Fiamme sul Canal Grande: a fuoco una barca

Vigili_del_Fuoco-venezia-tuttacronacaFuoco sul Canal Grande, ieri sera, poco prima delle 20. A lanciare l’allarme alcuni giovani che si trovavano nei pressi della Pescheria all’altezza della Ca’ d’Oro, dall’altro lato della riva. Le fiamme, che si sono propagate da una barca, sono state avvistate sia dai ragazzi che dai battelli che in quel momento attraversavano il canale.

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E’ uscito dal coma il 22enne ricoverato a seguito del rave party

rave-party-trigolo-tuttacronacaErano le 7 di domenica mattina quando al 118 è giunta la telefonata che la presenza di un giovane in stato di incoscienza nei pressi dell’azienda agricola Cascina Nuova, a Trigolo, nel Cremonese, dove si era svolto il rave “Freedom Party”, al quale avrebbero partecipato centinaia di giovani, stando ai primi accertamenti tra i 300 ed i 500, iniziato attorno alle 22 di ieri e proseguita fino all’alba. Il ragazzo,  ricoverato in stato di coma a causa di un mix di alcool, anfetamine e hashish, ha ripreso conoscenza nel pomeriggio e i medici l’hanno dichiarato fuori pericolo. Al rave party,  i militari hanno identificato, a bordo di diverse auto, una trentina di giovani provenienti da Mantova, Brescia, Trento, Cremona, Pavia, Milano, Monza, Bergamo, Savona, Firenze, Cuneo e Novara. Oltre ai veicoli fermati sono state notate altre nove auto i cui occupanti sono in corso d’identificazione.

Continua la sua corsa la Fiorentina: 2-1 contro la Sampdoria

Fiorentina-sampdoria-tuttacronacaUno dei due posticipi della 12a giornata di Campionato della massima serie si gioca all’Artemio Franchi di Firenze, dove i Viola ospitano la Sampdoria. I padroni di casa sono reduci dalla vittoria 2-0 sul Milan a San Siro, mentre i blucerchiati sono stati sgambettati in casa dal Sassuolo quando sembravano aver ormai raggiunto un pareggio insperato. Se non bastasse il differente stato d’animo delle due squadre, l’aria che si respira è particolare anche per la storia degli allenatori: Montella che divenne grande grazie alla Samp siglando 54 reti in 83 presenze da giocatore e Delio Rossi che ha allenato i viola per 26 volte. Al 10′ i viola guadagnano un rigore: il portiere blucerchiato esce in presa alta, ma c’è una trattenuta di Berardi ai danni di Aquilani. Da dischetto, Rossi non sbaglia. 1-0! Sul rigore ci sono dei dubbi ma il viola mette tutti a tacere già al 17′: pesca il sette da fuori e Da Costa non può nulla. 2-0! Il primo tempo si risolve in questi due gol, con una Samp che, partita timorosa, è semplicemente scomparsa dopo il rapido uno-due di Rossi. I blucerchiati cercano di reagire nella ripresa e al 29′ accorciano le distanze: ripartenza con Eder che innesca Gabbiadini che riapre incredibilmente il match. 2-1! La Samp ha provato la reazione ed è riuscita ad accorciare le distanze, ma contro i viola non è bastato: gli uomini di Montella continuano la loro corsa.

Juventus show contro il Napoli! 3-0!

juve-napoli_tuttacronacaLa sfida più attesa della 12a giornata va in scena allo Juventus Stadium dove i bianconeri incontrano gli azzurri di Benitez per un match che vale il secondo posto in classifica alle spalle della Roma, rallentata nella sua corsa prima dal pareggio contro il Torino e oggi da quello interno con il Sassuolo. Entrambe le squadre arrivano affaticate dalle gare europee, ma con molta determinazione. Conte per l’occasione opta per un 3-5-2 mandando in campo Buffon; Barzagli, Bonucci, Ogbonna; Isla, Vidal, Pirlo, Pogba, Asamoah; Tevez, Llorente. Il Napoli scende invece sul rettangolo con un modulo 4-2-3-1 composto da Reina; Maggio, Fernandez, Albiol, Armero; Inler, Behrami; Callejon, Hamsik, Insigne; Higuain.

juve-napoliPoco più di un minuto dal fischio d’inizio e la Juventus passa subito in vantaggio. Pericoloso Pogba che costringe Reina a mandare in angolo. Sul corer tacco di Tevez che mette Llorente solo davanti alla porta: lo spagnolo non si fa sfuggire l’attimo: 1-0!

All’8′ i bianconeri sfiorano il raddoppio ma ci pensa un miracolo del portiere azzurro a salvare lo specchio: cross di Pirlo da corner, Pogba sul secondo palo fa da torre, Bonucci colpisce a colpo sicuro ma si trova a far i conti con Reina. Al 13′ è Higuain ad entrare in area bianconera ma Bonucci lo chiude con molta decisione per proteggere l’uscita di Buffon. L’episodio è dubbio e l’argentino resta per un attimo a terra dolorante. Risponde il Napoli al 21′ con Isigne che riceve palla da Maggio e tenta il tiro: pronto Buffon che blocca a terra. Ci prova poco dopo Higuain che non inquadra lo specchio mentre al 25′ Reina si stende per parare il tiro di Tevez. Tentativi in entrambe le aree con i portieri sempre pronti a difendere i propri pali. Ancora una volta sono i bianconeri ad andare più vicini al gol. Al 38′ Llorente anticipa di testa il suo marcatore sul cross di Isla ma ci pensa Reina a salvare lo specchio. Al 43′ brutto scontro a centrocampo tra Inler e Ogbonna, ginocchio contro ginocchio: restano a terra. Dopo un minuto di recupero, le squadre tornano negli spogliatoi con la Juve in vantaggio di una rete grazie a Llorente.

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Squadre in campo con formazioni invariate e dopo 6′ il Napoli guadagna una punizione insidiosa dal limite dell’area: batte Insigne ma Buffon vola e libera. Nel frattempo, ammonito Bonucci per il fallo che ha dato il via all’azione. Al 12′ punizione anche per i bianconeri, ma Tevez di testa spedisce tra le braccia a Reina. In rapida successione, altri due cartellini gialli: prima a colpire Ogbonna, poi Hamsik. Al 23′ lunga azione per gli azzurri che però non riescono a concludere: stanno comunque giocando bene. Al 21′ spreca Vidal: solo davanti al portiere, non inquadra la porta. Pochi minuti e arriva il primo cambio per Benitez: entra Mertens al posto di Callejon. Al 29′ arriva il tanto atteso raddoppio bianconiero: lo sigla Pirlo. Su punizione, manda la sfera sotto l’incrocio della porta di Reina che non può nulla. Non sbaglia mai il fenomeno di Brescia. 2-0!

Provano a reagire i partenopei al 33′: Hamsik sulla sinistra per Insigne che si infila in area a mille! Il napoletano di prima prova a sorprendere Buffon sul suo palo ma il portierone vuole partecipare alla festa da protagonista e fa un mezzo miracolo respingendo a mano aperta la conlcusione. Ma Pogba non perdona due minuti dopo e chiude la partita: il francese al limite stoppa un suggerimento di Vidal alzandosi la palla sulla testa e si coordina per il destro al volo. La conclusione è spettacolare e si insacca sul secondo palo alle spalle di Reina. 3-0!

Intanto al 34′ nuovo cambio per Benitez: Inler cede il posto a Zapata. Dopo 3′, seconda ammonizione per Ogbonna, costretto a lasciare il campo. Lo Juventus Stadium lo applaude mentre Conte preferisce optare per una sostituzione: Peluso entra al posto di Tevez. Poco dopo, esce anche Vidal che cede il posto a Marchisio. Il Napoli cerca almeno il gol della bandiera e si sposta tutto in avanti. A un minuto dal termine, fuori anche Llorente, al suo posto, Quagliarella. Dopo quattro minuti di recupero, Rocchi fischia il termine dell’incontro: trionfo bianconero che porta gli uomini di Conte al secondo posto in classifica!

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Luca Parmitano torna a casa. Ma prima, una lettera al suo pianeta

parmitano-lettera-tuttacronaca166 giorni. Tanti ne ha trascorsi Luca Parmitano tra le stelle, ma ora la missione Volare è giunta al termine e l’Expedition 37 è già sulla via del ritorno: domani, nelle prime ore del mattino, alle 3.49, gli astronauti tornaranno a toccare la Terra in Kazakistan. Con loro, un “passeggero” d’eccezione, la fiamma olimpica che proseguirà il suo viaggio verso Sochi 2014 dopo esser stata a sua volta tra le stelle. Come ricorda Focus, con la partenza dell’Expedition 37 si conclude un breve periodo di eccezionale affollamento della ISS. Per alcuni giorni la Stazione Spaziale ha ospitato ben 9 astronauti (non succedeva dal 2009) e ha tenuto agganciate contemporaneamente 3 capsule Soyuz. In genere la base ospita solo 6 componenti: questa eccezione è stata motivata dalla necessità di far trascorrere qualche giorno nello Spazio al simbolo olimpico. Luca Parmitano, prima del viaggio di rientro, ha pubblicato sul suo blog un ultimo post, una lettera d’amore alla Terra. Ve la riproponiamo, accompagnandola con la foto che lui stesso ha scattato.

Quello è il mio pianeta.

I miei occhi accarezzano amorevolmente la sua pelle dalle sconfinate e magnifiche tonalità. Quante volte con lo sguardo ne ho esplorato i confini, di un azzurro indescrivibile, mentre l’alba ne immortalava le curve, delineate perfettamente dalla luminescenza delle nubi mesosferiche, splendide, cangianti: il colore di una pazienza senza tempo e infinita.

Osservo nel silenzio della mia postazione: so che il suo cuore pulsa invisibile, e scorgo la linfa vitale scorrere nelle infinite vene che attraversano le sue terre, alimentate e protette dalle nubi, che la ricoprono come il manto di una vergine vestale. Il suo respiro ha il ritmo calmo ed eterno delle maree, la grandezza delle onde oceaniche, la potenza dei venti che spazzano in un soffio le sabbie di cento deserti, le cime di mille montagne.

Fra poche ore, tutto questo sarà un ricordo. La mia astronave mi attende, per adesso quieta e buia, ma presto teatro dinamico e drammatico del mio rientro a terra. Tutto quel che ha un inizio, deve necessariamente finire: una meravigliosa fragilità che rende ogni esperienza unica, e per questo ancora più preziosa.

Adesso, però, cerco ancora di riempirmi gli occhi, la mente e il cuore di colori, di sfumature, sensazioni. Perché restino con me, che ne possa testimoniare. Le terre emerse si confondono l’una nell’altra, i confini, arbitrari e immaginari, del tutto inesistenti da qui, mentre le osservo dalla Cupola. Osservo le terre degli uomini.

Dalla Terra, guardando verso il cielo e le stelle, ne ho sempre sentito l’attrazione irresistibile, ho incoraggiato la mente a perdersi verso l’infinito e l’ignoto. È la nostra natura – il gene di Ulisse. Ma anche Ulisse, dopo tanto viaggiare, torna a Itaca: e a lungo sogna la sua isola. Se fossi nato tra gli spazi dell’impenetrabile nero interstellare, se avessi passato tutta la mia vita viaggiando lontano dal nostro mondo, osserverei con lo stesso sguardo ammirato che ho adesso le sue acque azzurre, i suoi continenti così variegati. Ogni alba e ogni tramonto mi regalerebbero lo stesso stupore atavico. E sognerei di sprofondare i piedi nelle sue sabbie calde, di sentire il gelido abbraccio delle sue nevi, e la carezza salmastra delle brezze che dal mare si spingono verso la terra. Mi chiederei cosa si prova a immergersi nelle sue acque, a scaldarsi al calore del suo sole.

