Se la Sardegna piange, il sud è in ginocchio

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Dopo la Sardegna il maltempo arriva a flagellare anche la Calabria. Ingenti danni si sono registrati sulla costa ionica ed in particolare il catanzarese, il crotonese e il vibonese. Numerosi gli allagamenti e le strade interrotte a causa del fango. In molti comuni le scuole sono rimaste chiuse. A Crotone, Catanzaro e Vibo Valentia sono centinaia le richieste di soccorso giunte ai vigili del fuoco, alcune per persone rimaste bloccate in auto. A Sellia Marina, nel catanzarese, un villaggio con 150 persone è stato evacuato perché invaso dall’acqua a causa dello straripamento del fiume Uria. L’esondazione ha provocato ingenti danni sia alle abitazioni che al sistema dei trasporti. Sempre nella zona di Sellia Marina c’è preoccupazione per un ponte ferroviario che ora si sta cercando di mettere in sicurezza. Un altro ponte, già da tempo inutilizzato, è crollato.

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Anche a Roma sono stati attivati dodici presidi della Protezione civile anche se la prima ondata di maltempo che si è abbattuta sulla Capitale sembrerebbe al momento meno intensa del previsto, ma resta alto l’allerta per il Tevere.

Come racconta Il Fatto Quotidiano:

Difficoltà si riscontrano anche in Campania, dove un forte vento di scirocco ha flagellato per tutta la notte l’isola di Capri (Napoli), provocando l’interruzione dei collegamenti con le corse veloci. Sono invece regolari i traghetti. Le prime avvisaglie del maltempo si erano viste ieri pomeriggio quando, con i collegamenti già a singhiozzo, le raffiche di vento e il mare che si è alzato all’improvviso, si sono verificati due episodi che hanno impegnato gli uomini della Capitaneria di porto. Che prima hanno salvato un giovane in difficoltà con la sua imbarcazione al largo di Punta Campanella. Poi sono intervenuti per un incidente avvenuto nel porto di Capri con lo Snav Orion che ha urtato una bitta della banchina del molo ed è stato costretto a interrompere le partenze: l’unità veloce è stata fatta ripartire per Napoli senza passeggeri a bordo per le verifiche dei danni. Sospese le corse di aliscafi e catamarani, tra Capri, Sorrento e Napoli. La ripresa delle corse veloci non è prevista neppure per le prossime ore, visto che le condizioni meteo-marine dovrebbero peggiorare.

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In Puglia il violento temporale che si sta abbattendo sulla città di Taranto e nei comuni della provincia sta provocando danni ed enormi disagi alla circolazione stradale. Nel capoluogo diverse auto sono rimaste in panne nei sottovia. Decine le richieste di soccorso pervenute ai vigili del fuoco, che stanno lavorando per liberare negozi e scantinati dall’acqua e verificare l’agibilità di numerosi edifici. In alcune strade si sono create voragini per il cedimento dell’asfalto. Il nubifragio non sta risparmiando i comuni di entrambi i versanti, orientale e occidentale. A Castellaneta la strada provinciale 15 (tra Masseria Gaudella e Laterza) è franata in più punti. Il Comune ha diramato un avviso sottolineando che “è estremamente pericoloso percorrerla”. La situazione è difficile anche a Ginosa e Marina di Ginosa, dove il 7 ottobre scorso sono morte quattro persone a causa di un’alluvione; alcune zone risultano isolate. Il forte vento sta complicando le operazioni di soccorso da parte dei vigili del fuoco.

