesi per corruzione giudiziaria sul caso Lodo Mondadori. In quel processo l’ex procuratore di Roma, Orazio Sava, aveva raccontato di una cena a casa Previti alla quale avevano partecipato Mario Marvasi e il figlio Tommaso.

Forza Italia e la guerra ai senatori a vita

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Forza Italia tuona contro i senatori a vita Renzo Piano, Elena Cattaneo, Carlo Rubbia e Claudio Abbado: “Non hanno gli altissimi meriti richiesti dalla Costituzione”. La polemica contro i nuovi senatori a vita erano inizate dopo la decadenza di Silvio Berlusconi, ora però nella giunta delle elezioni i senatori Elisabetta Casellati e Lucio Malan hanno posto la questione sulla sussistenza dei requisiti previsti per la convalida dei senatori a vita, chiedendo un rinvio per l’acquisizione della documentazione necessaria.

“Pur rispettando il Capo dello stato e i quattro nominati dalle carte trasmesse alla Giunta non sono emersi elementi sufficienti ad identificare gli ‘altissimi’ meriti scientifici della prof. Cattaneo né gli ‘altissimi meriti sociali’ attribuiti a tutti e quattro”.

 

 

Doveva essere Sel No War, ma è divenuto Sel On War!

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La camera approva il rifinanziamento delle missioni all’estero e sale la protesta in aula. Il Sel aveva preparato i cartelli per esprimere il loro dissenso sulla decisione “Sel No War” ma per un banale errore di posizione dei cartelli la protesta è diventata Sel On War!

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“Con la fiducia di ieri – commenta Sel – il governo ha impedito al Parlamento di discutere di pace, di guerra, di riduzione delle spese militari, di F35, del discutibile giro del mondo a vendere armi della nostra nave Cavour. Sinistra Ecologia Libertà ha condotto in queste settimane sul decreto missioni un’interposizione di pace per inserire nel decreto una data certa per il ritiro del nostro contingente in Afghanistan”.

Quanto ci costa un bambino maltrattato? 13 miliardi l’anno

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Un bambino maltrattato, oltre che un male profondo della società, è anche un costo. Secondo il report 2013 redatto da Bocconi, Terre des Hommes e Cismai (Cordinamento italiano dei servizi contro il maltrattamento all’infanzia) i minori a carico dei servizi sociali in Italia sono 100.231 e sono pari allo 0,98% della popolazione minorile totale. il costo stimato è di circa 13,056 miliardi di euro annui, ovvero lo 0,84% del Pil, ovvero un costo sociale di 130.259 euro per ogni bambino vittima di violenza. 

Come riporta il Resto del Carlino:

Tra i costi diretti per la cura e l’assistenza dei bambini vittime di maltrattamento, per la voce ospedalizzazione si giunge alla stima di una spesa annua sostenuta di 49.665.000 euro, per la cura della salute mentale di 21.048.510 euro, mentre per i costi di welfare si sommano le spese per strutture e prestazioni residenziali (163.818.655 euro), di affido familiare (12.648.948 euro) e per il servizio sociale professionale (38.052.905 euro). La spesa per interventi diretti per il rispetto della legge è stata stimata in 3.166.545 euro e per la giustizia minorile in 50.215.731 euro.

Il bambino maltrattato, poi, crescendo spesso diventa un adolescente e un adulto problematico, che può gravare sulla collettività. Proprio i costi indiretti sono quelli più pesanti: si passa attraverso i 209.879.705 euro spesi per l’educazione speciale, ai 326.166.471 euro stimati per la cura della salute da adulti, 5.380.733.621 euro per spese di criminalità adulta, 152.390.371 euro per delinquenza giovanile e 6.648.577.345 euro di perdite di produttività per la società. Sommando le voci dirette e indirette, si giunge così a 13,056 miliardi all’anno versati dalla collettività in un anno tipo in Italia.

“Le nostre stime portano al risultato che la somma dei costi per il bilancio dello Stato porta a un risultato non troppo distante da quello di uno studio simile per gli Stati Uniti”, osserva Paola Profeta dell’Università Bocconi e coordinatrice dello studio. “Riteniamo sia necessario imprimere con urgenza un cambio di rotta nelle politiche dell’infanzia del nostro Paese – dichiara Federica Giannotta, Responsabile Diritti dei Bambini di Terre des Hommes -. Quelle attuali, infatti sono guidate da una miope tendenza ad un presunto risparmio, di cui pagano continuamente il prezzo i bambini”.

In chiusura dello studio, Terre des Hommes e Cismai propongono alle istituzioni italiane alcune raccomandazioni, come quella di inserire la prevenzione del maltrattamento all’interno del Piano sanitario nazionale e del Piano nazionale di prevenzione sanitaria e di promuovere un Piano nazionale integrato di prevenzione del maltrattamento sui bambini.

C’era una volta “a mia insaputa” ora è “non ce ne siamo accorti”… sulle pensioni!

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Drammatico, ma anche involontariamente umoristico così lo descrive Alberto Stasera su Repubblica il grande taglio populista alle pensioni d’oro che casualmente ha lasciato invariate quelle dei politici. Al centro della polemica di Stasera il viceministro Stefano Fassina:

Nonostante il volto perennemente imbronciato, il viceministro dell’Economia Stefano Fassina è capace di irresistibile umorismo (involontario). Interrogato sul perché il prelievo di solidarietà che la legge di stabilità reintroduce sulle pensioni superiori a 90 mila euro lordi l’anno non colpisca anche le pensioni dei parlamentari, ha risposto al Fatto: «Non ce ne siamo accorti». Ma guarda un po’ che singolare dimenticanza.

