Jeff Bezos, il “papà” di Amazon, operato d’urgenza

jeff-bezos-tuttacronacaPaura per Jeff Bezos, fondatore di Amazon e proprietario del Washington Post, che il giorno di Capodanno ha accusato un malore a causa di un calcolo renale mentre si trovava in vacanza alle Galapagos, in Ecuador, dove stava navigando a bordo di uno yacht. Il plurimilionario è rientrato d’urgenza negli Stati Uniti dov’è stato sottoposto a un intervento d’urgenza.  Santiago Rubio, capitano del porto di Santa Cruz, l’isola più popolosa dell’arcipelago, situata a circa 1.000 chilometri dalla costa, ha spiegato: “Abbiamo ricevuto un appello d’urgenza e abbiamo proceduto all’evacuazione in elicottero dei passeggeri di uno yacht. Fino ad allora non sapevamo che si trattasse di Bezos”. Il 49enne è stato prelevato da un elicottero della marina dell’Ecuador sull’isola di Santa Cruz e poi trasportato sull’isola di Baltra, dove si trovava il suo jet privato. Da qui ha fatto rientro negli Stati Uniti per sottoporsi a dei trattamenti d’emergenza.

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Il web all’assalto della carta stampata, venduto il Washington Post.

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Il quotidiano statunitense, autore di scoop storici come quello sul Watergate, è stato acquistato da Jeffrey Bezos, il fondatore di Amazon per 250 milioni di dollari. “L’acquirente – si legge in una nota – è un’entità che appartiene a Bezos come individuo e non è Amazon.com”.

Cambio di un era?

Dopo quattro generazioni che il Washington Post apparteneva alla famiglia Graham, ora arriverà una gestione tutta diversa, che arriva dopo 10 anni di difficoltà finanziarie che ha investito tutti i media tradizionali tra cui anche il Washington e che ha portato un calo dei ricavi operati pari al 44% negli ultimi 6 anni:

“Ogni membro della famiglia era scioccato alla sola idea di una vendita. Ma quando l’ipotesi di una transazione con Jeff Bezos ha preso piede, i sentimenti sono cambiati. Il Post – afferma Donald Graham, amministratore delegato della società – sarebbe sopravvissuto e avrebbe continuato a essere redditizio per un prevedibile futuro sotto l’attuale proprietà. Ma non vogliamo solo sopravvivere. Non dico che questo assicura il successo, ma aumenta le nostre chance di successo”.

Attentato a Boston: la polizia diffonde foto e video dei sospettati!

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L’Fbi ha diffuso le foto ed un breve video dei “sospetti” che si cercano in relazione all’attentato di Boston, lanciando un appello:  «Aiutateci a trovarli. Chi sa qualcosa si faccia avanti». Ma i cittadini sono stati anche avvisati:   i due sono «armati e pericolosi».

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L’Fbi ha diffuso anche una breve discrezione dei due ragazzi: il “sospetto numero 1” indossava giacca e pantaloni chiari, il “sospetto numero 2” un cappellino bianco da baseball portato con la visiera all’indietro, precisando che quest’ultimo è stato filmato da una telecamera mentre piazzava la possibile bomba e poi si allontanava rapidamente. Poco dopo c’era l’esplosione. Secondo quanto riporta la Cbs, il presunto terrorista è responsabile del secondo attacco e, per qualche istante, ha usato un cellulare, fatto che potrebbe permettere agli investigatori di individuare il suo telefonino. Si pensa quindi che si siano divisi i compiti, colpendo una zona ciascuno. Il responsabile dell’Fbi DesLauriers ha avvertito il pubblico di non avvicinarli e di non prendere iniziative per fermarli, ma di contattare le autorità con eventuali informazioni.

Terrorismo interno, così sembra orientarsi l’Fbi a Boston

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“Le indagini sulla strage di Boston puntano a un terrorista interno. Ci sono molte cose che portano all’indicazione di un gesto isolato”. Lo ha detto al Washington Post il senatore repubblicano Saxby Chambliss dopo un briefing dei servizi di intelligence.

