Il virus che si risveglia dopo 30mila anni d’ibernazione

Pithovirus sibericum-tuttacronacaIl riscaldamento globale, tra gli altri effetti, ha avuto anche quello di risvegliare un virus che ha dormito per 30mila anni sotto i permafrost, i terreni ghiacciati della Siberia. Si tratta del Pithovirus sibericum, com’è stato ribattezzato, un virus gigante, il più grande mai conosciuto fino ad oggi ed è profondamente diverso da quelli tradizionali. I ricercatori reputano che potrebbe non trattarsi di un caso isolato: non è da escludersi infatti che, a causa del progressivo scioglimento dei ghiacci dell’Artico, possano scongelarsi altri virus giganti pericolosi per l’uomo o per gli animali. L’allarme è stato lanciato da un gruppo di ricercatori francesi e russi guidato da Jean-Michel Claverie del Centro Nazionale della Ricerca Scientifica (Cnrs) di Marsiglia e pubblicato dalla rivista dell’Accademia delle Scienze Americana (Pnas). Negli ultimi dieci anni si sono scoperti diversi virus giganti nascosti sotto il terreno permanentemente ghiacciato e appartenenti alle famiglie Megaviridae e Pandoravirus. Virus che hanno molte caratteristiche genetiche simili tra loro ma sono di diversa grandezza. Sempre secondo i ricercatori il Phitoirus sibericum, che proviene dalle regioni circumpolari, racchiude le caratteristiche di entrambe le classi ed ha una grandezza ancora maggiore. Non si conoscono ancora i suoi effetti ma forse potrebbe rappresentare una minaccia per la salute dell’uomo o degli animali.

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“I virus m’impediscono di vedere i porno”: vuole denunciare gli hacker

hacker-tuttacronacaUn anziano di Piove di Sacco, in provincia di Padova, si è presentato in caserma dai carabinieri portando con sè il suo computer. Il 70enne era intenzionato a denunciare gli hacker che, avendogli inondato il pc di virus, gli impedivano di guardare i film porno. L’uomo ha spiegato: “Sono stanco e arrabbiato, non è possibile che ogni volta che entro in un sito pornografico, il mio computer rimanga vittima di un virus. Ogni settimana spendo duecento euro di tecnico informatico. Le donne sono il bello della vita, non posso farne a meno. Certo se mi trovassi una compagna, avrei meno pensieri e risparmierei anche i soldi del tecnico informatico”. Spiegare all’uomo che è praticamente impossibile sporgere denuncia contro gli hacker informatici, tuttavia, non è stato facile. “Mi volete dire che ogni volta sarò costretto a pagare il tecnico per tornare a divertirmi? Va bene, di certo io non abbandonerò il piacere dell’hard. Sono una brava persona – ha detto ai militari – non ho mai fatto male a nessuno. Non posso farmene una colpa se non trovo una donna tutta per me. Ma la testa e il fisico funzionano perfettamente e non è ancora il momento di abbandonare la sessualità”. A quel punto l’uomo non ha potuto far altro che riprendere il suo computer e affermare: “Andrò anche questa settimana dal tecnico, non posso resistere senza sesso, è la mia passione più grande”. Il maresciallo gli ha dato una pacca sulla spalla e gli ha augurato buona fortuna.

Il vaccino uccise un alpino di cancro! SENTENZA STORICA IN ITALIA

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Dieci anni. Un decennio per arrivare alla sentenza definitiva che collega la morte di Francesco Finessi – alpino di 22 anni di Codigoro nel Ferrarese, morto nel 2002 per un linfoma non Hodgkin – a un vaccino e quindi per la prima volta in Italia   la responsabilità della morte viene attribuita al ministero della Salute.

Il giudice Alessandra De Curtis del tribunale di Ferrara ha riconosciuto un nesso di causalità tra il tumore e i vaccini fatti nel tempo durante il servizio militare di leva, somministrati ‘macroscopicamente’ in modo sbagliato dai medici. Il ministero della Salute è stato infatti condannato stamane a indennizzare la famiglia. «Ora questa sentenza storica – spiega l’avv.Francesco Ferruli di Martinafranca che ha assistito la famiglia assieme al collega di Ferrara Antonio Boldrini – potrà essere applicata a tanti altri casi analoghi. È un segnale di giustizia e sancisce un principio: non a caso ho appena parlato con altri militari che forti di questo pronunciamento, inoltreranno le proprie richieste». Raggiante la mamma, Santa Passaniti: «Tutti i nostri sforzi sono stati ripagati da questa sentenza che ha riconosciuto i danni da vaccino, come abbiamo sempre sostenuto: ora la nostra causa potrà aiutare tanti altri, visto che sono stati più di 3000 i militari morti e malati che non hanno mai messo un piede all’estero in missioni militari (dunque non soggetti a radiazioni di armamenti con uranio impoverito, ndr). I soldi? A noi, me, mio marito e mio figlio, non interessa il lato economico, in 10 anni abbiamo speso molto di più per cause, perizie, viaggi e ricerche di ciò che verrà risarcito».

A novembre il processo penale per il caso Finessi si era concluso davanti al tribunale di Belluno con la condanna a tre anni di Nicola Marchetti, ufficiale medico del 16/o reggimento Alpini di stanza alla caserma Salsa, per falso ideologico e falso materiale commessi da pubblico ufficiale in atti pubblici, per alcune visite mai effettuate sui soldati a lui affidati. In particolare, l’indagine metteva in relazione le mancate visite e un vaccino anti-tifo somministrato due volte a Finessi. Erano stati il quotidiano Repubblica e poi il sito Repubblica.It per primi ad occuparsi di questi casi. Dall’inchiesta giornalistica scaturirono diverse interrogazioni parlamentari, il cambiamento dei protocolli vaccinali di parte delle forze armate e anche la costituzione di diverse commissioni parlamentari.

Per saperne di più vedi l’articolo de La Repubblica. 

Assurda idea!!! Fare i vaccini in casa con la stampante 3D

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Vaccini fai da te? C’è chi pensa all’idea di poterli fare con la stampante 3D. Lo strano personaggio che propone l'”assurda idea” è J. Craig Venter. Lui è uno dei più discussi scienziati del nostro secolo che «vuole sostituirsi a Dio», sostengono alcuni suoi detrattori, perché vuole ricreare la vita; «è mosso solo da interessi commerciali e aspira al Nobel», rispondono altri. Quindi di nemici lo scienziato americano, nato a Salt Lake City nel 1946, ne ha molti. Certo nella sua biografia le anomalie non mancano a cominciare dal padre mormone scomunicato perché beveva e fumava troppo. Inoltre sempre Venter è lo scienziato che sta sperimentando la vita artificiale! Inoltre c’è chi teorizza su una prossima pandemia influenzale, una spagnola del XXI sec, che sembra però più un allarmismo per finanziare una corsa alle vaccinazioni piuttosto che un rischio reale. Prova ne è l’allarme poi rientrato sull’influenza suina da virus H1N1. Ma venendo alla fattibilità del “vaccino stampato in casa”  .

Come dice il Corriere.it:

Il software potrebbe essere facilmente scaricato da Internet (e fornirebbe tutti i dettagli genetici del virus) e la stampante 3D potrebbe riprodurre i suoi antigeni, cioè proteine o addirittura frammenti di geni, che, una volta somministrati, stimolano il sistema immunitario a difendersi dall’infezione (le stampanti 3D, infatti, possono fabbricare qualsiasi cosa, attingendo a un serbatoio di materiale biologico precostituito e magari inserire il vaccino neoprodotto in una siringa già pronta per l’uso).

Sempre sul Corriere si legge:

Incontriamo Venter a New Orleans, all’apertura del meeting annuale dell’Ascb (American Society of Cell Biology ) dove presenta il suo secondo libro (il primo è la sua autobiografia) «Life at the speed of light. Sottotitolo: From Double Helix to the Dawn of Digital Life». «La vita, alla fine, è una macchina biologica guidata dal Dna – ci spiega Venter -. Tutte le cellule viventi funzionano grazie al software del Dna che comanda centinaia di migliaia di proteine-robot. Abbiamo imparato a leggere questo software grazie al sequenziamento del patrimonio genetico dell’uomo con il Progetto Genoma Umano. Adesso dobbiamo andare in un’altra direzione: dobbiamo digitalizzare questi codici e sfruttarli per disegnare nuove forme di vita artificiale. L’obiettivo è costruire un software con le informazioni genetiche di un essere vivente, di usarlo per sintetizzare chimicamente il suo Dna in modo da riprodurlo in un altro luogo. Siccome tutte queste informazioni sono digitali, possono essere rapidamente trasferite alla velocità della luce: così si può riprodurre una vita a distanza e in tempi brevi.

Ma l’idea alla base della possibilità di creare vaccini attraverso il metodo chiamato “reverse vaccinology” ovvero (vaccinologia inversa ) che consiste nell’analizzare il virus, trovare i suoi punti deboli e costruire il vaccino adatto. Proprio in questa branca Venter sta collaborando con Rino Rappuoli, un ricercatore italiano che lavora a Siena ed è a capo del Vaccines Research for Novartis Vaccines and Diagnostics.

Ma l’obiettivo finale è ben più complesso e mirabolante e come abbiamo detto si mira a una vita artificiale  e nello specifico sempre sul Corriere.it si apprende che:

Venter ha già alle spalle alcuni successi nella programmazione della vita artificiale: nel 2008 ha annunciato di aver sintetizzato il cromosoma del Mycoplasma genitalium (un microrganismo, il più piccolo esistente in natura, che provoca infezioni genitali) e di averlo inserito in un Mycoplasma capricolum (un germe delle pecore), realizzando così la prima cellula sintetica. Nel 2012, poi, ha dimostrato che questo batterio artificiale poteva avere un suo ciclo vitale, cioè una sua vita autonoma.

