Sgarbi ha ascoltato le telefonate Napolitano – Mancino!

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Vittorio Sgarbi afferma di aver ascoltato le telefonate tra Napolitano e Mancino, anche se non parla direttamente della presunta trattativa Stato- mafia, fa invece riferimento agli insulti che, secondo il critico d’arte, sarebbero piovuti addosso ad Antonio Ingroia. Sgarbi ha rilasciato un’intervista a Radio 24 nella trasmissione “La Zanzara” in cui ha affermato:

“Sono uno dei pochi che ha potuto ascoltare le telefonate tra Napolitano e Mancino. Mancino dice a Napolitano: ‘sai, vorrei che fosse Grasso ad occuparsi di me e non Ingroia’. A quel punto il Capo dello Stato risponde: ‘caro Nicola, Ingroia è una testa di ca**o, uno str***o’. Per questo non ha voluto che fossero rese note. Non c’entra niente con la trattativa”.

Come e quando le avrebbe sentite Sgarbi non lo dice. Sta di fatto che subito dopo aver spiattellato in radio il presunto contenuto il critico fa una mezza retromarcia:

“Il presidente della Repubblica  non può permettersi di essere come me, quelle telefonate non nascondono nulla ma non sono potabili dal punto di vista del galateo politico. E comunque Napolitano ha diritto alla riservatezza”.

La svolta Verde di Sgarbi: correrà come sindaco di Urbino

vittorio-sgarbi-tuttacronacaVittorio Sgarbi ha deciso di correre come sindaco di Urbino tra le fila dei Verdi in occasione delle amministrative che si terranno la prossima primavera. L’annuncio è arrivato ieri sera quando alla domanda “Che sindaco servirebbe ad Urbino” ha risposto “Io”. La conferma è arrivata dal vicesindaco Lorenzo Tempesta: “Noi glielo abbiamo proposto e lui ha accettato di buon grado”.  Lui, uscito dalla presentazione del libro di Bruno Zanardi, “Un patrimonio artistico senza”, non ha smentito smentisce di aver accettato la sfida, ma ha tuttavia frenato l’entusiasmo: “ci sono più possibilità: che vinca le primarie, che vorrebbe dire essere sindaco di Urbino perché le altre forze non esistono, che perda le primarie e in quel caso uscire di scena o non scendere affatto nella competizione. Quando mi hanno aperto a questa possibilità ho detto che l’unica prospettiva per avere un’ipotesi realistica, cioè di diventare sindaco, è partecipare alle primarie di centrosinistra -continua Sgarbi-. Qualunque candidato aspiri a diventare sindaco deve partecipare alle primarie, non c’è nessuna condizione possibile per un candidato di destra o di centro. Se dovessi fare il sindaco quella delle primarie sarebbe l’unica strada percorribile”.

Sgarbi dà del ladro all’architetto Fuksas: rinvio a giudizio per il critico

fuksas-sgarbi-tuttacronacaVittorio Sgarbi rinviato a giudizio. A disporlo il Gup di Roma Gaspare Sturzo. Il critico dovrà comparire dinanzi il Tribunale di Roma dove risponderà di diffamanzione aggravata ai danni di Massimiliano Fuksas, architetto. Come ricorda una nota dello studio di architettura, “Nella trasmissione televisiva ‘L’Ultima Parola’, andata in onda su Rai2 nel 2010, Sgarbi aveva dato del ‘ladro’ all’architetto Fuksas, accusandolo di aver chiesto una parcella eccessiva rispetto al valore della progettazione. Di queste diffamatorie dichiarazioni, corredate da una ulteriore serie di insulti, Sgarbi dovrà ora rispondere dinanzi alla Prima Sezione Penale del Tribunale di Roma”. Argomento al centro del dibattito era il progetto della Torre per il nuovo Centro Direzionale della Regione Piemonte, a Torino.

