Ecco cosa succede nell’editoria italiana!

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Chiunque scrive e spesso chi lo fa si sente uno scrittore… poi si scontra con il mondo dell’editoria e la sua frustrazione è profonda.   Ma c’è sempre chi è pronto a realizzare il sogno di un giovane aspirante romanziere… condizione necessaria è solo che il giovane (o meno giovane) possegga almeno 500 o 1000 euro necessari per la pubblicazione a pagamento del suo manoscritto. Ma ci sono case editrici che arrivano anche a chiedere 2000 euro a fronte dell’impegno da parte dell’autore di acquistare un certo numero di copie… i soldi evitano alla casa editrice di correre i rischi connessi con la pubblicazione di un’opera prima, ma soprattutto sono un lauto compenso per quelle aziende che più che all’editoria fanno un business proprio speculando con i sogni degli aspiranti scrittori, disposti a tutto pur di tenere tra le proprie mani quella creatura frutto di tanto lavoro.

L’azienda che è leader in questo settore, nonostante il periodo di crisi economica, ha fatturato 4 milioni di euro, proprio facendo leva sulla voglia di emergere dei giovani che si sono presentati speranzosi alla casa editrice e ne sono alleggeriti nel portafoglio con un edizione, la cui distribuzione non è curata e spesso è un cartellino giallo per presentarsi in case editrici più serie che vedono tali pubblicazioni come fumo negli occhi. Questa azienda fu aspramente criticata dal sito Writer’s Dream che la accusò immediatamente di pubblicare qualsiasi manoscritto senza la minima selezione. Questo editore pubblicò infatti anche un manoscritto estratto da un blog che cui pagine erano state copiate pedissequamente da Wikipedia, un collage di frasi che non aveva nessun senso logico… ma che fruttarono all’azienda quasi 3 mila euro.

Ora l’amministratrice del blog, una ragazza di appena 21 anni è stata condannata da un Tribunale per un commento che sarebbe diffamatorio per l’azienda in questione e che doveva essere “filtrato” (cioè cestinato) dall’amministratrice del blog. Una sentenza che lascia perplessi se si pensa che la ragazza all’epoca dei fatti era minorenne e che il messaggio in questione era uno dei tanti che arrivavano giornalmente a quel sito. Ma il blog, che per sua struttura giuridica non può mai essere considerato un giornale, in questo caso è stato processato proprio con la legge sula stampa del 1948.  

Questo solo per capire la potenza di alcuni organismi che non solo riescono a manovrare i sogni degli aspiranti scrittori, ma anche a far condannare un’autrice di blog.

La partita resta aperta tra i sostenitori di questi editori che comunque pubblicano seppur a pagamento e quelle grandi e importanti case editrici che danno spazio solo a nomi affermati senza mai neppure aprire il libro di un esordiente se non è opportunamente segnalato.

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Il tramonto dell’ultimo dandy

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“Se è vero che si vota noi turandosi il naso io me ne vado, domani la direzione nazionale di ‘Fare’ si convocherà per valutare la vicenda, sono disponibile a qualsiasi tipo di soluzione”. Lo ha affermato Oscar Giannino facendo riferimento alla gaffe del master.”Chiedo scusa ai nostri elettori. Il mio è stato un errore gravissimo – ha detto Giannino – Chiedo scusa a tutti. La linea di chiarezza che vogliamo portare avanti è netta e mi sono assunto tutte le responsabilità”.

Giannino ha spiegato di aver frequentato a Chicago negli anni ’90 delle lezioni di inglese tecnico-economico con un insegnante privato. ”Mi sono state attribuite online lauree e master a Chicago e il mio gravissimo errore è stato non essermene accorto. La discussione su questi titoli su Wikipedia andava avanti da tempo, ma io non uso Wikipedia e non me ne ero accorto. L’equivoco è nato perché io sono stato più volte a Chicago e perché la mia scuola economica di riferimento è quella. Anche il curriculum sbagliato sul sito dell’istituto Bruno Leoni è dovuto ad un giovane stagista che ha preso e messo dentro quanto trovato su Wikipedia”. A SUA INSAPUTA? MA ALMENO UNA LAUREA IN ALBANIA SE LA POTEVA COMPR… LA POTEVA CONSEGUIRE!

Quanto all’uscita di Zingales dal partito, Giannino ha detto: “Non faccio illazioni. Non so perché ha detto questa cosa a quattro giorni dalle elezioni, spero che ci ripensi”. “La cosa che mi fa stare peggio è la sofferenza e l’amarezza che ho provocato nella comunità dei nostri sostenitori – ha proseguito Giannino – Se la mia credibilità totale offusca quella di Fare, la mia credibilità si separa da Fare. Sono disposto a sparire nel nulla”. La vicenda, secondo Giannino, “è una testimonianza importante. Se cominciamo da casa nostra a fare chiarezza a quattro giorni dal voto, vuol dire che non ci fermeremo davanti a niente”. ANCHE PERCHE’ A QUESTO PUNTO RESTERA’ SOLO IL NIENTE CHE SI SOSTITUIRA’ AL FARE!

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