Ma questo consentirebbe anche avere un’alternativa agli antibiotici e questa la risposta di Venter al Corriere.it:

Come è possibile allora riprodurre la vita? chiediamo. «Stiamo studiando un prototipo di convertitore digitale biologico (strumento assimilabile alla stampante 3D, ndr ) che potrebbe servire non solo a produrre vaccini in casa, ma anche a combattere una nuova sfida che è quella della resistenza agli antibiotici, grazie ai batteriofagi ».
Fin dal 2003, infatti, Venter si sta occupando di virus chiamati batteriofagi (ha identificato il codice genetico di uno di questi, il Phi-X174) capaci di entrare nei batteri, di inserirsi nel loro Dna e di distruggerli. «L’idea è quella di trovare una strada alternativa agli antibiotici – continua Venter – che in molti casi si stanno rivelando armi spuntate. Così si può pensare di analizzare il Dna di un batterio insensibile ai farmaci, trovare il suo punto debole e costruire un batteriofago, cioè un virus, capace di annientarlo. In tempi rapidissimi e caso per caso». Anche in questo frangente le informazioni, utili per la costruzione del virus-killer del batterio, potrebbero essere veicolate da un software e tradotte, con un convertitore o una stampante 3D, in un “farmaco antibatterico pronto per l’uso”. Oggi i laboratori di Venter possono di progettare e sintetizzare 300 batteriofagi al giorno.

Ma gli studi di Venter non si fermano nè al vaccino, nè alla vita artificiale, nè all’alternativa antibiotico. Viaggiano fino ad arrivare al “teletrasporto biologico”, ecco quello che potrebbe accadere secondo le eccentriche teorie di Venter che ha ancora spiegato al Corriere.it il funzionamento di una macchina a cui sta lavorando chiamata «unità digitale per l’invio della vita»:

Compito dell’unità di invio è trovare, tramite un robot, forme di vita (rappresentate soprattutto da batteri), analizzare il loro patrimonio genetico e generare un file digitale del Dna che possa essere inviato a un convertitore, il quale, a sua volta, può riprodurre la vita originaria di questi microrganismi in un altro luogo. Alcuni esperimenti sono cominciati nel deserto del Mojave in California (con l’obiettivo di cercare microbi e di leggere il loro Dna) ma l’idea più affascinante è portare queste apparecchiature su Marte, intercettare forme viventi e il loro Dna, trascriverlo su software, trasmetterlo, alla velocità della luce, sulla Terra e ricreare, da noi, i «marziani». Senza eventuali contaminazioni.

Picco influenzale: “i pazienti sfondano le porte del pronto soccorso”

influenza-tuttacronacaE’ iniziata la vera e propria epidemia d’influenza e in molti Pronto soccorso, in difficoltà, si sta segnalando in media un +20-30% di accessi nelle ultime due settimane. A rilevarlo è Giorgio Carbone, past president della Società italiana di medicina di emergenza-urgenza (Simeu).  “Negli ultimi giorni – spiega Carbone – si sta già registrando una media, dal nord al sud dell’Italia, del +20-30% di accessi nei Pronto soccorso a causa della sindrome influenzale e patologie collegate. Ciò sta determinando difficoltà in molti ospedali, con un conseguente ritardo dei ricoveri e lunghe attese in barella per i pazienti”. Molti di coloro che raggiungono i Pronto soccorso sono persone anziane, che optano per questa scelta per la difficoltà, nei giorni di festa, di reperire i medici di famiglia. Particolarmente pesanti, segnala l’esperto, le conseguenze dell’intasamento in alcuni Pronto soccorso: “A Torino – afferma – all’ospedale Maria Vittoria sono terminate le coperte e al San Giovanni Bosco i pazienti, stanchi dell’attesa e chiedendo di essere visitati, hanno addirittura sfondato le porte del Pronto soccorso”. Vengono inoltre segnalati ritardi nei ricoveri, conseguenza del ‘super-afflusso’ nei Pronto soccorso, “in alcuni ospedali romani, ad esempio – sottolinea Carbone – pazienti hanno atteso fino a 5 giorni in barella prima di essere ricoverati”.  In vista del previsto ulteriore aumento dei casi di influenza, l’invito degli esperti è dunque quello a non intasare inutilmente gli ospedali: “È importante recarsi al Pronto soccorso – rileva Fabrizio Pregliasco, del dipartimento di Scienze Biomediche dell’Università di Milano – solo in presenza di evidenti difficoltà respiratorie o in casi particolari. In generale, soprattutto nel caso dei bambini, il consiglio è quello di utilizzare farmaci sintomatici di automedicazione per tenere sotto controllo la febbre e seguire l’andamento nei successivi 2-3 giorni. Se non ci sono miglioramenti – conclude – rivolgersi al medico o al pediatra”.

46enne muore nel Veneziano per un virus misterioso

luana-ormenese-tuttacronacaE’ il Gazzettino a parlare della morte della 46enne Luana Ormenese, di Vigonovo, in provincia di Venezia, dopo una quindicina di giorni trascorsi in ospedale a causa di continui attacchi di febbre altissima che ne hanno minato gravemente il fisico, già debilitato da problemi di carattere immunitario apparsi da circa tre mesi. La donna, un’operaia nel settore serigrafia dell’azienda di materie plastiche Lumson spa di via delle Industrie 3 a Santa Maria di Sala, è deceduta sabato mattina nel reparto di medicina dell’ospedale di Dolo per cause ancora tutte da chiarire. Spiega il quotidiano:
Inizialmente le era stata diagnosticata la malattia di Still (una variante dell’artrite reumatoide dell’adulto) e per tale motivo doveva prendere continuamente dei farmaci specifici. Per una ulteriore e più precisa diagnosi sulla sua infermità, però, avrebbe dovuto eseguire lo scorso 17 dicembre all’ospedale di Padova altri controlli medici. Per tale motivo e sempre su disposizione dei medici, ha sospeso prima a metà per una settimana e poi interamente per altri sette giorni la cura farmacologica.
Due giorni prima degli esami Luana ha iniziato a soffrire di febbre altissima e nonostante il ricovero all’ospedale di Dolo, dove i medici hanno tentato di tutto per vincere il male oscuro, è deceduta nel corso della mattinata di sabato senza mai perdere conoscenza.
Luana Ormenese era sposata e da 15 anni viveva a Santa Maria di Sala. Non aveva figli. Da quando tre mesi fa erano apparsi i primi sintomi della malattia era tornata a vivere con i suoi genitori a Tombelle di Vigonovo in via Piovego 7. La data dei funerali non è ancora stata fissata. Al momento si sa solo che le esequie religiose verranno eseguite nella parrocchia di Tombelle di Vigonovo.

Mezzo milione a letto con l’influenza: il picco nei prossimi giorni

Influenza-tuttacronacaE’ atteso a partire dai giorni successivi all’Epifania il picco dell’influenza che già ha messo sotto le coperte quasi 100mila bambini. Durante le feste natalizie si sono ammalati d’influenza circa 450.000 italiani dei quali oltre il 20% è rappresentanto da bambini sotto i 5 anni. Negli ultimi giorni del 2013 si è registrato un incremento dei casi di influenza proprio tra i più piccoli (0-5 anni) con una incidenza di 4 casi su mille a fronte del dato generale pari a 1,5 casi su 1000. Il virus più comune della stagione influenzale in corso è l’AH3N2, isolato all’inizio di dicembre e compreso nel vaccino di quest’anno. “La vaccinazione è lo strumento di prevenzione più efficace per i bambini a rischio come quelli affetti da cardiopatie, pneumopatie, diabete, fibrosi cistica” spiegano gli esperti dell’ospedale Bambino Gesù di Roma. “E’ importante che un bambino affetto da una di queste patologie non contragga l’influenza – raccomanda Alberto villani, responsabile di Pediatria generale e Malattie infettive -. Si tratta di categorie a rischio per le quali una semplice influenza può diventare una maalttia di particolare rilevanza. Per tutti i bambini in buona salute è sufficiente fronteggiare i sintomi avvalendosi del consiglio del proprio pediatra, somministrare farmaci per la febbre e tenere le vie respiratorie il più libere possibile”. E’ importante consultare il medico in caso di sintomi importanti o che persistono troppo a lungo, vale a dire oltre 5 giorni. Si è contagiosi dal momento in cui si contrae il virus e fino a 5-7 giorni dalla scomparsa dei sintomi. Per limitare il contagio è utile lavare spesso le mani, coprire la bocca in caso di tosse e/o starnuti, usare fazzoletti di carta usa e getta, usare mascherine se esposti a contatto con altre persone non malate. Ancora, l’esperto consiglia di approfittare delle 24-48 ore in casa post influenza per dormire un po’ di più al mattino e per dedicare tempo ai 4 pasti giornaliseri favorendo l’assunzione di frutta e verdura.

Muta il virus dell’aviaria e il farmaco non è più efficace

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C’è allerta per l’aviaria nel mondo poiché il virus sarebbe mutato e l’unico farmaco conosciuto fino a oggi in grado di contrastare la malattia non sarebbe più efficacia. H7N9 non sarebbe quindi debellabile come ha dimostrato il gruppo coordinato da Nicole Bouvier, della Mount Sinai School of Medicine di New York che ha poi pubblicato i risultati sulla rivista Nature. Secondo la ricercatrice poi l’aviaria, a differenza di quello che accade invece con altri virus influenzali, non avrebbe visto compromessa la sua capacità di contagio nonostante la resistenza ai farmaci antivirali. I ricercatori hanno analizzato un virus H7N9, isolato da un paziente in Cina, per verificare la sua resistenza ai farmaci e il suo grado di infettività. Si è scoperto che il virus è altamente resistente al farmaco antivirale Tamiflu a causa di una mutazione avvenuta in uno dei suoi amminoacidi. Inoltre, è in grado di infettare le cellule umane coltivate in laboratorio e si diffonde tra gli animali in modo efficace come la controparte non mutata. Questo è insolito perchè è noto che quando il virus dell’influenza stagionale acquisisce resistenza ai farmaci, questo per il virus che si traduce in una ridotta capacità di trasmettersi e svilupparsi nell’organismo ospite. Il virus H7N9 ha ripreso a diffondersi all’inizio di quest’anno in Cina e finora nell’uomo ha causato oltre 130 infezioni. Poichè un vaccino contro questo ceppo di influenza non è ancora disponibile, i farmaci antivirali sono al momento gli unici mezzi disponibili per controllare l’infezione.