Ma sono fortunato: io sono nato lì.

Quello è il mio pianeta. Quella è casa mia.

Torna il fumo al cinema e al ristorante!

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Si potrà fumare al cinema e al ristorante, nei luoghi pubblici e anche in ufficio, l’importante è che il fumo provenga da una sigaretta elettronica e non da quella classica. Una svista? Una volontà precisa di favorire il fumo elettronico dopo averlo ucciso con una tassazione elevata? Una decisione ponderata perché si ritiene che la sigaretta elettronica non faccia male? Ma allora quali studi scientifici ci sono a supportare questa ipotesi? Con quale superficialità si può esporre le persone al fumo elettronico?

L’emendamento, ormai diventato legge, è stato presentato dal presidente della commissione Cultura della Camera Giancarlo Galan (Pdl), durante l’esame del decreto, ed è stato approvato dai deputati il 23 ottobre scorso. Il divieto era stato introdotto dal decreto legge sull’Iva di giugno, che aveva allargato anche alle e-cig le norme restrittive contenute nella legge Sirchia del 2003 (con la quale è stato introdotto in Italia il divieto di fumo nei luoghi pubblici). Alle sigarette elettroniche – si legge nella parte cancellata dall’emendamento di Galan- “si applicano le disposizioni vigenti per i tabacchi lavorati in materia di divieto pubblicitario e promozionale, nonché di tutela della salute dei non fumatori”.

È rimasto «molto sorpreso» dalla cancellazione del divieto Girolamo Sirchia, ex ministro della Sanità e attuale presidente della Consulta nazionale sul Tabagismo nonché autore della legge del 2003 con la quale è stato introdotto in Italia il divieto di fumo nei luoghi pubblici. «Prima una tassazione fuori misura e adesso quello che sembra una sorta di compensazione, sembra una gara a chi fa peggio – ha detto Sirchia, aggiungendo di essere rimasto «molto sorpreso da quello che sembra un blitz. È un cattivo provvedimento, non certo mirato alla salute pubblica, anche nella parte che riguarda la liberalizzazione della pubblicità. Non è certo una immagine edificante quella di una persona che fuma, anche se si tratta di una sigaretta finta. È una brutta immagine». «Sono favorevole alla sigaretta elettronica – continua l’ex ministro della Sanità – quando viene usata come presidio per smettere di fumare. Certo è meno dannosa della nicotina combusta della sigaretta tradizionale. Però non si può costringere chi ti sta accanto a respirare vapori che possono essere anche di nicotina». «Certo adesso è diventato legge, ma speriamo il divieto che si possa recuperare», conclude Sirchia.

 «La ratio del divieto continua a persistere, per cui ci mobiliteremo per protestare contro questo provvedimento». È quanto ha detto, Giacomo Mangiaracina, Presidente dell’Agenzia Nazionale per la Prevenzione e direttore dell’unità di tabaccologia dell’università Sapienza di Roma. «È stata abrogata una norma di civiltà a beneficio dei cittadini – aggiunge Mangiaracina -. Avrei capito se la questione fosse limitata alle sigarette elettroniche. Così, però, si obbliga la gente a respirare nicotina che anche se è 20 volte inferiore a quella della sigaretta tradizionale, contiene comunque quantità di PM10 e PM2,5, come abbiamo potuto accertare anche con i nostri studi, condotti insieme con Federasma e l’associazione Pazienti BPCO. La ratio del divieto della cosiddetta Legge Sirchia continua a persistere. Con quel provvedimento l’Italia si è ritrovata nel 2003 alla guida della top ten europea nella lotta al tabagismo. Posizione che poi è calata anche per l’assenza di un fondo nazionale contro il tabagismo, che altre nazioni europee oggi hanno e noi no». Quella contro lo “svapamento” delle e-cig nei luoghi pubblici, secondo Mangiaracina, «è una norma che va ripristinata e noi ci mobiliteremo per questo»: «la qualità dell’aria è un problema da ridurre al massimo. Il gestore di un locale dovrebbe garantire oltre alla salubrità del cibo anche quella dell’aria». E anche se si trattasse solo di ”bolle di sapone”, «è comunque spiacevole doverle respirare sull’autobus o al ristorante», conclude.

Il disturbatore Gabriele Paolini arrestato per sfruttamento alla prostituzione

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E’ stato arrestato Gabriele Paolini, noto disturbatore tv, che spesso compare come “sfondo” nei  collegamenti dei telegiornali e altre trasmissioni. Paolini sarebbe coinvolto, secondo le accuse, di aver pagato ragazzi minorenni per fare sesso con loro. Durante le perquisizioni, i militari del nucleo investigativo di via In Selci hanno recuperato alcune foto dove il personaggio televisivo, sarebbe ritratto con minorenni mentre compie atti sessuali. Chiaramente le accuse sono ancora da provare, anche se alcune fonti giornalistiche, affermerebbero che ci sarebbero anche video che confermerebbero i reati contestati al disturbatore. Paolini, gay dichiarato, ha anche alcuni precedenti per molestie ed ha lavorato anche come attore nel cinema porno fino al 2006.Questa volta però le accuse a suo carico sarebbero ben più pesanti ed è per questo che il disturbatore è stato ascoltato dagli inquirenti per far luce sulla vicenda. Sotto analisi anche il computer che verrà passato al setaccio alla ricerca di qualsiasi elemento utile. Dopo la vicenda delle baby squillo di Roma nel quartiere dei Parioli, denominata “Ninfa” che nulla avrebbe a che vedere con le accuse invece volte al disturbatore tv, nella capitale è shock per un altro caso che vede coinvolti i minori in vicende di prostituzione. L’accusa per Paolini è anche di detenzione di materiale pedo-pornografico. Negli scatti sarebbero coinvolti un ragazzo di 14 anni e uno di 16.

Berlusconi vs Alfano: non si collabora con chi compie un omicidio politico

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Un’intervista che è una bufera quella rilasciata da Silvio Berlusconi all’Huffington Post e nella quale l’ex premier gela con risposte secche e perentorie le affermazioni che oggi aveva fatto Angelino Alfano in un’intervista a SkyTg24. Non ci sono più dubbi, il Cavaliere ha iniziato ad affilare le armi e manda segnali forti al vicepremier e ancora più forti all’esecutivo Letta. Ecco parte dell’intervista rilasciata da Berlusconi all’Huffington Post:

Presidente Berlusconi, non giriamoci attorno: Alfano dice che il governo andrà avanti anche dopo la decadenza. Come si porrà di fronte al voto di decadenza il prossimo 27 novembre?

Come mi pongo io? Piuttosto, voglio domandare a tutti i senatori come possono votare la mia estromissione dal Parlamento sulla base di una sentenza politica fondata sul nulla, una sentenza che ha contraddetto incredibilmente due altre sentenze della stessa Cassazione esattamente sugli stessi fatti. Sulla base di una simile sentenza si vuole far decadere il leader del centrodestra, applicando “retroattivamente” una legge costituzionalmente discutibile, calpestando lo Stato di diritto, la Costituzione e la Convenzione europea dei diritti dell’uomo. Lo si vuole fare violando da un lato l’obbligo imposto dalla legge europea di rivolgersi alla Corte europea di Strasburgo ove esistano dubbi sull’interpretazione delle norme stesse, dall’altro lato si vuole anche procedere con il voto “palese” e non con il voto “segreto” previsto dal Regolamento del Senato quando si tratta di un voto su una persona come è sempre stato a partire dal Codice Albertino.

Aggiungo: come può pretendere il Partito democratico che i nostri senatori e i nostri ministri continuino a collaborare con chi, violando le leggi, compie un omicidio politico, assassina politicamente il leader dei moderati? Gli italiani hanno capito che è a dir poco sospetta questa fretta di espellermi dalle istituzioni. Ma sarà un boomerang per la sinistra. Io resterò in campo, più forte e più convinto di prima.

Contro i nemici di sempre.

Rappresento da vent’anni l’ostacolo alla loro definitiva presa del potere. Pensavano di avermi eliminato nel ‘94, poi nel ’96, nel 2006 e infine nel 2011, ma non avevano fatto i conti con gli italiani.

Presidente, stavolta però oltre alla sinistra ci sono 22-23 senatori che hanno espresso dissenso in queste settimane. E sono pronti a sostenere il governo. Ha un messaggio per loro?

Credo sempre alla buona fede di tutti. E anche a loro dico: se si contraddicono i nostri elettori, non si va da nessuna parte. Anche Fini e altri ebbero due settimane di spazio sui giornali, ma poi è finita come è finita. Ripeto: è nel loro interesse ascoltare cosa dicono i nostri elettori, per non commettere errori che li segnerebbero per tutta la vita.

Fin qui la decadenza. Parliamo della legge di stabilità. Quale è la sua opinione?

Serviva uno choc positivo, una frustata che ci aiutasse a cogliere la ripresa. E invece sono venute fuori molte misure rinunciatarie, più la sorpresa inaccettabile del ritorno mimetizzato della tassa sulla prima casa, cosa per noi assolutamente insostenibile. Ma quello che è più grave è la non comprensione di ciò che accade nel Paese. Dalla pubblicità ai consumi di energia, dalle auto agli elettrodomestici, dell’abbigliamento fino ai consumi alimentari, tutto dimostra che c’è paura e depressione. Questa manovra va cambiata profondamente, come noi ci accingiamo a fare in Parlamento.

Che obiettivi si pone per il Consiglio nazionale?

Il Pdl è nato per riunire 21 formazioni del centro destra. Ha svolto la sua funzione, ma molte formazioni se ne sono andate o sono addirittura sparite. Inoltre nella comunicazione non veniva mai usato il nome intero fatto di due bellissime parole: popolo e libertà. L’acronimo Pdl o, peggio, “la Pdl” come dicono da Roma in giù, non comunicano alcuna emozione. E in più sentiamo forte l’esigenza, dopo quello del ’94, di un nuovo appello agli uomini e alle donne che amano la libertà e che vogliono restare liberi. Forza Italia è tutto questo, ed è sempre rimasta nel nostro cuore.

L’Inghilterra della crisi, costretta a spegnere la luce

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La paura c’è, si teme l’aumento del crimine e degli incidenti stradali, ma è anche insostenibile il costo dell’illuminazione pubblica in Inghilterra. Un paese in crisi che deve fare i conti tra sicurezza e risparmio. Così due terzi dei municipi inglesi hanno abbassato o spento le luci nelle strade sperando di contenere i costi. Il taglio riguarda 750 mila illuminazioni pubbliche. L’indagine pubblicata  dall’ex ministro all’Ambiente laburista, Hilary Benn,  e ripresa oggi dal Sunday Telegraph parla di 81 municipi su 122 intervistati che hanno affermato di aver dovuto effettuare tagli all’illuminazione.

5 feriti a Cassino nello scontro tra ambulanza e auto

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Non è ancora chiara  la dinamica dell’incidente che oggi ha visto coinvolti un’ambulanza e un auto. Lo scontro è avvenuto a Cassino nel Frusinate e sono rimasti feriti i 4 membri del mezzo di soccorso e il conducente della vettura. Tutti i feriti sono stati portati nel vicino ospedale di  Santa Scolastica.

