Non arriva la gru: obeso muore in casa

obeso-muore-tuttacronacaEra mercoledì mattina quando, a San Cesario di Lecce, un uomo sottoposto a continua assistenza sanitaria è morto nel suo appartamento. Il 66enne, gravemente obeso e che era arrivato a pesare 350 chilogrammi, è stato colpito da un infarto ed è deceduto in attesa che arrivasse la gru con la quale i vigili del fuoco avrebbero dovuto trasferirlo dalla casa all’ambulanza e quindi all’ospedale. La barella in dotazione per i grandi obesi può però sopportare un peso massimo di 300 chili e per questo si è reso necessario chiedere l’intervento dei vigili del fuoco per far uscire il paziente dalla sua casa, al primo piano di uno stabile. In attesa dell’arrivo della gru, il 66enne è morto malgrado i tentativi di rianimarlo da parte del medico che lo stava assistendo. In seguito, sono sorti nuovi problemi per la tumulazione: il peso eccessivo, in aggiunta a quello della bara, non permette infatti la collocazione in un loculo e nel cimitero del paese non è possibile la sepoltura a terra. Della questione si sta occupando il Comune.

Salvato dalla pena di morte, muore per l’obesità

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Si chiamava Ronald Post e sette mesi fa era stato graziato perché il suo peso eccessivo non consentiva una pena capitale senza dolore. A 53 anni, l’uomo che pesava oltre 204 kg è morto giovedì mattina nell’ospedale annesso alla prigione dove era detenuto e dove stava scontando l’ergastolo per aver ucciso un’impiegate di un motel nel 1983. Il suo peso eccessivo è stata la principale causa della sua morte. La portavoce del carcere ha detto che il dipartimento di riabilitazione e correzione dell’Ohio aveva classificato la sua morte come «prevista». «Per farla breve – ha continuato – non siamo rimasti sorpresi dalla sua scomparsa».

 

La Nuova Zelanda vuole solo i magri, chef rischia il rimpatrio

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La Nuova Zelanda, il paese con il più alto tasso di obesità nel mondo sviluppato, sta per rimpatriare lo chef sudafricano Albert Buitenhuis perché ritenuto troppo grasso. L’uomo, che pesa circa 130 kg, secondo le autorità «non ha un tenore di salute accettabile».  Nonostante sia dimagrito di 30 kg da quando  si è trasferito nella città di Christchurch sei anni fa, la sua obesità lo pone ad un «serio rischio» di malattie incluso il diabete, ipertensione e problemi cardiaci.

«È importante che tutti gli immigrati abbiano un tenore di salute accettabile per ridurre al minimo i costi e le richieste dei servizi sanitari della Nuova Zelanda», sostiene un portavoce del ministero dell’Immigrazione.

 

 

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