17 capi d’accusa per l’uomo che investì e uccise la neosposa Alice Gruppioni

alice-gruppioni-tuttacronacaEra l’agosto 2013 quando, a Venice Beach, in California, un uomo investì, uccidendola, la 32enne Alice Gruppioni, turista bolognese in luna di miele. Ora Nathan Louis Campbell, 38 anni, verrà processato con l’accusa di omicidio. Lo ha stabilito il giudice della contea di Los Angeles, che nei confronti dell’uomo ha emesso 17 capi di accusa, compresa l’omissione di soccorso. Campbell, che ferì anche altre 17 persone, dopo essere fuggito, si costituì poche ore dopo presso una stazione di polizia di Santa Monica. La famiglia di Alice Gruppioni, contattata per un commento sulla decisione del giudice di Los Angeles, ha fatto sapere che preferisce non rilasciare dichiarazioni. Una persona vicina alla famiglia di imprenditori di Pianoro ha detto che il rinvio a giudizio per Nathan Campbell viene ritenuto un atto dovuto e scontato. E che è intenzione della famiglia andare avanti nei processi, civile e penale.

Bulli al centro commerciale a Roma, pietre contro le auto

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Prima gli insulti, poi i sassi. Sei ragazzi, tutti minorenni, sono stati denunciati per   attentato alla sicurezza dei trasporti e quattro di essi anche per aver fornito false generalità a pubblico ufficiale. Una gang di baby bulli che ieri è stata fermata dalle forze dell’ordine al centro commerciale La Romanina, di Roma. Un primo intervento era stato tentato dalla guardia giurata del complesso che aveva redarguito i ragazzi, ma poi le offese e il disturbo ai clienti era continuato e così la guardia aveva chiamato il 113. Gli agenti erano arrivati e avevano identificato i 6 componenti della baby gang e poi li avevano ammoniti verbalmente.  Più tardi, attraverso il sistema di videosorveglianza a circuito chiuso i ragazzi erano stati notati su una delle rampe d’accesso mentre lanciavano sassi sulle auto in sosta nel parcheggio  del centro commerciale o in transito nella vicina strada di scorrimento veloce. Immediatamente i poliziotti sono tornati sul posto e qui, dopo aver visionato il filmato, hanno fermato i giovanissimi e li hanno accompagnati in ufficio. Dovendo affidare i giovani ai genitori, in quanto minorenni, gli agenti hanno nuovamente chiesto loro le esatte generalità e a quel punto è emerso che alcuni di loro avevano precedentemente dato nomi falsi.

Pisa: sono stati i bimbi del corso di nuoto a lanciare l’allarme per Rachele

bimba-morta-piscina-pisa-tuttacronacaSono sconcertati gli sviluppi delle indagini della procura di Pisa sulla morte della piccola Rachele, la bimba morta in una piscina comunale della città lo scorso mercoledì. Se già si era a conoscenza che le due istruttrici sono state indagate dalla procura per omicidio colposo, ora emerge dal video delle telecamere di sorveglianza che non solo una delle due donne non era in campo ma anche che la piccola è rimasta sott’acqua senza essere soccorsa almeno 4-5 minuti. Inoltre, nessuna delle due, che sono state indagate dalla procura per omicidio colposo, si è accorta di quanto stava accadendo: è stato un altro bambino del corso a lanciare l’allarme. L’istruttrice che non appare nella ripresa  era ai bordi piscina, come da regolamento, mercoledì mattina all’ora della tragedia? E per quali motivo né lei né la collega si sono accorte che la piccola stava annegando? Per ora si possono faresolo ipotesi perchè, come spiegano gli investigatori, le risposte arriveranno solo dopo indagini approfondite e un’analisi più dettagliata del filmato. Al momento della tragedia le due istruttrici hanno raccontato ai carabinieri  di aver visto la bambina affondare quasi in verticale. Si sono quindi tuffate e, afferratala, hanno praticato respirazione bocca a bocca e massaggio cardiaco, poi ripetuto dal medico del 118. “E’ stato un malore”, avevano detto. Ma anche tale ipotesi è messa in discussione dall’autopsia effettuata. I risultati ufficiali si avranno soltanto tra un mese, ma secondo Carlo Porcaro D’Ambrosio, medico legale della famiglia della piccola, l’esame non avrebbe “rivelato evidenze macroscopiche di patologie pregresse” e dunque la piccola al momento della sciagura pare fosse in perfetta salute. Pierpaolo Medda, padre della piccola e medico psichiatra all’ospedale di Pisa, era accorso in bicicletta dopo essere stato avvertito dell’incidente, ma ha trovato la figlia già morta. Dopo aver accusato un malore, è stato lui stesso ad avvertire la moglie Cristiana Manzi, anche lei psichiatra.