Il ministro della sicurezza interna Janet Napolitano, ha inoltre affermato, davanti a una commissione del Senato, che l’attentato di Boston non è stato parte “di un complotto più ampio”.

Si pensa a un “lupo solitario” a un folle che abbia voluto dare segno tangibile del proprio dissenso con un atto orrendo e che attirasse l’attenzione dei media. Dall’identikit ne deriverebbe un estremista che ha costruito le bombe da solo, servendosi di una ‘ricetta’ ampiamente pubblicata online.

Mai smettere di mirare al cielo! Obama docet

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Il progetto del presidente Obama per il 2014? Ha intenzione di inserire un finanziamento da 105 milioni di dollari nel budget. Tale cifra sarà da destinarsi alla Nasa per le prime fasi del suo programma per catturare un asteroide da 500 tonnellate con un’astronave robotizzata che, in seguito, lo trasporterà vicino alla luna. A questo punto, degli astronauti potranno esaminarlo ed estrarne materiali preziosi. Secondo il Washington Post la missione per la “cattura” potrebbe partire già nel 2017 seguita, nel 2021, dall’operazione con gli astronauti vicino alla luna.

C’è chi compra le ricerche scientifiche per pilotare i nostri acquisti!

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Ma a questo mondo non si può credere proprio a niente? L’ennesima certezza crolla sotto i colpi di un articolo del Washington Post, ripreso da Repubblica: il cibo bio per bambini non è migliore di quello convenzionale. L’unica differenza sostanziale sta nel prezzo. Intendiamoci, non che il biologico faccia male, ma la differenza in termini di crescita e salute, nella nutrizione del bambino, la farebbe la variazione della dieta e non la rotazione delle colture, l’utilizzo del letame come concime, l’allevamento degli animali in spazi aperti e l’uso di mangini organici, da sempre motivi di vanto dei prododotti biologici. Questa la conclusione di Tiffany Hays del Johns Hopkins Children’s Center, supportata dagli studiosi dell’università di Stanford che l’anno scorso avevano pubblicato una ricerca su Annal of Internal Medicine, che aveva fatto discutere.

Gli studi pilotati magari dalle case che producono cibo non biologico che non vogliono perdere quote di mercato consistenti? E poi come può uno studio scientifico non considerare gli antibiotici dati agli animali quando non sono in regime biologico o le faglie inquinate dei terreni nelle colture convenzionali? I bambini assumono antibiotici e inquinamento nel momento della loro crescita e quale studio “serio e indipendente” può dire il contrario?

L’eroe o l’antieroe? Bradley Manning, un esempio!

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Dieci volte colpevole di aver violato i regolamenti militari, ma non le leggi federali sull’aiuto al nemico: il soldato Bradley Manning ha cercato di evitare il carcere a vita offrendo al giudice della Corte Marziale di Fort Meade in Maryland una dichiarazione di colpevolezza per dieci capi di accusa minori sui 22 spiccati nei suoi confronti.
Leggendo da una ‘memoria’ di 35 pagine, Manning ha dichiarato di aver agito di sua spontanea volontà, «non su pressioni di Wikileaks» quando ha passato al sito-anti segreti di Julian Assange centinaia di migliaia di documenti top secret del Dipartimento di Stato e del Pentagono. Il soldato ha rivelato di averlo fatto «perchè il pubblico doveva sapere», e solo dopo aver tentato di offrire lo stesso materiale al Washington Post e al New York Times senza ricevere risposta.
«Pensavo che se il pubblico avesse avuto accesso alle informazioni si sarebbe aperto un dibattito sul ruolo delle forze armate e della politica estera», ha dichiarato Manning. In licenza a Washington dalla ferma in Kuwait, il soldato aveva tentato di contattare il quotidiano della capitale con l’offerta di «materiale enormemente importante per il popolo americano».
Non fu preso sul serio dalla sua interlocutrice. Ancora più frustrante il contatto con il New York Times dove Manning era arrivato a parlare solo con tante segreterie telefoniche. «Non pensavo che avrei danneggiato gli interessi americani, solo messo in imbarazzo il governo rivelando i retroscena dei suoi contatti internazionali», ha spiegato a proposito del cosiddetto ‘Cablegate’. Quanto ai ‘warlog’ dell’Esercito da Iraq e Afghanistan, il movente della fuga di notizie era stato di spiegare «i veri costi della guerra».
Tante le gocce che avevano fatto traboccare il vaso, ma soprattutto il video dell’attacco di un elicottero Apache su civili iracheni: «La reazione dei militari americani a bordo mi sconvolse. Parlavano dei bambini uccisi come “bastardi mortì”». Spetta adesso al giudice militare, colonnello Denise Lind, decidere se accettare la dichiarazione di colpevolezza di Manning. Ma anche se la Lind accoglierà la richiesta del soldato, i procuratori militari potrebbero decidere di aprire una nuova corte marziale nei confronti della talpa di Wikileaks sui rimanenti capi di accusa, compreso quello di aiuto al nemico che ha il potenziale di far passare a Manning il resto dei suoi giorni in prigione.

