L’Inghilterra della crisi, costretta a spegnere la luce

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La paura c’è, si teme l’aumento del crimine e degli incidenti stradali, ma è anche insostenibile il costo dell’illuminazione pubblica in Inghilterra. Un paese in crisi che deve fare i conti tra sicurezza e risparmio. Così due terzi dei municipi inglesi hanno abbassato o spento le luci nelle strade sperando di contenere i costi. Il taglio riguarda 750 mila illuminazioni pubbliche. L’indagine pubblicata  dall’ex ministro all’Ambiente laburista, Hilary Benn,  e ripresa oggi dal Sunday Telegraph parla di 81 municipi su 122 intervistati che hanno affermato di aver dovuto effettuare tagli all’illuminazione.

Quando il lampione è un amico…

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In arrivo nuovi pali della luce votati al risparmio energetico.

Sotto la luce si può navigare su Internet, ricaricare la batteria dell’auto o della bici elettrica e consultare pannelli digitali per avere informazioni sulla viabilità. Sono le luminarie di ultima generazione, centraline multitasking di servizi e risparmio energetico che stanno rischiarando, lampione dopo lampione, buona parte delle strade italiane.

Dalla telegestione, passando per la distribuzione del segnale Wi-Fi, il controllo del traffico e la misurazione delle polveri sottili, le nuove luci moltiplicano i vantaggi per Comuni e cittadini. Garantendo, soprattutto, enormi risparmi, perché la luminosità intelligente varia anche a seconda della presenza di pedoni e veicoli intorno alle luci.

Il primo comune a sperimentare questo impianto è Prato, in Via Vannetti Donnini dove sono stati installati 60 pali, dotati di telecamere, che dosano la luce a seconda dell’orario e della presenza di auto in strada.
Ma non solo Prato. Da San Giovanni in Persiceto, in provincia di Bologna, il cui impianto telegestito offre servizi di videosorveglianza, Wi-fi e controllo meteo, passando per Barletta, che grazie alle nuovi luce risparmia il 30% di energia ogni settimana, fino alla provincia di Mantova, dove il 70% dei comuni ha varato un piano che prevede l’installazione di 50mila lampioni smart nei prossimi mesi. Complessivamente, in Italia, su un totale di 10 milioni di punti luce, circa il 3% delle luminarie è già a risparmio energetico, con sistemi di telegestione e servizi integrati.

I margini di risparmio sono enormi: l’associazione Cielo Buio ha calcolato che in Italia il consumo dell’illuminazione pubblica pro-capite tocca i 105 chilowattora, contro la media dell’Unione europea di 51. Il nostro, dopo la Spagna, è il paese più sprecone del continente, con un miliardo di spesa annua per l’illuminazione pubblica contro i 220 milioni del Regno Unito e i 330 della Germania.

Se, dunque, i comuni medi e piccoli sembrano ormai avviati sulla strada del risparmio, non altrettanto si può dire delle grandi città come Milano, Roma o Torino che molto spesso sono vincolate a contratti di gestione molto lunghi che non consentono la riconversione rapida degli impianti. Insomma dove occorre davvero risparmiare non lo si fa!

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