Pizza per i poveri fatta dai ragazzi a rischio!

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Farina, acqua, lievito e voglia di riscatto: è la ricetta che porterà 15 giovani dei quartieri difficili di Napoli a cucinare pizze per i bisognosi. Oltre alla soddisfazione, per i migliori ci potrebbe essere un lavoro in una grande catena di ristorazione.
Dopo l’inaugurazione, lo scorso 8 gennaio, la Pizzeria dell’Impossibile sara’ domani in attività, dalle 13, nei locali in via De Blasiis, dove verranno servite le prime pizze ai cittadini in gravi difficoltà socio-economiche.

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8 commenti

  1. Me muero de hambre!
    Simply Jyune
    xo

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  2. per riscattarsi veramente dovrebbero usare farina di kamut o farro, considernado che il grano detto “duro” introdotto negli anni 70 è una ibridazione col ceppo di frumento che in penisola si mangiava da millenni(ci eravam biologicamente abituati); è infatti dagli anni 70 che esplode l’escalation della celiachia, non so dire precisamente se sia un grano transgenico perchè non me ne fotte d’approfondire, ma l’applomb del nuovo ceppo(da ciò che si legge dagli agronomi) è che dava alla fine della filiera una pasta più dura, come pasta intendo lo spaghetto, il tortriglione, la tagliatella, la sanga nacnnulata. La pizza originaria era fatta con una farina di kamut, un grano povero che veniva dal medioriente, un po come il pane azimo: la pizza, come gli spaghetti non sono “made in italy” sono medio e medioorientali, è vero noi ci abbiamo messo del nostro creativamente, ma quando è arrivata; la ricetta all’industria, ci hanno messo del loro distruttivamente e noi ci abbiamo rimesso in salute e ci siamo presi la farina, non è peccato considerare il passato ai tempi di Franceschiello, quando il frumento ancora non era ibridato per avere un grano più duro e principalmente una Cultivar molto più produttiva… il nostro DNA ci aveva messo come minimo 10000 già ad abituarsi al frumento, figuriamoci come ha risposto(male) alle ibridazioni. Ad maiora!

    Rispondi
    • Ma tu hai fatto un ottimo ragionamento, però meglio un riscatto al 90% e a fin di bene, con la speranza di crearsi un futuro (sempre meglio che prendere una pistola e darsi alle rapine, no?) che rimanere a braccia incrociate ad aspettare la manna dal cielo.

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