Il viceministro però si è pentito e garantisce che rimedierà con un emendamento alla Camera, altrimenti «sarebbe un drammatico problema di equità». Troppi emendamenti dovrà presentare il viceministro, visto che di drammatiche iniquità è tappezzato l’intero provvedimento. A cominciare proprio dagli interventi sulle pensioni, territorio privilegiato delle scorrerie legislative di uno Stato incapace di colpire le vere ricchezze sottratte al fisco per 120 o più miliardi. Sacrosanto l’obiettivo di introdurre un reddito minimo per i poveri e i giovani disoccupati, ma ipocrita e probabilmente incostituzionale il mezzo per reperire gli scarsissimi fondi. Le cosiddette pensioni d’oro, che ovviamente suscitano lo sconcerto di che vive con meno di mille euro al mese, non sono tuttavia il valsente di ricchi rentier, ma il salario differito di ex lavoratori dipendenti che hanno versato (quasi tutti) contributi e imposte sui redditi fino all’ultimo centesimo.

Il provvedimento, improntato a un’evidente demagogia, colpisce meno di 30 mila persone e dà un gettito modesto. Ma soprattutto costituisce l’ennesimo vulnus al principio costituzionale della parità di tassazione a parità di reddito, da poco confermato dalla Corte costituzionale, che ha bocciato il precedente contributo di solidarietà imposto dai governi Berlusconi e Monti. Chi ha buoni redditi può benissimo accettare di pagare un contributo se sarà effettivamente destinato alla solidarietà sociale, come avrebbe potuto pagare l’Imu. Ma il viceministro Fassina dovrebbe spiegare perché il prelievo colpisce solo i pensionati e non tutte le centinaia di migliaia di contribuenti che guadagnano oltre 90 mila euro l’anno e i pochi (noti al fisco) oltre i 300 mila euro. Il che produrrebbe oltretutto un gettito ben più ragguardevole. Ma si sa, non c’ è nulla di più facile che colpire le pensioni.

Non solo quelle dei «paperoni» da 90 mila euro l’anno, ma persino quelle dei pensionati (d’argento?) che percepiscono 1.441 euro lordi al mese, cui è stato congelato l’assegno da due anni e quelli da 1.486 euro che dovranno rinunciare a parte dell’indicizzazione a partire dal 2014, se la legge di stabilità passerà alla Camera così com’è. I fortunati che poi hanno una pensione da 2.972 euro lordi mensili non avranno alcun aggiornamento al costo della vita, con effetti moltiplicativi crescenti negli anni. Se poi l’adeguamento al costo della vita sarà abolito per tutti come qualcuno vorrebbe, andiamo incontro a un aumento della fascia di povertà e semi-povertà. Attendiamo con ansia l’emendamento del viceministro Fassina sulle pensioni dei parlamentari e magari che si accorga anche degli altri «problemi drammatici di equità», che è facile prevedere daranno molto lavoro alla Corte costituzionale.

Basilicata, the day after: chiesto lo stato d’emergenza

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Sembra il day after in alcune zona della Basilicata che sono state flagellate dal maltempo . Frane, smottamenti, strade impraticabili. La giunta regionale della Basilicata, su proposta del Dipartimento Infrastrutture, ha deliberato oggi la richiesta di riconoscimento dello stato di emergenza per il territorio della regione Basilicata colpito da eccezionali avversità atmosferiche l’1, il 2 e il 3 dicembre. La richiesta sarà inoltrata alla presidenza del consiglio dei ministri tramite del Dipartimento Nazionale della Protezione civile. La giunta, nell’adottare il provvedimento, ha fatto il punto della situazione determinata da un’ondata di maltempo che ha investito con particolare violenza ed intensità l’intero territorio regionale. La straordinarietà delle piogge ha provocato l’esondazione in molti tratti di tutti i fiumi lucani, dei loro affluenti e dei canali di irrigazione, allagamenti di terreni e case, interruzioni di arterie stradali principali e secondarie, il rallentamento della rete ferroviaria, l’evacuazione di nuclei familiari e di un’azienda agricola nonché movimenti franosi in tutta la regione. Una situazione in cui il sistema regionale della Protezione civile si è prontamente allertato per garantire interventi di assistenza e di ripristino. Ora sono in corso gli accertamenti per il censimento e la quantificazione dei danni. Molte amministrazioni comunali hanno già segnalato allagamenti di abitazioni, attività produttive e della rete viaria e danneggiamenti alle aziende, alle colture agricole, alle infrastrutture e alle strutture pubbliche e private.

