Grillo condannato a 4 mesi: “Non mi arrendo”

grillo-condanna-tuttacronacaIl 5 dicembre 2010 Grillo, accompagnando Perino e un gruppo di manifestanti contro la Tav, prese parte all’irruzione nella piccola baita costruita abusivamente come simbolo della protesta e poi sigillata, per ordine della procura. Il comandante dei carabinieri della compagnia di Susa lo aveva informato che se avesse varcato la soglia della casetta avrebbe commesso un reato. Dopo qualche minuto, tra flash di fotografi e telecamere, Grillo è entrato e poi è uscito trionfante mimando di avere i polsi ammanettati. Ora per Grillo è arrivata la condanna da parte del Tribunale di Torino a quattro mesi di carcere e cento euro di multa per la violazione dei sigilli della baita Clarea, in Valsusa. La reazione del leader del M5S è contenuta in un tweet apparso nel primo pomeriggio: “Oggi mi hanno condannato a 4 mesi in primo grado. Non mi arrendo. La vostra solidarietà è un grande aiuto. #Vinciamonoi”. Grillo pubblica sul suo blog un post di un sostenitore torinese: “C’è condanna e condanna: per me quei quattro mesi per la rottura ‘di quei sigilli violati dal vento’ sono una medaglia al valore civile. Perchè non sempre la ‘giustizia’ coincide con la ‘legalità’. Sarà dura!”

Grillo e il processo No Tav: “Nove mesi? Passano in fretta…”

grillo-carcere-tuttacronacaLa Procura di Torino ha chiesto che Beppe Grillo venga condannato a nove mesi di reclusione con riferimento alla costruzione abusiva costruita nel 2010 e poi diventata uno dei simboli del movimento No Tav. Ora il leader del Movimento 5 Stelle ha deciso di prendere la parola e risponde spiegando che “9 mesi passano presto”. Grillo, inoltre, si dice tranquillo, pronto a scontare la pena. E rilancia con un appello di solidarietà per i NoTav.

Questo è un appello di solidarietà alla Val di Susa. Sono più di 500 inquisiti, tutti sotto processo per delle cose che io non riesco assolutamente a capire. Comunque io confido nella Giustizia. Sono calmo, sono sereno. Sono molto sereno. Non ho grossi problemi. Il PM ha chiesto nove mesi di reclusione perché io avrei rotto un sigillo “già portato via dal vento”, come scritto nella notifica. Era un sigillo che non c’era, un sigillo “inconsapevole”. Mi hanno invitato in una baita dove mangiavano della polenta e io sono andato a mangiare la polentina. Però io sono tranquillo: nove mesi passano presto. Voglio dare la mia solidarietà a Alberto Perino e a tutti i ragazzi della Val di Susa che devono risarcire un danno ipotetico di 215.000 euro, ne hanno già raccolto circa 100.000 e ne mancano altrettanti. C’è poco tempo e dobbiamo dargli una mano a risolvere questo problema. La TAV è un problema che non riguarda solo la Val di Susa, ma tutta l’Italia e forse tutta l’Europa, ma noi siamo tranquilli! La Giustizia farà il suo corso e io sono calmo, perfetto e non mi agito assolutamente. Aiuta la Valle a resistere! I contributi devono essere versati esclusivamente sul Conto Corrente postale per le spese legali NO TAV n.1004906838 IBAN: IT22L0760101000001004906838 intestato a Pietro Davy e Maria Chiara Cebrari.

Un’autostrada per la morte: fra i lavori per la Tav si trova… il cromo!

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Un’autostrada per la morte ovvero scorie di cromo in concentrazione 1.400 volte oltre i limiti consentiti dalla legge sono state trovate dall’Arpa di Brescia sotto l’autostrada A4. La corsia numero tre in particolare è stata realizzata ignorando le scorie altamente tossiche di cui era impregnato il terreno nella zona di Castegnato, nel Bresciano. Un altro tristissimo esempio di speculazione selvaggia.