I tifosi dell’Atalanta e gli striscioni per chiedere chiarezza

striscione-stamina-tifosi-atalanta-tuttacronacaSe siamo abituati a parlare di ultras in caso di scontri o di cori razzisti, oggi quelli dell’Atalanta, presenti allo stadio Atleti Azzurri d’Italia per sostenere la loro squadra contro il Bologna, hanno invece preso una posizione forte per quel che riguarda il metodo Stamina. I tifosi della Dea hanno così esposto uno striscione con scritto: “Pretendiamo Stamina! esigiamo chiarezza!” Come ricorda CalcioWeb, anche i sostenitori della Roma, in Curva Sud, hanno atuato un’iniziativa simile. Il richiamo è al ministro della salute Beatrice Lorenzin, su disposizione della quale sono stati bloccati i test sulla controversa procedura concepita da Davide Vannoni.

Musical mortale: esplosione durante le prove di 1789 Les Amants de la Bastille

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Terrore sul palco. Al Palasport di Parigi venerdì sera, durante le prove del musical più popolare del momento «1789 Les Amants de la Bastille», c’è stata un’esplosione accidentale di un congegno pirotecnico usato durante lo spettacolo. L’esplosione è costata la vita a una persona e ne ha ferite 14, di cui 4 versano in condizioni gravi. Il pubblico non era ancora entrato e a rimanere feriti sono stati quasi tutti i tecnici che lavoravano all’allestimento dello spettacolo. Lo scoppio è stato talmente devastante da far  crollare un tramezzo e una parte del soffitto.

Come racconta Il Messaggero:

L’inchiesta della scientifica dovrà stabilire le cause dell’esplosione, mentre ancora in serata gli artificieri accorsi sul posto con una decina di veicoli dei pompieri stanno mettendo in sicurezza gli altri congegni simili a quello esploso. Cinque persone ferite, in modo particolarmente grave, sono state evacuate e ricoverate in ospedale, un’altra decina lamenta danni più leggeri, soprattutto ai timpani investiti dal boato. «I muri hanno tremato» ha detto un testimone, confermando che nessuno degli spettatori era ancora entrato in platea. Ingente lo spiegamento di uomini (oltre un centinaio di pompieri) e mezzi, con il blocco della circolazione sui boulevard attorno al Palasport e all’area circostante, interamente transennata. Il ministro dell’Interno, Manuel Valls, si è recato immediatamente sul posto e per una mezz’ora è rimasto accanto al comandante dei pompieri che dirigeva le operazioni.

Un «messaggio di solidarietà» è arrivato dal ministro della Cultura, Aurelie Filippetti, a uno dei produttori dello show. «1789 Gli amanti della Bastiglia» è una commedia musicale prodotta da Dove Attia e Albert Cohen, ormai specialisti nel genere dopo i successi di «Re Sole» e «I dieci comandamenti». Il musical è andato in scena per la prima volta a Parigi nel 2012, poi ha percorso la Francia in una lunga tournèe. I protagonisti sono notissimi ai francesi: Caroline Rose, vincitrice della prima edizione del reality musicale tv «The Voice» e il comico Willy Rovelli. Alcune decine di spettatori che si erano già messi in fila per entrare, hanno fatto dietrofront e sono tornati a casa. Almeno per stasera, spettacolo cancellato.

Dan Cretu, l’artista che dona nuova vita a frutta e verdura

dan-cretu-tuttacronacaQuattro ore. E’ questo il tempo che si concede il fotografo Dan Cretu, che vive e lavora a Bucarest, in Romania, per fotografare le sue fantasiose sculture. L’artista le crea utilizzando tanto frutta e verdura quanto oggetti di uso comune a cui dona una nuova vita. Ecco allora che tutto può diventare un’orca, una bicicletta, un animale, perfino un fungo. Cretu aggiorna continuamente la sua collezione e ora ha deciso di mettere in vendita le stampe su Etsy.

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Valeria entra nella “Dolce Vita”, bagno a Fontana di Trevi

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Bagno a Fontana di Trevi per Valeria Marini. Nel pomeriggio di oggi durante il collegamento con Quelli che il calcio la Marini ha stupito i presenti entrando di colpo nella Fontana di Trevi. Sono accorse le forze dell’ordine mentre i turisti hanno alzato una ola indirizzata all’attrice che ovviamente rendeva omaggio a Fellini citando la celebre scena della Dolce vita.

Bimbo di sei anni addormentato in auto… mentre il padre fa un furto

bimbo-dorme-tuttacronacaE’ stato il Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Tolmezzo a trovare, nell’auto di due ladri che stavano inseguendo, un bimbo di sei anni che dormiva incurante di quanto stava accadendo. E’ accaduto in Carnia la scorsa notte. Il padre del piccolo, con un complice, si sono introdotti in un bar per compiere un furto, senza fare però i conti con l’allarme. Il titolare del locale, infatti, ha ricevuto la segnalazione che qualcuno aveva tentato di entrare dalla porta posteriore e subito è scattata la chiamata al 112. I carabinieri si sono precipitati sul posto e poi hanno rintracciato la Fiat Uno blu segnalata dall’esercete e, nei pressi di Tolmezzo (Udine), dove entrambi gli uomini, di 22 e 41 anni risiedono, sono riusciti a bloccare la vettura, scoprendo così il piccolo addormentato che è stato subito affidato alla madre. I due adulti sono stati arrestati con l’accusa di tentato furto aggravato in concorso.

Chi difende i pensionati?

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L’autunno caldo, o meglio l’inverno di fuoco. C’è chi in Italia ha iniziato a puntualizzare e a far venire al pettine i nodi, ma soprattutto le differenze tra pensioni d’oro e pensioni sudate, tra chi ha usufruito di scivoli e chi invece ha costruito anno dopo anno la propria pensione. Così Franco Abruzzo nominato presidente del “Movimento nazionale pensionati per l’Italia”, prova a chiarire il concetto:

Lo sport nazionale è quello di colpire i pensionati, che hanno costruito il loro reddito con il lavoro, mentre il Governo Letta/Alfano e il Pd afflitto da populismo e demagogia nulla dicono sullo Stato che riesce a incassare solo 69 miliardi dei 737 miliardi di tasse accertate e notificate.

L’ultima è di queste ore.

Aumenteranno benzina e gasolio perché lo Stato non è il grado neppure di farsi pagare dai bicazzieri legalizzati concessionari di slot machine il dovuto di multe su cui Enrico Letta e Fabrizio Saccomanni avevano già fatto lo sconto del 70%, accontentandosi di 233 milioni invece del miliardo e 165 milioni dovuti.

La cifra cui ha rinunciato lo Stato, oltre 900 milioni, in un colpo solo è ben superiore a qualsiasi contributo di solidarietà eppure i biscazzieri non sono contenti e vogliono lo sconto dell’80%.

Cosa fa Letta senza attributi? China la testa e sevizia i pensionati che non si sanno difendere. Altro che palle d’acciaio, qui siamo a canne al vento.

Invece serve una politica “MANETTARA” contro evasori, mafiosi e percettori di redditi clandestini, che succhiano ogni anno 500 miliardi di euro ai cittadini onesti. Gli espropri proletari sono una brutta pagina della cronaca italiana”.

Mentre il Tribunale di Palermo ha dichiarato non manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale del blocco della perequazione automatica delle pensioni superiori a tre volte il minimo Inps ordinando la immediata trasmissione degli atti alla Corte Costituzionale, il Governo Letta/Alfano e il Pd si apprestano a colpire le pensioni costruite con il lavoro con un prelievo bocciato dalla Corte costituzionale, mentre nulla decidono sul fronte della battaglia contro gli evasori/ladri, contro i mafiosi e contro i percettori di redditi clandestini, una miniera calcolata dalla Banca d’Italia in almeno 500 miliardi di euro.

Il Governo e i gruppi parlamentari nulla hanno previsto sul fronte repressivo contro chi ruba al Popolo italiano. L’ultimo scandalo romano dell’Atac e il contemporaneo aumento del costo delle pensioni della casta suggeriscono una politica altamente repressiva. Servono una politica “MANETTARA” contro chi succhia miliardi di euro ai cittadini onesti e una politica di scelte concrete e di immediata efficacia in direzione del potenziamento al cubo delle attività della Direzione delle entrate, della Guardia di Finanza, dei Carabinieri e della Polizia di Stato. I gruppi parlamentari non dicono nulla sullo Stato che riesce a incassare solo 69 miliardi dei 737 miliardi di tasse accertate e notificate”.

La Corte costituzionale, con la sentenza 116/2013, ha cancellato i tagli alle pensioni sopra i 90 mila euro, perché la normativa rappresentava “un intervento impositivo irragionevole e discriminatorio ai danni di una sola categoria di cittadini (i pensionati)”. In sostanza se lo Stato ha bisogno DI RISORSE ECONOMICHE devono pagare tutti, pensionati e lavoratori attivi.

Non è più possibile mettere sotto torchio soltanto i pensionati. L’assunto è semplice e chiaro. E’ una perdita di tempo, quindi, discutere su quali e quanti tagli effettuare in danno dei pensionati. Lo Stato deve scegliere gli obiettivi per far cassa utilizzando soprattutto l’arma della confisca in tempi rapidissimi. Qualcuno dovrebbe sottolineare al Governo Letta/Alfano e al Pd:

a) che l’uguaglianza di trattamento è un valore costituzionale fondamentale tra cittadini in quiescenza e cittadini in attività;

b) che LO STATO PUO’ RECUPERARE I QUATTRINI UTILI AL RILANCIO DELL’OCCUPAZIONE E DELLO SVILUPPO COLPENDO LE MAFIE E I LADRI (=EVASORI).

I signori parlamentari del Pd non HANNO DISTINTO LE pensioni costruite con il lavoro da quelle frutto di leggi e leggine ad personas. Sparare sul mucchio è molto facile, ma non è equilibrato e giusto. Gli espropri proletari sono una brutta pagina della cronaca italiana.

Anna Oxa cade in diretta: il Codacons si scaglia contro la Carlucci

Caviglia-Anna-Oxa-tuttacronacaEra tornata ad esibirsi sul palco di Ballando con le stelle, nonostante le polemiche della settimana prcedente, Anna Oxa, infortunatasi durante l’esibizione. Caduta a terra, la cantante è stata seguita da vicino dalle telecamere con Milly Carlucci che, in nome delle trasparenza, dirigeva le operazioni d’intervento in diretta fino a quando l’artista non è stata trasportata fuori in barella. In molti hanno pensato che la scelta di conduzione fosse dettata da una necessità di veridicità, ma diverse persone hanno piuttosto riconosciuto in tutto questo una sorte di strategia pro-audience, anche considerando che la trasmissione era in contemporanea alla finale di Italia’s Got Talent. Chi non ha gradito il proseguimento della diretta è stato il Codacons, che ha diramato attraverso il sito ufficiale un breve comunicato stampa:

Come noto ai molti telespettatori che hanno seguito il programma, l’esibizione della concorrente Anna Oxa è stata caratterizzata da uno spiacevole infortunio per la cantante, che a seguito un movimento sbagliato si è accasciata a terra dolorante. Subito è stato chiesto l’intervento del personale medico in studio ma il programma, anziché mandare la pubblicità come generalmente avviene in simili situazioni, ha proseguito la diretta seguendo passo passo le fasi dei soccorsi.

Ha quindi aggiunto:

Così le telecamere hanno indugiato per lunghissimi minuti sulla Oxa a terra e sulle espressioni di dolore della cantante, mostrando ai telespettatori uno spettacolo poco gradevole e decisamente inopportuno. La conduttrice avrebbe dovuto subito interrompere la diretta chiedendo alla regia di mandare in onda la pubblicità, per rispetto della concorrente ma soprattutto degli utenti che da casa seguivano la trasmissione. Al contrario l’insistenza delle telecamere su Anna Oxa a terra e sul suo dolore potrebbe sembrare finalizzata ad aumentare l’audience del programma, sfruttando una situazione di emergenza e di sofferenza di cui la tv italiana avrebbe fatto volentieri a meno.