Rachele non sapeva nuotare, forse le è sfuggito il tubo

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Una bambina di 5 anni che muore perché forse, anche se le indagini sono ancora in corso, gli potrebbe essere sfuggito il tubo con il quale si aiutava a restare a galla. Rachele non sapeva nuotare e sembrerebbe che al momento dell’annegamento si trovasse nell’acqua alta, cioè nella parte della piscina dove non poteva toccare, con un fondale più profondo rispetto ai 50 cm, cioè quella zona in cui dovrebbero stare i bambini che stanno imparando a nuotare. Oggi è stata anche la giornata del funerale di Rachele Medda e la popolazione si è voluta stringere intorno alla famiglia, ben 500 persone hanno preso parte alle esequie.

Bimba morta a Pisa: un minuto sott’acqua prima dell’intervento dell’istruttrice

bimba-annegata-piscina-pisa-tuttacronacaE’ morta tre giorni fa la piccola Rachele Medda, la bimba di appena 5 anni che ha accusato un malore mentre si trovava al corso di nuoto presso la piscina comunale di Pisa. Ora le telecamere di videosorveglianza hanno ricostruito gli ultimi istanti di vita della piccola mostrando come sia rimasta per un minuto sott’acqua, senza che nessuno si accorgesse del dramma che si stava svolgendo. Ma il filmato ha rilevato anche come non sembra eserci traccia di una delle due istruttrici che si sarebbe dovuta trovare sul posto. Mentre si attendono ulteriori accertamenti sulla dinamica dei fatti le due assistenti sono state iscritte nel registro degli indagati. Le ipotesi avanzate dagli inquirenti sono di annegamento e omicidio colposo.

Incidente di Venice Beach a Los Angeles, la vittima è italiana

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Dopo le tante indiscrezioni è arrivata purtroppo la conferma dalla Farnesina: la donna uccisa nell’incidente di Venice Beach a Los Angeles è di nazionalità italiana. E’ la bolognese Alice Gruppioni, 32 anni, figlia dell’ex presidente del Bologna Calcio, Valerio Gruppioni, dirigeva l’azienda di famiglia a Rastignano. Era in America in viaggio di nozze con il marito Christian Casadei, di Cesena.

Aggiornamento 4 agosto 2013, 18.00:

Christian Casadei, marito di Alice Gruppioni, la giovane donna travolta e uccisa a Venice Beach da un’auto piombata sulla folla, è ricoverato in ospedale, ma le sue condizioni non sono gravi. Lo conferma il Comune di Pianoro che sta mantenendo contatti costanti con i familiari. Casadei è fra le undici persone rimaste ferite nell’incidente a Los Angeles.

Aggiornamento 4 agosto 2013, 19.28:

Secondo il Los Angeles Times, il pirata della strada che ha ucciso Alice Gruppioni e ferito suo marito Christian Casadei sarebbe un uomo di 35 anni, Nathan Campbell. L’uomo è stato arrestato e la cauzione è stata fissata in un milione di dollari.

La polizia lo ha detto in una conferenza stampa organizzata proprio sul luogo del dramma. Secondo alcuni testimoni, l’auto è piombata sulla passeggiata che costeggia la spiaggia di Venice Beach, a velocità sostenuta, fino a 100 chilometri orari.