 “Abbiamo fatto questo intervento sull’attraversamento della Tav, trovando cromo nei terreni analizzati”, ha confermato la direttrice dell’Arpa di Brescia, Maria Luisa Pastore. Secondo il sindaco di Castegnato (Brescia), Giuseppe Orizio, il cromo non avrebbe però raggiunto le falde acquifere del paese. “L’acqua che bevono gli abitanti di Castegnato è sicura – sottolinea il primo cittadino -. Non ci sono tracce di cromo, nonostante il nostro territorio per anni sia stato abusato di discariche illegittime”.

La No Tav che ha baciato il poliziotto denunciata per violenza sessuale

no_tav_bacia_poliziotto-tuttacronacaA metà novembre, aveva fatto scalpore la foto della manifestante No Tav che dava un bacio a un poliziotto: l’immagine, che ritrae Nina De Chiffre ed è stata scattata durante la marcia contro la Torino-Lione del 16 novembre a Susa, rimbalzò rapidamente nel web e ne parlarono anche tg e stampa. Allora, la 20enne che vive a Milano dove studia e lavora ed è attivista militante del collettivo meneghino Remake, spiegava: “Non era un messaggio di pace. Volevo ridicolizzare i poliziotti”. Ma la sua voglia di ridicoilzzare le forze dell’ordine le si è ritorta contro, come spiega il segretario generale del sindacato di polizia Coisp, Franco Maccari, intervistato durante il programma radiofonico La Zanzara di Radio 24 “Ho denunciato la ragazza No Tav per violenza sessuale”. Ha infatti spiegato: “Ho denunciato la tipa No Tav che ha baciato il casco del poliziotto. Ci sono un paio di reati: uno è l’oltraggio, ma anche la violenza sessuale. Se io vengo lì e la bacio sulla bocca, non è reato? Se un poliziotto va a baciare un manifestante a caso viene fuori la terza guerra mondiale”.

Chi ha passato ogni limite? Il Pd o i No Tav?

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Paolo Di Vetta, attivista dei Blocchi Precari Metropolitani di Roma, abitarenellacrisi.org, scrive sull’HuffPost:

Il comportamento di una forza politica come il PD, che a pranzo sostiene il ministro Cancellieri e in serata gestisce la repressione contro la manifestazione di Campo de Fiori, rappresenta plasticamente l’enorme distanza tra il paese che soffre e che subisce la crisi e gli interessi che Letta e compagni intendono salvaguardare.

Al primo posto nelle attenzioni di questo partito non ci sono i senza casa, gli sfrattati, i pignorati, i precari, gli studenti, i migranti, gli abitanti aquilani alle prese con una difficile ricostruzione della propria città e della propria dignità. Sono le lobbie del mattone, gli imprenditori come Ligresti, la Lega delle cooperative, i profitti legati alla rendita e al consumo di suolo, invece, i fari di riferimento sui quali puntare e sui quali investire. Una vergogna da difendere anche con l’inasprimento degli apparati di controllo sia a livello locale che nazionale.

Ecco perché il PD è stato un obiettivo praticato dalla mobilitazione promossa in occasione del vertice Italia-Francia. Hollande e Letta rappresentano ampiamente il servilismo alla BCE di due realtà politiche di centro-sinistra concentrate sulla conservazione di un modello di sviluppo che produce precarietà, devastazioni ambientali e morti, come in Sardegna poche ore fa.

I militanti del PD che hanno difeso la targa della sede di via dei Giubbonari non si sono accorti di aver perso da tempo la loro dignità di fronte a chi li ha votati e ha ritenuto di fidarsi di loro. Cuperlo poi non ha perso occasione per fare lo struscio mediatico invece che interrogarsi sulle ragioni del sindaco Cialente, che ha chiesto di usare i soldi del TAV per la rinascita dell’Aquila.

Ed è la risposta a ciò che ieri era stato condannato dal Premier Letta:

“Ieri si è assistito a delle scene che hanno passato il limite e che non sono giustificabili in nessun modo”.

Intanto la procura di Roma ha aperto un’inchiesta per ora a carico di ignoti, dopo gli scontri scoppiati ieri pomeriggio in via dei Giubbonari e in piazza Campo dè Fiori tra il movimento degli antagonisti e le forze dell’ordine

Letta blinda anche la Tav e si conferma “blindatore”

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C’era una volta il rottamatore, oggi c’è il “blindatore”. Enrico Letta blinda anche la Tav. Alla fine del vertice italo-francese il comunicato avverte che i governi di Italia e Francia “considerano la nuova linea Lione-Torino un cantiere aperto di cui sottolineano il carattere prioritario della realizzazione”.