La polizia Usa uccide un ragazzo affetto da sindrome di Down?

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Robert Saylor adorava le forze di polizia, al punto che ogni tanto chiamava il 911 solo per poter parlare con gli agenti, ed era un grande appassionato della serie televisiva “NCIS”. In tutta America ora la gente si chiede: Come è potuto accadere che un ragazzo down sia morto a seguito di un incontro con le persone che idolatrava?
La polizia del Maryland è finita sotto accusa per la morte di Robert Ethan Saylor, un ragazzo 26enne affetto da sindrome di Down, durante un arresto. Come riporta oggi il Washington Post, al centro della vicenda, che è ora oggetto di un’inchiesta penale, vi sono due agenti della contea di Fredrick, che erano stati chiamati dal proprietario di un cinema che si lamentava del fatto che Saylor avesse visto più di una volta lo stesso film, senza pagare un altro biglietto, e si rifiutava di lasciare la sala. Un agente della polizia della contea di Frederick ha dichiarato che Saylor stava guardando “Zero Dark Thirty” alcinema e che, appena è finito, ha voluto riguardarlo senza pagare un altro biglietto. Quando si è rifiutato di lasciare il cinema, uno degli addetti alla sicurezza ha chiamato le forze dell’ordine chiedendo loro di intervenire. Quello che è successo dopo è ora sotto investigazione. Una portavoce dell’ufficio dello sceriffo ha spiegato che Saylor ha insultato gli agenti, che non indossavano l’uniforme, e ha cominciato a colpirli con calci e pugni. Gli agenti a quel punto lo hanno immobilizzato usando tre paia di manette legate insieme e lo hanno scortato fuori. A un certo punto Saylor si è sentito male ed è crollato al suolo, poco dopo è stato dichiarato morto. Pochi giorni dopo il medico legale ha indicato l’asfissia come causa di morte del ragazzo e sono cominciate le accuse verso gli agenti di polizia. La giustizia americana ora dovrà rispondere alla domanda che si fanno i genitori di Saylor: come è possibile che un giovane che amava e si interessava così tanto delle indagini di polizia sia diventato l’oggetto di una queste?
Sembra proprio che l’America stia perdendo la testa!

 

 

 

 

Il Papa si toglie qualche sassolino dalla scarpa?

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La cupola di Michelangelo è il cielo che veglia sul Papa dimissionario che celebra il rito delle ceneri. Queste le parole che risuonano come monito a tutta la Curia: “Il volto della Chiesa è a volte deturpato da divisioni e colpe” contro la sua stessa unità. Radunate il popolo, indite un’assemblea solenne, chiamate i vecchi, riunite i fanciulli, i bambini lattanti; esca lo sposo dalla sua camera e la sposa dal suo talamo. La dimensione comunitaria – ha spiegato il Papa – è un elemento essenziale nella fede e nella vita cristiana. Cristo è venuto per riunire insieme i figli di Dio che erano dispersi. Il ‘Noi’ della Chiesa è la comunità in cui Gesù ci riunisce insieme: la fede è necessariamente ecclesiale. E questo è importante ricordarlo e viverlo in questo tempo della quaresima: ognuno sia consapevole che il cammino penitenziale non lo affronta da solo, ma insieme con tanti fratelli e sorelle, nella Chiesa”.

