Yahoo! lascia l’Italia, emigra in Irlanda

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Yahoo! ha inviato un messaggio agli utenti che sfruttano i suoi servi di posta elettronica e affini: 

“In ragione del nostro costante impegno a fornire servizi eccezionali, abbiamo recentemente riorganizzato le nostre attività europee. A partire dal 21 marzo 2014, i nostri servizi saranno forniti da una società con sede in Irlanda”.

L’annuncio non è solo per avvisare gli utenti di un cambio nella gestione delle informazioni relative alla privacy, ma svela una vera e propria rivoluzione, ma soprattutto in Irlanda, come già successo per Apple, Yahoo! potrà usufruire un regime economico preferenziale e pagherà meno tasse. 

Il mittente è Yahoo!, che così annuncia al pubblico italiano un cambio che ha risvolti sul trattamento della privacy. In sostanza, o si chiudono i contratti entro l’inizio della primavera o la società dà per scontata l’accettazione del passaggio di consegne sulla società che gestisce le tematiche e le informazioni relative alla nostra privacy.

In una sezione di approfondimento del suo sito, Yahoo! si legge: “Come per molte altre società, la struttura di Yahoo è determinata da esigenze di carattere commerciale. Ci sono numerosi fattori che influenzano le decisioni riguardanti le sedi in cui un’impresa opera. Al fine di promuovere una maggiore collaborazione e innovazione, stiamo aumentando il nostro organico a Dublino, continuando così a concentrare più “Yahoos” in meno sedi. Dublino è già la sede europea di molti marchi del settore tecnologico leader a livello mondiale ed ha già ospitato Yahoo per oltre un decennio”.

 

Hacker all’attacco delle mail di Yahoo! Rubati i dati a migliaia di utenti

Yahoo-Mail-tuttacronacaYahoo! sotto attacco degli hacker che hanno rubato le password di migliaia di utenti del servizio di posta elettronica della compagnia di Sunnyvale. Ad annunciarlo, la stessa società che su Tumblr, tuttavia, non specifica quanti account sono stati compromessi anche se nel frattempo gli utenti sono stati invitati a modificare le proprie password. Yahoo! sottolinea che le credenziali potrebbero essere state rubate non direttamente dai suoi server, ma da un database terzo. Non è la prima volta che il colosso ha problemi per quel che riguarda il servizio di posta. Lo scorso dicembre Marissa Mayer, l’amministratore delegato, si era dovuta scusare per un ‘blackout’ di alcuni giorni del servizio di posta, seguito tra l’altro a un problema simile che aveva interessato Flickr, la piattaforma per condividere foto. “Non abbiamo prove – spiega la compagnia – che le password siano state ottenute direttamente dai nostri sistemi”.  A novembre la stessa Mayer aveva annunciato che Yahoo! Mail avrebbe adottato protocolli di sicurezza più avanzati e un sistema per criptare le informazioni degli utenti in transito sui suoi data center. Tale novità non era stata pensata solo in chiave anti-Datagate, ma anche per mettersi al riparo da intrusioni degli hacker.

Dispetti tra colossi: Gmail “non disponibile” e Yahoo cinguetta

google-yahoo-tuttacronacaA fasi alterne, gli utenti di Gmail, il servizio di posta elettronica di Google, questa sera non sono riusciti a effettuare il login e si sono ritrovati a leggere sullo schermo: “Errore temporaneo. Siamo spiacenti, il tuo account Gmail non è attualmente disponibile”.  Pare che il problema si sia presentato in diversi Paesi, non solo in Italia. Yahoo!, storico concorrente dell’azienda, non ha perso tempo ha pensato subito di rendere nota la cosa a tutti, tweettando: “Gmail is temporarily unavailable” (“Gmail è temporaneamente non dispobile”) e allegando un’immagine del messaggio d’errore.  Poco più tardi però il servizio ha ricominciato a funzionare normalmente e, per correttezza, Yahoo! ha scritto, sempre sul social network dei 140 caratteri: “Gmail was temporarily unavailable but now appears to be working again”, “Gmail era temporaneamente non disponibile ma ora sembra che funzioni di nuovo”. Che succederà al primo passo falso di Yahoo!?

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Dagli schieramenti della guerra fredda ai “4 regni” virtuali!

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Prima il mondo era diviso in due Blocco Occidentale e Blocco Sovietico, ora invece si hanno 4 regni virtuali: Google, Facebook, Baidu, Yahoo. Lo studio è stato fatto da due ricercatori dell’Oxford Internet Institute, Mark Graham e Stefano De Stabbata, e mira a creare la mappa mondiale del web Paese per Paese. Facebook è il più cliccato in Nord Africa, Medio Oriente, nei paesi del Sud America affacciati sul Pacifico (con l’eccezione dell’Argentina e dell’Uruguay). Google, invece, va forte in Nord America, Europa e Asia. Baidu, il principale motore di ricerca in lingua cinese, arriva in testa solo in Cina e Corea del Sud, ma il numero complessivo degli utenti connessi è così alto che l’area copre una bella fetta della mappa mondiale del web. Anche Yahoo, al primo posto solo in Giappone e a Taiwan, occupa un certo spazio.

Accanto ai quattro grandi regni, ci sono i piccoli “principati”: Yandex, mail.ru, VKontakte e AlWatan Voice. Il motore di ricerca Yandex è il sito più cliccato in Russia, mentre la piattaforma di posta elettronica mail.ru è in testa in Kazakistan. Il social russo VKontakte, invece, domina la classifica dei siti più visti in Bielorussia. L’unica eccezione in un mondo diviso tra motori di ricerca e social è la testata online AlWatan Voice , il sito più visitato dagli internauti dei Territori Palestinesi.