Italia e Francia quindi confermano l’impegno “ad adottare sin da questo momento tutte le misure necessarie per ottenere il cofinanziamento comunitario ed in particolare a presentare nel 2014 alla Commissione una domanda congiunta per ottenere il sostegno europeo al tasso massimo per il periodo 2014-2020″, più tutta una serie di dettagli tecnici mirati ad accelerare i lavori: “incaricano la Cig di perseguire ed intensificare gli sforzi per ottimizzare il montaggio economico e finanziario, comprese le misure relative al rapporto modale”, e “confermano l’impegno di Ltf delle procedure per il lancio della gara di appalto per i lavori di scavo della galleria geognostica di Saint Martin La Porte, il cui bando di gara dovrebbe essere assegnato nel 2014. Si tratta di preparare sin da ora l’avvio di questi lavori che potranno iniziare sin dal 2015″.

La Tav è una “grande infrastruttura che va avanti con la tempistica indicata”, ma la Tav è solo la prima tappa, ormai il treno Letta nons i ferma più e il premier afferma abbiamo parlato del “tema della continuazione della Tav”, ma anche di “un’altra importante infrastruttura, la Torino-Cuneo-Ventimiglia-Nizza”, un progetto teso a “rendere ancora più osmotici i nostri due Paesi”.

La manifestante No Tav e il poliziotto: la vera storia del bacio

notav-bacio-tuttacronacaSabato, a Susa, nel Torinese, c’erano qualche migliaio di attivisti No Tav a manifestare. Di quella giornata, quello che resta impresso è una foto che ha fatto il giro del web. E subito si è parlato di quell’attimo di pace, di quell’istante in cui tutto, violenza in primis, si è fermato. Mentre una manifestante dava un bacio a un poliziotto. Una foto considerata come tenera, dove non si possono notare gli occhi chiusi, come se attorno a loro non ci fosse nessuno. Ma la foto-simbolo scattata da un reporter dell’Afp, dietro, ha un’altra storia. Sta a significare altro. E quell’altro l’ha spiegato alla Stampa la stessa protagonista. Nessun gesto di pace, ma un tentativo di ridicolizzare le forze dell’ordine. Le si chiama Nina De Chiffre, è una 20enne milanese militante del collettivo Remake, e ha voluto chiarire: “Quella foto non è stata assolutamente organizzata ad arte, come molti hanno insinuato. Il fotografo ha solamente avuto fortuna. Ma soprattutto: il mio intento non era quello di lanciare un messaggio di pace. Volevo metterli in imbarazzo: volevo prenderli in giro. Direi che ci sono riuscita”. “Stavamo marciando in corteo – chiarisce la ragazza, che ha anche postato un commento su Facebook attraverso il suo profilo Jasper Baol – quando improvvisamente ci siamo trovati di fronte questo schieramento di polizia. Gli agenti in tenuta antisommossa, per regolamento, non possono reagire ad alcuno stimolo proveniente dai manifestanti. Così mi sono avvicinata con le mani in alto. Ho visto un giovane agente – avrà avuto 20 anni – e ho iniziato a provocarlo. Prima gli ho leccato il casco, poi gliel’ho baciato. Infine ho infilato le mie dita nelle sue labbra, ma in quel momento è intervenuto un suo superiore che mi ha allontanato”. E Giuseppe Corrado, collega e caposquadra del giovane poliziotto “provocato” conferma la versione. “Bacio? Diremmo forse meglio un tentativo fallito di provocazione risolto grazie alla professionalità del nostro operatore. E’ stato un gesto fondamentalmente ostile, e che quasi rasenta un reato penale, oltraggio a pubblico ufficiale. Il collega ha mantenuto i nervi saldi, è stato ineccepibile sul piano professionale, nessuno di noi cade in questi equivoci”.