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Per fronteggiare l’urgenza e i primi interventi sono stati stanziati oltre un milione di euro di fondi regionali che però, sottolinea la Regione Basilicata, non sono sufficienti a soddisfare il reale fabbisogno del territorio una volta ultimata la conta dei danni. «In queste ore – ha commentato il presidente uscente della Regione, Vito De Filippo – stiamo operando in tutti gli ambiti di competenza del governo regionale al cui lavoro dovranno necessariamente affiancarsi risorse e provvedimenti anche del governo nazionale. A fronte di una situazione così drammatica è necessario un impegno congiunto, e da parte di tutti, per evitare che la Basilicata rimanga isolata». «Una nuova richiesta si aggiunge a quella già depositata alla presidenza del consiglio dei ministri, che non ha ancora riconosciuto lo stato di emergenza relativamente all’alluvione del 7 e 8 ottobre scorso. Di fronte a un’istanza così forte – ha rimarcato l’assessore alle Infrastrutture con delega alla Protezione civile, Luca Braia – ci aspettiamo una risposta concreta del governo che non può a questo punto non considerare la situazione di grande emergenza la cui gravità è sotto gli occhi di tutti e rischia di rilasciare i suoi effetti ancora per molto tempo»

L’ultimo scandalo della Rai? Andrà in onda Mission?

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Quello che sembra essere l’ennesimo scandalo Rai potrebbe essere fermato solo da un miracolo. Nonostante la petizione #nomission su Change.org per chiedere alla Rai di non mandare in onda lo show umanitario “Mission”  sembra invece che a poche ore dalla messa in onda ci sia la ferma volontà di non rivoluzionare il palinsesto. La mobilitazione è comunque in campo e il direttore generale della Rai, Luigi Gubitosi, e il direttore di Rai1, Giancarlo Leone, hanno ricevuto anche Andrea Casale, lo studente di Farmacia che aveva lanciato la petizione e che ha raccolto 100mila firme che proprio oggi sono state consegnate. Mission, nonostante tutte le critiche è stato comunque portato avanti e  terminato grazie anche alla collaborazione con l’Alto commissariato per i rifugiati delle Nazioni Unite e Intersos. Mission vuole raccontare il dramma dei rifugiati attraverso i racconti di vari personaggi noti a iniziare da Emanuele Filiberto di Savoia a Paola Barale e da Barbara de Rossia a Michele Cucuzza, solo per citarne alcuni.

Andrà in onda o sarà fermato Mission?

Il pop fa rima con hot e anche Bieber si converte!

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Le prime ad avere la “conversione hot” sono state Miley Cyrus e Rihanna che hanno immediatamente preso la palla al balzo e sono montate sul carro, a volte scomodo, ma di sicuro impatto mediatico. Ora mancava Bieber. Con il nuovo video  ” All That Matters”, brano dei #MusicMondays, la raccolta musicale che il cantante sta regalando ai suoi fan in vista dell’uscita del film “Belive” a Natale, il cantante canadese mostra pettorali ed effusioni davvero “calde”. Non ci sono dubbi ormai il pop fa rima con hot!

Shock a Verona, muore un bimbo di un anno, segni di percosse

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Shock a Vernona per un bimbo di appena un anno che alle 10.30 di questa mattina è morto all’ospedale al Borgo Trento. Sul corpo del piccolo infatti ci sarebbero segni di violenza. Il 118 era stato chiamato dalla stessa donna che questa mattina aveva lanciato l’appello con una chiamata ai soccorsi implorando di arrivare in fretta che il suo bambino stava male. Gli operatori sono immediatamente intervenuti, il ricovero è stato fatto in tempi rapidi, ma il bimbo non ce l’ha fatta. Ora la donna, una quarantenne argentina si troverebbe in questura e sarebbe indagata per la morte del figlio.

Il sindaco di Taranto ha le veline?

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Taranto, città dilaniata dall’inquinamento ambientale e con problematiche complesse ha dovuto anche assistere, durante la presentazione del programma natalizio nella città jonica, alla comparsa di due “veline”. Due hostess che in minigonna, scollatura e fiocco rosso, sono state poste di fianco al tavolo, accanto al sindaco Ippazio Stefano, all’assessore alle Attività produttive Cisberto Zaccheo, a quello delle Politiche giovanili e sport Gionatan Scasciamacchia, e al dirigente dell’Ufficio Sviluppo economico Carmine Pisano. la manifestazione che avrà il nome “A Natale regalati Taranto” conterà circa 70 appuntamenti distribuiti tra il 25 dicembre e Capodanno.

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Esplosione all’Ilva ingenti danni

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Un’esplosione si è verificata all’interno del refettorio delle pulizie industriali dell’acciaieria 2 dello stabilimento Ilva di Taranto. Lo rende noto l’Unione sindacale di base. “Lo scoppio ha prodotto ingenti danni. Solo per un caso fortuito in quel momento non era presente nelle vicinanze alcun lavoratore. Questo ha evitato che l’incidente avesse conseguenze drammatiche”, ha spiegato il coordinatore dell’Usb, Francesco Rizzo.

Terremoto rossonero!

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Ariedo Braida, lo storico braccio destro di Adriano Galliani si dimette e continua quindi il terremoto rossonero. Braida lascia il Milan dopo 28 anni di servizio e anche se la notizia sicuramente non lascia sorpresi perché era nell’aria quello che stupisce è l’anticipo con il quale Braida, l’uomo dei grandi colpi di calciomercato, ha deciso di abbandonare il club. Altra “casualità” è che l’uomo di fiducia di Galliani lasci proprio con l’avvio dell’era Barbara Berlusconi. Braida, è ricordato per essere riuscito a portare Kakà al Milan quando era giovane e sconosciuto, pagato 7 milioni di euro e rivenduto al real per 65. Il futuro di Braida sembra essere ora blucerchiato per rilanciare la nuova Samp targata Mihajlovic.

