“L’alta cucina non è una cosa per pavidi: …

cucinare-tuttacronaca… bisogna avere immaginazione, essere temerari, tentare anche l’impossibile e non permettere a nessuno di porvi dei limiti solo perché siete quello che siete, il vostro unico limite sia il vostro cuore.”

-Auguste Gusteau- (in Ratatouille, 2007)

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Volete evitare la follia? Forse queste professioni non sono per voi…

Quanto è attendibile lo chef di Cannes? Dati contrastanti!

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quanto è attendibile lo chef di Cannes? Il supertestimone, Pasquale, che vive e lavora a Cannes afferma di aver contattato ai tempi dell’avvistamento le forze dell’ordine e la trasmissione Chi l’ha visto ma di essere stato ignorato. La conduttrice Federica Sciarelli ha quindi fatto ascoltare in diretta la sua chiamata, datata 1 ottobre, in cui segnalava di aver avvistato la donna il 27 settembre, in compagnia di un altro uomo. Una dichiarazione in contrasto però con quanto detto in questi giorni dal cuoco nelle trasmissioni televisivi di cui è stato ospite, dove il giorno dell’avvistamento è diventato invece il 17 maggio, una data ribadita anche in una telefonata recente con la redazione. Una discrepanza che mette fortemente in dubbio l’attendibilità dell’uomo che, alla redattrice che lo ammonisce sui danni che un eventuale testimonianza superficiale può portare alle indagini, ha risposto di aver voluto portare “un messaggio di speranza”.

Niko Romito: uno chef da 3 stelle

niko-romito-tuttacronaca“E’ semplicemente la realizzazione di un sogno”.Sono state queste le prime parole dello chef Niko Romito, del ristorante ‘Reale’ di Castel di Sangro, nell’Aquilano, al ricevere la terza stella Michelin. Lo chef, non ancora quarantenne, ha proseguito: “Un risultato meraviglioso che ci ripaga delle scelte e del lavoro fatto in questi anni. Voglio condividere questa gioia con mia sorella Cristiana e con la mia instancabile squadra, perchè questa è senza dubbio la vittoria di un gruppo. E per chi ci chiede cosa succederà, rispondo che continuerò lavorare senza perdere di vista i nostri principi, lo studio in cucina, il lavoro sugli ingredienti e sulle materie prime e, soprattutto, senza dimenticare l’importanza della ricerca e dei progetti formativi come la Niko Romito Formazione e Spazio e di cultura gastronomica come Unforketable”. Era il 2000 quando Niko Romito ha iniziato a gestire, assieme alla sorella Cristiana, il ristorante Reale a Rivisondoli. Nel 2007 arriva la prima stella, seguita due anni dopo dalla seconda, conquistando i vertici delle guide gastronomiche italiane. Romito vanta inoltre consulenze e relazioni in importanti convegni a livello internazionali, senza contare la sua partecipazione al libro Semplicità Reale. Due anni fa, il ristorante si è trasferito a Casadonna, un ex convento ristrutturato mentre risale all’anno scorso la fondazione della scuola di alta gastronomia Niko Romito Formazione. Ma ancora non è abbastanza e quest’estate ha aperto i battenti Spazio, un ristorante-laboratorio dove gli studenti possono completare il percorso formativo della scuola. L’ultimo progetto, infine, sono le videoricette di Unforketable. Romito, con la sorella, spiega: “La nostra squadra è composta da ragazzi giovani come noi, che hanno tanta voglia di crescere e sviluppare idee. Ci teniamo ad evidenziare che questo riconoscimento, che ci riempie di orgoglio e ci sprona a fare sempre meglio, per noi rappresenta un punto di partenza e non di arrivo. Sin dall’inizio abbiamo creduto nel nostro territorio, e’ da qui che siamo partiti, e’ qui che abbiamo scelto di restare e sempre da qui che vogliamo continuare il nostro percorso lavorativo”. E lo chef conclude: “Mia sorella Cristiana la squadra del Reale ed io ringraziamo tutte le persone che questi ultimi anni ci sono state vicine, e vogliamo condividere con loro questo grandissimo risultato”.