E’ ufficiale: è arrivata l’influenza! Il suo nome è Texas

influenza-arrivata-tuttacronacaNiente più virus para-influenzali: ora è arrivata la “vera” influenza, quella che, si stima, potrebbe colpire tra i 3 e i 5 milioni di italiani. Il primo caso di virus influenzale della stagione 2013-2014, comunica il Centro Nazionale per l’Influenza dell’Istituto Superiore di Sanità, è stato isolato presso il laboratorio dell’Università degli studi di Trieste: si tratta di una bambina di 4 anni, che non era stata sottoposta a vaccinazione e mostrava i classici sintomi influenzali. Il virus influenzale appartiene al tipo A, sottotipo H3N2, isolato da un campione clinico prelevato, la scorsa settimana, da uno dei medici ‘sentinella’ che monitorano l’andamento dell’epidemia stagionale. Sulla base dei dati attualmente disponibili, relativi ai virus di sottotipo H3N2 circolanti in Europa, il ministero spiega che “si presume che il virus isolato in Italia sia correlato al ceppo A/Texas/50/2012, che è uno dei 3 ceppi contenuti nel vaccino antinfluenzale attualmente in uso”. Quindi il vaccino dovrebbe svolgere il suo lavoro senza problemi. Il professor Gianni Rezza, epidemiologo dell’Istituto Superiore di Sanità, ha spiegato: “Sono stati rispettati i tempi, è arrivata prima di Natale e avrà un andamento che come quello degli anni passati”. Questo significa che una curva in crescita attraverserà le feste di Natale e il picco sarà raggiunto attorno a febbraio-marzo. Come sempre, tuttavia, il suo andamento è strettamente legato al numero di persone che hanno fatto ricorso alla vaccinazione e, stando alle prime segnalazioni dei medici di famiglia, quest’anno i tassi d’immunizzazione sono molto più bassi di quelli auspicati dal ministero così come dalle altre istituzioni sanitarie. Ciò è in particolar modo vero per quello che riguarda le categorie a rischio come gli anziani. Un trend registrato in modo netto negli ultimi anni.

Frutti di bosco, ancora allarme epatite: vittime del virus i religiosi

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Il nuovo documento è datato 13 novembre 2013 ed è stato firmato dall’Istituto Superiore di Sanità il quale fornisce i dati sull’epidemia di frutti di bosco che è ancora presente in Italia. Al momento sono stati accertati ben 700 casi, ma l’allarme non è ancora cessato, in quanto l’epidemia è ancora in corso. In particolare viene segnalato il caso di una comunità  religiosa del Lazio (composta da circa 300 persone), che in settembre ha organizzato un convegno internazionale con 110 persone provenienti da tutto il mondo. Come riportto da Il Fatto Alimentare:

All’evento hanno partecipato attivamente circa 60 seminaristi 9 dei quali hanno presentato sintomi di epatite A. Tutte le persone colpite dal virus hanno confermato di aver mangiato dolci guarniti con frutti di bosco surgelati. I risultati delle indagini molecolari sui campioni di 5 dei 6 casi registrati hanno mostrato un’omologia nucleotidica del 100% della regione VP1/2a con la sequenza del virus dell’epatite A. Inoltre le autorità sanitarie internazionali hanno segnalato 5 casi da Stati Uniti, Canada e Irlanda in persone che avevano partecipato al convegno.

Un altro dato importante della relazione è che oltre ai 14 lotti ritirati dal mercato ce ne sono altri 29 giudicati sospetti che probabilmente hanno veicolato l’epidemia.

Quanto sopra descritto suggerisce – si legge nel documento dell’Istituto Superiore di Sanità – che ad oggi l’epidemia legata al consumo di frutti di bosco surgelati è ancora in corso. Appare possibile, comunque, che lotti di mix di frutti di bosco potenzialmente contaminati e non ancora identificati come tali stiano circolando nel mercato italiano“.

Ecco anche gli altri dati.

“… Da maggio a settembre 2013 (data di pubblicazione della Circolare Ministeriale) sono stati segnalati 640 casi, 279 dei quali riportavano l’informazione sul consumo di frutti di bosco (il 78% ha dichiarato di averli consumati).

• I dati di laboratorio relativi al sequenziamento mostrano che la sequenza “outbreak” continua a circolare.

• L’evidenza dell’associazione tra il consumo di frutti di bosco congelati e i casi di infezione da HAV è classificabile, secondo i criteri EFSA, come “forte”.

• I dati aggiornati al 30 ottobre 2013 indicano complessivamente 14 lotti confermati e 29 lotti sospetti prodotti da 14 diverse ditte di packager. Si contano inoltre almeno altri 54 lotti collegati, ovvero che condividono almeno una matrice con i lotti per i quali sia stata confermata in laboratorio la contaminazione da HAV.

• La shelf-life dei lotti sospetti e collegati è tale da far supporre la presenza sul mercato di lotti potenzialmente contaminati da HAV ancora per molti mesi a venire.

• Le informazioni di tracing back non consentono di supportare l’ipotesi di una comune fonte di contaminazione dei lotti di frutti di bosco da HAV.

• Attualmente l’ipotesi più consistente, ancorché non sufficientemente confortata da evidenze, è quella di una contaminazione all’origine o lungo la filiera di lavorazione e distribuzione dei ribes rossi.

• Un elemento di criticità che merita attenzione è legato all’incremento del numero di casi in Italia, rispetto agli altri Paesi EU. L’ipotesi di una contaminazione primaria dei frutti di bosco dovrebbe comportare l’occorrenza di un numero di casi paragonabile a quello italiano anche in altri Paesi, a meno che non vi siano profonde differenze nelle catene…

“Falsa influenza” veri malati, italiani al letto

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120mila nuovi casi nell’ultima settimana. Questi i numeri dei malati in Italia colti da virus simili a quelli influenzali, ma meno potenti. I dati sono stati forniti dal ricercatore del dipartimento di Scienze Biomediche dell’Università di Milano Fabrizio Pregliasco, che sottolinea come al momento, tuttavia, il vero virus dell’influenza stagionale ancora non sia stato isolato.

”I virus dell’influenza stagionale – ha affermato Pregliasco – arriveranno con l’abbassamento delle temperature, quando il freddo diventerà più intenso e prolungato. Attualmente, però, sono in aumento le sindromi para-influenzali, che costringono a letto con febbri e dolori”.

I nostri 7 giorni: chi sarà il nostro prossimo passeggero?

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Questa settimana abbiamo fatto un viaggio alla ricerca di chiarimenti. Siamo quindi saliti “in carrozza” e, addentrandoci nell’annoso problema dei vaccini, ci siamo posti domande davanti a quelle dichiarazioni che rilasciò il Dr Hilleman nella sua storica intervista. Da una branca della medicina all’altra abbiamo riportato anche il caso del presunto autismo di Lionel Messi e, per stemperare un po’ l’atmosfera, ci siamo interessati anche dello strano caso delle infermiere cinesi un po’ “sui generis”, per poi svelare che era solo l’ennesimo fake. Cavalcando l’onda dell’ironia è tornato anche Crozza a ironizzare sul Cavaliere, così che si sono stemperate anche le 50 sfumature di… Silvio! E mentre il nostro treno attraversava la settimana c’era Maxi Rodrìguez che metteva a segno tre tunnel in 40 secondi, mentre Balotelli dormiva sogni d’oro e Gilardino si tatuava Peppa Pig. Sono molti i “passeggeri” che sono saliti in vettura con noi, che ci hanno seguito in questo viaggio, che ci hanno raccontato i loro punti di vista, che ci hanno ricordato che un’intera montagna di ricordi non uguaglierà mai una piccola speranza e poi la speranza è diventata certezza grazie a un tweet e abbiamo festeggiato il ritorno di Quirico in Italia. C’è invece ancora un tunnel di dubbi davanti a quanti si domandano cosa accadrebbe ai pensionati, agli esodati o ai cassaintegrati se cadesse il governo e c’è chi la sicurezza ormai l’ha avuta e ha detto Bella Ciao alla pensione.

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Il nostro treno ha poi incrociato il set di una commedia all’italiana con Letta in “una notte da sconosciuto”, mentre un giallo è in preparazione: Lavitola ha già scritto la sceneggiatura “I fondi neri del Cavaliere”. D’altra parte anche per i politici sono tempi duri, sempre a combattere la concorrenza di Uomini e Donne, chiamati a movimentare un talk show, ma in ansia per la poltrona. Ma c’è anche chi ha vuoti di memoria e corteggia una donna che poi scopre di aver sposato! C’è anche chi invece un prete non lo trova e alimenta il gossip. Il nostro treno corre veloce fino alla fine del mondo, ma un attimo prima che accada torna indietro… c’è ancora tempo per stupirsi dell’Ufo sui cieli di Vancouver, per danzare sulle scale infinite di Londra, per il Lego che diventa Thriller! Noi siamo ancora in viaggio e cammino… e siamo curiosi di scoprire chi diventerà il nostro prossimo compagno di viaggio!

GOOD NIGHT, AND GOOD LUCK!