Nuotare in un mare d’oro… che vale poco o nulla!

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Un tuffo nell’oro  è possibile, ma non sarà come esser Paperon de’ Paperoni, lo zio d’America più famoso dei fumetti. La piscina in questione è stata messa in vendita sul sito James Edition ed è stata realizzata grazie a un vecchio deposito di Basilea che contiene 15 tonnellate di monete, tutte da cinque centesimi.

La sala è attualmente utilizzata in modo simbolico dai sostenitori del reddito di base incondizionato, in posa  immersi nelle monete. Lo scorso ottobre a Berna, sono state consegnate 130.000 firme per richiedere un reddito di cittadinanza minimo di 2.500 franchi (circa duemila euro).

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La consegna è stata preceduta da una manifestazione con un camion che ha scaricato davanti al parlamento centinaia di migliaia di monetine.

L’intervista doppia Celentano-Borioni: attratta dalle donne sin da bambina

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Rosalinda Celentano e Simona Borioni hanno deciso raccontare la loro storia d’amore, che dura da tre anni, con un’intervista doppia rilasciata a Le Iene. Ora vivono insieme, con il figlio dodicenne di Simona, si definiscono innamorate, fedeli e molto gelose, dicono di affrontare una convivenza dura, ma bella e di pensare con piacere ad un loro matrimonio, da celebrare in Germania, un giorno. Rosalinda ha anche confessato di essere attratta dalle donne dall’età di 5 anni, ma che in famiglia aveva timore di rivelarlo. All’inizio del suo coming out la famiglia non ha ben accettato il suo orientale sessuale, ma di aver superato oggi le difficoltà di dialogo con i genitori.

La Celentano a Le Iene ripercorre il suo passato rivelando di aver avuto anche due relazioni con uomini, di essersi rifugiata nell’alcol all’età di 27 anni, per la solitudine e la timidezza, e di aver tentato il suicidio.

Ecco il video dell’intervista.  

Pensioni ora il mirino si punta sul contributivo e sull’invalidità civile

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L’Inps è un malato grave e l’operazione del risanamento non è procrastinabile, quindi bisogna legare le pensioni al metodo contributivo e poi procedere con la riforma per il riconoscimento dell’invalidità civile, limitando il ricorso a medici esterni convenzionati. La Corte dei conti analizzando il bilancio 2012 ha registrato infatti un disavanzo finanziario e l’aumento del deficit. Ma bisogna colpire davvero i pensionati? Il male sembra essere conseguenza dei più grandi fondi  amministrati, per i quali «appaiono indilazionabili misure di risanamento – che si riconnettono anche al ciclo recessivo oltre che alla incorporata gestione pubblica». La Corte richiama «una attenta e responsabile riflessione sulla perdurante criticità dell’invalidità civile, che ha ampiamente confermato l’improrogabilità di un intervento legislativo volto a completare il trasferimento delle competenze dell’intero procedimento in capo all’INPS, nella constatata inefficacia delle scelte procedurali operate e del massiccio ricorso a medici esterni convenzionati, che mette a rischio le capacità di governo del settore da parte dell’Ente».  Ma probabilmente, come purtroppo sempre avviene, a pagarne le conseguenze saranno proprio gli anziani e gli invalidi.

La Corte conferma «l’esigenza di un costante monitoraggio degli effetti delle riforme del lavoro e della previdenza obbligatoria sulla spesa pensionistica e di una crescente attenzione al profilo dell’adeguatezza delle prestazioni collegate al metodo contributivo e degli eccessivi divari nei trattamenti connessi a quello retributivo, unitamente all’urgenza di rilanciare la previdenza complementare».

Come mettere il bilancio dell’Inps in sicurezza? Il report mette in evidenza che « al contenimento della gravosa perdita economica totale concorre tuttavia il massiccio saldo positivo di esercizio dei “parasubordinati” e quello delle prestazioni temporanee, i cui netti patrimoniali consentono ancora la copertura di quelli negativi delle altre principali gestioni e il mantenimento di un attivo nel bilancio generale, esposto peraltro a rapido azzeramento».

Nel contesto del marcato aumento delle prestazioni, la ripresa del flusso contributivo – alimentata dalla gestione privata e in particolare dal lavoro autonomo e ancor più dai “parasubordinati” – non riesce a ripianare lo squilibrio tra le ambedue essenziali componenti di quasi tutte le gestioni, non sufficientemente bilanciato da apporti statali quantitativamente e qualitativamente adeguati, con conseguente dilatazione dei saldi negativi e dell’indebitamento, aggravati dal fondo di nuova acquisizione dei dipendenti pubblici, in progressivo e crescente dissesto.

Allarme Messico rubato camion con sostanza radioattiva

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Allarme in Messico per il furto di un camion che trasportava una sostanza radioattiva per uso medico che è definita «estremamente pericolosa». La notizia è stata diffusa dall’Agenzia internazionale dell’energia atomica (Aiea) in una nota pubblicata sul suo sito internet. Il furto è avvenuto il due dicembre scorso a Tepojaco, una cittadina nei pressi di Città del Messico, ma è stato reso noto solo nelle ultime ore. Il camion trasportava Cobalto 60, una sostanza radioattiva utilizzata in radioterapia, proveniente da un ospedale della città di Tujuana (nord del Paese).