La protesta shock: s’inchioda a terra i testicoli!

Piotr-Pavlenski-tuttacronacaPiotr Pavlenski, pittore russo noto per le sue azioni di protesta, è stato ricoverato questa domenica dopo aver inchiodato, utilizzando un martello, i suoi testicoli al selciato della Piazza Rossa di Mosca in segno di protesta, contro il Cremlino nel giorno in cui si celebra il Giorno della Polizia in Russia. Pavlenski è restato nudo e “fissato al suolo” per oltre un’ora osservando le sue parte intime definendo questa sua protesta, intitolata Fixing, “metafora dell’apatia, dell’indifferenza politica e del fataliamo dell’attuale società russa”. Il manifesto del pittore spiega che “Non è l’arbitrarietà dei potenti a privare la società della sua capacità di agire, ma il restare fermi ad osservere le sconfitte e le perdite che inchioda con sempre maggiore forza il Cremlino alle pietre , trasformando le persone in statue che aspettano rassegnate il loro destino “. Dopo un’ora e mezza dall’inizio della sua protesta, l’artista è stato trasportato in un ospedale della capitale, anche se una fonte delle forze dell’ordine ha già riferito all’agenzia RIA-Nóvosti che, una volta ricevute le cure, verrà preso in custodia dalla polizia. Il poliziotto ha descritto l’azione di Pavlenski come qualcosa “normale per un malato psichico”. Il pittore, a sua volta, crede che “la società, ora che il potere ha convertito il Paese in un grande carcere, permette l’arbitrarietà e, dimenticando la sua superiorità numerica, con il suo non-agire avvicina il trionfo di uno Stato di Polizia”. Non è la prima volta che l’artista di San Pietroburgo agisce sul suo corpo per esprimere la propria protesta contro il governo di Vladimir Putin. Lo scorso 3 maggio era rimasto completamente nudo, avvolto unicamente da filo spinato, di fronte al palazzo dell’Assemblea legislativa di Pietroburgo Assemblea. In quell’occasione “l’opera” si chiamava “Corpo” e simboleggiava “l’esistenza umana in un contesto di repressione legale, quando il minimo movimento provoca una dura reazione del sistema giuridico, che s’inchioda nel corpo dell’individuo”.

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Delusione d’amore, a 16 anni s’impicca

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Un biglietto e poi il gesto estremo dopo una delusione d’amore che un ragazzo di 16 anni ha saputo superare. Secondo le prime informazioni il ragazzo si sarebbe impiccato nella sua stanza, in un’abitazione di Pescara.

Il GOCE solcherà i nostri cieli, ma niente frammenti sull’Italia

goce-tuttacronacaNuovo aggiornamento dell’Agenzia Spaziale Italiana sul rientro incontrollato del GOCE nel quale si esclude un eventuale impatto dei frammenti del satellite sul territorio italiano. Stando a quanto riportato, il satellite si trova ad un’altitudine di circa 147 km e scende a una velocità di più di 1 km all’ora. Sono in costante aumento le temperature della parte anteriore del veicolo spaziale mentre per quel che riguarda l’orientamento è come dovrebbe essere, con il sistema di controllo dell’assetto che continua a funzionare regolarmente. Heiner Klinkard, responsabile dell’ufficio dell’Esa che si occupa di detriti spaziali, è inutile lasciarsi prendere dal panico ”è 250.000 volte più probabile vincere nella Lotteria tedesca” che essere colpiti da un eventuale detrito del satellite GOCE. La finestra in cui il satellite solcherà i nostri cieli, restano dalle 19.44 alle 20.24 di domenica sui territori di Valle d’Aosta, Piemonte, Liguria e Sardegna; dalle 7.48 alle 8.28 di lunedì 11 novembre.

Per Letta c’è tempo… rinvia i giudizi! L’Italia nel frattempo deve sopravvivere?

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Per Letta c’è tempo! Il Premier chiede di essere giudicato alla fine del 2014 quando abbasserà le tasse, diminuirà il debito pubblico, probabilmente il tasso di disoccupazione sarà negativo e anche gli uccellini torneranno a cinguettare all’unisono. Un mondo perfetto, dove i migranti saranno integrati, il Pil sarà alle stelle e la Germania sarà costretta a comprare i Btp? Per il momento questo è però nei sogni di Enrico Letta che invece ha una realtà fatta di un muro alla finanziaria composto da 3093 emendamenti, con il Pil in caduta, il tasso di disoccupazione crescente, la cassa integrazione che le regioni non riescono a pagare…

“Alla fine del 2014 si vedrà la crescita, giudicatemi allora” e poi aggiunge: “Dalla crisi si esce solo passo passo […]. C’è un’unica possibilità, cioè andare avanti”, spiega il premier ricorrendo alla metafora per antonomasia. “Stiamo facendo la trasvolata dell’Atlantico e già si vedono i grattacieli di Manhattan”. L’atterraggio – prosegue – è previsto “per la fine del 2014, con le tasse che scendono, la crescita che c’è e i primi segnali dalla lotta alla disoccupazione”. È allora – rilancia Letta – che mi si potrà giudicare.

Quanto all’Imu – afferma il premier – “abbiamo mantenuto gli impegni presi”. “Le coperture saranno trovate e indicate nei prossimi giorni. L’obiettivo è però quello di non ricominciare a fare debiti. Non ho alcuna intenzione di essere meno che rigoroso a riguardo”.

Le Regioni hanno finito i soldi per la Cig, il sistema è al collasso?

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Si sono rotti gli equilibri e ora sembra una grande corsa nel baratro dei conti in rosso. Tutto ha avuto inizio con un gruppo di lavoratori cassaintegrati a Catanzaro che hanno chiesto di vedere un documento: cioè l’attestato che esistono i fondi per pagare gli ammortizzatori sociali. I funzionari prendono tempo e i lavoratori in cassa integrazione bloccano una delle arterie più importanti della città. Ma Anche a Cosenza si sparge la voce e i cassaintegrati salgono sul tetto del palazzo dell’Inps e minacciano suicidi se i sussidi non venissero pagati. il problema di fondo esiste poiché sono circa 20 mila i lavoratori in mobilità o in cassa integrazione che attendono da 9 mesi i sussidi già autorizzati. Ma se il sud piange il nord non ride . Centinaia di migliaia di famiglie sono senza redditi anche se avrebbero diritto alla forma “eccezionale” ( che ormai è divenuta una norma, come succede spesso in Italia) di sussidio. La verità è una: la cassa integrazione è al collasso, le Regioni hanno finito i soldi e sono sempre più le aziende che mettono in mobilità i propri dipendenti. Il sistema non regge più.

Come spiega La Repubblica:

Dal distretto del tessile a Como, al commercio nel Lazio, fino all’edilizia in Campania o in Sicilia, sono probabilmente circa 350 mila i lavoratori che subiscono forti ritardi nel versamento degli ammortizzatori in deroga. La stima è di Guglielmo Loy, segretario confederale della Uil, ma il “probabilmente” su di essa è d’obbligo. Il caos su autorizzazioni, versamenti e fabbisogno finanziario sulla Cig in deroga è tale che né l’Inps (che paga) né il ministero del Lavoro (che regola) hanno il quadro completo della situazione. Non si sa quante persone messe fuori dalle imprese non percepiscono più anche solo i soldi per comprare gli alimenti di base. La sola certezza è che centinaia di migliaia di lavoratori sono lasciati per mesi in un limbo, dopo che era stato garantito loro che potevano contare sugli ammortizzatori sociali. Solo in questi giorni, benché se ne parli da giugno, il governo ha sbloccato 500 milioni per accelerare i pagamenti degli arretrati. Si aggiungono poi 287 milioni dirottati in extremis dai fondi europei per contribuire alla cassa in deroga in Calabria, Campania, Puglia e Sicilia. Saranno usati nei prossimi giorni per saldare alcune delle mensilità arretrate. Ma secondo stime (informali) del ministero del Lavoro, solo sul 2013 resta comunque un buco di 330 milioni. In questa fase il costo complessivo della Cig in deroga, secondo stime (ancora una volta, informali) del ministero del Lavoro, è di tre miliardi l’anno. Non è poco, se si considera che viene finanziata dalla fiscalità generale e non dai versamenti delle imprese presso l’Inps. Questo strumento di emergenza era nato con l’inizio della recessione per le esigenze di piccole aziende di ogni tipo: edilizia, artigiani, negozi, studi di notai o di avvocati. Imprese non hanno mai dovuto versare contributi all’Inps per la cassa integrazione. A titolo di confronto, nel 2012 le medie e grandi imprese industriali hanno versato 3,6 miliardi per gli ammortizzatori e hanno usato Cig ordinaria e straordinaria per 5,2 miliardi. Per loro il fabbisogno da coprire è dunque di circa la metà rispetto alle piccole imprese.

Ma non è solo la carenza di risorse a provocare quel dramma sociale silenzioso che è il collasso della Cig in deroga. Non era inevitabile che finisse così. A complicare tutto contribuiscono le scelte delle regioni, le incongruenze legali di questo strumento e l’insistenza dei sindacati a usarlo a dispetto delle disfunzioni che comporta.

[…] Da metà 2012 però i fondi delle regioni sono finiti e lo Stato centrale si è fatto carico della Cig in deroga per intero. Si è giunti dunque a un paradosso: un’amministrazione regionale autorizza una gran quantità di spesa pubblica alla quale deve far fronte un’altra amministrazione. Chi decide, sa che poi non dovrà pagare, magari alzando le imposte sui propri elettori. Non è dunque un caso se questo meccanismo di deresponsabilizzazione ha fatto esplodere il ricorso alla Cig in deroga. Hanno poi contribuito anche i sindacati, che su questo strumento hanno un potere vincolante: gli ammortizzatori non scattano se il sindacato non firma. Qua e là, di rado, ciò ha prodotto richieste di favori e tangenti per dare via libera alla cassa. Casi, sembrerebbe, sporadici. Ma anche agendo nelle regole, i sindacati tendono a prediligere questo strumento perché conferisce loro un ruolo
centrale. Formalmente la cassa integrazione è un reddito transitorio in attesa che la crisi passi e il lavoratore rientri in azienda. Nella pratica, con la Cig in deroga, diventa sempre meno così: il lavoratore non rientra quasi mai. Se i sindacati e le imprese accettassero la realtà del licenziamento, chi perde il posto avrebbe almeno diritto al sussidio di disoccupazione per 12 o 18 mesi: quello sarebbe sicuro e puntuale, perché coperto da automatismi di legge. Invece si preferisce continuare a fingere che certi posti non siano persi per sempre, a costo di lasciare gli addetti senza ammortizzatori sociali per mesi.

22enne in coma dopo aver partecipato a un rave party

rave-party-tuttacronacaSi è concluso nel peggiore dei modi un rave party che si è svolto la scorsa notte in una cascina di Trigolo, nel Cremonese, per uno dei suoi partecipanti. Un 22enne di Cornaredo, nel Milanese, è infatti stato trasportato, privo di conoscenza, al Pronto Soccorso dell’ospedale di Cremona, dove ora si trova in coma, si pensa a causa di un’overdose di stupefacenti. Il rave party ha avuto luogo su un terreno ad uso agricolo di proprietà di un’azienda agricola dove un 23enne di Bergamo ha aperto un agriturismo. Sull’accaduto indagano i carabinieri mentre la Procura ha aperto un’inchiesta per accertare le cause del coma e la legittimità del raduno.