La vera storia dell’ SV40, il virus nascosto nei vaccini

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Dall’articolo di naturalnews del 29 giugno 2011: The true story of SV40, the cancer-causing virus hidden in polio vaccines

Poliomielite, o polio in breve, è una malattia che è esistita fin dai tempi antichi, e nonostante i progressi della medicina che abbiamo fatto negli Stati Uniti in termini di salute normale e naturale, non vi è ancora alcuna cura per questa temuta malattia invalidante.

La poliomielite, un’afflizione virale contagiosa che attacca le cellule nervose e, a volte, il sistema nervoso centrale del corpo, causa un fenomeno conosciuto come atrofia muscolare (una diminuzione della massa muscolare), e, (nei casi più gravi, ndt), può anche causare la paralisi e la morte.

In un report della rivista “A Science Odyssey” si legge “Dal 1900 ci sono stati cicli di epidemie, e ognuno di essi sembrava diventare più forte e più disastroso. La malattia, i cui primi sintomi somigliano all’influenza, ha colpito soprattutto i bambini, ma anche gli adulti, tra cui Franklin Roosevelt”.

Nel 1952 tutto è cambiato, quando il dottor Jonas Salk, uno studente di medicina e ricercatore del virus, ha sviluppato un vaccino contro la polio che, due anni più tardi, è stato accettato per la sperimentazione a livello nazionale. Il principio alla base del vaccino era semplice e familiare: come il vaccino che era stato sviluppato per combattere il vaiolo, anche il vaccino antipolio introduceva una piccola quantità di virus nel corpo, che poi sviluppava anticorpi e la capacità di combattere i ceppi più potenti del malattia.

Sicuramente il vaccino di Salk registrò un successo iniziale, poiché il 60-70 per cento delle persone vaccinate non svilupparono la malattia. Poi iniziarono anche i primi problemi. Circa 200 persone che erano state vaccinate contrassero la malattia, e 11 di loro morirono, costringendo a fermare tutta la sperimentazione. Una volta che si stabilì che c’era un difetto, un lotto mal fabbricato del vaccino che causò questi casi, gli standard di produzione furono resi più restrittivi e le vaccinazioni su vasta scala a livello nazionale ripresero. Quattro milioni di vaccini sono stati usati dal 1955 al 1959, 90 paesi li hanno usati.

Detto questo, quei primi casi non furono la prima e ultima volta in cui il vaccino uccise. In realtà,  il vaccino antipolio di Salk in tutta la sua storia di utilizzo, ha lasciato un cammino di morte sulla sua scia.

Una scoperta mortale.

La produzione e la distribuzione a livello nazionale del vaccino contro la poliomielite entrò in vigore prima della fine del 1950, ma tra il 1959 e il 1960 il Dr. Bernice Eddy, un ricercatore dell’Istituto Nazionale della Salute (NIH), fece una scoperta sorprendente.

Secondo un rapporto da Michael E. Horwin, MA, JD, pubblicato il 3 Novembre 2003, e rilasciato dalla Albany Law Journal of Science & Technology: esaminando le cellule renali macinate di scimmie rhesus – da cui i vaccini antipolio derivarono ​​- scoprì “che le cellule sarebbero morte senza alcuna causa apparente.”

Horwin scrisse:

La Dottoressa Eddy scoprì che le cellule sarebbero morte senza alcuna causa apparente. Lei prese le sospensioni del materiale cellulare da queste colture di cellule renali e lo iniettò nei criceti. I tumori crebbero nei criceti. Poco dopo, gli scienziati della società farmaceutica Merck & Co. scoprirono quello che in seguito sarebbe stato individuato come lo stesso virus identificato da Eddy. Questo virus è stato chiamato Simian Virus 40 o SV40 perché era il 40° virus che si trovava nelle cellule del rene di scimmia.

Pochi mesi dopo, nel 1960, il Dr. Benjamin Sweet e Dr. Maurice Hillman, entrambi scienziati della Merck, pubblicarono i loro risultati. Scrissero che tali virus erano comuni in quella particolare razza di scimmie, in particolare nei loro reni:

La scoperta di questo nuovo virus, l’agente vacuolizzante, rappresenta il riconoscimento di un virus fino a quel momento “non rilevabile”, un virus di culture renali di scimmia e sollevò l’importante questione dell’esistenza di altri virus… Come illustrato nella presente relazione, tutti e 3 i tipi di vaccino antipolio con virus vivo di Sabin, somministrati a milioni di persone di tutte le età, erano stati contaminati dal virus vacuolizzante…

Il termine “virus vacuolizzante” è l’altro nome per SV40. Horwin disse, che più tardi, nel 1962, la dottoressa Eddy pubblicò ulteriori risultati per quanto riguardava il legame tra cancro e SV40.

Il virus (SV40) fu iniettato in una sola volta in 13 criceti e 10 topi neonati. Le neoplasie per via sottocutanea si svilupparono in 11 dei 13 criceti tra i 156 e 380 giorni…

Il Coro dei “negazionisti”

Poco dopo che la scoperta della Dottoressa Eddy fu resa pubblica, una serie di ricercatori e scienziati di grande rilievo, tra cui lo stesso dottor Salk, si fece avanti per difendere il vaccino antipolio.

Una storia pubblicata il 7 aprile 1963 dall’Associated Press  (“New Data Ties Cancer, Virus”), riportò le citazioni di un certo numero di scienziati che sottolinearono che, ad oggi (all’epoca dell’articolo quindi nel 1963, ndt), non era stato scoperto nessun collegamento tra SV40 e cancro negli esseri umani.

L’Associated Press, citando il dottor Michael B. Shimkin del National Cancer Institute, scriveva  “Mi sembra che se ci fosse un pericolo associato al SV-40, orami l’avremmo riconosciuto”. Dr. Shimkin continuò a sostenere che “il pubblico può essere rassicurato” perché attenti studi “non hanno prodotto nessuna prova che nel corso degli ultimi sette anni si è registrato un aumento di leucemia o di cancro che può essere attribuito all’SV-40.”

Il Dr. Joseph L. Melnick della Baylor University in Texas concordò, dicendo che non era stato scoperto alcun legame, facendo eco all’affermazione del dottor Salk, e approvando la storia AP e affermando che anche il dottor Eddy “ha detto che questo virus non è noto per indurre tumori nell’uomo o scimmie”.

Prove di supporto. 

Nel 1960, Horwin nota: il vaccino antipolio iniettabile Salk era stato dato a circa 98 milioni di bambini e di adulti americani, mentre la versione orale di Sabin era stata somministrata a circa 10.000 americani e decine di milioni di cittadini sovietici, dove erano stati condotti gli studi. “E’ stato stimato che il 10% e il 30% dei vaccini conteneva SV40 vivo”. Horwin sottolineò che, nonostante il legame scoperto dalla Dottoressa Eddy, nessuna agenzia federale e nessuna nuova regola federale regolò la fabbricazione, la vendita e la distribuzione di vaccini obbligando i produttori del vaccino antipolio a “scartare i loro semi del poliovirus SV40 contaminati che sono stati la fonte di tutti i vaccini antipolio successivi.”

Successivi test federali dei vaccini, avvenuti a metà degli anni 1960, erano anch’essi inadeguati, come nota Horwin, perché “i test sull’ SV40 di quattordici giorni non erano abbastanza lunghi per rilevare il virus.” Eppure, negli anni dopo, l’incidenza del cancro pediatrico aumentò.

“Infatti, – egli scrisse – il tasso di cancro pediatrico ha continuato a salire attraverso nel 1960, ’70, ’80 e ’90,”.

Questa affermazione è supportata anche da altre ricerche.

“Che il cancro infantile sta diventando sempre più comune è una questione controversa tra gli scienziati”, scrive Amy D. Kyle, per EnviroHealthPolicy.net e aggiunge –  notando un grafico che ha seguito l’aumento dei tassi di cancro pediatrico nella seconda parte del 20 ° secolo – “I dati provenienti dai sistemi di monitoraggio del cancro negli Stati Uniti suggeriscono che il cancro infantile è in aumento”.

L’ American Childhood Cancer Association fa un passo avanti, affermando che secondo le statistiche, il cancro è il killer numero uno dei bambini negli Stati Uniti.

Nel 2005 il National Network for Immunization Information pubblicò un rapporto in qualche modo in conflitto per quel che riguarda un legame tra SV40 e tassi di cancro in aumento.

“Anche se SV40 ha proprietà biologiche coerenti con un virus che causa il cancro, non è stato definitivamente stabilito se ha causato il cancro negli esseri umani”, diceva il rapporto. “Studi epidemiologici di gruppi di persone che hanno ricevuto il vaccino antipolio durante 1955-1963 non mostrano un aumentato rischio di cancro.”

Ma più tardi, lo stesso rapporto sembrava contraddire se stesso:

“Tuttavia, un certo numero di studi hanno trovato SV40 in alcune forme di cancro negli esseri umani, come mesoteliomi – tumori rari che si trovano nei polmoni – tumori al cervello e delle ossa; il virus è stato anche trovato in associazione con alcuni tipi di linfoma non-Hodgkin”.

Nel 2002, il comitato di revisione di sicurezza della IOM (Institute of Medicine) concluse che i dati disponibili erano insufficienti per definire se il vaccino antipolio contaminato poteva aver causato il cancro. Poiché non vi era prova biologica, il Comitato ha raccomandato la costante attenzione della sanità pubblica sotto forma di analisi politica, di comunicazione, e di ricerca biologica mirata.

Ci fu anche uno studio da parte della National Academy of Sciences, condotto su richiesta del Centers for Disease Control and Prevention, e non dette risultati “definitivi”. Un gruppo di esperti medici e scientifici incaricato di esaminare ogni possibile legame tra SV40 e aumento del rischio di cancro concluse:

Gli elementi disponibili sono “inadeguati per accettare o rifiutare una relazione causale tra vaccini antipolio contenenti l’SV40 e il cancro”

“E’ forte la prova biologica che SV40 è un virus trasformante,” uno che è in grado di “indurre trasformazione maligna delle cellule animali in coltura”

“E’ limitata la prova biologica che l’esposizione all’SV40 potrebbe causare il cancro negli esseri umani in condizioni naturali”

“E’ limitata la prova biologica che l’esposizione all’SV40 derivante dal vaccino antipolio è legata all’infezione da SV40 negli esseri umani.”