Comprano una casa, la restaurano e… scoprono una stanza-moschea!

stanza-blu-tuttacronacaAvevano comprato una casa in un vecchio edificio nel centro storico di Palermo, città che nel tra il ‘700 e l’800 ospitò commercianti tunisini e si altri paesi nordafricani, per poi ristrutturarla. Durante i lavori, la sorpresa insospettabile. Mentre gli operai scrostano strati di vernici, calce e ducotone, viene alla luce la storia della stanza: è una moschea blu con preziosi disegni, versetti e iscrizioni arabe. E’ accaduto a una giovane coppia che ha acquistato un appartamento in via Porta di Castro, vicino Palazzo dei Normanni. La coppia, i giornalisti Giuseppe Cadili e la moglie Valeria Giarrusso, ha bloccato immediatamente i lavori. Le foto della stanza sono giunte tra le mani, tra gli altri, anche di Vittorio Sgarbi, che vi ha colto “il simbolo perfetto dell’eterna presenza araba in Sicilia, così come della vocazione interculturale che di quella presenza è frutto”. Quando la notizia è rimbalzata negli ambienti dei musulmani Fareed Al Khotani, presidente della Lega islamica in Italia, trovandosi a Palermo per uno scambio culturale e commerciale fra Sicilia e mondo arabo, ha voluto visitare l’edificio ed ha assicurato il suo interesse: “Qualche lettera riesco a interpretarla, ma è uno stile antico. Debbo studiare il caso. Confrontando disegni e iscrizioni con le scritture custodite alla Mecca dove abbiamo grafie e caratteri succedutesi nei secoli”. I proprietari dell’appartamento sono cattolici praticanti che hanno deciso di rispettare un simile tesoro musulmano, dell’ampiezza di 3 metri e mezzo per lato e con un balcone aperto in direzione della Mecca. Ha spiegato la Giarrusso: “Per noi sarà una stanza di meditazione dove rispetteremo la cultura islamica. Come dico agli amici che vengono a trovarci, né vino, né birra. Mai alcolici qui. Si beve in salotto. Non in moschea”. E il marito: “Un riguardo alla religione musulmana”.

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Per Sgarbi un tuffo al museo alle 2 di notte…

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Vittorio Sgarbi si trovava in una discoteca, allo Shada, sul lungomare sud di Civitanova Marche, invitato dal proprietario e amico Sergio Colleoni, e grazie a questa occasione il critico d’arte ha potuto voluto visitare le mostre della città alta.
La visita è avvenuta alle due di notte e gli amministratori sono stati ben lieti di aprire le porte dei musei. «Civitanova ha un’attività di mostre che continua a stupirmi» afferma Sgarbi mentre visita la mostra sul futurista Tullio Crali. E successivamente ha voluto vedere anche quella dedicata a Rudolf Nureyev.

Sgarbi nella sua visita è stato accompagnato dal presidente del Consiglio comunale, Ivo Costamagna, dal presidente dei Teatri di Civitanova, Rosetta Martellini, dal consigliere comunale Daniele Angelini, dal professor Stefano Papetti, dalla direttrice della Pinacoteca, Enrica Bruni e da Liana Lippi, ex sovrintendente regionale per i beni architettonici, amica storica del critico d’arte dei tempi in cue era sindaco di San Severino Marche.

Le strane similitudini di Sgarbi: Berlusconi come Pasolini

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Vittorio Sgarbi ospite di Agorà, questa mattina, ha sorpreso con una similitudine quantomeno “originale” paragonando Berlusconi a Pasolini. Naturalmente la dichiarazione di Sgarbi farà discutere anche perché sembrano mondi completamente lontani e soprattutto orientati in anni non paragonabili. Berlusconi è l’uomo cresciuto e maturato nell’Italia anni ’50, trasportato poi nell’80 che ha vissuto da protagonista la politica italiana degli ultimi 20 anni, mentre Pasolini era un protagonista degli anni ’70, uno scrittore, un regista, un uomo di cultura. Pasolini pur essendo uomo di sinistra non ha fatto mai mancare le sue sferzanti riflessioni sul partito, e non è mai diventato premier. Ma soprattutto i capi d’imputazione di Berlusconi quali anelli di congiunzione possono avere con Pasolini?

