Se solo per un secondo… Spensieratezza per battere il cancro

cancro-parrucchiere-tuttacronacaLa Mimi Foundation, associazione francese che si batte contro il cancro, ha preso spunto da una frase pronunciata due anni fa da una donna a cui era stato diagnosticato il cancro per realizzare un progetto davvero unico. “Sapete cosa mi manca di più? Essere spensierata”. Proprio da questa affermazione l’associazione ha avuto l’idea di regalare qualche momento di felicità e così ha riunito venti malati in un salone di bellezza di Bruxelles dove ciascuno ha ricevuto, tenendo gli occhi chiusi, le cure di hair stylist e professionisti del make up. A lavoro ultimato tutti i pazienti, infine, sono stati posizionati davanti a uno specchio a due vie. Dall’altra parte c’era il fotografo Vincent Dixon, reclutato dall’agenzia Leo Burnett. Il professionista doveva cogliere la loro espressione nel momento stesso in cui avessero aperto gli occhi. Il risultato di questo lavoro è il libro fotografico “If only for a second”, online sul sito della fondazione Mimi.

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Come ti arredo una stanza da sogno…

jeeYoungLee-tuttacronacaLe foto arrivano dalla Opiom Gallery, in Francia, dove dal 7 febbraio al 7 marzo 2014 sarà possibile ammirare i set di ‘Stage of mind’, il progetto di Jee Young Lee. L’artista coreana, alla sua prima esposizione in Europa, porta i suoi autoritratti surreali, e privi di manipolazione digitale, dove appare immersa nei paesaggi onirici che lei stessa crea in uno spazio di Seoul che misura 3.6 x 4.1 x 2.4 m. Qui svuota la mente e riversa la sua fantasia per ricreare questi mondi paralleli, con grande pazienza e talento.

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Sesso rumoroso… e le lamentele dei vicini via biglietto

sesso-rumoroso-tuttacronacaLe effusioni troppo rumorose non aiutano il buon vicinato, tanto meno se le pareti sono sottili o si ha l’abitudine di tenere le finestre aperte. Ai poveri vicini, stanchi di notti insonni, non resta che lasciare una lettera sperando che il messaggio venga recepito. Ecco allora che appaiono scritte come “Fare sesso è bello, ma non così tardi vi prego“. “Sento tutti i vostri gemiti, e vorrei dormire”. Ecco alcuni messaggi esemplari:

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Nuove accuse di violenza sessuale all’ex guardia carceraria della Knox

Amanda_Knox_tuttacronacaAmanda Knox, secondo il The Sun, nei suoi diari aveva scritto che una guardia carceraria, l’ex vicecomandante della polizia penitenziaria di Perugia, Raffaele Argirò, “era fissata col sesso”. Ora un’ex detenuta del carcere di Capanne, dopo aver letto le parole dell’americana, ha accusato l’uomo di violenza sessuale aggravata e concussione. Martedì Agirò, che ha sempre respinto ogni accusa, comparità davanti al gip Lidia Bruti. Secondo l’accusa, come riporta Il Messsaggero, “nell’assenza temporanea del personale penitenziario in servizio presso il primo piano della sezione detentiva e facendosi in plurime occasioni aprire il cancello della cella, costringeva o comunque induceva la stessa, in stato di soggezione psicologica derivante dallo stato di depressione sofferto a seguito della carcerazione, dall’assunzione di psicofarmaci in dosi rilevanti e anche superiori a quanto prescritto, e dal ruolo rivestito dall’Argirò, a compiere atti sessuali anche ripetendole spesso che “si doveva comportare bene”. La donna che accusa l’ex guardia carceraria, una vigilessa di Milano, restò nel carcere tra il dicembre 2006 e il gennaio 2007, prima di essere liberata e assolta da ogni accusa. Solo dopo aver letto sui giornali le parole della Knox si è fatta coraggio e ha presentato denuncia: “Nel 2011 erano usciti articoli su alcune rivelazioni fatte da Amanda Knox la quale però non ha mai detto di aver avuto rapporti sessuali con lui. Così mi sono incavolata, ho pensato ‘Cavolo non è possibile, lo devo denunciare, adesso c’è un’altra persona che ha parlato'”. Lo scorso anno, davanti al gup, la vigilessa ha raccontato di “palpeggiamenti, richieste di mostrare parti intime e di una decina di rapporti in un mese”. Agirò sostiene invece:  “Mai sfiorata, a noi non è permesso entrare nel braccio in cui sono detenute le donne, senza essere accompagnati da una collega di sesso femminile”. Cosa aveva detto Amanda dell’uomo? Come aveva riportato il tabloid inglese The Sun, la ragazza scrisse nei suoi diari: “Di notte mi convocava al terzo piano in un ufficio vuoto, per una chiacchierata. Quando gli ripetevo che dell’omicidio di Meredith Kercher non ne sapevo nulla cercava di parlarmi di lei o di portarmi verso l’argomento sesso”.