Nella parte delle sue conclusioni nella “valutazione di rilevanza”, la relazione del quadro finale dichiarò, “Il comitato ha concluso che le preoccupazioni circa l’esposizione al virus SV40 attraverso la contaminazione accidentale di vaccini antipolio sono significativi a causa della gravità dei tumori che hanno esiti negativi per la salute e perché potrebbero far venir meno la fiducia del pubblico nel programma di immunizzazione della nazione”.

Inoltre il rapporto finale non raccomandò “una revisione della politica del vaccino antipolio da uno qualsiasi organo consultivo nazionale o federale del vaccino”, perché il vaccino antipolio attuale era libero dall’SV40, ma raccomandò “lo sviluppo di test sierologici sensibili e specifici” per il virus, così come “lo sviluppo e l’uso di … tecniche standardizzate per il rilevamento del virus SV40.

Casi reali – Reali conclusioni. 

In un rapporto del 15 luglio 2001, il San Francisco Chronicle pubblicò un racconto dettagliato della crescente preoccupazione tra i ricercatori che il virus SV40 trovato inizialmente in quei vaccini antipolio era infatti responsabile di elevati tassi di cancro.

“Per quattro decadi, i funzionari del governo hanno insistito sul fatto che non ci sono prove che il virus delle scimmie chiamato SV40 è dannoso per gli esseri umani. Tuttavia, negli ultimi anni, decine di studi scientifici hanno scoperto il virus in un numero sempre crescente di rari tumori correlati del cervello, delle ossa e dei polmoni, lo stesso tumore maligno che SV40 provoca negli animali da laboratorio”. Il rapporto aggiunge “Ancora più preoccupante, il virus è stato rilevato nei tumori rimossi da persone mai inoculati con il vaccino contaminato, portando alcuni a preoccuparsi che quelli infettati dal vaccino potrebbe aver diffuso l’SV40.”

Il Dr. Michele Carbone di Loyola University Medical Center a Maywood, Illinois, disse al giornale che riteneva che il virus fosse cancerogeno per l’uomo. “Dobbiamo creare terapie per le persone che hanno questi tipi di cancro, e adesso possiamo essere capaci di farlo perché abbiamo un obiettivo – SV40,” disse.

Altri dicevano che i pochi studi del governo per quanto riguarda il nesso potenziale erano stati viziati.

Il Dott. Adi Gazdar, un ricercatore dell’Università del Texas Southwestern Medical Center cancer disse”Il governo non ha promosso una vera ricerca. Ecco cosa forse affligge milioni di americani, e sono indifferenti,” e aggiunse “Forse non vogliono sapere.”

Barbara Loe Fisher, presidente e co-fondatore del National Vaccine Information Center, un’organizzazione non-profit che promuove la sicurezza del vaccino, ha testimoniato davanti al sottocomitato di riforma del Comitato Governo alla Camera per i diritti umani e benessere nel settembre 2003 che:

[O]ggi, le agenzie sanitarie federali statunitensi ammettono i seguenti due fatti: il vaccino antipolio Salk rilasciato per uso pubblico tra il 1955 e il 1963 è stato contaminato con SV40 e che l’SV40 ha dimostrato di provocare il cancro negli animali.

Proseguendo, la Fisher ha detto che in una conferenza 1997 sull’SV40 e i tumori umani tenutasi al National Institutes of Health, a cui aveva partecipato, “non vi era disaccordo fra gli scienziati governativi e quelli non governativi su questi due fatti”.

“L’unico disaccordo era se l’SV40 è stato effettivamente individuato nei tumori di bambini e adulti che vivono oggi e, se lo fosse, se il virus della scimmia era infatti il responsabile del loro cancro. Scienziati non governativi che lavorano in laboratori indipendenti di tutto il mondo hanno detto, ‘Sì’. Ma gli scienziati legati al governo degli Stati Uniti ha detto ‘No’.” ha aggiunto la Fisher.

La Fisher ha continuato dicendo che “gli scienziati non governativi accreditati in diversi laboratori di tutto il mondo continuano a identificare SV40 nel cervello umano e nei tumori di bambini e adulti ai polmoni e stanno scoprendo che l’SV40 è anche associato a tumori ossei e dei linfomi non-Hodgkin.”

Nonostante le smentite in corso, un numero crescente di ricercatori continuano a sostenere che non solo c’è un legame autentico tra vaccini di Salk contaminati con SV40 e il cancro, ma che i funzionari del governo federale e le agenzie responsabili di garantire la sicurezza di tali vaccini – allora e di oggi – odiano ammetterlo, forse perché temono le ricadute in termini di cause legali e perso credibilità.

Ma alla fine è probabile che vi sia una prova sufficiente per forzare un cambiamento, perché in base a ciò che è ancora in fase di scoperta del legame, il problema non andrà via comunque via molto presto.

Questa è la traduzione del testo, quindi prima di esprimere pareri definitivi che negano il rapporto Sv-40 con le patologie cancerogene è meglio documentarsi. Questo lo diciamo in particolare all’autore di questo testo:

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Vaccini sottocutanei vs il tumore della pelle.

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La ricerca – del gruppo multicentrico diretto da David Mooney della prestigiosa Harvard University di Boston – per combattere il tumore della pelle, il temibile melanoma, sembra aver trovato un vaccino da applicare sotto cute attraverso dischetti di materiale spugnoso “imbevuti” di un cocktail di principi attivi (fattori di crescita e molecole tumorali del singolo paziente – antigeni personalizzati). Siamo appena alla prima sperimentazione (che durerà fino al 2015), ma il vaccino che in pratica avrebbe il compito di riprogrammare il sistema immunitario del paziente rendendolo capace di attaccare il tumore, sembra che abbia avuto già successo su animali. Lo studio è stato anche pubblicato sulla rivista Science Translational Medicine. Questo tipo di vaccino rientra tra quelli denominati “vaccini terapeutici” cioè in grado di istruire  il sistema immunitario del paziente a riconoscere e attaccare selettivamente le cellule tumorali.

Quali sono i passi per arrivare a tale riconoscimento?

Nella maggior parte dei casi vengono prelevate cellule immunitarie del malato che si modificano in provetta facendo loro “incontrare” molecole tumorali (antigeni) che gli servono per imparare a riconosce il tumore. Infine le cellule così modificate si reiniettano nel paziente e dovrebbero essere in grado di operare il riconoscimento.

Quante persone vengono colpite in Italia da questo tumore?

Il melanoma, cancro legato anche all’abbronzatura non protetta e ai lettini solari, colpisce in Italia qualcosa come 7000 persone ogni anno (dati resi noti nel maggio scorso in occasione di dell’Euromelanoma Day 2013).

Questo sicuramente non è il primo vaccino personalizzato in quanto già vi è quello  contro le recidive del glioblastoma, micidiale tumore del cervello: il vaccino, ideato su misura del singolo paziente, è stato testato con successo su 40 malati il cui tumore era ricomparso dopo la terapia standard con chirurgia e chemio.

In Italia, precisamente a Siena, al policlinico Santa Maria alle Scotte si sta conducendo invece uno studio su un vaccino per il cancro al colon e al polmone. 

 

Trascrizione dell’intervista di Dr. Maurice Hilleman sui vaccini

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Uno dei più grandi scienziati della Merck, il Dr Maurice Hilleman che lavorava proprio nel settore dei vaccini, ha rilasciato un’intervista registrata nella quale egli ammetteva apertamente che i vaccini somministrati agli americani erano  contaminati con la leucemia e virus tumorali. Naturalmente i suoi colleghi, registrati anch’essi, dopo tali rivelazioni sono scoppiati a ridere e hanno smentito il professore affermando che si potesse trattare solo di un’ipotesi divertente. Ma restano comunque le parole di un medico, di uno scienziato che ha lavorato nel settore e non di un cospiratore dell’ultima ora che si è alzato una mattina e ha inventato una storia apocalittica.

Ecco la trascrizione tradotta dal sito http://naturalnews.com/.

Dr. Len Horowitz: Oggi ascoltate la voce di uno degli esperti più importanti nel campo dei vaccini il Dr. Maurice Hilleman, Capo della Merck Pharmaceutical Company, della divisione dei vaccini. Lui ci vuole informare sul problema che ha (quindi lui stesso, non riferisce di altri) riscontrato con le scimmie importate. Il Dottore spiega soprattutto l’origine dell’AIDS, ma quello che state per ascoltare (leggere, ndt) è stato tagliato (nel senso di eliminato) da eventuali divulgazioni pubbliche.  (in realtà quello che leggo altrove e’ che l’intervista video da cui e’ tratta questa stesura era stata censurata)