Anche il Sassuolo riesce a rallentare la Roma! 1-1 all’Olimpico!

roma-sassuolo-tuttacronacaAllo Stadio Olimpico arrivano i neroverdi che, dopo la batosta contro l’Inter, sono riusciti a racimolare ben 9 punti in 7 giornate riuscendo anche a pareggiare contro il Napoli. La neopromossa alla prima esperienza in A si trova ad affrontare la capolista che cerca la sesta vittoria in altrettante partite in casa e che mira ad allungare lo scarto sulle inseguitrici impegnate questa sera in uno scontro diretto. Per il Sassuolo è la prima volta all’Olimpico: bisognerà vedere se gli uomini di Di Francesco si faranno intimidire o esaltare dalla Capitale. La Roma passa in vantaggio al 19′ ma deve ringraziale Longhi per il suo autogol: passaggio filtrante di Ljajic per Florenzi che calcia di prima, Pegolo compie un’ottima parata a terra ma la palla carambola sui piedi di Longhi che mette la sfera nella porta sbagliata. 1-0!

Non ha brillato la squadra di Garcia nei primi 45′ e deve ringraziare un errore avversario per il gol del vantaggio. Nonostante questo, gli 11 giallorossi hanno fatto girare bene palla e son riusciti a non far avvicinare gli avversari alla propria area.

Nella ripresa riesce a costruire abbastanza la Roma che però deve fare i conti con Pegolo in stato di grazia. I giallorossi vincono una partita che li ha visti protagonisti nel secondo tempo ma che va ricordata anche per il bel gioco del Sassuolo, che al quarto minuto di recupero riesce a rimettere in ordine i pezzi: cross di Kurtic sul quale arriva Acerbi sul secondo palo che rimette in mezzo. Intervento ai limiti del rigore di Bradley su Floro Flores. La palla finisce sui piedi di Berardi che scarica in porta un potente sinistro su cui De Sanctis non può nulla. A un minuto dal termine, pareggia il Sassuolo! 1-1!

L’ex Cenerentola del campionato rallenta la Roma e offre un’occasione imperdibile per Juve e Napoli che si sfideranno nel posticipo!

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Termina in parità tra Parma e Lazio: 1-1

parma-lazio-tuttacronacaGli uomini di Petkovic arrivano all’Ennio Tardini dopo aver raggranellato appena due punti in cinque trasferte mentre la squadra di Donadoni ha totalizzato 10 dei suoi 12 punti tra le mura amiche. Nel primo tempo, è la Lazio a pressare senza sosta. Non trova spazio di azione il Parma che riesce comunque a difendere la sua area per tutti i primi 45′ minuti. Nuovo slancio arriva alla ripresa quando, dopo solo 5′ di gioco, arriva il vantaggio laziale: Candreva recupera palla nella sua metà campo e, al termine di una cavalcata lunghissima, serve Keita che stende un giocatore, dribbla anche Mirante e deposita in porta. 0-1! Il Parma non ci sta comunque a soccombere e parte subito al contrattacco creando fin dai minuti successivi delle palle gol. E la risposta non tarda molto ad arrivare: al 19′ Sansone su calcio d’angolo batte forte sul primo palo, Lucarelli taglia dentro anticipando tutti e colpisce di testa a botta sicura. 1-1!

Vittoria in casa per il Cagliari: 2-1 contro il Torino

cagliari-torino-tuttacronacaAl Sant’Elia si affrontano Cagliari e Torino con i sardi che, dopo un buon avvio di stagione, sono incappati in tre sconfitte nelle ultime tre gare e stanno scivolando verso il fondo della classifica. All’opposto, i granata sono galvanizzati dal pareggio contro quella che sembrava l’inviolabile Roma di Garcia: gli 11 di Ventura arrivano quindi sull’isola con una buona carica positiva. In un primo tempo equilibrato, riescono ad aver la meglio, al 40′, i padroni di casa. Ibarbo prova la fuga sulla fascia destra ma trova Moretti che lo strattona platealmente: ammonizione per il granata e calcio di punizione per i sardi battuto da Conti dal limite dell’area. Trova un Padelli incerto e la palla s’insacca. 1-0! In precedenza poche conclusioni pericolose. Eriksson e Ibarbo per i padroni di casa, Immobile e Cerci per gli ospiti. Tutti hanno dovuto fare i conti con i difensori sempre pronti. Il pareggio dei granata arriva al 7′ della ripresa, quando El Kaddouri trova Immobile in area, Rossettini non riesce a chiudere e il diagonale sinistro dell’attaccante non lascia scampo ad Avramov. 1-1! Nonostante sembrasse che non avesse più energie da mettere in campo, il Cagliari riesce a riportarsi in vantaggio al 43′: Conti riceve palla da Cossu su punizione e scaglia una sassata da quasi 30 metri. 2-1!

Vittoria al limite per l’Atalanta: 2-1 contro il Bologna!

atalanta-tuttacronacaAll’Atleti Azzurri d’Italia si sfidano due squadre che non riescono a trovare una loro dimensione in questo campionato. La cosa sembrava riuscita ai ragazzi di Colantuono, in grado di raggiungere il 7mo posto nell’ottava giornata, ma ora in calo e alla ricerca di tre punti fondamentali. Discorso opposto i rossoblu che sono imbattuti da tre gare e da altrettante non subiscono reti. Non regalano emozioni le due squadre nei primi 45′, entrambe interessate più a non subire che a realizzare proponendo azioni in fase offensiva. Unici due giocatori in campo degni di nota, uno per squadra, sono stati Cigarini e Diamanti: hanno tentato,senza fortuna, di creare qualche pericolo alle retroguardie. Al 29′ della ripresa riesce a passare in vantaggio l’Atalanta grazie a Brivio che trova spazio sulla sinistra e prova a calciare, la sfera passa tra le gambe di un avversario e supera un tutt’altro che impeccabile Curci. 1-0! Dopo appena due minuti il Bologna agguanta il pareggio: Diamanti crossa dalla destra per Cristaldo che di testa centra la traversa, la sfera termina a Bianchi che a porta vuota di testa non può sbagliare. 1-1! Al terzo di recupero riesce a segnare il gol della vittoria l’Atalanta: Livaja salta un uomo al limite dell’area e calcia: il tiro è forte ma centrale ma riesce comunque a beffare Curci che non trova il modo di respingerlo: 2-1 dell’Atalanta a due minuti dal termine dell’incontro!

Non riesce a sbloccarsi il Milan: 0-0 contro il Chievo

chievo-milan-tuttacronacaAl Marc’Antonio Bentegodi va in scena un match il cui finale non è scontato dopo che i clivensi hanno interrotto un’astinenza di punti che durava dalla quarta giornata pareggiando a Bologna, ma continuano a stazionare sul fondo della classifica. Da parte loro, i rossoneri sono in piena crisi sia in campionato che a livello societario e devono tentare di ritrovarsi in campo. Il primo tempo rientra nella categoria di quelli da dimenticare: le squadre non hanno creato azioni temendo di scoprirsi, sono così venute a mancare le occasioni eccettuata una per Estigarribia che però ha trovato Abbiati pronto a difendere il suo specchio. Più attivo nella ripresa il Milan che riesce a creare qualche buona azione ma non trova il modo di realizzare. A pochi minuti dal triplo fischio, i rossoneri restano in 10: espulso Montolivo per doppia ammonizione. Al 46′ stessa sorte per Pellissier. Il Chievo è stato quasi assente nella seconda parte del match, ma è riuscito comunque a chiudere bene gli spazi in difesa nelle poche sortite milaniste. Nulla da fare per i rossoneri che non trovano il modo di rimettersi in corsa e vedono le squadre al vertice incrementare il loro vantaggio.

Ghiaccio di sangue, si spara a New York, sulla pista appena inaugurata

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Erano le undici di sera di un tranquillo sabato newyorchese con una folla di giovani che stava pattinando sulla pista di ghiaccio pubblica appena inaugurata alla 42esima strada nel cuore di Manhattan, vicino alla Bryant Library, la Biblioteca Comunale, fra la Quinta e la Sesta Avenue… all’improvviso lo sparo e la gente che, pattini ai piedi scappa per il giardino che si estende alle spalle della biblioteca. La polizia e i paramedici immediatamente accorsi, confermano due feriti. Nessuno dei due rischia la vita, ma un ragazzino di 14 anni ferito alla schiena potrebbe rimanere paralizzato.

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Il luogo dove è avvenuta la sparatoria è il cuore pulsante di New York.  Ieri sera, nel ristorante che si affaccia vicino alla pista si stava tenendo il banchetto di un matrimonio.  Un testimone ha detto di aver visto lo sparatore, un giovane di colore con treccine, che ha guardato a lungo in mezzo alla folla prima di tirare fuori una pistola e sparare. Si ritiene che  alla base del gesto criminale ci sia stata una litigata fra lo sparatore e uno dei giovani che pattinavano. Comunque il killer  ancora non è stato acciuffato. Come non è stato acciuffato neanche il killer che nelle stesse ore ha sparato a Houston a una festa di compleanno. 

Sparatoria a Houston, festa di compleanno finisce in tragedia!

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2 morti e 22 feriti questo il pesante bilancio della festa di 18 anni finita in tragedia a Cypress, sobborgo di Houston, in Texas, dove la polizia sta cercando due sospettati. Un uomo e una donna sono morti mentre altri sono stati raggiunti da colpi d’arma da fuoco. Al momento della sparatoria nell’abitazione d’erano un centinaio di perone, in prevalenza giovani di 20 anni che stavano festeggiando un compleanno di 18 anni. Alcuni feriti, di età compresa tra i 17 e i 20 anni, sono stati colpiti alle caviglie, altri alle anche. Qualcuno è scappato saltando fuori dalla finestra. Si ritiene che la lite sia scoppiata a causa di futili motivi, probabilmente anche a causa dei fiumi di alcol che potrebbero aver animato la festa. Nelle stesse ore si è sparato anche a New York su una pista di ghiaccio. 

Rotonda contromano: perdono la vita tre giovani

incidente-stradale-tuttacronacaSi trovava alla guida della sua Audi A3 un veronese che, stando alla ricostruzione degli investigatori, avrebbe affrontato in modo errato una rotatoria ad Arcole, nel Veronese, piombando addosso a un Volkswagen Golf con a bordo cinque ragazzi, che rientravano dopo una serata fuori. Tra i giovani, in tre, tra i 18 e i 20 anni, hanno perso la vita nello scontro mentre gli altri due, entrambi minorenni residenti a Zimella e Cologna Veneta, sono rimasti feriti e sono stati portati all’ospedale di Borgo Trento, a Verona. Non è ancora stata sciolta la prognosi. L’uomo che viaggiava sull’altra autovettura e che ha causato l’incidente è invece rimasto illeso ed è stato sottoposto ai test per accertare l’eventuale assunzione di alcol o sostanze stupefacenti, ma l’esito non è ancora noto.

Tra Salernitana e Nocerina vincono gli Ultras!

salernitana,nocerina,tuttacronaca

Sono bastati 20 minuti e poi il derby Salernitana-Nocerina di Lega Pro, iniziata con 30 minuti di ritardo, a causa delle minacce subite dalla squadra ospite, è stato interrotto. La polemica era stata alimentata dopo che ai tifosi era stato vietato di accedere allo stadio per motivi di ordine pubblico.