Basta individualismi  e rivalità e più unità, questo il desiderio di un Papa che lascia… e forse non solo per l’età!

Il dilemma di Benedetto XVI!

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Herbie Brennan, nel 1978, in un racconto, ipotizzava che un Papa, Benedetto XVI, sarebbe stato l’unico in grado di fermare il feroce dittatore Victor Ling nella sua ascesa al potere nella nazione di Anderstraad. Il Papa, nel racconto, sarebbe stato preso da una visione mistica che lo incitava ad attaccare Ling. Il Pontefice, però, ha uno scrupolo di coscienza e chiede il parere di un medico che deve stabilire se Benedetto XVI è sano o no di mente. Il racconto fu pubblicato nel ’77 negli Stati Uniti, nel ’78 in Italia, (collana “Urania”) anno di elezione di Giovanni Paolo II.

 

Dimissioni del Papa? L’America le vede così!

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Tra gallerie fotografiche, articoli ed editoriali i quotidiani Usa sono pieni di notizie su Benedetto XVI. Soprattutto l’attenzione si posa sulle luci e ombre del Papato di Joseph Ratzinger e sul suo successore.

”Il Papato dopo Benedetto”, e’ il titolo dell’analisi del Wall Street Journal, secondo il quale Ratzinger lascia ”una ricca eredita’ di fede ma anche una fallimentare burocrazia vaticana”. Per il Wsj un papa ”intellettualmente forte come Benedetto puo’ stabilire nobili obiettivi e articolarli con forza ed eloquenza, ma tutto cio’ diventa inutile se il Vaticano e’ incapace di portare a termine le intenzioni del pontefice, perfino indebolendole”.

E in un altro articolo il Wsj si sofferma sui candidati alla successione, citando il cardinale Angelo Scola tra i favoriti, ”figura d’alto profilo nella Chiesa e anche con esperienza nel dialogo interreligioso”.

”Un mandato turbolento per uno studioso tranquillo” e’ invece il titolo del New York Times, secondo il quale durante il papato di Benedetto XVI la Santa Sede ”e’ carambolata da una crisi all’altra”. E per questo ”sia i supporter che i detrattori” di Ratzinger, ”hanno salutato pressoche’ universalmente il passo come un momento di grazia, apparendo quasi alleviati nel vedere la fine di un viaggio molto turbolento”.

Il Washington Post, in un’analisi, si sofferma invece sul futuro pontefice e titola ”Quanto sara’ moderno il nuovo papa”, citando anche lui tra i papabili il cardinale Scola, poi il canadese Marc Ouellet, il ghanese Turkson e l’arcivescovo di New York Timothy Dolan. Di certo, sottolinea il Wp, ”la piu’ alta priorita”’ del nuovo pontefice ”dovra’ essere rendere i cattolici nuovamente evangelizzatori”.

Cyber spie? Il primato spetta alla Cina.

Gli Stati Uniti sono l’obiettivo di un massiccio attacco di cyber-spionaggio che minano la sua economia. Lo stima un rapporto National intelligence estimate (Nie) pubblicato dal Washington Post, che individua la Cina come uno dei Paesi più aggressivi nel tentare di violare i sistemi informatici delle compagnie e delle istituzioni americane.

 spionaggio informatico

Google vs Cina: USO IMPROPRIO DEL WEB

Dopo l’hackeraggio a New York Times e Washington Post, Google accusa la Cina di uso improprio del web.

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Bersani al Washington Post “dopo il voto apertura a Monti”

BENVENUTI NELLA DITTATURA BERSANI!

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Strage civile! Washington Post accusa lo Yemen di aver nascosto eccidio

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