Dottor Maurice Hilleman: ritengo che i vaccini devono essere considerati il vero affare della tecnologia di base del 20° secolo .
Narratore: 50 anni fa, quando Maurice Hilleman era uno studente di scuola superiore a Miles City nel Montana, sperava di poter avere i requisiti per diventare uno stage di apprendista manager del locale JC Penney  (specie di Upim vecchia maniera). Invece è divenuto un pioniere nella ricerca delle innovazioni e dello sviluppo dei vaccini, più di chiunque altro nella storia della medicina americana. Tra le scoperte che ha fatto alla Merck , sono vaccini per parotite epidemica (vale a dire gli orecchioni), rosolia e il morbillo…
Dr Edward Shorter (rivolgendosi al Dr Maurice Hilleman): Mi dica come ha trovato (scoperto) SV40 e il vaccino antipolio.
Dr Maurice Hilleman: Beh, questo era alla Merck . Sì, arrivai alla Merck per sviluppare vaccini… E all’epoca avevamo dei virus incontrollabili. Si ricorda dei virus del rene di scimmia e così via? Dopo 6 mesi ho gettato la spugna e ho detto che non era possibile sviluppare vaccini con queste maledette scimmie, siamo alla frutta, e se io non riesco a fare una cosa, chiudo, non vado per tentativi. Così sono andato a vedere Bill Mann allo zoo di Washington DC  e gli ho detto “guarda, ho un problema e non so cosa diavolo fare”. Bill Mann è davvero un uomo brillante.  Gli ho detto queste scimmie pidocchiose se lo beccano mentre se ne stanno nei depositi degli aeroporti, durante il transito, il caricamento e lo scaricamento.
 Egli disse con molta semplicita’ di procedere, prelevando le scimmie direttamente dall’Africa Occidentale, scegliendo la scimmia Africana Verde (Chlorocebus), portale a Madrid, scaricale lì. Lì non c’e’ altro traffico animale. Le imbarchi per Filadelfia, e te le vai a prendere Oppure le fai sbarcare a New York, e vai direttamente sottostiva a prelevarle.  Così siamo andati a prendere le Africane Verdi, e all’epoca non sapevamo che stavamo importando il virus dell’AIDS.
Varie voci di sottofondo: … (risate) …sei stato tu introdurre il virus dell’AIDS nel paese. Ora lo sappiamo! (risate) Questa è la vera storia! (risate). Di cosa non e’ capace la Merck per sviluppare un vaccino! (risate)
Dr Maurice Hilleman: Ciò che fece e’ stato di introdurre… voglio dire noi abbiamo introdotto quelle scimmie nel paese.  Avevo solo quelle e questo rappresentava una soluzione perché quelle scimmie non avevano quei virus incontrollabili, , ma noi…
Dr Edward Shorter : Aspetti, perché le scimmie verdi non avevano quei virus incontrollabili, visto che venivano comunque dall’Africa?
Dr Maurice Hilleman: … perché non venivano, non venivano infettate (non entrando a far parte di) in questo gruppo portatore di tutti gli altri 40 diversi virus…
Dr Edward Shorter : ma avevano quelli (virus) che hanno portato dalla giungla però…
Dr Maurice Hilleman : … sì, avevano quelli, ma quelli erano relativamente pochi. quello che succede con un gruppo in sovraffollamento è che si avrà una trasmissione epidemica di un’infezione in uno spazio ristretto. Comunque, le scimmie verdi arrivarono e prendemmo le nostre precauzioni per ripulirle… ed ora buon Dio scopro dei nuovi virus. Così ho bestemmiato. Bene, ho ricevuto un invito da parte della Sister Kenny Foundation  che era la fondazione avversaria quando si trattava del virus vivo…  (si riferisce a questo: http://www.whale.to/v/eddy.html, cioè a prima di Sabin, che dopo lo scandalo del vaccino fatto con il virus vivo della polio, che contagio’ parecchi bambini, trovo’ la via di uscita di produrre il vaccino con il virus morto. )
(Sister Kinney Foundation  si occupa di riabilitazione per le persone affette dalla Polio e di altre malattie che richiedono comunque la riabilitazione)  (si,vedi:http://www.polioplace.org/people/sister-elizabeth-kenny)
Dr Edward Shorter : Ah, giusto…
Dr Maurice Hilleman: Sì, loro erano saliti sul carro di Salk e mi avevano chiesto di andare a tenere un discorso ad una riunione della Sister Kenny Foundation. Mi sono reso conto che si trattava di un incontro internazionale e Dio buono, cosa gli diro’? So cosa faro’, gli parlero’ del tema del rilevamento di virus non rilevabili.
Dr Albert Sabin: … c’era chi non voleva un vaccino con virus vivo … (incomprensibile ) … concentrava tutti gli sforzi per far si’ che più e più persone ricorressero al vaccino con il virus morto, mentre mi finanziavano perche’ facessi ricerca sui virus vivi.
Dr Maurice Hilleman: Quindi ora ho in mano qualcosa (risate), e sapete che questo attira l’attenzione per attirare l’attenzione. E accidenti, pensai, quel maledetto SV40 , voglio dire quel maledetto agente che fa sbavare (non capisco se davvero il virus provoca sbavamenti, o se e’ per modo di dire….) scegliero’ semplicemente proprio quel virus, quel virus deve trovarsi nei vaccini, deve esserci nei vaccini di Sabin. Quindi ho fatto dei veloci test (risate) ed ecco che effettivamente c’era.
Dr Edward Shorter: Mi venga un colpo.
Dr Maurice Hilleman:… E così adesso …
Dr Edward Shorter: … così hai prelevato scorte di vaccini di Sabin dagli scaffali della Merck…
Dr Maurice Hilleman: … sì , beh era stato prodotto, è stato fatto dalla Merck …
Dr Edward Shorter: Lo stavate facendo per Sabin, a questo punto ?
Dr Maurice Hilleman: … Sì,lo facevano prima che arrivassi io alla Merck…
Dr Edward Shorter: Sì, ma a questo punto Sabin stava ancora solo facendo massicci test sul campo…
Dr Maurice Hilleman: …Già
Dr Edward Shorter:  Bene.
Dr Maurice Hilleman:… in Russia e così via. Così scesi e andai a parlare del rilevamento di virus non rilevabili e dissi ad Albert, ascolta Albert, tu losai che noi due siamo buoni amici, ma ho intenzione di andarcie tu ti arrabbierai. Andro’ a parlare del virus che è nel tuo vaccino. Ti devi disfare del virus, non preoccuparti, lo eliminerai… ma naturalmente Albert era molto turbato…
Dr Edward Shorter : Che cosa le ha detto ?
Dr Maurice Hilleman: … beh, ha detto in sostanza, che questo è solo un’altro offuscamento che stava sconvolgerà (il mondo de) i vaccini. Ho detto, che, lo sai, hai assolutamente ragione, ma qui ci troviamo in una nuova era in termini di rilevamento, e la cosa importante è eliminare questi virus.
Dr Edward Shorter : Perché ha parlato di offuscamento se si tratta di un virus che contamina il vaccino?
Dr Maurice Hilleman: …Beh ci sono 40 diversi virus in questi vaccini che comunque noi stavamo inattivando e …,
Dr Edward Shorter: Ma non stavate inattivando il suo…
Dr Maurice Hilleman: No è vero, ma nel vaccino contro la febbre gialla c’era il virus della leucemia e sapete bene che si era ai tempi di una scienza molto acerba. Comunque sono sceso e gli ho parlato e gli ho detto: bene, perché ti preoccupa? Beh ho detto “Ti dirò una cosa, ho la sensazione dalle mie ossa che questo virus è diverso, io non so perché te lo sto dicendo ma io … ( incomprensibile) … Penso solo che questo virus avrà alcuni effetti a lungo termine.” E lui ha detto “Cosa?” Gli ho risposto “cancro.” (risate) Gli ho detto,  Albert, probabilmente pensi che io sia pazzo, ma ho questa sensazione. Beh, nel frattempo avevamo preso questo virus e lo avevamo testato su scimmie e su criceti. Così abbiamo avuto questo incontro ed e’ diventato l’argomento del giorno, e le battute che correvano erano del tipo “Accidenti, vinceremmo le Olimpiadi perché i russi sarebbero pieni di tumori.” ( risate ) E’ li’ che il vaccino veniva testato, e’ li’ che … così, la riunione andò a farsi friggere, e questo divenne il tema principale. Beh comunque …
Dr Edward Shorter: Questa era ( incomprensibile…. ) dei medici … riunione a New York?
Dr Maurice Hilleman:… beh no , questo era presso la Sister Kinney
Dr Edward Shorter : Sister Kinney, giusto…
Dr Maurice Hilleman: … e Del Becco (sp) (probabilmente vuol dire Dulbecco, che ha avuto un ruolo importante nel vaccino contro la polio) si alzarono. Prevedeva problemi con questi tipi di agenti .
Dr Edward Shorter: Perché non è uscito sulla stampa?
Dr Maurice Hilleman: …Beh, credo che sia uscito, non ricordo. Non abbiamo fatto un comunicato stampa su questo. Ovviamente non si publicizza, si tratta di affari scientifici all’interno della comunità scientifica…
Voce del giornalista: …Una vittoria storica su una terribile malattia è drammaticamente spiegata dall’Università del Michigan. Qui gli scienziati inaugurano una nuova era medica con le relazioni monumentali che dimostrano che il vaccino Salk contro la poliomielite paralizzante fosse un successo clamoroso. E’ il giorno del trionfo del 40enne Dr. Jonas Salk, che ha sviluppato il vaccino. Arriva qui con Basil O’Connor, capo della Fondazione Nazionale per la Paralisi Infantile che ha finanziato i test . Centinaia di giornalisti e scienziati si sono riuniti da tutto il paese per l’annuncio epocale…
Dr Albert Sabin: … Era troppo spettacolare, era troppo Hollywood . C’era troppa esagerazione e l’impressione nel 1957 che – no, nel 1954 – era che il problema fosse risolto, che la polio fosse stata battuta.
Dr Maurice Hilleman: …Ma, in ogni caso sapevamo che era nel nostro ceppo per fare i vaccini . Questo virus vedete, è uno su 10.000 particelle non è uno di quelli attivi … ( incomprensibile) … era la  scienza buona del momento, perché questo era quello che facevi. Non ti preoccupavi di questi virus selvaggi.
Dr Edward Shorter: Quindi lei scoprì che non era stato inattivato nel vaccino di Salk?
Dr Maurice Hilleman: … Giusto. E poi succede che 3, 4 settimane dopo scovi che spuntavano tumori da tutte le parti in questi criceti.
Dr. Len Horowitz: Quindi nonostante l’AIDS e la leucemia divennero improvvisamente una pandemia, grazie ai “virus selvaggi”, ha detto Hilleman, questa all’epoca era “buona scienza”.
NaturalNews ringrazia il Dott. Len Horowitz per aver scoperto questa intervista negli archivi nazionali, e per averla divulgata in modo che il pubblico possa scoprire la verità dietro la letale industria dei vaccini.
(Il video dell’intervista lo potete trovare a questo link)

SHOCK MONDIALE, cancro trasmesso nei vaccini? Lo ammette l’azienda

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L’azienda farmaceutica MERCK ha confessato, la tragedia mondiale che sembrava frutto di una mente squilibrata purtroppo invece è una realtà con cui bisognerà confrontarsi. L’azienda ha ammesso di aver inoculato il virus del cancro per mezzo dei vaccini.