Come riporta il Fatto Quotidiano, alla fine i tifosi l’hanno avuta vinta: dopo che l’allenatore della Nocerina ha effettuato tutte e tre le sostituzioni e che cinque calciatori hanno simulato infortuni, l’arbitro ha dovuto sospendere la partita per l’inferiorità numerica. Alla base delle minacce subite dai calciatori di Nocera, la contestazione nei confronti della decisione presa dal Comitato sicurezza del Viminale di far disputare la gara di Lega pro prima divisione girone B senza la tifoseria ospite, a causa dei pessimi rapporti con quella di casa.  La Salernitana ora dovrebbe ottenere la vittoria a tavolino per 3-0. Ma i circa tremila tifosi della Salernitana si sono infuriati, chiedendo la restituzione dei soldi spesi per il biglietto.

Un andamento di una gara davvero anomalo che ha lasciato davvero l’amaro in bocca: “Una brutta pagina di sport – ha commentato il questore De Jesu -. La società rossonera era intenzionata a disputare la partita mentre erano proprio i giocatori che si rifiutavano di scendere sul terreno di gioco. Nel frattempo, abbiamo acquisito filmati e testimonianze di quanto accaduto (le minacce alla squadra, ndr) e avvieremo le opportune indagini”.

“Sono qui solo per comunicare che tutti i dirigenti della Nocerina calcio sono dimissionari. E confermo il silenzio stampa di tutti i tesserati”. Così il direttore sportivo della NocerinaLuigi Pavarese, nella sala stampa dello stadio Arechi. Ad una domanda dei giornalisti sui cinque calciatori infortunati in 20 minuti, Pavarese ha risposto: “I ragazzi sono andati in campo senza effettuare alcun riscaldamento, da qui gli infortuni”.

 

Fritto misto nel Pdl? Governo, decadenza e premiership

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Sul tavolo l’accordo si potrebbe ancora raggiungere. Un fritto misto che davvero è difficile da digerire, ma che Alfano prova a servire al Cavaliere: il sostegno del governo anche dopo la decadenza e in cambio la premiership del partito. Alfano lo afferma durante l’intervista di Maria Latella su SkyTg 24, dove ha aggiunto: «Noi chiederemo a Berlusconi di continuare a sostenere questo governo». «Quelli che dicono andiamo a votare subito» sostengono «andiamo a votare senza candidato», visto che Berlusconi «potrebbe fare campagna elettorale, ma non guidare il governo». Lo afferma Angelino Alfano, su SkyTg 24, aggiungendo: «Speriamo possa esser al prossimo giro il nostro candidato» e poi ha aggiunto «Noi non abbiamo nessuna idea di fare cose nuove perchè noi stiamo lavorando per l’unità» del partito.   Il vicepremier ha aggiunto comunque che «il grande insegnamento di Silvio Berlusconi è la costruzione di un nuovo centrodestra» ed è a questo modello che dobbiamo guardare. Ma la richiesta di Alfano sembra anche essere un’altra, superare la Grazia, facendo diventare Berlusconi senatore a vita, anche se al momento sembra difficile non essendoci posti disponibili: “Noi abbiamo un leader che dovrebbe fare il senatore a vita per la sua carriera di imprenditore, come uomo di sport e per aver governato l’Italia”, ha detto il vicepremier.

Angelino Alfano respinge al mittente anche la paura del metodo Boffo: “Non ho nessuna paura, il metodo Boffo lo mettiamo in conto”, osserva il il ministro dell’Interno e poi aggiunge: “se noi dissentiremo ne saremo vittime”. E poi torna sull’annosa vicenda delle spiagge e della privatizzazione: “Noi non vogliamo vendere le nostre spiagge meravigliose, se noi permettessimo a chi ha concessioni di pagarle, non toglieremmo nulla ai privati, ma dando a loro la proprietà del bene stimoliamo la loro voglia di migliorarle sempre più”, ha aggiunto Alfano. “Io spero che il Pd si renda conto che non vogliamo vendere il bagnasciuga, ma far pagare la concessione per poi diminuire le tasse”.

Simona Riso fu violentata a 9 anni? Non fu creduta? Suicidio?

simona-riso-tuttacronacaNonostante la famiglia e in particolare il fratello non voglia smettere di credere che Simona Riso sia stata vittima di un omicidio, pian piano stanno però affiorando tragiche supposizioni che se dovessero essere accertate porterebbero a verità diverse da quelle prospettate in una prima analisi. Ritorna alla ribalta, anche se più volte smentita sempre dal fratello Nicola, una presunta violenza che Simona avrebbe subito a 9 anni alla quale però non seguì una denuncia. Probabilmente la bambina non fu creduta o forse non si voleva approfondire la vicenda. Le ipotesi su cui ora, secondo La Repubblica, la procura si sta muovendo sono quindi su più fronti. Se da una parte si continua a parlare di omicidio volontario, dall’altra invece si ritiene che si possa essere trattato di una caduta: accidentale o volontaria questo è ancora tutto un capitolo da scoprire. Al momento sembrerebbe invece accertato che la ragazza su quel terrazzo ci saliva spesso e lì trascorreva da sola molte ore.

Ecco i dettagli su Repubblica:

Malgrado la famiglia respinga con violenza l’ipotesi di un gesto estremo, denunciando l’esistenza di un killer che ha voluto la morte di Simona, qualcosa nel passato della ragazza è stato determinante quella mattina. La violenza sessuale che ha subìto quando aveva nove anni e a cui nessuno ha mai creduto? Chi conosceva le abitudini di questa ragazza dall’aspetto esile e con una fragilità emotiva tanto evidente — come evidente era l’uso di psicofarmaci antidepressivi e contro la schizofrenia di cui faceva uso — ha dichiarato che quel terrazzo all’ultimo piano del condominio era il rifugio dove la ragazza passava ore da sola.

E allora l’esito dell’esame tossicologico sarà prezioso per indicare se la receptionist calabrese avesse smesso di prendere quei farmaci all’improvviso. Perché se così fosse ci sarebbe un collegamento diretto col suo gesto estremo: quel tipo di farmaci va sospeso con gradualità, altrimenti la sintomatologia per cui erano stati prescritti torna con violenza nei pazienti affetti da patologie depressive o schizofreniche. Al momento il fascicolo, coordinato dal procuratore aggiunto Pier Filippo Laviani, resta aperto per omicidio ma non è escluso che nell’ambito dello stesso procedimento si possano avviare approfondimenti sulla presunta violenza sessuale subita dalla giovane.

Aspettando le 20.45: le probabili formazioni di Juve e Napoli

Juventus-napoli-tuttacronacaCon Chiellini infortunato  e Caceres in ritiro con l’Uruguay per lo spareggio mondiale contro la Giordania, in vista del posticipo della 12a giornata di campionato che vedrà i suoi uomini sfidare il Napoli, Conte rispolvera il 3-5-2 e manda in campo Buffon supportato dai tre difensori Barzagli, Bonucci e  Ogbonna. Isla e Asamoah presidieranno le fasce mentre a centrocampo arriva Pogba assieme a Pirlo e Vidal. Dopo la bella prova in Champions, il ct bianconero torna a dare fiducia a Llorente che dovrebbe far coppia fin dal primo momento con Tevez. Anche il Napoli è fresco delle fatiche europee ma, come gli avversari, pronto a dare il tutto per tutto. Mister Benitez schiera un 4-2-3-1 con Reina tra i pali e in difesa Albiol e Fernandez supportati dagli estrni Maggio e Armero. E se Higuain è la punta, alle sue spalle si riconferma il trio micidiale composto da Callejon, Hamsik e Mertens.

Aggredito parroco di Montalto, era con una prostituta. Vittima di un tranello

Rolando Marcelo Lopresti-tuttacronaca

Marcelo Lopresti, il parroco di Montalto di Castro aggredito giovedì notte in Argentina, secondo una prima ricostruzione, sarebbe stato vittima di una tentata rapina.  La polizia avrebbe comunque accertato che tra il sacerdote e la donna non vi è stato alcun approccio sessuale. Piuttosto, l’ipotesi riportata dal quotidiano locale, La Capital, è che Lopresti sia stato vittima di un tranello a scopo di rapina tra la prostituta – che aveva chiesto un passaggio in strada per un malore – e i banditi. Il prete, infatti, è stato raggiunto da un colpo d’arma da fuoco all’addome durante la tentata rapina nella città di Mendoza dove era in vacanza dalla famiglia.  Trasportato al Central Hospital è stato poi sottoposto ad un intervento chirurgico. Ora è fuori pericolo di vita e si trova ancora ricoverato in reparto. Il magistrato che si sta occupando del caso non avrebbe ancora raccolto le dichiarazioni di Lopresti, dal momento che i medici hanno ritenuto necessario attendere qualche giorno in più di convalescenza.
A Montalto la notizia dell’aggressione è stata un fulmine a ciel sereno. La comunità è rimasta sconvolta per quanto accaduto. Marcelo Lopresti è da circa un anno che svolge il sacerdozio nella cittadina castrense. Dal viaggio in Argentina dove era andato a trovare la famiglia, sarebbe dovuto rientrare martedì.

 

Festa al Ferraris: il Genoa batte l’Hellas Verona 2-0

genoa-verona-tuttacronacaIl lunch match della 12a giornata di campionato vede in campo al Luigi Ferraris due squadre che non si affrontano dal 1992 nella massima Serie e che hanno mostrato un andamento molto diverso in questo inizio di stagione. La squadra di Mandorlini spicca in zona Europa League, grazie a un avvio di Campionato che ha dell’incredibile. I rossoblu, dopo i passi falsi iniziali, hanno trovato nuovo smalto grazie al ritorno di Gasperini e ora viaggia a sua volta a ritmi altissimi riuscendo a togliersi dalla zona calda. Dopo i primi minuti giocati bene dal Verona, al 29′ sono i padroni di casa a passare in vantaggio: Matuzalem dall’angolo batte un cross perfetto per Portanova, lasciato colpevolmente libero a centro area: sul suo colpo di testa Rafael può fare poco. 1-o! I rossoblu raddoppiano al 35′ con Kucka che riceve un cross dalla tre quarti di Matuzalem, brucia Cacciatore sul tempo e di testa insacca. 2-0! Il primo tempo, giocato in modo vivace, termina su questo risultato. Nella ripresa, continua a lottare il Verona che arriva a sfiorare il gol al 35′ quando Luca Toni colpisce il palo. Cervellera concede quattro minuti di recupero ma non bastano agli uomini di Mandorlini per ribaltare le sorti dell’incontro. I rossoblù conquistano tre punti importantissimi.

Blitz dei carabinieri e uno dei latitanti si suicida!

Carabinieri-GIS-tuttacronaca

Avevano scoperto, nelle campagne di Lentini, il covo dove Calogero Mignacca, 41 anni, e il fratello Vincenzino, 45 anni, si nascondevano e avevano progettato il blitz. I carabinieri del Gis questa mattina sono andati preparati, ma la sorpresa c’è stata quando il più anziano dei due latitanti si è suicidato davanti alle forze dell’ordine puntandosi la pistola alla tempia e facendo fuoco.  I due avevano sulle spalle sentenze definitive per omicidi, rapine ed estorsioni e dovevano scontare l’ergastolo.

Come in un film è arrivata anche la frase di Angelino Alfano, che si è complimentato con il Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Leonardo Gallitelli, per l’intervento dei Gis che ha portato all’individuazione di due latitanti inseriti nell’elenco dei più “pericolosi”. “Si tratta di un altro grande successo della squadra Stato – ha affermato il ministro Alfano – che punta al controllo, in termini di sicurezza, del territorio, intensificando la lotta al crimine organizzato. Ma in questa occasione, se esprimo soddisfazione per l’arresto di uno dei due latitanti – ha concluso Alfano – provo profondo dispiacere per il gesto di disperazione compiuto dall’altro che si è tolto la vita”.