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A fuoco il presidio dei No Tav in Val di Susa e loro accusano “attentato incendiario”

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Ha preso fuoco il presidio dei No Tav a Vaie in provincia di Torino, un rifugio realizzato nel 2005 in legno e tubi di metallo, che serviva per dare accoglienza ai militanti come spiegano sul sito ufficiale:  “Alcuni ragazzi No Tav di Pesaro in questi giorni avrebbero dovuto dormire proprio in questo presidio ma per un impegno improvviso avevano rinunciato al loro viaggio in valle di Susa”. Sono stati proprio alcuni membri del movimento No Tav insieme ai Vigili del Fuoco a spegnere l’incendio, ma purtroppo le fiamme avevano già divorato il rifugio. “Un attentato incendiario per mano dolosa e mafiosa”: così il movimento No Tav definisce l’incendio…Questa la foto gallery che documenta l’incendio del presidio:

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Recapitato un hard disk esplosivo alla sede de La Stampa di Torino

lastampa-torino-tuttacronacaSi è insospettito leggendo il biglietto che accopagnava un pacco che gli era stato recapitato presso la redazione torinese del quotidiano La Stampa, il giornalista Massimo Numa. Stando alla scritta, l’hard disk che aveva ricevuto conteneva filmati e documenti “delle forze dell’ordine”. Numa ha chiamato la Digos che ha sequestrato il pacco e ha proceduto con le verifiche: l’hard disk sarebbe esploso se fosse stato inserito nel computer.  Ora la procura del capoluogo piemontese ha aperto un’inchiesta, coordinata dai pm Andrea Padalino e Antonio Rinaudo. Non è la prima volta che Numa riceve minacce a causa dei suoi articoli relativi alla Tav e ai movimenti antagonisti torinesi, che lo considerano troppo “vicino” alle forze dell’ordine. Solo alcuni mesi fa una busta contenente esplosivo era stata recapitata a La Stampa. In quell’occasione la missiva, aperta da un impiegato, non era esplosa per puro caso. Alcuni giorni dopo gli anarchici avevano rivendicato l’azione. Gli inquirenti seguono anche questa volta la pista legata ai gruppi torinesi vicini a quest’area. La consegna della busta è avvenuta ieri, il giorno in cui è stato appiccato un incendio doloso a un macchinario della Geomont di Bussoleno, impresa che lavora per la Tav.

Disoccupati Val di Susa contro i No Tav: strumentalizzazione?

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Un volantino contro gli attivisti del movimento No Tav “Agiremo nella stessa maniera in cui agite voi: da vigliacchi. Vi daremo filo da torcere. Colpiremo le menti di questa organizzazione terroristica”,  firmato da sedicenti “Disoccupati Val di Susa“. Il messaggio è arrivato proprio nel giorno in cui sono cominciati gli scavi per il tunnel della linea ferroviaria ad alta velocità Torino-Lione.  I sindaci della Valle di Susa  sono accusati di essere complici di quelli definiti come “deliquenti” e poi ancora accuse verso il movimento di protesta:

“Siamo stufi e incazzati come bestie per le continue proteste contro il cantiere Tav e i continui attentati alle forze dell’ordine”.

Il biglietto prosegue accusando: le proteste “stanno distruggendo la valle”, molte aziende ormai hanno chiuso i battenti e il turismo è entrato in crisi.

Criticato anche Erri de Luca, poi il messaggio i conclude  ”Appoggeremo le forze dell’ordine. Il popolo della Valle è con voi e siamo pronti a combattere al vostro fianco. Faremo di tutto per difendere la nostra libertà, la nostra famiglia, la nostra valle e il nostro lavoro. Il lavoro è la vita e quindi ben vengano le grandi e le piccole opere”.

Più che un opinione sembra una strumentalizzazione per portare avanti determinati interessi economici di pochi in un clima di tensione sociale. Si cerca quindi di far leva sulla popolazione ormai contesa da troppo tempo da un’opera monumentale che procede a rilento e una protesta dilagante che incalza.