La scioccante intervista ovviamente  censurata, condotta dallo studioso di storia medica Edward Shorter per la televisione pubblica di Boston WGBH e la Blackell Science, è stata tagliata dal libro “The Health Century” proprio a causa del suoi contenuti, l’ammissione che la Merck ha tradizionalmente iniettato il virus micidiale (SV40 ed altri) capace di provocare il cancro, nella popolazione di tutto il mondo.

Si spiegherebbe infatti l’aumento dell’insorgenza dei tumori negli ultimi 50 anni.

Questo filmato, contenuto nel documentario “In Lies we trust: the CIA, Hollywood and Bioterrorism”, prodotto e creato liberamente dalle associazioni di tutela dei consumatori e dall’esperto di salute pubblica, Dott. Leonard Horowitz, caratterizza l’intervista al maggior esperto di vaccini al mondo, il Dott. Maurice Hilleman, che spiega perché la Merck ha diffuso l’Aids, la leucemia ed altre terribili malattie.

Nei vaccini venduti al terzo mondo si è scoperto che questi contenevano l’ormone B-hCG, un anti fertile se immesso in un vaccino.

La Corte Suprema delle Filippine ha scoperto che oltre 3 milioni e mezzo di donne e ragazze hanno assunto questi vaccini contaminati, così come in Nigeria, Thailandia.

Fonte losai.eu

La trascrizione dell’intervista è possibile leggerla al seguente link: Trascrizione dell’intervista di Dr. Maurice Hilleman sui vaccini.

Per approfondire l’argomento è possibile trovare al seguente link la traduzione di un articolo del 29 giugno 2011 apparso su naturalnews dal titolo “The true story of SV40, the cancer-causing virus hidden in polio vaccines”: La vera storia dell’ SV40, il virus nascosto nei vaccini.

Un sito che si può consultare per approfondire l’argomento sui vaccini è: http://www.comilva.org/

AVVISO PER I LETTORI: stiamo cercando di rispondere ai numerosi commenti pervenuti tentando di essere il possibile esaustivi in base alle notizie che possiamo rilevare da fonti attendibili. Risponderemo a tutti e cercheremo di farlo nel minor tempo possibile. Ci scusiamo per l’attesa e vi chiediamo una cortesia: molte persone pongono gli stessi quesiti o fanno le stesse affermazioni. Per evitare di ripetere innumerevoli volte le stesse risposte e per arricchire il dialogo, vi chiediamo di leggere prima i commenti già pubblicati. Grazie per l’attenzione.

vaccini-fonteIl blog del “giornalista informatico e cacciatore di bufale” Il Disinformatico (http://attivissimo.blogspot.it/) ha riportato la nostra notizia, senza però sottolineare che si tratta di una notiza derivata: una svista capita a tutti, anche ai più scaltri cacciatori di bufale! Abbiamo letto con attenzione tale articolo (http://attivissimo.blogspot.it/2013/09/antibufala-la-merck-inocula-il-cancro.html?utm_source=feedburner&utm_medium=feed&utm_campaign=Feed%3A+Disinformatico+%28Il+Disinformatico%29) e, considerata la premessa “Prima di pubblicare, basterebbe informarsi almeno un pochino”, speravamo di trovare nel link una smentita alle affermazioni rilasciate dal dr Hilleman, ma purtroppo l’articolo cita una “ Ricerca Wired” del 2007 che afferma “Infatti è indubbio che la Merck abbia “inoculato il virus del cancro per mezzo dei vaccini”: ma lo ha fatto per errore, non per un piano diabolico; e lo ha fatto non “tradizionalmente”, ma ha smesso cinquant’anni fa.” Noi ci siamo limitati a riprendere un’intervista che già aveva aveva fatto il giro del mondo senza esprimere nessun giudizio personale, considerato anche che non c’erano elementi per farlo. Le informazioni le avevamo ricavate da “Lo sai.eu” come doverosamente avevamo scritto nel nostro articolo. Quanto alla parola “micidiale” che ha sollevato le obiezioni del bloggista Disinformatico del Link, anche quel termine lo avevamo ripreso dall’articolo citato come nostra fonte.

Schermata 2013-09-11 alle 22.59.41Per avere un maggiore approfondimento sul tema delle vaccinazioni, un articolo dal titolo “Vaccini: quello che nessuno vuole o può dire” è consultabile sul sito de Il Fatto:

Schermata 2013-09-12 alle 00.14.58 Schermata 2013-09-12 alle 00.15.58 Schermata 2013-09-12 alle 00.16.41 Schermata 2013-09-12 alle 00.17.15

Per un ulteriore approfondimento, è possibile anche leggere l’articolo “Vaccini: un database segreto del governo americano di bambini rovinati o uccisipubblicato su Terra Real Time, che a sua volta riporta le sue fonti.

Il 27 gennaio 2014 è inoltre uscita la notizia correlata: Il vaccino uccise un alpino di cancro! SENTENZA STORICA IN ITALIA

Sempre a proposito di Merck, potrebbe interessarvi anche: Vetro nei vaccini, la Merck ritira 743.360 fiale (notizia del 12 gennaio 2014)

Nel frattempo c’è chi pensa anche al “vaccino fai da te” da produrre direttamente in casa. L’articolo si trova qui.

L’Italia è il paese più infettato da web in Europa

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Una vera e propria epidemia è in corso in Italia. Una mail ogni 177 contiene un virus e questi numeri ci hanno fatto balzare in testa alla classifica di Paese più infettato dal web in Europa. Un primato che sicuramente non ci fa onore, ma il rapporto  Symantec 2013 non lascia dubbi. Oltre ai virus che viaggiano nelle nostre mail è presente anche il phishing, cioè furto di identità digitale, con una media di un tentativo ogni 406 mail. Da cosa deriva questa nostra esposizione ai rischi del web? Sicuramente in una scarsa informazione e cultura informatica, oltre agli elevati costi che non consentono alle imprese piccole e medie di investire nella sicurezza del web.

Dietro a questo primato ci sarebbe la “pigrizia” degli italiani nell’aggiornare il proprio antivirus, la poca sicurezza della navigazione da smartphone e tablet e le Pmi, sempre secondo il rapporto Symantec:

“A livello mondiale un attacco ogni tre è rivolto contro aziende con meno di 250 dipendenti: le grandi società hanno maggiori budget per la sicurezza. Concludiamo sempre con le classifiche. I Paesi più infettati al mondo considerando tutti i problemi di natura informatica sono Usa e India. In Europa siamo terzi, dopo Germania e Olanda. Almeno che si facciano tutti i nomi degli untori.”.

La Rai fa flop! Il servizio pubblico non fa share?

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E’ Carlo Tecce sul Fatto Quotidiano a non usare mezzi termini “La Rai è una fabbrica di flop”. Il giornalista fa anche nomi e cognomi e non parla certo di programmi sconosciuti o di nicchia. Tra i nomi figurano:  David Parenzo, Nicola Porro e Neri Marcorè.

Il venerdì sicuramente è un giorno difficile, già lo è in inverno figuriamoci d’estate, ma certo che i dati mostrati da Tecce sul Fatto Quotidiano sicuramente fanno riflettere: David Parenzo “La Guerra dei mondi”, quattro puntate sull’attualità andate in onda tra giugno e luglio per poi riprendere in autunno, hanno avuto uno share conclusivo del 3,5%, parecchio al di sotto della media del 7,9%. Per questo, scrive Tecce, la Rai chiederà al direttore di rete Andrea Vianello di chiudere la trasmissione.

Vittime del cattivo share legato al calendario sono stati anche Neri Marcorè con il suo spettacolo del lunedì sera, e Fabio Fazio, che ha rinunciato al lunedì ripiegando sui tradizionali sabato e domenica.

Anche un giornalista della carta stampata già prestato alla televisione (La7) come Nicola Porro ha deluso le attese con il suo programma “Virus” e anche qui Tecce rileva il danno:

Virus si è inclinato a 5,25% di share, ma il vicedirettore del Giornale avrà la rivincita in autunno. Tentare può nuocere. Perché i piccoli chimici di viale Mazzini giocano con i milioni di euro, questi prodotti sono stati venduti ai pubblicitari con stime ben maggiori: per una semplice ragione, altrimenti nessuno li avrebbe “comprati”. Il danno estivo si può riparare, quel che non si ripara, e consiste in uno spreco, sono le scenografie e il lavoro che vanno al macero. E anche quei professionisti coinvolti che, responsabili o immuni, sciupano un’occasione. Mancano ancora due mesi, di pazienza e attesa, all’apertura del bar sport di Antonio Polito che non dovrà far rimpiangere il processo di Biscardi. Polito, forse, opterà per la grazia.

 

10 casi di Nuova Sars in Italia. E’ lo stesso virus o uno nuovo?

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Alla fine sono 10 le persone positive al test della Nuova Sars ad affermarlo è professor Alessandro Bartoloni, responsabile del reparto malattie infettive dell’Aou di Careggi.

