Illusioni della P.A.: i 40 miliardi alle imprese non arriveranno in tempi brevi

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Per chi credeva che il calvario fosse finito, la doccia fredda è arrivata come una mannaia.

Ieri, 30 aprile, giorno entro il  quale circa 22 mila enti pubblici, di cui 10 mila importanti, dovevano registrarsi nella piattaforma telematica allestita presso la Ragioneria dello Stato dalla Consip, si è verificato invece uno stallo. La registrazione non è avvenuta ed è scattata la denuncia di Rete Imprese Italia – la superconfederazione imprenditoriale che riunisce commercianti e artigiani – “Il decreto legge sui pagamenti dei debiti scaduti della Pubblica Amministrazione, mostra fin da subito la debolezza di un impianto normativo basato su farraginosi adempimenti burocratici, fallendo nel suo primo obiettivo. Sul portale online del ministero dell’Economia, ad oggi, la maggior parte delle amministrazioni non ha ancora avviato la registrazione”.

 Ma se Rete Imprese Italia tuona, c’è anche la Ragioneria che minimizza e fa sapere che solo una piccola percentuale degli enti tenuti a iscriversi avrebbe mancato all’appuntamento informatico, che avverrà comunque nei prossimi giorni.

 Ma se anche questo adempimento verrà rispettato da tutte le amministrazioni nei prossimi giorni sarà solo il primo passo di una lunga e farraginosa procedura burocratica: tra il primo giugno e il 15 settembre, sempre attraverso la piattaforma elettronica, le amministrazioni che si sono registrate presentino l’elenco completo dei loro debiti “certi, liquidi ed esigibili” maturati fino al 31 dicembre 2012, con la specifica dei dati dei vari creditori. Solo all’indomani di questa “confessione”, si procederà alla liquidazione dei crediti fino a impiegare i 40 miliardi di euro che verranno raccolti dal governo emettendo nuovi titoli di Stato. Quaranta miliardi sugli oltre 90 stimati, forse 120 secondo molti, e addirittura 150 secondo altri.

Sembra quindi che le imprese abbiano tutto il tempo di collassare definitivamente in attesa di quei soldi… e poi parliamo di ripresa e di occupazione che non si riesce a trovare una procedura snella nell’adempimento dei debiti della P.A. con le imprese?

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A rate… ma finalmente la P.A. comincia a pagare i debiti!

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Il provvedimento per pagare i debiti della P.A. serve a “immettere liquidità nel sistema economico e a far ripartire più rapidamente la domanda interna già da metà dell’anno in corso”. Così il ministro dell’Economia, Vittorio Grilli, in audizione in Parlamento. “L’obiettivo di saldo strutturale dovrebbe essere comunque raggiunto” nonostante il pagamento degli arretrati, ha aggiunto. “Il limite del 3% di Pil è comunque invalicabile”.

Il pagamento dei debiti della P.a., ha spiegato Grilli, non è “un’operazione senza costi: nel 2013 ci sarà un aumento di 400 milioni” a valere sul debito e quindi un aumento degli interessi da pagare. Anche se di recente grazie ad un attenuarsi dei tassi si sono risparmiati 5,4 mld. Sarebbe “pericoloso – ha poi aggiunto – introdurre il principio che le banche non vengono pagate. Se si introduce questo principio, la possibilità per le imprese di ricevere credito sparisce”.  Ma il Ministro evita di dire che nell’ultimo anno, quando le banche sono state pagate alle aziende non sono comunque stati erogati i prestiti, di fatto è molto dubbio che si possa sperare per il futuro prossimo  nel credito per le piccole e medie imprese da parte degli Istituti bancari.

Una nave per cercare Missoni!

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Continuano le ricerche del piccolo velivolo da turismo che il quattro gennaio scorso è precipitato nelle acque del Venezuela con a bordo quattro italiani, tra cui il presidente del gruppo di alta moda Vittorio Missoni e sua moglie. Da ieri la nave italiana Sea Scout per le ricerche oceanografiche sta ispezionando il fondali: ha 21 giorni di tempo per trovare altri resti del bimotore fabbricato in Inghilterra, nonché quelli dell’altro aereo Transeven che il 4 gennaio 2008 è sparito sempre nelle acque dell’arcipelago di Los Roques con otto italiani a bordo.

Sparatoria in un panificio a Reggio Calabria!

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Il titolare di un panificio, Andrea Catalano, 43 anni, è stato ucciso a Reggio Calabria. L’uomo, già noto alle forze dell’ordine, è stato raggiunto da due colpi di pistola al torace mentre, dopo le 5, era nel suo panificio, in via Vittorio Veneto. Sul posto sono intervenuti i carabinieri che hanno avviato le indagini. Al momento non è stato chiarito se si sia trattato di una tentata rapina finita male.

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