 

Quella strana foto: Obama con i Capi del web…

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Era metà febbraio 2011 e Obama fu ritratto a tavola con i capi del web. La foto fece scalpore per la presenza di Steve Jobs, che fra l’altro appariva in uno degli scatti di spalle e sul quale la stampa statunitense si era sbizzarrita a fare le più fantasiose analisi… Jobs sta bene o Jobs sta male! Se invece di analizzare il Ceo di Apple si fosse prestata più attenzione al fatto che Obama era a tavola con 10 persone ritenuti i veri capi del web e il preside di una delle Università più prestigiose d’America che da sempre fa ricerca per migliorare e ampliare l’offerta della rete, forse ora non ci si stupirebbe poi tanto delle intercettazioni e dei controlli telematici.

Con chi era a cena il presidente Obama? Con i più grandi imprenditori di Silicon Valley… Solo una casualità o il motivo erano le intercettazioni e i controlli? Ecco gli “uomini” con il presidente:

– John Doerr, di Kleiner Perkins Caufield & Byers
– Carol Bartz, presidente di Yahoo!
– John Chambers, CEO di Cisco
– Dick Costolo, CEO di Twitter
– Larry Ellison, CEO di Oracle
– Reed Hastings, CEO di NetFlix
– John Hennessy, presidente della Stanford University
– Steve Jobs, CEO di Apple
– Art Levinson, presidente di Genentech
– Eric Schmidt, CEO di Google
– Steve Westly, fondatore di Westly Group
– Mark Zuckerberg, CEO di Facebook

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1.1 miliardi di dollari: Yahoo! pronto a comprare Tumblr

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Yahoo non ci sta! Il portale e motore di ricerca guidato da Marissa Mayer, accerchiato dai due colossi Google e Facebook, vuole guadagnarsi una maggiore fetta di mercato e per questo mira all’acquisto di Tumblr, sito di blog creativi e microblogging fondato da David Karp, da tempo in cerca di un acquirente e vera calamita per i giovani. Si punta quindi su blogging e social media per aggiudicarsi nuovi utenti e introiti pubblicitari. Del resto è recente la decisione del sito dell’enfant prodige di vendere spazi pubblicitari, motivo in più per il quale il consiglio di amministrazione di Yahoo! è convocato già per domani anche se non arrivano commenti ufficiali al riguardo pur se si parla di una conferenza stampa che dovrebbe tenersi lunedì a New York. Potrebbe essere la mossa giusta per invertire la tendenza che vede il gruppo continuare a perdere click pubblicitari nonostante gli sforzi di rinnovamento e per tranquillizzare gli investitori. Il social più cool del momento cederà un po’ del suo fascino al portale con il punto esclamativo?

Usa cerca diplomazia per allentare la tensione con la Corea del Nord!

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Il portavoce della casa Bianca, John Earnst, commentando quelle che sono considerate le ultime provocazioni del regime di Pyongyang, ha affermato con durezza: “Le minacce della Corea del Nord non aiutano a migliorare la situazione. Sono controproducenti”.

ALTA TENSIONE TRA COREA DEL NORD E USA!!! GUERRA NUCLEARE?

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Sanzioni e ancora per la Corea del Nord da parte delle Nazioni Unite. Pyongyang ha visto minare le attività commerciali e bancarie del Paese dopo che il Consiglio di Sicurezza Onu, appoggiato da Usa e Cina ha approvato una risoluzione che stringe ancor di più l’assedio internazionale contro la Corea del Nord. Pyongyang ha minacciato un attacco militare preventivo con armi nucleari leggere e piccole che andrebbero a colpire obiettivi strategici nei confronti di Usa e Corea del Sud.  Inoltre il leader coreano ha detto di ritenere nullo l’armistizio del 1953 stipulato alla fine della Guerra di Corea: quindi Washington e Seul verranno trasformate presto in un “mare di fiamme”. Da due mesi gli americani si stanno addestrando con i sudcoreani per essere pronti in caso di guerra.  Immediate le reazioni statunitensi Susan Rice ha dichiarato «La forza, ampiezza e severità di queste sanzioni alzerà il costo per la Corea del Nord del suo programma nucleare illegale. Le sanzioni si faranno sentire».

Nel dibattito è intervenuto anche l’ambasciatore cinese, Li Baodong:«Siamo un Paese di princìpi e intendiamo proteggere la pace e stabilità nella penisola», ha aggiunto Li sottoscrivendo la risoluzione. La Rice ha anche messo in guardia Pyongyang dalla sua strategia di continue minacce: «Non otterrà nulla».
La risoluzione del Consiglio di Sicurezza, la quarta ormai adottata finora senza esito contro il regime nordcoreano, è stata messa in moto formalmente dagli esperimenti atomici sotterranei condotti da Pyongyang il 12 febbraio scorso. Nel dettaglio le sanzioni approvate metteranno al bando transazioni finanziarie, rafforzeranno i poteri di ispezione internazionale dei cargo diretti verso il Paese e amplieranno l’elenco dei prodotti soggetti al divieto d’importazione. Verranno inoltre imposte nuove restrizioni ai diplomatici nordcoreani e ai viaggi di esponenti del regime. Un provvedimento mette al bando anche la vendita al Paese di generi di lusso destinati alla sua élite, dalle grandi auto a yacht e gioielli.

Nomi per neonati hi tech: Apple, Mac e Siri

E’ ormai di moda negli States chiamare i propri figli Apple, Mac o Siri. In Egitto anche Facebook. Noi li chiameremo Dittatura e Pierluigi!

Avete nomi da proporre?

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