«Al momento del furto, la sostanza era adeguatamente protetta. Ma potrebbe essere estremamente pericolosa per qualcuno se la protezione è stata rimossa o danneggiata», ha spiegato l’agenzia delle Nazioni Unite nella nota.

Sfidano il freddo per dire STOP al FALSO MADE IN ITALY!

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Non li ha fermati neppure il freddo, la Coldiretti con le mantelle gialle sfida anche le temperature rigide per far arrivare la loro voce dalla frontiera del Brennero a Roma. Il messaggio è chiaro: “No al falso cibo Made in Italy”. La mobilitazione «La battaglia di Natale: scegli l’Italia» è iniziata e vuole difendere il settore dalle importazioni di bassa qualità spacciate come italiane.

Nell’area di parcheggio «Brennero» al km 1 dell’autostrada del Brennero – direzione sud (Austria-Italia) scelta come campo base della protesta, con tanto di megatenda per preparare pasti e bevande calde, ci sono trattori e decine di pullman che nella notte hanno portato al valico gli imprenditori agricoli provenienti da tutta Italia.

I tir sono stati bloccati dagli agricoltori che personalmente si sono  schierati attorno al tracciato stradale e hanno iniziato a fermare i camion per sapere quale merce arriva e dove va a finire, mentre sono sollevati cartelli, indirizzati agli automobilisti in transito, per chiedere di sostenere la proposta di etichettatura obbligatoria per tutti i prodotti alimentari. Gli striscioni sono piuttosto espliciti: «615mila maiali in meno in Italia grazie alle importazioni alla diossina dalla Germania», «1 mozzarella su 4 è senza latte», «Il falso prosciutto italiano ha fatto perdere il 10% dei posti di lavoro», «Fuori i nomi di chi fa i formaggi con caseine e cagliate».

Cosa mangiamo? I nostri cibi per circa un terzo cioè il 33% vengono confezionati con materie prime straniere e poi esportate  con il marchio Made in Italy, con i consumatori che peraltro sono all’oscuro di tutto ciò. Questo è il dato che emerge dal dossier presentato dalla Coldiretti nell’ambito della mobilitazione che l’organizzazione agricola sta svolgendo al valico del Brennero contro le importazioni di bassa qualità spacciate come italiane. «Gli inganni del finto Made in Italy sugli scaffali – denuncia il presidente di Coldiretti, Roberto Moncalvo – riguardano due prosciutti su tre venduti come italiani ma fatti con maiali allevati all’estero. Inoltre tre cartoni di latte a lunga conservazione su quattro sono stranieri senza indicazione in etichetta; oltre un terzo della pasta è ottenuta da grano non coltivato in Italia e la metà delle mozzarelle sono fatte con latte o addirittura cagliate straniere».

La presenza di ingredienti stranieri nei prodotti alimentari realizzati in Italia – spiega Coldiretti – è dovuta alla ricerca del rifornimento a basso costo e senza preoccupazioni per le conseguenze sulla salute: perciò finisce nel piatto dal concentrato di pomodoro cinese all’olio di oliva tunisino, dal riso vietnamita al miele cinese. Solo nell’ultimo anno – cita tra i vari esempi l’organizzazione agricola – sono scomparsi in Italia 615mila maiali per lasciare spazio alle importazioni di carne do bassa qualità dall’estero. «È anche necessario – conclude il presidente Moncalvo nel richiedere la completa attuazione delle leggi sulla etichettatura obbligatorie d’origine – che sia resa trasparente l’indicazione dei flussi commerciali con l’indicazione delle aziende che importano materie prime dall’estero, venga bloccato ogni finanziamento pubblico alle aziende che non valorizzano il vero Made in Italy dal campo alla tavola e diventi operativa la legge che vieta pratiche di commercio sleale, tali da permettere di pagare agli allevatori e agli agricoltori meno di quanto spendono per produrre».

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Sospesa la bocciatura di Stamina dal Tar

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La bocciatura del Metodo Stamina è stata sospesa dal Tar del Lazio. Il ricorso presentato da Davide Vannoni, presidente della Stamina Foundation, è stato accolto dal Tar. Il ministero della Sanità aveva bloccato la sperimentazione di Stamina dopo il parere negativo della commissione degli scienziati, che ne avevano sancito la pericolosità.

Video shock, Babbo Natale e la “scorta” dei caccia

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Arriva, come ogni anno la possibilità di fare un tracciato della slitta di Babbo Natale, che consente ai bambini di tracciare il percorso, ma questa volta il Norad (North American Aerospace Defense Command, il Comando di difesa aerea del Nord America) ha introdotto una sorpresa, la slitta è scortata da due caccia. Immediate le reazioni

dei gruppi per la protezione dei bambini.

Non senza ironia, il Norad ha anche precisato che la slitta “non sarà soggetta alle stesse regole dei voli di linea che devono segnalare la loro presenza sul Mar della Cina”, dove Pechino ha recentemente introdotto una zona di difesa aerea (non riconosciuta dagli Stati Uniti) a difesa delle contese isole Senkaku.