Notte di fuoco e fiamme contro la Tav, incidenti in Valsusa

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Dopo la confessione di Erri De Luca e dopo gli arresti per gli attivisti della No Tav, questa notte si è vissuta l’ennesima protesta con tre betoniere di un’azienda impegnata nei lavori della Torino-Lione che sono state date alle fiamme. Il fuoco a  Salbertrand si è esteso alla vicina officina e per precauzione è stata chiusa anche un tratto dell’autostrada del Frejus. Le proteste si sono verificate a distanza di poche ore dalla visita che ieri aveva effettuato il ministro dei Trasporti, Maurizio Lupi a Torino a cui era seguito anche un incontro con una delegazione di imprenditori impegnati nei lavori per la realizzazione della nuova linea ferroviaria ad Alta Velocità Torino-Lione. Questa mattina è stato il senatore Pd, Stefano Esposito, vicepresidente della Commissione Trasporti del Senato, a riferire che le tre betoniere date alle fiamme si trovavano vicino a una cisterna di gasolio.

Il coraggio di Erri De Luca e la coerenza delle idee.

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In un mondo in cui la coerenza sembra essere una virtù dimenticata c’è chi ancora lotta per le sue idee. Qualsiasi sia l’idea sulla Tav e comunque si vogliano considerare le iniziative No Tav, bisogna sicuramente elogiare De Luca per aver avuto il coraggio, pubblicamente di affermare in un intervista a La Repubblica:

“Anch’io ho partecipato a forme di sabotaggio in val di Susa. Ho partecipato ai blocchi dell’autostrada insieme a maestri elementari, vigili urbani, madri di famiglia. Il blocco stradale è certamente un atto di ostruzionismo, una forma di sabotaggio alla libera circolazione”.

In Val di Susa, secondo lo scrittore, “le parole non bastano”:

“Nei regimi dittatoriali dove la parola è impedita, lì una piccola voce pubblica può essere decisiva. Penso alla metafora del ciabattino. Che cosa può fare un ciabattino che sa fare bene le scarpe? Può impegnarsi, al di là del suo lavoro, per far sì che tutti possano avere scarpe. Ecco, l’impegno e la responsabilità dell’intellettuale è simile: occuparsi della libertà di parola per tutti”.

Nonostante l’Italia non sia un regime, secondo De Luca non vi esiste libertà di parola:

“Da noi la libertà di parola esiste, parlano tutti, parlano tanti. Da noi non è un problema di quantità di parole, semmai di qualità”.

“La Tav va sabotata”, parola di Erri De Luca.

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Lo scrittore Erri De Luca ha scelto l’HuffPost per rilasciare la sua intervista contro il procuratore Giancarlo Caselli che, qualche giorno fa, aveva paventato dei “conniventi” fra gli  intellettuali che a sinistra “sottovalutano pericolosamente l’allarme terrorismo” in Val di Susa.

La risposta di De Luca è chiara:

Erri De Luca, ha ragione il procuratore capo di Torino quando paventa il terrorismo No Tav?
Caselli esagera.

Forse esagera, ma in macchina i due ragazzi arrestati avevano caricato molotov…
(sorride ironicamente) …Sì, pericoloso materiale da ferramenta. Proprio quello che normalmente viene dato in dotazione ai terroristi. Mi spiego meglio: la Tav va sabotata. Ecco perché le cesoie servivano: sono utili a tagliare le reti. Nessun terrorismo.

Dunque sabotaggi e vandalismi sono leciti?
Sono necessari per far comprendere che la Tav è un’opera nociva e inutile.

In un’altra parte dell’intervista lo scrittore alla dichiara come la decisione presa sulla Tav non sia una decisione politica, ma bensì ” una decisione presa dalle banche e da coloro che devono lucrare a danno della vita e della salute di una intera valle. La politica ha semplicemente e servilmente dato il via libera”.

 

Arriva l’Hyperloop, si viaggerà alla velocità del suono

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Hyperloop per ora è solo un progetto ma presto potrebbe essere una realtà e collegare Los Angeles a San Francisco in 35 minuti al costo di un biglietto di soli 20 dollari- Secondo il miliardario americano-sudafricano Elon Musk, patron delle auto elettriche di Tesla Motors e della società privata aerospaziale SpAceX Hyperloop può essere la rivoluzione del trasporto merci e passeggeri. Basterebbe un tubo poggiato su piloni, dentro il quale corrono, su un cuscino d’aria, capsule che viaggiano alla velocità del suono. La sensazione a bordo è simile a quella in volo. Il costo di realizzazione, secondo Musk, si aggirerebbe intorno ai 6 miliardi di dollari, ben inferiore ai 100  della linea ad alta velocità approvata dalle autorità locali.

