Crolla la collina di Montemario a Roma, tre villini evacuati, ancora maltempo!

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Tre villini nella zona di Monte Mario, a Roma, sono stati sgomberati l’8 febbraio per la frana di una collina causata dal maltempo dei giorni passati. Gli smottamenti hanno costretto i vigili alla chiusura di via Trionfale. I vigili del fuoco hanno deciso di evacuare in via precauzionale alcuni stabili sovrastanti la parte di collina franata a Monte Mario. Si tratta di tre villini dove vivono alcune famiglie

L’uomo che stacca il naso a morsi al vigile

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Prima una lite con un 20enne di Poggiardo, nel Leccese, e poi il morso a uno dei vigili che si era recato nell’abitazione per chiarire cosa fosse accaduto, questo è il “curriculum” di Davide Mauro, 30enne, originario di Ortelle, con alle spalle già episodi di violenza, che ora dovrà anche rispondere di resistenza a pubblico ufficiale e lesioni gravi nei confronti di un agente della Polizia municipale. Questa la dinamica dei fatti come è stata in seguito ricostruita dagli agenti: dopo aver bussato all’abitazione dell’uomo e avendolo trovato in evidente stato di agitazione e conoscendo i problemi psicologici del 30enne, i vigili hanno deciso di chiamare il 118.  Non essendoci campo all’interno dell’abitazione, l’agente è uscito per telefonare col cellulare. A quel punto Mauro ha prima sferrato un pugno alla nuca del vigile rimasto in casa, lo ha stordito e si è avventato mordendolo e staccandogli il naso. È stato poi bloccato dai carabinieri. Il vigile, Giorgio Picci, è stato ricoverato in ospedale dove si valuterà se e quando sottoporlo ad un intervento chirurgico ricostruttivo.

 

Il vigile urbano in moto investito da un’auto a Roma

vigile-investito-tuttacronacaTraffico bloccato a Roma per un vigile a terra. Il tutto è iniziato quando un automobilista, al volante di una Yaris con targa straniera che andava verso il Tevere, ha eseguito un’inversione a u in Corso Vittorio Emanuele, a Roma, questo pomeriggio. Mentre faceva l’azzardata manovra, però, sopraggiungeva un vigile urbano in sella alla sua moto: l’impatto è stato violento e l’agente è finito a terra sbattendo la testa. Sull’asfalto sono rimaste le tracce del suo sangue. Erano passate da poco le sedici quand’è avvenuto l’incidente: i colleghi dell’agente ferito sono arrivati subito sul posto, bloccando il traffico per qualche minuto per consentire a un’ambulanza di soccorrere il vigile.

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A Linea Gialla parla il vigile del fuoco, il nuovo testimone del caso Ragusa

linea-gialla-ragusa-tuttacronacaParlerà nel corso del programma Linea Gialla Filippo Campisi, vigile del fuoco in servizio presso il distaccamento aeroportuale di Pisa, il testimone che racconta di aver visto Roberta Ragusa salire su una jeep gialla  la notte della sua scomparsa da casa a Gello di San Giuliano Terme tra il 13 e il 14 gennaio 2012. In una nota diffusa dal programma si legge: ”Tornando a casa intorno a mezzanotte e mezzo – ha detto Campisi – passando davanti alla casa di Antonio Logli ho visto uscire dal cancello una donna in vestaglia. Ha attirato la mia attenzione proprio il suo abbigliamento, perché se fosse stata vestita normalmente non ci avrei fatto caso, ma uscendo in vestaglia e in pieno inverno sono rimasto sorpreso. Accanto al muro di cinta c’era un macchina, un fuoristrada spartano tenuto un po’ male, tipo una jeep, color chiaro, crema mi pare. L’auto era già in moto. La signora è entrata dentro frettolosamente come per non farsi vedere. Almeno, questa è stata la mia sensazione”. Il pompiere ha anche detto di avere pensato: ”Suo marito è a letto e la moglie va via con l’amante? Dallo specchietto – ha aggiunto – ho visto che l’auto viaggiava in direzione di Pisa”. Il vigile del fuoco, però, non ha riconosciuto la persona al volante ma ha visto che si trattava di ”una figura maschile, però non so chi fosse”. Quello che ha visto era ”una donna uscire in vestaglia dal cancello” di casa Logli, anche se non è certo che si trattasse della Ragusa. Campisi tenta anche di dare una giustificazione sul ritardo con il quale ha presentato la sua testimonianza, condotta che gli è costata anche qualche grattacapo dal punto di vista professionale:

”Dopo tre mesi, guardando un programma televisivo che parlava della Ragusa – ha spiegato – ho collegato questa cosa che ho visto. Sono rimasto quattro o cinque giorni combattuto: tornavo a casa e chiedevo a mia moglie: ci vado o no a parlare con i carabinieri? Poi mi sono deciso a mandare, nell’aprile scorso, una lettera anonima alla stazione dei carabinieri di San Giuliano Terme. Io avrei voluto andare subito dalle forze dell’ordine, però se uno è solo è un conto, ma se ha famiglia, figli, moglie allora è diverso. Io a casa mia qualunque decisione la prendo con mia moglie e lei mi ha frenato anche perché il caso Ragusa aveva un grosso impatto mediatico, c’erano sempre i giornalisti lì davanti a casa di Logli. Noi abbiamo una vita tranquilla e non volevamo finire nel calderone”.

Il Vigile del Fuoco rompe il silenzio e apre speranze sul caso Ragusa

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E’ un vigile del fuoco in servizio presso il distaccamento aeroportuale di Pisa, il nuovo testimone del caso Ragusa che ha rotto il silenzio dopo 20 mesi dalla scomparsa dell’imprenditrice. Filippo Campisi, questo il nome del nuovo teste, nei giorni scorsi ha concesso un’intervista a “Linea Gialla” il programma de La7 e l’intera dichiarazione del vigile del fuoco andrà in onda domani sera. Campisi, secondo quanto avrebbe testimoniato, si sarebbe trovato a transitare davanti alla casa della famiglia Logli, proprio la notte della scomparsa della donna e intorno all’una avrebbe visto Roberta Ragusa salire sul Suv. Le sue dichiarazioni sono al vaglio degli inquirenti, che stanno cercando proprio l’auto avvistata, e contrastano con quanto riferito dall’altro supertestimone Loris Gozi, sentito anche in sede di incidente probatorio, secondo il quale la donna fu vista salire nell’auto del marito Antonio Logli, da oltre un anno indagato per omicidio volontario e occultamento di cadavere, e poco dopo in una strada adiacente disse di avere udito Logli litigare con una donna.

Il vigile urbano non sarebbe stato ucciso, ma si sarebbe suicidato

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Mirco Vicari, il vigile urbano morto ieri a Palermo apparentemente in una rapina finita male, in realtà non sarebbe stato ucciso, ma si sarebbe suicidato. A rivelarlo sarebbero state due colleghe della vittima a cui l’agente aveva confidato di volerla fare finita a causa delle sue condizioni economiche . Gli inquirenti avevano già mostrato alcuni dubbi sulla vicenda… soprattutto si erano chiesti chi avrebbe rischiato una rapina a casa di un uomo che guadagna 900 euro al mese?

Vigile urbano ucciso a Palermo, durante una rapina

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Una rapina a Palermo che finisce nel sangue. Così è morto il vigile urbano Mirco Vicari che, secondo una prima ricostruzione, avrebbe sorpreso alcuni rapinatori a compiere un furto nella sua abitazione in via Scillato, nel quartiere Borgo Nuovo del capoluogo. L’agente è tornato a casa e ha trovato la porta aperta e i ladri nell’appartamento. Durante la colluttazione il vigile è stato ucciso e i banditi sono fuggiti. Ora sull’omicidio indaga la polizia e l’indagine è coordinata dal dal pm Sergio Demontis e dall’aggiunto Maurizio Scalia.

Una mostra per ridere e ricordare: Albertone a Roma!

Sordi e Roma: un matrimonio indissolubile. A 10 anni dalla sua scomparsa, la città lo celebra con una serie di eventi e una mostra dedicata al comico più famoso del mondo!

L’esposizione al Complesso del Vittoriano sarà visibile dal 15 febbraio al 31 marzo. Un viaggio nella vita dell’uomo prima che una celebrazione dell’artista, tra ricordi commoventi, conosciuti e sconosciuti, si intraprende un percorso per entrare in contatto con Alberto in una modalità diversa e sorprendente. Chi può non ricordare l’abito de ‘Il marchese del Grillo’? Ma in mostra ci saranno anche  il salvadanaio in terracotta a forma di bufalo datogli da sindaco di Kansas City, il berretto ‘pieno di orgoglio’ de ‘Il vigile’, una stupenda foto di lui bambino che gioca a calcio e poi i luoghi in cui l’attore ha vissuto e quelli in cui ha ambientato la maggior parte dei suoi film. E ancora, il pianoforte che Sordi suonava nei momenti di relax, la poltrona da barbiere che troneggiava in bagno, la bicicletta con cui scorazzava nel parco, la macchina da scrivere personale, il baule con gli attrezzi da ginnastica e la benedizione di Giovanni Paolo II.

 

 Tante cose .

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