Il Comando aereo ha quindi spiegato di aver affiancato il carico di regali trainato dalle renne con “un paio di F-18” perché “aggiungere i caccia è stato un tocco di realismo: volevamo farvi sapere che questo è un nostro video, siamo militari e questa è la nostra missione”.

Ma l’aggiunta non è piaciuta a tutti, tanto che Josh Golin, direttore della Campaign for a Commercial-Free Childhood ha deplorato l’iniziativa che “gioca sulle paure dei bambini che Santa Claus può essere vulnerabile a un attacco”.

Morto il giudice del caso Cesaroni, la compagna chiede un’inchiesta

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Antonio Cappiello, fu il giudice che indagò sull’omicidio di Simonetta Cesaroni in via Poma, ed è morto il 30 novembre. Cappiello era in coma da 80 giorni dopo esser stato sottoposto a un intervento chirurgico nella clinica Quisisana. Ora Rita Caltagirone, compagna di Cappiello, ha chiesto di fare luce sulle circostanze della morte del giudice e un’inchiesta per omicidio colposo è stata aperta.

Giulio De Santis sul Corriere della Sera scrive:

“Il pm Claudia Alberti dovrà chiarire cosa sia successo dopo la denuncia presentata dalla convivente di Cappiello, Rita Caltagirone: è stata lei a sostenere che l’operazione si era svolta con una tecnica non invasiva perché non prevedeva l’incisione con il bisturi. Subito dopo l’intervento, la toga aveva ripreso conoscenza nella sala «risveglio» e aveva dato l’impressione di essere in buona salute. Poi nel quarto d’ora successivo, il contrattempo che ha provocato danni irreversibili al cervello”.

Il fascicolo sull’intervento era stato aperto lo scorso settembre, ma le accuse erano di lesioni colpose:

“Questa mattina il pm conferirà l’incarico per lo svolgimento dell’autopsia necessaria per tentare di chiarire le cause della tragedia. L’inchiesta è stata aperta a metà settembre e fino allo scorso weekend il procedimento è rimasto rubricato con l’accusa di lesioni colpose gravissime senza indagati. Il decesso del giudice ha imposto la modifica del titolo di reato”.

La carriera di giudice di Cappiello è stata lunga prima del pensionamento nel 2011, scrive De Santis:

“Nel corso della lunga carriera, Cappiello – andato in pensione nel 2011 – ha ricoperto diversi ruoli nella funzione di magistrato giudicante: negli anni novanta è stato giudice delle indagini preliminari, poi è diventato presidente della quinta sezione collegiale e, infine, è stato nominato presidente della Corte d’Assise d’Appello. Oltre a prosciogliere Valle dall’accusa di omicidio e il portiere Pietro Vanacore dal favoreggiamento per il delitto di via Poma, Cappiello è stato anche il gup che nel 1995 ha prosciolto l’ex presidente della Suprema Corte Corrado Carnevale dall’accusa di abuso d’ufficio contesta dalla Procura per il sospetto di aver manovrato processi in Cassazione. Nel 2005 come presidente della Corte d’Assise d’Appello ha anche assolto i generali dell’aeronautica Lamberto Bartolucci e Franco Ferri, accusati di alto tradimento per i presunti depistaggi sulla strage di Ustica”.

Il nuovo video sulla morte di Paul Walker, intrappolato per un 1 minuto

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Un nuovo sconvolgente video sulla morte di Paul Walker è stato diffuso dalla Cnn e da KtLae mostra le immagini di un’altra telecamera di sorveglianza che ha ripreso lo schianto dell’auto avvenuto il 30 novembre scorso.  Quando la vettura prende fuoco sono passati circa 60 secondi e solo dopo 2 minuti si vedono le fiamme divampare e il fumo invadere la strada. Paul Walker era già morto nello schianto? E’ rimasto intrappolato in auto? Nuovi dubbi sulla dinamica dell’incidente che la polizia dovrà chiarire.

Questo il nuovo video diffuso dalla Cnn:

Lo scandalo delle mutande verdi! Cota fedele alla Lega anche nell’intimo

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La fedeltà si vede nell’intimo e Roberto Cota, di fedeltà alla Lega ne ha davvero da vendere. Era l’estate del 2011 quando il presidente della Regione Piemonte cercava il “green” negli scaffali d’intimo maschile di un negozio di abbigliamento Usa, “Vineyard vines”. Purtroppo il negozio aveva solo un «Chappytrunk, kiwi, taglia L», cioè una sfumatura diversa dal verde deciso che invece è il simbolo della Lega. L’articolo era sfuggito tra le 17mila pagine degli atti della Procura di Torino.