Parola d’ordine della nuova cucina: “contaminazione”

cucina-contaminata-tuttacronacaLa nuova regola per essere alla moda in cucina è magiare “contaminato”, ossia abbinando sapientemente ingredienti che giungono da ogni parte del mondo e grazie ai quali i nuovi chef stanno rivoluzionando il concetto di gusto. Il risultato sono ricette creative e raffinate, mix di sapori che gli chef del futuro propongono nei ristoranti più “in” del mondo. Ne parla il giornalista gastronomico Enzo Vizzari su Republica, dove ha provato a raccontarli. Tra gli altri troviamo, al Maido di Lima, Mitsuharu Tsumura, detto Micha, colonna della cucina nikkei, nata dalla contaminazione tra le usanze degli immigrati giapponesi e quelle peruviane. Sempre nella capitale peruviana, lo chef Virgilio Martinez crea piatti con ingredienti provenienti dall’Amazzonia, dalle Ande, dal Pacifico. Risalendo il continente e raggiungendo gli Stati Uniti, lo chef Daniel Humm è riuscito a far conquistare 3 stelle Michelin all’Eleven Park di New York grazie a piatti mai banali, così come quelli proposti da Rodolfo Guzman che utilizza, come contorno dei suoi piatti, bacche, radici e foglie. Ma se si parla di buona tavola non può non apparire qualche italiano ed ecco che lo chef Luca Fantin al Ginza Tower Restaurant a Tokyo propone piatti italiani “contemporanei” conditi con tocchi tipicamente giapponesi. E’ invece rimasto in Europa il belga Kobe Desramaults che al ristorante In de Wulf di Lille si sbizzarisce in cucina “naturale” utilizzando esclusivamente ingredienti che lui stesso raccoglie nel corso di lunghe passeggiate.

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Rivoluzione al cuore del tortellino?

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Al cuore del tortellino sta per avvenire una vera e propria rivoluzione. . D’ora in poi il lombo del maiale potrebbe essere crudo, non più cotto come vuole la tradizione. Questo perché secondo gli innovatori, la diffusione del frigorifero ha reso inutile la cottura del lombo, al fine di mantenere il tortellino. Tra favorevoli e contrari il dibattito è aperto e non coinvolge solo gli chef, ma anche gli italiani, che s’interrogano sul cambiamento epocale. meglio discutere davanti a un piatto fumante di tortellini… bolognesi o modenesi?

 

La Nuova Zelanda vuole solo i magri, chef rischia il rimpatrio

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La Nuova Zelanda, il paese con il più alto tasso di obesità nel mondo sviluppato, sta per rimpatriare lo chef sudafricano Albert Buitenhuis perché ritenuto troppo grasso. L’uomo, che pesa circa 130 kg, secondo le autorità «non ha un tenore di salute accettabile».  Nonostante sia dimagrito di 30 kg da quando  si è trasferito nella città di Christchurch sei anni fa, la sua obesità lo pone ad un «serio rischio» di malattie incluso il diabete, ipertensione e problemi cardiaci.

«È importante che tutti gli immigrati abbiano un tenore di salute accettabile per ridurre al minimo i costi e le richieste dei servizi sanitari della Nuova Zelanda», sostiene un portavoce del ministero dell’Immigrazione.

 

 

Bocciato il giudice di Masterchef! Cracco si scusa senza riserve.

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Carlo Cracco ha deluso 4 ospiti del suo ristorante, ma non ha trovato pretesti per nascondere il fatto: è uscito dalle cucine e si è avvicinato al tavolo per ascoltare le lamentele. Il problema si è presentato giovedì sera quando 2 coppie di amici, ospiti del ritorante di Cracco, si sono lamentati del servizio a loro dire “frettoloso e scortese” e hanno riscontrato una qualità, non adeguata al ristorante dello chef pluristellato Michelin,  in un piatto di pesce e in un risotto di gamberi. Cracco immediatamente si è scusato e ha ammesso “Cose che possono capitare, il cliente ha sempre ragione. I piatti mi sembravano buoni, in cucina siamo in tre ad assaggiarli, qualcosa ci sarà sfuggito. Sul servizio non saprei dire, se non che gli altri 60 clienti non se ne sono lamentati, ma è certo che dovrebbe essere tutto perfetto. Non è una cosa che fa piacere”. Poi ha tenuto ad aggiungere Faccio notare che non sono uno di quelli che tira via i piatti. Comunque il parere del cliente è insindacabile: a noi cuochi non resta che rimediare, far finta di niente sarebbe peggio”

Alla fine non ha fatto pagare il conto e ha lasciato un biglietto di scuse invitandoli di nuovo al ristorante.

Sarà stata solo speculazione? Criticare un piatto del re di Masterchef per screditare il ristorante e l’immagine del Re di Masterchef o effettivamente il piatto non era all’altezza?