Altri parlano invece di una velocità più ridotta. L’incidente si è verificato vicino all’incrocio con Dudley Avenue, proprio quando la popolare passeggiata era piena di gente: era sabato sera, e spesso d’estate i tramonti sono bellissimi sull’Oceano Pacifico.

La dinamica non è ancora chiara: secondo alcuni testimoni l’auto è precipitata sulla folla dopo che Campbell ne ha perso il controllo, forse per un malore. Altri sostengono che si sia trattato di un atto volontario.

Auto fuori controllo a Los Angeles: un morto e 11 feriti, quasi una strage

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Un giovane sui 20 anni con i capelli biondi dovrebbe essere il guidatore che sul lungomare di Venice Beach, a Los Angeles ha perso il controllo della sua vettura provocando un morto e 11 feriti.

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Il ragazzo dopo l’incidente ha abbandonato l’automobile a Santa Monaca ed è fuggito facendo perdere le proprie tracce.  Secondo quanto emerso, gli agenti avrebbero fermato un sospettato.

Oltre al video ripreso dalle telecamere di videosorveglianza vi è il video di un locale che mostra l’incidente da un’altra prospettiva:


 

Benzina gratis per un guasto al self-service: denunciate 122 persone

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Sono bastate 24h di disservizio al distributore self-service ‘Totalerg’,  di via per Passirana, ad Arese, comune in provincia di Milano, per spingere 122 automobilisti a rifornirsi gratis per un consumo  totale 18.000 euro di carburante. Il danno è calcolato anche sulla base dell’accisa della guerra  di Etiopia  che ancora nel 2013 i cittadini italiani pagano sulla benzina? In ogni caso, gli automobilisti, che approfittando del guasto hanno fatto il pieno alla loro auto, sono stati denunciati sulla base dei filmati del servizio di videosorveglianza.

Quando il lampione è un amico…

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In arrivo nuovi pali della luce votati al risparmio energetico.

Sotto la luce si può navigare su Internet, ricaricare la batteria dell’auto o della bici elettrica e consultare pannelli digitali per avere informazioni sulla viabilità. Sono le luminarie di ultima generazione, centraline multitasking di servizi e risparmio energetico che stanno rischiarando, lampione dopo lampione, buona parte delle strade italiane.

Dalla telegestione, passando per la distribuzione del segnale Wi-Fi, il controllo del traffico e la misurazione delle polveri sottili, le nuove luci moltiplicano i vantaggi per Comuni e cittadini. Garantendo, soprattutto, enormi risparmi, perché la luminosità intelligente varia anche a seconda della presenza di pedoni e veicoli intorno alle luci.

Il primo comune a sperimentare questo impianto è Prato, in Via Vannetti Donnini dove sono stati installati 60 pali, dotati di telecamere, che dosano la luce a seconda dell’orario e della presenza di auto in strada.
Ma non solo Prato. Da San Giovanni in Persiceto, in provincia di Bologna, il cui impianto telegestito offre servizi di videosorveglianza, Wi-fi e controllo meteo, passando per Barletta, che grazie alle nuovi luce risparmia il 30% di energia ogni settimana, fino alla provincia di Mantova, dove il 70% dei comuni ha varato un piano che prevede l’installazione di 50mila lampioni smart nei prossimi mesi. Complessivamente, in Italia, su un totale di 10 milioni di punti luce, circa il 3% delle luminarie è già a risparmio energetico, con sistemi di telegestione e servizi integrati.

I margini di risparmio sono enormi: l’associazione Cielo Buio ha calcolato che in Italia il consumo dell’illuminazione pubblica pro-capite tocca i 105 chilowattora, contro la media dell’Unione europea di 51. Il nostro, dopo la Spagna, è il paese più sprecone del continente, con un miliardo di spesa annua per l’illuminazione pubblica contro i 220 milioni del Regno Unito e i 330 della Germania.

Se, dunque, i comuni medi e piccoli sembrano ormai avviati sulla strada del risparmio, non altrettanto si può dire delle grandi città come Milano, Roma o Torino che molto spesso sono vincolate a contratti di gestione molto lunghi che non consentono la riconversione rapida degli impianti. Insomma dove occorre davvero risparmiare non lo si fa!

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