Il libro di Amanda: “Cantai e ballai nella stanza di Mez”

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Il libro “Waiting to be Heard” di Amanda Knox, che racconta le vicissitudini della ragazza a partire dal ritrovamento del corpo di Meredith il 2 novembre 2007 a Perugia, uscirà a fine mese, nelle librerie americane, ma già stanno girando alcuni estratti che molto fanno discutere. “Cantai e ballai nella stanza di Mez durante i rilievi della polizia”, racconta Amanda, spiegando il fatto come “Un tentativo per allentare la tensione perché era tutto così surreale”. E ancora: “Dopo l’arresto la guardia mi guardò come se avessi preteso caviale e prosecco quando chiesi di fare una telefonata” e “In cella ho incontrato tante detenute ma io non sarò mai come loro perché mi sono rialzata dal buco nero dov’ero caduta”. Ma Amanda non si limita a questo, cerca anche di cancellare dalla mente delle persone la sua immagine, così come diffusa dai media, di manipolatrice e seduttrice: “Ero come una bimba afflitta e smarrita che a 20 anni ancora guardava le persone con innocenza infantile”, racconta la ragazza. “I flirt con uomini in Italia erano soltanto un modo per sentirmi più donna”, assicura, “e a mio agio con l’idea del sesso occasionale praticato da ragazze e ragazzi della mia generazione”. Eppure ancora traspare l’immagine dell’americana spregiudicata, sprezzante, in costante equilibrio tra l’impegno di offrire di sé l’immagine di una ragazza normale (“una delle mie preoccupazioni è correggere i pregiudizi della polizia. Non volevo che mi credesse una persona cattiva e desideravo far vedere chi ero: una ragazza che amava i genitori, che andava bene a scuola, che rispettava l’autorità e il cui unico problema con la legge era stata una multa al college per disturbo della quiete pubblica durante un party a Seattle”) e quello della bad girl: “ero a casa con Raffaele a fumare marijuana che per noi era un’abitudine quotidiana”. Una giovane vita è stata spezzata in maniera brutale, la sentenza di assoluzione è stata annullata, eppure Amanda non solo torna alla sua vita, ma sembra diventerà l’autrice di un caso letterario che già è stato lodato da Michiko Kakutani, temutissima critica letteraria per il New York Times. “L’introspezione cui è stata costretta Amanda in carcere le ha dato una capacità di trasmettere le sue emozioni con un considerevole potere viscerale”. Insomma, la ragazza che si descrive come “un topo impaurito nel gioco con il gatto”, sembra sia tornata a graffiare… più ricca i 4 milioni di dollari.

Waiting to be Heard: Amanda e le molestie sessuali in carcere

amanda knox - meredith - tuttacronaca

Nelle 400 pagine di Waiting to be Heard, il libro pubblicato dalla casa editrice newyorkese Harper Collins, Amanda racconta ciò che è accaduto prima, durante e dopo l’omicidio della sua coinquilina Meredith Kercher. Ecco allora che affiorano nuovi dettagli sulle molestie sessuali ed i dialoghi con le compagne di cella nel carcere Capanne, una delle quali le chiedeva d’iniziare una relazione lesbo con lei. Le novità riguardano in particolar modo la guardia carceraria Raffaele Argiro, ora in pensione, già accusato di aver molestato un’altra detenuta. Stando a quanto scritto dalla ragazza, a cui è stata da poco annullata l’assoluzione, l’uomo, fin dal primo giorno dopo il suo arresto, non ha fatto altro che parlare di sesso con lei, chiamandola ogni sera in una sala vuota al terzo piano dell’edificio per una chiacchierata. Nel libro si legge: “Era fissato con il sesso, con chi l’avevo fatto, come mi piaceva farlo, se avessi voluto farlo con lui”. E ancora: “Ero così sorpresa e scandalizzata dalle sue provocazioni che qualche volta mi chiedevo se non stessi capendo male quello che mi stava dicendo. Quando mi accorgevo che voleva parlare di sesso provavo a cambiare argomento”. Pronta la risposta del poliziotto, che ha fatto causa alla ragazza per diffamazione dopo che aveva affermato di essere stata molestata durante gli interrogatori. Le ho parlato molto ma solo per calmarla”, ha raccontato Argiro durante un’intervista con il giornalista Bob Graham, molto vicino alla famiglia Knox. “Le ho chiesto quanti fidanzati avesse avuto, ma era sempre lei a iniziare a parlare di sesso”.

Ancora terremoti: questa volta tra India e Bangladesh

terremoto - tuttacronaca

Alle 7.01 ora locale (2,31 in Italia), il centro sismologico di Shillong ha registrato una scossa della durata di cinque secondi di magnitudo 5,2. Ne è rimasta interessata la zona di frontiera tra lo Stato indiano di Tripura ed il Bangladesh. Attualmente non sono state registrate vittime.

Se questo è un Nobel…

omofobia - lech welsa - tuttacronaca

Il premio Nobel per la Pace, Lech Walesa, ex presidente polacco e cattolico fervente, ad un giornalista che gli chiedeva se i deputati gay dovessero occupare i banchi dell’ultima fila ha risposto “Sì, vicino al muro oppure dietro”. La sua motivazione sarebbe che nella società, “in tutti i contesti, si suddivide in maniera proporzionale a seconda della rappresentatività.” Ma il cattolicesimo non dovrebbe insegnare la tolleranza e ad amare “il prossimo tuo”, senza distinzione?

Come ti fertilizzo un albero da morto: in Giappone ci sono i cimiteri-foresta!

Sta prendendo piede in Giappone una nuova idea di sepoltura che risolve anche i problemi di spazio. Si pianta un albero al posto della lapide e lo si fertilizza con le ceneri del defunto, chiaro simbolo della dualità vita/morte. Anche un designer spagnolo, Martin Azua, aveva sviluppato un’idea simile: aveva creato un’urna biologica in cui inserire le ceneri del defunto e da piantare poi a terra per vedere spuntare, in breve tempo, una nuova pianta!

foresta

Come liberarsi dagli impegni… fingendosi morti!

Alison Matera voleva uscire dal coro della chiesa ma non voleva rischiare d’inimicarsi i compagni. Ha così annunciato di avere una malattia terminale per poi fingere la propria morte. Il giorno del funerale si è poi presentata affermando di essere la sorella gemella di cui tuttti ignoravano l’esistenza. Non c’è voluto molto prima che la verità venisse alla luce.

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