“Le persone risultate positive al test – prosegue il professore – non sono state isolate e sono a casa perchè non presentano alcun sintomo. Continuiamo a prelevare campioni e ad esaminarli per capire fino a che punto il virus si è diffuso. C’era la convinzione, secondo quanto indicato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità – prosegue l’infettivologo -, che il virus si trasmettesse poco e fosse piuttosto aggressivo. Quel che stiamo vedendo finora sembra essere, invece, esattamente il contrario. Lo schema si è ribaltato”. I test vengono quindi condotti su persone che hanno avuto contatti con chi già risulta positivo, anche se non presenta alcun sintomo. “Oltre che a tutela delle persone – spiega il professor Bartoloni – questo studio ci servirà a capire quale è la dimensione del fenomeno. L’interrogativo, a questo punto, è: il virus si è modificato o è un altro virus?”.

I pazienti ricoverati intanto migliorano e  la collega del primo paziente colpito da Nuova Sars, il quarantacinquenne giordano dipendente di un albergo fiorentino, potrebbe essere dimessa già stasera o al più tardi domani. Ma sono migliorate sensibilmente anche le condizioni del 45enne anche se ha ancora qualche difficoltà respiratoria.

 

Nuova Sars: primo caso segnalato in Toscana

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Il Ministero della Salute ha reso noto che, in Toscana, è stato segnalato un primo caso di Coronavirus, la Nuova Sars. Ad esserne colpito un 45enne straniero che vive in Italia e che era stato di recente in Giordania dove uno dei suoi figli sembra soffrisse di una forma influenzale non specificata. L’uomo, che ha febbre ala e tosse, si trova ora in isolamento, ma è in buone condizioni. Il virus si trasmette con “stretto contatto” e sono sufficienti le normali misure igieniche che vengono usate anche contro linfluenza per fare prevenzione. “Per quanto riguarda i viaggi internazionali e le rotte commerciali, l’Organizzazione Mondiale della Sanità non raccomanda test né altre restrizioni ai viaggiatori all’ingresso nei Paesi membri della Regione Europea”, sottolineano al Ministero.

Il vaccino “jolly”… una puntura contro tante influenze

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Sono anni che se ne parla, ma realizzarlo non è mai stato possibile, ora però l’ottimismo arriva dalle pagine della rivista Nature: il vaccino jolly – quello attivo contro diversi ceppi del virus influenzale – potrebbe essere pronto. I furetti, sui quali è stato sperimentato, ha dato esiti positivi.

Questo, secondo i ricercatori sarebbe in grado di contrastare altri virus influenzali emergenti e altri patogeni. Per realizzarlo gli scienziati hanno utilizzato laboratori di nano tecnologia. Sarà davvero il vaccino che ci permetterà con una sola puntura di debellare più influenze?

Dopo l’Aids arriva H041… altro virus a trasmissione sessuale

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“Il virus H041 potrebbe essere peggiore dell’AIDS e il primato può raggiungerlo da qui a breve” ha detto il medico Alan Christianson alla CNBC perché “I batteri sono aggressivi e colpiscono velocemente il corpo umano”. L’America è già pronta a investire 50 milioni di dollari nella ricerca. Christianson ricorda: “La gente deve praticare sesso sicuro e chi sta per iniziare una nuova relazione dovrebbe fare un test all’inizio”.

Sarà davvero il nuovo AIDS dell’era 2.0?

 

VIRUS KILLER SCONOSCIUTO AD AMBURGO! PANICO E ALLARME

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Due morti misteriose e almeno cinque contagi sospetti. È una patologia sconosciuta quella che sta colpendo nei pressi di Amburgo alcune persone, secondo quanto riporta la Bild. Un poliziotto di 49 anni è deceduto nella clinica universitaria di Amburgo-Eppendorf, per una patologia che avrebbe colpito tutti gli organi. Un secondo agente, di 38 anni, che non avrebbe avuto contatti professionali col primo, sarebbe a rischio: presenta gli stessi sintomi, una specie di influenza e una polmonite. Bild cita anche un’insegnante, morta nello stesso ospedale, dopo un collasso generale degli organi e cinque pazienti contagiati complessivamente. Per i medici si tratta di un enigma: i sintomi sono quelli di una influenza, e potrebbe trattarsi di un «virus mutato» secondo un portavoce istituzionale citato dallo Schleswig-Hollsteinische Zeitungsverlag. Le istituzioni non hanno fatto scattare alcuna allerta.

L’aviaria terrorizza Shanghai!

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Le autorità di Shanghai hanno soppresso oltre 20.000 volatili in un solo mercato della città, mentre è stato ordinato il controllo e la chiusura degli altri mercati di pollame. Lo riferisce l’agenzia Nuova Cina. In totale, 20.536 tra polli, anatre, oche e piccioni dal mercato degli uccelli di Huhuai, nel distretto di Songjiang a Shanghai, sono stati soppressi. Il mercato è lo stesso nel quale sono stati trovati piccioni in vendita contagiati dal virus della nuova influenza aviaria H7N9. Chiuso il mercato e soppressi gli animali, si è passato alla disinfezione dei locali e delle stie, il tutto avvenuto di notte. Poco fa le autorità di Shanghai hanno annunciato la chiusura di tutti i mercati di pollame della città, come mossa preventiva almeno fino a quando non saranno eseguiti test. Analisi in corso anche nei confronti dell’uomo ricoverato con i sintomi dell’influenza dopo essere stato a contatto con una delle vittime dell’H7N9 a Shanghai. È il primo caso del genere: fino a ieri le autorità sanitarie avevano smentito che il contagio di questo nuovo virus potesse avvenire tra umani, ma soltanto a contatto con pollame infetto. L’ultimo contagiato è stato ricoverato a Shanghai, che pare il fulcro dell’epidemia. Sono 14 i contagiati, 5 dei quali morti.

Un virus sconosciuto, fa strage in Medio Oriente! Allarme contagio.

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Il misterioso coronavirus che ha già fatto undici vittime in Medio Oriente sembra essere molto piu’ pericoloso della Sars. Lo scrive il South China Morning Post che riporta uno studio della Universita’ di Hong Kong, secondo il quale il nuovo virus sarebbe anche piu’ ”promiscuo”, capace cioe’ di infettare diverse specie.

Diversamente dalla Sars, il misterioso coronavirus puo’ interessare diversi organi e uccidere rapidamente le cellule.

Non si conosce l’origine del virus, apparso per la prima volta in pipistrelli. Secondo gli scienziati di Hong Kong, il virus, che nei giorni scorsi ha ucciso altre due persone tra Emirati Arabi e Arabia Saudita, attacca diverse cellule umane nel fegato, reni, vie respiratorie basse, intestino e tessuti microfagi. Proprio per queste caratteristiche, il nuovo coronavirus ha un tasso di mortalita’ del 56% rispetto a quello della Sars che e’ dell’11%. La preoccupazione degli scienziati e’ che il virus possa mutare. A differenza della Sars, infatti, il nuovo virus non e’ cosi’ contagioso perche’ colpisce le vie aeree respiratorie inferiori e non superiori, ma una mutazione potrebbe far cambiare tutto. Per l’organizzazione mondiale della sanita’, sono 17 i contagiati.

TERRORE VIRUS KILLER… SPARITA FIALA DEL FAMIGERATO GUANARITO!

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Allerta nel bio-laboratorio del governo americano di Galveston in Texas da dove è sparita una delle sole cinque fiale contenenti il letale virus ‘Guanarito’, proveniente dal Venezuela. Indagini sono in corso sotto la supervisione dell’Ufficio per la ricerca sulla Difesa biologica dell’Istituto nazionale della salute Usa, ma gli investigatori per ora non sospettano alcun atto criminale, bensì un errore umano. La preoccupazione tuttavia è elevata: quello di Galveston è uno dei laboratori di massima sicurezza Usa, in cui sono custoditi gli unici esemplari del virus dell’ebola, del vaiolo ed altri campioni di malattie incurabili e per i quali non c’é vaccino.

Come il virus dell’ebola infatti – spiegano i Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (Cdc) – il ‘Guanarito’ causa febbri con emorragie sotto pelle, negli organi interni e dagli orifizi del corpo. Non vi è alcun trattamento per la malattia e la mortalità arriva fino al 20% di chi la contrae. Il virus è trasmesso usualmente tra i roditori e i ricercatori sospettano che non possa sopravvivere nella popolazione di animali del Nord America, ma in Venezuela alcune centinaia di casi sono stati registrati anche tra le persone.

 

Giallo sempre più giallo sulla salute di Elisabetta II

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Smentite le notizie sulla malattia della Regina Elisabetta II. «Mia madre non è malata», ha assicurato il duca di York, Andrea, secondogenito della regina d’Inghilterra, che ha rappresentato la madre ieri sera ad un evento pubblico alla ‘Tech City’ il polo tecnologico sorto nell’est di Londra, la risposta britannica alla Silicon Valley.
È la prima volta che un membro della famiglia reale commenta i problemi di salute che hanno colpito la sovrana nelle ultime settimane. La regina è stata vittima di un virus che le ha provocato una fastidiosa gastroenterite e che l’ha anche costretta ad un ricovero in ospedale per 24 ore con la cancellazione di vari eventi pubblici e ufficiali, compreso un viaggio a Roma previsto per una settimana fa.
Buckingham Palace ha fatto sapere lunedì sera che anche per questa settimana la regina si limiterà a svolgere le sue regolari attività rimanendo a Buckingham Palace. Andrea ha quindi sottolineato che la decisione di interrompere è del tutto «precauzionale» e che la regina «non è malata».
La visita del duca di York al posto della sovrana alla Tech City segna anche il debutto della famiglia reale su Twitter. A conclusione dell’evento Andrea ha twittato: «Ottima visita oggi. Fantastica innovazione alla Tech City, di cui possiamo essere orgogliosi». E il messaggio è stato postato sull’account della monarchia britannica.

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