Eppure Cota non aveva perso l’occasione per ricordare che quel viaggio invece era un simbolo della sua generosità affermando di aver frequentato un corso d’inglese a sue spese compreso il viaggio e l’alloggio. Forse un corso di inglese, che molti italiani si sono pagati, non deve essere a proprie spese, ma dell’intera collettività? Ma tralasciando questo piccolo particolare era stato lo stesso Cota a specificare che «Nella giornata di sabato sono andato a visitare il Mit (Massachusetts Institute of Technology), contattando alcune persone che lavorano lì: potrebbe esserci una spesa relativa a un pasto con loro». Lo scontrino di un pranzo, quel sabato 6 agosto, c’è: 10 euro in un bar&grill. Ma segue anche la ricevuta di poche ore più tardi, quella che testimonia che Cota nel pieno pomeriggio faceva anche shopping “politico”, cercando il costume del colore giusto e addebitando il costo di circa 40 euro agli italiani. Ma le piccole spese sono intense, e come ci ricorda La Repubblica, ci sono  i 2 euro e 30 al bar dello stabilimento balneare Blue Bay Arcadia di Serra Spotorno, in provincia di Savona, il 30 giugno, quando avrebbe dovuto essere in missione a Bruxelles. Oppure i pacchetti di sigarette, che siano Pall Mall o Marlboro Light. E ancora lo spazzolino, il deodorante e il dentifricio comprati all’aeroporto di Fiumicino, e poi messi a rimborso a spese della collettività. Rientrato sabato dal Giappone dove è volato nel pieno della bufera politica, il presidente Roberto Cota sta assistendo in queste ore alle manifestazioni di una maggioranza politicamente allo sbando. Dopo le botte, gli striscioni e i cartelli di scherno: ieri mattina una donna seduta tra il pubblico ha interrotto i lavori del consiglio regionale, mostrando un cartello con su scritto: «Occupy consiglio regionale: i vostri rimborsi sono uno schiaffo alla nostra povertà». Gridava: «Vergogna!». Pochi minuti dopo il governatore scriveva su Facebook: «Ho visto che in Consiglio Regionale è andata in onda l’ennesima strumentalizzazione messa in campo dal Pd. Ovviamente questo mi dispiace, ognuno faccia come vuole. C’è chi lavora per distruggere e invece chi lavora tutti i giorni per costruire, soprattutto nei momenti difficili ».

 

Tremendo incidente sulla Palermo Catania, 2 feriti gravissimi

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Si chiamerebbe Giovanni S, 59 anni, l’uomo che ieri sera, forse in stato di ebrezza, alla guida di un Opel Corsa, avrebbe imboccato l’autostrada Palermo-Catania contromano entrando dallo svincolo di Casteldaccia. L’uomo ha percorso diversi chilometri in corsia di sorpasso senza rendersi conto che stava viaggiando in senso contrario. La corsa si è conclusa in modo tragico quando l’Opel corsa si è schiantata contro una Hyundai, guidata da Vicenzo Russo, palermitano di 35 anni che non è riuscito a evitare l’impatto. Entrambi i conducenti sono stati  soccorsi dal 118 e portati, uno all’ospedale Civico e l’altro al Policlinico. Le condizioni sono gravissime.

 

Giallo a pochi passi dalla Capitale, ucciso un uomo

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Il cadavere di un 51enne romano incensurato è stato trovato in strada intorno alle 7 a Rocca Priora, nei pressi della Capitale. L’uomo sarebbe stato ucciso con due colpi di pistola alla testa; sulla vicenda indagano i carabinieri di Frascati, che sono alla ricerca di elementi per risalire al movente.

Simona Riso e le violenze subite ripetutamente

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Quello che erano voci, ora invece è supportato da carte, soprattutto cartelle mediche redatte da psicologi e psichiatri che hanno annotato il dramma subito da Simona Riso, la ragazza che la mattina del 30 ottobre è morta  al San Giovanni dopo esser precipitata dal terrazzo di una palazzina in via Urbisaglia, e che, in fin di vita, aveva annuito ai soccorritori del 118 appena le avevano chiesto se fosse stata violentata. La violenza però era accaduta non quella tragica mattina, ma molto tempo prima  «quando era più piccola, poco più che una bambina».

Come racconta Il Messaggero:

I riscontri su quelle violenze subite da Simona sono stati acquisiti, a Roma e a Milano, nei vari centri di assistenza che l’hanno avuto in cura, e sono finiti nel fascicolo aperto dal procuratore aggiunto Pier Filippo Laviani e il pm Attilio Pisani che indagano per omicidio volontario ma non escludono neanche la precipitazione volontaria. Per gli inquirenti il recupero delle cartelle cliniche che proverebbero le violenze subite da Simona, già anticipate dal Messaggero, è un passo avanti nelle indagini che potrebbe rivelarsi anche decisivo. I magistrati, però, ora vogliono accertare la veridicità di quei racconti, per escludere, senza ombra di dubbio, che non siano frutto di momenti di smarrimento della ragazza. In caso di conferma delle violenze, l’inchiesta entrerà finalmente nel vivo: l’aggiunto Laviani e il pm Pisani infatti dovranno quindi accertare il peso che quelle violenze possano avere avuto nella morte di Simona Riso. Una morte ancora avvolta nel giallo visto che c’è una sola certezza, ossia che la ragazza è morta volando giù dal terrazzo. Una caduta, allo stato delle indagini, che non si esclude che possa essere stata indotta, volontaria o accidentale.