Perchè in Italia invece di fare la Tav non si pensano a vie alternative come ad esempio questa, che se fosse davvero realizzabile costerebbe assai meno della Tav (che si stima intorno ai 25 miliardi come riportato in un articolo di Yahoo! Finanza – mer 17 apr 2013) e avrebbe un  impatto ambientale ben minore della rete ad alta velocità?

Tav: bloccata l’autostrada per mezz’ora

NoTav-blocco-tuttacronacaHanno occupato per circa mezz’ora l’autostrada A32 Torino-Bardonecchia all’altezza di Vernetto, frazione di Chianocco, una cinquantina di No Tav. Il blocco aveva lo scopo di fermare due trasporti eccezionali che i manifestanti pensavano essere diretti al cantiere di Chiomonte. La protesta ha avuto fine dopo che hanno scoperto che i tir trasportavano materiale verso la Francia, e non pezzi per la nuova fresa che dovrà continuare lo scavo del tunnel.

Treno Frecciargento investe un uomo sulla linea AV Roma-Napoli

morto-tav-tuttacronacaE’ ripresa alle 17.40, dopo essere stata sospesa alle 14.40, la circolazione ferroviaria sulla linea AV Roma – Napoli, fra le stazioni di Roma Prenestina e Salone. La sospensione si è avuta dopo che un treno Frecciargento, come ha comunicato in una nota l’ufficio stampa delle Fs, ha investito, uccidendola, una persona indebitamente presente sui binari. Sempre sulla nota si rende noto che la sospensione del traffico è stata necessaria per consentire i rilievi dell’Autorità giudiziaria. Ancora in corso le verifiche per stabilire la causa. Gli effetti: 15 i treni AV da Roma e Napoli, che hanno effettuato il percorso alternativo via Formia, hanno registrato ritardi fino 60 minuti. Il traffico ferroviario sta tornando progressivamente alla normalità.

“La tua vita non vale niente”: minacce al senatore pro-Tav

notav-minacce-tuttacronacaIl senatore del Pd Stefano Esposito, noto per le sue posizioni a favore della linea ad alta velocità Torino-Lione ha ricevuto nuove minacce. Al parlamentare è stata infatti recapitata una lettera in cui vengono utilizzati toni intimidatori nei confronti sia suoi che della sua famiglia. Un passaggio del testo recita: “Ormai la tua vita non vale più niente”. La missiva è firmata con la stella a cinque punte che ricorda quella delle Brigate Rosse.

La calda notte dei No Tav: attacco al cantiere

no-tav-scontri-tuttacronacaUna lunga notte quella dei No Tav il cui corteo, partito da Giaglione, contava circa 350-400 persone che si sono divise: un gruppo si è diretto verso il cantiere di Chiomonte, l’altro verso le montagne. L’autostrada A32 Torino-Bardonecchia è stata chiusa al traffico in direzione del capoluogo piemontese nella zona della galleria di Giaglione, in provincia di Torino, dove alcuni attivisti del movimento No Tav che stavano manifestando hanno bruciato alcuni copertoni. Intorno alla mezzanotte gli attivisti, incapucciati, hanno sferrato da più punti un violento attacco con razzi, fuochi d’artificio, bombe carta, pietre e corpi contundenti. Immediata la reazione delle forze dell’ordine con lacrimogeni e azioni di alleggerimento. La Questura ha parlato di 15 appartenenti alle forze dell’ordine contusi o leggermente feriti mentre nove sarebbero i fermati, che hanno riportato ferite lacero-contuse: uno di loro è stato trasportato in ospedale.  La Questura ha anche precisato che i manifestanti sono stati tenuti lontano dalle recinzioni del cantiere. In seguito, durante la bonifica dei boschi, le forze dell’ordine hanno trovato residui di molotov, grossi petardi, razzi da segnalazione, bulloni, fionde, mazze, un’ascia, maschere antigas, cappucci, caschi, sacchetti di pietre, anche all’interno di zaini, scudi artigianali, abbandonati dagli attivisti durante la fuga. L’autostrada A32 Torino-Bardonecchia è stata bonificata e riaperta dopo alcune ore.

