Grillo condannato a 4 mesi: “Non mi arrendo”

grillo-condanna-tuttacronacaIl 5 dicembre 2010 Grillo, accompagnando Perino e un gruppo di manifestanti contro la Tav, prese parte all’irruzione nella piccola baita costruita abusivamente come simbolo della protesta e poi sigillata, per ordine della procura. Il comandante dei carabinieri della compagnia di Susa lo aveva informato che se avesse varcato la soglia della casetta avrebbe commesso un reato. Dopo qualche minuto, tra flash di fotografi e telecamere, Grillo è entrato e poi è uscito trionfante mimando di avere i polsi ammanettati. Ora per Grillo è arrivata la condanna da parte del Tribunale di Torino a quattro mesi di carcere e cento euro di multa per la violazione dei sigilli della baita Clarea, in Valsusa. La reazione del leader del M5S è contenuta in un tweet apparso nel primo pomeriggio: “Oggi mi hanno condannato a 4 mesi in primo grado. Non mi arrendo. La vostra solidarietà è un grande aiuto. #Vinciamonoi”. Grillo pubblica sul suo blog un post di un sostenitore torinese: “C’è condanna e condanna: per me quei quattro mesi per la rottura ‘di quei sigilli violati dal vento’ sono una medaglia al valore civile. Perchè non sempre la ‘giustizia’ coincide con la ‘legalità’. Sarà dura!”

Grillo e il processo No Tav: “Nove mesi? Passano in fretta…”

grillo-carcere-tuttacronacaLa Procura di Torino ha chiesto che Beppe Grillo venga condannato a nove mesi di reclusione con riferimento alla costruzione abusiva costruita nel 2010 e poi diventata uno dei simboli del movimento No Tav. Ora il leader del Movimento 5 Stelle ha deciso di prendere la parola e risponde spiegando che “9 mesi passano presto”. Grillo, inoltre, si dice tranquillo, pronto a scontare la pena. E rilancia con un appello di solidarietà per i NoTav.

Questo è un appello di solidarietà alla Val di Susa. Sono più di 500 inquisiti, tutti sotto processo per delle cose che io non riesco assolutamente a capire. Comunque io confido nella Giustizia. Sono calmo, sono sereno. Sono molto sereno. Non ho grossi problemi. Il PM ha chiesto nove mesi di reclusione perché io avrei rotto un sigillo “già portato via dal vento”, come scritto nella notifica. Era un sigillo che non c’era, un sigillo “inconsapevole”. Mi hanno invitato in una baita dove mangiavano della polenta e io sono andato a mangiare la polentina. Però io sono tranquillo: nove mesi passano presto. Voglio dare la mia solidarietà a Alberto Perino e a tutti i ragazzi della Val di Susa che devono risarcire un danno ipotetico di 215.000 euro, ne hanno già raccolto circa 100.000 e ne mancano altrettanti. C’è poco tempo e dobbiamo dargli una mano a risolvere questo problema. La TAV è un problema che non riguarda solo la Val di Susa, ma tutta l’Italia e forse tutta l’Europa, ma noi siamo tranquilli! La Giustizia farà il suo corso e io sono calmo, perfetto e non mi agito assolutamente. Aiuta la Valle a resistere! I contributi devono essere versati esclusivamente sul Conto Corrente postale per le spese legali NO TAV n.1004906838 IBAN: IT22L0760101000001004906838 intestato a Pietro Davy e Maria Chiara Cebrari.

No Tav: la Procura di Torino chiede 9 mesi per Beppe Grillo

beppe_grillo_no_tav-tuttacronacaAl termine di un processo legato a una delle dimostrazioni dei No Tav in Valle di Susa, la Procura di Torino ha chiesto che Beppe Grillo venga condatto a nove mesi di reclusione. Il riferimento è alla costruzione abusiva di una baita, nel dicembre 2010, diventata simbolo del movimento. Come spiega TgCom: i fatti risalgono al 5 dicembre di quattro anni fa quando, durante una manifestazione dei No Tav, Beppe Grillo salì in Val di Susa. Si fermò davanti alla baita, allora ancora in costruzione, per improvvisare un comizio e farsi poi accompagnare all’interno. Il comandante dei carabinieri della compagnia di Susa in precedenza lo aveva avvertito: se avesse varcato la soglia di quella casetta, avrebbe commesso un reato. Grillo entrò e uscì pochi minuti dopo per mimare, davanti alle telecamere, i polsi ammanettati. Nel processo sono coinvolte 21 persone, tutte accusate di violazione di sigilli. Solo per quattro degli interessati è stata chiesta l’assoluzione, per gli altri condanne tra i sei e i 18 mesi. Non è invece chiaro se il leader del M5s sia o no indagato in merito alla lettera aperta da lui inviati ai capi delle forze di polizia. “Al riguardo sono arrivati numerosi atti da divere Procure dove risulta già indagato” per istigazione ai militari a disubbidire alle leggi, dice il procuratore capo di Genova Michele Di Lecce. Ancora il TgCom scrive: La Procura di Genova sta in merito vagliando la sussistenza della competenza territoriale per la decina di denunce per i contenuti del blog dello stesso Grillo e inviate a Genova. Le denunce sono tutte convogliate nel capoluogo ligure perché ritenuto quello con la Procura competente, dal momento che il comico risiede a Sant’Ilario (Genova). Ma proprio la competenza territoriale sarebbe uno degli aspetti al vaglio dei magistrati che si occupano del caso. Tra le denunce arrivate ce n’è anche una che viene da Teramo. La Procura comunque non conferma l’iscrizione nel registro degli indagati del comico genovese anche se, secondo quanto appreso, l’apertura del fascicolo come “atto dovuto” potrebbe portare nei prossimi giorni, una volta risolto il problema della competenza, a un ulteriore sviluppo. L’attività della Procura di Genova sarebbe incentrata non solo sulla lettera aperta alle forze dell’ordine, postata sul blog del 10 dicembre 2013, ma anche su una serie più ampia di affermazioni che, secondo quanto appreso, non sarebbero esclusivamente state riportate nel blog. I pm confermano che, una volta ricevuto il fascicolo da Roma, il reato ipotizzato, ancora contro ignoti, è il 266 del codice di procedura penale, ovvero l’istigazione dei militari a disobbedire alle leggi, che prevede una reclusione da due a cinque anni se il fatto viene commesso pubblicamente. I documenti arrivati sono stati accorpati in un unico fascicolo, su cui stanno lavorando i magistrati Nicola Piacente, Federico Manotti e Silvio Franz. Da parte sua Enrico Grillo, nipote e avvocato del comico, a proposito dell’iscrizione nel registro degli indagati del leader del M5S dice: “A noi non è arrivato nessun avviso di garanzia. Non sappiamo nulla”.

Presenta il progetto di una stalla, prende i fondi… e si fa la baita!

sanpancrazio-baita-tuttacronacaUn altoatesino del Burgraviato aveva presentato un progetto per la costruizione di una stalla, aggiudicandosi così i fondi pubblici destinati allo sviluppo. Al posto del rifugio per il bestime però, e aumentando la cubatura, ha edificato una baita extralusso, fornita di tutti i comfort, a San Pancrazio, in provincia di Bolzano, a quasi 1.900 metri di quota. E’ stata la Guardia di Finanza a scoprire l’inganno. Ma l’uomo non si è limitato all’abitazione: ha costruito anche una funivia abusiva. Ora è stato segnalato alla procura di Bolzano e alla Corte dei conti.

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