Nell’indifferenza totale chiude il museo di Antonello da Messina

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Nell’indifferenza totale chiude il museo dove è conservata una delle opere più celebri e ammirate del Rinascimento italiano:  il Ritratto dell’Ignoto Marinaio di Antonello da Messina. Il quadro, conservato al  Museo Mandralisca a Cefalù, è quasi l’apoteosi dell’uomo siciliano. Un’icona di cui non si conosce il committente e che ancora incanta per quel sorriso enigmatico che ne fa uno dei migliori esempi di ritrattistica del pittore siculo. La luce, il richiamo ai modelli fiamminghi, la forte carica psicologica rendono poi l’opera un unicum ( su cui a lungo si è dibattuto che ancora oggi andrebbe approfondito visto che i dubbi permangono e ancora non si è certi che si tratti di un marinaio, ma c’è chi propende per l’ipotesi che si tratti un nobiluomo) che verrà sottratto ai turisti e ai visitatori. E’ stato Vittorio Sgarbi dalle pagine del suo blog a lanciare l’allarme:

“Nell’ignoranza generale, che rappresenta la vera decadenza dell’Italia del nostro tempo, può capitare che un meraviglioso ciclo di affreschi di un grande maestro del ‘400, che prende il nome dal suo paese – maestro di Cercenasco – sia lasciato deperire con infiltrazioni d’acqua e vistosi sollevamenti dell’intonaco, mentre a poche decine di metri si progetta e realizza una rotatoria con una orripilante scultura alta 5 metri, e si affida a un artista alla moda, Paolo Grassino, il disegno dei tombini, delle fogne, con una spesa superiore a quella che occorrerebbe a conservare gli affreschi”.

Lo stesso critico d’arte in un’altra parte del suo articolo denuncia:

“Chiudere un Museo è sempre una sconfitta, ma tanto più lo è se dentro al Museo vi è una delle opere più celebri e ammirate del Rinascimento italiano”

E ancora:

“Quale autorità penserebbe, a Milano, di decidere o di consentire la chiusura del Museo Poldi Pezzoli? Ma in Sicilia questo può accadere, ed è il più evidente segno delle lacerazioni e delle ferite della mafia. A parole si combatte la mafia, intanto si chiude un Museo così straordinario nella bellissima e turistica Cefalù”.

Poi l’attacco di Sgarbi è diretto:

“Ma non si vergogna Crocetta? Ha speso energie per contrastare i radar nelle basi americane per demagogia e retorica ed è stato del tutto sconfitto. Ma non si è preoccupato di fare ciò che la sua coscienza doveva imporgli: fare qualunque cosa per impedire questa serrata che umilia la cultura nei luoghi simbolici, con tutto il parlare che si fa della formazione dei giovani. Ma non importa a nessuno: tutte parole vane. Nessuna idea, nessuna consapevolezza dei valori che s’invocano per puro vaniloquio. Il Museo è ricco di collezioni: oltre alla Pinacoteca, una sezione archeologica, una raccolta malacologica, una collezione di monete e un arredo di mobili e oggetti pregevoli. Il Museo è anche ricercato, nonostante la cattiva politica turistica. Ed è visitato da circa 20 mila persone l’anno. È importante osservare che, nel testamento, il fondatore, il barone Enrico Piraino, nel pieno fervore di ideali risorgimentali, espresse programmaticamente l’intendimento di legare alla città le sue raccolte allo scopo di favorire la formazione di una classe popolare cittadina colta ed evoluta (come nei decenni si è dimostrata la popolazione di Cefalù). Responsabile e cosciente. Era una dimostrazione, anche politica, della posizione del barone Piraino, rispetto alla tradizione aristocratica degli eruditi siciliani. E a tal punto credeva in questi principi, d’aver disposto, a fianco del museo, la creazione di un Liceo e di una scuola serale, mantenuti con i suoi propri beni. Il Museo era quindi, con la biblioteca, il deposito di un sapere, vario ed esemplare, nel quasi totale vuoto d’istituzioni scolastiche a Cefalù e nelle cittadine vicine (con 4 abitanti su 5 analfabeti). Il Liceo Mandralisca fu dunque una emanazione del Museo; e il nesso così forte che le materie d’insegnamento e il personale scolastico erano stati indicati nel testamento del fondatore con grande precisione. Nacque così la «Fondazione scolastica Mandralisca», che adottò i dipinti e gli oggetti della Pinacoteca comunale. Una storia esemplare, consacrata, nella letteratura, da Guido Piovene nel suo Viaggio in Italia, e da Vincenzo Consolo, con il libro Il sorriso dell’ignoto marinaio ispirato al dipinto di Antonello. Di quella civiltà e di quella cultura, nella coscienza degli attuali amministratori, non rimane più niente. Fumo e falsa lotta alla mafia”.