Escalation No Tav: è guerriglia!

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“Il procuratore Caselli ha ragione: il salto di qualità c’è stato, eccome. Questa ormai è guerriglia, non sono più semplici dimostrazioni.” Lo dichiara un assistente del reparto mobile della Polizia di Torino che conosce perfettamente la situazione in Val di Susa e intorno al cantiere della Tav.

L’ultimo attacco notturno, ripreso da un video del Movimento che documenta l’azione, non lo sorprende. “Va sempre così, durante l’estate gli attacchi aumentano. E aumentano soprattutto il fine settimana”. Ma qualcosa, rispetto al passato, sta cambiando: “I nuovi attacchi sono opera di professionisti, con una certa preparazione fisica e che si muovono con un tecniche paramilitari. Sono ottimi conoscitori del territorio e sanno benissimo come e quando muoversi”. Affiancano, in teoria, il presidio di protesta permanente degli abitanti della zona. Ma, vista da dentro, una cosa sembra chiara: “C’è moltissima gente che viene fuori, con una fortissima presenza di stranieri. Greci, tedeschi, francesi. Non sono certo persone del luogo. L’impressione, a volte, è che alcune azioni sfuggano di mano allo stesso Movimento”.

L’area si è estesa ora non riguarda più Ciomonte. Le proteste ore vanno oltre il cantiere, mirano ai mezzi che portano materie prime o macchinari che servono per proseguire i lavori della Tav.

Il cambiamento in corso è stato avvertito anche dalla politica. Anche per questo l’allarme lanciato dal senatore Pd Stefano Esposito, che ha parlato di “50 delinquenti che cercano il morto”, non gli sembra per nulla esagerato. “È una trincea permanente, chi lavora lì ha paura”. E il pericolo che da una di questi azioni si arrivi a un’incidente fatale è sempre più concreto. “L’altra sera un collega ha rischiato di essere colpito perché alcune bombe carta sono state lanciate ad altezza uomo . Qualcuno, di questo passo, rischia di farsi molto male. E le conseguenze a quel punto potrebbero essere molto pesanti”.

Perché per un attimo la politica non si piega e ascolta i cittadini e le loro esigenze? Perché la Francia ha sospeso i lavori mentre l’Italia, nonostante le proteste, va avanti incurante di chi in quel territorio ci vive e non lo vuole sfregiato da un opera costosa e megalomane?

Addio alla Tav Torino-Lione?

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La Francia ha deciso e giovedì sarà ufficiale: la Tav Torino Lione non è più una priorità. L’Italia può smettere di sognare gli appalti e finire di gettare denaro nel buco di 50 km sotto le Alpi. L’anticipazione è stata data da Le Figaro e la cartina sotto il titolo evidenzia in grigio le linee ferroviarie ad alta velocità (LGV) già esistenti o già in costruzione; in giallo le linee ferroviarie (non necessariamente ad alta velocità) da realizzare entro il 2030; in rosso quelle a cui pensare fra il 2030 e il 2050. La Lione-Torino è in rosso.

A Le Figaro risulta che prima del 2030 verrà avviata una sola nuova linea ferroviaria ad alta velocità, la Bordeaux-Tolosa, ed una seconda linea ad alta velocità potrebbe essere ripescata e considerata come prioritaria, ma solo a determinate e non meglio definite condizioni.

Dovevano arrivare i francesi? Ora l’Italia continuerà a scavare? Certo c’è tempo fino a giovedì… ma ormai il buco è senza speranza!

Ieri l’inaugurazione, oggi la pioggia: primi drammi a Mediopadana

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Appena ieri si era tagliato il nastro e già da oggi la stazione Mediopadana di Reggio Emilia era attiva… peccato che ci piova dentro. Sono stati proprio gli utenti a denunciare il disservizio e a scattare alcune foto da inviare a ferrovie dello Stato per capire se l’acqua che filtra dal soffitto fosse un’ “ulteriore attrattiva”, oltre al design ultra moderno. A parte l’ironia il problema sussiste e sembra incredibile che un’opera da 79 milioni di euro, che ha come potenziale bacino due milioni di utenti, possa essere permeabile all’acqua. Sarebbe poi un controsenso avere un “onda bianca” che finisce sott’acqua!