Luke Thomas ci riprova: “Forte scossa di terremoto in Italia”

terremoto-umbria-tuttacronacaSenza alcun fondamento scientifico e basandosi esclusivamente sull’osservazione  delle variazioni delle temperature, del clima e dei venti, il ricercatore inglese Luke Thomas torna a lanciare il suo nuovo, preoccupante alllarme: “La prossima settimana l’Italia sarà colpita da una forte scossa di terremoto, precisamente tra 11 e 15 novembre, con una magnitudo compresa tra 5.5 e 6.0, nel centro/nord e in particolare tra Ancona e Pescara“. In America, Thomas è reputato un soggetto pericoloso per queste sue continue predizioni che puntualmente non si verificano, come l’allarme sisma che doveva colpire la California, del resto gli scienziati continuano a ribadire che i terremoti non sono prevedibili  al contrario eei fenomeni meteo ed arrivano senza avvisare. Per quel che riguarda il Belpaese, è quasi interamente zona sismica e se continua a prevedere scosse di terremoto è probabile che prima o poi le statistiche gli diano ragione, ma non ha senso dare ora il via all’allarmismo.

Buone tasse a tutti! A Natale arriva la stangata

addizionali-2013-tuttacronaca

Un Natale all’insegna delle tasse. Si calcola che le addizionali  del 2013 toccheranno la somma record di 503 euro a testa.  Il conto viene fuori sommano l’addizionale Irpef comunale (+8,5% in più rispetto al 2012) più quella regionale (+1,1%).  Una bella stangata, considerando che in cinque anni i prezzi sono aumentati dell’11%. Ne parla Enrico Marro sul Corriere della Sera:

Un federalismo fiscale sgangherato presenta il conto. Per l’addizionale Irpef comunale gli italiani pagheranno quest’anno in media 140 euro a testa contro i 129 del 2012, l’8,5% in più: quasi sei volte l’aumento dei prezzi stimato per il 2013. Se poi si aggiunge la più corposa addizionale Irpef regionale, che è salita “solo” dell’1,1%, e pesa in media per 363 euro, il conto pro capite sale a 503 euro. Sommate, le due addizionali hanno subito un incremento del 3,1% rispetto all’anno scorso, il doppio dell’inflazione. In cinque anni, dal 2009 al 2013, il gettito delle addizionali comunali e regionali è aumentato del 36%, passando in media da 391 a 503 euro, appunto. Nello stesso quinquennio i prezzi sono aumentati di circa l’11%. Una bella stangata, dunque. Che l’anno prossimo potrebbe ripetersi.

Per il 2014, infatti, le Regioni potranno decidere ulteriori incrementi del balzello Irpef di loro competenza fino a 0,6 punti, portando l’aliquota al 2,33%, che significherebbe altri 141 euro in più a testa, che diventerebbero 153 calcolando anche 12 euro aggiuntivi di addizionale comunale se i municipi che ancora non l’hanno fatto decidessero di deliberare l’aliquota massima dello 0,8%.

E buone tasse a tutti!

La Roma ospita il Sassuolo: le probabili formazioni

roma-sassuolo-tuttacronacaVuole ripartire la Roma questa settimana dopo esser stata rallentata nella sua corsa la settimana scorsa dal Torino. Allo stadio Olimpico arriva il Sassuolo di Di Francesco, che è riuscito a dimostrare il suo valore pareggiando contro il Napoli: non un avversario da sottovalutare quindi. Garcia, con Destro e Totti indisponibili e Benatia squalificato, schiera in campo il suo 4-3-3 formato da De Sanctis; Maicon, Castan, Burdisso, Balzaretti; Pjanic, De Rossi, Strootman; Florenzi, Borriello, Ljajic. Rispondono gli emiliani con 3-5-2 composto da Pegolo; Antei, Bianco, Acerbi; Schelotto, Kurtic, Magnanelli, Marrone, Longhi; Berardi, Zaza. Tra le fila del Sassuolo, è indisponibile Terranova.

Tempo di addii: Galliani via dal Milan ad aprile

Galliani-tuttacronacaIeri Adriano Galliani, al termine del vertice con il presidente rossonero ad Arcore, aveva dichiarato: “Berlusconi sarà sempre il mio presidente”. Ma la dichiarazione di fedeltà passa in secondo piano quando di mezzo ci si mette il futuro di una squadra che sta dando il peggio di sè in questa stagione. E così l’incontro di ieri ha sancito la fine di un’era, quella del lungo sodalizio tra l’ad e il Milan. E così oggi la Gazzetta dello Sport apre con il titolo “Il lungo addio” un pezzo in cui si parla del rapporto terminato con ferite e lacerazioni. L’addio ormai è certo e questi saranno gli ultimi mesi di Galliani al Milan. Barbara Berlsuconi, dopo un ingresso in punta di piedi due anni e mezzo fa, ora inizia a prendere in mano le redini e vuole cambiare. A partire da chi in questi anni, a suo parere, ha speso poco ma male. Una frecciata vista come una mancanza di rispetto da parte di chi, alla guida, c’è rimasto per anni. L’addio di Adriano Galliani verrà ufficializzato ad aprile al club.

Il Pd della Bindi: basta liti pensiamo ai progetti

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Rompe il silenzio Rosy Bindi dopo che l’elezione alla guida dell’Antimafia, aveva scaturito una marea di polemiche soprattutto nel Pdl. Ma poi, calato il sipario, la Bindi si concentra ora, sui problemi dell’esecutivo e sul congresso dei democrat. L’elezione del segretario è una tappa interna alla vita del partito, mentre il Governo Letta è in lotta per la sopravvivenza ogni giorno. Alla Stampa la Bindi ha dichiarato:

Prima, in verità, il Pd dovrebbe dire ai propri elettori che il Congresso che ha avviato non è né una farsa né un concentrato di irregolarità, non le pare?

«E infatti non è così: noi non meritiamo di essere raccontati come una caricatura. Stanno votando centinaia di migliaia di iscritti, i casi inquietanti in realtà sono cinque (Cosenza, Asti, Frosinone, Lecce e Rovigo) e un aumento delle iscrizioni – dopo il calo dell’anno scorso – è in parte fisiologico, considerata la stagione congressuale».

Tutto a posto, dunque?

«Non dico questo, ma nessuno dei casi in questione è riconducibile all’elezione del segretario nazionale. E comunque, bloccare il tesseramento è stato giusto: così si impedisce che, dentro o fuori il Pd, si possa dire che si sta inficiando il Congresso».

Inficiando forse no, ma sporcarlo – così da depotenziare la possibile vittoria di Renzi – forse sì. Lei pensa che qualcuno stia praticando un giochetto simile?

«Lo escludo totalmente. Le dico, anzi, che i risultati che maturano nei circoli ci fanno pensare a un Congresso vero e competitivo. Ora, però, il problema è far decollare il confronto tra i candidati – sui programmi, sul ruolo del Pd, sulla natura del partito – perchè se c’è una cosa che non possiamo permetterci è un calo di partecipazione alle primarie».

Ma un calo è dato per scontato…

«Non ci si può rassegnare a questo. Abbiamo un mese per discutere del partito e del Paese che vogliamo. Bisogna che i candidati animino un dibattito serio sul futuro, perchè sono mesi che siamo appiattiti sulle vicende di Berlusconi e sull’instabilità della stabilità del governo. Per quanto mi riguarda, farò la mia parte».

Ma se ha deciso addirittura di non schierarsi con nessuno dei candidati in campo!

«Però andrò a votare, e il documento che abbiamo proposto al dibattito del partito mi pare meriti attenzione. In quel documento diciamo che il Pd sostiene il governo ma non si identifica in esso; che la stabilità è un valore solo se produce risultati, riforme e azioni utili al Paese; e che non siamo disposti a sacrificare l’assetto bipolare del sistema politico italiano sull’altare della stabilità. Insisto: se non si affrontano i problemi, non è un governo di servizio ma un governo di durata… Insomma, ci sono molte cose da definire. Pensi a questa vicenda del Pse…».

Lei intende le critiche di Fioroni – e non solo – per l’affermazione di Epifani circa il fatto che «il Pd ha le sue radici nel Pse»?

«L’esperienza del Pd non si identifica con quella del Pse. Noi siamo – certo – nella metà del campo progressista, ma con l’intento di superare le tradizionali famiglie politiche europee. Non dobbiamo ridurre le nostre ambizioni e il nostro progetto. Ci sono tante forze progressiste nel mondo – dagli Stati Uniti al Giappone – che non si identificano nel socialismo. Dunque, ospitiamo pure il Congresso Pse a Roma: ma con la forza di chi sente di poter chiedere a quella famiglia politica di cambiare nome e orizzonte».

Per tornare al Congresso: crede che vincerà Renzi e che dopo – come molti profetizzano – ci saranno elezioni anticipate?

«Penso che questa ipotesi, in questo momento, non convenga a nessuno. Credo che Renzi abbia bisogno di tempo per stabilire un rapporto più stretto con il suo partito, e che se questo riesce anche lui ne trarrà maggior forza. Quanto alle primarie, sì: immagino vincerà lui. Ma nei congressi locali c’è una situazione quasi di parità con Cuperlo, il che vuol dire che ci sono ampi margini per una discussione vera. Per altro, il voto che stanno esprimendo i circoli ci dice che questo non è “il Pd di Renzi” e che Renzi non lo ha ancora né conquistato né convinto sulla base di un progetto che – per quanto mi riguarda – trovo ancora generico e non condivisibile soprattutto sulle politiche economiche e sociali».

Lei dice «il Pd di Renzi» così come una volta si diceva l’Ulivo di Prodi… Che effetto le ha fatto apprendere che il Professore non voterà alle primarie?

«Non mi ha meravigliato. E se vuole che gliela dica tutta, credo che dopo la vicenda dei 101 “franchi tiratori” Romano sia autorizzato a fare qualunque scelta. Provo una grande amarezza, naturalmente: ma anche per il fatto che su quell’inaccettabile episodio non vi sia stata un’analisi seria, un’autocritica ed un’assunzione di responsabilità».

Un’ultima cosa: sulla Commissione Antimafia. È sempre ai ferri corti con il Pdl?

«Mercoledì riuniremo l’ufficio di presidenza. Aspetto ancora la nomina del capogruppo del Popolo della Libertà in commissione e poiché molto tempo è passato, sento di dover rivolgere loro un appello: di fronte alla magistratura ed alle forze dell’ordine che continuano la loro lotta alla mafia, di fronte all’impegno di “Libera” e delle altre associazioni, dei parenti delle vittime e di operatori economici che non si arrendono, la politica non può restare indietro e mostrarsi inadempiente. È una responsabilità che dobbiamo sentire tutti, ed è per questo che attendo fiduciosa».

Non è un partito per giovani? Epifani: se Renzi vince non è il solo candidato premier

epifani-renzi-tuttacronaca

Altro giro, altre regole, altre carte che vengono mescolate. Ormai sembra inarrestabile la corsa di Renzi alla segreteria del Pd e allora si deve cercare in tutti i modi di ostacolare almeno la Premiership. E così oggi Epifani rilasciando un’intervista a Maria Latella su SkyTg24 ha dichiarato Chi vincerà le primarie del Pd “sarà anche candidato premier”, ma non è detto che sia solo: “se concorressero altri, sarebbe giusto” farli entrare in gioco “perché si è fatto così nel passato”.

Così l’Huffington riportando l’intervista di Epifani scrive:

Letta, ad esempio? “Deciderà lui quando terminerà questa esperienza di governo, ma in via generale può essere, come anche per altri candidati”, ha risposto l’ex segretario Cgil. “Io vorrei che si assumesse tutto questo come un percorso fisiologico”, ha aggiunto Epifani. “Noi siamo orgogliosi di avere tante personalità che si stanno affermando”.