E proprio sul problema della lotta alla mafia il critico si sofferma:

“In Sicilia occorre inventare il contrasto con le mafie praticandone lo stesso modello d’ignoranza e d’insensibilità, come ha dimostrato, proprio a Cefalù, con inaccettabile retorica Manfredi Borsellino, senza rispettare neppure i nobili insegnamenti e riconoscimenti materni. Con il suo ministro Alfano, ha contrastato la mia presenza a Cefalù. Ne vediamo oggi i risultati e gli imperdonabili errori. Io avevo tentato di riaccendere l’attenzione, nell’indifferenza delle istituzioni, sul Museo Mandralisca, segnalando nel Museo un altro capolavoro: una Vanitas di Angelo Caroselli, originale ed eccentrico pittore caravaggesco. Tutto inutile e cieca indifferenza da parte della Regione. Il presidente Crocetta non sente la responsabilità del Museo Mandralisca, con la sua eredità culturale e morale, ma si sente minacciato dalle proteste dei rappresentati del Movimento Cinque Stelle. E l’uno e gli altri conoscono soltanto la retorica e non hanno nessun interesse e sensibilità per una così grave umiliazione per la città di Cefalù. Vivono, l’uno e gli altri, di retorica. Parlano per astrazioni, non hanno coscienza dei valori”.

E poi naturalmente lo sguardo si amplia a livello internazionale:

“Crocetta non si rende conto che, come lo stato di Pompei, la notizia della chiusura del Museo Mandralisca e della sottrazione di Antonello, indignerà il mondo, se questa notizia uscirà dai confini delle cronache locali e nazionali. Provvederò a trasmetterla oltre che all’Ansa, alla Reuters e alla Bbc. E se Crocetta non avrà capito, perso nei fumi dei suoi stereotipi, rischierà di cadere, non per i radar delle basi americane, non per le contestazioni del Muos, ma per non aver garantito la dignità e l’apertura del Museo Mandralisca. Suo primo e trascurato dovere”.

Sgarbi scopre un’opera d’arte a Bitonto: una scultura di Stefano da Putignano

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La visita di Vittorio Sgarbi risalirebbe al 13 luglio scorso quando il critico che si trovava a Bitonto, in provincia di Bari, avrebbe notato nella Chiesa di Sant’Egidio Abate, in via Pasculli, una imponente scultura ad altorilievo, rappresentante una Madonna con il bambino, annerita e ben leggibile, che sarebbe attribuibile a Stefano da Putignano, importante scultore italiano attivo tra il 1490 e 1530. Una delle opere più famose dello scultore è il Presepio  visitabile a Polignano a Mare, sempre in Puglia quindi,  nella Chiesa Matrice di Santa Maria Assunta.

”L’opera, dal modellato ampio e definito rivela l’inequivocabile esecuzione di Stefano da Putignano, intensivamente attivo in Puglia, a Polignano, a Grottaglie, a Mola, a Turi, a Nardò, a Brindisi, a Cisternino. E databile nel primo ventennio del XVI secolo”, così Sgarbi.

Vittorio Sgarbi trova un cadavere nel Po

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Vittorio Sgarbi insieme ad altre persone hanno scorto un cadavere che affiorava dalle acque del Po di Gnocca, nei pressi di Porto Tolle. Lì è stato trovato il corpo di un  34enne scomparso da casa sabato scorso a Ferrara. Secondo i carabinieri l’uomo si sarebbe suicidato.

Sorpresa Pdl primarie: Sgarbi è candidato!

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