Saranno gli stessi specialisti che hanno avuto in cura la ragazza a dare chiarimenti sulle relazioni da loro redatte. A spiegare il perché di quelle annotazioni sulle cartelle cliniche. A motivare gli appunti, ovviamente clinici e sintetici, ora finiti a Piazzale Clodio. Nelle prossime ore infatti i magistrati chiederanno agli specialisti di redigere dei documenti in cui dovranno spiegare le loro conclusioni e lo stato d’animo di Simona nei vari periodi di cura. «Sono stata violentata, non una volta ma spesso, quando ero più piccola» aveva detto Simona Riso nel reparto di psichiatria del San Camillo che l’aveva seguita per alcuni mesi. Era stato proprio uno degli psichiatri che l’aveva in cura da quando un giorno era arrivata in clinica Villa Armonia perché si era tagliata i polsi a quando ci riprovò, altre ferite sugli stessi tagli ma più superficiali, a raccontare al Messaggero di quegli sfoghi sofferti della ragazza. «Simona voleva vedere se poteva fidarsi di noi in quella occasione» aveva raccontato lo psichiatra, «Non l’abbiamo rimproverata, le abbiamo solo chiesto: come mai?» I carabinieri all’inizio dell’indagine sono andati ad ascoltare lo psichiatra come pure la sorella di Simona Riso. Forse gli unici che la conoscevano davvero. Volevano solo sapere se l’ipotesi di una sofferenza passata fosse una strada percorribile, come si sta ora accertando. Intanto a Piazzale Clodio si attendono le conclusioni degli esami tossicologici, per capire se Simona avesse assunto farmaci o meno prima di morire.

Lo strano caso della cartomante che fa arrestare lo stupratore

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Lei una ragazzina di 16 anni, lui, 35 anni, era un amico di famiglia, nonché marito della cugina. Una persona di fiducia al di sopra di ogni sospetto che però è stato smascherato da una cartomante che alla zia della ragazzina disse che all’interno della sua famiglia c’era una minore violentata e che lo stupratore si annidava proprio tra i parenti. Il giudice ora l’ha condannato a due anni di reclusione per aver abusato della ragazzina all’interno della rimessa per attrezzi della casa di campagna.

Bombe di calciomercato all’Inter: arriva Fernando Torres?

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Vere e proprie bombe di calciomercato quelle che nelle ultime ore si sono rincorse negli ambienti bianconeri e che vedrebbero trattative per l’acquisto di veri e propri big del calcio internazionale. D’altra parte la vendita dell’Inter a Thohir doveva portare proprio nuova linfa vitale e sembra che già tutto sia pronto affinché l’amico Mou riesca a realizzare il sogno di far indossare la casacca nerazzurra a  Fernando Torres, dal momento che il Chelsea starebbe tentando di prendere Diego Costa. Lo scambio potrebbe avere come contropartita forse Guarin e Kovacic.  L’Inter è alla ricerca di una prima punta, lo spagnolo è un altro nome da aggiungere alla lista dei probabili nuovi attaccanti nerazzurri, nella quale compaiono anche Dzeko, Osvaldo e Mitroglou.

 

“One more funeral”, il video del funerale di Fast and furious

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“One more funeral”, doveva essere il trailer di Fast and Furious, capitolo 7, girato prima della morte di Paul Walker. Nelle immagini tutti i protagonisti, compreso Paul Walker partecipano a un funerale. Il video è stato pubblicato nelle scorse ore e immediata è stata la reazione del web… quelle immagini per i fan della saga e dell’attore che interpretava Brian O’Connor, morto sabato scorso, sono come un tremendo presagio di un ineluttabile destino che ha colpito la star hollywoodiana.

Una lampada illumina le ricerche di Google!

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Google e il suo doodle dedicato all’architetto e designer Gae Aulenti. Gae, morta a 84 anni poco più di un anno fa, è stata davvero un faro per molti altri architetti a livello internazionale. Google per celebrarla ha scelto la lampada a pipistrello, uno degli oggetti più famosi disegnati dall’Aulenti. Nella sua carriera Gae, diminutivo di Gaetana, ha poi portato avanti grandi progetti di riqualificazione come Gare d’Orsay di Parigi, negli anni ’80 con l’allestimento del Museo d’Orsay al suo interno, il Palavela a Torino, la risistemazione di Piazzale Cadorna a Milano. Nella sua carriera ha poi anche collaborato con registi teatrali come Luca Ronconi, con il quale ha realizzato scenografie e allestimenti.

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Questo video di una sua intervista rilasciata a Cristina Sivieri Tagliabue tratta della città come specchio dei problemi che le società sviluppano al loro interno. Gae Aulenti racconta come l’ordine a tutti i costi disgrega il tessuto sociale, e il potere dell’architettura di ridare dignità al territorio e al cittadino che lo abita.

In quest’altro video Gae Aulenti visita il cimitero Monumentale di Milano e passeggia con l’autrice, Valeria Paniccia, alla ricerca delle tombe di celebri personaggi.

Questo invece il video del doodle a lei dedicato:

“Voglio credere, credere in eterno, che il cielo è essere, …

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… una condizione di essere, e che il solo inferno è l’inferno di me stesso. Voglio bruciare il cielo con le sue stesse fiamme. Voglio vivere e amare ed essere amato; voglio lodare ed essere lodato, voglio dormire e destarmi, e considerare il mio sonno soltanto come un altro risveglio; voglio vivere e morire.”

Dylan Thomas

Uno sguardo a… White Butter Cake

La ricetta puoi trovarla QUI!

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Quentin Tarantino sul set di… Django Unchained

Quentin Tarantino sul set di… Sin City

Quentin Tarantino sul set di… Pulp Fiction

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