Sulla polemica riguardante un possibile secondo mandato da sindaco per Matteo Renzi, il segretario ha osservato che “fare il segretario del Pd è molto pesante”, ma serve anche guidare il partito “in modo nuovo, stando in mezzo alla gente”.

“Io tengo una posizione equidistante, dico quello che ho visto in questi mesi: fare il segretario è un compito molto pesante e oneroso, non è facile e semplice”, ha spiegato Epifani. “Ma penso anche che si debba fare il segretario di un grande partito in un modo nuovo, stando in mezzo alla gente. Questo lo capisco e vedrei bene questa possibilità, un segretario che sta in mezzo alle persone per rompere questa frattura tra cittadini e politica. Ma questo lo deciderà Renzi o gli altri candidati”.

Sempre rivolto a Renzi, un altro messaggio. “Renzi dice che le elezioni non sarebbero una catastrofe? In democrazia il voto non è mai una catastrofe ma in questa caso non serve al Paese”. Per Epifani, in questo momento “bisogna avere i nervi a posto e portare a casa questa legge di stabilità. La cosa peggiore che può capitare al paese è di considerare che tutto quello che è capitato non è servito. La gente cerca una indicazione”.

Dal segretario del Pd anche parole miste sulla legge di stabilità. Una legge che – secondo Epifani – “va nella direzione giusta”, “ma ha bisogno di avere un’anima, qualcosa che parli nell’interesse del Paese”. Per questo – ha aggiunto – è una legge che “deve essere migliorata in Parlamento”. Come? Puntando sulle chiavi di volta: investimenti, fiscalità più giusta, giù tasse su lavoro e impresa. E non certo – è la stoccata di Epifani al Popolo della Libertà – privatizzando le spiagge. “Ci sono beni pubblici fondamentali come le spiagge che è bene tenere nella proprietà di tutti”.

Il Pd non è un partito per giovani?

Terrorizzata dalla frutta e dalla verdura, mangia solo cibo spazzatura

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«Il pensiero di mangiare verdura mi a stare male», queste le parole di Faye Campbell, 21 anni. La ragazza inglese non è un caso isolato, sono infatti sempre più le persone in Gran Bretagna e negli Usa ad avere un vero e proprio blocco psicologico con i prodotti naturali e si rifugiano nel cibo spazzatura. La sua dieta è composta da pane tostato con burro per colazione e hamburger con patatine fritte o pizza alternati tra pranzo e cena. Sono proprio le patate, rigorosamente fritte, ad essere l’unica verdura che la ragazza riesce a mangiare. Faye ha però la fortuna di non ingrassare, almeno fino ad oggi è riuscita a mantenere la sua forma, ma non tutti sono fortunati come lei. Nonostante non ingrassi è comunque un’alimentazione troppo ricca di grassi che a lungo andare può provocare altri problemi: primo tra tutti il colesterolo. La ragazza non riesce nemmeno a sentire l’odore delle verdure al punto da arrivare a non consumare i pasti con la famiglia perché se in tavola ci sono forme vegetali si sente male. La sua è diventata una vera e propria fobia che arriva a volte anche ad influenzare i suoi rapporti sociali: «Una volta un ragazzo mi portò a cena in un bel ristorante, ma siamo dovuti andare a mangiare al McDonalds perché non riuscivo nemmeno ad ordinare una delle pietanze sul menu».

Il supertifone nelle Filippine: gli aiuti arrivano da Ue e Usa

tifone-yolanda-tuttacronacaLa Commissione europea ha deciso d’intervenire nelle Filippine a seguito della tragedia provocata dal tifone Haiyan ed ha annunciato lo stanziamento di 3 milioni di euro per affrontare i danni. Questi fondi “coprono le esigenze più urgenti nelle zone più colpite” dal tifone, ha reso noto la Commissione, sottolineando in una nota che, insieme ai suoi partner umanitari, intende “coordinare con le autorità locali e nazionali le operazioni di assistenza”. Kristalina Georgieva, commissario agli aiuti umanitari, ha dichiarato: “Si tratta di uno dei tifoni piu’ violenti che il mondo abbia mai visto”. A Washington il capo del Pentagono, Chuck Hagel, ha annunciato che gli Stati Uniti invieranno aiuti militari. “Il Comando militare americano del Pacifico interverrà in questa situazione, in una prima fase nelle operazioni di soccorso e di ricerca in mare”, ha riferito un portavoce. Anche il Segretario generale delle nazioni Unite, Ban Ki-moon ha sollecitato le agenzie umanitari del Palazzo di vetro a “rispondere rapidamente” all’emergenza.

Testimoni hanno riferito che Tacloban, capitale della provincia di Leyte, è “totalmente distrutta”. Un insegnante 36enne, Andrew Pomeda, ha raccontato che “La gente vaga per strada impazzita, per aver perso la famiglia o per cercare cibo. Molti sono diventati aggressivi e violenti e vi sono saccheggi dappertutto. Entro una settimana, se qui non arrivano i soccorsi, moriremo tutti di fame”. Aiuti arrivano anche dall’Italia, dove vivono 157 mila cittadini filippini che in queste ore tentato di comunicare con parenti e amici che vivono nelle zone più colpite. Tra i mezzi di comunicazione utilizzati, i social network, che però non danno segni di vita. Al Corriere della Sera Mylene Bernas, referente di un’associazione filippina in Italia, ha spiegato: “E’ saltato tutto, neppure le televisioni riescono ad arrivare per poterci inviare qualche notizia.” Nessuna speranza nemmeno dai telefoni come aggiunge Mylene: “Abbiamo tre grandi compagnie telefoniche nelle Filippine, e nessuna ha copertura, i segnali sono crollati”. Anche Miss Filippine in Italia, Donna Rose, nel tentativo di inviare aiuti concreti, ha lanciato un appello, rivolgendosi ai compagni di classe: “Ho chiesto di raccogliere tonno, pasta, riso e vestiti usati da mandare nella regione devastata dal tifone. Regione dove vivevo fino a 4 anni fa”. Lo stesso stanno facendo i sacerdoti filippini che svolgono il loro mandato in Italia. E’ uno di loro a spiegare: “Siamo molto occupati e stiamo cercando di contattare i connazionali qui”. Sarà una giornata per ritrovarsi tutti anche a Milano, dove è presente una lega sportiva della comunità filippina: il presidente Carlito Manahan spiega che in questo giorno ci campionato “sarà una domenica per fare una riunione così da capire come muoversi”.

I problemi della Ferrari non finiscono più: Raikkonen va sotto i ferri

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Non finiscono più i guai della Ferrari. Pessime prestazioni, tanta sfortuna e ora anche l’indisponibilità di Kimi Raikkonen.  Il pilota finlandese, che il prossimo anno guiderà “la rossa”, ha deciso di farsi operare alla schiena la prossima settimana. Finisce quindi ad Abu Dhabi il Mondiale 2013 di Raikkonen. Al suo posto potrebbe correre Davide Valsecchi.

Come spiega la Gazzetta dello Sport:

Il guaio di Raikkonen è di vecchia data, è la conseguenza infatti di un violento incidente rimediato durante una sessione di collaudi addirittura nel 2001 a Magny-Cours quando guidava ancora per la Sauber. “Era importante intervenire ora – ha spiegato il suo manager Steve Robertson – per potersi preparare poi in maniera adeguata alla stagione 2014”, quella che rivedrà Kimi tornare al volante della Ferrari, vettura con la quale ha centrato il suo primo e sinora unico titolo Mondiale. Ma è difficile credere che l’intervento anticipato non sia legato alle difficoltà finanziarie della Lotus: Kimi vanta notevoli crediti con il team e già alla vigilia di Abu Dhabi aveva minacciato di non correre. In Medio Oriente sembrava che si fosse trovato un accordo che consentisse alle due parti un divorzio morbido, in particolare era stato promesso al finlandese che sarebbero state saldate tutte le pendenze. Ma il nuovo finanziatore del team – la Quantum (ex Infinity) – in realtà continua non ha ancora ottemperato alle promesse e questo ha di fatto anche bloccato il mercato piloti della Lotus, che è a caccia del successore di Kimi (in pole Hulkenberg e poi Maldonado).

Se ne va uno degli ultimi pezzi de “La Dolce Vita”. A Fregene si piange per Mastino

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Era lo chef dei vip. Alberto Mastino, 72 anni, malato da tempo, e proprietario insieme agli altri due fratelli dell’omonimo e rinomato ristorante   dei Vip della “Dolce Vita”.

Come racconta Blitz:

Continuava assieme ai fratelli Maurizio e Lillo la tradizione del locale sul mare creato dal capostipite della famiglia, Ignazio, un pescatore. ‘Mastino’ é un ristorante – e uno stabilimento balneare – depositario di tanti aneddoti legati alla storia del cinema e del costume, ispirato nel 1961 da un’idea di Federico Fellini, che sulla spiaggia stava girando ‘Lo sceicco bianco’ con Alberto Sordi e che un giorno chiese in prestito una barca a Ignazio Mastino.

L’intera troupe durante la pausa pranzo prese l’abitudine di fermarsi a mangiare a casa dei coniugi Ignazio e Filomena e fu così che nacque la storica trattoria di mare. Che nel tempo ha legato il suo nome all’aristocrazia imprenditoriale di Fregene, diventando un marchio doc della movida estiva e della ristorazione locale, tra nuovi piatti brevettati come la bruschetta alle telline.

Il locale di via Silvi Marina ha visto sfilare, oltre a Fellini, Gianni Agnelli, Marcello Mastroianni, Walter Chiari, Ennio Flaiano, Woody Allen, Gillo Pontecorvo, Sergio Leone, Gian Maria Volontè, Vittorio Gassman, Mario Monicelli, Dino Risi, Alberto Moravia, i fratelli Vanzina e tanti altri vip della politica, dello sport ma anche semplici appassionati della cucina e del ‘buen retiro’ marino di Roma. I funerali di Alberto Mastino dovrebbero svolgersi lunedì prossimo nella chiesa del Villaggio dei Pescatori, l’estrema propaggine del litorale di Fregene.

Marquinho nel mirino della Juve a gennaio

marquinho-tuttacronacaEmanuele Giaccherini parte per approdare al Sunderland e Conte, che non ha per nulla gradito la cessione, ha bisogno di trovare qualcuno con cui sostituirlo. Per colmare le lacune della rosa, il club bianconero inizia già a muoversi e l’obiettivo principale è il giallorosso Marquinho, al quale Garcia non lascia molto spazio. Per il giocatore, già ad agosto era stata intavolata la trattativa, poi non portata a termine per mancanza di tempo.

Maxi sequestro ad Ancona, cosmesi cinese e medicinali contraffatti

crema-tuttacronaca

Sequestrate medicine e creme made in Cina. La Guardia di finanza di Ancona ha sventato una maxi-truffa con oltre 68mila prodotti cosmetici e 46.200 confezioni di medicinali contraffatti, con tanto di bugiardini anch’essi falsi. Arrivati in Italia dai Paesi Bassi i prodotti erano destinati anche ad altri mercati europei in particolare Francia e Regno Unito. Denunciati due nigeriani, da anni residenti a Morro d’Alba (Ancona) che, grazie a una società con sede a Falconara Marittima, avevano la disponibilità di un magazzino di stoccaggio presso uno spedizioniere di Civitanova Marche, dove è stato eseguito il sequestro. Tra i prodotti sequestrati, figurano anche pomate e creme per curare dermatiti e schiarire la pelle, che saranno oggetto di analisi accurate per appurare l’eventuale presenza di sostanze tossiche, o comunque vietate, utilizzate.

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