Secondo Ferrovie dello Stato, però, il disagio è solo temporaneo. “Siamo informati della complicazione che si è verificata oggi, ma rassicuriamo l’utenza: non è dovuto a problemi strutturali – spiega l’ufficio stampa di Fs – i lavori sono per la maggior parte stati ultimati ma come per Bologna, anche a Reggio Emilia restano ancora alcune opere da concludere. Per esempio, i vetri e le coperture delle pensiline sono già state collocate ma gli operai stanno terminando tutti quei lavori che servono a rendere completamente impermeabili i soffitti, nello specifico devono finire di sistemare le guarnizioni necessarie a impedire che l’acqua possa filtrare tra il vetro e l’acciaio. L’acquazzone violento di oggi, purtroppo, ha fatto il resto. In breve tempo, comunque, risolveremo il problema”.

Insomma si è inaugurata un’opera che non è terminata? Si inaugura una stazione ferroviaria in cui filtra l’acqua e potrebbe anche interferire con l’impianto elettrico?

 

“Visita” per Grasso e “ispezione” per Crimi al cantiere della Tav!

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Inizia la visita dei parlamentari 5 Stelle e Sel al cantiere della Tav a Chiomonte. Si tratta di circa 70 tra deputati e senatori e 50 “assistenti” (tra cui alcuni leader del movimento contrario alla Torino-Lione). Dieci di loro, però, sono stati respinti ai cancelli. I politici e i loro ospiti entreranno a gruppi di 20. Con loro c’è anche il senatore “Sì Tav” Stefano Esposito. Crimi, capogruppo M5S al Senato:  “Abbiamo risposto al presidente Pietro Grasso, che ha definito ‘visita’ questo nostro accesso al cantiere di Chiomonte, spiegandogli che il 70% dell’area recintata è un’area militare, e lì entreremo con le funzioni ispettive previste dal nostro mandato parlamentare, e non solo come visitatori”. E poi il capo dei senatori 5 Stelle annuncia: “Commissione d’inchiesta sulla Tav”. Il commissario per la Torino-Lione, Virano: “Bene la visita, ma le ragioni dell’opera non saranno messe in discussione”. E ancora: “Presto partirà l’iter per la valutazione d’impatto ambientale”. In contemporanea a Susa si svolge un convegno sull’opera con diversi amministratori locali, cui prende parte anche la parlamentare pd Laura Puppato: “Ho letto i documenti di Virano e ho molti dubbi”.

Fate il vostro gioco… la roulette del Pd, ora Grasso e Boldrini

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E’ stallo in Parlamento: venerdì 5 fumate nere per le elezioni dei presidenti delle camere. Vota praticamente solo M5s, che debutta tra cravatte no-Tav e apriscatole, sedendo in alto alla Camera. Stamattina nuovo round. Berlusconi chiama fuori il Pdl: colpa di un Pd irresponsabile, accusa. Resta confermata per questa mattina la riunione di deputati e senatori di Scelta Civica, ma sulle presidenze di Camera e Senato, dopo il vertice notturno con Mario Monti seguito all’incontro del premier con Giorgio Napolitano al Quirinale, l’indicazione è quella di votare scheda bianca. Tramontate le ipotesi circolate ieri di una presidenza del senato per lo stesso Monti o di un’intesa con il Pd per un montiano a Montecitorio (erano circolati i nomi di Dellai e Balduzzi). E saltata la trattativa con i montiani il Pd punterebbe su due candidature nuove alla Camera e al Senato e i due saranno Laura Boldrini, di Sel, a Montecitorio, e Piero Grasso al Senato.

Ipotesi di illeciti su Passante Tav Firenze. Indagini in corso

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Polso duro della Cancellieri: sulla Tav non si torna indietro

SPERIAMO CHE UN TRENO NON LE PASSI SOPRA.

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La Cina ad alta velocità: Pechino-Canton 300 all’ora. Tav più lunga al mondo

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TAV inarrestabile: riunione tra vertici aziendali e amministratori

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Accordo a Lione: la TAV si farà e nei tempi stabiliti!

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