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Noma il “primo ristorante” al mondo dove si avvelenano 67 persone su 74!

Tuttacronaca - Rene-Redzepi-al-Noma-ristorante-Copenaghen

È famoso in tutto il mondo per la sua innovativa cucina nordica: muschi, licheni, germogli di felce e trifogli acetosi. Per tre anni consecutivi il Noma di Copenaghen è stato eletto il miglior ristorante al mondo. Il tempio gastronomico del giovane chef danese René Redzepi è finito ora al centro delle cronache: numerosi clienti nelle ultime settimane hanno accusato malori (con crampi intestinali, forte diarrea e vomito) dopo aver gustato i celebri piatti. I funzionari del Dipartimento dell’Alimentazione danese, il Fødevarestyrelsen, hanno ispezionato nei giorni scorsi il ristorante stellato dopo che almeno 63 clienti, che avevano pranzato al Noma a metà febbraio, si sono improvvisamente sentiti male, colpiti da un norovirus conosciuto anche come virus di Norwalk. Le fonti più comuni da cui è possibile contrarre questo virus sono acqua e cibo contaminato. L’agenzia sanitaria avrebbe inoltre riscontrato dei «problemi d’igiene». «Si è ammalato anche parte del personale venuto in contatto col cibo», scrive l’agenzia nel suo rapporto molto critico. Il Fødevarestyrelsen imputa al Noma di non aver disinfettato per tempo le cucine così da evitare un’ulteriore diffusione del contagio. I funzionari hanno poi scoperto che non c’era acqua calda nei rubinetti utilizzati dal personale per lavarsi le mani.

Il richiamo ufficiale getta una cattiva luce sul Noma, Nordisk e Mad, contrazione delle parole Cibo e Nord – nominato la scorsa primavera per la terza volta consecutiva miglior ristorante del mondo dalla giuria del «San Pellegrino World’s 50 Best Restaurants Award». Il locale – dove un menù d’assaggio costa circa 200 euro a persona – fa piatti della cucina tradizionale nordica: «fiordo norvegese», «brodo ristretto di legno di betulla al vapore, finferli e nocciole fresche», «pellicola di latte con erba, fiori e aromi». Il 33enne chef René Redzepi, con due stelle Michelin, è considerato infatti il pionere della Nuova Cucina Nordica. «È una questione che ci tocca profondamente; siamo davvero dispiaciuti», ha detto il direttore del Noma, Peter Kreiner, in uno scarno comunicato alla stampa. «Stiamo ancora cercando di trovare la fonte dell’infezione; probabilmente è stata introdotta nel locale da un dipendente influenzato».

E I PROBLEMI D’IGIENE? E L’ACQUA FREDDA PER LO STAFF? MAGARI SE PERMETTESSERO DI LAVARSI LE MANI CON ACQUA CALDA ANCHE LE “INFLUENZE” DIMINUIREBBERO! CHE BRUTTA FIGURA!

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Cappuccino da record… il più grande al mondo!

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Due mila litri di latte e 400 di caffé. E’ Daviano, il cappuccino più grande del mondo. La megabevanda, servita in un tazzone alto 150 centimetri e  decorata con polvere di cacao, è stata preparata negli stand della fiera di Rimini. E per gli chef della Nipfood di Forlì, gli stessi che ottennero il primato mondiale per la pizza più grande, è di nuovo record. Il nome, Daviano, è stato scelto in onore di padre Marco D’Aviano beatificato dieci anni fa da papa Giovanni Paolo II. Insieme alla conquista del Guinnes, un’azione solidale: la maggior parte del cappuccino verrà divisa in taniche da 25 litri e distribuita ai Padri Cappuccini ed altri enti benefici.

Sushi in the city! Arriva il naked sushi!

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Da oltre quattro secoli le geishe in Giappone diventano “piatti” per servire il sushi, poi la tradizione si è spostata anche in America e ha preso il nome di Naked sushi o body sushi.  Questa pratica di feticismo sessuale giapponese ora approda anche a Milano. Il locale, proprio come la tradizione giapponese, offre una ragazza nuda sulla tavola e uno chef che la ricopre in modo artistico di sushi e altri cibi. La temperatura dei cibi è molto vicina alla temperatura del corpo umano proprio per la modalità con cui viene servito, che viene visto da alcuni come un difetto e da altri un vantaggio.

Opera d’arte o donna oggetto?

Basta crostacei in pentola, soffrono troppo! Gli chef sono avvisati

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