Pietro D’Amico scelse il suicidio assistito per un errore medico

d'amico-suicidio-assisstito-tuttacronacaAveva richiesto il suicidio assistito, l’ex magistrato calabrese di 62 anni Pietro D’Amico, di Vibo Valentia, morto in una clinica di Basilea, in Svizzera. L’uomo aveva scelto la dolce morte perchè convinto di essere affetto da una malattia incurabile. Stando a quanto emerso dall’autopsia voluta dalla figlia e dalla vedova e disposta dalla magistratura elvetica, però, questa patologia non esisteva, così come dimostrato anche dai “sofisticati e approfonditi esami di laboratorio dei reperti prelevati dal corpo”, che “hanno escluso perentoriamente l’esistenza di quella grave e incurabile patologia dichiarata da alcuni medici italiani e asseverata da alcuni medici svizzeri”, come rende noto l’avvocato Michele Roccisano, amico del magistrato morto e legale della vedova. In una nota si legge quindi del fatale errore medico: “D’Amico non era affetto da quella grave patologia che lo aveva convinto a chiedere il suicidio assistito. Un errore scientifico che ha portato a conseguenze fatali, poiché D’Amico, già depresso e convinto di essere gravemente malato, ebbe purtroppo quella terribile conferma che lo spinse a richiedere il suicidio assistito a Basilea. Furono proprio quelle errate diagnosi a convincere alcuni medici svizzeri, soprattutto Erika Preisig, dell’Associazione Eternal Spirit lifecircle, ad assisterlo in quel suicidio”. La nota prosegue quindi spiegando che sarà ora la magistratura italiana a stabilire se i medici italiani siano responsabili dell’errata diagnosi e se lo sbaglio sia dipeso da negligenza, imperizia, imprudenza, “tenuto anche conto del fatto che per poter accertare l’esistenza di quella patologia, avrebbero dovuto sottoporre il paziente ad esami strumentali specifici” che a D’Amico non furono mai prescritti. “La stessa magistratura – si legge poi – dovrà accertare il nesso di causalità fra l’errata diagnosi e il triste evento. Tanto più che in precedenti tentativi, non ancora provvisto di quelle errate certificazioni, D’Amico non aveva ottenuto dai medici svizzeri il suicidio assistito.” Ma un’indagine è stata aperta anche in Svizzera, dove ai medici è imposto “di accertarsi che sia affetto da una patologia terminale, non potendo gli stessi accogliere acriticamente i referti presentati dal paziente e/o i sintomi descritti dal paziente che spesso, specie se depresso, tende a somatizzare disturbi a volte dovuti a malanni molto più benigni. La legge svizzera prescrive anche che la diagnosi sia fatta da almeno due medici svizzeri diversi da quello che poi assiste il paziente al suicidio, mentre, nel caso, ciò sembra non essere avvenuto poiché uno dei medici che ha confermato la malattia era la stessa Erika Presig, ovvero la ‘dottoressa Morte'”.

Rosario Fiarè tra ‘ndragheta e violenza sessuale

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Rosario Fiarè, di 64 anni, ritenuto capo dell’omonima cosca di San Gregorio d’Ippona (Vibo Valentia),  sorvegliato speciale con obbligo di dimora, oltre che essere invischiato con ‘ndragheta aveva anche il vizio di stuprare le sue domestiche. Assieme a Fiarè è stato condannato a 12 anni anche Francesco Pannace, di 25 anni. Entrambi erano accusati a vario titolo di violenza sessuale di gruppo, violenza sessuale, induzione alla prostituzione, tentata violenza privata e violazione degli obblighi. Insieme a loro anche Saverio Ferrise, condannato in appello a quattro anni di reclusione per tentato concorso in sfruttamento della prostituzione e concorso anomalo in violenza sessuale e violenza sessuale di gruppo. Le vittime dei tre uomini erano giovani italiane, bulgare e magrebine. Le donne venivano attirate con la promessa di un lavoro come badante, domestica o fornaia e poi si trovavano coinvolte nel giro di prostituzione. Tra le vittime delle violenze anche una quarantenne di Lamezia Terme con una situazione di disagio familiare alle spalle e la necessità di lavorare alla quale venne proposto un posto come badante di un anziano del vibonese. La donna accettò e lo stesso giorno fu costretta a subire una violenza sessuale che denunciò ai carabinieri. Da qui partirono le indagini che oggi hanno portato alla sentenza di appello.

Prova a rubare in chiesa, muore soffocato: giustizia divina?

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Ha tentato nella notte di introdursi dentro la chiesa di San Michele nel centro di Tropea (Vibo Valentia) per compiere un furto, ma è morto soffocato dopo che la candela che lui stesso aveva accesso, per illuminare, ha incendiato i paramenti ecclesiastici riposti nella sacrestia. L’uomo un 32 polacco non è riuscito a trovare scampo tra le fiamme e il fumo.

Terremoto in Calabria, alle 8,21 la terra ha tremato

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Una scossa di terremoto di magnitudo 2.4 è stata registrata alle 08:21 tra le province di Catanzaro e Vibo Valentia, nella zona montuosa de Le Serre. Lo segnala l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv). Non si registrano danni a persone o cose.

Scossa di terremoto al largo delle coste della Calabria

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Non ha fatto registrare danni a persone o cose la scossa di terremoto di magnitudo 2.5 registrata al largo delle coste occidentali della Calabria, davanti alle province di Catanzaro e Vibo Valentia. Da quanto rilevato dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), il sisma ha avuto ipocentro a 39,3 km di profondità ed epicentro non lontano dai comuni catanzaresi di Falerna, Gizzeria e Nocera Terinese e di quelli vibonesi di Briatico e Pizzo.

Vibo: “Odor Lucri” inchiesta sui “Gruppi consiliari”. La Torre non è indagato.

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